Oggetto del Consiglio n. 4276 del 10 marzo 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4276/IX Incarico di consulenza per il risanamento delle aree industriali dell'Ilva Cogne. (Interpellanze)
Interpellanza Con delibera n. 942 del 29 gennaio 93 la Giunta regionale ha affidato all'Ing. Luciano Ziviani un incarico di consulenza sul risanamento delle aree industriali della Ilva Cogne, al fine di "definire il grado di contaminazione delle stesse ed individuare le opportune azioni per il loro risanamento".
Poiché la legge approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 16 dicembre prevede accordi con il gruppo Ilva al fine di acquisire le aree industriali e poi di bonificarle e recuperarle per la riconversione, appare quanto meno prematuro ed inopportuno uno studio sul risanamento prima ancora di aver definito con l'Ilva l'acquisto dei terreni.
Stupisce poi l'elevato costo di questo studio preliminare (Lit. 533.953.000), mentre appare incomprensibile la suddivisione di tali costi in prestazioni ingegneristiche (Lit. 236.453.000) e prestazioni specialistiche (Lit. 297.500.000), trattandosi di un solo professionista incaricato.
Ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
gli Assessori competenti al fine di conoscere:
a) per quale motivo è stato affidato un incarico di consulenza sul risanamento delle aree industriali dell'Ilva Cogne prima ancora di definire con la società l'acquisto delle aree stesse e le possibili riconversioni;
b) qual è la differenza tra prestazioni ingegneristiche e prestazioni specialistiche citate nel disciplinare d'incarico per giustificare un così elevato costo dello studio preliminare;
c) se dopo tale studio preliminare sono previsti altri incarichi allo stesso professionista relativi a tale piano di risanamento e per quali prevedibili importi.
F.to: Liborio Pascale
Interpellanza A conoscenza della delibera n. 942 del 29 gennaio 1993 con la quale la Giunta regionale affida l'incarico di consulenza all'Ing. Luciano Ziviani per definire il grado di contaminazione delle aree industriali dell'Ilva-Cogne;
Preso atto della mozione approvata dal Consiglio regionale in merito alla costituzione di un gruppo ristretto di lavoro per affrontare unitariamente l'intera problematica dell'Ilva-Cogne agli effetti produttivi ed occupazionali;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale e gli Assessori competenti per conoscere quali sono gli intendimenti della Giunta regionale, dato che si tratta di aree non ancora acquistate da parte della Regione.
F.to: Beneforti - Chiofalo - Trione - Ricco .
Presidente Ha chiesto di illustrare l’interpellanza iscritta al punto n. 12 il Consigliere Pascale.
Pascale (PSI) La legge regionale approvata a dicembre, la legge n. 4 del 1993, prevedeva all'articolo 2 l'autorizzazione alla Giunta regionale a predisporre e concludere accordi con il gruppo Ilva in vista di determinati obiettivi da raggiungere, e cioè riqualificare le attività industriali della Cogne, promuovere nuovi insediamenti, acquisire le aree e poi bonificarle sotto il profilo ambientale eccetera.
A me non pare che allo stato attuale si sia raggiunto un accordo complessivo con il gruppo Ilva sulla acquisizione di queste aree e sulla loro destinazione, perché se c'erano stati dei pourparler con il precedente amministratore.
Nel frattempo è intervenuto il cambio dell'amministratore delegato dell'Ilva e credo che non ci sia ancora stato neanche un incontro con il nuovo amministratore, per cui tutto è rimasto in sospeso.
Con sorpresa ho visto questa delibera del 29 gennaio, con la quale la Giunta affida all'ing. Ziviani un incarico di consulenza sul risanamento di queste aree industriali; mi pare che sia quanto meno prematuro andare ad affidare un incarico per risanare delle aree che non si sa ancora che fine debbano fare, se saranno nostre o non saranno nostre.
