Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2561 del 26 settembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2561/IX Discussione del disegno di legge:"Aggiornamento dei limiti di spesa di competenza della Giunta regionale in materia di concessione di contributi facoltativi e straordinari e di lavori pubblici".Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Il Consigliere relatore Cristina Monami ha chiesto la parola per illustrare il disegno di legge n. 286, iscritto al punto 47 dell'ordine del giorno; ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) Le competenze finanziarie di cui la Giunta regionale può usufruire, da una parte, per la costruzione e sistemazione di strade, opere idrauliche ed altri lavori pubblici di interesse regionale e, dall'altra, per la concessione di sussidi e contributi facoltativi e straordinari in materia di opere e di lavori di pubblica utilità, di assistenza e beneficenza, di istruzione, di agricoltura e foreste, di artigianato locale, di commercio, di turismo e, in genere, in materia di iniziative interessanti i servizi di interesse pubblico locale, sono fissate dalla legge regionale n. 66 del 7 dicembre 1976 nell'articolo 3 lettera "e" e lettera "m", rispettivamente, in lire 20 milioni e in lire 1,5 milioni.

Il disegno di legge 286 del 15 aprile 1991, sottoposto oggi all'attenzione e all'approvazione del Consiglio regionale, aggiorna i citati limiti di spesa di competenza della Giunta regionale, per contenere, in qualche modo, l'intervenuto deprezzamento della moneta dal 1976 ad oggi.

Si propone quindi di elevare a lire cinquanta milioni il limite di spesa relativa ai lavori pubblici e a cinque milioni quello per i sussidi straordinari e facoltativi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Je voulais dire que nous avons demandé une interruption du Conseil pour nous consulter entre Groupes de la minorité, sur le document inadmissible qui a été donné à l'Union Valdôtaine par la presse, parce que nous n'avons pas été dignes d'en être informés par nos collègues Conseillers de la majorité. Ce document, à notre avis, constitue une violation grave et injustifiée des droits de tous les Conseillers, et en particulier des Conseillers de la minorité.

Alors, nous annonçons - et monsieur le Président du Conseil pourrait nous aider pour accélérer les travaux du Conseil - que nous avons l'intention de présenter un ordre du jour dans la discussion de l'objet en question, qui concerne quand même les rapports entre l'exécutif et le Conseil régional, en soulignant encore une fois - et c'est quand même des paroles qui ont été prononcées par tout le monde, peut-être hypocritement - la centralité du Conseil. Comme cela concerne ce type de débat nous présenterons un ordre du jour afin que, dans les plus brefs délais, ce document soit discuté.

Dans l'hypothèse que, comme cela arrive, la majorité, qui a quelques voix de plus que la minorité, refuse notre ordre du jour, nous annonçons déjà que nous demanderons sur ce document spécifique une réunion extraordinaire du Conseil. Et ceci pour ne pas faire perdre du temps au Conseil dans les séances ordinaires. Pardon. Nous demandons une conférence de presse pour demain, pour expliquer notre point de vue, mais cela ne concerne pas directement le Conseil régional.

PrésidentIl y a d'autres Conseillers qui demandent la parole? Si j'ai bien compris l'ordre du jour, qui concerne aussi l'objet n. 47, est présenté au cours de la discussion générale. Alors, l'ordre du jour annoncé sera présenté pendant cette séance, au cours du débat de la discussion générale sur l'objet 47.

Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA) La dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza è coincisa, sia pure casualmente, con l'oggetto 47, che riguarda proprio il problema delle competenze del Consiglio e dei reciproci rapporti fra la Giunta ed il Consiglio regionale. Questa concomitanza ci permette di fare alcune considerazioni che la maggioranza del Consiglio ha cercato di evitare con un voto che impedisse la discussione su tale dichiarazione.

Io credo che nel momento in cui si vuole ritoccare quella cifra di competenza della Giunta, che da tanto tempo era fissata con determinati parametri, attribuendo alla stessa Giunta una competenza più estesa sottratta all'esame del Consiglio, si dovrebbe valutare questo aspetto proprio in rapporto alle reciproche funzioni e rapporti fra il Consiglio regionale e l'Esecutivo.

