Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2562 del 27 settembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2562/IX Prosecuzione della discussione sul disegno di legge: "Aggiornamento dei limiti di spesa di competenza della Giunta regionale in materia di concessione di contributi facoltativi e straordinari e di lavori pubblici."Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Prosegue la discussione sul disegno di legge n. 286, iscritto al punto 47 dell'ordine del giorno.

Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Purtroppo ieri mi sono dovuto assentare un attimo prima della conclusione della seduta pomeridiana e non ho avuto la possibilità di assistere agli avvenimenti che si sono verificati ieri sera. Solo questa mattina mi è stato possibile leggere la dichiarazione congiunta dei Capigruppo della maggioranza del Consiglio regionale, dove si dice: "Da tempo è in atto da parte del Gruppo dell'Union Valdôtaine e delle altre forze dell'opposizione una subdola campagna di ostruzionismo all'interno degli organi consiliari e, in modo particolare, del Consiglio regionale, mirata ad intralciare e rallentare l'attività amministrativa e legislativa del Consiglio stesso, che si è intensificata nelle sedute consiliari di ieri e di oggi".

Devo confessare che sono rimasto esterrefatto da questa dichiarazione...

Presidente Consigliere Maquignaz, non vorrei iniziare subito uno scontro, ma stiamo discutendo l'oggetto numero...

Maquignaz (AI)Signor Presidente... scusi..., sono rimasto esterrefatto da questa dichiarazione...

Presidente Consigliere Maquignaz, stiamo discutendo...

Maquignaz (AI)... sono rimasto esterrefatto da questa dichiarazione... Signor Presidente...

Presidente Consigliere Maquignaz, le ho tolto la parola... Consigliere Maquignaz, le ho tolto la parola... Consigliere Maquignaz, lei non può parlare, deve parlare sull'oggetto n. 47.

C'è un ordine del giorno - se lei non lo sa, glielo dico io - che sarà distribuito fra qualche minuto. Quando si discuterà quell'ordine del giorno, lei potrà affrontare questo problema, che non può affrontare adesso...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Si stava parlando di una cosa del Consiglio regionale...

Presidente No, non si sta parlando dei lavori del Consiglio regionale...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Mi lasci parlare un attimo, altrimenti qui andiamo avanti fino a domani mattina...

Presidente No, no, no. Io sospendo la seduta. Io sospendo la seduta...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Non so...

Presidente Io sospendo la seduta. Non è che andiamo avanti fino a domani mattina, perché la responsabilità dei lavori del Consiglio è mia...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Credo che in questo Consiglio ci sia sempre stato un minimo di tolleranza nei confronti del Regolamento e allora...

Presidente Cosa vuol dire "tolleranza nei confronti del Regolamento"?...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Lasci anche a me...

Presidente Ma io le do la via d'uscita: c'è un ordine del giorno che viene distribuito e che, in quanto attinente o meno - questo lo vedremo - all'oggetto n. 47, sarà esaminato in sede di discussione generale della legge n. 286. Allora lei avrà la possibilità di intervenire e di prendere la parola per dire le cose che dice adesso.

Non è colpa mia se lei ieri sera non c'era, quando si sono fatte quelle dichiarazioni e c'è stata la sospensione. Lei adesso deve seguire le procedure e la discussione così come sono previste...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) E quindi quando verrebbe discusso questo argomento?

Presidente Quando io distribuirò l'ordine del giorno.

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Ma signor Presidente, qui c'è un altro problema ed è questo: qui si dice che facciamo dell'ostruzionismo e allora...

Presidente Ma no, qui si deve discutere l'oggetto n. 47...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Io non abito ad Aosta come voi, ma arrivo adesso da Valtournenche, per cui io desidero avere un chiarimento su questo punto, prima di iniziare i lavori del Consiglio, perché in quel documento si dice che noi facciamo dell'ostruzionismo.

Signor Presidente, io le voglio dire - e lo voglio dire ai signori Capigruppo - che in dodici anni di vita amministrativa non mi sono mai permesso di fare dell'ostruzionismo in questo Consiglio regionale e quindi non accetto che i Capigruppo, gli ultimi arrivati, vengano a dire a me che faccio dell'ostruzionismo, perché questo va dimostrato subito, prima di iniziare i lavori del Consiglio, altrimenti non è possibile lavorare.

Quando uno dice una cosa, la deve poi dimostrare, perché non basta fare delle dichiarazioni roboanti e poi appellarsi al Regolamento. Qui dobbiamo dimostrare l'ostruzionismo, dopodiché possiamo iniziare i lavori del Consiglio.

Allora io chiedo ai Capigruppo della maggioranza di voler spiegare a me in che modo, in questo anno e mezzo, ho fatto dell'ostruzionismo politico.

Presidente Scusate la mia franchezza, ma qui proprio non ci siamo. I capigruppo della maggioranza hanno fatto una dichiarazione alla stampa...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Benissimo.

Presidente Il Consigliere Maquignaz è libero di fare alla stampa tutte le dichiarazioni che vuole...

Maquignaz (AI) (fuori microfono) Ma senta...

Presidente Il Consiglio regionale sta discutendo un oggetto...

Maquignaz (AI)Signor Presidente, qui non si tratta di una dichiarazione fatta dai segretari delle forze politiche presenti in questo Consiglio, perché capisco che, se la cosa stesse in questi termini, la discussione potrebbe essere fatta in modo diverso. Qui si tratta invece di una dichiarazione dei Capigruppo del Consiglio regionale sui lavori del Consiglio. Come facciamo, quindi, ad iniziare i lavori del Consiglio, se voi non ci spiegate e se lei non spiega a me in cosa consiste questa ostruzione, che tra l'altro io non ho mai praticato?

Quindi io voglio capire che cosa si vuol dire, voglio che mi si spieghi in termini concreti che cosa si vuol dire; dopodiché possiamo iniziare i lavori del Consiglio. E' tutto lì.

A me dell'ordine del giorno non... Lo condivido pienamente, ci mancherebbe altro, ma poiché questa mattina io ho letto che faccio dell'ostruzione, voglio sapere perché ed in che modo faccio dell'ostruzione, dopodiché possono iniziare i lavori del Consiglio, altrimenti come faccio, non so più... cioè voglio capire in che modo si lavora...

Cioè voi dovete spiegarmi in che modo in questo anno e mezzo io ho fatto dell'ostruzionismo in questo Consiglio. Voi dovete spiegarmelo. Quando me l'avrete spiegato io mi tranquillizzerò e potremo accettare...

Presidente Ma i Capigruppo della maggioranza l'hanno spiegato in un documento che è stato dato alla stampa e che è stato iscritto all'ordine del giorno del Consiglio...

Maquignaz (AI)Signor Presidente, ho già detto che condivido pienamente il documento dei Capigruppo delle forze di opposizione, ma io lo faccio come Consigliere regionale, perché è un mio diritto.

Poiché qui mi si accusa di fare dell'ostruzione, io pretendo che, prima di iniziare i lavori del Consiglio, mi si spieghi in cosa consiste l'ostruzione che ho fatto in questo anno e mezzo.

Presidente Collega Maquignaz, al massimo lei può dire che non ritiene di fare dell'ostruzione, ma non può pretendere che altri che hanno fatto una dichiarazione alla stampa, e non in Consiglio, le spieghino come lei fa l'ostruzionismo. Dica lei che non lo fa.

Non capisco perché lei può pretendere..

Maquignaz (AI) Scusi, signor Presidente, ma lei confonde le questioni politiche e di partito, come quella dichiarazione alla stampa, che devono stare fuori dal Consiglio regionale, con quelle che sono prettamente consiliari. Stiamo parlando di dichiarazioni fatte dai Capigruppo del Consiglio, quindi la discussione non va fatta davanti alla stampa e fuori dal Consiglio regionale, ma qui in Consiglio regionale.

Voi mi avete detto che ho fatto dell'ostruzione per un anno e mezzo. Poiché questo non è vero, ma falso, voi dovete dimostrarmi in che modo ho fatto dell'ostruzione per un anno e mezzo... Dovete spiegarmi e citarmi i casi, in modo ch'io possa eventualmente cambiare comportamento, passando magari da un'opposizione morbida ad una più dura... Non lo so...

Quindi io aspetto queste spiegazioni da parte del Consigliere Limonet, che tra l'altro ho sempre considerato con molto rispetto. Credo che il Gruppo della Democrazia Cristiana non mi possa accusare di ostruzionismo, né tantomeno gli altri Gruppi.

Tra l'altro, signor Presidente, non ho capito perché si fa sempre riferimento alle "altre forze di opposizione". Signor Presidente, noi abbiamo fondato un Gruppo, che si chiama "Autonomisti Indipendenti", quindi la invito ufficialmente - e colgo l'occasione per dire anche questo - a chiamare d'ora in avanti il nostro Gruppo sempre con il suo nome, senza indicare solo i nominativi dei due Consiglieri, Maquignaz e Lanivi.

Rimango quindi in attesa di una risposta da parte dei Capigruppo della maggioranza. Consigliere Limonet, spero che tu mi possa spiegare, citando i fatti, quando io ho fatto dell'opposizione. La stessa cosa vale per il Consigliere Bajocco. Consigliere Bajocco, io non credo che noi due abbiamo mai...

Presidente Colleghi Consiglieri, io non mi sento di poter guidare i lavori del Consiglio in questo stato e pertanto sospendo la seduta e ci troviamo...

Maquignaz (AI)Io ho diritto a sapere in che cosa consiste l'ostruzione, come Consigliere ho diritto a sapere questo!

Presidente Ed io ho diritto a sospendere la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 10,00.

Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 9,45 alle ore 10,02.

Presidente Colleghi Consiglieri, nel riprendere i lavori del Consiglio, vorrei fare una precisazione, per evitare confronti vivaci, che non favoriscono certo lo svolgimento dei lavori.

E' stato presentato un ordine del giorno, che la Presidenza, con una interpretazione un po' "poussée", considera attinente all'oggetto n. 47, che stiamo discutendo. Pertanto, poiché l'ordine del giorno è già stato distribuito, la discussione generale può avvenire tanto sull'oggetto n. 47, quanto sull'ordine del giorno, che, come da Regolamento, sarà votato prima della votazione della legge.

In questo modo si ritiene di dare possibilità ai Consiglieri di intervenire sulla legge e sul problema che viene sollevato dall'ordine del giorno. Così il Consigliere Maquignaz, che intende chiarire la sua posizione di Consigliere non ostruzionista, potrà farlo nell'ambito della trattazione dell'ordine del giorno e non nel modo precedente, che potrebbe configurarsi come ostruzionismo. Non voglio essere polemico, ma intervenire in quel modo crea disguido e perdita di tempo.

Secondo la Presidenza, il Consiglio è chiamato a discutere l'oggetto n. 47 e l'ordine del giorno.

Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Cosa vuole che dica, signor Presidente? Non voglio insistere a lungo su questa vicenda, però le devo dire che sono rimasto e sono ancora molto amareggiato dal fatto che i Capigruppo non vogliano dirmi come, perché e quando io avrei fatto dell'ostruzionismo in Consiglio.

Cosa vuole che le dica? Ne prendo atto, prendo atto di questo modo di fare, di questo comportamento che mi sembra illegittimo e che, tra l'altro, è offensivo nei confronti di quell'etica politica che dovrebbe regnare in questo Consiglio regionale.

Torno a ripetere che tutti, anche la stampa, hanno avuto modo di seguire gli interventi del Gruppo degli Autonomisti Indipendenti e credo che nessuno possa dire che i nostri interventi o comportamenti siano mai stati ispirati da un intento ostruzionistico.

Certo, siamo molto amareggiati e restiamo in attesa della discussione dell'ordine del giorno ed attendo che i Capigruppo dimostrino, specie a me, in che modo ho fatto dell'ostruzionismo in questo Consiglio regionale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (AI)Ho chiesto la parola per illustrare l'ordine del giorno e per svolgere alcune considerazioni sull'oggetto n. 47, cioè sul disegno di legge n. 286, che amplia le competenze discrezionali della Giunta.

L'unica motivazione che il relatore ha trovato, per giustificare l'aumento di tali competenze, è semplicemente quella del deprezzamento della moneta, che giustificherebbe una sorta di scala mobile o di adeguamento al costo della vita, per cui suggerirei di predisporre un'apposita legge - sarebbe anche più semplice - per legare questi interventi alla scala mobile o agli indici Istat, così non avremmo neanche bisogno di proporre, ogni certo numero di anni, leggi di questo tipo.

In effetti, c'è da chiedersi come mai, dal 1979 al 1991, pur potendo esistere situazioni o problemi analoghi, nessuna delle Giunte che hanno preceduto l'attuale ha mai sentito l'esigenza o la necessità di fare questo aggiornamento. Elevare da 1,5 a 5 milioni quei contributi facoltativi e straordinari, in tempi un po' sospetti, significa aumentare la possibilità di sottrarre anche al controllo ed al dibattito, dalla maggioranza ritenuto spesso noioso ed ostruzionistico, del Consiglio, su una distribuzione minuta, che adesso si fa più consistente. Avere la possibilità di concedere contributi da 1,5 milioni a 5, mi pare un'operazione politicamente non affatto irrilevante e da non giustificare come un semplice adeguamento agli indici Istat di aumento del costo della vita. La stessa cosa dicasi per i contributi ai lavori pubblici, che vengono portati da 20 a 50 milioni.

A questo disegno di legge proposto dalla Giunta si aggiunge l'atteggiamento assunto dai Capigruppo della maggioranza, anche se non da tutti, che non tollerano gli atteggiamenti o comportamenti dell'opposizione. A questo punto credo di dover fare delle osservazioni di tipo politico.

Questa maggioranza ha indubbiamente dei problemi, che non sono stati determinati o fissati dall'opposizione, ma sono difficoltà insite nella stessa composizione della maggioranza. Ne cito due.

Innanzitutto la difficoltà di raggiungere la maggioranza, tant'è che sono state fatte delle aggiunte, e l'eterogeneità si è ancora aggravata, con comprensibili problemi di rapporti al suo interno. Questo è un dato normale.

E' sintomatico che la dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza sia carente di un protagonista o di quello che, per un certo periodo di tempo, è stato un protagonista fondamentale ed essenziale della maggioranza, cioè del Consigliere Gremmo, Capogruppo di una forza politica che ha sostenuto questa maggioranza.

Al di là dei giudizi dell'opposizione, la situazione è la seguente: una maggioranza numericamente debole e politicamente eterogenea, con difficoltà al suo interno per trovare un progetto politico che la renda solida e forte.

Vi è poi dall'altra parte un'opposizione obiettivamente più forte nei numeri e nelle diversificate posizioni politiche. In un regime democratico, questo porta, fatalmente e necessariamente, ad una opposizione, non dico più forte, ma certamente più adeguata alla reale situazione delle forze in campo.

Secondo me, la maggioranza ha agito in modo sbagliato e distorto, innanzitutto perché ha cercato di nascondere le proprie debolezze assumendo posizioni politicamente deboli e in qualche modo offensive, non solo del ruolo dell'opposizione, ma anche dei singoli Consiglieri che la compongono. L'intervento del Consigliere Maquignaz - egli ha parlato per sé, ma la stessa cosa potrebbe essere detta singolarmente da ogni altro Consigliere dell'opposizione - è l'espressione o la testimonianza più che giustificabile di una certa rabbia nei confronti di accuse che non corrispondono assolutamente alla realtà, perché è stato accusato di colpe la cui veridicità è tutta da dimostrare, specie da chi le ha lanciate.

Pertanto, sono giuste le esternazioni personali di chi si è sentito ingiustamente aggredito, ma sono altrettanto giusti, sotto il profilo politico, i rilievi che concernono il comportamento ed il clima in cui si devono svolgere i lavori del Consiglio. In questo momento c'è chi ha interesse ad esaltare in modo provocatorio le contrapposizioni tra maggioranza ed opposizione. Personalmente non sto a questo gioco e posso dire alla maggioranza che io non sto neanche nei pacchetti.

Voglio chiarire meglio il mio pensiero. La presentazione di questa dichiarazione di solidarietà nei confronti della maggioranza, da parte dei Capigruppo, meno uno, e l'attribuzione all'Union Valdôtaine di un ruolo egemone nell'opposizione, cui fungono da satelliti, quasi inesistenti, gli altri Gruppi dell'opposizione, anche se poi tutti vengono riuniti in una sorta di mucchio sul quale sparare o nel quale tirare calci, mi pare un'operazione che tatticamente risponde all'unico disegno di rendere forte questa situazione.

