Oggetto del Consiglio n. 321 del 18 ottobre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 321/75 - Elezione del Presidente della Giunta regionale.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - Anche se è prematuro, visto l'andazzo di questo Consiglio, a nome della maggioranza, propongo alla carica di Presidente della Giunta il collega Andrione.
Caveri (U.V.) - Dobbiamo quindi, procedere all'elezione del Presidente della Giunta con una scheda, la votazione avviene a scrutinio segreto e si vota il nome che si ritiene di votare. La parola all'Avvocato Chanu.
Chanu (D.P.) - Sull'argomento credo sia aperta la discussione, non l'ho sentito, ma è comunque evidente. Ebbene, Signor Presidente, Signori Consiglieri, il faut dire que les jeux sont faits. Già alla riunione dei Capi Gruppo ci sentimmo dire un rien ne va plus e proprio da parte del Consigliere Milanesio, il quale, senza mezzi termini, al di là di ipocrite richieste di fissazione di calendari, ci disse che la frittata era fatta e che era inutile perdere altro tempo, e di questa sincerità gliene diamo atto, anche se di altre cose non possiamo dargli atto con altrettanta apertura.
Per quanto riguarda la crisi, le dimissioni erano formali e sono rimaste tali e, come dicevo stamattina, sono state presentate al solo scopo di indorare la pillola dell'ingresso organico dei Socialisti in Giunta. Infatti - e le battute iniziali della seduta pomeridiana ne danno conferma - la maggioranza (Confederati, P.S.I. e D.C. e ultra e ammennicoli) è già graniticamente rinsaldata sull'altare del potere à tout prix, a tutti i costi. Di fronte a questa situazione, quindi è logico il discorso che Milanesio ci faceva nella riunione dei Capi Gruppo, è logico il discorso che egli ci ha fatto un momento fa e cioè a che valevano, a che valgono i confronti con le altre Forze politiche? L'unica è fare presto per passare dalla formale transitorietà alla sostanziale permanenza senza ulteriori indugi. Questo, a mio avviso, anche se i fatti ricordati stamane davano e danno ragione a chi come noi rilevava che nulla è più permanente del transitorio, che la transitorietà sbandierata nel dicembre del 1974 altro non era se non un timido velo - abbastanza ipocrita, fra l'altro - a un accordo di potere fra D.C., P.S.I. e Regionalisti, già ormai rinsaldato, e che tuttavia appariva opportuno far digerire per gradi all'opinione pubblica. Evidentemente ottobre 1975 pare essere la data per la coalizione del 18 dicembre, si ritiene che sia il momento per far digerire ormai la pillola tout court. A parere della maggioranza, evidentemente lo stomaco dell'opinione pubblica si è ormai assuefatto a queste possibilità da poter sopportare senza traumi l'accantonamento del velo della temporaneità e l'ingresso organico in una Giunta di una Forza contro la quale non si erano risparmiati strali e prese di posizione tanto più assolutistiche quanto meno convincenti, e questo su un accordo che, ripeto, com'è stato detto già stamane, era siglato da tempo.
Poiché - e ce ne siamo resi conto - la situazione di fondo sul piano politico, nonostante la crisalide formale delle dimissioni, è sostanzialmente identica alla precedente, vi è solo da rilevare che la cosiddetta "transitorietà" di dicembre era il pietoso alibi di una divisione di una torta già predisposta, ovvero che il ventilato raggiungimento di una soluzione politica permanente procrastinerà sine die, con l'entrata in Giunta dei Socialisti nella stanza dei bottoni, una precarietà anacronistica di sostanza che stamattina abbiamo annunciato come avvertibile a tutti i livelli. Il protrarsi infatti di una combinazione di potere fra la Democrazia Cristiana valdostana e conservatrice, i Federalisti che cercano di coprire con il monopolio del regionalismo le loro contraddizioni interne, il Partito Socialista che gioca in Valle a fare il destrorso nonostante l'invocazione univoca del 15 giugno, il tutto condito, quando servirà, dal voto liberale mai rifiutato anche se determinante, il protrarsi di tutto ciò vuol dire per noi rinunciare a priori a una seria politica regionalista e socialmente avanzata; vuol dire rinunciare a scelte coraggiose, responsabili, irreversibili nella soluzione dei gravi problemi che ci attanagliano da ogni parte; vuol dire abdicare ai veri interessi della Valle pro una politica di potere fine a sé stessa, senza prospettive e senza sbocchi.