Ricordo che quando si formò questa nuova maggioranza, si fece un gran parlare della centralità del Consiglio, perché si discuteva troppo poco e si doveva superare quella carenza di dibattito, bisognava diffondere la trasparenza nelle procedure, nei metodi e nell'informazione, ma da una serie di fatti, ormai evidenti a tutti, ed ora anche da questo ultimo spudorato documento dei Gruppi della maggioranza, io mi rendo conto che tutte quelle promesse sono state smentite dai fatti.

L'auspicio di un più ampio dibattito in Consiglio viene ora rifiutato come una pericolosa ed inutile perdita di tempo o un attentato alla democrazia. Che forse i Gruppi consiliari ora parlano troppo, fanno troppi interventi o dicono troppe cose?

Io intervengo molto di meno adesso di quanto non facessi prima. Il problema solo che è cambiato il rapporto fra maggioranza e minoranza: ora c'è una minoranza più vasta e più agguerrita, che al suo interno ha persone con profonde esperienze amministrative che evidentemente hanno delle cose da dire. Da qui, però, a voler rimproverare i Consiglieri della minoranza di ostruzionismo, di inutili diatribe fuori da qualsiasi logica amministrativa, come è scritto in quel documento, mi sembra proprio che si voglia tentare di censurare ed imbavagliare la minoranza, cosa che è esattamente il contrario di quello che voi avevate affermato auspicando la centralità del Consiglio e riappellandovi al primato del dibattito politico.

Non c'è solo questo. Voi dite: "La Giunta deve avere più poteri...". Posso anche essere d'accordo che determinati parametri siano ritoccati, però dovete garantire alla minoranza il diritto all'informazione, perché in questi ultimi mesi io mi sono trovato di fronte ad un fuoco di sbarramento anche sulle minime informazioni. Alla richiesta di informazioni su documenti ufficiali citati in disegni di legge ed in relazioni presentate al Consiglio mi è stato sostanzialmente risposto: "No".

A nulla poi sono valse neppure le lettere inviate all'Ufficio di Presidenza, come prevede il Regolamento, per smuovere la situazione. Mi sono stati rifiutati persino decreti di Ministri dei Lavori Pubblici, perché - così mi è stato detto sotto banco -: "Se li diamo al Consigliere Riccarand, poi lui fa ricorso".

La possibilità del ricorso è un diritto che nessuno mi può togliere, ma voi avete l'obbligo di fornire la documentazione su ciò che deve essere discusso in Consiglio, così come avete l'obbligo di garantire, e non di negare, ai Consiglieri, la possibilità di esaminare le varie pratiche complete, senza che dalle stesse siano stati sottratti documenti significativi.

Dinnanzi a queste situazioni è come trovarsi di fronte ad un rovesciamento del problema iniziale, perché ci troviamo di fronte ad un atteggiamento che mette in difficoltà i Gruppi della minoranza, che hanno discusso la proposta di esaminare e chiarire questa situazione nel corso di un dibattito consiliare.

Evidentemente non è più possibile che i Gruppi della minoranza continuino a subire questa situazione in termini di negazione del loro diritto all'informazione e siano al contempo accusati di fare dell'ostruzionismo.

Io credo che le responsabilità debbano essere ribaltate, nel senso che la maggioranza e la Giunta non possono pensare di poter usare il Consiglio come una semplice istituzione formale di ratifica di decisioni già assunte all'esterno. Se esiste la centralità del Consiglio, essa richiede almeno quei tempi e discussioni strettamente necessari.

Credo invece che chi voglia fare dell'ostruzionismo adotti un atteggiamento ben diverso da quello che è stato assunto in questi giorni. Pertanto, considero totalmente ingiustificato il vostro comportamento.

Nell'annunciare quindi una valutazione critica nei confronti del disegno di legge presentato dalla Giunta, dichiaro che, quando entreremo nel merito - penso che ciò avverrà domattina, perché ormai sono le 20,00 - e discuteremo anche l'ordine del giorno che sarà presentato dai Gruppi della minoranza, io chiederò che si possa fare chiarezza sull'attuale situazione all'interno del Consiglio regionale.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind)Anch'io intervengo sull'argomento introdotto dal Consigliere Riccarand, che si riverbera sul punto 47 all'ordine del giorno e coinvolge i rapporti fra l'Assemblea e l'Esecutivo.

Devo dire che la dichiarazione resa dai Capigruppo della maggioranza consiliare ed udita poco fa, amplificata dalla televisione, mi ha lasciato abbastanza di stucco.

