Oggetto del Consiglio n. 303 del 30 settembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 303/75 - Richiesta di informazioni sulla esistenza o meno di trattative tra l'Amministrazione regionale e il Governo per ottenere un contributo straordinario ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta. (Interpellanza dei Consiglieri Dolchi, Tonino e Crétier)

Interpellanza

Recenti comunicazioni ufficiali, ampiamente riprese dalla stampa, hanno reso noto che esisterebbero da tempo trattative in corso tra l'Amministrazione regionale e il Governo per ottenere un contributo straordinario ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta che, come noto, può avvenire solo mediante apposita legge nazionale.

Prescindendo da qualsiasi considerazione di carattere politico-amministrativo su tale tipo di iniziativa, negli anni scorsi ampiamente criticata quale strumento di pressione e di improvvisazione finanziaria e sul fatto che non esisterebbero iniziative del genere a livello parlamentare;

Si interpella

il Presidente della Giunta per sapere se la notizia - anche da lui stesso diffusa - corrisponde a verità ed in caso affermativo in base a quali "scopi determinati che non rientrino nelle funzioni normali della Valle", come prescrive il citato articolo dello Statuto, è stata predisposta o prospettata la necessaria legge dello Stato mentre ne è stato tenuto all'oscuro il Consiglio regionale della Valle di Aosta unica istanza a validamente decidere in proposito.

F.ti: Giulio Dolchi - Tonino Aldo - Crétier Egidio

Caveri (U.V.) - Il Presidente della Giunta intende rispondere? No, lei intende illustrarla prima.

Dolchi (P.C.I.) - ... nei limiti del tempo che il Regolamento mi consente di illustrare quest'interpellanza, in cui semmai l'imputato è il Presidente della Giunta. È talmente chiara che forse non sarebbe nemmeno necessaria un'illustrazione: si tratta di sapere se corrisponde a verità quanto è stato detto e affermato circa alcune trattative fra la Regione Valle d'Aosta e il Governo per un contributo straordinario ai sensi dell'articolo 12.

La ragione della mia illustrazione va oltre il fatto specifico del finanziamento al Comune di Aosta; si tratta del rapporto Esecutivo-Consiglio, Giunta-Consiglio, su problemi che consideriamo importanti, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico. Per noi, Gruppo Comunista, il ricorso al terzo comma dell'articolo 12 è una scelta di carattere importante che investe la politica finanziaria della Regione, quindi non poteva essere affrontata dalla sola Giunta senza informarne il Consiglio regionale o senza tenerlo al corrente di questa prassi, direi, se volete, ignorando l'atto formale di un'iscrizione in bilancio o cose di questo tipo, che sarebbero state la forma più corretta.

La nostra interpellanza ha quindi l'obiettivo di appurare due cose: o è una bugia - parlo chiaramente, me ne scusi il Presidente della Giunta - e quindi sarebbe grave, ma sarebbe altrettanto grave se l'iniziativa fosse stata presa dalla Giunta, e lo ripeto, lasciando all'oscuro il Consiglio sulla trattativa, che non è urgente, recente di pochi giorni a questa parte, bensì sarebbe in corso da tempo. Perché affermo che questa trattativa sarebbe in corso da tempo? Perché nella lettera del 24 marzo 1975 del Presidente della Giunta al Sindaco di Aosta, si dice: "in relazione agli accordi intervenuti per il finanziamento del bilancio 1975" e si fa riferimento anche a trattative in corso con il Governo centrale per ottenere un contributo straordinario ai sensi dell'articolo 12. Pertanto dal 24 marzo - ed è una data fissa - c'è questo riferimento a tali trattative; ma queste trattative, per avere un seguito, per non essere solamente delle vuote affermazioni, si riferiscono ad un preciso disposto del nostro Statuto che noi tutti conosciamo, che anche La Ville d'Aoste ci ricorda e che io vi rileggo ad abundantiam, il quale precisa che per provvedere a scopi determinati che non rientrino nelle funzioni normali della Valle lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali; quindi è legge dello Stato.

