Oggetto del Consiglio n. 320 del 18 ottobre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 320/75 - Reiezione della questione sospensiva per il rinvio della discussione dell'oggetto concernente l'elezione del Presidente della Giunta.
Caveri (U.V.) - Si tratta ora di procedere alla votazione del Presidente a scheda segreta. Il Consigliere Dolchi ha chiesto la parola.
Dolchi (P.C.I.) - Chiedo la parola, ai sensi dell'articolo 64 del Regolamento, per formulare, prima dell'inizio della discussione del punto n. 2 all'ordine del giorno, la richiesta formale alla Signoria Vostra e al Consiglio di rinviare ad altra seduta gli argomenti n. 2 e n. 3 iscritti all'ordine del giorno di oggi. Se lei mi consente, vorrei illustrare brevemente la ragione di questa richiesta di rinvio, che faccio pubblicamente e che rivolgo a lei, Signor Presidente del Consiglio, e ai Consiglieri affinché l'approvino quando sarà messa ai voti.
Si richiama a quanto ho già detto nella riunione dei Capi Gruppo e che ho riferito questa mattina ai colleghi Consiglieri. La Valle d'Aosta e questo Consiglio hanno bisogno di una maggioranza numericamente abbondante - è stato detto anche da altri colleghi questa mattina - che superi il numero di 18, hanno bisogno di una Giunta efficiente che goda di un largo consenso sia nell'Assemblea che fra la popolazione. I tre giorni intercorsi tra le dimissioni e oggi, malgrado il ritmo intenso - non lo nascondiamo - delle riunioni, degli incontri che sono avvenuti, non sono però stati, a nostro avviso, sufficienti a esplorare tutte le possibilità per una maggioranza nuova, aperta e solida.
Come Partito Comunista, avevamo fatto la proposta di una maggioranza a quattro delle quattro Forze politiche: Federazione, Partito Comunista, Partito Socialista e Democratici Popolari che non ha avuto risposta positiva da parte della Federazione e del Partito Socialista. Abbiamo avuto un incontro con gli amici rappresentanti la Federazione e, dopo questo primo approccio, abbiamo avuto in visione un programma su cui si poteva discutere e avere punti di convergenza. Ancora ieri mattina si è discusso lungamente tra le delegazioni della Federazione, della Democrazia Cristiana, del Partito Socialista e del Partito Comunista sulla possibilità di soluzioni tipo Lazio o Marche, tanto per intenderci, cioè con accordi su un programma e appoggi di diversa forma, su tali programmi concordati precedentemente.
Malgrado tali incontri, tali iniziative, la buona fede e la buona volontà che alcuni ci hanno messo, si è avuta anche da parte nostra, da parte comunista, l'impressione - e ieri ci è stato confermato chiaramente, ce lo hanno detto proprio i Compagni socialisti - che non era più possibile rompere il Patto di solidarietà instaurato fra Partito Socialista, Federazione e Democrazia Cristiana. Oggi pertanto con i punti n. 2 e n. 3 all'ordine del giorno si vuole rifare la maggioranza che ha fin qui governato, la maggioranza dimissionaria e sull'altare della fretta - dopo gli alibi, se mi permettete questa parola, o la strumentalizzazione degli incontri che ho ricordato e che sono avvenuti - ridare vita alla stessa formula che questa mattina dicevo essersi dimostrata soprattutto inadeguata alla grave realtà del momento. Tutto ciò non va, secondo noi, nell'interesse della Valle d'Aosta e dimostra una volontà di potere e non una ricerca di intesa. Se mi è permesso, non possiamo, ad esempio, concordare con l'ordine del giorno votato a maggioranza relativa ieri sera dal Comitato direttivo del Partito Socialista, che dice testualmente: "almeno per il momento l'adesione del PCI, contrariamente a quanto avviene nel resto del Paese, non ha potuto essere trovata sulla corresponsabilizzazione di un programma specifico": non possiamo essere d'accordo perché questo sarebbe un passo indietro rispetto al resto del Paese, si chiedeva un'opposizione diversa, costruttiva. Noi l'opposizione costruttiva l'abbiamo sempre fatta in questo Consiglio regionale. Proprio il richiamo alle Marche o al Lazio voleva dire partecipazione attiva e precisata del Partito Comunista. Ecco perché, anche se ci considerate degli ingenui e i patti, come già si dice, sono già conclusi, noi chiediamo un rinvio anche breve su questi due punti all'ordine del giorno perché riteniamo che le Forze socialiste, cattoliche, comuniste e quelle raggruppate nella Federazione abbiano ancora la possibilità, se vi è un po' di tempo a disposizione, di trovare motivi di convergenza, momenti d'incontro e possono realizzare intese programmatiche e di maggioranza. Sono fallite le trattative di questi tre giorni e quindi, se non facessimo questa proposta di rinvio, saremmo proprio degli ingenui. Ecco, possono considerarsi fallite se ci si limita a guardare solamente il quadro politico e il suo allargamento nei confronti della maggioranza della Giunta dimissionaria o se ci si limita a guardare il cosiddetto "organigramma".
Proprio questi incontri, anche se affrettati, dopo la crisi formale, hanno dimostrato che esistono possibilità di dialogo, che esistono consensi e concordanze su molti punti programmatici, che esistono tali e tanti gravi problemi - e ne do atto, lo sottolineavano nella riunione di ieri i colleghi Andrione e Ramera - che le Forze politiche responsabili non possono ignorare e quindi non è possibile un'ulteriore esplorazione.