Personalmente sono parte di un Gruppo della minoranza, ma non penso di aver mai adottato atteggiamenti di "filibustering" o di subdola campagna ostruzionistica, non fosse altro perché nel corso di due adunanze consiliari sono intervenuto tre volte e sempre su atti di consistenza politica.

Ritengo pertanto che questo atteggiamento sia un vecchio adagio, ripreso dal maestro timoniere, quando si rende conto che la barca comincia a non essere più governabile.

E' il risultato di una sperimentazione ormai consolidata, provata un po' da tutti quanti: quando ci si trova sui banchi dell'Esecutivo e ci si accorge di non governare più la barca, con ordini del giorno provocatori si cerca di bucare e di provocare le reazioni della minoranza, in modo che la maggioranza possa ricompattarsi.

Cerco di giustificare in questo modo la dichiarazione un po' demenziale del regista, che probabilmente ha seguito un impulso altrettanto demenziale nell'accomunare un po' tutti. La giustificazione vuole però raggiungere quel segno.

Se gli obiettivi sono quelli di giungere ad una acritica ed acriticabile posizione dell'Esecutivo verso l'Assemblea, mi sembra che sia scarsamente motivato lo stesso disegno di legge 286.

Lo sarebbe di più se avesse la valenza del miglioramento delle procedure amministrative; ma la valenza politica, se usata secondo l'ordine del giorno che è stato presentato dai Gruppi della maggioranza, mi sembra negativa, perché - se vengono accettati quei criteri - non dà modo alla minoranza di poter controllare più attivamente e sollecitamente, come d'altronde è stato fatto in questi giorni, l'operato dell'Esecutivo.

E' quindi necessario un chiarimento, che è giusto che avvenga in occasione della discussione del disegno di legge 286, che mette in chiaro ed a confronto le competenze dell'Esecutivo e quelle dell'Assemblea regionale.

Per queste ragioni io mi sento di sottoscrivere l'ordine del giorno che sarà presentato, che si aggancia molto bene a questo disegno di legge e che credo debba essere discusso nel più breve tempo possibile, anche perché senza i necessari chiarimenti di fondo mi sembra ingiusto e politicamente inaccettabile dare un voto favorevole alla legge in questione.

Presidente Prima di dare la parola al Consigliere Milanesio, vorrei precisare che il documento definito "dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza consiliare" non è affatto un ordine del giorno, per cui non sarà discusso come tale dal Consiglio regionale. Si tratta di un documento che i rapporti fra i Capigruppo della maggioranza e la stampa, cui del resto era destinato. Mi sembra che questo debba essere chiaro...

Siccome il Vicepresidente Bich ha parlato di "ordine del giorno"...

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Sarò molto breve, anche perché sembra che su certe questioni i nervi siano a fior di pelle.

Quel documento è un atto politico che i Capigruppo della maggioranza hanno ritenuto opportuno sottoscrivere ed inviare alla stampa. Noi, infatti, dopo tutto quello che era successo questa mattina in occasione delle votazioni segrete, abbiamo ritenuto che valesse la pena sottolineare che questo Consiglio, per approvare alcune delibere di Giunta che richiedevano il voto segreto e che peraltro erano piuttosto insignificanti e sulle quali non c'era stata una grande discussione politica, è stato costretto a ricorre alle due rituali votazioni con le palline e poi alla terza con la scheda...

Mi permetto di osservare che non sono andate vuote le votazioni nelle quali aveva votato solo la maggioranza, perché la maggioranza non aveva mai votato da sola.

Visto che non si può e non si vuole fare il processo alle intenzioni, ed infatti noi non lo facciamo, ci siamo limitati a comunicare all'opinione pubblica e alla stampa quello che noi pensiamo, anche perché avevamo capito benissimo che qui, quando si vogliono fare dei discorsi seri sulla funzionalità del Consiglio, si perde solo del tempo, nascondendosi dietro l'anonimato.

Poiché però a noi non interessava molto che questo discorso fosse fatto qui in Consiglio, ci siamo rivolti all'opinione pubblica. E' stata una scelta.

Voi volete riproporre il tema della centralità del Consiglio? Siamo tutti contenti e soddisfatti e siamo pronti a discuterlo, ma nei momenti opportuni. Per quello che mi riguarda, non possiamo accettare l'imposizione del tipo: "O mangi questa minestra o salti dalla finestra".