Pertanto, mentre condanniamo questo metodo, ci teniamo anche a dire che l'opposizione è articolata, che si esprime in modi e con forze ed uomini intelligenti e diversi, ognuno dei quali cerca di svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi possibili, nel rispetto della propria personalità e mentalità.

Questo vale per dire - e sto parlando a nome del Gruppo degli Autonomisti Indipendenti - che non ci sentiamo aprioristicamente contrari - così sì ci si atteggerebbe in modo distruttivo e negativo verso le proposte della Giunta - ma riteniamo di dover concordare, secondo le nostre valutazioni politiche, tutti i nostri atteggiamenti sui singoli fatti politici o amministrativi che possono accadere in questo Consiglio regionale.

Quindi, noi respingiamo il disegno - che secondo me non è neppure rappresentativo di tutte le forze e di tutti gli uomini della maggioranza presenti in Consiglio regionale - di chi vuole instradare la vita, il comportamento ed il clima di questo Consiglio verso una sorta di arena, in cui si scontrano degli animali, ciechi e miopi, che pregiudizialmente stabiliscono di litigare sempre o di non raggiungere mai dei punti di accordo.

Questo atteggiamento è animalesco, perché è privo di prospettiva, perché in democrazia tutti i governi sono temporanei e tutti i governi sono legittimati dal consenso, almeno della maggioranza di un'assemblea eletta democraticamente come la nostra, e quindi suscettibili di modificazioni nel medio e nel lungo termine.

Pertanto, ritengo che "il contributo" - così lo definisco - dell'ordine del giorno dei Capigruppo della maggioranza teso a voler stabilire questa sorta di steccato, sia complessivamente negativo ed inopportuno per gli interessi generali della Valle.

Ecco perché, con queste giustificazioni, abbiamo presentato un ordine del giorno, che ora vi leggo. Anche se il mio intervento non vuole essere esaustivo di tutte le altre posizioni, è comunque con queste giustificazioni che abbiamo presentato un ordine del giorno, il cui commento potrà essere completato dalle altre forze politiche dell'opposizione.

"I sottoscritti Consiglieri regionali dei Gruppi degli Autonomisti Indipendenti, di Costituente Socialista, del Movimento Verde Alternativo e dell'Union Valdôtaine,

considerato che il disegno di legge n. 286, proposto dalla Giunta regionale, che prevede l'aumento dei limiti di spesa della Giunta regionale in materia di concessione di contributi facoltativi e straordinari e di lavori pubblici, testimonia la volontà dell'attuale maggioranza di limitare il controllo da parte del Consiglio regionale e nel contempo di dilatare la politica clientelare in vista delle prossime scadenze elettorali;

rilevato che tale comportamento è in palese contraddizione con la pretesa volontà dichiarata ed enfatizzata dall'attuale maggioranza di esaltare il ruolo del Consiglio e la trasparenza amministrativa;

rilevato altresì che la recente provocatoria dichiarazione rilasciata alla stampa conferma una volontà tesa a mortificare il dibattito consiliare e a sminuire la funzione democratica dell'opposizione;

condannano con forza tali scelte ed atteggiamenti, volti a stravolgere le regole del necessario confronto tra le forze politiche nel maldestro tentativo di nascondere le insufficienze politiche ed amministrative di un'eterogenea maggioranza, che trova nella lottizzazione del potere l'esclusiva ragione del suo essere;

sottolineano il ruolo positivo svolto dalle forze di opposizione, sia garantendo il regolare funzionamento del Consiglio e dei suoi organi, sia apportando modifiche migliorative alle iniziative della maggioranza e sottoponendo all'esame del Consiglio progetti ed iniziative che hanno efficacemente contribuito alla soluzione dei problemi della Valle;

invitano tutti i Consiglieri, indipendentemente dalla loro collocazione, ad esercitare pienamente e con il massimo impegno le funzioni loro attribuite, nell'interesse della comunità valdostana, avendo come unico limite il rispetto dello Statuto e del Regolamento del Consiglio".

Per concludere, il voto del nostro Gruppo sarà contrario al disegno di legge n. 286, iscritto al punto 47 dell'ordine del giorno.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) In linea di massima sono favorevole al disegno di legge n. 286, ma vorrei raccomandare alla Giunta di tener presente il primo paragrafo dell'ordine del giorno presentato dalla minoranza, dove si dice che il disegno di legge testimonia della tendenza a dilatare la politica clientelare in vista delle prossime scadenze elettorali.

Sono d'accordo con la relazione allegata al disegno di legge, specie là dove fissa i limiti di spesa della Giunta nei seguenti settori: "...per la costruzione e sistemazione di strade, di opere idrauliche e di altri lavori pubblici di interesse regionale...; per la concessione di sussidi e contributi facoltativi e straordinari per opere e lavori di pubblica utilità...".

Vorrei però raccomandare alla Giunta di esaminare con attenzione le richieste di assistenza e di beneficenza, perché, a mio avviso, non solo questa, ma anche la Giunta precedente, hanno elargito contributi che forse esaltavano l'aspetto clientelare. Con ciò non sono affatto d'accordo.

Concordo invece sull'aggiornamento dei limiti di spesa di competenza della Giunta regionale in materia di concessione di contributi facoltativi e straordinari e di lavori pubblici, perché la legge regionale n. 66 è in vigore da molti anni e nel frattempo il costo della vita è aumentato e ne è derivato un conseguente deprezzamento del denaro.

Forse sarebbe opportuno accogliere il suggerimento del Consigliere Lanivi, di inserire cioè nella legge il principio di un aumento automatico dei limiti di spesa sulla base degli indici Istat.

La presentazione di quell'ordine del giorno, che ha allarmato tanto la minoranza, ma poco il sottoscritto, ha tratto origine dal succedersi, ieri sera, di ben nove votazioni segrete, quando per ogni votazione si è dovuto votare per tre volte.

Io accetto la raccomandazione alla Giunta, mi sembra da parte del Consigliere Viérin, di esaminare con attenzione tutti gli atti, evitando di inserirvi nomi che poi impongono il ricorso alle votazioni segrete.

Ricordo che anche a luglio, prima di lasciarci, siamo stati costretti ad approvare diversi provvedimenti trascinandoci per ore in continue votazioni segrete.

Certo si può anche pensare che qualche membro della maggioranza, in disaccordo su certe cose, metta nell'urna tre o quattro palline.

Ora faccio parte della maggioranza, prima ero parte della minoranza, e credo che un Consigliere serio non dovrebbe mai fare quelle cose, ma credo anche che in questo Consiglio non tutti i Consiglieri siano seri, perché se ci si comporta così, si manca di rispetto alle istituzioni, a questo consesso ed agli altri Consiglieri. Si potrebbero citare moltissimi argomenti per giustificare la necessità di un corretto svolgimento dei lavori del Consiglio.

Lo sdegno e la collera sono stati causati proprio dalla perdita di un paio d'ore, ieri mattina, per votare dei provvedimenti che dovevano servire a creare nuovi posti di lavoro; è questa la circostanza che ci ha indispettiti.

Mi auguro che ora, grazie al voto elettronico, non ci sia più bisogno di ripetere le votazioni tante volte, cosa che, come dicevo prima, non fa certamente onore al Consiglio.

Vorrei invitare tutti i Consiglieri a non pensare, quando si presenta un disegno di legge, che lo stesso sia presentato per difendere interessi clientelari.

Noi abbiamo diverse leggi che potrebbero essere interpretate in senso clientelare, come ad esempio la n. 30, che io ho sempre sostenuto che dovrebbe essere rivista, perché con essa si elargiscono all'agricoltura le più svariate forme di contributo.

Chi lavora la terra ha certamente diritto di disporre di tutti i mezzi che gli consentano di lavorare e di ridurre le gravi fatiche, ma con quella legge si assegnano contributi d'ogni genere per qualsiasi cosa. In questo senso invito l'Assessore a provvedere in merito, perché io sono convinto che i soldi debbano essere dati a chi veramente lavora e ne ha necessità, ma credo che non si debba più verificare che uno della Val di Rhêmes debba scendere fin qui ad Aosta, all'esattoria comunale, per ritirare un contributo di 200.000 lire.

Cari Consiglieri, credo che il Consiglio non debba percorrere questa strada.

Ecco, Consigliere Maquignaz, quell'ordine del giorno tendeva appunto a perseguire quello scopo, perché mi era stato...

Presidente Chiarisco al Consigliere Bajocco, che non si trattava di un ordine del giorno, ma di dichiarazioni di Capigruppo fatte alla stampa ed all'opinione pubblica...

Bajocco (PCI-PDS) Chiedo scusa, ma avendo qui davanti l'ordine del giorno della minoranza, mi sono confuso. E' vero, si trattava di un comunicato stampa e non di un ordine del giorno, comunque, quello voleva essere il senso del comunicato.

Nell'ultima votazione segreta di ieri, l'Union Valdôtaine si era astenuta. Devo dare atto che tra i Consiglieri dell'Union Valdôtaine, come tra quelli della maggioranza, ve ne sono di seri e corretti, così come ve ne sono altri che lo sono meno. Comunque devo effettivamente riconoscere che a quella votazione, oltre alla maggioranza, hanno partecipato solo due Consiglieri della minoranza.

Colgo l'occasione per auspicare che, qualora quell'apparecchio dovesse ancora rompersi e noi fossimo costretti a tornare a votare con le palline, non si abbiano più a ripetere situazioni simili a quelle di ieri, perché sarebbero piuttosto disdicevoli per questo consesso. Grazie.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV) Merci. Le projet de loi présenté par le Gouvernement revêt un intérêt qui ne dépend pas exclusivement des prétendues petites modifications ou de la mise à jour des montants attribués à la compétence du Gouvernement, dans des secteurs divers, puis-qu'il touche le thème ou le problème des rapports entre le Gouvernement et le Conseil.

Aujourd'hui, force nous est de constater que ce rapport se réduit, pratiquement et toujours, dans un rapport entre majorité et opposition, vu que, même au niveau institutionnel, nous n'avons pas ces garanties qui devraient être accordées à l'opposition au sein de cette assemblée. Il y a, en effet, pour ce qui est du fonctionnement de l'assemblée, une assimilation totale entre Gouvernement et majorité. Nous ne pouvons donc parler de rapport entre Gouvernement et Conseil, mais, à mon sens, nous devons considérer le problème comme rapport entre majorité et opposition.

Entre autre, nous avons été déçus qu'un thème si important comme le rapport existant entre Gouvernement et Conseil, ou comme l'on disait, il y a quelque temps, entre pouvoir législatif et pouvoir exécutif, se réduise tout simplement dans une augmentation des bonbons et des caramelles que l'on peut distribuer à son aise. Or, que toutes les déclarations que nous avons entendues ou les propositions, les suggestions, les projets qui nous avaient été promis, comme signe de volonté d'arriver à une réforme du fonctionnement des organes statutaires de la Région autonome Vallée d'Aoste, se soient à la fin réduits à une augmentation du montant des subventions que le Gouvernement peut librement accorder.

J'avoue donc ma déception parce que, si tous les propos se réduisent à une simple opération monétaire, nous pouvons exprimer des doutes quant au bien-fondé ou aux finalités de ces déclarations.

Mais notre opposition au projet de loi est également fondée sur une raison très simple que je veux réaffirmer. On ne peut réduire ce thème à une simple réévaluation des montants, en raison de l'inflation, de l'augmentation du coût de la vie ou de la dépréciation de la monnaie; ces montants ont en effet une signification politique. C'est, donc, un choix politique que le Gouvernement a voulu faire et c'est un choix qui forcément ne fera qu'augmenter le clientélisme. Ce clientélisme que nous avons, comme force d'opposition, toujours dénoncé, provoquant la réaction du Gouvernement, ou de la majorité, nous invitant a ne pas les déranger, à nous taire.

J'apprécie les perplexités exprimées même par le chef de Groupe du Pds-Parti Communiste. Je lui en sais gré, vu que, à mon sens, il a effectivement exprimé ce que nous ressentons non pas en tant que Conseillers d'opposition ou de majorité, mais comme Conseillers appelés à soutenir le fonctionnement des institutions.

Quelqu'un, dans ses rares interventions, faites évidemment pour rehausser le ton, nous donne souvent des leçons de politique, mais par la suite les troupes ne suivent pas. Quand on vérifie sous l'aspect administratif, les choix du Gouvernement, ou de la majorité ou quand il faut défendre ces mêmes choix, par exemple, au sein des différentes Commissions ou dans d'autres occasions, la tâche n'est pas considérée importante ou digne pour nous honorer de leur ou de sa présence.

C'est, donc, à mon avis, une proposition qui ouvre la campagne électorale et qui confirme l'option formulée au moment de la constitution de cette majorité, à savoir sa philosophie de base: pouvoir plus clientèle égal consensus. Il faut à tout prix que cette majorité sème. Elle doit à tout prix semer pour bénéficier ensuite d'une récolte positive, lors des échéances électorales.

Il y a en effet deux façons de semer: avoir des idées, des propositions, assumer son engagement, une capacité de travail, une volonté de travailler, ou appliquer la politique des robinets. A savoir, dispenser, à droite et à gauche, des subventions, dire oui à tout le monde, ne pas avoir de priorités, ni de politique budgétaire. Quand on n'a plus d'argent, on utilise les variations budgétaires; quand celles-ci ne pourront plus on être effectuées, on fera recours aux emprunts, l'important est de pouvoir continuer à dispenser, à droite et à gauche, des subventions, créer ainsi le consensus nécessaire, arriver aux prochaines échéances électorales pour récolter les fruits d'une "prétendue" bonne administration.

Avec les limites actuelles, on est freiné, on est obligé, parfois avec une attitude de suffisance, de venir au Conseil pour une délibération dépassant le 1,5 million de lires ou l'autre limite fixée pour les travaux publics. Au Conseil, il y a forcément une confrontation; il faut, en plus des raisons que les fonctionnaires ont inscrit dans les délibérations, donner ou présenter les raisons de ces interventions.

La plupart des fois ces raisons sont peu avouables et, donc, cette majorité veut élargir les possibilités de main-mise. Vu les fonctions d'inspection et de contrôle reconnues à chaque Conseiller régional, on veut les baillonner en amoindrissant leurs fonctions pour - quelqu'un l'a déclaré hier - réduire le tout à des thèmes rigoureusement choisis par la majorité.

Nous ne partageons pas ce choix. Nous croyons en effet qu'une répartition des compétences entre exécutif et législatif impose un approfondissement ulterieur, d'autres proposition. Au cas contraire, il s'agit exclusivement d'une proposition visant à l'augmentation du clientélisme et du pouvoir discretionnel du Gouvernement, avec réduction des compétences, des fonctions du Conseil et de tous ses membres.

Je pense que suivant la même logique, c'est-à-dire, en contradiction avec les affirmation, qui à tort et à cri sont toujours réitérés, de centralité du Conseil ou de transparence adminis-trative, éviter toute confrontation au débat..., il y a cette provocation des Chefs de Groupe de la majorité, avec un communiqué voulant censurer les comportements et les agissements de l'opposition, voulant, dans un certain sens, bâillonner l'opposition.

Peut-être on ne s'est pas rendu compte d'un fait. S'il y a eu changement de majorité et changement de Gouvernement, il y a également eu changement d'opposition. C'est une opposition qui veut jouer son rôle jusqu'au bout. C'est une opposition qui, en plus de ces interventions et de ses propositions sur les grands thèmes politiques, veut exercer ces fonctions d'inspection et de contrôle.

Comment le faire et où le faire? Au cours des travaux des différentes Commissions? Presque impossible. Ce serait un débat entre représentants de l'opposition. Il ya eu, avant la reprise des travaux du Conseil, une convocation urgente de la IVe Commission, élargie aux Chefs de Groupe, pour aborder... (je cite un exemple de caractère politique afin que l'on ne puisse pas être accusés de s'arrêter sur des moindres détails), un thème important, en application du décret de transfert des compétences en matière industrielle à la Région autonome du Val d'Aoste: à savoir, les programmes d'investissement de l'Iri et de l'Eni au Val d'Aoste.

Une belle réunion! Une confrontation productive! Mais avec qui? A part les présences institutionnelles, c'est-à-dire le Président de la Commission et l'Assesseur, et une apparition rapide - nous sommes a habitués au "toccata e fuga" - de monsieur Milanesio qui après avoir fait ses déclarations, était certainement engagé dans d'autres activités plus importantes, il n'y avait pas de représentants de la majorité. Il n'y avait que l'opposition, qui a nèanmoins accepté la confrontation. La réunion a été extrêmement utile. Nous avons pu exprimer nos considérations, formuler des propositions et des suggestions, par ailleurs, accueillies par le Président de la Commission et par l'Assesseur.