La maggioranza dimissionaria, che ieri ci è stato detto non può essere rotta in quanto patto di solidarietà, è così sicura di volere e di potere risolverli da soli? Io non dico niente di nuovo e non vorrei fare della demagogia, ma corre nel nostro Paese lo slogan, che vale forse la spesa di ricordare: "dopo il 15 giugno - e lo si diceva anche prima - non si può governare senza, o ancora peggio, non si può governare contro i Comunisti". Vorrei chiarire la questione non tanto per i sette Consiglieri presenti quanto per la Forza che il Partito Comunista rappresenta nel Paese, per il suo legame con la gente, con la realtà, per la sua caratteristica di Partito di massa, di lotta e di governo. Sia ben inteso che "Partito di governo" non vuol dire partecipazione a qualsiasi costo all'Esecutivo, ma vuol dire Partito che ha la capacità di elaborazione, di fare proposte adeguate, di prendere iniziative, di prospettare alternative, di dare in una parola un determinante contributo a soluzione dei gravi problemi che ci stanno di fronte.
Noi chiediamo il rinvio proprio perché sappiamo - ce l'hanno detto i giornali, ci sono state delle dichiarazioni - che all'interno delle stesse Forze che compongono la maggioranza dimissionaria, e che si vorrebbe rinnovare oggi con quel Patto di solidarietà, esistono posizioni differenziate, esistono fermenti volontà di trovare nuove strade che non siano quelle dei blocchi contrapposti, degli steccati, dello scontro frontale (abbiamo letto le dichiarazioni degli amici della Democrazia Cristiana, abbiamo seguito - Aosta è anche piccola - il travaglio che ha portato alla posizione di tale Gruppo). Con tutte queste Forze, con tutte queste correnti, laddove ci sono, non è possibile continuare il discorso per alcuni giorni in modo che effettivamente, se non si trova una strada diversa, si giunga a quella prospettata solamente dopo aver espletato tutte le strade?
Ci sono in Valle d'Aosta, come nel Paese - e sono state ricordate lungamente stamattina -, istanze che provengono dalle Forze sociali, dalle Organizzazioni Sindacali, dai lavoratori, dalle popolazioni, che riguardano l'occupazione e la politica degli investimenti. Noi del Partito Comunista riteniamo di essere un Partito responsabile, cerchiamo di dimostrarlo con i fatti, con le proposte politiche, con le iniziative in questo Consiglio; lo facciamo dai banchi dell'opposizione come lo abbiamo fatto anche quando eravamo in maggioranza. Abbiamo proposto leggi, alcune delle quali giacciono da tempo - lo ha ricordato il Compagno Monami -, proponiamo provvedimenti e soluzioni, ma siamo anche coerenti quando, come in questo momento, vi proponiamo di non chiudere la porta, con un'affrettata votazione relativamente all'elezione del Presidente della Giunta, a una possibilità di incontro da parte del Presidente e della Giunta di tutte le Forze dell'arco costituzionale nelle loro sfumature e differenziazioni. Siamo - ed era giusto... e lo abbiamo documentato questa mattina, il dibattito lo ha confermato - per una crisi che sia breve e che abbia degli sbocchi positivi, utili nell'interesse della Valle d'Aosta. Siamo per una crisi breve, ma non talmente breve da non permettere quel confronto esauriente che potrebbe dare, dicevo, risultati positivi per l'avvenire della Valle d'Aosta con una costituzione di una maggioranza che non sia risicata, come si usa dire, che non sia il frutto di una somma aritmetica, ma che sia il risultato di un incontro, di una convergenza di Forze coscienti e responsabili su un programma che tenga conto - e qui mi scuso di rubare le parole al collega Andrione - delle priorità, una maggioranza che sia in grado di rispondere alle istanze e alle necessità della Valle d'Aosta. Ecco perché noi, Signor Presidente, le chiediamo il rinvio degli argomenti n. 2 e n. 3 all'ordine del giorno. Siccome chiediamo anche che la votazione di rinvio avvenga con votazione segreta - e lo chiedo a nome dei Compagni Manganoni, Tonino, Crétier, Siggia e Chincheré -, fin da adesso annuncio che voteremo pallina bianca sulla proposta che io faccio e che sottopongo, sempre ai sensi dell'articolo 64, all'attenzione dei Gruppi consiliari.
Caveri (U.V.) - Il Consigliere Dolchi si riferisce all'articolo 64, ora mi sembra che non ricorrano le ipotesi previste da tale articolo perché lo stesso parla della discussione generale su un progetto di legge, o di regolamento, o su un provvedimento ammnistrativo. Ora, l'elezione del Presidente della Giunta come l'elezione della Giunta regionale costituiscono un atto politico, quindi, essendo questo un atto politico, non ricorre nemmeno la terza ipotesi di cui all'articolo 64. Ho il dovere, comunque, in base al secondo comma dell'articolo 64, di concedere la parola a un oratore per ciascun Gruppo, e, quanto alla questione della votazione, sempre secondo il secondo comma, prevede la votazione per alzata di mano. I rappresentanti dei Gruppi, uno per Gruppo, comunque hanno diritto di parlare.