Il Consigliere Andrione viene qui e dice: "Noi vogliamo presentare un ordine del giorno: o la maggioranza lo accetta adesso oppure noi lo iscriveremo chiedendo una adunanza straordinaria". Io credo che il Consigliere Andrione abbia tutte le ragioni per chiedere la convocazione di un'adunanza straordinaria, sempreché la ritenga opportuna.

Poi dice: "Ne approfittiamo per abbinare questa discussione sull'adeguamento delle competenze della Giunta in materia di spesa". Ricordo che è da decenni che queste competenze sono rimaste su livelli assolutamente risibili, per cui credo che questo argomento possa sicuramente essere oggetto di discussione in Consiglio - ci mancherebbe altro - ma non mi sembra che possa essere il pezzo forte per aprire un dibattito sulla centralità o meno del Consiglio.

Consigliere Riccarand, qui si confonde la centralità del Consiglio con l'amministrazione. Ci sono delle competenze che sono tipiche ed esclusive del Consiglio, mentre è bene che altre siano delegate dal Consiglio alla Giunta, sia pure in misura ragionevole, com'è previsto da questa proposta.

Se poi si pensa che questo argomento sia come l'ultima spiaggia e su di esso di vuole ripetere il discorso delle Termopili, allora, signori miei, ognuno fa la scelta di campo che crede. Noi non riteniamo che queste siano le Termopili del Consiglio, anche perché l'argomento non ha nulla a che fare con la centralità del Consiglio, ma - se me lo consentite - è un artifizio retorico, che però ha le gambe corte. Venire a sostenere che la centralità del Consiglio è misurata sulle competenze di 1,5 milioni o di qualche milione in più, è una cosa assolutamente ridicola e risibile, nonché comprensibile dall'universo mondo.

Ad ogni modo, voi porterete avanti le vostre tesi e noi le nostre; ma, per quello che mi riguarda, non sono disposto ad accettare ricatti del tipo: "Se il nostro ordine del giorno non viene inserito in questa discussione, noi chiederemo la convocazione di una adunanza straordinaria". Questo è il tipico atteggiamento che tende a prevaricare gli ordini del giorno presentati dalla Giunta e dalla Presidenza del Consiglio per evitare che siano discussi e che il Consiglio possa ragionevolmente esprimersi su di essi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Pour remercier d'une façon très chaleureuse monsieur Milanesio qui nous permet de faire ce que nous croyons nécessaire faire. C'est très généreux de sa part! Nous n'avons jamais pensé lui demander la permission de convoquer un Conseil extraordinaire ou de faire une bataille politique sur le point 1 ou le point 2 de l'ordre du jour. Il a dit que chacun a ses idées, qu'il garde les siennes, elles ne nous intéressent pas.

Le problème, à notre avis, est un autre, celui d'établir, d'une façon claire, qu'il n'y a personne qui est autorisé à censurer un Conseiller régional quand il prend la parole et d'aucune façon. D'ordres du jour, pas de déclarations, dans ce Conseil on en vote, on en a voté des milliers qui n'ont jamais été reportés par la presse et par les médias, alors que ceux-ci, sournoisement, "subdolamente" on dit en italien, ont été donnés à la presse pour être lus et diffusés devant l'opinion publique. C'est un comportement - excusez-moi pour le mot français qui dit clairement ce qu'il veut dire - à salauds, pas à la républicaine.

Cela dit, terminée pour ce moment cette histoire, je voudrais poser une question à la courtoisie du Président du Conseil pour savoir comment les travaux du Conseil vont continuer pour cette session, c'est-à-dire pour aujourd'hui et pour demain matin.

Président Deux choses. Je crois que les ordres du jour peuvent être acceptés au cours de la discussion générale. Donc, la Présidence se réserve de voir l'ordre du jour pour décider s'il est acceptable, c'est-à-dire s'il est "attinente" à l'objet en discussion.

Pour ce qui concerne les travaux, à mon avis, on a discuté beaucoup à la Conférence des Chefs de Groupe et on a décidé de travailler de 16 heures à 20 heures de l'après-midi. Il est 20.08 et je propose de suspendre les travaux de la discussion générale, qui continuera demain matin à 9.15. Après cela, les travaux sont terminés pour ce soir.

La seduta è tolta.