Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2886 del 4 dicembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2886/IX Piano regionale per la valorizzazione del materiale lapideo (Interpellanza).Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Stévenin e Vallet, iscritta al punto 20 dell'ordine del giorno.

Interpellanza Considerato che il settore lapideo e in particolare il marmo verde della Valle d'Aosta è ritenuto unico ed irripetibile nella sua bellezza cromatica;

valutato che i 9/10 della produzione vengono esportati all'estero e sono quindi fonte di valuta pregiata;

tenuto conto che la trasformazione di questo marmo pregiato viene eseguita quasi totalmente fuori valle e in particolare nelle province di Carrara e Verona;

i sottoscritti Consiglieri regionali

interpellano l'Assessore competente per sapere se non sia il caso di dare applicazione al piano regionale per la valorizzazione del materiale lapideo che tra l'altro prevede la verticalizzazione della produzione del marmo in Valle d'Aosta.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV)"La natura è stata particolarmente benigna in Valle d'Aosta, perché ha voluto trasfondere il verde scuro dei suoi boschi, il verde tenue dei suoi pascoli ed il bianco candido dei ghiacciai, nei meravigliosi marmi racchiusi nelle montagne..."

(...interruzione...)

... Non preoccupatevi, perché la citazione non è mia, ma l'ho tratta da un articolo pubblicato su una rivista specializzata nei problemi del marmo e dei lapidei.

I nostri marmi sono apprezzati dovunque, tant'è che li ritroviamo in tutte le parti del mondo, dove architetti prestigiosi li hanno inseriti nei loro progetti per realizzare opere d'arte, grattacieli o edifici importanti, proprio perché è altamente importante il loro aspetto decorativo.

Ci sono diversi tipi di marmo, con caratteristiche diverse secondo la località di provenienza o di estrazione. Abbiamo il "verde di Aosta", il "verde di Gressoney", il "verde di Issogne" e poi il "verde" di Saint Denis", Issogne, Montjovet, Châtillon, Nus... Abbiamo anche delle teste verdi e delle facce di marmo, ma questo è un altro discorso.

C'è da considerare che i nove decimi del marmo estratto nei giacimenti che in massima parte si trovano nella zona medio-Bassa della Valle, vengono esportati e quindi sono fonte di valuta pregiata.

Ora, tenuto conto che la maggior parte delle lavorazioni di trasformazione del marmo viene eseguita a Carrara o a Verona e tenuto conto che era stato predisposto un piano lapideo regionale, che non si sa bene che fine abbia fatto o in che modo sia stato attuato, noi poniamo al Consiglio regionale il quesito se non sia il caso di verificare se esistono le condizioni per far sì che una ricchezza importante per la Valle d'Aosta possa essere trasformata nell'ambito regionale, in modo da incrementare il valore aggiunto di questa produzione e permettere la verticalizzazione del prodotto marmo nella nostra Regione.

Si dà atto che, dalle ore 16,59, presiede il Presidente Dolchi.

PresidenteHa chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Il settore lapideo è tra quelli che vengono sostenuti in modo particolare dall'Amministrazione regionale ed il progetto marmo, a cui faceva riferimento il Consigliere Stévenin, ha trovato una sua prima importante applicazione nella legge regionale n. 51 del 17 giugno 1988. Questa legge consente di attribuire, alle imprese che fanno investimenti produttivi, contributi a fondo perduto dal 30 al 40 percento.

Negli anni 1989-90-91 sono stati favoriti investimenti nel settore per circa dieci miliardi, effettuati da ventidue imprese che operano nel campo dell'estrazione e della lavorazione del marmo.

L'Amministrazione sostiene l'attività del settore lapideo con la partecipazione, sostanzialmente a carico della Regione, a due fiere tradizionali, quella di Carrara e quella di Verona, a cui sono presenti tutti gli operatori più importanti a livello mondiale ed in cui è possibile prendere atto delle più avanzate innovazioni tecnologiche del settore. Quest'anno, sempre per aiutare la conoscenza dei nostri marmi, si è aggiunta anche l'esposizione della Foire de La Roche-sur-Foron. Attualmente è in corso di elaborazione un disegno di legge che prevede un'ulteriore espansione del progetto marmo offrendo migliori condizioni agli operatori. Il disegno sarà portato quanto prima all'attenzione del Consiglio.

In quest'ultimo periodo ci sono stati frequenti contatti con gli operatori e la Regione ha dichiarato la propria disponibilità ad esaminare loro progetti di investimento che facilitino le lavorazioni e le trasformazioni del prodotto marmo in Valle d'Aosta, limitando il ricorso a lavorazioni esterne. Se gli operatori riusciranno a formalizzare questi progetti, saremo sicuramente disponibili ad esaminarli con la dovuta attenzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Assessore Mafrica, mi dispiace di doverle dire che non sono per niente soddisfatto della sua risposta perché mi ha dato una serie di notizie che conoscono tutti.

Nessuno mette in discussione che dal 1988 la legge regionale n. 51 ha sostenuto questo settore. Tutti conoscono gli investimenti produttivi che sono stati fatti. Sappiamo tutti che per trasformare il marmo ci vuole la materia prima...

La nostra interpellanza tendeva però a sottolineare che, anche nel settore lapideo, come purtroppo in altri settori (chimico, tessile, siderurgico...), noi siamo sempre rimasti con le lavorazioni di base, mentre quelle più interessanti per il loro ritorno economico, le cosiddette verticalizzazioni o trasformazioni, sono sempre state fatte fuori Valle. In due parole lei, praticamente, mi ha detto: "Speriamo che gli operatori facciano dei progetti per trasformare o lavorare il marmo in Valle. Se ce li presenteranno, noi cercheremo di andare loro incontro".

Non credo che sia questa la risposta più idonea. Ci vuole un progetto che veda gli operatori del settore agire di concerto con l'Amministrazione regionale per fare in modo che le lavorazioni del marmo vengano fatte in Valle d'Aosta, per accrescere il valore aggiunto a tutto vantaggio della nostra Regione.

Mi dispiace dover dire che non sono soddisfatto. Grazie.