La parola al Consigliere Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Signor Presidente e colleghi Consiglieri, ho l'impressione che in questo Consiglio e nei rapporti che si instaurano tra le Forze politiche ci sia la tendenza a sottovalutare le prese di posizione che si possono fare nelle varie sedi, nelle varie circostanze in cui avviene il dibattito e il confronto tra le Forze politiche. Abbiamo sempre dovuto constatare e ammettere, talvolta con rammarico, che non sempre e non solo nel Consiglio regionale avvenivano questi confronti e queste prese di posizione e che a volte certe prese di posizione che avvenivano qui in Consiglio avevano il sapore dell'ingenuità proprio perché facevano finta di prescindere da altre considerazioni che erano già state fatte ampiamente in sedi altrettanto direi decisive e autorevoli. Nell'esaltare la sovranità del Consiglio si cercava di dimenticare che la politica si fa certamente in quest'aula, ma anche al di fuori e i mesi che sono trascorsi dalla costituzione della Giunta, che si è dimessa questa mattina e della quale abbiamo accettato le dimissioni, sono stati mesi di dialogo, di dibattito politico. Credo che non possiamo ragionevolmente arrivare all'ultimo momento, mi si consenta, per ottenere la tesi che occorre un confronto maggiore, quando ritengo che questo confronto sia stato impostato correttamente dal Partito Socialista, dagli stessi Regionalisti e dalla Democrazia Cristiana. Abbiamo cercato di farlo, per esempio, ieri e l'altro ieri ancora... e abbiamo prospettato delle soluzioni che noi ritenevamo potessero in questo particolare momento avere forse il consenso anche del Partito Comunista e comunque su quell'ipotesi di lavoro, se ci fosse stata una disponibilità dichiarata, avremmo anche dato, per esempio, la disponibilità a prendere tempo in una forma magari diversa da quella del rinvio come viene proposto oggi, magari eleggendo il Presidente della Giunta e poi discutendo sul resto.
Nell'incontro che c'è stato l'altra mattina proprio qui nel Palazzo regionale quell'ipotesi che a noi era sembrata possibile in un pourparler avuto il giorno prima, e anche la mattina stessa con il Partito Comunista - quell'ipotesi che si riferiva, come ha ricordato Dolchi, tanto per non fare nomi, alle Regioni Marche e Lazio -, dopo essere stata un pochettino approfondita e sviscerata, è stata scartata dal Partito Comunista, che ha fatto una proposta di alleanza, cioè ha lanciato probabilmente un'ipotesi di lavoro, comunque ha scartato l'ipotesi di un'alleanza a quattro, cioè Comunisti, Socialisti, Regionalisti e Democristiani. Ora, noi Socialisti non abbiamo detto che non eravamo d'accordo su questa soluzione, ma che non si poteva pretendere di farla accettare in questo momento alla Democrazia Cristiana, quando questa linea di un accordo politico a quattro supera qualunque deliberazione di questo Partito, qualunque alleanza questo Partito ha potuto contrarre in questo momento nel resto del Paese, e che pertanto la ricerca di un accordo politico a quattro in questo momento poteva sembrare un tantino capzioso.
Noi abbiamo detto fin dall'inizio che eravamo disponibili a fare quanto era possibile in questo momento per la ricerca di un'intesa globale sul programma di governo con il Partito Comunista, con la Democrazia Cristiana e con i Regionalisti. Di più non abbiamo chiesto perché non crediamo che i miracoli politici possano avvenire in un giorno, in un momento e non reputiamo che certe soluzioni appartengano al regno della politica ma, caso mai, della fantapolitica e della politica che ha da venire, che si deve costruire con piccoli passi e con intese più ridotte magari. In poche parole ci è stato risposto di "no" e abbiamo dovuto così prendere atto con un certo rammarico, non con rassegnazione, di questa situazione, tant'è che i nostri rispettivi organi deliberanti hanno preso delle decisioni: è di ieri sera la decisione del Comitato direttivo del nostro Partito che dà mandato al Gruppo consiliare di costituire una Giunta con i Regionalisti e con il sostegno politico della Democrazia Cristiana e impegna comunque la delegazione socialista e chiede questo stesso impegno per un confronto programmatico e per eventualmente "concordare il programma globale verso il Partito Comunista", lo chiede ai Regionalisti e alla Democrazia Cristiana.
So che questo discorso che sto facendo di non accettazione del rinvio comporterà certamente nel secondo tempo di questo Consiglio regionale un attacco abbastanza violento alla mia persona per questioni che alcuni Gruppi consiliari in questa sala vengono a sapere prima di chiunque altro, forse perché hanno delle "maniglie" o, diciamo così, delle "antenne". So anche - è stato fatto sapere in modo più o meno larvato - che se si fosse arrivati a un rinvio, forse certi discorsi non si sarebbero fatti. Non ho alcun timore di ascoltare alcun discorso di alcun tipo in questo Consiglio regionale, lo premetto, mi sono battuto e mi batto per una soluzione politica che ritengo equa e giusta per il mio Partito e rispondo quindi in termini politici che nel prosieguo del discorso sarò pronto a rispondere anche in altri termini se sarà ritenuto necessario.
