Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2647 del 24 ottobre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2647/IX Comunicazioni del Presidente della Giunta.

Dolchi (Presidente) Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) E' pervenuto alla Presidenza della Giunta per notifica un atto di citazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti, Elio Lori, con il quale sono stati citati in giudizio tutti i componenti della Giunta regionale in carica fra il 1981 e il 1984 per il risarcimento del danno derivato all'erario della Regione in relazione a fatti connessi con la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Secondo il Procuratore Generale, la Regione nel periodo 1981-84 avrebbe percepito per ciò che riguarda i giochi americani della Casa da Gioco entrate non congrue a causa del ritardato adeguamento dei criteri di riparto previsti dalla convenzione Regione-Saiset in data 4 agosto 1981, n. 5917 di repertorio.

Il presunto danno è stato quantificato in lire 4.196.963.696.

L'atto di citazione è rivolto a coloro che ricoprirono la carica di Pre-sidente della Giunta o di Assessore nel periodo fra il 1981 e il 1983: Andrione, Borbey, Ramera, Chadob, Marcoz, Pollicini, Mar-tin, Rollandin, Faval, Manganone e gli eredi di Maria Ida Viglino.

La discussione della causa, assegnata alla prima sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, è fissata per il giorno 24 gennaio 1994. Copia dell'atto di citazione è già stata a suo tempo trasmessa alla Presidenza del Consiglio.

Si è conclusa in senso favorevole per la Valle d'Aosta la vicenda connessa al tentativo posto in essere da alcuni parlamentari di proporre, attraverso presentazione di un emendamento al decreto legge sull'IVA: Modifica riparto fiscale fra lo Stato e la Regione, attraverso l'abrogazione del prelievo da parte della Valle d'Aosta dei 9/10 sull'IVA di importazione.

La Camera dei Deputati nell'adunanza in data 17 ottobre su richiesta del Governo ha infatti dichiarato l'inammissibilità dell'emendamento stesso.

Fin dal momento della presentazione dell'emendamento in questione questa Presidenza, di concerto con tutte le forze politiche consiliari, si era prontamente attivata presso il Governo ed i vari gruppi parlamentari per neutralizzare la discutibile iniziativa di un gruppo di deputati di intaccare la legge di riparto fiscale, pilastro irrinunciabile della nostra autonomia, frutto di un accordo bilaterale Stato-Regione e pertanto non modificabile unilateralmente.

Sia il Governo che i vari gruppi parlamentari hanno dimostrato di recepire le legittime richieste della Regione, stroncando così il tentativo di intaccare il principio dell'autonomia finanziaria della Valle.

In data 15 ottobre ho partecipato alla riunione della Conferenza dei Presidenti delle Giunte e delle Province autonome, in previsione della Conferenza Stato-Regioni convocata nello stesso giorno per l'espressione del parere sulla legge finanziaria del 1992.

La Conferenza ha però deciso di non partecipare alla riunione Stato-Regioni in senso di protesta per le modalità seguite nella stesura della legge finanziaria, che disattende le attese delle Regioni.

A giudizio della Conferenza dei Presidenti le Regioni continuano ad essere ignorate come enti di governo e vengono considerate come meri terminali di spesa, le cui responsabilità risalgono invece a scelte in gran parte prevalenti dello Stato.

Particolare preoccupazione è stata espressa dalle Regioni in ordine ai tagli della sanità e alla sottostima dei fondi per il 1991 e 1992.

E' previsto un incontro con il Ministro per le Riforme istituzionali e gli affari regionali, Martinazzoli, cui seguiranno una conferenza dei Presidenti e un incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Le Regioni hanno avuto ieri un incontro con il Presidente del Consiglio, Andreotti, incontro che era stato preceduto da una riunione con il Ministro per le Riforme istituzionali e gli affari regionali, Martinazzoli. Al centro della discussione erano le riforme istituzionali e la finanziaria 1992.

Abbiamo avuto piena assicurazione dal Presidente Andreotti che seguirà personalmente la riforma del regionalismo, così come sarà presente martedì prossimo alla riunione convocata con i Ministri finanziari e della sanità, per trovare una intesa fra Stato e Regioni.

Il primo nodo da affrontare è quello del ripiano del disavanzo 1991 del fondo sanitario nazionale, che secondo le Regioni ammonta a 10.800 miliardi, mentre lo Stato ne riconosce solo 5600. Per la verità la prima stima del governo era di soli 3600 miliardi. Quindi c'è stato fra la non partecipazione dei Presidenti delle Giunte alla Conferenza Stato-Regioni e la riunione di ieri una ulteriore verifica da parte del Ministero del Tesoro, che ha portato a riconoscerci ulteriori 2000 miliardi.