Voilà où et comment se tiennent avec les autres forces politiques, le débat et la confrontation. A moins que maintenant l'on nous dise ou l'on théorise qu'il ne doit pas y avoir de débat à l'intérieur de la salle, mais que le débat doit se faire seulement avec les bancs du Gouvernement... Quand un représentant du Gouvernement intervient aux réunions des Commissions, sa seule présence est considérée suffisante. Les autres représentants, qui pourtant ont prétendu la majorité au sein de toutes les Commissions, assurent cette majorité avec l'utilisation des délégations de pouvoir. Toutes les fois où cette délégation ne peut être utilisée, la majorité n'est plus telle, la majorité n'exis-te plus.

Et pourtant les Commissions se réunissent, expriment leur avis, mais grâce à qui? Aux repésentants de l'opposition. Ils étaient où les Chefs de Groupe de la majorité quand on abordait la thème des investissements de l'Iri et de l'Eni? Dans la nature...

L'on prétend vouloir une confrontation, un débat, mais quel est, à cet égard, le comportement du Gouvernement? Le Gouvernement a son agence de presse, la Carrara et Péaquin, chargée d'informer, non pas les Conseillers, qui évidemment ne doivent pas connaître trop le choses, mais l'opinion publique de toutes ses activités. Mais, Carrara et Péaquin, oublient totalement les Conseillers et leur activité. Je n'ai jamais eu le plaisir de rencontrer ces beaux messieurs de Carrara et Péaquin, et pourtant là encore c'est l'argent des contribuables...

Sur les grands thèmes, qu'est-ce que nous savons à l'intérieur du Conseil? Sur l'Ilva Cogne par exemple. Je ne veux pas parler de l'affaire Mercedes, terrain de chasse réservé du Président du Gouvernement. C'est inutile que les Conseillers d'opposition perdent ou fassent perdre du temps à toute l'assemblée pour poser des questions sur l'avenir, monsieur Bajocco, de la Cogne, sur les possibilités d'emplois, sur la politique industrielle. Qu'ils s'adressent à l'Assesseur. Mais, pourrons-nous questionner l'Assesseur... Je ne sais pas si je peux encore l'appeler à l'Industrie, peut-être au commerce, certainement au folklore, si ce n'est pas à l'artisanat, vu que ses compétences n'existent plus. Les compétences mêmes du Conseil ont été expropriées.

Rappelez-vous l'histoire de la Centrale laitière. Centrale Laitière d'Aoste ou Centrale Laitière de la Vallée d'Aoste, comme vous voulez, les deux. Tout à été confié à la Finaosta. Tout est parti à l'extérieur de ce Conseil.

Je veux citer encore un exemple de confrontation et de débat. Nous aurons la possibilité d'y revenir. Application de la loi 142. Requête de la part du Gouvernement à l'association des Syndics et des Communautés de montagne afin de constituer la commission prévue par ladite loi.

Respect des associations, volonté de respecter et de maintenir un lien correct avec les collectivités locales. Résultat: proposition des associations, rencontre avec le Président du Gouvernement, fin de non recevoir. Dans cette commission, il n'y a aucun représentant de la Démocratie Chrétienne et du Parti Socialiste! C'est la primauté de... Le Président du Gouvernement... On ne peut accepter la commission proposée.

Il faut insérer à tout prix des représentants de la Démocratie Chrétienne et du Parti Socialiste. Réunions successives de l'association des Syndics et des Présidents des Communautés de montagne pour trouver un compromis. Avant il fallait élargir la commission, insérer les représentants de la Démocratie Chrétienne et du Parti Socialiste. Ensuite, non, la commission ne peut ainsi fonctionner; il faut constituer une commission plus restreinte avec seulement trois personnes. Enfin, la première proposition est acceptée.

Mais les représentants du Conseil régional à l'intérieur de cette commission sont le Président et l'Assesseur aux Finances. Et l'opposition? Nous en prenons acte, mais qu'est-ce que nous devons faire? Ne pas questionner, ne pas intervenir, ne pas demander les raisons d'un tel comportement?

Je veux réaffirmer encore une fois que l'opposition a changé de peau. Si avant il y avait une opposition qui se comportait d'une certaine façon, maintenant l'opposition veut remplir, jusqu'au fond, ses fonctions et son rôle. Il est inutile d'affirmer que finalement nous avons un Conseil qui discute et qui exerce ses fonctions, si on oublie que, c'est grâce à l'opposition. C'est nous qui tenons le débat. En effet, quelle confrontation avons-nous? Il suffit d'assister au déroulement des différentes séances du Conseil pour vérifier quelles sont les interventions des ténors de la majorité. A moins qu'il faille nous rappeler à l'ordre! Alors, il y a le censeur qui intervient et qui nous fait la moraleErrore. L'origine riferimento non è stata trovata..

Il faut donc, pour nier l'évidence, recourir à des provocations, à des prises de positions et à des déclarations. Nous disposons de deux versions des déclarations des Chefs de Groupe de la majorité; je ne sais pas quelle est la bonne. Nous avons une version qui, hier, a été diffusée par Rai 3.

Nous avons aujourd'hui une autre version transmise par le bureau de presse de la Région autonome du Val d'Aoste, à savoir du bureau de presse du Gouvernement. Les deux versions diffèrent. Nous ne savons pas quelle est la version authentique. Nous ne savons pas non plus qui sont les signataires. Nous espérons que les Chefs de Groupe de la majorité voudront bien prendre la parole au cours de ce débat pour éclaircir le problème.

C'est en tout cas une provocation et une prise de position qui veut masquer les faiblesses et les contradictions de la majorité actuelle, dont le pilier est un ancien ressortissant du Mouvement Social Italien. Nous l'avons dit et redit. Nous n'avons rien contre le Conseiller, la personne Aloisi. Mais ce sont les électeurs du M.S.I. qui l'ont élu et ce, jusqu'en 1993. C'est eux qui sont ses électeurs! S'il est là, c'est parce qu'il s'est présenté à l'électorat valdôtain avec les principes, du Mouvement Social Italien. Voilà pourquoi nous disons que l'un des piliers ou, ces jours derniers, le pilier fondamental de cette majorité est un ancien militant du Mouvement Social Italien.

C'est une provocation fondée, basée sur les modalités de votes, qui à partir du Conseil prochain, s'effectueront de façon électronique. C'est une proposition que non seulement nous avons soutenue, et votée, mais que nous avons contribué à présenter au Conseil, en votant l'inscription avec procédure d'urgence, afin d'éliminer tout ralentissement aux travaux du Conseil. Non seulement nous l'avons donc soutenue et approuvée, mais nous avons également présenté d'autres propositions à la commission du règlement pour rendre plus fonctionnelles les réunions de cette assemblée.

Certaines affirmations sont donc des affirmations gratuites qui cachent d'autres intentions. L'on veut serrer les rangs de cette majorité. On veut faire un procès aux intentions, sans considérer qu'il peut y avoir du mécontentement au sein même de la majorité. Mais non, la sentence est prononcée à l'avance. Il y a des préjugés et il faut à tout prix faire retomber sur l'opposition l'incompétence du Gouvernement. C'est une réalité! Nous l'avons vérifiée encore ces jours derniers. Il est étonnant que sur des problèmes ou des questions posés par un Conseiller, il y ait le silence des bancs du Gouvernement. Pour cacher l'incompétence, la superficialité, un clientélisme qui devient dominant, une gestion familiale des affaires publiques, un manque de réponses, une réitération successive de mesures, un engagement insuffisant.

Voyons aussi quel est le comportement des différents membres de cette majorité. Prenons comme exemple de fonctionnement et d'efficacité la première Commission. Nous avons tout compris, sans rien dire et nous n'avons pas besoin de faire d'autres exemples.

Les convocations du Conseil sont effectuées par le Président du Conseil après en avoir informé la Conférence des Chefs de Groupe. Il n'y a jamais eu opposition des représentants de la minorité. Les propositions soumises ont toujours été acceptées, à savoir 4 jours, 3 jours, 2 jours de réunion. Les dates de convocation du Conseil sont donc établies à l'avance. Si le débat s'échelonne sur 3 ou 4 jours, je peux imaginer le mécontement des représentants du Gouvernement, mais ce n'est pas l'opposition qui a établi ces dates.

Il y a donc, à mon sens, toute une série d'affirmations de la majorité qui sont fausses et mensongères. Je veux, pour le démontrer, faire encore un dernier exemple et exprimer une considération finale.

Résolution sur l'Europe. Un bel exemple de confrontation, de débat ou de "filibustering" de l'opposition. Pas une intervention des bancs du Gouvernement; le Président du Conseil laissé tout seul à défendre la résolution. Par contreà l'intervention de l'opposition, constructive, pour mieux définir les finalités du document, ses objectifs, la position du Conseil régional du Val d'Aoste. Quelle a été l'attention, l'intervention, la collaboration du Gouvernement et de la majorité?. Je laisse le Conseil méditer sur cette question.

En concluant, je suis déçu. En effet, si chacun de nous porte sa croix, chaque majorité l'a fait, l'a portée, je ne veux pas décharger les responsabilités sur d'autres. Mais une chose m'a frappé. On peut constater que, avec tous les changements, avec tous les bouleversements, les majorités se succèdent sans aucune amélioration. Les choses que l'on voulait modifier, si elles n'ont pas, empire, elles n'ont en tout cas pas changé. Celle qu'on appelait, dans le temps, la diversité communiste, nous fait un peu défaut. Il est étonnant de voir l'aplatissement de cette force politique sur des thèmes, sur des problèmes, sur des valeurs qui font partie ou qui ont fait partie de leur tradition et de leur histoire. J'ai été personnellement frappé par cette dis-parition, par la disparition de cette diversité qui avait, dans le temps, toujours contribué à animer le débat politique, l'action politique, les séances de ce Conseil et que, aujourd'hui, - comme je disais - nous fait défaut.

C'est, donc, un constat d'échec, quant aux finalités de déclaration des Chefs de Groupe de la majorité, vu qu'elle nous a permis non seulement de débattre de thèmes importants, mais aussi de mettre en évidence la réalité par rapport aux affirmations fausses, mensongères et qui n'ont rien à voir avec le fonctionnement de cette assemblée. J'espère, donc, que le débat sur le projet de loi présenté par le Gouvernement et sur l'ordre du jour de l'opposition pourra contribuer à faire tomber plusieurs masques. Et ce, pour le bien du Conseil et de notre communauté.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Limonet; ne ha facoltà.

Limonet (DC)Intervengo su quel famigerato documento, per dire che lo stesso non è solo dei Consiglieri Limonet, Bajocco, Milanesio o Rusci - naturalmente non poteva esserci la firma del Consigliere Gremmo, che era assente - e non è il documento di un Gruppo piuttosto che di un altro, ma è un documento dell'intera maggioranza.

Il fatto dispiace - parlo, in particolare, a titolo personale - ad uno come me che non ama lo scontro, però era nostro diritto, ma soprattutto nostro dovere, richiamare l'attenzione della minoranza ad una collaborazione diversa.

Confermo quindi quanto è detto nel documento e tenterò di dare una spiegazione, naturalmente soggettiva, alle parole "subdola opposizione", ritenute tanto offensive dalla minoranza.

Noi non contestiamo gli interventi attenti, puntuali e costruttivi di qualcuno, che tornano anzi a loro onore, arricchiscono il dibattito consiliare e contribuiscono ad una buona amministrazione. Contestiamo invece quei fatti - e li richiamerei con le stesse parole, di "subdola opposizione", che iniziano da misere scuse procedurali e finiscono con le operazioni di voto segreto.

Mi spiego meglio. E' ormai di dominio pubblico che non si riesca più ad effettuare o a portare a termine una votazione segreta senza ricorrere alle schede, fatto che non si è certo verificato in alcune occasioni in cui la minoranza si è astenuta, questa situazione può essere tranquillamente denunciata.

Non capisco, infine, quella isterica e sproporzionata reazione della minoranza, su un documento il quale fotografa comunque la situazione esistente, che l'opinione pubblica deve conoscere; inoltre detto documento non è certo più offensivo di tanti altri che sono stati indirizzati alle forze di maggioranza in altre occasioni, o di certi articoli apparsi su giornali di parte, che attaccavano pesantemente personaggi della maggioranza.

Ecco, io non sono a conoscenza del secondo documento che avrebbe il Consigliere Viérin, ma lo pregherei di farcelo pervenire per poterlo confrontare con l'altro...

(...interruzione...)

...Non lo so, ma vorrei che me lo facesse avere.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV) Quando si è tirati per i capelli, come nel caso di questo disegno di legge, bisogna rispondere.

Dirò che la Giunta passata, negli oltre dieci anni di esistenza della legge n. 66, non ha mai sentito il bisogno di attribuirsi maggiori possibilità di elargire contributi, né di aumentare da 20 a 50 milioni le proprie competenze in materia di spesa su appalti o lavori pubblici, in particolare su acquedotti o fognature.

Quando vengono presentate delle leggi di questo genere, è ovvio che ci sia da dubitare, specie se si pensa da chi vengono presentate, perché in quest'ultimo anno, come abbiamo fatto rilevare in Consiglio regionale, almeno il 50 per cento delle deliberazioni ratificate ha riguardato contributi di ogni genere e mi risulta che la quasi totalità di quei contributi sia stata votata anche dall'opposizione, che ha fatto il proprio dovere, votandole, tranne i casi macroscopici in cui si vedevano collusioni partitiche o politiche.

E' evidente che l'opposizione alzi le antenne, quando alcuni membri della Giunta presentano certe proposte di contributo, e solo malvolentieri accetterebbe di approvare provvedimenti di questo genere, perché sa che le tentazioni sarebbero maggiori, anche perché quei contributi sfuggirebbero al controllo del Consiglio regionale, che invece dovrebbe ampliare le sue competenze, divenire il centro della discussione politico-amministrativa della Valle d'Aosta - sostituendo in questo la Giunta che una volta era accusata in tal senso - garantendo ad ogni Consigliere la possibilità di svolgere dignitosamente il proprio lavoro. Questa proposta, invece, contrasta con i vari princìpi connessi alla centralità del Consiglio.

E' chiaro che nel discutere l'ordine del giorno presentato dall'opposizione è doveroso dare una risposta alle giustificazioni dei Consiglieri Limonet e Bajocco sul documento da loro firmato come Capigruppo.

Forse qualcuno non era presente in Consiglio nelle legislature precedenti, ma altri c'erano, però hanno dimenticato che cosa succedeva allora. Nei dodici anni in cui sono stato in maggioranza, a volte anche come Capogruppo, ho già affrontato problemi di questo genere. Ricordo, ad esempio, che qualcuno faceva sparire le palline: si andava a votare, ma le palline non corrispondevano, non solo perché qualcuno ne metteva due nella stessa urna, ma c'era addirittura chi ne metteva qualcuna in tasca e così le palline sparivano.

Forse non ci si ricorda, ma questo è effettivamente successo. Quando poi - e questo lo vorrei ricordare a qualcuno in particolare - la terza votazione veniva effettuata per scrutinio segreto, sparivano anche delle schede timbrate, che venivano sostituite con un altro pezzo di carta. In quei momenti, però, non ci è mai passato in mente di stilare certi documenti, per comprendere tra "i Consiglieri seri", come dice il Consigliere Bajocco, anche quelli non seri, proprio perché ciò non è possibile. Eppure, c'era forse più ostruzione allora, che non oggi.

Mi dispiace di contrariare, forse, il Presidente del Consiglio...

(...interruzione...)

...mi sembrava di vederlo un po'...

(...interruzione...)

... Sì, questo è evidente, però sono molto più attenti a certi contributi o a certe azioni della Giunta. Consiglierei, in proposito, all'Assessore Mafrica di frenare un po' le sue "necessità fisiologiche", quando è in Giunta, perché, da quanto vediamo, ogni volta che egli ha una certa necessità, c'è qualche particolare deliberazione che passa l'una e l'altra, senza che egli se ne accorga.

Gli consiglierei, pertanto, di fare attenzione a queste cose, perché è proprio l'atteggiamento di alcuni membri di questa Giunta che sconsiglia ad un Consigliere serio di votare un provvedimento di questo genere.