La proposta del mio Partito pertanto è di non accettare in questo caso la proposta del rinvio perché non giova minimamente e fa parte, scusatemi, di una manfrina che se ieri il Partito Comunista avesse ceduto all'ipotesi A che avevamo esaminato, si potrebbe giustificare - e avrebbe avuto il nostro assenso e il nostro accoglimento - ma mi pare che questo assenso e questo accoglimento non ci siano stati. Ritengo pertanto che così diventi anche un'offesa alla correttezza e alla serietà dell'impegno che ciascuno di noi assume. Ripeto: è un impegno che scaturisce anche da organi deliberanti di un Partito che decide a maggioranza, perché è difficile riscontrare l'unanimità, vede però impegnati i suoi uomini, i propri rappresentanti, i componenti stessi di questo Partito e gli stessi Consiglieri del Gruppo accettare disciplinatamente le decisioni di questo Partito che piacciano o non piacciano. Ritengo quindi che questo tipo di proposta giunga tardiva e non consenta comunque un confronto utile su possibili convergenze perché noi abbiamo rifiutato lo schema del ritorno sic et simpliciter pur di dare una Giunta all'alleanza tripartita Socialisti, Comunisti e Democratici Popolari.
In questo momento riteniamo - è una nostra valutazione, ma penso che anche altri potranno dirlo - che non siano mature le condizioni, che comunque non ci sia la volontà - volontà che non dipende da noi, ma evidentemente da una serie più vasta di cause -, che non ci sia la possibilità di arrivare a un'intesa di tipo diverso. Del resto, noi in questo momento - ripeto, lo sottolineo - non pensiamo che esistano delle valide giustificazioni per rompere un'intesa politica, che, a nostro avviso, ha dato dei risultati e potrà darne di maggiori con i Regionalisti e con la Democrazia Cristiana.
Eravamo e siamo disponibili pertanto a esaminare ampiamenti possibili di questo tipo di discorso. L'unico ampiamento possibile e ipotizzabile, che non facesse scaturire il gioco delle incompatibilità era quello dell'apporto e del confronto con il Partito Comunista nei termini che erano stati delineati, ma non lo si è voluto accogliere. Non è che diciamo che la porta è chiusa per sempre o che il discorso non si deve fare, ma che è un impegno, un'ipotesi di lavoro sulla quale vogliamo lavorare, ma oggi è altrettanto logico e direi legittimo che una maggioranza si è formata, gli accordi sono stati presi e non è un segreto, anche se qualcuno cerca di farlo apparire come tale. Questa maggioranza ha il dovere e il diritto di esprimersi in Consiglio, quindi voteremo contro la proposta di rinvio.
Caveri (U.V.) - No, lei non può, mi dispiace.
Monami (P.C.I.) - Perché?
Caveri (U.V.) - Il Consigliere Dolchi appartiene allo stesso Gruppo del Consigliere Monami ...(voce di un Consigliere)... il secondo comma dell'articolo 64 dice: "dopo che il Presidente ha concesso la parola a un oratore per ciascun Gruppo..."
(voce del Consigliere Monami)
Caveri (U.V.) - Beh, ha la parola.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, vorrei aggiungere alcuni motivi di riflessione per giungere alla sospensione e al rinvio di questa seduta, non certo rifacendomi a delle notizie e dei documenti che ci sono pervenuti perché abbiamo agganci o maniglie chissà dove, o perché le nostre antenne sono più lunghe di quelle altrui e comunque sarebbe anche un pregio captare meglio e prima, ma semplicemente perché in una vicenda era coinvolto un nostro Compagno ed è stato assolto con formula piena. Solo per questo motivo siamo in possesso di quelle notizie e di quei documenti.
Proprio in questo momento vengo a conoscenza di questo grave fatto, grave e importante, che interessa non solo indirettamente ma direttamente questo Consiglio regionale. È stata depositata l'ordinanza di rinvio a giudizio per una serie di gravi reati che mi permetto di citare, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o ad un pubblico ufficio. Sono rinviati a giudizio, infatti, un Sindaco, Consiglieri comunali, un ex Assessore regionale e un componente di questo attuale Consiglio regionale. Il problema riguarda reati che lei, Signor Presidente del Consiglio, aveva con particolare forza denunciato in quest'aula anni or sono. Mi rivolgo, pertanto, alla sua sensibilità, trattandosi di un problema delicato, per sapere se posso continuare o se lei ritiene di trasformare la seduta da pubblica in segreta. Faccio comunque presente - e lei che è avvocato lo sa meglio di me - che quanto sto per dire è ormai di pubblico dominio perché la sentenza è depositata.
Caveri (U.V.) - Qualcuno domanda la parola su questo problema?
Milanesio (P.S.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi attendevo un discorso di questo tipo e sapevo benissimo che questo discorso sarebbe saltato fuori in relazione ad un eventuale accordo o meno con il Partito Comunista, con i Democratici Popolari.
Questo aspetto, per quello che mi riguarda, non incide ai sensi di legge sulla composizione di questo Consiglio e sulla possibilità e sulla pienezza delle funzioni dei Consiglieri o degli Amministratori poiché si riferisce a un'eventuale - ripeto perché a me non è stata comunicata - ordinanza di rinvio a giudizio, che non è una sentenza, a meno che la sentenza non l'abbiano già fatta in dieci minuti perché succedono anche queste cose, però succedono solo quando magari ci sono certi tempi da rispettare. Questo tipo di discorso che ho ben capito e che il Consigliere Monami ha introdotto al momento giusto, con quel minimo di suspense che però gli ho rovinato prima in definitiva, deve essere fatto a porte apertissime, alla presenza di tutto il pubblico. Se si ritiene di farlo, io sono qui pronto non solo a giustificarmi perché ritengo di non dovermi solo giustificare... certamente mi devo giustificare, ma nei confronti della Magistratura caso mai, non certamente del Consigliere Monami. Ripeto che comunque, ai sensi e nel rispetto delle leggi vigenti e della Costituzione, non ha ripercussioni minimamente sulla mia rappresentatività e sulla pienezza delle funzioni di Consigliere regionale ed eventualmente anche di altre cariche, perché, dopo aver chiesto evidentemente qualche lume giuridico, ritengo di conoscere sufficientemente bene la legge per sapere che anche un'eventuale sentenza di rinvio a giudizio per quanto riguarda i Consiglieri regionali della Valle d'Aosta, gli stessi Assessori, gli stessi Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale non comporta né sospensione, né decadenza: dipende evidentemente dai tipi di reati che possono venire imputati, ma non comporta né sospensione, né decadenza, questo ai sensi delle leggi vigenti.
