Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4278 del 10 marzo 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4278/IX Predisposizione del Piano Energetico regionale. (Interpellanza).

Interpellanza Ricordato che la legge n. 10/1991 ha previsto che le Regioni italiane si dotino di un Piano energetico regionale al fine di una coerente pianificazione energetica;

Ricordato altresì che l'11 maggio 1992 si era svolta ad Aosta una giornata di studio per presentare le linee del Piano energetico della Valle d'Aosta;

Rilevato che a distanza di quasi un anno da tale giornata di studio la bozza di Piano energetico regionale non è ancora stata presentata all'esame del Consiglio regionale;

Sottolineato il dibattito importante che si sta svolgendo sull'utilizzo delle fonti di energia in Valle d'Aosta, con particolare riferimento all'idroelettricità;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

Interpella

l'Assessore regionale all'Industria, commercio e artigianato per sapere:

1) se è stato redatto uno studio di impatto ambientale della bozza di Piano energetico regionale e se è stata avviata la procedura di V.l.A.;

2) quando si intende sottoporre all'esame del Consiglio regionale il Piano energetico regionale;

3) come intende comportarsi la Giunta regionale nei confronti delle domande giacenti di subconcessione delle acque ad uso idroelettrico.

F.to: Riccarand.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questa interpellanza è stata presentata perché a quasi un anno di distanza da due convegni che erano stati organizzati dall'Assessore competente per discutere le linee del piano energetico della Valle d'Aosta, ci troviamo alla vigilia dello scioglimento del Consiglio regionale senza che di questo piano energetico si sappia più nulla, con nel frattempo, da quello che mi risulta, un avvio di procedure per il rilascio di una serie di subconcessioni per piccoli impianti idroelettrici. Quindi si tratta di una situazione che a nostro avviso non è coerente con il discorso che era stato fatto e con il contenuto della legge n. 10 del 1991, che chiede a tutte le Regioni di dotarsi del piano energetico regionale.

È uno strumento le cui linee erano già state presentate lo scorso anno; sappiamo che il piano energetico regionale è uno di quei piani che, per la incidenza che ha sull'assetto del territorio e dell'ambiente, deve essere accompagnato da uno studio di impatto ambientale e deve avere un parere del comitato scientifico. Non mi risulta che sia stato trasmesso all'Assessorato all'Ambiente e al comitato scientifico questo piano con relativo studio di impatto ambientale, mi sembra che siano bloccati i lavori per quanto riguarda questo piano e nello stesso tempo vadano avanti decisioni che non sono supportate da una programmazione che sta a monte. Questi i motivi della interpellanza.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) La Giunta regionale, come ha ricordato il Consigliere Riccarand, ha predisposto delle linee guida del piano energetico regionale. Rispetto alla definizione che viene data all'articolo 5 della legge 10, il piano energetico regionale vero e proprio è da considerarsi uno strumento molto più complesso, con indicazioni puntuali, con studi su ogni singola asta, che comportano tempi e investimenti molto superiori a quelli finora effettuati. Quindi per procedere in questa direzione è necessario deliberare investimenti, tempi e gruppi di lavoro molto più complessi.

Trattandosi di linee guida, non sono state sottoposte allo studio di impatto ambientale, che invece è previsto per il piano vero e proprio, che ha un carattere molto più puntuale.

Queste linee guida sono state illustrate, se viene ritenuto opportuno discuterle in qualunque sede questo è possibile.

Rispetto alla situazione delle subconcessioni, queste linee guida indicano dei criteri generali di governo dell'energia da parte dell'Amministrazione regionale, di attenzione all'ambiente e di destinazione prioritaria per usi produttivi e a vantaggio della popolazione. Le stesse linee guida indicano dei criteri di priorità nell'assegnazione delle subconcessioni, linee di priorità che danno la precedenza a comuni e comunità montane, a consorzi a maggioranza pubblica, a cooperative di produzione, a consorzi di utilizzatori e infine ai privati.

Le subconcessioni erano state bloccate nel loro iter, che è molto complesso, da una delibera di Giunta; per non mantenere tutto congelato, si è affidato un incarico aggiuntivo all'estensore delle linee guida del piano energetico per individuare le derivazioni che possono essere considerate strategiche e quelle non strategiche.

La deliberazione di Giunta, che non concede subconcessioni ma sblocca l'iter, è relativa a derivazioni di piccola entità o di scarso interesse, ritenute non strategiche in questa appendice alle linee guida redatta dal prof. Boffa.

Tra quelle per cui nelle indicazioni del prof. Boffa si diceva che potevano essere sbloccate se ne fosse stata esclusa la strategicità, la Giunta regionale ha scelto di sbloccare l'iter di domande presentate da comuni, consorzi, cooperative, e comunque soggetti in cui fosse presente l'interesse pubblico, nel caso in cui sulla medesima asta non ci fossero domande di concorrenti privati.

Questo è stato il criterio. Mentre sono rimaste bloccate finora le domande di cui occorre ulteriormente approfondire la strategicità e a cui siano interessati anche gruppi privati.

PresidenteHa chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Per dichiararmi non soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché da una parte l'Assessore dice che il piano è una cosa complessa, in quanto tale richiede investimenti, tempi, gruppi di lavoro, però da quel che ho capito non è stato neanche deliberato l'avvio dei lavori organici per la redazione di questo piano.

Le linee guida sono state sì presentate in un convegno, ma non sono mai state oggetto di una discussione neppure all'interno di questo Consiglio.

Eppure sulla base di queste linee guida si va a sbloccare una serie di subconcessioni con dei criteri che saranno anche validi, però sono sicuramente discutibili, cioè non sono mai stati discussi all'interno del Consiglio regionale. Quindi credo che qui ci sia qualcosa che non funziona.

Sarebbe opportuno intanto avviare le procedure per arrivare a questo piano, perché è fondamentale che ci sia, però se si ritiene comunque di sbloccare alcune subconcessioni (e in alcuni casi può essere anche opportuno), è quanto meno necessario che questi criteri di fondo siano individuati e definiti da una valutazione del Consiglio regionale.

Altrimenti non si capisce in base a quali criteri, in base a quali priorità, in base a quali cautele di carattere ambientale si decide di sbloccare alcuni tipi di interventi.

Speravo che i lavori fossero più avanti rispetto ad un piano energetico perché ritengo che non sia positivo arrivare alla fine della legislatura senza avere questo piano; però se questo piano energetico non c'è e non è previsto di averlo neanche nei tempi medi, quanto meno facciamo una discussione e decidiamo di approvare, di respingere e di modificare degli indirizzi e delle linee guida, cosa che finora non è avvenuta.

Quindi mi sembra che ci sia un comportamento contraddittorio da parte della Giunta su questo tema, che suscita delle critiche rispetto alle modalità che si stanno seguendo.