Oggetto del Consiglio n. 302 del 30 settembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 302/75 - Costruzione dell'autostrada dell'alta Valle d'Aosta. (Interpellanza dei Consiglieri Dolchi e Chincheré)
Interpellanza
La Gazzetta del Popolo del 24 luglio pubblica una dichiarazione dell'ex Sindaco di Arvier Clusaz nella quale si afferma che "la circolazione attuale è pericolosa: l'autostrada va fatta. Che sia a destra o a sinistra del paese non importa ma va fatta". L'attuale Sindaco aggiunge inoltre: "siamo tutti favorevoli per l'autostrada".
Poiché il Consigliere regionale unionista Clusaz fa parte della maggioranza
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Giunta per sapere se le affermazioni del Consigliere Clusaz sono condivise dalla Giunta e dalla maggioranza e quali, di conseguenza, in caso affermativo, sono gli orientamenti in proposito.
F.ti: Giulio Dolchi - Franco Chincheré
Dolchi (P.C.I.) - Sarò brevissimo nell'illustrazione di questa interpellanza. Inizierei con una considerazione di carattere più generale: alle volte il Gruppo Comunista viene accusato di rivolgere troppe interpellanze, ma ritengo che quelle iscritte oggi all'ordine del giorno rivestano una tale importanza di carattere politico-amministrativo che giustifichino il dibattito che avviene in Consiglio in questa seduta del 30 settembre.
L'interpellanza è chiara: ci sono due posizioni del Sindaco attuale di Arvier e dell'ex Sindaco, attualmente collega Consigliere regionale Clusaz, che affrontano il problema della prosecuzione dell'autostrada oltre Aosta, fino a Pré Saint Didier. Ricordando le posizioni assunte a suo tempo dall'Union Valdôtaine su questo problema, lo scopo dell'interpellanza è di sapere se il Presidente della Giunta - che fa parte di questo Movimento - e tutta la Giunta concordano su questa impostazione. Ecco la nostra preoccupazione, per cui volevamo un chiarimento a livello consiliare, per non trovarci poi con decisioni prese da non si sa chi, con soluzioni sulle quali il Consiglio regionale non si fosse pronunciato.
So che in questo momento mi si potrà dire, e senza scavalcare le prerogative del Consiglio e del Presidente della Giunta, che abbiamo già avuto occasione di trattare questo argomento in occasione di una conferenza stampa. Ripeto, mi si potrà dire che in questo momento di crisi, di recessione e di difficoltà occupazionale sarebbe assurdo pensare ad enormi spese per un'autostrada - ecco il carattere dell'interpellanza - ma eventualmente il discorso che quest'interpellanza può aprire è quello di vedere se non esiste la possibilità in certi casi di arrivare a studiare degli sdoppiamenti o particolari accorgimenti, che soprattutto nel periodo invernale (allargamenti, posteggi per i TIR o cose di questo tipo) provocano paurosi ingorghi nel tratto Aosta/Pré Saint Didier.
Mi sembra che se apriamo un discorso di questo tipo, non certo questa mattina con questa interpellanza, ma nell'ambito del Consiglio regionale o delle competenti Commissioni ai Lavori Pubblici o al Turismo, valga la spesa ricordare un volumetto - che non è molto conosciuto - che aveva scritto Binel nel 1960 a proposito delle strade, autostrade in Valle d'Aosta, in cui si ricordava che oltre ai problemi della viabilità ci sono anche problemi paesaggistici che debbono particolarmente incidere sulle scelte che si fanno in questo settore. Questo è quanto avevo da dire nell'illustrazione di questa interpellanza.
Andrione (U.V.) - Come ha già accennato il Consigliere Dolchi, senza evidentemente mancare di rispetto al Consiglio, di questo problema avevamo già parlato in altre occasioni e ho avuto modo di sottolineare, e credo che siamo tutti d'accordo, e di constatare che la superstrada 26 tra Aosta e Courmayeur è diventata rapidamente insufficiente, soprattutto in relazione al traffico pesante, che adesso è in leggera diminuzione, ma che comunque costituisce una grossa remora all'utilizzazione più fluida di questa strada. Su questa constatazione di fatto dal punto di vista tecnico si possono avere opinioni molto differenti: si può sostenere la tesi dell'autostrada parallela alla statale esistente, vale a dire di un'autostrada completamente nuova; si può sostenere la tesi della superstrada, che è una strada a quattro piste ma con incroci paralleli e senza certe altre caratteristiche autostradali; si può sostenere, come ha alluso adesso il Consigliere Dolchi, per lo meno in un primo periodo, un opportuno allargamento di certi tratti per fare fluire più scorrevole il traffico. Anche in prospettiva il problema della Statale 26 deve essere studiato con attenzione. Lor Signori sanno che il Traforo del Fréjus continua e che quindi per la previsione di adesso e per il 1979 vi sarà certamente un dirottamento di una notevole parte del traffico pesante sull'asse Torino/Chambéry.