Se si vuole fare un caso politico, quindi verrà aggiunto agli altri casi che si vogliono fare, sono a disposizione del Consiglio regionale e della maggioranza per qualunque decisione quest'ultima ritenga di assumere, però non accetto nel modo più assoluto che si voglia presentare il tutto come una vicenda che grava come una cappa di piombo, come una mannaia sulla testa di qualcuno, perché questo non è vero ai sensi di legge. È solo un artificio impostato in un certo modo e quel tipo di presa di posizione che è stata fatta... io non ho avuto la comunicazione, questo per essere chiaro - e lo giuro alle ore 17,30 di sabato -, io non ne sapevo niente, evidentemente altri sapevano, altri forse così hanno potuto anche magari sollecitare, no? Cosa volete, sono quelle cose che capitano e di cui prendiamo atto, vuol dire che confidiamo nell'equanimità, nell'indipendenza della Magistratura ancora una volta sperando di non sbagliare.
Voglio comunque ribadire il concetto che c'è pienezza di funzioni di questo Consigliere presente, che, se lo si ritiene, non ha alcun timore di dibattere pubblicamente di questa vicenda. La stessa è stata da me rappresentata allora alla Giunta di cui facevo parte in tutta la sua pienezza quando venne consegnato un avviso di reato al sottoscritto, al Sovrintendente, all'Assessore che mi aveva preceduto, per una vicenda che coinvolgeva, che riguardava altri Amministratori di Comuni, che, tutto sommato, non hanno con questa vicenda nulla a che fare o che vi hanno a che fare per altre questioni.
In poche parole è messo sotto accusa l'operato della Sovrintendenza, si parla di abuso d'ufficio e di sviamento di poteri e la Magistratura sostiene una tesi che, a mio avviso, si impinge nei poteri dell'Amministrazione regionale e nelle facoltà di decisione dell'Amministrazione regionale. Io vado a testa alta a sostenere un confronto, un procedimento di questo tipo, non si accusa nessuno di essersi appropriato né di somme - tanto per essere chiari perché qui si dimenticano queste cose -, né di aver avuto degli interessi privati in atto d'ufficio, o cose di questo genere. Io quindi vado a testa alta, si tratta di un'interpretazione di una - diciamo così - attuazione e, soprattutto, direi di una gestione di poteri che la Regione ha e che la Magistratura contesta perché ritiene che ci siano stati degli abusi di poteri, cioè un'interpretazione distorta dei poteri che c'erano, e uno sviamento di poteri.
Se ci sarà il rinvio a giudizio, affronterò questo giudizio serenamente: primo, perché non ho avuto alcuna comunicazione, so che si vocifera di altre questioni, di altri eventuali rinvii a giudizio. Sono tutte questioni che non mi riguardano e comunque sono questioni che possono solo servire in questi momenti a intorbidire le acque, non già sul piano politico, ma su quel piano che vuole impingere, quando fa comodo, nell'onorabilità. Tali questioni, ripeto, vennero da me rappresentate allora alla Giunta in carica, che ne prese atto dicendo che sarebbe stata opportuna una linea energica di difesa sia dell'Assessore che del Sovraintendente. Non so come sia andata a finire questa vicenda; quando mi hanno chiamato nel corso dell'istruttoria ho detto che mi assumevo tutte le responsabilità delle decisioni prese e firmate dall'Assessore, anche se controfirmate dal Sovraintendente. Sia ben chiaro che mi sono assunto tutta la responsabilità perché il Responsabile politico del dicastero era l'Assessore e non il Sovraintendente, che, invece, era un organo interno, così come stabilito in un'altra sentenza che riguardò la Regione. Mi sono assunto quindi in quella sede tutte le responsabilità personali e sono qui pronto a continuare ad assumermele, però non accetto nel modo più assoluto che si vogliano fare delle caccie alle streghe come si sta tentando di fare in questo momento con delle mezze dichiarazioni, dei mezzi silenzi e delle omissioni. Se si vuole parlare di questo caso, se ne parli a chiare lettere, fino in fondo, io sono disponibile, però ritengo che questo non debba influire sulle vicende politiche perché non ci influisce ai sensi di legge. Si vuole creare un'emotività che fa comodo? Questa emotività non mi tocca, ci ero preparato politicamente e spiritualmente e l'avevo preannunciato anche prima puntualmente.
Ripeto quindi che sono disponibile ad accettare questo confronto, ma ritengo che sia una questione di pura polemica politica sollevata ovviamente nel momento opportuno o ritenuto tale, ma non penso che una maggioranza, un accordo politico possano essere intaccati da queste vicende. Dichiaro comunque la mia disponibilità personale alla maggioranza di assumere quei ruoli che la maggioranza stessa riterrà opportuni, questo deve essere chiaro, però ritengo che sul discorso politico non vi sia niente da eccepire e da rinviare.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Ramera.