Al Consigliere Bajocco vorrei dire di stare attento a parlare di Consiglieri seri o non seri, perché chi si loda si imbroda, ma soprattutto vorrei dire che bisognerebbe stare attenti a non parlare di Consiglieri servi. Questo sì sarebbe il vero pericolo, perché qualcuno potrebbe stilare un comunicato a proprio uso e consumo e poi trova magari quello più servo di altri che lo firma.

Forse non è dimostrabile, ma tutti possono vedere in quel comunicato la mano di un Consigliere, una volta forte e forse oggi meno forte in questa maggioranza, che ha bisogno evidentemente di ricompattare i Consiglieri e la maggioranza in previsione di future discussioni su proposte olimpiche della Regione Valle d'Aosta oppure di discussioni politiche per la presentazione di candidati per le elezioni al Parlamento italiano.

Consiglierei quindi ai colleghi della maggioranza di non fare di tutta l'erba un fascio e di guardare, prima di tutto tra le proprie file, perché, se da una parte si può accusare l'opposizione di non voler votare correttamente, dall'altra si può senz'altro dire, come ho già detto una volta, che alcuni Consiglieri di questa maggioranza, che hanno colpito con le palline, hanno ora paura delle palline, perché temono di esserne colpiti e pertanto preferiscono la votazione per schede, con la quale possono controllare il voto di tutti i Consiglieri del loro Gruppo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Sarò molto breve, anche se per la verità non so bene a chi mi devo rivolgere, perché vedo pochi Consiglieri della maggioranza. Cercherò in ogni caso di fare del mio meglio per dire due parole e completare il discorso di questa mattina.

Ricordo che questa mattina ho rivolto delle richieste precise ai Capigruppo della maggioranza, nel senso che ho chiesto loro di indicare dei fatti che siano riconoscibili come ostruzionistici. Non mi risulta, però, che né dall'intervento del Consigliere Bajocco, Capogruppo del PDS, né da quello del Consigliere Limonet, Capogruppo della Democrazia Cristiana, siano emersi fatti in tal senso. Ma, allora, ci vogliamo prendere in giro? Si fanno delle accuse, si butta la pietra e poi si tira via la mano? Non lo so.

Io pretendo che vengano fornite serie motivazioni a quel documento, altrimenti, come ho già fatto questa mattina, sono costretto a chiedere ai Capigruppo della maggioranza il ritiro del documento, perché è offensivo e lesivo della dignità dei Consiglieri che fino a questo momento hanno lavorato nel migliore dei modi, senza fare dell'ostruzione.

Però i Consiglieri Limonet e Bajocco dicono che l'ostruzione c'è stata con la questione delle palline durante le votazioni segrete. Anche in questo caso, però, io non riesco a capire, perché o il voto è segreto o non lo è.

Cioè, se il voto è segreto, non è possibile individuare in che modo si vota, quindi come fa il Consigliere Bajocco a dire: "Ah, in un'urna ci sono due palline che sono state messe da qualcuno dell'opposizione". Com'è possibile fare questo ragionamento? E' impossibile, proprio perché il voto è segreto.

Si potrebbe però anche avanzare l'ipotesi, sia pure fantastica e rara, che qualcuno della maggioranza abbia un certo interesse a fare cose di questo genere, magari allo scopo di destabilizzarla, ma non lo vuol dire; come d'altra parte potrebbe anche essere possibile che qualcuno dell'opposizione lavori per mantenere in piedi la maggioranza. Il segreto dell'urna, a mio avviso, sta proprio nel rendere impossibile individuare l'origine di tali disguidi.

Al di là di questo fatto, che ho chiarito in modo inequivocabile non essere dimostrabile, chiedo ancora una volta quali sono gli altri fatti di cui il Gruppo degli Autonomisti Indipendenti può essere accusato e che possono essere riconoscibili come esempi di ostruzione.

Credo che non si possa firmare un documento, che, come ha detto il Consigliere Limonet, non è stato elaborato solo dai Capigruppo della maggioranza, con l'esclusione del Consigliere Gremmo che non era presente in Consiglio regionale, ma è stato elaborato e condiviso da tutti i Consiglieri della maggioranza, senza indicarne le motivazioni. Credo che noi, Autonomisti Indipendenti, avremo pure il diritto di avere un chiarimento su quello che chiediamo.

Non ci si può rispondere in modo evasivo, come ha fatto il Consigliere Limonet, parlando di articoli che appaiono su organi di stampa. Il Gruppo degli Autonomisti Indipendenti non ha mai scritto articoli di quel genere, a meno che il Consigliere Lanivi non l'abbia fatto per conto suo, ma vedo che anch'egli mi conferma che gli Autonomisti Indipendenti non hanno mai stilato degli articoli contro la maggioranza.

Si è parlato semmai di procedure contorte, ma se sono così, non sarà certamente per colpa degli Autonomisti Indipendenti. Si è parlato di Regolamenti, ma d'altra parte, signor Presidente, lei mi insegna che il Regolamento va comunque applicato e lei stesso me l'ha dimostrato questa mattina.

Ecco, detto questo, io rimango allibito e non so più cosa dire. O voi mi dite in cosa consistono questi fatti di ostruzione, altrimenti avanzo ancora una volta la richiesta - e adesso la ufficializzo - che quel documento firmato dai Capigruppo venga ritirato o perlomeno, se si vuole trovare una soluzione d'intesa, visto che anche noi siamo contrari a che un Consigliere possa mettere due palline nell'urna, si trovi una formula che consenta di pervenire ad una dichiarazione congiunta accettabile dall'intero Consiglio regionale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Credo che l'insistenza con cui il Consigliere Maquignaz chiede delle spiegazioni sulla dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza diffusa ieri agli organi di stampa sia più che giustificata da un problema istituzionale, cioè dal modo di funzionare del Consiglio e dal rapporto che esiste tra i Gruppi di maggioranza e quelli di minoranza.

Il Consigliere Maquignaz ha giustamente sottolineato che non si è trattato di una dichiarazione di segretari di partiti sulla situazione politica o sull'andamento dei lavori del Consiglio, ma di una presa di posizione di carattere istituzionale dei Capigruppo della maggioranza.

Se poi leggiamo quel documento, scopriamo che non è vero che si tratta di una questione circoscritta, limitata e discutibile, come può essere la vicenda delle votazioni a scrutinio segreto, perché vi si fanno affermazioni ben più ampie, che non c'entrano niente con quelle votazioni, perché si parla di una "subdola campagna di ostruzionismo all'interno degli organi consiliari e in modo particolare nel Consiglio regionale".

Ora, poiché gli organi consiliari sono le Commissioni, i Capigruppo, la Commissione per il Regolamento..., io mi chiedo quando mai in tali organi consiliari è esistita "una subdola campagna di ostruzionismo". Potrei anzi ribadire che è vero quello che diceva il Consigliere Viérin nell'intervento precedente, cioè che i Consiglieri della minoranza hanno posto in atto un'azione molto responsabile per garantire con la loro presenza la validità delle riunioni delle Commissioni.

Quante volte le Commissioni vengono convocate con procedura d'urgenza, magari per mezzo di telegrammi, con indicazioni insufficienti sull'ordine del giorno e senza la necessaria documentazione allegata, eppure i Gruppi di minoranza spesso accettano di esaminare ugualmente i vari problemi?

Vorrei ricordare che nel mese di luglio le Commissioni sono state convocate pressoché di continuo in via d'urgenza, senza che i Consiglieri avessero neppure il tempo di esaminare la documentazione, eppure i lavori sono andati avanti, salvo casi particolari. Come si può fare quindi un'affermazione di quel genere?

Poi si dice: "C'è infatti un continuo susseguirsi di pretestuosi, demagogici ed inutili interventi assolutamente immotivati". Come si fa a dire che si fanno interventi "pretestuosi, demagogici e inutili" in Consiglio regionale? Queste cose bisogna dimostrarle, altrimenti non corrispondono assolutamente al vero.

Può capitare che a volte qualcuno intervenga più a lungo, ma questo rientra nelle caratteristiche personali di chi tende ad essere più o meno sintetico, ma credo che quell'affermazione sia completamente estranea a qualsiasi esame obiettivo dei lavori del Consiglio.

Quando si afferma che si vogliono trasformare gli organi consiliari in una "palestra di inutili diatribe, al di fuori di qualsiasi logica politica ed amministrativa", ci si trova di fronte ad un'affermazione assolutamente non veritiera.

E' vero, come ho già detto nel mio intervento di ieri e come è stato ribadito questa mattina, che esiste una situazione numericamente abbastanza equilibrata fra maggioranza e minoranza, che la maggioranza è eterogenea e che la minoranza è agguerrita, per cui occorre del tempo perché si possa svolgere tutta la discussione; ma la maggioranza, invece di armarsi di pazienza, ben sapendo che i tempi di discussione saranno per forza, quasi fisiologica, d'un certo tipo, vuole saltare la fase della discussione, imbavagliando la minoranza ed accusandola anzi di fare degli interventi pretestuosi e demagogici ed inutili diatribe. Dovremmo forse stare zitti? Questo non è accettabile.

L'invito del Consigliere Maquignaz ai Gruppi della maggioranza a ritirare quella dichiarazione...

Tra l'altro, il Consigliere Limonet ha detto: "Volevamo spiegare alla minoranza che non stava bene avere un certo comportamento e che bisognava modificarlo...". Ma le spiegazioni non si cercano o danno con dichiarazioni alla stampa. Se c'è un problema, lo si pone nelle sedi appropriate, presso la Conferenza dei Capigruppo o presso gli organi in cui è possibile affrontarlo.

Anche noi della minoranza, come ho già detto ieri, abbiamo dei problemi da porre e non sono problemi di poco conto: il rispetto del Regolamento, il rispetto del diritto di informazione e di documentazione dei Consiglieri, il diritto del Consiglio di esaminare questioni importanti che invece sono sottratte all'esame delle Commissioni e del Consiglio... Se vogliamo affrontare questi argomenti, noi siamo disponibili; ma se si fanno dichiarazioni di quel genere, la nostra reazione non può che essere ferma ed anche piuttosto veemente, perché è in ballo la questione del Consiglio.

Pertanto, nel ribadire queste osservazioni, che peraltro avevo già fatto ieri, colgo l'occasione per esprimere un giudizio negativo sul disegno di legge che aumenta le competenze sulle decisioni finanziarie della Giunta e per dichiarare il voto positivo sull'ordine del giorno presentato dai Gruppi della minoranza.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) L'objet qui a été inscrit à l'ordre du jour et qui concerne la modification de la loi 66 a été, à mon avis, déjà examiné par mes collègues. Je voudrais tout de même rappeler un point important. Cette loi va fixer les compétences du Conseil, les compétences de la Junte et les engagements des deux Présidents. Si c'était le cas de revoir cette loi, il y aurait d'autres arguments qui pourraient être saisis.

L'article 3 va fixer d'autres compétences et, entre autres, je me demande si c'est encore le cas et comment. Au point g) de l'article 3 de cette loi l'on dit: "Al controllo dell'applicazione dei tributi regionali e delle imposte erariali a mezzo di speciale commissione nominata dal Consiglio". Encore: "Alla ammissione e alla erogazione dell'assistenza ai sensi della legge e dei regolamenti in favore - je crois qu'il faut le voir - degli infanti illegittimi, esposti all'abbandono o riconosciuti dalla sola madre". C'est la loi 66, qui a des thèmes qui ne sont plus en ligne avec les problèmes qui font l'objet de la législation actuelle, surtout de ces dernières années. Par contre, on a pris le point e) et m), où l'on dit: "Approvare la costruzione e la sistemazione di strade, opere idrauliche e altri lavori".

Alors, la première réflexion: si on avait vraiment l'intention de prévoir un rapport sérieux et conséquent à certaines déclarations avec les communes, je crois que toute une série de travaux pourraient tranquillement être réalisés de la part des communes elles-mêmes. En effet, certaines lois, dont l'application a été difficile, visaient à dépasser ce thème. Alors, le problème n'est pas d'augmenter de 20 à 50 millions, c'est de faire réaliser ces oeuvres aux communes.

L'autre thème est encore plus évident car il n'est même plus actuel. Je crois que l'octroi de subsides et de subventions facultatives et extraordinaires était prévu à un moment où toute une série de lois n'existaient pas. Toute une série d'interventions pour l'assistance n'étaient pas en vigueur et c'était la raison pour laquelle on n'avait jamais modifié le montant. Le million et demi qui fait l'objet de certaines délibérations et qui est très limité ne pouvait être dépassé. Pour le reste, s'il y avait un programme c'était normal que ce soit le Conseil à en discuter.

Cette attitude démontre déjà qu'il y a une incohérence entre la déclaration de certains principes et leur application pratique. Je crois que c'est encore plus évident au moment où l'on va se rattacher au document qui a été présenté. Je m'associe aux souhaits de quelqu'un et j'espère qu'il ne représentera pas la volonté des différents Conseillers qui font partie des forces de majorité. Je crois que c'est le cas de le dire. Il faut espérer que ce ne sera pas ainsi, autrement...

Je crois que les considérations de mes collègues sont déjà suffisantes, mais je veux, d'une façon spécifique, mettre en évidence un point. Ce qui m'a frappé c'est l'affirmation du document "A" ou du premier document - je ne sais pas si le deuxième est l'authentique, on le verra par la suite - "I Capigruppo delle forze di maggioranza, da sempre aperti e disponibili ad un serrato e costruttivo confronto sui grandi temi del momento...". J'inviterais à faire une réflexion sur le débat qui s'est tenu dans cette salle, depuis une année et demie, sur les grands thèmes du moment.

On pourrait rappeler quelques grands thèmes du moment et après discuter si sur ces thèmes on est d'accord, mais je voudrais en citer quelques-uns. Je crois que, parmi les grands thèmes du moment, un point important c'est la santé. Je crois que, au moment où on a voulu présenter quelque chose pour l'hôpital, l'unique choix de cette majorité a été de présenter un projet de loi inutile pour financer les études pour savoir si par hasard il fallait faire un nouveau hôpital.

En même temps, la Commune d'Aoste était en train de discuter du projet qui avait été présenté précédemment et approuvé par la Junte précédente, et par cette même Junte au mois de janvier 1991, et qui a été tranquillement dépassé, comme si c'était un argument inutile, comme si c'était un argument dépassé; tandis que, de l'autre côté, l'argument urgent et indispensable, saisi par toute la population et même par les touristes, est vraiment de donner une réponse sérieuse et non pas de dire: "on fera", "on est en train d'étudier", "il y a la possibilité de..."

Et après, comme réponse exhaustive à certains points, on lit sur la presse qu'on va acheter un appareil de quatre milliards. Ça c'est le débat et la réponse qui ont été donnés sur un problème que j'estime important et qu'il faudrait insérer dans les arguments "grandi temi del momento", au niveau national ainsi qu'au niveau local.

De ce thème on n'en a pas discuté au Conseil, cet argument n'a pas encore été saisi par le Conseil, il a déjà été donné à la presse; on a dit qu'on va acheter ça, sans savoir où, sans savoir comment, sans savoir avec quel personnel; et on va donner l'illusion aux gens d'avoir résolu un problème très grave. C'est un fait très grave par rapport aux attentes des malades. Attention! A ce moment le discours dépasse la salle du Conseil, car non seulement on n'a pas encore entamé les travaux qui avaient été décidés et approuvés, mais on va retarder les solutions et on donne l'illusion d'être à même de faire des pas en avant formidables.

Je regrette de dire que cela est un manque de sérieux. On peut discuter sur les solutions possibles, mais on ne peut pas se moquer de la population. Le débat sur la Santé a pris l'attention du Conseil pendant deux jours, mais à juste raison. Le problème n'était pas de faire de l'obstructionnisme, bien loin, il s'agissait de pouvoir discuter dans ce Conseil avec les Conseillers du futur de la Vallée d'Aoste, dans le domaine des plus faibles.

Eh bien, là on n'a pas eu de réponses. Quelques Conseillers de la majorité qui avaient discuté de cet argument en commission et qui avaient pu donner leur avis, étaient étonnés de cette solution, qui n'était pas en ligne avec ce que les gens prétendent.

Je crois qu'on pourrait dire la même chose pour les promesses faites dans les différentes zones de la Vallée pour les centres de consultation, qui seront faits tout en sachant qu'il y a des temps très longs, tout en sachant que, malheureusement, pour ce qui est de la décentralisation sur le territoire, très souvent ce n'est pas seulement un problème de structures mais un problème de personnel qualifié, disponible à aller sur le territoire. Et on va dire qu'il manque une salle plutôt qu'une autre. J'ai abordé un des thèmes.

