Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2874 del 4 dicembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2874/IX Verifica relativa ad appalti dell'Amministrazione regionale (Reiezione di risoluzione)

Presidente Do lettura della risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza (oggetto n. 2869/IX).

Risoluzione Preso atto dell'inchiesta della magistratura nei confronti dei titolari di alcune fra le principali imprese edili della Valle d'Aosta;

rilevato che, nell'ambito di tale inchiesta, sono state ipotizzate irregolarità e reati anche relativamente ad appalti dell'Ammini-strazione regionale;

appreso che le ipotesi di reato coinvolgono tutti i membri della Giunta regionale in carica nel 1988-1990 e riguardano anche due Assessori attualmente in carica;

ricordati i dubbi e le perplessità emersi in Consiglio anche su alcuni appalti ed affidamenti relativi all'Autostrada del Monte Bianco e al raccordo autostradale per il Gran San Bernardo;

evidenziata la necessità di una verifica interna all'Amministrazione regionale per chiarire gli avvenimenti;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

delibera

di istituire, ai sensi dell'Art. 21 del Regolamento interno, una Commissione speciale di verifica sugli appalti e affidamenti di opere da parte della Regione, della Rav e della Sav ad imprese dei gruppi Follioley, Freydoz e Bertino;

invita

gli Assessori in carica nei cui confronti sia stata definita un'ipotesi di reato a rimettere al Consiglio il loro mandato;

impegna

la Giunta regionale ad assumere tutti i provvedimenti necessari perché sia fatta chiarezza sulle vicende degli appalti e a costituirsi parte civile nei confronti di chiunque venisse rinviato a giudizio per vicende concernenti appalti regionali.

Presidente Il Consigliere Riccarand aveva precisato che si sarebbe anche potuto stabilire un tempo di discussione. C'è un orientamento in tal senso? Dedichiamo al massimo un'oretta a questo argomento?Diciamo, allora, che arriveremo al massimo sino a mezzogiorno.

Ha chiesto la parola il consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Sì, io introduco la discussione, ma avrei preferito sentire una comunicazione da parte del Presidente della Giunta o del Presidente del Consiglio, secondo le rispettive competenze nell'ambito del governo dell'esecutivo regionale o di questa Assemblea, visto che io sono solo un Consigliere che ha appreso delle notizie da fonti giornalistiche, evidentemente sulla base di voci che erano già circolate e di avvenimenti che erano già in corso, il quale, proprio sulla base di quelle notizie, ha ritenuto di formulare delle proposte. Credo però che qualcuno abbia un quadro della situazione molto più definito e chiaro e quindi dovrebbe spiegare che cosa sta succedendo, quali sono i problemi che stanno emergendo e come ci si intende muovere.

La nostra proposta si basa solo sulle notizie che abbiamo relativamente all'inchiesta della magistratura su alcuni dei principali gruppi d'imprese operanti in Valle d'Aosta: Follioley, Freydoz e Bertino. Nell'ambito di questa inchiesta, partita inizialmente dalle vicende di appalti dell'Anas, sono emerse irregolarità o comunque ipotesi di irregolarità e di reati concernenti anche appalti dell'Amministrazione regionale.

Sappiamo, in particolare, che è stato sentito dalla magistratura l'Ingegnere Capo dell'Amministrazione regionale. Dalle informazioni che circolano sembra che si tratti di un'indagine sulla discarica e sull'impianto di compattazione di Brissogne. Non so se l'inchiesta è aperta su altri argomenti. So però che la magistratura sta acquisendo della documentazione. Credo che la Giunta regionale questo lo debba sapere benissimo, perché quando la magistratura chiede della documentazione, motiva la richiesta ed indica con esattezza la documentazione che richiede.

In ogni caso, le notizie concernono il fatto che, nell'ambito di questa inchiesta, in generale sugli appalti e con alcuni riferimenti particolari ad appalti regionali, sono state individuate ipotesi di irregolarità e di reato che coinvolgono tutti i componenti della precedente Giunta regionale e riguardano quindi otto Consiglieri, due dei quali ricoprono tuttora la carica di Assessori regionali.

Questa situazione si intreccia con tutta una serie di dubbi e perplessità che erano già emersi in Consiglio su altri appalti di opere pubbliche, in cui c'è comunque direttamente o indirettamente una partecipazione della Regione, di importo molto più elevato, che riguardano in particolare l'autostrada del Monte Bianco e la tangenziale di Aosta, nonché il più recente raccordo autostradale per il Gran San Bernardo.