La transitorietà, lo dicevo prima, sta diventando permanente: permanenza del piccolo cabotaggio amministrativo, permanenza dell'accantonamento dei problemi scottanti: trasporti, urbanistica, programmazione, casa, sanità, li sappiamo a memoria. Si tratta di una permanenza in negativo che la strutturazione politica contradditoria di questa nuova ma vecchia Giunta garantisce a onta dei programmi propinatici in passato, presentemente a titolo di alibi di una formale presa di contatto fatta per non voler dire niente e perché non dicesse niente in futuro. Il conservatorismo della Democrazia Cristiana locale può convivere con quel sinistrismo rosato del P.S.I. e con l'impossibilità congenita dei Confederati autonomisti, dei Regionalisti di andare oltre a inutili petizioni di principio regionalistiche fini a sé stesse e pertanto malinconicamente folkloristiche e questo ha soltanto come conseguenza la perpetuazione di quell'immobilismo che abbiamo voluto denunciare.
I federalisti, comunque, potranno esultare, il loro preteso monopolio del regionalismo potrà uscire rafforzato forse con l'ulteriore emarginazione dei Democratici Popolari, potranno gioire i Democristiani, pervicaci nel loro ridursi a ormai esterno e vacuo paravento della "combine", per la povera soddisfazione di vederci confinati all'opposizione e potranno compiacersi anche i Socialisti, pronti a risalire a cavallo dopo la breve quarantena e pronti, come in precedenza, a smentire nei fatti concreti le loro petizioni di principio.
Signori Consiglieri, il Gruppo dei Democratici Popolari comunque propone, come candidato alla Presidenza della Giunta, il Consigliere Cesare Dujany.
Caveri (U.V.) - Mi sembra che questi interventi abbiano un senso se si tratta di dichiarazioni di voto, ma in questo momento, che sono stati e sono indicati dei candidati alla Presidenza della Giunta, non si può riprendere di nuovo tutto il dibattito di stamane. Se si pensa in questa sede di riprenderlo tutto, non mi sembra alla bonne heure - come si dice - logico, perché, una volta eletto, il Presidente della Giunta stesso farà le sue dichiarazioni e su quelle è logico che vi sarà un dibattito, ma non ora. Per me, quindi, possono essere accettate le dichiarazioni di voto, ma non si può riaccendere un dibattito in questo momento, lo potrete sempre fare dopo l'elezione del Presidente della Giunta e della Giunta, mi pare che quella che dico sia una cosa logica e normale.
Dolchi (P.C.I.) - Un oggetto iscritto all'ordine del giorno è soggetto a dibattito, quindi mi permetto di dissentire sulla sua interpretazione, ma credo che comunque non possa essermi negata una dichiarazione di voto e in tal senso vogliate considerare questo mio breve intervento.
Da parte della maggioranza, per bocca del collega Ramera, viene proposto Mario Andrione quale Presidente della Giunta. Indipendentemente dalla persona del designato - ci conosciamo da lungo tempo e assieme abbiamo fatto numerose battaglie politiche, schierati assieme contro la Democrazia Cristiana e la creazione del Centro-Sinistra, quelle più accentuate e acute - esprimo, a nome del Gruppo Comunista, un giudizio politico contrario e pertanto non daremo il nostro voto. Insisto sul fatto del giudizio politico, che discende da quanto ho già più volte ripetuto stamane. Andrione, la formula che regge la Giunta che sarai chiamato a presiedere non è più adeguata a far fronte alla situazione perché - e non lo ripeto più - è la formula che ha fallito in questi dieci mesi. Voglio essere più esplicito dicendo che troppi appartenenti alle Forze di questa maggioranza fra quelli che ti voteranno, che comporranno questa maggioranza, che ripeto è uguale alla precedente ed è già vecchia, non è nuova... ha fallito anche per le contraddizioni al suo interno. Soprattutto direi che quanti si apprestano a darti il voto, Andrione, dimenticano che c'è stato il 15 giugno del 1975, una data importante per la vita della Repubblica italiana e del nostro Paese. Caro Pedrini, c'è un discorso diverso in tutto il Paese e la Valle d'Aosta ...(voce di un Consigliere)... comunque, se non mi interrompi, faccio più in fretta e quindi ti accontento... Signor Presidente del Consiglio, era ovvio che l'interruzione per quanto riguarda il 15 giugno venisse dal Partito Liberale; credo che a questo Partito bruci abbastanza nazionalmente questa data per la notevole perdita di voti che ha avuto. Ricordo al Presidente designato che c'è un discorso diverso in tutto il Paese e che la Valle d'Aosta, pur terminando geograficamente a Pont-Saint-Martin, subisce la crisi, i contraccolpi, le speculazioni, la situazione economica italiana, europea nell'industria e nell'agricoltura. Il collega Pedrini mi potrà dire ancora che queste cose sono state dette più volte in questo Consiglio, ma mi sembra sia importante dirle proprio nel momento in cui una maggioranza si appresta a dare un voto a un proprio Presidente.