L'ipotesi emersa è quella di ripianare con decreto legge questa cifra, per poi passare ad una verifica a consuntivo con le singoli Regioni sulle rimanenti spese.

Altro problema aperto è quello dell'ammontare del fondo sanitario 1992 e dei nuovi criteri di riparto da adottare. Le Regioni hanno poi rappresentato i temi dell'agricoltura, dei trasporti, della finanza regionale; in particolare hanno chiesto al Governo la compartecipazione delle Regioni ordinarie alle entrate erariali e che i fondi assegnati ai Ministeri e di competenza invece delle Regioni (la stima è di circa 5500 miliardi) rientrino nelle casse regionali.

Come Regioni a statuto speciale abbiamo chiesto che venga rivista la norma che introduce un ulteriore taglio sulla sanità e che si ridiscuta sulla validità di una manovra che ci vede particolarmente penalizzati.

Devo altresì aggiungere che il Ministro Bernini ha fatto sapere, per quanto riguarda i trasporti, di essere disponibile ad assegnare alle Regioni in fondo globale dei trasporti del suo Ministero. Attraverso questo marchingegno potrebbe succedere (ce lo auguriamo) che anche la Regione Valle d'Aosta, che era stata tagliata a suo tempo fuori dal ripiano dei fondi che riguardavano agricoltura, turismo e trasporti, possa rientrare almeno per i trasporti, seppure in minima parte, in questi finanziamenti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin sulle Comunicazioni del Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Les arguments ne manquent pas, je crois d'avoir par la suite la possibilité d'intervenir sur les différents thèmes, ici il s'agit d'une communication et par conséquent je ne veux pas ouvrir le débat, mais tout de même c'est important de souligner un aspect.

Le problème du débat sur la loi financière de l'Etat est un moment important, d'autant plus lorsqu'il y a un moyen qui avait été utilisé dans les années pour essayer au moins de faire une confrontation entre Région et Gouvernement sur un thème qui est capital pour les recettes des Régions face à des engagements de l'Etat.

On vient d'apprendre que toute une série de difficultés pour les Régions qui ont trait à la Finanziaria, seront maintenues et le problème spécifique de la santé sera de plus en plus lourd pour les Régions. Au moment où on avait discuté le budget 1991, on avait déjà dit qu'une série de milliards venaient de manquer. Nous venons d'apprendre de la presse que l'Assesseur finalement a admis qu'il y a un manque de seize milliards de lires; en réalité nous verrons avant la fin de l'année qu'on dépasse ce chiffre. Mais ce qui est plus grave c'est que malheureusement il y aura à nouveau de la part de l'Etat la tentative de faire payer aux Régions toute une série d'autres frais qui jusqu'à hier étaient payés de la part de l'Etat, qui dépasseront le vingt pour cent (pourcentage qu'il y avait jusqu'à hier). La chose est d'autant plus grave pour le fait que chaque renouveau du contrat pour le personnel est encore plus lourd pour les Régions, et je crois que là c'est un problème dont j'espère on pourra discuter au moment où il y aura des données sûres à propos des intentions du Gouvernement.

Mais ce qui n'est pas une bonne nouvelle c'est qu'on vient d'apprendre que le Ministre aux Transports est disponible d'allouer le fonds des transports aux Régions: mais ce fonds, qui est la conséquence de la loi 161, ne prévoit pas de grands financements pour les Régions.

La protestation qui avait déjà été levée de la part des Régions c'était que malheureusement les fonds ne sont même pas suffisants pour faire fonctionner les services les plus importants, mais toutes les autres lignes secondaires n'auront pas la possibilité d'avoir des fonds, par conséquence encore une fois seront transférées les compétences sans avoir les fonds nécessaires. C'est sans doute important qu'il y ait une réaction de la part des Régions, surtout des Régions à statut spécialire Là il faut qu'il y ait une prise de position forte contre cette attitude, qui va se répéter chaque année. On avait démarré avec une année extraordinaire de difficultés, à présent les difficultés extraordinaires sont devenues ordinaires et le résultat c'est que chaque année on va diminuer les fonds qui sont alloués aux Régions.