Come uomini politici, come partecipanti alla vita regionale, ci siamo preoccupati di conoscere il seguito di questa trattativa. Ebbene, a quanto ci risulta, potremmo anche sbagliarci, ma né alla Segreteria della Camera, né alla Segreteria del Senato esistono proposte o disegni di legge in tal senso. Verrei quindi ad alcune considerazioni. Tralascio la possibilità di ricorrere a tale finanziamento statale, quello degli scopi determinati che quindi dovrebbero essere scelti dal Consiglio; tralascio di citarvi le posizioni dure e precise che contro questo tipo di finanziamento sono state pronunciate dagli esponenti dell'Union Valdôtaine e del Partito Comunista verso la Giunta Bionaz e l'Assessore alle Finanze, Bordon; tralascio pure di ricordare come le discussioni al Senato e alla Camera delle leggi che allora stabilivano il contributo speciale ai sensi dell'articolo 12 furono l'occasione di presentazione di ordini del giorno e di prese di posizione che portarono poi il Governo e la maggioranza parlamentare ad affrontare il riparto fiscale e ad abbandonare questo tipo di finanziamento annuale, aleatorio e pieno di pressioni. Mi interessa in quest'occasione ribadire e sottolineare che, secondo noi, il Consiglio deve conoscere ed essere informato per poter operare le sue scelte con piena responsabilità - in questo caso sarebbero scelte riguardanti gli scopi determinati per cui si chiede il contributo - e comunque essere informato per un dibattito che riguarda tutta l'attività finanziaria e politica.

Ecco lo spirito di quest'interpellanza, Signor Presidente, è diventata tanto più attuale in quanto, sempre su La Ville d'Aoste dell'11 settembre, leggiamo che ogni polemica è realmente fuori luogo (La Ville d'Aoste si riferisce alla polemica del finanziamento del Comune di Aosta): "ogni polemica è realmente fuori luogo, l'Amministrazione regionale provvederà quindi a finanziare il Comune di Aosta se lo Stato assegnerà i contributi speciali richiesti". La Ville d'Aoste continua: "si tratta quindi di operare affinché i fondi siano messi a disposizione da parte dello Stato facendo tutte le pressioni necessarie".

Io sono convinto che se il problema fosse stato impostato correttamente i Gruppi parlamentari del Partito Socialista, del Partito Liberale, della Democrazia Cristiana, dello stesso Partito Comunista potrebbero essere quell'elemento di pressione a cui fa riferimento La Ville d'Aoste.

La nostra riserva è che questo può avvenire solamente dopo che il Consiglio, e solo il Consiglio quale unico organo abilitato a scelte di questo tipo, si sia pronunciato in modo preciso e, anche se lo ritenete, formalmente valido.

Andrione (U.V.) - Non è una bugia e la broderie del Consigliere Dolchi è fuori posto, non coglie il problema, in quanto, per quanto riguarda le polemiche passate - del resto lo stesso Consigliere Dolchi lo ha detto - quando l'articolo 12 era usato invece dell'applicazione del riparto fiscale aveva un significato molto differente, mentre oggi, di fronte all'irrigidimento del bilancio regionale che non progredisce con lo stesso ritmo con il quale progrediscono le imposte perché siamo bloccati ad un aumento del 10% per anno fino al 1978, irrigidimento provocato d'altra parte dall'aumento dei salari, di fronte ad una crisi occupazionale che era certamente prevedibile fin dall'inizio dell'anno, di fronte al dissesto delle Amministrazioni comunali e seguendo l'esempio della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha avuto un finanziamento straordinario di cinquanta miliardi nell'arco di cinque anni, ho iniziato le trattative con il Governo per sondare se vi era da parte del Governo stesso una disponibilità nei confronti della Valle d'Aosta, una legge di questo genere di finanziamento straordinario per far fronte ad una situazione straordinaria.

Prima di portare in Consiglio una simile discussione era assolutamente necessario sapere cosa ne pensava il Governo e cioè se la situazione valdostana, così come è stata rappresentata in diverse occasioni, anche posteriormente al mese di marzo, era tale da giustificare un intervento straordinario; di conseguenza, in quel momento, sapendo quel che si faceva, era possibile proporre al Consiglio un certo tipo di piano.

