Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 457 del 26 gennaio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 457/X - Revoca della deliberazione di Giunta per l'appalto con­corso per l'individuazione dell'agenzia pubblicitaria dell'Assessorato al turismo, sport e beni culturali. (Iscrizione di nuovo oggetto. Reiezione di risoluzione).

Risoluzione - Considerata l'eccessiva e inopportuna incongruità della delibe­ra n. 10995 approvata dalla Giunta regionale in data 30 dicem­bre 1993, avente ad oggetto la "Indizione di appalto concorso per l'individuazione dell'Agenzia pubblicitaria dell'Assessorato regionale del Turismo per il mercato italiano durante il trien­nio 1994/1996";

Ravvisata la necessità di invitare prioritariamente al suddetto appalto concorso le agenzie e le concessionarie operanti in Valle d'Aosta, per evitare che esse vengano ulteriormente penalizzate in un momento di profonda crisi economica;

Il Consiglio regionale

Impegna

1) la Giunta regionale a revocare la propria deliberazione n. 10995 del 30 dicembre 1993;

2) a rinviare a successivo provvedimento deliberativo l'appro­vazione di un appalto concorso per l'individuazione di un'agen­zia pubblicitaria dell'Assessorato regionale del Turismo per il mercato italiano durante il triennio 1994/1996, il quale tenga in debito conto le considerazioni di cui in premessa.

Presidente - Pongo in votazione la richiesta di iscrizione di una risoluzione presentata dal Consigliere Tibaldi ed altri.

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Ringrazio il Consiglio che ha iscritto all'ordine del giorno que­sto atto, che ritengo importante, per il quale voglio ricordare breve­mente quali sono le ragioni della sua presentazione in via imme­diata.

Lo spirito di questa risoluzione mi sembra abbastanza eviden­te: vuole venire incontro ad una realtà economica valdostana tutt'altro che florida, che qualche organo di stampa ha definito giustamente "La Caporetto dell'occupazione" in questo momen­to in Valle d'Aosta.

Penso che l'Amministrazione regionale sia il primo organo istituzionale che deve provvedere a tutelare e gli interessi eco­nomici valdostani e gli interessi della occupazione.

In questo ampio quadro si può inserire l'oggetto di questa riso­luzione, che altro non chiede che venga revocata la delibera n. 10995, approvata dalla Giunta il 30 dicembre scorso, e che concerne l'individuazione di un agente pubblicitario che prov­veda alla promozione turistica della nostra regione.

Quello che non funziona in questa delibera, a nostro avviso, è una scelta politica di fondo, completamente sbagliata e che vie­ne reiterata da diversi anni. Dove sono gli errori? Gli errori so­no nell'estrema selettività e rigorosità della delibera stessa che nei punti a), b) e d) in particolare, limita notevolmente l'accesso da parte di agenti e di concessionari pubblicitari locali. In altre parole, a parte un'agenzia nota, una agenzia che dimensional­mente è forse la maggiore a livello valdostano, ne sono state invitate altre 14, che sono in prevalenza milanesi e torinesi.

Come abbiamo avuto occasione di dibattere prima in sede di di­scussione della interpellanza che ho presentato, l'Assessore ci ha detto che a suo avviso lo spirito di questa scelta sta nel fatto di selezionare una ditta che sia competente, che sia capace, che sia in grado di gestire un determinato budget pubblicitario. Or­bene, in questo caso, stando ai criteri qui indicati, la ditta in­dividuata o individuabile potenzialmente potrebbe essere solo una a livello valdostano, a meno che la scelta questa volta rica­da su ditte esterne. Penso invece che bisogna utilizzare come criterio di priorità quella che è la salvaguardia dell'operosità dei valdostani, e quindi in questo caso tenere in considerazione una realtà socio-economica precisa, la quale vede la presenza di piccoli e medi agenti e concessionari pubblicitari, che con fatica - perché la realtà economica valdostana sappiamo tutti qual è, questo particolarismo ci riguarda non solo dal punto di vista linguistico ma anche economico - riescono, in tempi di crisi co­me questi, a consolidare un determinato risultato economico.

Penso che se l'Amministrazione regionale vuole dimostrare una certa inversione di tendenza rispetto al passato, cercando di agevolare prima le realtà locali, poi eventualmente rivolgersi all'esterno, il discorso dimensionale delle realtà economiche passi in subordine.

Mi spiego: non è necessario scegliere delle superagenzie, dove il valore dell'amministrato oltretutto in maniera singolare viene richiesto fra i 5 e i 30 miliardi (e per­ché non anche superiore ai 30 miliardi, se vogliamo scegliere il meglio?); ci si potrebbe orientare tranquillamente verso una delibera che preveda l'individuazione fra un pool di candidati che sono scelti prioritariamente in Valle d'Aosta, che hanno la loro sede in Valle d'Aosta e hanno un minimo di budget pub­blicitario (e possiamo anche inserirlo), ma che non sia così se­lettivo e rigoroso nei confronti di tutte le agenzie, tranne una.