Ce problème est lié à l'autre question de la loi de répartition financière (dont on a discuté hier) et à cet égard les forces politiques, au moins pour la grande majorité, ont pris position, mais l'attitude qu'il y a eu au moment du débat au parlement, n'a pas été conséquente à certaines affirmations qui ont été faites ailleurs. Personne n'a retiré l'amendement, l'amendement a été retenu inadmissible, mais il n'y a pas eu de déclarations de retirer les signatures, pas seulement, mais en lisant le procès-verbal par exemple M. Piro dit: "Quindi va benissimo la proposta formulata dall'On. Usellini, ma a condizione che il Governo decida l'autonomia impositiva degli enti locali".

(Interviene il Consigliere Milanesio, senza microfono).

Je peux lire l'intervention dans son ensemble: "Sono d'accordo con la parte iniziale dell'On. Usellini, non vorrei peraltro che il Ministro delle Finanze, anzi il sottosegretario qui presente ne tenesse il pretesto per ridurre ulteriormente l'autonomia economica e finanziaria delle Regioni", mais il faut lire aussi la partie que je viens de répéter: "Quindi va benissimo la proposta formulata, ma a condizione che il Governo decida l'autonomia impositiva degli enti locali". Ce qui ne signifie pas maintenir la loi de répartition financière. Et la même chose a été dite d'autres collègues.

La partie aussi intéressante c'est la partie concernant l'illustration de M. Usellini, là où on dit: "Si tratta di una attribuzione forse non adeguatamente valutata; desidero chiedere il parere positivo già espresso in sede di comitato dei nove riguardo al merito della questione affrontata dall'emendamento pour la rilevanza che la materia riveste.

Si tratta, signor Presidente, di una attribuzione forse non adeguatamente valutata quando la norma è stata formulata di imposta dello Stato, imposta sul valore aggiunto, alle due Regioni ricordate nella misura del 90 per cento, non soltanto per l'imposta relativa ai consumi, e quindi ai beni o servizi in essi utilizzati, ma anche per quella relativa alle importazioni effettuate in Valle d'Aosta e Sardegna indipendentemente dalla destinazione finale dei beni, che potrebbero quindi essere immessi in consumo in altre regioni italiane o addirittura esportati. La conseguenza di questa norma è che non si trasferiscono i 9/10 della imposta, ma un volume di imposta che nel caso dei beni cui mi sono riferito nel proporre l'emendamento, che sono autoveicoli della società Mercedes corrispondenti ad un valore pari a 16-17 decimi dell'imposta e pertanto ad un importo molto superiore all'imposta incassata dallo Stato; ciò per il fatto che il valore aggiunto di questi beni immessi in Italia è solo quello relativo alla loro commercializzazione e può essere stimato in percentuale di circa il venti per cento.

E' evidente che se la norma cui l'emendamento si riferisce è attuata in modo diffuso dalle Regioni in questione, e cioè se si consentisse alle imprese nazionali di trasferirsi nel loro territorio operando da quella sede le importazioni, verrebbero trasferiti dall'entrata dello Stato alla entrata delle Regioni flussi ingenti di imposta in esse poi trattenuti. E' singolare l'accordo posto in essere dalla Regione Valle d'Aosta con la società Mercedes, in forza del quale si prevede addirittura che tale società riceva una percentuale di imposta collegata alle importazioni effettuate nella Regione come bonus che la Regione le riconoscerebbe pour aver deciso di installare nel suo territorio la sede per l'attività italiana. In tale accordo" que - nous regrettons - nous ne connaissons pas....

(Interviene il Presidente della Giunta senza microfono).

Mais ici c'est entre guillemets: "In tale accordo addirittura si legge...", ou bien on a inventé un accord....

(Interviene nuovamente il Presidente della Giunta senza microfono).

Compte tenu des observations de M. Milanesio, je me suis permis de lire dans son ensemble l'intervention, afin qu'il n'y ait pas de doutes: "In tale accordo addirittura si legge: in misura congrua da ragguagliare ad un valore percentuale da calcolarsi sul fatturato dell'importazione relativo alle merci".

Si, comme je viens d'apprendre, cela ne correspond pas au vrai, j'aimerais au moins qu'il y ait un petit communiqué là où on dit ce qui se passe, et en même temps j'estime que ce serait correct que dans les commissions compétentes il y ait cette ébauche d'entente, autrement on risque d'apprendre des nouvelles qui vont à Rome avant d'être discutées à Aoste.

Tout de même les effets de cette déclaration ont été très évidents: "Credo che in un tempo di finanziaria difficile sia opportuno che il governo valuti eccetera...".