Queste opere, per un ammontare di diverse centinaia di miliardi, sono state affidate in alcuni casi a trattativa privata da parte della Rav o della Sav, società in cui c'è una partecipazione azionaria della Regione, e, guardacaso, molte di queste opere sono state affidate a trattativa privata proprio ad imprese attualmente sotto inchiesta, cioè ad imprese dei gruppi Follioley, Freydoz e Bertino.

Tali opere riguardano sia l'autostrada del Monte Bianco (due appalti fra i più grossi del tratto Sarre-Morgex), sia la cosiddetta tangenziale, dove sono state appaltate direttamente dall'Amministrazione regionale ed in cui fra l'altro ci sono state anche cessioni di appalto fra le imprese inquisite, che sono state oggetto di un esposto e di una segnalazione della CGIL-Edili.

L'ultimo capitolo è quello dell'affidamento di opere - non so ancora esattamente in che forma, ma mi pare di capire attraverso altre trattative private - del raccordo autostradale del Gran San Bernardo. Ho qui l'elenco degli affidamenti relativi alle "Opere per le Colombiadi del 1992 - Raccordo autostradale tra le strade statali 26 e 27", dove, quattro lotti, su sei, sono stati affidati alle imprese Follioley, Freydoz e Bertino.

Ora, se è vero, come emerge dalle notizie che filtrano a livello giornalistico, che queste società non solo operavano per aggiudicarsi gli appalti realizzando turbative d'asta, ma addirittura arrivavano a ideare in proprio progetti che poi formalmente venivano gestiti da altre amministrazioni pubbliche, ci troviamo di fronte ad una situazione molto preoccupante, che non credo possa essere limitata e circoscritta a pochi e marginali episodi, perché dovrebbe avere delle connessioni di carattere più generale.

Credo, quindi, che qui si imponga una profonda verifica dei rapporti che ci sono stati fra l'Amministrazione regionale e queste imprese in un arco di tempo sufficientemente ampio.

Su questo noi avevamo già presentato un'interpellanza, che è in discussione oggi, per cominciare ad avere una serie di dati sugli appalti e sulle opere aggiudicate a queste tre imprese dall'Amministrazione regionale, dalla Rav e dalla Sav, quantomeno nell'arco degli ultimi cinque anni.

Si dice che fosse in atto una procedura per cui questo gruppo di imprese manovrava sostanzialmente tutti gli appalti importanti, muovendosi in modo coordinato con pacchetti di offerte. Questo va verificato. Io credo che il Consiglio regionale debba avere una certa capacità di reazione interna, di autocontrollo e di verifica su tutto questo. Al di là dei compiti della magistratura, che sono di altro tipo, noi dobbiamo avere una capacità di verifica e di correzione al nostro interno.

Per questo, la prima proposta che facciamo con la risoluzione è quella di incaricare una Commissione speciale, come è previsto dall'articolo 21 del Regolamento interno, che conduca una verifica sugli appalti o sugli affidamenti a queste imprese, sulle modalità, sull'entità, sull'ammontare delle perizie suppletive, sui raffronti tra le previsioni iniziali ed i consuntivi finali..., in modo da avere al nostro interno un quadro della situazione, al di là di quello che potrà essere il risultato dell'intervento della magistratura.

Il secondo problema che poniamo è che nell'attuale Giunta regionale sono presenti due Assessori che facevano parte della precedente Giunta e che quindi sono stati coinvolti nella vicenda degli avvisi di garanzia e quindi delle ipotesi di reato.

Evidentemente, è ben diversa la collocazione di un Consigliere rispetto a quella di un Assessore. Ragioni di cautela e di correttezza vorrebbero che chi si trova in questa situazione rimetta al Consiglio il mandato di far parte dell'esecutivo, in modo da permettere allo stesso esecutivo di operare più liberamente rispetto a questa situazione, assumendosi fino in fondo le sue responsabilità di verifica. Credo che questo sia legittimo, necessario e debba essere richiesto a chi fa parte dell'esecutivo regionale.

L'ultima nostra proposta è la richiesta di un impegno concreto alla Giunta regionale perché operi in modo deciso per fare chiarezza su questa vicenda ed assuma fin d'ora l'impegno di costituirsi parte civile, se l'iniziativa della magistratura arriverà ad una fase successiva.

Adesso l'inchiesta è ancora in una fase iniziale, ma se si dovesse arrivare a dei rinvii a giudizio per vicende concernenti appalti regionali, noi chiediamo che sia chiaro fin d'ora l'impegno preciso e formale della Giunta di costituirsi a tutela degli interessi dell'amministrazione pubblica.