Un autre thème très important - et je m'occupe toujours de "i grandi temi del momento" - ce sont les transports. Sur les transports qu'est-ce qu'on a fait? On a changé de cheval, sans vouloir vexer les chevaux, et j'ai en même temps vu que l'engagement de quelqu'un a donné comme résultat que sur le domaine des transports, à présent, on est à même en Vallée d'Aoste de faire n'importe quoi. Le train arrive jusqu'à Aymavilles, il y a deux tunnels ferroviaires qui passent partout. On fera le tunnel ferroviaire sous le Grand-Saint-Bernard, on fera le tunnel ferroviaire sous le Mont-Blanc, en même temps on va faire l'autoroute, mais on ne sait pas encore où et comment. Il y a l'étude de l'Iritecna qui va nous dire s'il est plus convenable de continuer d'un côté plutôt que de l'autre. En même temps, il y a le projet de loi qui va financer l'autoroute.

En même temps, on nous a dit qu'il y a 7 mille milliards, mais tout est financé par l'Administration régionale avec quelques partenaires. En même temps, nous avons la haute Vallée qui n'a plus de train, les travaux pour le chemin de fer existant ont fait l'objet d'une série d'interventions qui sont à examiner, pour ce qui est de l'impact face à l'environnement, en ce qui concerne une série de conséquences néfastes. Quelqu'un qui ait du bon sens ne peut pas dire qu'il y a eu une attention vis-à-vis des transports. Enfin, comme dernier pas pour essayer d'augmenter les usagers du transport public, qu'est-ce qu'on a fait? On a augmenté le prix du ticket des transports, on l'a doublé. Si ces thèmes sont des grands thèmes, je crois qu'ils n'ont pas eu de grandes réponses.

On peut dire la même chose pour l'énergie. On avait prédisposé un plan qui attend encore d'être débattu, d'être discuté dans cette salle. Entre temps, il y a eu deux lois nationales sans qu'il y a eu une réponse du point de vue bureaucratique aux lois existantes. Il y a une convention avec l'Enel qui n'a pu être exploitée. Je me permets de souligner que, sur ces thèmes si importants, le Groupe de l'Union Valdôtaine a présenté une loi, il y a six mois. D'ici quelque temps ça fera un an, sans qu'il y ait la possibilité de discuter parce qu'on n'a pas accepté le financement de cette loi.

A ce sujet, on pouvait dire qu'on était contraire, mais dire qu'il nous manquait le financement pour cette loi pour ne pas la dis-cuter, ce n'est pas un grand signe de collaboration. On pouvait l'améliorer, on pouvait la modifier, on pouvait dire quel était l'avis de cette majorité face à un thème si important. L'un des grands thèmes du moment. Sur ça on n'a rien dit. Jusqu'à présent quelle a été l'attitude face à ce thème qui est capital non seulement pour l'ensemble de l'économie valdôtaine, mais pour la réalisation d'une série d'interventions pour les différentes catégories économiques. Quelle a été la réponse? Quand est-ce qu'on a discuté de ce grand thème dans ce Conseil? Jamais.

Je crois qu'on peut dire la même chose pour le problème de la décentralisation aux communes. Quelle différence d'attitude entre la prise de position des syndics de Bologne et des villes environnantes, au sein de l'Anci, pour soutenir leur autonomie face à l'aplatissement que nous sommes en train de voir ici. Quelle différence! Les mêmes choses se passent ici, mais il n'y a pas eu un mot. Ou bien certains partis n'ont plus le sens de ce qui se passe sur le territoire, ou bien ils veulent l'oublier pour le fait qui ont finalement saisi un certain pouvoir, mais je crois que c'est un manque d'attention qui va pénaliser le dis-cours qu'il faut faire dans cette salle.

On peut faire le même raisonnement pour ce qui est de l'environnement. On a voulu faire croire que la solution aux problèmes de l'environnement était dans la création d'un nouveau Assessorat, ça a été l'unique acte fait jusqu'à présent. Je crois que au moment de la présentation de la variation du budget, quand on pouvait discuter toutes les voix qui avaient été indiquées et qui allaient dans la direction qui prévoyait des interventions spécifiques sur les problèmes de l'environnement, celles-ci ont été enlevées, effacées. On n'a pas examiné ce thème, on a dit tranquillement qu'on n'avait pas la possibilité de le faire et on a utilisé cet argent pour d'autres problèmes.

Je crois qu'il s'agit de faits concrets qui ont tenu l'attention de ce Conseil. Au moment où on a discuté de la variation du budget - et ça a été l'unique moment - on a présenté ces manques d'attention vis-à-vis des thèmes qui avaient été soulignés par les mêmes forces de la majorité.

Je crois que, si jamais il y a eu un minimum d'attention sur ces grands thèmes, on a essayé de présenter des propositions, de suggérer, d'améliorer les solutions possibles. Il y a eu des tentatives: on a démontré, par les lois qui ont eu la malchance d'arriver à ce Conseil, qu'on était là pour donner des indications et même pour accepter des modifications. La loi qui prévoyait un financement aux communes a fait l'objet de débat - et c'est l'unique cas: on a modifié et on a présenté une loi qui a été par la suite adoptée.

Cela devrait constituer un exemple de comment on devrait travailler. Mais est-ce que l'opposition s'est mise à faire les barricades et à dire non? Je crois qu'on a essayé d'examiner les propositions d'une façon concrète et réelle, suivant les exigences des communes, en prêtant attention au débat. A propos d'autres initiatives qui ont été présentées dans ce Conseil et qui étaient en ligne avec un certain programme, déjà marqué auparavant et que la majorité voulait adopter, il n'y pas eu des mots qui ont dépassé le débat normal. Alors, comment peut-on dire que dans ce Conseil on ne veut pas faire de grands débats?

Pour ne pas revenir au problème plus concret et plus réel, pour lequel la vieille majorité avait prévu deux commissions spéciales - le problème de l'Europe et les problèmes de l'application des finances au niveau régional, les problèmes institutionnels - sur ces sujets, quel a été le débat? Il y a eu des relations finales, on a essayé de porter une contribution qui ne peut pas être interprétée comme une position d'obstructionnisme. On a démontré que les seules fois où l'on a abordé certains thèmes on était là, préparé, pour donner notre contribution. Où sont les grands thèmes qui ont été présentés par la majorité? Malheureusement, très souvent, on a dû insister pour modifier certaines propositions qui n'étaient pas correctes. Par la suite, la même majorité a dû admettre qu'elles n'étaient pas en ligne avec ses propres adresses, qu'elles n'étaient pas soutenables.

C'est dans ce sens que l'on regrette qu'il n'y ait pas aujourd'hui un débat qui puisse être dépassé. Dans la logique des majorités, il y aura toujours une tentative de porter de l'avant en vitesse certains problèmes, mais je crois qu'en même temps il devrait y avoir une disponibilité à présenter les raisons des ces choix. Je crois que malheureusement ici le débat est dû à un manque d'information. Lorsqu'on va demander des renseignements qu'on n'a pas la possibilité d'avoir, on doit insister, demander à nouveau les mêmes choses, pour savoir de quelle façon on peut voter. Certains actes administratifs constituent l'exemple le plus évident d'un manque de préparation et de cohérence.

Je crois que l'ordre du jour qui a été présenté et illustré aujourd'hui donne le signe qu'on ne peut pas renverser à l'extérieur une image de ce qui se passe ici et qui ne correspond pas à la vérité. Voilà pourquoi les Conseillers de la minorité ne peuvent accepter cette attitude; non pour le fait que quelqu'un pourrait se fâcher pour l'attitude de l'un plutôt que de l'autre, mais pour le fait qu'on ne peut pas généraliser. Certains collègues l'ont bien dit, on ne peut pas généraliser et on ne peut pas dire que, au moment où l'on prévoit d'intervenir sur un thème, on est là pour faire perdre du temps. Ce serait un manque de responsabilité de la part de cette majorité.

Je ne veux pas répéter des idées qui ont déjà été très bien dites par mes collègues, mais je crois qu'il y a un dernier aspect à prendre en considération. Si quelqu'un a eu par hasard la possibilité de voir le reportage sur une séance du Conseil, au journal télévisé d'hier soir, il a de quoi se demander si son auteur a passé son après-midi dans ce Conseil ou bien s'il était ailleurs. Il y avait sans doute des Conseillers qui étaient ailleurs, mais les autres qui sont restés dans cette salle... On a parlé de ce problème, on a présenté des motions pour trouver le système de faire connaître les travaux du Conseil. La centralité du Conseil est liée à deux aspects: l'un interne et l'autre adressé à l'extérieur. La population doit connaître quel est l'avis des différentes forces et c'est le travail qui doit être fait. Je regrette de dire que, jusqu'à présent, il n'y a pas cette possibilité et le résultat a été qu'on ne peut accepter qu'on fasse croire qu'au Conseil on est en train de faire perdre du temps ou pire encore qu'on n'accepte pas le débat.

Je crois qu'on est là pour solliciter le débat et sur ce point je peux dire tranquillement que, comme d'habitude, n'importe quelle situation est figée à jamais. Si on veut avoir un dialogue, si on veut avoir un discours sérieux et concret, il faut le démontrer dans cette salle. Par conséquent, je demanderais qu'il y ait, de la part des forces de la majorité, la possibilité de faire une réflexion sur ce communiqué et, au moins, de rectifier ce qui a été dit. Je crois qu'il est indigne que des forces, qui sont l'expression de la population valdôtaine, doivent arriver à faire un débat de ce genre en conséquence d'un communiqué affreux.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Lavoyer; ne ha facoltà.

Lavoyer (ADP) Il nostro Gruppo non vuole certamente mortificare il dibattito consiliare, né ancor meno sminuire la funzione democratica dell'opposizione. In particolare, riteniamo che il confronto politico con tutte le altre forze presenti in questo Consiglio regionale sia non solo utile, ma necessario, al di là dei ruoli precostituiti, per contribuire a lavorare nell'interesse della nostra regione.

Non ritengo però un atteggiamento costruttivo, che va nella direzione di salvaguardare l'interesse della comunità valdostana, come auspica l'ordine del giorno dell'opposizione, quello di perdere due ore, ricorrendo a vari trucchi per far ripetere tre volte le votazioni, per ratificare alcune delibere sulle quali era d'accordo la quasi totalità del Consiglio.

Ecco l'appunto che mi sento in dovere di fare ad alcuni Consiglieri, che utilizzano l'anonimato della votazione segreta per trasformarsi in persone che vorrei definire poco serie e credibili all'opinione pubblica.

Nessuno vuole disconoscere il ruolo importante che deve svolgere l'opposizione e devo riconoscere che molti Consiglieri dell'opposizione contribuiscono in modo determinante ad elevare il dibattito in Consiglio regionale.

Per quanto mi riguarda, inoltre, non penso di poter accettare le accuse mosse dall'opposizione, ed emerse dal dibattito, di atteggiamenti di non rispetto nei confronti delle richieste dei singoli Consiglieri. E' chiaro che la stessa serietà e lo stesso rispetto deve stare alla base dei comportamenti anche dei Consiglieri dell'opposizione.

Mi sembra peraltro eccessivo, come diceva il Consigliere Viérin, mettere al centro di un ipotetico dibattito sulla centralità del Consiglio il disegno di legge n. 286, ora in discussione, che prevede alcune modifiche che peraltro quasi tutti condividono e che avremmo già dovuto concretizzare da tempo, per cui mi sembrano strumentali alcune dichiarazioni e affermazioni.

Sul problema dei contributi o della gestione meno clientelare delle risorse, voglio richiamare la mia relazione di accompagnamento al conto consuntivo, che fotografava dieci anni di gestione del bilancio regionale. Le affermazioni che avevo fatto in negativo, non le ho fatte per demagogia - non è mia abitudine - ma sono solo il punto di partenza di un'inversione di tendenza, che deve coinvolgere la responsabilità di tutti coloro che sono stati eletti in questo Consiglio, responsabilità che va esercitata da ognuno di noi con serietà, assolvendo nel miglior modo possibile al compito che l'elettorato ci ha assegnato, quando siamo stati eletti Consiglieri.

Condivido anche che non si può generalizzare nel denunciare i comportamenti non costruttivi dell'opposizione, ma penso che, se andiamo ad analizzare il comportamento dei singoli, rischiamo di sostituirci al giudizio che la gente comune potrà fare quando ci dovremo presentare al suo esame.

Forse tutti noi sottovalutiamo la capacità della gente di distinguere chi lavora seriamente da chi, invece, vuole utilizzare il Consiglio regionale per rappresentazioni teatrali che stanno stancando tutti. Dico questo senza fare distinzioni tra Consiglieri della maggioranza o della minoranza.

Concludendo il mio intervento, voglio quindi sperare che questo dibattito raggiunga almeno l'obiettivo di riportare il confronto tra maggioranza e opposizione a dei livelli più accettabili e più comprensibili dalla gente comune.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Deux considérations. La première. Vous allez, avec la loi n° 286, ouvrir l'outre des vents. Pendant bien des années nous avons voulu, et nous en avons discuté plusieurs fois, maintenir la compétence quantitative de la Junte à un certain niveau, très bas, pour permettre un contrôle de la part du Conseil et pour permettre, en même temps, que cela constitue un frein à une habitude administrative qui voit dans la subvention, dans le plaisir, dans la faveur faite à quelqu'un une méthode politique pour attirer le consensus des gens.

Or, l'inflation qui a rendu si basse la compétence de la Junte continuera. Et j'ai dit que vous avez ouvert un outre parce que évidemment toutes les majorités futures voudront suivre l'inflation, parce que, en réalité, ce qui est inavoué, derrière ce principe, c'est celui que est beaucoup plus facile de faire une campagne électorale en distribuant des subventions qu'en proposant des idées.

Je voudrais ici remercier monsieur Bajocco, parce que, peut-être pour un reste de celles qui ont été les grandes batailles politiques en cette matière du Parti Communiste, a voulu faire une recommandation pour que cette méthode ne soit pas appliquée en Vallée d'Aoste. Que l'on n'arrive pas, d'une façon inavouée, à vouloir imiter Rome où la mort seule peut mettre un terme à la carrière politique de certains personnages.

Deuxième considération. La déclaration qui a été faite ne parle pas de cette mauvaise coutume, qui a été déjà pratiquée dans ce Conseil, du "filibustering", c'est-à-dire de profiter de quelque truc pour retarder l'approbation d'une mesure administrative. La déclaration parle par contre "di pretestuosi, demagogici ed inutili interventi". Or, ce sera peut-être aussi à cause de mon âge, mais je suis sûr que le Président du Conseil me comprend quand je dis que nous nous irritons, nous montons en colère chaque fois que prendre la parole dans un Conseil régional, élu démocratiquement, devient un embêtement pour ceux qui doivent écouter ces interrogations. Cela est inacceptable.

Nous avons vécu, vu notre âge, à une époque où monsieur Costanzo Ciano, Président de la Chambre italienne, ayant constaté qu'il y avait un "non" dans une votation, a eu cette sortie splendide: "Oggi la Camera ha l'argento vivo".

Nous croyons qu'il est indispensable que toutes les forces, tous les Conseillers aient le droit de s'exprimer selon leur capacité, selon leur force de synthèse, selon les idées qu'ils représentent dans ce Conseil, sans avoir des censeurs, sans avoir de la part d'une partie du Conseil une censure parce qu'on a pris la parole. "Inutili, pretestuosi, demagogici", cela est antidémocratique, cela pue le fascisme. Or, nous nous opposons et nous nous opposerons toujours à cette méthode de considérer la parole prise au Conseil régional, parole qui est le symbole même de la démocratie.

Président Le Conseiller Perrin a demandé la parole; il en a la faculté.

Perrin (UV) Je n'aurais pas voulu intervenir, mais, face au silence de la majorité sur les justes requêtes qui ont été avancées par le Conseiller Maquignaz et par d'autres Conseillers, je crois que c'est un devoir de parler, même si parler dans ce Conseil est très souvent un acte de désespoir, parce que très souvent on parle face au vide, puisque très souvent les bancs de la majorité, et de façon particulière celui du Gouvernement, sont déserts. Alors, avant d'aborder le projet de loi n° 286 et l'ordre du jour que nous avons présenté, je veux faire une considération et avancer peut-être une petite proposition.