Dirò di più; mi ha anche stupito l'entità dell'importo di questo che dovrebbe essere uno studio preliminare, perché si svolgerà in tre mesi, è un importo di 533 milioni, e nel disciplinare di incarico ho visto una suddivisione di questo importo fra prestazioni ingegneristiche e prestazioni specialistiche, le prime per 236 milioni, le seconde per 297 milioni. Non sono un ingegnere, però non ho capito qual è la finalità di questa distinzione e se questo presuppone che una parte del lavoro venga svolta dall'ing. Ziviani e un'altra parte da altre persone. Anche su questo vorrei avere dei chiarimenti dall'Assessore.
Presidente Ha chiesto di illustrare la interpellanza iscritta al punto n. 13 il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Devo dire che siamo rimasti abbastanza sorpresi di questa deliberazione. Sulla Cogne ci aspettavamo qualcosa di diverso, ci aspettavamo qualcosa di nuovo, dal momento che nel settore siderurgico ci sono prese di posizione a livello italiano e soprattutto anche a livello di comunità europea. Ma non abbiamo sentito o letto di incontri da parte della Giunta regionale a livello di Ministero o di Governo, non abbiamo sentito neanche di incontri a livello di Ilva, mentre si vede che si stanno muovendo altre province e altre regioni anche con il nuovo amministratore dell'Ilva Cogne. Si legge sui giornali che Nakamura, nuovo amministratore delegato dell'Ilva Cogne, va a mangiare i panini con gli operai di Taranto ed assicura che lo stabilimento di Taranto vivrà, anzi si potenzierà e da impianto siderurgico di serie C salirà in graduatorie superiori. Però per quanto riguarda la nostra Regione non abbiamo avuto sentore di incontri a quel livello.
Devo dire che il tempo passa e la situazione occupazionale e produttiva dello stabilimento di Aosta certamente non migliora e non ha buone prospettive, a meno che non ci riveli qualcosa di diverso l'Assessore competente.
Del socio privato che doveva essere trovato non si è avuta notizia; l'acquisizione delle aree non è avvenuta e ancora prima che questa avvenga si spendono centinaia di milioni per definire il grado di contaminazione delle aree stesse. Ci si domanda, ed ecco il motivo della interpellanza, perché di fronte ad un silenzio generale sulla problematica Cogne e della siderurgia nella nostra Regione, si va a vedere il discorso delle aree che non sono ancora acquisite.
Il Consiglio regionale - colgo l'occasione per tornarci sopra - aveva approvato una mozione per la istituzione di un gruppo di lavoro ristretto, nella quale veniva dato mandato alla Giunta di provvedere. E la mozione stessa conteneva degli impegni che in linea di massima ho puntualizzato in questa illustrazione, che però non sono stati portati a termine. Pertanto vorremmo conoscere i motivi per i quali questo gruppo di lavoro non è stato ancora istituito. Come gruppo DC eravamo stati interpellati da parte della Presidenza del Consiglio ed abbiamo dato una risposta, non si capisce però perché non si sia concretizzato questo impegno. Il tempo passa, siamo a fine legislatura e noi siamo ancora fermi su questa problematica della siderurgia, senza sapere quali prospettive ci sono per il futuro. Per cui bisogna arrivare a costituire nel più breve tempo possibile questo gruppo di lavoro, mettersi al lavoro e vedere quali interventi effettuare a livello italiano, a livello europeo e a livello anche di Ilva Cogne, in modo da cercare di dare un assetto diverso anche a questa nostra industria, così come è stato dato in altre province dove esistono stabilimenti dell'Ilva Cogne.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) Rispetto alle ultime novità che riguardano la siderurgia, la Giunta ha avuto un incontro con il relatore al Parlamento europeo sulle proposte della commissione per la siderurgia, in questa occasione ha avuto la illustrazione di quali sono gli intendimenti della CEE, che comunque non sono ancora definitivi, ed ha illustrato le esigenze della Regione rispetto alla siderurgia valdostana.
L'amministratore delegato dell'Ilva, Nakamura, si è insediato il 18 febbraio e da quel momento abbiamo continuato a richiedere l'incontro, che è stato fissato per il 18 marzo.