Je me permets de souligner que le débat qui a été fait au Parlement, nous a donné clairement l'idée de l'attitude des différentes forces politiques, parce qu'il y a certaines forces plus sensibles aux problèmes de l'autonomie qui ont proposé de dis-cuter à nouveau ce thème, mais de le faire avec les Régions concernées. Mais elles ne sont pas là pour dire que le problème doit être repris d'une façon différente, et j'ai lu les interventions. Le débat à la Chambre a permis de faire savoir ailleurs des choses qu'ici on ne connaît pas et surtout de donner l'idée ailleurs que nous sommes vraiment dans une situation de richesse épouvantable, une richesse qui dépasse largement les exigences de notre Région. C'est une attitude qui ira pénaliser notre Région dans le futur. S'il y a ce sentiment, par rapport à ce qui est en train de se passer, je crois que les conséquences seront inévitables. Voilà ce que je me suis permis de dire.

Sur ce thème on y reviendra dans le débat qu'on pourra faire au moment du budget et au moment de l'accord.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Vu que l'on doit répondre à M. Milanesio, je me permets de citer textuellement ce que M. Piro a dit à la commission, afin de faire à mon tour des considérations sur la présentation de cet amendement: "Presidente Aniasi, concordo con le osservazioni svolte dal collega Usellini, che hanno però un limite che mi permetto di far presente, perché non vorrei che il Governo le accogliesse così come sono state espresse. L'on. Usellini afferma giustamente che vi è una perdita per l'erario perché ci guadagna solo la Mercedes. E' un problema quindi che va affrontato a livello comunitario. Nei confronti dell'autonomia della Valle d'Aosta vorrei essere molto franco: la Regione in questione non può agire in frode all'erario, ma essa gode di autonomia statutaria".

Qu'est-ce que nous pouvons en conclure? D'une part qu'encore une fois le Président du Gouvernement a marqué une réticence absolue, parce qu'il vient de nous parler de l'amendement Usellini comme si cet amendement avait été présenté sans rapport avec le problème Mercédes, dont on ne veut absolument pas parler au Conseil ni l'en informer. On prend acte, en lisant le compte rendu de la Chambre, des contenus de cet accord, mais personne ici n'est au courant dudit accord même, ni de ses implications, M. Mafrica, avec le problème de l'emploi, Cogne par exemple.

Deuxièmement, si l'amendement a été retiré, ou plutôt si l'amendement a été déclaré irrecevable, il l'a été simplement pour une question de procédure. Mais tous les groupes à l'exception de M. De Carolis se sont exprimés favorablement pour ce qui est du contenu de l'amendement. De ce point de vue le compte rendu de la Chambre est là pour le prouver, tant il est vrai que M. Usellini a demandé la confirmation de l'avis qui avait déjà été exprimé par le Gouvernement au cours de la réunion du comité des neuf.

De plus, sur la base du compte rendu de la Chambre, la commission avait exprimé son avis favorable sur l'amendement Usellini "a condizione che la determinazione delle percentuali attribuite rispettivamente allo Stato e alle Regioni sia operata di intesa con le Regioni medesime". Donc exclusivement une question de procédure, mais il n'y a pas eu désaccord de la part de la majorité de la commission sur le contenu de la proposition. Ce qui signifie que le problème est encore un problème d'actualité.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Avrei evitato di prendere la parola su questo argomento perché è chiaro a tutti, in qualche modo, il problema degli attentati che provengono ad ogni finanziaria; quindi i pericoli ci sono, non è che non ci sono.

Non è che il tipo di riparto fiscale che la nostra Regione è riuscita ad ottenere a suo tempo nei confronti dello Stato sia un tipo di riparto che non viene messo in discussione da altre Regione, per cominciare da alcuni parlamentari, da alcuni sottosegretari, da alcuni ministri quando si tratta di tirare la cinghia, come sta succedendo, o quando si tratta di raschiare il fondo del barile. Di questo ne siamo perfettamente consci, tant'è che ci siamo mobilitati e ci stiamo mobilitando perché attentati così maldestri, del tipo di quello che è stato fatto e che hanno un collegamento funzionale con il riparto fiscale, in realtà mirano ad altro. Perché è fuori di dubbio che quel tipo di iniziativa è una iniziativa pilotata, teleguidata; a questo proposito si potrebbe fare una battuta riferendoci ad una canzone che tutti voi conoscete: "l'uselin de la comare", dove la comare in questo caso può essere qualche nota casa automobilistica o qualche nota società di trasporti che può avere interesse ad evitare che la nostra Regione faccia un legittimo accordo peraltro, che rispetta tutte le norme CEE, nei confronti di una casa automobilistica europea.