La considération est la suivante. Du travail parfois inutile des Conseillers de l'opposition. Pour ceux de la majorité il n'y a pas à en parler puisqu'ils sont toujours muets. Travail inutile parce qu'il n'y a pas la possibilité d'établir un dialogue, une confrontation, il n'y a pas dans ce Conseil une dialectique qui est l'unique façon de faire procéder les travaux pour améliorer notre communauté. Ce n'est qu'à travers la dialectique, à travers la confrontation de deux pôles différents, que les problèmes peuvent avoir une définition et peuvent trouver une solution la meilleure pour la communauté valdôtaine toute entière.

Face à cette amertume, je veux avancer une proposition aux Groupes de l'opposition. J'ai dit que nous sommes très souvent face au vide des bancs de la majorité et du Gouvernement, mais il y a des moments, et cela s'est avéré vers 11 heures, où l'on voit les Conseillers se précipiter dans cette salle, on voit monsieur le Président et messieurs les assesseurs regagner leurs sièges de Gouvernement. Hélas! Non pas parce qu'on a annoncé l'intervention de quelque Conseiller et, donc, dans l'espoir que ce qu'il va dire pourra intéresser, messieurs de la majorité, non.

C'est parce que des lumières, là haut, se sont allumées, parce qu'on sait que la Rai va entrer. Alors, la proposition est celle-ci: nous devrions étudier la façon pour que la Rai siège en permanence dans ce Conseil afin que les membres de la majorité n'abandonnent pas leurs bancs et puissent dialoguer avec l'opposition.

Cela dit, je viens au thème. On ne veut pas étaler un projet de loi qui porte augmentation des limites de dépense de la Junte régionale en matière de concessions extraordinaires, de contributions facultatives dans le secteur de l'assistance, des travaux publics etcétéra, sur le fait que il y a eu, depuis 1979, "un deprezzamento della moneta". Je crois que ce n'est pas à cela qu'il faut regarder, c'est à la signification même de cette possibilité d'intervention extraordinaire de la part de la Junte régionale.

Or, ce thème a été abordé par le Gouvernement qui a précédé celui-ci, sur requête d'un membre qui, si je ne me trompe pas, siège encore au Gouvernement. La Junte régionale de l'époque avait refusé cette augmentation, justement parce qu'elle ne croyait pas qu'il fallait donner plus de pouvoir à la Junte et diminuer celui du Conseil, puisque ce genre de délibération échappe au contrôle du Conseil même.

Et pourtant la dévaluation de la lire en Italie avait été bien supérieure à ce moment-là, qu'elle l'est aujourd'hui. Si une raison bâtie sur le "tenuto conto dell'avvenuto deprezzamento della moneta dal 1979 ad oggi" a une valeur, elle en aurait eu davantage au moment où l'inflation et la dévaluation de la lire étaient beaucoup plus fortes qu'aujourd'hui où, tout en étant suffisamment galopantes, elles le sont moins que par rapport à il y a quelques années.

Je crois que derrière ce projet de loi se cache quelque chose d'autre, se cache la volonté de soustraire des compétences toujours plus nombreuses au contrôle du Conseil. Il y a la volonté de permettre que, sans ce contrôle, les membres du Gouvernement, ou certains membres du Gouvernement, parce que je suis sûr que même si ce projet de loi sera voté et deviendra loi, certains membres n'emploieront pas cette possibilité outre mesure, mais d'autres le feront... Alors, je crois que nous devons méditer et faire attention avant de dire oui à ce projet.

On ne peut pas, monsieur Bajocco, faire une confrontation entre les contributions extraordinaires qui seront décernées par les membres de la Junte et par son Président si cette loi passera - jusqu'à 5 millions de lires, jusqu'à 50 millions de lires - avec les contributions qui sont établies par la loi n° 30 en matière d'agriculture. Ici, il s'agit de contributions extraordinaires qui sont à la pure et simple volonté de celui qui va les décerner. Pour ce qui concerne la loi n° 30, il s'agit de contributions ordinaires, voulues et établies préalablement par le Conseil régional même, des contributions ordinaires établies par une loi qui en a fixé le montant, dont le pourcentage est déterminé par chaque article de la loi qui en a fixé les modalités d'attribution. Ces contributions ont, donc, un contrôle préliminaire parce qu'on ne peut pas échapper à ce que la loi a voulu.

Le parallé-lisme établi est un faux parallélisme que nous ne pouvons accepter comme confrontation et comme pièce d'appui. Nous ne pouvons pas dire votons - même si j'ai apprécié cela - avec un peu de mal au coeur, le projet de loi n° 286.

En effet, nous devons donner gré - malgré cette tentative d'accepter et de justifier le projet de loi - à monsieur Bajocco qui a quand même lancé une alerte. Il a dit: Errore. L'origine riferimento non è stata trovata."Faisons attention que cela ne soit pas la mise en oeuvre d'un clientélisme galopant", que le projet de loi à mon avis cache.

Quelqu'un a dit qu'il y a peut-être là une arme qui revient. En effet, toutes les fois que monsieur Bajocco parle de son Groupe, aime parler du Groupe PCI-PDS. C'est peut-être l'ancienne âme communiste que monsieur Bajocco conserve et nous espérons qu'il la conserve pour le rôle que ce parti a joué dans l'Etat italien pour freiner d'autres tentatives en Italie et même en Vallée d'Aoste.

Mais, attention! Nous nous souvenons, monsieur Mafrica, de toutes les attaques que vous lanciez lorsque vous siégiez sur le banc de l'opposition contre le clientélisme. Même lorsque les interventions financières que le Gouvernement régional adoptait étaient des interventions qui suivaient les règles d'une loi. Je me souviens, par exemple, de toutes les attaques que "Le Travail" a lancé contre le soussigné et contre l'Assessorat à l'agriculture. On parlait de "clientelismo", "d'irrigazione a pioggia" non pour les eaux mais pour l'argent. Monsieur Mafrica, est-ce que vous avez changé d'opinion puisque vous êtes monté sur un siège un tantinet plus haut? J'espère que non. En vous connaissant je ne crois pas que vous ayez changé d'attitude et de mentalité en si peu de temps. Hélas! Vous êtes peut-être lié, vous avez les main liées par une majorité qui vous fait faire des choses que vous ne pensez pas, que vous ne désirez pas. J'espère tout au moins que vous ne vous servirez pas de cette loi pour faire du clientélisme, laissez-le faire à d'autres.

On nous reproche d'intervenir. Je crois que nos interventions ne sont faites ni pour "una subdola campagna di ostruzionismo", ni pour des "pretestuosi, demagogici e inutili interventi", ni pour faire de ce Conseil "una palestra d'inutili diatribe". Je crois qu'on essaie, avec les forces que chacun de nous a, avec les capacités que chacun de nous a - les uns peuvent être plus aptes, les autres moins - de porter une contribution à la gestion politique et administrative de la Vallée d'Aoste. On essaie, avec nos forces modestes, d'améliorer le débat du Conseil et les actes administratifs et législatifs qui nous sont soumis.

Certains ont dit, ce matin et hier, que les prolongements du débat, qui, d'ailleurs, à certaines occasions, sont indiqués par des membres de la majorité, comme un mérite... Nous avons entendu monsieur le Président du Gouvernement régional, lors de la conférence de fin d'année, faire une confrontation entre la durée des débats du Conseil, lorsqu'il y avait la majorité précédente, et après la changement de cette majorité.

Il se glorifiait de ce prolongement du temps du débat. Alors, que l'on ne vienne pas dire, par contre, que ce prolongement du débat est de l'obstructionnisme, est de la mauvaise fois. Non.

Certains ont dit que ce prolongement du débat est dû au fait que l'opposition est plus vaste qu'avant, ce qui est vrai. Le nombre des forces politiques qui la composent a augmenté, le nombre des Conseillers qui la forment a augmenté. Certains ont dit qu'il y a plus d'agressivité. Je n'accepte pas ce mot, il y a peut-être plus d'attention, plus de capacité d'intervention qu'auparavant ou plus de volonté d'intervention qu'auparavant.

Quelqu'un a dit, et cela est vrai, qu'il y a des membres de l'opposition qui ont plus d'expérience politique et administrative que celles que avaient les membres de l'ancienne opposition, parce que depuis très longtemps ils siègent sur les bancs du Conseil régional et pendant longtemps ont siégé sur les bancs du Gouvernement régional.

Cela évidemment leur a donné des connaissances plus approfondies que celles que peuvent avoir d'autres Conseillers qui doivent encore acquérir ces expériences.

Je crois tout de même que si le débat se prolonge le mérite n'est pas tout de l'opposition. Il faut donner aussi le mérite à la majorité. Ce mérite lui revient.

Si le débat se prolonge c'est parce que très souvent il y a une incapacité et incohérence administrative de la part des bancs de la majorité et du Gouvernement régional. Si ce débat se prolonge c'est très souvent aussi parce qu'il n'y a pas de réponse aux questions qui sont posées par les membres de l'opposition. Alors, il faut réitérer les demandes, intervenir d'abord avec des questions, puis avec des interrogations et puis avec des motions pour avoir gain de cause.

Mais si ces débats se prolongent, c'est aussi parce que très souvent on nous soumet des actes administratifs et législatifs qui n'ont aucune valeur et qu'il faut essayer de corriger. Et ce n'est pas là de la pure invention d'un Conseiller de l'opposition, c'est le Président de la Commission de Coordination, c'est la Commission de Coordination qui nous le disent. Combien d'actes législatifs, combien d'actes administratifs ont été boulés, n'ont pas été visés par le Président de la Commission de Coordination et par la Commission de coordination elle-même. Ce qui démontre que ces actes étaient mal conçus et, donc, qu'il fallait donner raison aux interventions des membres de l'opposition qui avaient mis le doigt sur ces manquements.

Très souvent on se trouve face à des actes qui sont même illégaux, puisque nous avons vu des contributions de milliards de lires bâties, non sur une loi, non sur une délibération du Conseil régional, mais sur une simple circulaire d'un assesseur, qui s'est avérée irréalisable. Il a fallu évidemment intervenir pour dire cela. On ne nous a pas cru. L'histoire a démontré que nous avions raison.

Je crois qu'il faut accepter de bon coeur ce débat, mais il ne faut pas le provoquer. Ce prolongement du débat, peut-être au-delà des limites - j'en conviens - est dû à des provocations de la majorité, tel le communiqué de hier des Chefs de Groupe d'une partie de la majorité, non de la majorité tout entière. Et encore il faut voir de quelle façon cette déclaration des Chefs de Groupe a été conçue, au-delà du mystère, sans solution, de deux communiqués différents, sur lesquels nous n'avons pas encore eu de réponse. Nous avons entendu un Chef de Groupe dire qu'il n'avait rien signé; c'est comme dire qu'il n'en savait rien. Nous n'avons pas eu d'explications sur cela. Mystère dans le mystère.

L'unique réponse qui nous a été donnée, qui a été donnée aux justes observations de monsieur Maquignaz, est la réaction au vote négatif sur les votations secrètes; le fait des votations nulles et, donc, nous avons réagi dans ce sens à cette déclaration.

Certains ont déjà souligné que ce fait que nous désapprouvons est antérieur au 6 juin et que, donc, il ne peut pas être donné comme démérite à cette opposition. Non seulement, mais lors-que hier, sur une votation secrète, l'Union Valdôtaine s'est abstenue, la votation a été quand même nulle.

Ce matin, quelqu'un a dit que ce sont les autres membres de l'opposition qui ont fait annuler la votation. Et si c'était - monsieur Bajocco - un prétexte de quelques membres de la majorité pour pouvoir faire un communiqué contre l'opposition, que diriez-vous? Moi, je crois qu'il y a ce prétexte, parce qu'il y a quelque chose qui grince - monsieur Bajocco - à l'intérieur de cette majorité et vous le savez mieux que moi puisque vous en faites partie.

Je ne crois pas que monsieur Mafrica ait le coeur léger lorsqu'il se voit emporté par de grands problèmes tel celui de la Mercedes, lorsqu'il voit que son Assessorat est presque désormais sans fonction et nous le voyons toujours plus tranquille dans son siège, faute de pouvoir travailler. Travail qu'il aurait envie de faire pour améliorer. Et on le voit toujours plus mécontent, car, lorsqu'on présente des projets de loi pour augmenter le personnel régional, il y a 428 personnes pour l'ensemble de l'Administration régionale, 5 personnes pour son Assessorat. Je crois qu'il ne peut pas être content de cela et, peut-être, quelqu'un l'a ressenti.

Les "deus ex machina" de cette majorité ressentent la nécessité de resserrer les coudes et, alors, pour pouvoir redonner de l'élan à la majorité il faut dire: Errore. L'origine riferimento non è stata trovata."Quelle est la façon la meilleure pour se défendre, sinon en présentant une armée prête pour entrer dans la citadelle.

Resserrons, donc, nos coudes. Démontrons que l'opposition fait de l'obstructionnisme. Essayons de démontrer à la population toute entière que si les choses ne marchent pas en Vallée d'Aoste, démontrons que si la politique empire de jour en jour, démontrons que si l'activité administrative est dans la stase la plus totale, ce n'est pas la faute à la majorité, c'est la faute à l'opposition".

Et voilà le prétexte - monsieur Bajocco - qui peut être a brillé dans le cerveau illuminé de quelques brillants mentors de cette majorité, qui, hélas, ne sont pas très souvent présents au Conseil régional parce qu'ils ont probablement beaucoup d'intérêts financiers au-dehors et alors ils doivent faire des échappées très fréquentes hors de la salle du Conseil et viennent ici de temps à autre pour illuminer la majorité.

Je ne veux pas que l'on m'accuse de faire de l'obstructionnisme et, donc, je m'arrête là, mais je veux faire un souhait. Je me rattache aux déclarations des deux Présidents, du Conseil et du Gouvernement régional, qui maintes fois ont loué le fait que dans cette salle il y a toujours plus de débat, que dans cette salle les séances ne sont plus des séances de demi-journée, mais elles se prolongent, qu'on ne réussit pas à terminer les travaux et qu'il faut faire très souvent pour cela des Conseils extraordinaires.

Je souhaite que le débat soit toujours plus long, parce que plus vous siégerez sur les bancs du Gouvernement régional moins de dégâts et de dommages vous ferez à la communauté valdôtaine.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Colleghi Consiglieri, io penso che in qualsiasi consesso democratico o in qualsiasi assemblea ci debba essere un certo confronto politico, che anzi è necessario, perché stimola l'attività del Consiglio, fa sì che ognuno giochi il proprio ruolo in base alla propria posizione: l'opposizione stimola la maggioranza, che a sua volta, dovendo cercare di essere più attiva ed attenta, potrebbe lavorare meglio. Penso quindi che in questo contesto il dibattito odierno sia positivo, però mi preoccupa che in quest'aula si tenti di ribaltare certe posizioni o atteggiamenti.

Non voglio assolutamente entrare nel merito del comunicato stampa, perché probabilmente se ne occuperà il Capogruppo del Partito Socialista, ma voglio solo evidenziare un certo aspetto trasformistico. Qui si parla tanto di trasformismo, anche a livello personale - poi ci entrerò nel merito - da parte dell'Union Valdôtaine, che nel corso di questo dibattito è riuscita a ribaltare le posizioni, nel senso che con un atteggiamento provocatorio ha determinato una reazione delle forze di maggioranza ed ora tenta subdolamente di far credere di essere diventata una vittima, ma vittima non è.

Faccio notare che, dal famoso ribaltone del 6 giugno, quando io mi trovavo ancora all'opposizione, in questo Consiglio si è votato molte volte a scrutinio segreto, ma, guarda caso, tutte le votazioni segrete sono state ripetute almeno tre volte, come ci è confermato dagli atti del Consiglio. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che quella forza politica ha avuto ed ha la volontà di rallentare i lavori del Consiglio, di creare dei problemi a questa maggioranza per impedirle di amministrare e di attuare il programma stabilito.

Perché dico questo? Perché nel corso di un dialogo con un esponente dell'Union Valdôtaine, al quale avevo chiesto spiegazioni per un simile comportamento, mi è stato risposto: "Finché riusciamo a tenerli inchiodati qui dentro, lavorano molto di meno".

Ecco perché oggi mi viene da ridere nel vedere che si cerca di trasformare tutto, al punto che i provocatori di questa reazione cercano di passare per vittime.

Questo non è assolutamente vero ed io lo posso affermare perché allora ero all'opposizione, mentre ora mi trovo da questa parte, per cui posso anche capire la differenza che c'è tra lo stare in minoranza o in maggioranza, l'astio e la rabbia di certi Consiglieri che oggi si trovano tra i banchi dell'opposizione, dov'è tutto un altro mondo: non si è quasi più nessuno, non si ha più il contatto con il potere reale e concreto...