Che l'inizio delle visite di Nakamura sia cominciato da Taranto è anche spiegabile con il fatto che si tratta dello stabilimento che ha il numero più grande di lavoratori. Faccio tanti auguri a Taranto; non so se, viste le cose che ci ha illustrato il relatore al Parlamento sulle richieste di taglio per la siderurgia italiana, sarà possibile realizzare facilmente quegli obiettivi.
In quanto al gruppo di lavoro, nella stessa settimana in cui è stata approvata la mozione ho scritto alla Presidenza del Consiglio perché chiedesse alla Conferenza dei Capigruppo i nominativi, e penso che sia in arrivo la lettera di risposta; non appena avrò i nominativi delle persone che fanno parte del gruppo, provvederò alla convocazione del gruppo stesso.
Per quel che riguarda l'incarico, c'è da premettere che l'ing. Ziviani, come ben sa il Consigliere Beneforti, faceva parte da tempo di un gruppo di lavoro istituito per verificare i problemi della cosiddetta discarica. Con questo incarico si è andati ad una operazione che è preliminare anche alla acquisizione delle aree; vale a dire, il valore delle aree dipende anche dall'eventuale contaminazione delle stesse e dalle eventuali opere di risanamento che sono necessarie. Quindi non si può definire il valore di un'area industriale, senza prima aver avuto anche qualche elemento che dica se nella parte esterna alla discarica, se su tutto il resto ci sono o non ci sono situazioni con problemi ambientali. Lo scopo di questo incarico è preliminare alla stessa definizione della trattativa per le aree, proprio perché può incidere l'eventuale livello di contaminazione e l'eventuale costo di risanamento sul valore stesso delle aree. Questo è il motivo per cui si è conferito questo incarico.
L'indagine è programmata e coordinata in fasi successive ed è accompagnata da analisi diagnostiche, valutazioni dei rischi, elaborazione e realizzazione degli eventuali interventi di risanamento mediante l'utilizzo di soluzioni tecnicamente appropriate.
La definizione delle procedure di acquisizione delle suddette aree industriali, che sono circa 100 ettari, e lo studio delle possibili riconversioni non possono non essere preceduti da analisi di questo tipo, che caratterizzino a priori la qualità ambientale del sito. Risulta quindi indispensabile, prima di avviare una definizione qualsivoglia della contrattazione definitiva, stabilire il livello eventuale di contaminazione dei terreni da acquisire. Rinviare tale operazione successivamente all'acquisto potrebbe significare, senza alcuna possibilità di rivalsa, farsi carico di problemi relativi a costi per operazioni di bonifiche di fronte all'eventuale presenza di contaminanti sul suolo o nel sottosuolo. Si ricorda a tale proposito che sta diventando anche in Europa prassi comune la cosiddetta certificazione ambientale; tale certificazione serve a definire prima di ogni intermediazione il livello di contaminazione del sito, le eventuali procedure di disinquinamento, le attribuzioni di responsabilità in campo ambientale. Vengono altresì fissati, con la caratterizzazione del livello della tipologia degli eventuali inquinanti presenti nel sito in esame, i riferimenti di inquinamento per i futuri controlli sugli insediamenti produttivi che eventualmente subentreranno all'attività in corso. Quindi, questo tipo di indagine è necessaria per la stessa valutazione del valore delle aree.
Per rispondere al Consigliere Pascale, l'incarico conferito si articola in due categorie e comprende da una parte gli interventi ingegneristici veri e propri, svolti sotto la responsabilità e il coordinamento dell'ing. Ziviani: questo lavoro sarà svolto da un nucleo di tecnici esperti nelle rispettive discipline di appartenenza, che sono l'ingegneria impiantistica, l'ingegneria ambientale, la chimica industriale, la chimica analitica, la geologia, la geologia applicata, l'idrogeologia, la tecnica delle rilevazioni e misurazioni sul campo. Le fasi di intervento si articolano in linea generale attraverso una prima indagine preliminare di ricognizione, nella quale sarà eseguita una ricostruzione storica delle cause e delle modalità dell'eventuale inquinamento, una definizione della situazione ambientale esistente e del tipo e della entità del degrado ambientale eventuale delle aree, una completa e dettagliata valutazione del degrado subito dal suolo e dalle acque sotterranee mediante l'adozione di tutte le indagini necessarie.