In secondo luogo credo che la mobilitazione fatta dalle forze politiche della maggioranza regionale, che si sono recate in quel di Roma per contattare chi i responsabili del Governo, chi i responsabili dei vari partiti, ha sortito sicuramente un risultato. Intanto è stato dichiarato inammissibile l'emendamento, perché lo era inammissibile; quel tipo di emendamento avrebbe anche potuto avere il voto, tanto per essere chiari, perché quante volte al Parlamento sono state votate cose inammissibili? Ma non l'ha avuto perché il Governo ha fatto propria la posizione della Regione, che gli ha rappresentato una situazione molto particolare.

(Interruzione del Consigliere Viérin: ... non il governo....)

Il rappresentante del Governo, il Presidente della commissione, il Sottosegretario alle finanze comunque, perché c'era una posizione del Governo, il Sottosegretario alle finanze ha fatto delle dichiarazioni precise in tal senso, e comunque la sensibilizzazione sulle forze politiche, quelle che poi votano e che contano è stata fatta, tant'è che il risultato è quello che noi sappiamo, che questo emendamento è stato ritenuto improponibile.

Presidente Colleghi, non vorrei interrompere questo interessantissimo dibattito, ma vi ricordo che siamo sulle Comunicazioni del Presidente della Giunta, sul quale non possiamo fare un dibattito. I Consiglieri hanno la possibilità con mozioni di chiedere il dibattito al Consiglio.

Milanesio (PSI) Cercherò di concludere rapidamente il mio intervento. Visto che sono state dette delle cose parziali, che come tutte le cose parziali deformano in qualche modo la verità, certo che la nostra Regione in questo momento e anche in altri momenti non ha goduto e non gode di una grande simpatia da parte del complesso delle altre forze politiche e delle altre Regioni in particolare. Ma questo lo sappiamo benissimo.

C'è un articolo recentemente apparso sulla stampa, a firma di Stefano Mancini, che voglio ricordare, che aveva centrato abbastanza il problema: noi siamo considerati ricchi e antipatici dal complesso delle altre Regioni, e io dico può darsi che non lo siamo, però certamente stiamo facendo tutto per sembrarlo. Le poche notizie che filtrano a Roma sulla nostra Regione, che hanno la dignità della prima pagina o delle pagine nazionali, sono delle notizie che fanno poi suscitare dei commenti di un certo tipo, per cui certamente la gradibilità di questa Regione non aumenta. Mi riferisco per esempio a certe dichiarazioni, che certamente non sono partite da questa parte, sulla dichiarazione di indipendenza a suo tempo fatte, per cui tutti i politologi italiani ne hanno trattato e ne hanno parlato, e quelli che fanno i commenti, cioè quelli da terza pagina, hanno dipinto questa Regione come una Regione piena di soldi e oltretutto fedifraga nei confronti dello Stato.

Vorrei dire: che tipo di opinione si può fare il parlamentare medio, intendo quello che non conosce la realtà della nostra Regione, ma che in Parlamento poi vota, fa opinione, quando i leaders degli opinionisti italiani, quelli che scrivono sulle terze pagine, danno della nostra Regione una valutazione di questo tipo? Quando sappiamo benissimo che l'idea che si fanno di noi è a metà fra il dispaccio di agenzia e il dépliant turistico?

Quindi non credo che possiamo pretendere di avere la strada spianata quando si va a discutere a Roma sui nostri diritti sacrosanti, che dobbiamo difendere (ci mancherebbe!), e non penso che si possa venire qui a fare dell'ironia o a dare delle letture parziali per dimostrare che i difensori della patria sono sempre gli uni, mentre gli altri sono degli attentatori. Credo che se qualche onorevole, rappresentante della nostra Regione, le sue esternazioni non le facesse solo al TG Tre o alla sezione dell'Union di Valpelline, o alla Vallée nella sua rubrica, ma parlasse un po' di più e cercasse di comunicare ai suoi colleghi parlamentari qual è la realtà della Valle d'Aosta, sarebbe meglio.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) Drôle de considérations que je viens d'entendre, pour lesquelles les fautes d'une grave tentative de réduire à néant l'autonomie financière ou presque de la Région, appartiendraient non au partis dont les représentants ont signé cet amendement, mais à l'on. Caveri, député valdôtain.