Tutto ciò detto non vi è una posizione ufficiale in questo momento del Movimento dell'Union Valdôtaine, che negli anni scorsi si era effettivamente pronunciato contro un'autostrada alternativa, ma che fosse, viste le condizioni geografiche e geologiche dell'alta Valle d'Aosta, semplicemente un corridoio di scorrimento con in pratica l'esclusione di tutta l'alta Valle dal traffico.
Evidentemente io non prendo posizioni in questo momento su quale sia la soluzione tecnica migliore, non potrei farlo né a nome del Movimento e neanche come Presidente della Giunta, perché è un problema che dovrà essere studiato a fondo dal Consiglio e dai tecnici, se si presenterà l'occasione di avere fondi necessari per queste opere.
Il Consigliere Dolchi sa certamente che le relazioni con l'ANAS non sono facili, anche l'Assessore Pollicini può ricordarlo, e che da oltre dieci anni continuiamo a chiedere quel piccolo tratto dell'allargamento dall'Église alla Croix Noire e al cavalcavia di Aosta; anche su quello, malgrado le rassicurazioni da parte del Governo e di tanti uomini politici, non riusciamo ad ottenere dall'ANAS quella piccola opera. Immaginiamoci quali saranno le difficoltà, benché io concordi con il Consigliere Dolchi sulla necessità di certe opere, per ottenere un intervento statale in ordine alla nazionale 26 che, purtroppo, non è di nostra competenza!
Caveri (U.V.) - Mi spiace Consigliere Clusaz, non le posso dare la parola perché trattandosi di un'interpellanza possono parlare solo l'interpellante e l'interpellato. Mi spiace, ma la prego di non insistere; non le faccio un'ingiustizia, perché se non applico il Regolamento per lei poi non lo devo applicare per tutti gli altri.
Dolchi (P.C.I.) - Vorrei precisare rispondendo e prendendo atto della risposta del Presidente della Giunta che non esiste affatto una requisitoria, né un atto di accusa nei confronti del Consigliere Clusaz. Dal punto di vista politico-amministrativo ho avuto notizia, attraverso interviste, di un fatto che ritenevo di interesse per tutto il Consiglio sottolineare. Guai, Consigliere Clusaz, se ogni volta che citazioni o prese di posizione dei Consiglieri regionali in questa aula o fuori di quest'aula dovessero portare a interpretazioni che lei dà! Io non ho minimamente inteso assumere una presa di posizione nei confronti del collega Clusaz, anzi, era una posizione di carattere politico nei confronti dell'Union Valdôtaine e della posizione che ha illustrato con la sua risposta il Presidente della Giunta.
Signor Presidente del Consiglio, siccome il discorso è aperto e l'interpellanza aveva questo scopo - lo stesso Presidente della Giunta lo ha confermato in altra sede - sembra che il Consigliere Clusaz in altra occasione potrà più ampiamente esprimere tutto il suo punto di vista, che potrà essere anche stato travisato nell'intervista a cui io faccio riferimento, ma che, proprio perché faceva riferimento ad un'intervista del giornale, era uno spunto per trattare un argomento.
Caveri (U.V.) - Volevo dire al Consigliere Clusaz questo: siccome ha accennato che chiederebbe la parola per fatto personale, sotto questo profilo mi sembra che potrebbe intervenire nell'interpellanza, però solo nei limiti di un fatto personale, quindi non dovrà divagare fuori dal fatto personale.
Clusaz (U.V.) - Grazie. Gli interpellanti dicono che la. Gazzetta del Popolo del 24 luglio pubblica una dichiarazione dell'ex Sindaco di Arvier, Clusaz, nella quale si afferma che la circolazione attuale è pericolosa: l'autostrada va fatta, che sia a destra o a sinistra del paese, non importa, ma va fatta.
Cari colleghi, qui state barando adesso, perché queste non sono parole mie... io non lo so, la Gazzetta del Popolo del 24 luglio ha pubblicato una dichiarazione dell'attuale Sindaco di Arvier, Walter Riblanc e non dell'ex Sindaco Clusaz, c'è una differenza! Il mio punto di vista sul pro o sul contro il proseguimento dell'autostrada è stato pubblicato dalla Gazzetta del Popolo nell'agosto del 1974, per l'esattezza il 9 agosto, quando il sottoscritto non solo non faceva parte della maggioranza, ma non era neppure Consigliere regionale, tant'è vero che l'articolista correttamente - e qui ne voglio dare atto - precisava che Clusaz parlava solamente come Sindaco del Comune di Arvier e nemmeno come Presidente della sua Comunità Montana. Non solo, ma aggiungeva che i motivi per cui il Clusaz si dichiarava favorevole e non entusiasta erano i continui ingorghi e la pericolosità di quella che a torto continuiamo a chiamare "superstrada", e qui penso alla pericolosità, su cui siamo tutti d'accordo, e non come sta scritto nell'interpellanza "che sia a destra o a sinistra del paese non importa", perché questo il sottoscritto non l'ha mai detto, nessun giornale me le ha attribuite. Morale della favola: il Signor Clusaz, nella sua veste di Consigliere, non ha mai fatto dichiarazioni né pro né contro il prolungamento dell'autostrada, né sulla Gazzetta del Popolo, né ad altri.