Da tale prima fase sarà possibile acquisire tutte le indicazioni sulla natura dei contaminanti e sulle cause e modalità di inquinamento delle acque del suolo, potendo quindi predisporre un programma di ricerche mirato. Ne consegue una fase di indagine analitica di accertamento, pianificata sulla base delle risultanze della precedente ricognizione. Verranno programmati, sulla base di questa prima fase, rilevamenti geologici, geomorfologici e idrogeologici; si coordineranno gli interventi quali: esecuzione di sondaggi meccanici con carotaggio del terreno, prelievo di campioni da analizzare, installazione di piezometri, esecuzione di rilievi topografici, indagini di tipo indiretto mediante misure geofisiche, analisi delle acque di falda, dei terreni e degli eventuali rifiuti.
Dopo queste indagini sul campo, con carotaggi e misurazioni, che sono la parte cosiddetta specialistica, seguirà la fase di analisi diagnostica, nella quale si interpreteranno i risultati delle indagini analitiche e delle misurazioni di cui sopra. La finalità dell'analisi sarà quella di definire i potenziali livelli di rischio del sito contaminato e di consentire la successiva definizione delle priorità e degli obiettivi di risanamento. L'incarico arriva fino a questo punto.
La fase finale del lavoro sarà quella di determinare l'entità degli interventi di risanamento necessari e la elaborazione di un appropriato piano di bonifica. Questa quarta fase non può essere preventivata ora, in quanto gli interventi dovranno essere riferiti agli obiettivi di utilizzo delle aree, in relazione alle eventuali attività di riconversione industriale oppure di altro uso. Vale a dire che la quarta fase della bonifica vera e propria sarà successiva.
Le prestazioni specialistiche previste nel presente studio riguardano quelle attività di supporto allo studio ingegneristico relative a sondaggi meccanici a rotazione a carotaggio continuo, installazione di pozzi piezometrici, sondaggi superficiali mediante escavazione meccanica, rilievi topografici, esecuzione di misure geofisiche con rilevamenti geoelettrici, monitoraggio delle acque sotterranee, analisi specialistiche georadar, radiologiche eccetera, analisi chimiche sulle acque, sui terreni e sui rifiuti.
Tali prestazioni sono necessariamente eseguibili mediante specifiche attrezzature ed impianti, e, vista l'estensione delle aree da indagare, circa 100 ettari, rappresentano un impegno di spesa non trascurabile. A tal fine è stato predisposto un prezzario di riferimento.
Si precisa inoltre che l'incarico dato non ha il carattere di studio preliminare, bensì ha lo scopo di individuare le azioni da svolgere per il risanamento ambientale dell'area Ilva Cogne, sulla base delle indagini di varia natura effettuate e della elaborazione dei risultati conseguiti.
In sostanza, il tipo di intervento è complesso ma indispensabile e fa parte degli studi e delle analisi che devono precedere necessariamente la trattativa complessiva per l'acquisto delle aree, per gli altri problemi del risanamento industriale e per la questione delle centrali.
In occasione dell'incontro con Nakamura verificheremo quali sono gli orientamenti del nuovo amministratore delegato e non appena avremo formalizzata la presenza del gruppo di lavoro lo convocheremo.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.
Cout (PCI-PDS) Per quanto di competenza dell'Assessorato, volevo aggiungere che con deliberazione di Giunta del 15 novembre 92 era stato costituito un apposito gruppo tecnico di lavoro paritetico, in attuazione delle intese fra Ilva e Amministrazione regionale, per fornire delle indicazioni in merito alla bonifica delle aree interne dello stabilimento Cogne di Aosta.