Je suis d'accord, M. Milanesio, qu'avec toute probabilité il y a "la comare" derrière Usellini, mais cette "comare" a un nom et un prénom, et je crois que ce n'est pas sans motivation qu'elle est intervenue pour faire présenter cet amendement, parce que je crois que certains déclarations de cet été ne pouvaient que pousser dans ce sens. Tant il est vrai que M. Usellini à la Chambre, lors de la discussion, ayant dans la main un journal et en le montrant à ces collègues, a dit: "Ma le stime che la stessa Regione e che sono riportate dalla stampa locale indicano entrate finanziarie - leggo testualmente dal giornale "Nouvelles de la Région Autonome de la Vallée d'Aoste" - per la Regione, paga circa mille miliardi annui di IVA da importazione e dalle aziende satelliti". Evidemment c'est cela qui a fait peur à la "comare" et peut-être ces (pour le dire à la Cossiga) "esternazioni" présidentielles ont fait plus de mal que de bien à la Vallée d'Aoste dans ce sens.

Je ne veux pas rappeler à M. Milanesio que cette même "comare" avait été, dans le temps, favorisée lorsqu'on lui a fait cadeau de la Coupe du Monde de ski alpin homme, qui de la Vallée d'Aoste est partie à S.p.A. Sestrières, 100 pour cent Fiat. Et donc qu'on ne vienne pas nous dire: "nous sommes les sauveurs de la patrie parce que finalement à travers notre intervention l'amendement a été déclaré inadmissible".

C'est vrai, on ne pouvait faire autrement puisqu'on aurait violé une norme constitutionnelle, mais le danger n'est pas terminé. La bataille continue, parce que le sous-secrétaire aux finances, Susi, a fait une déclaration qui est très préoccupante. On reconnaît l'inadmissibilité de l'amendement, mais on ne nie pas la possibilité d'aller de l'avant dans une forme qui soit cette fois admissible, parce que lui-même dit: "Pertanto ho già detto e ribadito che l'emendamento proposto si espone a censure di illegittimità costituzionale; il Governo comunque valuterà con molta attenzione le considerazioni svolte dai vari colleghi di questa aula". Or, les collègues de la Chambre, sauf les interventions de M. Caveri et De Carolis, ont été contraires à la Vallée d'Aoste, donc nous ne devons pas chanter en Vallée d'Aoste victoire, drôle de chanson entre autres, puisque c'est un peu l'attitude du sapeur-pompier qui avant mène le feu à la maison et qui après court pour éteindre le feu.

Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Stévenin, ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Il Consigliere Perrin ha preceduto con il suo intervento quanto avrei voluto dire. Ci vuole il toupet di Bruno Milanesio per avere l'ardire di scaricare le responsabilità di quanto avvenuto sulle dichiarazioni di indipendenza, che poi non erano tali, ma di una richiesta di uno stato federale, di una proposta che poi abbiamo estrinsecato e che sarà discussa all'interno di questo Consiglio.

In effetti la verità tutti la sappiamo, l'ha ribadita Perrin: l'aver fatto determinate dichiarazioni, che sono state riprese su tutti i giornali, in modo particolare sul Sole 24ore, l'aver detto che mille miliardi sarebbero entrati in più da IVA nelle casse valdostane, è questo il vero motivo che ha fatto muovere ai vari livelli le forze politiche e, perché no?, probabilmente anche altre società che a questo problema erano interessate.

Quindi la responsabilità ricade su questa maggioranza, su questa Giunta, sul suo Presidente, in maniera diretta. Tra l'altro questa maggioranza, questa Giunta e il suo Presidente, lo abbiamo denunciato sul giornale e lo continuiamo a denunciare oggi, ancora a tutt'oggi non ha dato alcuna informazione sul protocollo di intesa fra la Mercedes e la Regione Valle d'Aosta. Non abbiamo alcuna informazione, non possiamo esprimere un giudizio perché non abbiamo nessun elemento. Questo è vergognoso, questa è la trasparenza di cui si vantava l'attuale maggioranza e credo che questo sia un dato del quale tutti dobbiamo tenere conto e che rischierà di far tornare indietro la nostra Regione a tempi bui che in passato abbiamo già conosciuto.

Questo è quanto volevo dire e credo sia ormai di dominio dell'opinione pubblica in Valle d'Aosta: i valdostani sanno di chi è la responsabilità di questa situazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Vorrei dividere gli interventi che sono stati fatti fra interventi produttivi e interventi improduttivi e di polemica. Anche se capisco che la polemica fa anche parte del gioco politico, fa parte della maggioranza e della minoranza.