A mio modesto avviso, se si voleva fare l'interpellanza perché va di moda, era più giusto, senza aver la pretesa di insegnare ai gatti "ad arrampicarsi", era più giusto e più leale farla in questo senso: "Poiché nell'agosto del 1974 l'allora Sindaco di Arvier, Clusaz, e nel luglio del 1975 l'attuale Sindaco di Arvier, Walter Riblan, si sono. dichiarati favorevoli al prolungamento dell'autostrada da Sarre a Courmayeur, poiché essi fanno parte del Movimento che fa capo al Presidente della Giunta, interpellano il medesimo...", eccetera. Questa secondo me era l'impostazione giusta, esatta, obiettiva dell'interpellanza, solo che fatta così perdeva un po' di quel mordente che a volte fa tanto comodo. E non si venga a dire che più o meno è la stessa cosa, eh no, perché è chiaro che il Sindaco di un paese - e il Consigliere Dolchi lo sa, perché è stato Sindaco, e a mio avviso un buon Sindaco - sa che deve preoccuparsi in primo luogo di quello che succede nel suo Comune, dei disagi dei suoi amministrati, specialmente quando essi hanno, come nel nostro caso, a sinistra la stazione e a destra il Municipio, a sinistra i ristoranti e a destra i commestibili, a sinistra la cartoleria e a destra l'Ufficio postale, a sinistra la Chiesa e a destra il Cimitero o viceversa, e avanti di questo passo. In mezzo cosa c'è però? Due file interminabili di TIR ai quali è praticamente permesso tutto, dai sorpassi in curva e nei dossi alla velocità indiscriminata nei centri abitati. Questo è uno dei tanti aspetti che il Sindaco di quel paese non può né ignorare, né sottovalutare, mentre a mio avviso il Consigliere regionale deve vedere il problema nell'ambito più generale, in una visione più allargata, che a volte può anche essere in contrasto con gli interessi del proprio Comune.
Con questo non voglio dire che il mio punto di vista personale sul pro o sul contro il prolungamento dell'autostrada sia cambiato, quattordici anni da Sindaco sono in effetti tanti per essere cancellati così con un colpo di spugna, ma potrebbe benissimo essere cambiato proprio in virtù di quanto ho accennato prima, come del resto potrebbe - e dico "potrebbe" - essere cambiato anche l'orientamento del mio Movimento, ad esempio a causa dell'imprevisto incremento del traffico pesante, senza per questo meritarmi o meritarci, perché non si capisce troppo bene, i gratuiti titoli di trasformisti o voltafaccia da parte di un certo quindicinale locale, come se avessimo anche noi dei compagni i quali stanno preparando il viaggio a dei grossi calibri: il viaggio a Canossa.
Con questo non voglio mica condannare il vostro modo di agire anche perché non ho nessun diritto ad ergermi a giudice, in quanto in questo processo sono l'imputato. Però, se il nostro è un voltafaccia la vostra cos'è? Coerenza forse?
Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, so che è difficile presiedere quando succedono queste cose.
Vorrei solo precisare al collega Clusaz che non mi interessa se nella sua funzione di Sindaco assume una posizione e poi tiene a modificarla quando diventa Consigliere regionale. Vorrei solo sottolineare al Consiglio - e se vuol considerare questa mia precisazione come un fatto personale la consideri pure così - che né nell'interpellanza, né nella mia illustrazione ho parlato di "trasformismo", di "voltafaccia", non esistono queste parole. L'interpellanza è allegata, tutti i Consiglieri ne hanno copia. Ripeto: era un'interpellanza che prendeva spunto da due dichiarazioni di esponenti dell'Union Valdôtaine per chiedere al Presidente della Giunta, all'Esecutivo e all'Union Valdôtaine il loro parere su questo problema che diventa attuale; è stato già per lungo tempo attuale, e lo diventa sempre di più in virtù del traffico pesante. Era un'interpellanza di carattere politico rivolta più che altro alle posizioni dell'Union Valdôtaine, non vedo perché il Consigliere Clusaz si debba scaldare tanto.
Caveri (U.V.) - Spero che questa piccola guerra sia terminata. Passiamo ora all'interpellanza dei Consiglieri Dolchi, Tonino e Crétier.
Il Consiglio prende atto.