Per la cronaca, la questione è stata sollevata in un incontro fra tutti i Presidenti della Giunta e il Presidente del Consiglio dei Ministri a Roma, Onorevole e Moro, è stata sollevata due volte di fronte all'Onorevole Morlino, Ministro per le Regioni, e in un colloquio con l'Onorevole Colombo, che evidentemente è il perno di questa situazione. Entro il mese di ottobre dovrei avere altri incontri per appurare se vi è questa disponibilità di finanziamento, di quadro generale per la Regione.

Vorrei fare anche notare che il Governo si è preoccupato - e non soltanto per quanto concerne la Valle d'Aosta, ma per tutte le Regioni - di stabilire dei finanziamenti straordinari, di cui parleremo in seguito a proposito di un'altra interpellanza, ma che per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta, essendo estremamente puntualizzati questi interventi, non avrebbero risolto la complessità dei problemi che si propongono.

Poiché il bilancio regionale - e qui credo che il Consigliere Dolchi, non in quanto Consigliere o in quanto uomo di partito, ma in quanto ragioniere possa concordare - è composto da un numero infinito di milioni o se preferisce di lire, e poiché i compiti che la Regione deve assumersi superano queste possibilità finanziarie, questa trattativa condotta col Governo aveva semplicemente e ha lo scopo di ottenere per la Regione una posizione che le permetta di affrontare la grave situazione attuale.

Il Consigliere Dolchi sa certamente che soltanto per garantire i livelli occupazionali abbiamo bisogno di numerosi e importanti investimenti, per quanto riguarda certe attrezzature indispensabili in questo momento abbiamo bisogno anche qui di investimenti nuovi e, di conseguenza, quando questa prima fase di trattative portate a termine con gli organi tecnici dello Stato, in particolare con il Ministero delle Finanze, condurrà ad un risultato positivo, allora evidentemente il Consiglio sarà investito. Se il Consigliere Dolchi mi permette, sempre con l'appoggio di tutte le forze politiche, preferirei il sistema rapido del decreto legge al sistema laborioso di un iter legislativo che rischierebbe di portarci molto in avanti nel 1976.

Caveri (U.V.) - Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Sarò brevissimo. Concordo con il Presidente della Giunta che l'incremento del riparto fiscale del 10% non segue certamente la svalutazione della moneta che ha superato il 20%, come ci dicono le statistiche, e che tutte le Regioni si muovono in modo unitario per realizzare maggiori disponibilità a disposizione delle iniziative regionali.

Non voglio fare del bizantinismo, forse la mia parola "bugia" era stata un po' forte, ma il riferimento preciso all'articolo 12 non trovava per noi, nelle nostre ricerche, nelle nostre posizioni di carattere politico, una prova nell'iniziativa legislativa che ritenevamo indispensabile ai sensi dello Statuto.

Concludo dicendo che forse su una cosa non concordo con il Presidente della Giunta ed è forse un discorso di fondo che va oltre quest'interpellanza. Dice il Presidente della Giunta: ho iniziato la trattativa, in fondo se si conquistano dei soldi il Consiglio dovrà esserne contento e quando questa trattativa avrà raggiunto una certa concretizzazione se ne informerà il Consiglio per passare alla fase esecutiva; beh, secondo noi, nella concezione che abbiamo della partecipazione che il Consiglio deve avere alle scelte e alle decisioni, siamo ancora convinti del contrario, e cioè che il Presidente della Giunta avrebbe comunque avuto maggiore forza o maggiore possibilità di trattativa e di contrattazione se in tal senso si fosse pronunciato precedentemente il Consiglio.

Andrione (U.V.) - Richiamo l'articolo 12, chiedo scusa, è semplicemente formale, perché tutta la materia è regolata dall'articolo 50 dell'attuale Ordinamento finanziario, quindi c'è una possibilità molto più rapida di quella della legge.

Il Consiglio prende atto.

Caveri (U.V.) - Passiamo all'interpellanza di cui al punto n. 9 dell'ordine del giorno.