In un momento di difficoltà come questo, ripeto, un occhio di ri­guardo alle nostre realtà ritengo che dovremmo tutti averlo. Se questa è la prassi che è stata utilizzata dal 1986 ad oggi, non è detto che oggi possa essere momento di invertire questa ten­denza, cioè di fare proprie, di concretizzare quei principi che sono stati enucleati dal Presidente della Giunta in sede di in­sediamento a quel difficile e responsabile incarico.

La risoluzione che è stata sottoscritta oltre che dal sottoscritto dai consiglieri colleghi e dai consiglieri di altre forze politiche, vuole invitare la Giunta a ragionare in maniera differente, a tenere presente queste realtà, questi presupposti di cui vi ho detto e ad avviare un reale processo di cambiamento, anche nei metodi di scelta delle ditte che concorrono nei diversi appalti. Questo potrebbe essere un primo passo.

Penso che se il Consiglio ha una sensibilità sufficiente, potreb­be dare un buon esempio di primo passo verso quell'ammini­strazione imparziale e buona che tutti ci auspichiamo.

Presidente - É aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Con­sigliere Bich.

Bich (APA) - Ormai sono abituato ad una certa simbologia esistente nel di­battito consiliare, per cui se uno alla maggioranza chiede os­servazioni o spiegazioni su un atto della Giunta, sembra che voglia dissentire sulla Giunta stessa e creare una specie di "patologia" della maggioranza; invece il mio intervento non ha assolutamente un significato del genere. Però dato che la ma­teria è molto delicata - perché quando si parla di appalti, di as­segnazione di servizi, di aggiudicazione dei lavori eccetera, c'è sempre chi rimbalza con polemiche che pescano un po' nel tor­bido, ed abbiamo visto sui giornali locali in queste ultime set­timane che questa polemica è stata amplificata - lascio all'As­sessore o al Presidente decidere se non ritiene opportuno che ci si possa sentire come maggioranza, per saper dare una risposta che abbia il crisma della chiarezza e dell'assoluta affidabilità delle procedure.

Non penso certamente che dietro questa delibera della Giunta ci sia una volontà di infrangere l'imparzialità dell'Ammini­strazione, ma proprio per questo forse è bene che il Consiglio dia una risposta forse unanime. Sono convinto che anche i col­leghi della Lega possano magari accedere a condizioni di una risposta precisa sulle loro argomentazioni; se la risposta è pre­cisa penso che possano anche fare una valutazione particolare, appropriata, di questa risoluzione.

Lascio a loro decidere; questo per ribadire che il mio intervento non ha nessun significato politico, tanto meno di turbativa dei lavori della Giunta.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, sport e beni cultu­rali, Voyat.

Voyat (UV) - Sono d'accordo che si vada ad una sospensione.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per dieci minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,34 alle ore 11,54.

Presidente - Riprendono i lavori del Consiglio. Ha chiesto la parola l'Asses­sore al turismo, sport e beni culturali, Voyat.

Voyat (UV) - Quando si parla di difendere l'imprenditoria regionale, eviden­temente si sfonda una porta aperta. Noi siamo più che d'accor­do che questo debba essere fatto. Lo abbiamo detto in passato e abbiamo cercato senz'altro di farlo, tant'è vero che oggi il Cen­tro sviluppo, settore edile, presenterà delle proposte di albi e di altre iniziative che dovrebbero salvaguardare la possibilità di affidare lavori a società in Valle d'Aosta.

Su quanto discutiamo oggi però la questione è diversa. Non abbiamo oggi la possibilità di elaborare documenti di questo genere e, nello stesso tempo, dobbiamo dire che l'interesse dell'Amministrazione regionale è di trovare una agenzia che dia delle sicurezze nei risultati.

Pertanto i criteri che sono stati scelti, come dicevo già stamani, non siamo gli unici ad averli adottati, li abbiamo "scopiazzati" nelle varie regioni, dalle varie agenzie, sulle varie proposte fatte - perché c'erano anche altri criteri a cui non abbiamo volu­to aderire - ed abbiamo ritenuto di prendere 4 criteri che salva­guardassero l'Amministrazione regionale e ci garantissero, in futuro, di poter selezionare delle agenzie che ci possano dare dei risultati. Se poi, nel limite di questi criteri, altre ditte in Valle d'Aosta riescono a partecipare, noi ne saremo più che felici.

Non riteniamo comunque di poter accettare la risoluzione pre­sentata dalle forze di opposizione, perché riteniamo che andare a modificare un senso in cui non siano rispettati i criteri che ci siamo dati, vada a scapito dell'efficacia della ditta che potrem­mo scegliere noi per la Regione Valle d'Aosta.