Chanu (D.P.) - Vorrei chiedere...
Caveri (U.V.) - Dica pure...
Chanu (D.P.) - ...prima che la discussione continui, ricordo che c'è il terzo comma dell'articolo 42 del Regolamento.
Caveri (U.V.) - Lei invoca il terzo comma?
Chanu (D.P.) - Non invoco niente, faccio presente che c'è un terzo comma dell'articolo 42 che non facoltizza il Consiglio, ma lo rende doverosamente tenuto a svolgere i suoi dibattiti in seduta segreta quando si tratta di questioni che concernono persone.
Caveri (U.V.) - Qui siamo davanti a una questione sospensiva che è stata sollevata dal Consigliere Dolchi e non a una questione personale. Adesso si parla della questione sospensiva ai sensi dell'articolo 64. La parola al Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - L'altra sera, guardando in televisione la partita Olanda-Polonia, ho visto che la Polonia a un certo momento faceva una melina spettacolare, però vinceva 3 a 0, è chiaro che l'Olanda stesse vincendo. Ora, mi chiedo se qui si vuole fare una melina a rovescio, cioè, per difendere un risultato negativo, si cerca di perdere tempo, no? E buon per Milanesio che si trova in Valle d'Aosta perché se si trovasse nella terra dei padrini, cioè la Sicilia, magari avrebbero già cantato le lupare per diminuire il numero della maggioranza, perché, quando non si sa che cosa dire, si fa questo: si fa ostruzionismo anche se si è contradditori, e dirò anche perché. Stamattina per l'opposizione siamo stati stranamente in silenzio e lo siamo stati perché assistevamo a questo bel gioco di melina pur non essendoci i vari Cruijff e Neeskens, ma essendoci dei volgari bidoni calciatori, no?
Vediamo questa bella contraddizione: stamattina hanno detto peste e corna contro questa Giunta, non la si voleva seppellire, ma, insomma, a un certo momento dico che se una Giunta è proprio così deleteria, la si manda in malora e si vota subito le sue dimissioni! Queste persone però sapevano benissimo quale sarebbe stato il prosieguo ed ecco che saltano fuori nuovi elementi e c'è la richiesta di rinvio della seduta in contraddizione con quanto poi si è detto, e c'è il fatto nuovo annunciato dal Consigliere Monami in contraddizione anche questo con quanto detto dal suo Capo Gruppo. Questo Partito Comunista che non più tardi di ieri, non più tardi di dieci minuti fa era disponibile a firmare un'alleanza con questa deprecata Democrazia Cristiana, disponibile mandando voi Democratici Popolari al margine come eravamo noi quando voi stessi ci avete lasciati, no?
Erano quindi disponibilissimi a firmare con noi l'alleanza, nello stesso tempo però, per uno scrupolo di coscienza, ecco che ci buttano fuori il fatto nuovo detto così velatamente, nascostamente, che si usa quando le azioni non sono buone cercando chissà che cosa. I fatti sono sempre due: o si vuole solamente far perdere del tempo - e noi siamo disponibilissimi a stare qui, per carità, a sopportare questo vostro concorso oratorio e fin che volete -, o c'è la volontà da parte del Partito Comunista, ma che non abbiamo riscontrato ieri, caso strano, perché anche il Partito Comunista, come tutti i Partiti ormai, è malato e ha due anime. Di fronte a un'apertura improvvisa della Democrazia Cristiana, è rimasto talmente scioccato che non sapeva più che pesci pigliare perché a un certo momento non aveva consultato i Democratici Popolari per cui doveva mandarli a pallino al Consiglio comunale di Aosta; ma a che gioco giochiamo qui? Vogliamo parlare di partecipazione diretta del potere politico da parte delle popolazioni, dei Consigli comunali, delle Comunità Montane e poi si viene in quest'aula a dare spettacolo di ostruzionismo? Quell'ostruzionismo che anch'io facevo quando ero in minoranza, ma tanti e tanti anni fa per carità, credo che la politica si sia anche modificata...
Non è con questi sistemi che si ha credibilità soprattutto, pensiamoci bene colleghi di qualunque Partito, di qualunque Movimento, se la scarsa credibilità ha ormai invaso l'opinione pubblica, il merito è anche nostro, quindi, quando dico "nostro", mi metto in mezzo anch'io. Quando l'opinione pubblica assiste a un Consiglio regionale come quello di oggi, credo che di credibilità alcuni possano averne ben poca. Se si vuole giocare all'ostruzionismo, ditelo chiaramente, vuol dire che andremo avanti fino alle tre di notte, a domani mattina, ma è chiaro che questa maggioranza voterà il Presidente della Giunta, voterà la Giunta nonostante tutto quello che volete fare.
Al Partito Comunista, invece, dato che ha due anime e ha avuto due interventi, dico semplicemente questo: quello che ho detto ieri mattina alla vostra delegazione rimane valido, quindi non occorre rinviare alcuna seduta. La Democrazia Cristiana rimane ad appoggiare questa Giunta, se vorrete confrontarvi su questi programmi che verranno resi noti dopo l'elezione del Presidente della Giunta, lo potrete fare benissimo, non sarete la ruota di scorta perché semmai le ruote di scorta saremo due, come ho detto ieri, ma non è con due discorsi diversi che si viene in quest'aula ad avere credibilità, né nostra, prima di tutto, né dell'opinione pubblica.