Il Consiglio non dovrebbe sottovalutare questi avvenimenti. Sull'intreccio tra edilizia, sviluppo del comparto edile nella nostra Regione e ruolo della pubblica amministrazione, si è giocato molto del tipo di sviluppo che c'è stato nella società valdostana negli anni '80 e che è stato qualificato come distorto dalla recente ricerca del Censis, la quale ha messo in luce che abbiamo creato un comparto industriale composto al 50 per cento da un enorme settore edilizio che vive fondamentalmente di commesse della pubblica amministrazione. Abbiamo quindi alimentato la crescita abnorme di un comparto al cui interno c'erano anche dei comportamenti molto pericolosi.

Non so quali saranno le imputazioni definitive che verranno individuate dai giudici, ma mi sembra che non si sia molto lontani una sorta di associazione a delinquere fra una serie di imprese, perché qui ci troviamo di fronte a comportamenti premeditati e collegati evidentemente per commettere dei reati. In un settore importantissimo dell'economia regionale abbiamo quindi una presenza di questo tipo..

Credo che tutto questo debba essere oggetto di un'attenta riflessione da parte di questo Consiglio, per fare delle scelte di sviluppo ma di tipo diverso, ma anche scelte di comportamenti che evitino il ripetersi di situazioni del genere.

Credo che per il nostro Gruppo fosse necessario invitare ad una riflessione su quello che sta succedendo e fare delle proposte. Spero che ci sia disponibilità degli altri Gruppi consiliari a confrontarsi sino in fondo su questa situazione e ci siano anche delle indicazioni per uscire in positivo da questa situazione.

Non credo che si debba sparare nel mucchio, senza individuare i diversi livelli di responsabilità, perché ce ne sono sicuramente diversi, però bisogna che tutti noi facciamo chiarezza e diamo un segnale all'opinione pubblica, che è preoccupata e si chiede che cosa è diventata la Valle d'Aosta. Siamo diventati peggio dei terreni della mafia, perché questa è la realtà.

Per questo credo che dal Consiglio debba venire una risposta forte ed in questo senso va la risoluzione che noi abbiamo presentato.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Chiedo scusa, ma pensavo che la risoluzione fosse stata rimandata ad un momento successivo, invece è stata ripescata.

Io penso che su questo argomento il Consiglio regionale non debba infilare la testa nel sacco o fingere che il problema non esista, però, visto che siamo in una fase estremamente preliminare, in cui si parla di comunicazioni di garanzia, istituto che fino a prova contraria è stato previsto per garantire il cittadino in modo che, in caso di inchiesta a suo carico, possa tutelarsi, io credo che non sia opportuno che il Consiglio regionale faccia delle ipotesi, quando le stesse, sempreché sussistano, saranno semmai avanzate dalla magistratura nell'ambito della sua sfera di competenza e della sua totale sovranità.

Stando alle notizie giornalistiche, noi non sappiamo quello che sta effettivamente accadendo, non sappiamo in quali direzioni vadano le indagini e quindi è prematuro che il Consiglio assuma delle posizioni di cautela o delle posizioni precise in ordine a possibili conseguenze derivanti dalla prosecuzione delle indagini.

Che questa situazione fosse in qualche modo nell'aria, credo che, grazie al solito tam-tam, lo sapesse tutta la Valle d'Aosta, per cui, quando poi si sono letti i giornali, si sono avute le conferme delle voci che erano ampiamente circolate. Tuttavia, proprio perché si tratta di voci, credo che non possiamo accordare loro la dignità di una approfondita discussione consiliare basata sui "si dice", altrimenti cadiamo nell'increscioso ed equivoco sport praticato da chi taglia gli abiti addosso alla gente - tale sport sembra il preferito in questo momento tanto in questo Consiglio quanto altrove - senza però disporre di elementi precisi.

Noi siamo stati d'accordo ad iscrivere questa risoluzione all'ordine del giorno, però non la condividiamo nelle parti deliberative. Non riteniamo che allo stato degli atti sia il caso di istituire una commissione speciale di verifica sugli appalti che riguardano la Regione, la Rav e la Sav, che poi operano con una loro autonomia, perché sono società partecipate. Poiché è in corso un'inchiesta della magistratura, noi ci affidiamo alle sue conclusioni.

Certo, se ne può e se ne deve anche parlare, ma con il riserbo e con la discrezione che si impongono in questi casi, altrimenti finiremmo per proiettare in questa discussione le nostre opinioni, che per il momento non sono suffragate da fatti precisi e concreti, le nostre aspirazioni o le nostre speranze. Qualcuno qualcuno potrebbe infatti venire qui a tenere dei discorsi sperando che succeda chissà cosa. Credo che questo sarebbe il modo peggiore per affrontare questi argomenti.