Per quanto riguarda gli interventi sicuramente preoccupati, sicuramente validi, preoccupazioni che abbiamo su quello che sarà l'esito finale della discussione con il Governo sulla finanziaria, sulla sanità, questi sono argomenti sui quali ci si può confrontare, ma credo che l'obiettivo finale sia unico, sia pure da diverse collocazioni, e sia quello di arrivare ad una definizione valida e interessata per quello che è la nostra Regione.

E' vero, per quanto riguarda la sanità ci sono dei problemi estremamente gravi; abbiamo fatto un passo avanti rispetto alla finanziaria che era stata presentata, e il passo è quello di esserci fatti riconoscere in un primo tempo 3600 miliardi, che sono poi diventati 5600 miliardi, ma direi che il passo più interessante (al di là delle cifre) è il fatto che il governo ha accettato il principio di un ripiano di quelli che sono i debiti della finanziaria dopo un esame dei bilanci consuntivi, perché oggi stiamo comunque parlando di previsioni, sia per quanto riguarda il 1991, sia per quanto riguarda il 1992.

Ora, mentre per il 1991, a quest'epoca possiamo già immaginare certi risultati, che possono essere anche sbagliati, ma ormai mancano due mesi alla fine dell'anno, per quanto riguarda le previsioni del 1992 i Presidenti hanno detto che giudicavano la proposta di 82.400 miliardi di lire largamente inferiore a quello che è il fabbisogno delle Regioni per gestire la sanità, al punto che parecchie Regioni hanno detto chiaro e pulito che non intendevano più gestire la sanità, e che se la riprendesse il Governo. A questi 82.400 miliardi si dovranno aggiungere, sempre in previsione, circa 4000 miliardi che sono previsti dal ticket; anche su questo c'è una discussione perché non tutti sono d'accordo che ci sia questo incremento dei ticket. Immaginatevi solo cosa potrebbe succedere, in quanto è previsto dalla finanziaria, che i reparti ospedalieri che non hanno un utilizzo di almeno il 75 per cento dovrebbero essere chiusi. Forse con il nostro ospedale non rientriamo in queste categorie, ma è chiaro che la conferenza dei presidenti ha ritenuto - ed io ho condiviso e me ne assumo la responsabilità di quanto è stato deciso e mi auguro che non si arrivi a quello - che qualunque decisione in ordine alle questioni sanitarie, in ordine alle ipotesi di lavoro, anche se questo termine non piace, scusatemi è una mia brutta abitudine, sarà definita unitariamente da tutte le Regioni, perché vi sono delle Regioni che non hanno più la possibilità di gestire, ad esempio, le spese farmaceutiche.

Il Consigliere Rollandin ha messo l'accento su uno degli argomenti che sono di attualità, il costo del personale: in tale costo vi sono dei contratti che sono stati fatti dallo Stato e che noi dobbiamo accettare. Ora, o le Regioni partecipano alla costruzione dei costi, ma non devono diventare dei terminali per il pagamento punto e basta.

Il prontuario farmaceutico non lo fanno sicuramente le Regioni, vi sono delle medicine che sono inserite e che noi siamo obbligati a pagare, ma non siamo noi che partecipiamo a questa stesura. Abbiamo chiesto anche questo, di creare una commissione mista con un rappresentante della Regione anche per queste cose; speriamo martedì attraverso l'intervento del Presidente del Consiglio, che ci è sembrato nella riunione di ieri molto sensibile a quelle che sono le istanze delle Regioni, soprattutto perché alcune Regioni hanno fatto delle dichiarazioni estremamente dure, e la situazione della Valle d'Aosta, seppure difficile, seppure peggiorativa per certi versi, è rispetto ad altre Regioni una situazione di estrema tranquillità.

Il problema che avremo il prossimo anno se non riusciremo, e almeno da parte del Presidente della Conferenza, l'amico Biasutti, che è Presidente di una Regione a statuto speciale, per cui anche lui si trova nella situazione di avere quel 40 per cento in più rispetto al 20 per cento che è stato fissato per legge due anni fa, che era già pesante per la Valle d'Aosta, questo 40 per cento in più significa arrivare ad una detrazione delle spese del fondo sanitario a favore della nostra Regione del 28 per cento, che è una cifra estremamente grave, impegnativa, se teniamo conto del fatto che c'è una sottostima del fondo sanitario nazionale. Quindi anche questo potrebbe comportare un incremento dei costi della sanità.