Il Gruppo Democristiano quindi voterà contro questa richiesta di rinvio e voglio sperare che qualcuno abbia il coraggio di dire che continua a chiacchierare per ostruzionismo.
Caveri (U.V.) - Le rispondo subito. Ha parlato un rappresentante del Partito Comunista, uno del Partito Socialista, uno della Democrazia Cristiana, non so se vi sono altri interventi e quindi, di fronte a una precisa richiesta di sospensiva in relazione all'articolo 64, bisognerà procedere alla votazione di questa domanda di rinvio. La parola al Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Mi scusi, non siamo ancora in un'aula giudiziaria, non c'è bisogno di difensori, ma, a quanto avevo inteso - e parlo sempre per mozione d'ordine - dall'intervento del Consigliere Monami, lo stesso Consigliere aveva iniziato il suo intervento fermandosi su un punto preciso: "Signor Presidente del Consiglio, devo andare avanti o meno dovendo trattare questioni che riguardano persone in questa situazione, oppure è preferibile andare avanti in seduta segreta?". È questo il primo nodo da sciogliere e lascio a lei, Signor Presidente del Consiglio, scioglierlo.
Ho fatto presente un articolo 42, comunque su questo il Consiglio non è che sia sovrano perché non può ammazzare sé stesso, tuttavia il Regolamento è il Regolamento, quindi, dopo che sarà sciolto questo nodo, sapremo se l'intervento del Consigliere Monami si è esaurito dato che è un intervento monco, perché quando ha detto: "io, prima di andare avanti, chiedo a lei, Presidente del Consiglio, se posso andare avanti in questa situazione e se non ritiene che sia preferibile andare avanti in seduta segreta"...
Caveri (U.V.) - Ritenevo che avesse finito il suo intervento. Consigliere Monami...
Ramera (D.C.) - Intervengo per mozione d'ordine. Presidente, ma insomma a un certo momento l'interessato non ha replicato ...(voce del Consigliere Monami)... un momento, posso parlare?
Monami (P.C.I.) - Guardi che ho detto: "Signor Presidente, aspetto una sua cortese risposta al mio quesito, posso continuare?" e l'ho fatto prima che lo dicesse il Consigliere Chanu, comunque avevo alzato la mano per chiedere questa risposta, Consigliere Ramera aspetto una risposta per continuare o meno.
Ramera (D.C.) - Non reclamo con il collega Monami, pongo un quesito al Presidente del Consiglio, non lo pongo a lui. A un certo momento mi è stata data la parola e il Consigliere Monami non ha reclamato perché si era visto, diciamo, defraudato di un suo diritto. Io avrei atteso senz'altro che finisse di parlare perché tanto siamo sempre in tema di rinvio della seduta richiesta dal Partito Comunista e, nonostante tutte le circonvallazioni che vogliamo fare, la strada principale è pur sempre quella, quindi, nonostante tutti i cavilli, gli ostruzionismi e le invenzioni che vogliamo fare, tanto, tutto sommato, al massimo ci rimette il collega Chanu che ha una cena a Saint-Vincent con i suoi colleghi di Parigi, ma noi siamo disponibili a stare qui fino a notte, quando volete, per carità, tanto vuol dire che questo spettacolo lo assisterà anche un certo pubblico. Ad un certo momento ho parlato quando non ne avevo diritto perché la parola ce l'aveva il Consigliere Monami, quindi ho diritto ancora di parlare.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (U.V.) - In relazione a questa strana discussione, mi permetto di richiamare alcuni articoli del Regolamento e, in particolare, il 57, che dice: "richiami per l'ordine del giorno e per il Regolamento o per priorità delle votazioni". Ora, se so leggere, l'ordine del giorno dice: "Elezione del Presidente della Giunta". Se il Consigliere Monami vuole illustrare per il suo Gruppo questo punto all'ordine del giorno facendo noto al Consiglio che egli sa che è stata depositata nella Cancelleria penale del Tribunale di Aosta un'ordinanza di rinvio a giudizio riguardante il Geometra Milanesio, questo è un fatto concernente il Consigliere Monami e il tipo di illustrazione che egli intende del punto 2 dell'ordine del giorno e cioè l'elezione del Presidente della Giunta. Concordando con quanto ha detto prima il Presidente del Consiglio sull'articolo 64 e modificando un poco, secondo me, la risposta esatta che ha dato il Presidente del Consiglio, non credo sia applicabile in questo caso l'articolo 64, ma l'articolo 61, dove si dice: "durante la discussione generale o prima del suo inizio possono essere presentati da ciascun Consigliere ordini del giorno". Il Consigliere Dolchi ha presentato un ordine del giorno con il quale viene chiesto il rinvio della discussione ...(voce di un Consigliere)... almeno io ho capito così, può darsi che fossi distratto...
(un Consigliere, fuori microfono) - ...è accaduto un fatto nuovo...
Andrione (U.V.) - ...va bene, ma, insomma, voi illustrate il vostro fatto nuovo, però in questa sede si parla uno per Gruppo, si dice se si è favorevoli o non si è favorevoli all'ordine del giorno. Evidentemente questo tipo di discorso (favorevole o non favorevole) potrà essere illustrato con fatti nuovi, nuovissimi, recentissimi oppure parlando della Bibbia, come dice il Consigliere Ramera, però dopo che uno per Gruppo avrà parlato, bisognerà passare a una votazione formale sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Dolchi per ottenere un rinvio del punto n. 2 inerente la discussione sull'elezione del Presidente della Giunta.
