Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2706 del 6 novembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2706/IX Situazione economica ed occupazionale della Cogne SpA (Interrogazione)Errore. Il segnalibro non è definito.

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Bich ed iscritta al punto 9 dell'ordine del giorno.

Interrogazione Preso atto che le notizie riportate da La Stampa nei giorni scorsi sulla situazione della Cogne SpA registrano un ulteriore calo dell'occupazione di altre 200 unità;

Venuto a conoscenza che circolano con insistenza voci su accordi internazionali e nazionali che farebbero confluire l'attuale Cogne SpA nell'ambito di gruppi diversi in relazione alle singole linee di prodotto (gruppi svedesi per gli acciai inox, Ilva di Terni per gli acciai utensili);

il sottoscritto Consigliere regionale

interroga

l'Assessore competente per sapere:

- se la produzione e la vendita di acciai per utensili resterà integrata nella Cogne SpA;

- quale caduta occupazionale comporterebbe la completa alienazione di tali prodotti;

- quali gruppi di staff stanno per essere radiati dall'organico aziendale e in quali servizi e/o organizzazioni verranno riutilizzati;

- qual è il risultato economico della Cogne SpA aggiornato ad oggi;

- se è stata effettuata una verifica sull'attendibilità del protocollo Iri-Regione.

PresidenteHa chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Ringrazio il Consigliere Bich per aver presentato l'interrogazione che mi consente di fare, sia pure rapidamente, il punto sulla situazione e che è sintomo della preoccupazione e dell'attenzione che è necessario avere per la situazione della Cogne.

L'interrogazione pone una serie di quesiti, a cui è possibile rispondere elencando dei dati di fatto che si sono evidenziati in queste settimane.

In essa si chiede se sta andando avanti qualche accordo internazionale in relazione alla produzione di acciai utensili.

In effetti, da qualche tempo l'indirizzo dell'Ilva è stato quello di puntare sugli acciai inox Vergella e di ricercare accordi internazionali che portassero a scambi di acciai inox, che costituiscono il settore fondamentale della Cogne, eventualmente con altre produzioni ritenute strategicamente meno importanti.

Per quello che risulta finora, questi accordi internazionali non sono ancora giunti a conclusione. In particolare quello con l'Avesta non ha fatto molti passi in avanti per ragioni di tipo finanziario. Non è neppure concluso l'accordo con la Boeler, che potrebbe mettere in discussione alcune produzioni di acciai utensili e rapidi.

Pertanto, non essendo definiti questi accordi, fino a questo momento non è neanche possibile valutare quali saranno le conseguenze sul piano occupazionale.

Nell'interrogazione si parla dei risultati economici della Cogne. Indubbiamente il Consigliere Bich conosce molto bene la situazione della siderurgia internazionale. L'anno 1991 è stato un anno nero e c'è stato un calo medio dei prezzi del 30 per cento. Pertanto, nel bilancio 1991 della Cogne è possibile che ci sia qualche riflesso di questa situazione. Nell'aprile 1991 è stato presentato il bilancio 1990, mentre quello del 1991 non è ancora compiuto.

Credo però che la situazione su cui dobbiamo porre maggiore attenzione è quella evidenziata da due fatti: la richiesta dell'Ilva, Gambardella, di avere 1200 miliardi dall'azionista Iri, che è stata soddisfatta solo per 350 miliardi con l'ingresso della Sofin, e l'intervento effettuato dalla Corte Costituzionale, che in sostanza ha bocciato la legge dei fondi di rotazione agli enti delle Partecipazioni statali. Questa legge prevedeva fondi per 10.000 miliardi e l'intervento della Corte Costituzionale crea difficoltà finanziari a questi enti, principalmente all'Iri.

In seguito a queste situazioni, cui il governo non ha ancora risposto, è stato presentato in questi giorni a Nobili, da parte dell'Ilva, un piano finanziario che verrà discusso domani nel Comitato di presidenza. Dalle notizie che compaiono sui giornali, in questo piano finanziario sarebbero anche previste possibili dismissioni. Non è ben chiaro se si tratta di dismissioni immobiliari, azionarie o anche, in alcuni casi, di stabilimenti.

Non è ancora stato completato neppure il piano 1992/95 per le produzioni siderurgiche, anche in conseguenza delle modifiche che devono essere introdotte in seguito alla situazione finanziaria dell'Iri e dell'Ilva.

Come Assessorato, in questo mese abbiamo avuto avuto incontri con il Direttore generale dell'Ilva e con il Presidente della Cogne. Crediamo però che sia opportuno verificare proposte ed ipotesi definite.

In questo senso abbiamo richiesto incontri urgenti con l'Ilva e con l'Iri, per verificare quali modifiche alle precedenti strategie sono state introdotte a seguito delle difficoltà finanziarie dell'Iri.

Dobbiamo qui ribadire la validità della dichiarazione d'intenti, sottoscritta d'altronde solo il 21 giugno di quest'anno, che è stata verificata col Presidente dell'Iri e sottoscritta dall'ing. Gambardella per conto dell'Ilva. In questi mesi abbiamo operato per dare corso ai contenuti di questa dichiarazione d'intenti e riteniamo che ne vada riconfermata la validità.