Sul fatto che Bernini ci lasci poco o tanto dei fondi globali dei trasporti, è quanto meno un principio, è quanto meno una presenza di un Ministro, sicuramente amico delle Regioni, che crea una premessa perché altri Ministri ed il Governo si inseriscano in questa ottica. I miliardi che sono allocati nei vari Ministeri e che sono di competenza delle Regioni, e che non vengono consegnati alle Regioni, non capiamo perché debbano essere lasciati nei fondi dei Ministeri e non vengano dati alle stesse. Si è fatto un esempio classico: come è mai possibile che il Ministero dell'Ambiente abbia qualche decine di miliardi per le piste ciclabili e che debba essere il Ministero a Roma a stabilire se in Valle d'Aosta possiamo fare la pista ciclabile da Sarre a Courmayeur? Cioè esempi addirittura stravolgenti sui quali il Presidente del Consiglio dei Ministri ci è sembrato assolutamente vicino e attento alle richieste delle Regioni. E questa è la parte che ritengo produttiva della discussione.

Sul discorso che riguarda la mancata conoscenza, la trasparenza, eccetera, non ho mai detto che questo problema che si chiama Mercedes, ma si potrebbe chiamare anche con un altro termine, non venga discusso dal Consiglio, sarebbe assurdo; tuttavia già si sono spese tante parole e sono perfettamente stupito, anche dopo il colloquio che ho avuto piuttosto turbolento con il mio compagno di partito Usellini, della conoscenza che questo deputato aveva di cose che giustamente qui sono state dette e che neanche noi non sappiamo. Così come sono stupito da un punto di vista politico di come una lettera di intenti, che è stata sottoscritta nel mese di marzo, a cui è stata data pubblicità ovviamente, dopo sette mesi e mezzo sia di nuovo venuta all'ordine del giorno.

E' una cosa che mi lascia estremamente perplesso, perché se fosse vero che questa lettera di intenti avrebbe potuto avere un impatto così micidiale nei confronti di certi parlamentari, penso che questo avrebbe dovuto essere fatto un mese dopo, due mesi dopo, e non sette mesi e mezzo dopo. Allora mi sorge il dubbio amletico di chi ha creato tutto questo impatto, chi lo ha creato volutamente. Se ci sono delle responsabilità, ce le assumiamo tutte, amico Stévenin, non abbiamo nessun timore, così come non abbiamo nessun timore di assumerci quelle che sono le benemerenze, casomai ce ne saranno.

Chi ha fatto questo? Chi aveva un interesse sette mesi e mezzo dopo di tirare fuori una lettera di intenti, oppure un giornale a cui ha fatto riferimento il Consigliere Perrin, "Nouvelles de l'Administration Régionale", sicuramente pubblicata in epoca molto precedente all'attuale?

(Interviene il Consigliere Perrin, senza microfono).

Ma io non mi smentisco, non ho timore di dire quello che dico, me ne assumo la responsabilità; se un Presidente della Giunta non sa assumersi le proprie responsabilità, è meglio che cambi mestiere. Come tutti i Presidente della Giunta precedenti si sono assunti le proprie responsabilità, ed hanno fatto bene, in modo analogo lo faccio io, non invento niente, ma sono estremamente stupefatto che ci sia stata la possibilità dopo sette mesi e mezzo, ripeto, che questa lettera di intenti, non protocollo, e voglio essere chiaro a questo riguardo: non esiste nessun protocollo di intenti....

(Interruzione del Consigliere Perrin:... è scritto sulla Stampa!..)

...C'è una lettera di intenti con la Mercedes, nessun protocollo; il protocollo, secondo quanto ne dico io, è una cosa ben diversa; ripeto, che ci sia la possibilità di studiare un protocollo è una cosa, ma che ci sia un protocollo firmato, previsto e definito, non è vero!. Tant'è che se ricordo bene c'è stata una modificazione delle posizioni gravi che sono state fatte contro la nostra Regione in un articolo che è stato pubblicato sul Corriere della Sera, che chiarisce almeno in parte questo busillis che verrà discusso in questo Consiglio regionale nel più breve tempo possibile.

Quindi circa le responsabilità di questo ritorno agli onori della cronaca di questa lettera di intenti, mi domando chi può avere avuto quegli interessi. Non mi so dare una risposta, qualcuno ha parlato di lobby, può darsi; qualcuno ha parlato di società di trasporti, può anche darsi; qualcuno ha parlato di politica valdostana, può anche darsi, non lo so. Mi farebbe molto piacere sapere il perché di tutto questo, perché da qualunque parte uno la guardi è sicuramente vista in chiave negativa per la nostra Regione e contraria agli interessi della stessa.