Ora, per non riprendere la parola su questo fatto, a nome del mio Gruppo, dico che non crediamo che rimandare di 24 ore, o di 48 ore, o di 72 ore sia un fenomeno temporale che permetterebbe delle nuove chiarezze politiche. Noi crediamo che, vista come si è svolta tutta questa vicenda politica, c'è stato ampiamente tempo per ogni Forza politica di fare la sua scelta di campo. Non vorrei riprendere dei discorsi che questa mattina ho udito con molta attenzione, c'è stato il tempo per scegliere. Oggi si giunge a una soluzione, quale che sia non mi interessano in questo momento i giudizi, chiediamo semplicemente che, in forza di questa serie di operazioni logiche che hanno portato alla formazione di un certo ordine del giorno, si proceda con i lavori del Consiglio.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, ho interrotto - non ho l'abitudine quasi mai di leggere, ma questa volta ne sento il bisogno - e rivolgendomi esattamente a lei ho detto: "Mi rivolgo pertanto alla sua sensibilità, trattandosi di un problema delicato, per sapere se posso continuare o se lei ritiene di trasformare la seduta da pubblica in segreta". Queste parole testuali stanno a dimostrare e a far capire anche ai "bidoni calciatori" dell'altra squadra - non solo di quella che, secondo il Consigliere Ramera, fa melina - che non avevo finito il mio intervento, mentre altri due interventi sono stati fatti in sostituzione del mio.
Signor Presidente, nell'aspettare pertanto ancora una sua risposta, anch'io faccio il richiamo all'articolo 42 con il quale ufficialmente dico a lei, che, in ragione del comma 3 dell'articolo 42, il Consiglio deve discutere - "deve" non "può", cari Consiglieri Ramera e Bordon, neppure all'altezza di tanta sapienza... - in seduta segreta allorquando si tratta di questioni concernenti persone. Signor Presidente, sono in attesa di una sua amabile e cortese risposta per poter proseguire il mio intervento.
Caveri (U.V.) - La mia risposta è che ci troviamo di fronte ...(voci di alcuni Consiglieri)... a una questione sospensiva richiesta dal Consigliere Dolchi e pertanto dobbiamo andare avanti e procedere alla votazione. Visto che c'è la richiesta di cinque Consiglieri, ammetto che si deve fare una votazione a scrutinio segreto sulla domanda di sospensiva.
La parola al Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Vorrei sapere a titolo di curiosità se il Consigliere Monami considera esaurito il suo intervento dopo la precisazione ...(voce del Consigliere Pedrini)... Commendator Pedrini, non so perché le sia stata data la commenda, si vede proprio per quella parte che oggi ha esposto... io non ce l'ho, comunque andiamo avanti. Se permette, Commendator Pedrini, vorrei soltanto sapere se il Consigliere Monami, dopo la precisazione del Presidente del Consiglio di non prendere in considerazione l questione relativa alla trasformazione della seduta da pubblica in segreta, reputa di aver esaurito il suo intervento; in tal caso lei potrà chiedere la parola, così come chi deve parlare ancora, e ognuno si comporterà di conseguenza.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, mi consenta ancora di dire una cosa: può darsi che io non sia stato sufficientemente chiaro, lei lo è stato per me e ha ripreso il discorso della proposta del Consigliere Dolchi relativa all'interruzione del dibattito e al suo rinvio. È avvenuto un fatto nuovo da me citato rispetto al quale chiedevo una risposta e lei non mi ha detto: "sì, si può continuare in seduta pubblica" o "continuiamo in seduta segreta", ma mi ha risposto: "procediamo a votare sulla base della proposta di rinvio del Consigliere Dolchi". Questa risposta deve essere intesa dal sottoscritto come un rinvio a continuare l'intervento in seduta pubblica? O è un rinvio invece a non parlare di questioni che interessano persone presenti all'interno del Consiglio e quindi a dibattere soltanto della questione proposta dal Compagno Dolchi di rinvio o meno? È evidente che dalla prima mancata risposta alla mia domanda sorge inevitabilmente quest'altra domanda: Signor Presidente - temo sempre di non essere sufficientemente chiaro -, voglio sapere se la sua risposta è un invito a continuare il mio intervento in seduta pubblica, o se invece è un invito a discutere soltanto sulla pregiudiziale di interruzione del dibattito proposta dal Consigliere Dolchi.
Caveri (U.V.) - Mi pare che su queste questioni della sospensiva o meno sia stato detto tutto. Non vedo perché si deve continuare ancora un intervento ...(voce di alcuni Consiglieri)... dunque la Signora Siggia mi domanda se la votazione sulla richiesta di sospensiva del Consigliere Dolchi debba essere fatta a scrutinio segreto. Ho già detto che, siccome c'è la richiesta dei cinque Consiglieri, la votazione deve essere fatta a scrutinio segreto, quindi procediamo alla votazione.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, allora ritengo questa sua risposta valida e mi riservo di intervenire sugli argomenti con i quali ho iniziato il mio intervento prossimamente. Grazie.
Caveri (U.V.) - Si chiarisce che si deve votare con pallina bianca se si è favorevoli alla richiesta di rinvio del Consigliere Dolchi e con pallina nera se si è contrari.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Maggioranza: 18
Favorevoli: 15
Contrari: 20
Il Consiglio non approva.
La questione sospensiva quindi è respinta.