Volere la legge urbanistica - faccio degli esempi concreti - facendo maggioranza con chi non la vuole ...(voci di alcuni Consiglieri)... no, dico ad Andrione che noi non votiamo per lui, è una dichiarazione di voto e io la motivo politicamente... Fare la maggioranza con chi non ha voluto o non vuole la legge urbanistica non mi sembra consono, è assurdo, com'è assurdo voler la scuola valdostana... questa maggioranza è appoggiata dall'unico Partito - quelli che ti daranno il voto, Andrione -che l'anno scorso, con il voto del Movimento Sociale Italiano, ha votato contro la proposta della scuola del decreto, lo diremo lunedì...
...(voci di alcuni Consiglieri)...
Monami (P.C.I.) - Abbiamo visto la proposta di Malfatti, che non ha tenuto conto delle considerazioni fatte dai Sindacati ...(voce del Consigliere Ramera)... certo, è 30 anni che prendete in giro il Paese, certo ...(voci di alcuni Consiglieri)...
Dolchi (P.C.I.) - Allora non possiamo votare per il Presidente Andrione perché riteniamo che non possa soddisfare come Presidente di una Giunta che è composta da Forze politiche, che, oltre alle contraddizioni interne, hanno dimostrato in questi mesi di non poter governare in modo incisivo, perché in questo momento c'è bisogno invece di un diverso modo di governare. "La gente vuole partecipare, credere nelle istituzioni e queste istituzioni devono essere efficienti e composte da uomini corretti sul piano dell'amministrazione, non vuole più essere - cito le parole del Presidente della Repubblica, Leone - disorientata di fronte alle disfunzioni e alle carenze esistenti. Vuole - e mi auguro che ci siano delle dichiarazioni del Presidente designato - un costante impegno antifascista, civile e socialmente avanzato", ecco, quando noi facciamo questi discorsi, sono considerate parole vuote, abbiamo i sorrisini. Non sono parole vuote, hanno un significato ben preciso, che si deve tradurre in iniziative - e in questo senso mi rivolgo al Presidente della Giunta - in provvedimenti, in scelte che lo riguardano direttamente, come quella di firmare gli espropri in base alla legge 865, di definire i problemi dell'ALPILA, cioè di essere presente nella vita di ogni giorno.
Andrione ha ragione quando dice che in Valle d'Aosta regionalismo vuol dire qualche cosa di più del regionalismo emiliano, o lombardo, o toscano, ma vuole anche dire essere attori coscienti e tempestivi per l'applicazione dello Statuto, della Costituzione. Concludo dicendo che reputiamo dall'esperienza di questi mesi che la maggioranza che si andrà a eleggere è la stessa che in questi mesi ha retto la Valle d'Aosta e che è una maggioranza che tende pericolosamente a Destra, non in grado di assolvere a questi gravi compiti. È per questo che il Gruppo Comunista non può dare il voto al Presidente designato, darà comunque il suo apporto di posizione costruttiva per affrontare i problemi, sarà presente in quest'aula con le sue iniziative strettamente collegate con le istanze, le richieste e le necessità della Comunità valdostana.
Parisi (M.S.I.-D.N.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, una semplice dichiarazione di voto. Va da sé che il voto impegna l'individuo a ben duri fatti e quindi il voto deve essere dato responsabilmente. Dopo aver assistito - e mi si consenta il termine, non so come definirla - alla squallida discussione che si protrae da questa mattina, ovviamente con le accuse che si accavallano le une alle altre, mi spiace ma dichiaro di non partecipare a questa votazione astenendomi.
Caveri (U.V.) - Mi pare che non ci siano altre dichiarazioni di voto. Passiamo quindi alla votazione con la scheda nel posto riservato alla votazione e il Consigliere Segretario consegnerà a ogni Consigliere la scheda stessa in cui ognuno scriverà il nome che crede.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 34
Astenuti: 1
Hanno riportato voti:
- Andrione: 28
- Dujany: 15
- Schede bianche: 1
Pertanto l'Avvocato Andrione ha raggiunto la maggioranza assoluta prevista dall'articolo 33 dello Statuto, lo dichiaro eletto Presidente della Giunta e lo invito a prendere il suo posto al tavolo della Presidenza.
Il Consiglio prende atto.