Nell'ambito di quella dichiarazione erano previsti interventi per risolvere il problema della Verrès SpA, che è giunto in porto; erano previsti anche, come nei protocolli precedenti del 1987 e del 1998, interventi per la verticalizzazione ed in effetti è stata presentata una proposta per un'azienda che verticalizza la Vergella e che potrebbe trovare insediamento nella nostra Regione.

In questa nuova situazione è però indispensabile avere da parte dell'Iri e dell'Ilva la riconferma degli impegni presi ed avere notizie, con maggiore chiarezza, sulle intenzioni che si sono manifestate e che sono contenute in questi documenti oggi in discussione.

Pensiamo di riuscire ad ottenere entro breve termine questi incontri. Nel frattempo abbiamo convocato per le ore 11 di sabato il Comitato ristretto per la siderurgia ed intendiamo sottolineare in modo molto fermo l'importanza che questa Giunta attribuisce all'esistenza nella nostra Regione di uno stabilimento come la Cogne, per le risorse professionali e di know how, per l'importanza che ha avuto nella storia della nostra Regione e che deve continuare ad avere.

Riferiremo al Consiglio regionale e alle forze sociali non appena queste vaghe notizie che sono contenute nei giornali saranno da noi conosciute in modo più dettagliato. Crediamo che la situazione vada affrontata con volontà di risolvere positivamente i problemi, senza allarmismi e sottovalutazioni.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind)Ringrazio l'Assessore per la sua risposta puntuale e complessivamente esauriente, perché ha esaminato tutta l'interrogazione, anche se mi sembra un po' ottimistica, non solo perché non tiene conto dei segnali non propriamente ottimistici che provengono dall'attività dell'industria siderurgica aostana, ma anche perché non tiene neppure conto del fatto che sembrano già operate alcune scelte importanti, che coinvolgono anche lo stabilimento di Aosta. Mi riferisco, in particolare, agli impianti produttivi per fucinati, dove la pressa da 2500 tonnellate è stata di fatto radiata dal processo produttivo, e dove un'intera organizzazione di vendita dei prodotti fucinati, quindi degli acciai per utensili, stia per transitare - le richieste sono state fatte in sede Ilva - ad un nuovo quadro produttivo che dovrebbe denominarsi Ilva-Tours, alla quale non si conosce bene che tipo di partecipazione straniera possa aggregarsi, e che provvederà, attraverso la Terni, a compiere per intero la produzione dei fucinati e degli acciai per utensili e la conseguente fase commerciale.

Se questo avverrà, ci sarà di fatto lo smembramento dello stabilimento Cogne, con la radiazione di 800 occupati - mi riferisco alla situazione 1989/90 - con la caduta di 15.000 tonnellate di acciaio per utensili, pari ad una quota del 7 per cento del mercato europeo, che è la parte che ha il maggior valore aggiunto. Nell'ambito Cogne resterebbero gli impianti produttivi per laminati lunghi, quindi la vergella inox, che è il prodotto più maturo. D'altronde, conosciamo tutti la caratteristica di questo prodotto. In questo caso, lo stabilimento Cogne di Aosta, attraverso varie forme societarie, a qualche gruppo straniero, anche se non si sa bene ancora a quale.

Pare comunque che l'ipotesi Avesta sia tramontata. Io dico per fortuna, perché l'Avesta ha altri due stabilimenti di vergella inox con codici di produzione molto più elevati e produttivi del nostro stabilimento e che di fatto avrebbero messo la Cogne di Aosta fuori mercato. Rientra forse l'ipotesi Boeler, però si tratta di voci e di nomi che devono essere verificati e sperimentati.

Sta di fatto che i ranghi dello stabilimento di Aosta sarebbero limitati ad un laminatoio di vergella inox, più un forno di 60 tonnellate. Si tratterebbe quindi di una cosa molto limitata, per un organico di 1200 o 1300 persone.

Ecco, queste sono le ipotesi molto oscure che si fanno, con l'Ilva Tours che di fatto assorbirebbe nel suo quadro produttivo la parte più interessante e tecnologicamente più qualificante del prodotto.

Ci sono poi degli aspetti ancora oscuri, anche se sono stati in qualche modo discussi nell'ambito del protocollo d'intenti Iri-Regione, che sono in particolare lo staff del servizio qualità e di alcuni altri servizi, che, così come stanno, non hanno più alcuna giustificazione. Non sappiamo - e comunque l'Assessore non l'ha detto - come dovrebbero collocarsi e che futuro possano avere questi staff d'intervento nella fabbrica.

Ecco, resta quindi in piedi l'interrogativo su quel che potrà avvenire nei prossimi giorni, ben conoscendo la congiuntura negativa degli acciai e della siderurgia in generale e ben conoscendo anche la sentenza della Corte costituzionale, che di fatto non permette più "escamotages" per il finanziamento a piè di lista o meno delle Partecipazioni statali e quindi, in questo caso, anche della siderurgia.

Da parte mia resta, pertanto, pienamente presente questo senso di assoluta incertezza e comunque di marginalità dello stabilimento di Aosta rispetto alle strategie aziendali che si stanno affermando all'interno dell'Ilva. Questo ci fa pensare che possa anche avvenire il peggio.

Si dà atto che, dalle ore 16,28, presiede il Vicepresidente Stévenin.

PrésidentOn passe maintenant au point 11 de l'ordre du jour et on discutera le point 10 quand le Conseiller Riccarand rentrera dans la salle du Conseil.