Da qui traggono origine le accuse di assistenzialismo a questa nuova maggioranza e a questa nuova Giunta. Ma proprio perché io le cose le ricordo abbastanza, in tema di assistenzialismo mi viene in mente una legge, proposta dall'allora Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, con la quale si risarcivano i nostri contadini dei danni provocati dai roditori. Pensate - e mi viene proprio da ridere - si era arrivati all'assurdo di fare una legge per risarcire i contadini dei danni provocati dai roditori. Più assistenzialismo di così!

L'accusa che oggi è rivolta a questa maggioranza è la stessa che allora era indirizzata alla vecchia maggioranza. Non è cambiato nulla, anzi forse oggi c'è maggiore trasparenza, le cose sono diverse e più chiare.

Vi ricordate che allora le adunanze duravano due o tre ore, cosa di cui ci vergognavamo noi stessi di fronte alla pubblica opinione? Dov'era allora il dibattito? Dov'era la Giunta che spiegava al Consiglio le proposte o i programmi? C'era dibattito allora?

La differenza sta nel fatto che noi oggi riconosciamo che anche l'Union Valdôtaine dà in parte il suo contributo ad una maggior crescita culturale, ad un dibattito più ampio e costruttivo, però essa si comporta anche in un modo indegno, specie se ci riferiamo a quello che è successo ieri mattina, quando abbiamo perso tutta la mattinata per votare quattro delibere. Questa è la ragione o il vero motivo che ha spinto i Capigruppo delle forze di maggioranza a scrivere quel documento.

Non si tratta di accusare l'opposizione o l'Union Valdôtaine per gli apporti costruttivi che essa dà e che noi riconosciamo; però gli atteggiamenti di ieri mattina non sono indice di serio dibattito all'interno di questa assemblea o di crescita culturale, essi esprimono invece il rancore che l'Union Valdôtaine prova nel trovarsi oggi sui banchi dell'opposizione. E' questo il vero motivo per cui oggi ci troviamo a dibattere in questo modo.

Perché dico questo? Perché il sottoscritto, quando si trovava dall'altra parte, quindi tra i banchi dell'opposizione, votava sovente a favore dell'Union Valdôtaine. Allora, però, il voto del sottoscritto non creava nessuno scandalo, andava bene e nessuno accennava al fascista che si associava... No, quel voto andava bene finché faceva comodo a quella parte politica.

Nel momento in cui il sottoscritto ha fatto delle scelte personali, ampiamente motivate - per carità, chi è sordo e non vuol sentire, continui pure ad essere sordo - sul piano politico e su quello ideologico e quelle motivazioni sono validissime. Del resto, non vedo come mai la scelta personale del sottoscritto non debba essere compresa da coloro che oggi lottano per il riconoscimento del particolarismo di una piccola entità culturale in un contesto di democrazia, mentre su quelle di altri personaggi, che qui dentro hanno fatto più trasformismo di me, non si dica una parola.

Come mai? Il motivo è che si vuole strumentalizzare la posizione di un rappresentante del popolo, perché io mi reputo un rappresentante del popolo, come ognuno di voi.

Mi viene in mente per caso il Consigliere Riccarand. Io non ho niente contro di lui, però ricordo che egli una volta militava nel PSIUP, poi è diventato Sinistra Valdostana, poi Nuova Sinistra, oggi è Verde Alternativo. Questo non è forse trasformismo? Non è niente? Va benissimo, per carità! Infatti, nessuno ha detto niente.

Ricordo altri due personaggi, i Consiglieri Maquignaz e Lanivi. Sono stati eletti nel Movimento degli ADP e poi sono usciti, ma per l'Union Valdôtaine va tutto bene, perché dalla maggioranza sono passati all'opposizione. La cosa fa comodo? Allora, va bene così.

Mi viene in mente un altro personaggio, che mi sta vicino; un personaggio che per motivi sicuramente non ideologici - li ho detti senza rancore allora e senza rancore li ripeto oggi: per motivi di potere e di interessi, cioè per motivi di carattere personale - è uscito dal Partito Socialista; ma ciò sta bene, perché dalla maggioranza è passato all'opposizione.

Dà fastidio, invece, che un "povero Cristo" come me faccia delle scelte personali, delle scelte convinte ed ampiamente illustrate. Il perché è chiaro: in questo momento la posizione del Consigliere Aloisi è importante. Se egli non avesse fatto quelle scelte, probabilmente oggi l'Union Valdôtaine si troverebbe dall'altra parte: se io mi fossi schierato con voi, sarebbe andato tutto bene. Invece ho fatto delle scelte diverse e ciò dà fastidio.

Per carità, in questo discorso non voglio includere tutta l'opposizione, perché riconosco che ci sono delle persone che fanno il loro dovere fino in fondo ed in modo serio, però devo anche riconoscere che alcune persone dell'opposizione, specie dell'Union Valdôtaine - ed io ne sono convinto - tentano di rallentare i lavori. Lo abbiamo visto ieri, ma lo abbiamo visto dal 6 giugno in poi.

Questo però non è tutto, perché io sto indagando su un altro aspetto, che è molto grave e nel quale mi riservo di andare sino in fondo, perché in questa strategia, che esiste e c'è e della quale ci rendiamo conto, ci sono anche dei personaggi, dei dirigenti o degli impiegati che si comportano o tentano di comportarsi in questo modo per rallentare l'attività amministrativa...

(...interruzione...)

...No, no, no. Sto facendo delle indagini e poi vedremo fino in fondo anche questo discorso... E' anche questa una strategia.

Con questo mio intervento voglio dire che non bisogna ribaltare le posizioni, ma occorre riconoscere che questo non è il metodo o il sistema di fare opposizione. Io l'ho fatta per tanti anni, con decisione e determinazione, ma non mi andavo certamente ad aggrappare alle piccolezze o a certi meschini sistemi per far perdere tempo o creare grossi problemi.

Oggi è necessario intervenire, darsi da fare e contribuire tutti insieme a far sì che questa Amministrazione possa andare avanti, nell'interesse della collettività valdostana, senza comportarsi in quel modo, perché penso che un Movimento regionalista importante come l'Union Valdôtaine debba dare il suo contributo costruttivo per risolvere i problemi della popolazione della Valle d'Aosta.

Presidente Il Vicepresidente Bich ha chiesto la parola per fatto personale. Non chiedo neppure in cosa consista il fatto personale e gliene do la facoltà.

Bich (Ind)Il Consigliere Aloisi o è ignorante - per carità, nel senso che ignora, cioè nel senso primordiale della parola - o è in malafede, perché io non sono uscito dal PSI, come ho già spiegato una volta, ma sono stato espulso, poi sono stato sospeso, per cui credo che adesso sarebbe anche il caso di chiarire una volta per sempre quello che sono, perché ho un grosso problema di identità personale. Quindi non sono uscito dal PSI per motivi di potere, ma sono stato sospeso, forse per motivi di potere...

Prima avevo scommesso dicendo: "Sta a vedere che il Consigliere Aloisi è cambiato, nel senso che da missino è diventato socialista, divenendo cioè un pentito". Dopo il suo intervento di oggi, devo però ricredermi, perché egli è un missino aggregato al Gruppo socialista...

Aloisi (PSI)(fuori microfono) Perché ha il coraggio di dire quello che ha detto...

Bich (Ind) (fuori microfono) Sì, sì, per carità.

Presidente Il fatto personale del Vicepresidente Bich l'avevo capito, ma lei, Consigliere Perrin, vorrebbe spiegarmi il suo fatto personale...

La legge sui roditori è un'altra cosa, non è mica un fatto personale... No, no, non può essere accolta come fatto personale... Non è mica un roditore... Tutt'al più sarebbe una precisazione, ma non un fatto personale...

Dovrei interrogare il Consiglio, ma do comunque la parola al Consigliere Perrin per fatto personale; ne ha facoltà.

Perrin (UV) Merci monsieur le Président. Je demanderais aux collègues de mon Groupe de me laisser placer vers la droite, puisque je vois que très souvent vous oubliez ce coin. Ce matin, j'avais demandé la parole, même avant monsieur Voyat, la parole ne m'a pas été donnée et ont parlé quatre ou cinq personnes, je crois que c'est vraiment ce coin qui n'est pas des plus favorables. Pardonnez-moi cela.

Je veux démentir qu'à travers cette loi que le Conseil avait votée, si je ne me trompe pas à l'unanimité, on avait voulu porter à l'attention du Conseil une loi de type clientélaire. Avant tout, monsieur Aloisi, toutes les régions italiennes et l'Etat italien ont des lois qui concernent des dédommagements aux agriculteurs pour les dégâts faits non par les rongeurs, mais par la faune sauvage dans son ensemble, et c'est ce qui concernait cette loi.

Il me vient une considération qui m'a été volée en partie par le collègue Bich. Je croyais que le passage du national-fascisme, ou quelque chose du genre, au socialisme aurait fait changer aussi l'opinion, les sentiments et les idées du Conseiller Aloisi. Je vois qu'il n'en est pas ainsi. J'étais convaincu que le socia-lisme était une doctrine, une idéologie au service des classes les plus défavorisées, je vois qu'il ne l'est pas.

On nous reproche de dédommager des gens qui ont leur gagne-pain à travers leur travail. Monsieur Aloisi peut mener une bonne vie grâce au traitement de Conseiller régional, grâce aux gains qu'il a à travers son agence immobilière. Les agriculteurs doivent travailler la terre et la terre est leur unique source de produits.

Donc, si des rongeurs leur ruinent les arbres c'est leur gagne-pain qui s'en va, si des sangliers détruisent toute la récolte, c'est leur gain de l'année qui s'en va. Je crois, donc, que nous devons avoir un peu d'attention vers cette catégorie qui est très souvent la plus défavorisée.

Presidente Il Consigliere Lanivi ha chiesto la parola per fatto personale; ne ha facoltà.

Lanivi (AI) Sarò brevissimo, innanzitutto perché l'intervento del Consigliere Bich mi ha tolto un argomento anche piacevole, cioè quello della coerenza del Consigliere Aloisi, e poi per una precisazione, anch'essa già fatta dal Consigliere Bich.

Non mi risulta di essere stato espulso dagli ADP, né, finché mi rimane un po' di consapevolezza e coscienza di me, credo di avere inviato una lettera di dimissioni dal Movimento. Io mi sono voluto dissociare da una posizione politica assunta dal Movimento, ma da me non condivisa.

Caro Consigliere Aloisi, la mia coerenza mi è costata anche la rinuncia ad un assessorato e ciò dimostra la mia coerenza nei confronti di una linea politica. La mia coerenza è stata dichiarata, mentre la tua no. La tua coerenza è nei fatti e nella sostanza, perché hai cambiato etichetta solo formalmente.

Tu cerchi compagnia, la cerchi forse nei Consiglieri Bich, Maquignaz e forse anche in me. Per quel che mi riguarda, mi dispiace, ma io non voglio stare con te...

(...interruzione...)

...No, ma neanche di mettermi nel pacchetto.

Presidente Mi permetto, sia pur sommessamente, di dire che nella riunione dei Capigruppo avevamo concordato di finire i lavori della mattinata intorno alle 13, di fare alcune prove del tabellone e quindi di sospendere la seduta, per consentire la partecipazione al Congresso di Courmayeur. Mi augurerei quindi che si arrivasse alla conclusione di questo argomento.

Ha chiesto la parola il Consigliere Monami Cristina; ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) In quasi tutti gli interventi di questa mattina ho sentito ripetere il termine "clientelismo". Non posso esprimere una considerazione in proposito, ma quel termine, che è ricorrente nella vita del dibattito politico, per me ha un senso. E' quasi una parola d'ordine, una specie di "leitmotiv" delle opposizioni, però credo che ora ognuno di noi, visto che la vecchia maggioranza è diventata opposizione e che vecchie opposizioni sono diventate maggioranza, con maggiore o minore coinvolgimento, chi prima e chi dopo, chi per motivi ideali profondi e chi per opportunismo politico, comunque tutti noi abbiamo fatto e stiamo facendo i conti con questo termine o concetto.

Credo allora - penso, spero e vorrei - che questa assemblea abbia raggiunto una certa qual maturità politica rispetto a quell'argomento, per cui da essa mi aspetto degli atti concreti, delle proposte, dei progetti e delle posizioni tattiche e strategiche - mi rivolgo alla maggioranza ed alla minoranza - atte a fronteggiare - per carità, non dico ad annientare, perché mi sono illusa tante volte, per cui non voglio più illudermi - quello che io continuo a chiamare clientelismo, perché non voglio ricorrere ad eufemismi.

Sono sincera, però, nel non credere che un tale atto innovatore parta o possa partire con un voto contrario a questo disegno di legge, che ho avuto la sventura di illustrare. Perché? Perché non credo che 30 più 3,5 milioni possano essere definiti causa di chi sa quale clientelismo.

Io non credo che, riprendendo le parole usate dal Consigliere Viérin, sia clientelismo distribuire "bonbon" e caramelle; eppure con questo "budget" la Giunta potrebbe distribuire solo "bonbon" e caramelle.

Suppongo che tutti i miei colleghi, che sono vecchi lupi di mare della politica - ci sono molti ex consiglieri comunali, molti ex sindaci ed anche ripetutamente sindaci, ci sono molti Consiglieri regionali che siedono qui da quattro ed anche da cinque lustri - mi possono insegnare che cos'è il clientelismo, voi potete insegnarmi che costa molto, ma molto di più di 30, più 3,5 milioni.

Il clientelismo, quello che ripaga le forze politiche che se ne servono, non si accontenta di "bonbon" e caramelle, ma pretende posti di lavoro, non due o dieci, ma cento; pretende contributi cospicui, molto cospicui; pretende consulenze, ripetute e ben pagate; pretende garanzie durature che possono anche far deviare le linee politiche... Ecco, io credo che sia questo il clientelismo e credo che costi molto di più di 30, più 3,5 milioni.

Mi sembra quindi che questa assemblea debba agire, lavorare e muoversi per un capovolgimento della politica, affinché questo fenomeno possa essere davvero contenuto.

Certo non è facile "bouleverser" attitudini, atteggiamenti e comportamenti, lo sanno tutti e lo so anch'io; però si può, se si vuole. Lo si può partendo, ad esempio, dall'intelligente messa a punto di politiche sociali e di politiche che riguardino i diritti dei cittadini; lo si può in molti modi e forse anche, come suggeriva il collega Lanivi, rapportando ad una sorta di scala mobile e quindi al costo del lavoro certi aumenti alle leggi...

Per un attimo io mi sono domandata come mai una cosa così semplice, tanto da sembrarmi l'uovo di Colombo, non sia mai venuta in mente a nessuno.

Adesso mi domando come mai non sia mai venuto in mente a nessuno di rapportare all'indice Istat anche gli aumenti degli emolumenti dei Consiglieri e degli assessori regionali.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Non dico di essere sconvolto, ma sono rimasto sicuramente attonito per certe affermazioni fatte in questo Consiglio. Non mi riferisco tanto a quelle del Consigliere Aloisi, perché sappiamo che la volpe cambia il pelo, ma non il vizio, ma a quelle del Consigliere Monami Cristina, alcune delle quali mi fanno pensare che ci troviamo di fronte all'ingenuità più palese, perché ella ha elencato esattamente tutte quelle cose che noi imputiamo a questa Giunta: le assunzioni clientelari per nove mesi che vengono fatte a piene mani...

(...interruzione...)

... sì, con la legge dei nove mesi vengono fatte centinaia di assunzioni; le consulenze date in questo modo; i contributi che servono per far opera di promozione nei confronti di questa Giunta e che ieri sono stati denunciati dal Consigliere Viérin... Ecco le cose che noi denunciamo e questo disegno di legge è un ulteriore atto, esempio del malgoverno e del clientelismo di questa Giunta.

Mi viene da pensare anche ad un'altra cosa. Anche se ieri non ero presente e non ho potuto assistere ai lavori per ragioni di carattere familiare, sono rimasto ugualmente esterrefatto dal documento sottoscritto dai Capigruppo della maggioranza. Perché? Perché proprio lunedì si è riunita la II Commissione, ma erano presenti solo due Consiglieri della maggioranza, per cui senza la presenza dei Consiglieri dell'opposizione, quella Commissione sarebbe saltata dall'inizio. Noi invece abbiamo partecipato, com'era nostro dovere, per cui ritengo ingiusto che ci si venga ora ad accusare di non permettere a questa maggioranza di lavorare o di fare dell'ostruzionismo.