Questo gruppo di lavoro ha ritenuto, considerata la complessità degli argomenti, di concentrare il proprio lavoro sui problemi che sono più inerenti la bonifica e la messa in sicurezza della discarica di rifiuti speciali all'interno dello stabilimento. Un documento tecnico propositivo è in corso di ultimazione e comunque si ritiene che ogni decisione in merito alla acquisizione delle aree di cui trattasi da parte della Regione debba essere subordinata alle risultanze del lavoro, che deve essere svolto dal citato gruppo tecnico ed anche di quanto emergerà dalle indagini che sono affidate con la deliberazione cui faceva riferimento l'Assessore Mafrica.
Questo per dire che su questa questione si sta conducendo un lavoro molto più specifico da parte di un gruppo tecnico, che a suo tempo era stato costituito.
Per il resto concordo con quanto già diceva l'Assessore Mafrica, che è un lavoro molto complesso e indispensabile, per cui questo studio va condotto a termine e vanno ricercate le proposte con tutta l'attenzione che è dovuta al caso. Quindi ben vengano le indicazioni di questo gruppo più specifico, che era a suo tempo stato costituito.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) Ringrazio l'Assessore Mafrica per la risposta esauriente. Devo solo lamentare una carenza della delibera fatta, perché se nella delibera fosse stato scritto che questa indagine era preliminare e necessaria per arrivare a valutare più equamente il valore degli immobili, probabilmente non avrei neanche presentato questa interpellanza.
Si dà atto che dalle ore 11,13 presiede il Vicepresidente Trione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Ho udito la risposta che ci ha dato l'Assessore e ne prendo atto. Prendo atto anche dei motivi per i quali questa deliberazione è stata fatta.
Ma dopo aver letto ciò che ci ha indotto a presentare questa interpellanza, riallacciandomi a quello che ha detto l'Assessore Cout a completamento della risposta dell'Assessore Mafrica, anche noi sapevamo che esisteva un gruppo di lavoro che aveva il compito di rilevare la situazione esistente per vedere come attuare un piano di bonifica delle aree inquinate all'interno della Cogne, poi ci siamo trovati ad un incarico particolare ad un ingegnere, che ci sembrava fosse contrastante con il lavoro tecnico che veniva svolto.
Abbiamo capito che questo incarico è a complemento di quel lavoro e che c'è anche la volontà di vedere di stabilire il valore reale di queste aree prima di acquisirle. Quindi ne prendiamo atto e ci dichiariamo soddisfatti della risposta.
Vorrei infine rivolgere una raccomandazione all'Assessore Mafrica. Siamo in enorme ritardo, so che gli eventi sono quelli che sono, la situazione siderurgica è stata quella che è stata, prendiamo atto del cambio di guardia che vi è stato all'Ilva Cogne, però siamo a marzo, siamo vicini alle elezioni ed ancora non abbiamo dato una risposta di speranza per il futuro a questo stabilimento alla collettività valdostana. Cerchiamo di mettere in piedi questo gruppo tecnico di lavoro, che so bene non essere la panacea di tutti mali, ma almeno che si cominci a lavorare assieme per affrontare i problemi che ci stanno di fronte. Vedo che accordi sono stati fatti a Piombino e da altre parti d'Italia, i lavoratori hanno fatto scioperi e promosso azioni sindacali, qui tutto tace, le organizzazioni sindacali non si muovono, sembra tutto tranquillo. Mi auguro che sia così, però la troppa quiete mi preoccupa perché dopo può venire la tempesta, e io credo che le tempeste si debbano prevenire.
La situazione a livello CEE non è rosea, lo diceva prima l'Assessore, quindi prima che arrivi anche da quella parte la tempesta e ci colpisca di nuovo sul piano produttivo e occupazionale, cerchiamo di fare tutti gli interventi che si rendono necessari.
La raccomandazione che rivolgo, e concludo, è quella di cercare di far presto e di muoversi insieme per quanto è possibile e di nostra competenza, perché ci sono le competenze della Giunta, ci sono anche le competenze del gruppo di lavoro e del Consiglio.