Non sto a ripetere la questione dei criteri fondamentali; ritengo comunque che sia da sottolineare il fatto che questa delibera è stata modificata rispetto alle precedenti, proprio per dare la possibilità di avere una società il più possibile efficiente a di­sposizione dell'Amministrazione regionale. Ci terrei a rimarca­re che anche la composizione della commissione è stata modifi­cata e che va proprio nel senso di quanto avevamo sempre det­to: che non devono essere né l'Amministrazione regionale, né il politico né il funzionario a fare delle scelte, ma devono essere le forze interessate, tant'è vero che nella delibera sono elencate tutte le forze che operano nel settore del turismo e che parteci­peranno alla selezione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Prendo atto della volontà della maggioranza di respingere quest'ordine del giorno; sinceramente sono rammaricato, ma penso che più rammaricati del sottoscritto siano i rappresen­tanti di una categoria professionale, di una categoria produtti­va che dovrebbe essere degna di maggiore considerazione: in particolare, gli agenti e i concessionari di pubblicità della Valle d'Aosta.

In questa sede ho portato il malcontento di questa categoria, in questa sede mi sono reso conto che c'è una sordità diffusa da parte della maggioranza e della Giunta regionale; una sordità che non si è tradotta in un atto amministrativo che potesse in­centivare la collaborazione di questi operatori economici, pro­muovere la loro professionalità, non solo su scala locale ma an­che a livello nazionale, prevedere magari formule consortili per raggiungere anche i tetti rigorosi e selettivi che sono indicate da questa delibera.

Prendo atto con rammarico di queste decisioni e sottolineo an­cora una volta che i criteri sono una scelta politica, siano essi presi dai funzionari ai quali viene lasciato un ampio margine di manovra, siano essi presi dagli assessori competenti, siano essi presi dalla Giunta nel suo complesso. In tale caso, i criteri che sono stati adottati sono profondamente lesivi di questa realtà economica valdostana, che non è stata assolutamente tenuta in considerazione; ed io continuo a ribadire "questa" mia demoti­vazione di fronte a "queste" vostre scelte.

Ovviamente la risoluzione non verrà ritirata, chiedo che venga messa ai voti e in particolare, a nome dei Consiglieri del mio gruppo, e a nome dei Consiglieri Collé, Marguerettaz e Viérin Marco, chiedo che si proceda con la votazione segreta.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.

Bich (APA) - Dal momento che ho chiesto la sospensione dei lavori per discu­tere in maggioranza di questi aspetti, in effetti cadiamo in una contraddittorietà, ed ho sollevato anche in riunione questo problema: non è che le porte chiuse devono evitare che ci sia confronto.

Fino adesso abbiamo sostenuto che "il piccolo è bello", che si può gestire l'impresa anche in un microcosmo; la verità è che questo criterio è in fase di revisione, almeno nel settore dei la­vori pubblici e delle imprese legate ad altri aspetti più produt­tivi, e si sta arrivando ad una revisione del modo di procedere, quindi con una maggiore tutela dell'impresa locale.

Forse qui sarebbe stato possibile sollecitare in modo più coeren­te la saldatura fra imprese di dimensioni medio-piccole, per poter configurare un rapporto di gestione consortile, e quindi poter dare vita ad un consorzio temporaneo di imprese, magari solo per queste grosse assegnazioni, che potesse essere comun­que accettato come partecipante al concorso di idee. Questo non è avvenuto; la Giunta, tuttavia, ha manifestato la buona volon­tà per andare in quella direzione, quindi ci asterremo dalla ri­soluzione.

Il mio intervento voleva manifestare un interesse alla tematica sollevata da Tibaldi, senz'altro un punto molto dolente, dal momento che ogni forza politica, quando arrivano le elezioni, è sempre pronta a sostenere la bandiera, però qualche volta la bandiera è difficile sostenerla coerentemente fino in fondo.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, sport e beni cultu­rali, Voyat.

Voyat (UV) - La maggioranza si astiene. Volevo puntualizzare una cosa al Consigliere Tibaldi: non è che questi criteri siano rigidissimi, anche perché quando si parla di 5 miliardi minimo, non è che i 5 miliardi siano le entrate della società, si parla di budget pubblicitario. Questo vuol dire che l'amministrato per conto di altri è di 5 miliardi, e ci è stato garantito che a livello di pub­blicità questo non è un tetto insormontabile o troppo limitativo.

Come già detto dal Consigliere Bich, la maggioranza si astiene.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Revoco la richiesta di votazione a scrutinio segreto.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione.

Presenti: 30

Votanti: 8

Favorevoli: 8

Astenuti: 22 (Agnesod, Aloisi, Bich, Bionaz, Borre, Chenuil, Dujany, Ferraris, Florio, Lanivi, Parisi, Perrin Carlo, Perrin Giuseppe Cesare, Perron, Riccarand, Rini, Squarzino Secondi­na, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino e Voyat)

Il Consiglio non approva