Probabilmente dovremmo fare più ostruzionismo, proprio per impedire che vengano portati avanti certi provvedimenti, come questo disegno di legge che verrà votato oggi, perché, se c'è un atto di ingiustizia e di clientelismo, quello è proprio il disegno di legge in oggetto proposto da questa Giunta.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale e do la parola al Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Non ricordo quale Consigliere ha detto ieri che c'è stata una fortuita coincidenza tra il comunicato stampa dei Capigruppo della maggioranza ed il disegno di legge in oggetto. Sulla base di questa premessa è stata avviata una discussione ampia ed interessante, per certi aspetti anche valida, però si è parlato piuttosto poco del disegno di legge e molto di più di un ordine del giorno presentato dai Consiglieri della minoranza. Per questo motivo, anche il Presidente della Giunta dovrà pur fare delle osservazioni al termine del dibattito.

Per quanto riguarda il disegno di legge si è voluto o sottinteso, a volte anche in modo piuttosto palese, che esso ledesse il principio della centralità del Consiglio regionale. Io credo invece che non sia possibile dire una sciocchezza più grande.

Al di là di quello che è stato detto, con genuina valutazione, dal Consigliere Monami Cristina, relatrice del disegno di legge, io credo che vi siano delle esigenze della pubblica amministrazione che non possono essere disattese o dimenticate.

Devo dire innanzitutto, non per giustificare, ma per precisione di cronaca, che questo disegno di legge è stato più volte richiesto dagli uffici.

Mi si potrebbe ribattere: "Gli uffici possono dire quello che vogliono, ma la Giunta può fare valutazioni completamente diverse". Credo però che la modestia delle proposte avanzate dia già la statura di una decisione della Giunta di gran lunga inferiore alle ipotesi di lavoro portate avanti dagli uffici.

Non dico questo per eliminare la centralità del Consiglio o le discussioni in Consiglio, perché per il Consigliere regionale non cambia nulla se ci sono 1,5 o 5 milioni, perché egli ha comunque il diritto di interpellare e di chiedere spiegazioni su qualunque argomento, anche se si trattasse di una spesa di sole 500 mila lire, tant'è che il Consigliere Louvin nelle scorse adunanze ha presentato un'interpellanza per conoscere le motivazioni di una delibera di un milione, che era di competenza della Giunta e che non doveva essere ratificata dal Consiglio. Non si tratta quindi di ledere in alcun modo le competenze del Consiglio o dei Consiglieri di chiedere, di sapere o di informarsi sulle decisioni o sulle ipotesi di lavoro della Giunta. Tali decisioni possono essere accettate o meno, ma questo è ovvio.

Pertanto, dire che da questo disegno di legge traspare la volontà della maggioranza di ledere gli interessi o la centralità del Consiglio, mi sembra essere una grossa sciocchezza.

Questa proposta, invece, va forse inquadrata nell'ottica di migliorare, per quanto è possibile e sia pure nella pochezza dell'intervento presentato, di migliorare le attività della macchina amministrativa, che è piuttosto complessa e congestionata. Queste sono le ragioni che hanno determinato la Giunta regionale a presentare questo disegno di legge.

Vorrei pertanto smentire nel modo più categorico le ipotesi di lavoro udite in quest'aula sulla mancanza di sensibilità da parte della Giunta verso il Consiglio regionale. E' un'accusa infondata, priva di significato e sciocca dall'inizio alla fine.

Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri della minoranza, sono rimasto - esprimo un'impressione del tutto personale - un po' frastornato dalla reazione del Consigliere Andrione di ieri pomeriggio, che oserei definire un po' anomala, pur se per certi versi l'ho compresa. Forse, per l'irritazione, non aveva ben notato che si trattava di un comunicato stampa, che i Capigruppo, espressione politica dei partiti rappresentati in quest'aula, hanno il diritto di fare. Questo può non essere condiviso. Io non mi preoccupo di questo, perché credo che ogni forza politica abbia il diritto di esprimere quello che ritiene giusto.

Vorrei poi smentire un'altra cosa, che ho sentito ripetere per tutta la mattina qui dentro, al punto ch'io posso credere che il senso di quel comunicato non sia stato ben compreso.

Il Consigliere Perrin in un articolo su "Le Peuple Valdôtain" ha accusato questa maggioranza di non aver capito il testo in francese della famosa risoluzione sul federalismo a suo tempo presentata e votata e che verrà ulteriormente discussa in questo Consiglio e ce ne ha "gentilmente" offerto una tradizione in lingua italiana, quasi per dirci: "Così capite quello che c'è scritto". Forse sarebbe opportuno fare la stessa cosa con questo comunicato stampa: tradurglielo in francese, così probabilmente lo capirebbe meglio...

(...interruzione...)

... Questo non è per amore di polemica, ma per amore di verità.

In quest'aula l'opposizione ha sempre accusato la maggioranza di voler chiudere la bocca ai Consiglieri. Nessuno ha mai detto una cosa del genere, anzi - e l'amico Consigliere Perrin ha avuto modo di ricordarlo - il sottoscritto e, se ricordo bene, anche il Presidente del Consiglio hanno detto: "Finalmente in questo Consiglio si parla, si discute e si ragiona, sia pure con posizioni diversificate, ma si discute". Credo che anche i Consiglieri più giovani si siano resi conto che da un certo periodo in avanti si è espressa una dialettica molto più serrata e validissima, che dimostra come non si vuole affatto chiudere la bocca a nessuno e quindi non si parli di "Repubblica di Salò", come qualcuno ha voluto fare con estremo cattivo gusto in quest'aula. Certe cose non possiamo accettarle nel modo più assoluto.

Noi abbiamo soltanto inteso dire che i Gruppi dell'opposizione ed in modo particolare l'Union Valdôtaine avevano cercato con manovre subdole, cioè attraverso il voto segreto, di allungare i tempi delle discussioni o meglio ancora delle approvazioni dei provvedimenti.

Nessuno di noi ha mai voluto chiudere la bocca a nessuno, prova ne è che oggi, nel corso di questa discussione, nessuno della maggioranza ha avuto nulla da dire, così come non ha avuto nulla da dire in nessun'altra occasione quando sono stati discussi problemi e si è andati a volte anche al di là dell'impostazione, e questo proprio perché siamo un organo sovrano e siamo qui per discutere. Nessuna obiezione, dunque a questo riguardo.

Quando però si viene a dire e a sostenere o si vuol far capire o credere di far capire alla gente che la maggioranza ha voluto chiudere la bocca alla minoranza, io dico che ciò è falso nel più profondo di quanto è scritto in quel documento.

Quanto poi al fatto che i Gruppi della maggioranza abbiano inteso denunciare pubblicamente certe subdole manovre che riguardano le votazioni, ribadisco che ciò rientra nel pieno diritto delle forze della maggioranza, così come le forze della minoranza hanno il pieno diritto di non essere d'accordo.

Sembra invece che con questa discussione si voglia togliere alla maggioranza il diritto di poter esprimere la propria opinione, ma questo non è accettabile, né dalla maggioranza, né dalla minoranza. Anche questo è democrazia.

Qui si è parlato molto di democrazia e si è parlato di "Repubblica di Salò - in merito ho già esplicitato il mio pensiero - ma non si può sottintendere che la democrazia serve tanto alla maggioranza quanto alla minoranza.

Se qualcuno non è d'accordo, si esprima e lo dica senza alcuna preoccupazione, perché nel dibattito politico ci possono essere posizioni molto diversificate.

Non è questo che ci fa paura, non è questo che è in contrasto con la Costituzione, non è questo che è in contrasto con il nostro Regolamento, anzi, siamo ben contenti - la giornata di oggi ne è una prova - che in quest'aula si discuta, si parli e si dicano le cose che si devono dire e si esplicitino le proprie opinioni senza timore di nulla. Questo è un fatto estremamente positivo, che è già stato ricordato dal Consigliere Perrin.

Pertanto, non posso accettare certe espressioni pronunciate da qualcuno ("Questo è qualcosa di demenziale..."), perché la demenza è qualcosa di ben diverso.

Se per demenziale si intende un'ipotesi politica, questa non è accettabile; se per demenziale si intende che uno è demente, questo lo può pensare solo il Consigliere che l'ha detto, ma lo deve poi anche dimostrare, perché non è così semplice dare del demente a qualcun altro. Probabilmente, se una cosa del genere fosse stata detta in altra sede e con altre motivazioni, sarebbe andata direttamente davanti ai banchi dell'autorità giudiziaria.

Si è detto che la maggioranza ha predisposto questa ipotesi di lavoro per la sua intrinseca debolezza, creando appositamente lo scontro.

Si è detto che la minoranza è più forte. Questo lo posso anche accettare, perché la minoranza è oggettivamente più forte di prima, quando la maggioranza aveva 27 Consiglieri e l'opposizione ne aveva solo 8, per cui la situazione è diversa anche solo sotto l'aspetto numerico e di questo mi rendo ben conto.

Amico Lanivi, non vorrei che questo fatto di creare difficoltà sia un'azione politica che porta avanti la minoranza e non la maggioranza. Sono fermamente convinto che la minoranza abbia il pieno diritto di cercare di diventare maggioranza, così come la maggioranza abbia quello di cercare di rimanere maggioranza. Queste sono le basi della democrazia. Quando però si gioca con quei sistemi, non si è più in democrazia, perché si tenta subdolamente di mandare a monte il lavoro della maggioranza.

Già nella scorsa legislatura c'era qualcuno che ricorreva a quei sistemi o si era pensato che ricorresse a quei sistemi, ma non è stato più rieletto. Non voglio fare né nomi, né cognomi, ma mi auguro che chi è ricorso a quei sistemi non abbia a fare quella stessa fine.

Veniamo ora ad un altro concetto, cioè alla contrapposizione. Essa è nella logica della vita politica, ma chi ha creato la contrapposizione? Chi vuole la contrapposizione in questo sistema che noi non accettiamo?

Non sicuramente noi e allora devo supporre che si sia artatamente tentato di favorire la contrapposizione per creare confusione nell'ambito della maggioranza. E' un'altra situazione che noi non possiamo accettare e che personalmente non accetto.

Posso anche giustificare il fatto che poi qualche Consigliere della minoranza, ritenendosi chiamato in causa dal comunicato stampa, abbia avuto delle reazioni piuttosto vivaci. Non mi vergogno di dire queste cose. Io non condivido il sistema con cui sono state fatte certe cose, perché quel sistema ha creato un'altra ipotesi di non accettazione di quel Regolamento che questo Consiglio si è liberamente dato e che quindi va rispettato. Chi vuole avere delle risposte sulle affermazioni o considerazioni di quel documento, deve prima di tutto rispettare il Regolamento che il Consiglio si è dato e poi intraprende le azioni politiche più opportune.

Si è accennato poi all'ospedale, ai trasporti, al Gran San Bernardo, all'autostrada, all'ambiente e all'energia. Credo che tutti questi temi avessero ben poca attinenza con l'argomento in discussione, ma io ringrazio ugualmente chi ha indicato tali ipotesi di lavoro, così sapremo quali saranno i grandi temi che saranno oggetto di discussione al momento della presentazione del prossimo bilancio regionale. Questo semmai è un aiuto dato alla maggioranza o almeno è in questo senso che io interpreto questo contributo, anche se la mia valutazione può essere del tutto sbagliata.

Pertanto, ribadisco che la maggioranza voterà ovviamente a favore del disegno di legge che è stato presentato dalla Giunta, mentre voterà soltanto l'ultima parte dell'ordine del giorno che è stato presentato, cioè quella impegnativa dopo "invitano", ma non voterà le premesse, perché sono in contrasto con le idee espresse nel documento inviato a suo tempo alla stampa.

Presidente Colleghi Consiglieri, abbiamo chiuso la discussione generale e sentito il Presidente della Giunta regionale. Credo che il relatore non abbia più da intervenire.

Il Consigliere Viérin ha chiesto la parola per mozione d'ordine; ne ha facoltà.

Viérin (UV) En reprenant les derniers mots du Président, qui a réclamé le respect du Règlement et en rappelant les décisions prises lors de la Conférence des Chefs de Groupe quant au déroulement et aux horaires des séances, qu'on est à la fin de la discussion générale et que l'on doit encore aborder l'examen de deux points dans la phase de déclaration de vote (l'ordre du jour de l'opposition et le projet de loi du Gouvernement), je demande au Président de bien vouloir suspendre la séance, aussi pour permettre à une délégation du Conseil régional, de participer au congrès de la CGIL qui se tient à Courmayeur.

On a évoqué tout à l'heure le problème des transports. Nous savons combien de temps il est nécessaire pour se rendre à Courmayeur, en attendant l'achèvement des travaux de l'autoroute. Surtout j'espère, après tous les beaux discours sur le rapport entre majorité et opposition, que cette requête ne deviendra pas un bras de fer avec imposition à la minorité du Conseil d'horaires non canoniques, mais que l'on pourra reprendre avec sérénité ce débat dans la prochaine séance du Conseil.

Merci.

Presidente Ricordo che in sede di Conferenza dei Capigruppo si era convenuto di fare alcune prove del tabellone e di finire alle 13,30, in modo da partecipare al Congresso della CGIL.

Il Consiglio ha la possibilità di fare le dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno, la votazione dell'ordine del giorno, le dichiarazioni di voto sulla legge, l'esame degli articoli e la votazione complessiva della legge.

Da alcune parti mi si dice che se si arrivasse a fare questo entro le ore 14 si riuscirebbe a dimostrare che il Consiglio lavora concretamente per giungere a delle conclusioni, d'altra parte capisco che i Consiglieri hanno diritto alle dichiarazioni di voto sia sull'ordine del giorno sia sulla legge. Non c'erano stati accordi circa la votazione, ma si era solo convenuto che si finisse per le ore 13,30 con le prove, cui potremmo anche soprassedere. Pertanto, non posso che rimettermi alle decisioni del Consiglio.

Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind) Io direi di rispettare l'intesa raggiunta in sede di Conferenza dei Capigruppo, con la quale si stabilivano delle fasce orarie di impegno del Consiglio, anche perché credo che ciascuno di noi si sia assunto certe incombenze...

Per esempio, io sono ragazzo padre e devo accudire anche alle mie faccende domestiche. Credo quindi che ognuno di noi si sia adeguato a quella regolamentazione dei lavori concordata con i Capigruppo.

Presidente Ripeto che tali orari prevedono che la seduta mattutina si svolga dalle 9,15 alle 12,45 e quella pomeridiana dalle 16 alle 20.

Eccezionalmente, per poter sospendere la seduta questa mattina e non riprenderla nel pomeriggio per consentire alle delegazioni di partecipare al congresso della CGIL, la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso, con un accordo di principio, di finire i lavori alle ore 13,30 con le prove del tabellone, però il Consiglio è sempre sovrano.

Ho ricordato al Consiglio che lo svolgimento dei lavori prevede dichiarazioni di voto e votazione dell'ordine del giorno, dichiarazioni di voto e votazione della legge.

E' chiaro che - chiamatelo ostruzionismo o diritto dei Consiglieri ad esprimere le loro dichiarazioni di voto - se andiamo avanti e stando al numero di coloro che si sono già iscritti a parlare, andiamo avanti grosso modo fino alle ore 16. Il tempo massimo è di dieci minuti, ma se tutti lo utilizzano, occorrono già due ore di interventi per le dichiarazioni di voto. Io ne faccio parte al Consiglio perché l'accordo dei Capigruppo prevedeva che si terminasse alle 13,30, ma con gli iscritti a parlare superiamo le 13,30. Io vi ho detto esattamente come sta la situazione, comunque il Consiglio è sovrano.

Il Consigliere Viérin ha presentato una mozione d'ordine. Chiedo che si pronuncino anche altri Consiglieri.

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Propongo una brevissima sospensione dei lavori per dar modo ai Capigruppo di riunirsi con i Presidenti del Consiglio e della Giunta, per cercare di dirimere la questione.

Presidente Allora è convocata immediatamente la Conferenza dei Capigruppo.

I lavori del Consiglio sono momentaneamente sospesi, ma i Consiglieri sono pregati di rimanere in aula.

Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 13,21 alle ore 13,29.

Presidente Colleghi Consiglieri, nel riprendere i lavori annuncio che la Conferenza dei Capigruppo ha proposto la sospensione della trattazione dell'oggetto n. 47, che ovviamente sarà discusso nella sessione ordinaria del 1° e del 2 ottobre.

I Consiglieri interessati ad apprendere il funzionamento della votazione elettronica possono fermarsi ancora per una ventina di minuti per vedere come funziona il tabellone elettronico.

La seduta ufficiale è tolta.