Per quanto riguarda me ed il mio partito, sono dell'avviso che la risoluzione non possa essere accolta.

Certo, noi attendiamo gli sviluppi, se ci saranno, ma noi ci auguriamo che siano quanto meno negativi possibili per questo Consiglio, per le Giunte precedenti e per la classe politica regionale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) In questo periodo c'erano già certi sentori di questa portata. Stamattina, scorrendo il giornale, abbiamo letto che ci sono degli avvisi di garanzia...

Presidente Ci saranno...

Bajocco (PCI-PDS) Leggiamo che ci saranno otto avvisi di garanzia per la Giunta precedente, due membri della quale sono ancora in carica.

Non avrei mai immaginato che anche in Valle d'Aosta potesse capitare quello che avviene in altre parti d'Italia. Sono cose che ci lasciano veramente sbalorditi.

Questa era una Regione sana, mentre oggi, quasi ogni mattina, scopriamo che vi sono arresti o che possono essere inviati avvisi di garanzia. Sono tutte cose che devono preoccupare, proprio perché dobbiamo impedire che si continui a camminare a lungo in un percorso del genere.

Io sono dell'avviso che questa indagine sia di competenza della magistratura. Guai, se noi intralciamo il suo lavoro! La magistra-tura deve andare sino in fondo, senza guardare in faccia a nessuno.

Leggo sui giornali che il problema più grave è quello del compatta-tore. Si tratta di un'opera che in passato ha fatto molto discutere anche in questo Consiglio, quando noi, che allora eravamo all'opposizione, avevamo contestato la cifra veramente onerosa, pari a circa sei miliardi, cui si era giunti per la sua realizzazione.

Dobbiamo lavorare in un modo diverso. Secondo me, ci dovrebbe essere una riunione della maggioranza per esaminare la questione della risoluzione del Consigliere Riccarand, nella quale ci sono degli aspetti che potrebbero essere accolti, ma altri non li condivido affatto. E' vero che il Regolamento interno consente al Consiglio regionale di istituire una commissione d'inchiesta, ma è preferibile che certe cose siano fatte dalla magistratura, che forse le può fare meglio.

Per questo, sarebbe bene convocare una riunione della maggioranza prima della votazione di questa risoluzione.

Grazie.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.

Trione (DC) Sarò molto breve, anche perché abbiamo convenuto di dedicare poco tempo alla discussione della risoluzione, alla quale, forse, ne abbiamo dedicato già troppo.

Qui si stanno facendo dei processi sommari, con interventi di venti minuti che credo siano tipici delle commissioni speciali, tant'è che qualche attimo fa mi sembra di aver sentito emettere delle sentenze. E' stato detto che qui siamo ormai al livello della bassa Sicilia o dell'alta Calabria.

Consigliere Riccarand, credo che a questo punto sia perfettamente inutile una proposta di risoluzione di questo genere. Non so che cosa dovrebbe fare la Commissione speciale, visto che si è già appurato, come è stato detto qui, che ci sono state delle irregolarità e che è già stato accertato quanto è avvenuto.

Io credo che il nostro Consiglio abbia imparato poco dagli eventi precedenti: esprimere immediatamente dei giudizi siffatti non torna certamente a vantaggio della nostra Regione.

Come già stato detto da alcuni Consiglieri, la magistratura sta svolgendo delle indagini. Lasciamo allora che ciascuno faccia il proprio mestiere.

Quando avremo qualche elemento in più e, soprattutto, quando disporremo di elementi negativi contro coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, solo allora potremo dire qualcosa di più. Mi pare che in questo momento sia quantomeno prematuro emettere delle sentenze, come quelle che ho già sentito questa mattina.

Noi voteremo contro la risoluzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Nous nous abstiendrons sur cette résolution, parce que dans ce pays nous vivons une époque dans laquelle chaque fois qu'une enquête est ouverte et que certains actes, qui devraient être à défense des citoyens, sont faits, on a déjà décidé et la presse se déchaîne. En réalité, bien des personnes intéressées n'ont encore rien reçu. Donc, nous sommes dans le domaine des hypothèses, dans le domaine de ce qu'il pourra arriver.

Deuxième chose. Il faut laisser dans une enquête que les personnes qui sont concernées aient le temps de se défendre et de présenter les justifications qui dans le domaine administratif peuvent toujours arriver, même parfois pour des questions d'interprétation de loi ou de délibération.

Cela dit, nous attendons sereinement le développement de cette affaire. Nous remarquons également qu'après bien de bruits, quand les acquittements s'ensuivent, on n'en parle plus. Evidemment seulement les inculpations sont intéressantes et font nouvelle.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Monami Cristina; ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) Io mi domando sovente che cosa vuol dire democrazia. Credo che sia difficile rispondere a questa domanda.

In questo momento, sento di dire questo: democrazia non è poter parlare di tutto, sempre e comunque. Io non mi identifico con questo concetto di democrazia.

Penso ancor meno che il Consiglio regionale possa farsi amplificatore, ma di che cosa? Di voci, di sospetti, di verità che non può avere?

Molte volte sono d'accordo con il collega Riccarand, ma francamente oggi dissento dal modo in cui egli ha posto la questione in oggetto.

Volevo dire solo questo.

Presidente Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Dopo aver letto la risoluzione del Consigliere Riccarand, credevo di dover discutere questioni inerenti agli appalti del compattatore; invece, qui si fa di tutta l'erba un fascio: si parla della Rav, della Sav, dei lavori dell'Amministrazione regionale..., il tutto sulla base di presunte informazioni o indicazioni di stampa. Ovviamente i giornalisti fanno il loro mestiere. Credo perciò di dover far mie le parole del Consigliere Monami Cristina, con le quali sono assolutamente consenziente.

Nella risoluzione si parla di "ipotesi di reato". Io penso che questa valutazione sia errata, perché ci troviamo di fronte ad un avviso di garanzia, che ha una valenza giuridica ben diversa da quella dell'ipotesi di reato. L'avviso di garanzia è stato inserito nel nostro ordinamento giuridico quando la comunicazione giudiziaria aveva assunto un profilo di quasi accusa nei confronti dell'indagato. L'avviso di garanzia tendeva proprio ad offrire una maggiore garanzia nei confronti dell'indagato e dovrebbe configurare, almeno in teoria, anche se purtroppo nella pratica molte volte così non è, una fattispecie conosciuta solo dall'inquirente e dall'indagato. Oggi, l'avviso di garanzia è diventato quello che negli anni scorsi era la comunicazione giudiziaria.

Non sono assolutamente d'accordo nel condannare qualcuno sulla base di presupposti così ipotetici, dal momento che probabilmente neppure la magistratura ha potuto ancora interrogare i destinatari dell'avviso di garanzia.

Giustamente, il Consigliere Andrione diceva: "Aspettiamo, almeno, di sentire quali sono le giustificazioni", proprio perché l'avviso di garanzia non è un'ipotesi di reato, ma è una informazione attraverso la quale l'amministrazione della giustizia avverte che ci potrebbe essere - uso il condizionale con forza - un eventuale reato; comunque non si tratta dell'individuazione di un reato.

Che cosa sa il Presidente della Giunta?In ordine alla questione del compattatore, il Presidente della Giunta sa soltanto che nei giorni scorsi sono stati sequestrati due pareri legali del prof. Siniscalco, una lettera indirizzata dall'Ingegnere Capo della Regione all'allora Presidente della Giunta e le seguenti delibere, che avrei letto , al di là della risoluzione del Consigliere Riccarand, in risposta alla sua interpellanza:

- Delibera n. 8507 del 2 ottobre 1987: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Appalto dei lavori mediante licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa".

- Delibera n. 2254 del 12 marzo 1988: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Appalto dei lavori di prima fase mediante licitazione privata. Approvazione progetto aggiornato".

- Delibera n. 3342 del 15 aprile 1988: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Modifica precedente deliberazione n. 2254 in data 12 marzo 1988".

- Delibera n. 11445 del 9 dicembre 1988: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Aggiudicazione definitiva mediante licitazione privata al raggruppamento Follioley Giuliano-IBS srl, capogruppo Follioley Giuliano, con sede in Pont-Saint-Martin".

- Delibera n. 9430 del 13 ottobre 1989: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Lavori di prima fase. Approvazione progetto di variante".

- Delibera n. 10204 del 10 novembre 1989: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Richiesta dell'impresa Follioley S.p.A., con sede in Issogne, di anticipo del 10 per cento del prezzo contrattuale, ai sensi del DM 25 novembre 1972 e successive modificazioni e proroghe".

- Delibera n. 9749 del 27 ottobre 1989: "Lavori di bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Lavori di prima fase. Approvazione di perizia suppletiva. Approvazione dell'imputazione di spesa. Approvazione di nuovi prezzi. Proroga della data di ultimazione dei lavori".

- Delibera n. 1739 del 23 febbraio 1990: "Bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Approvazione di perizia di variante e di nuovi prezzi".

- Delibera n. 3690 del 12 aprile 1991: "Approvazione di perizia di variante relativa alla bonifica dell'area di discarica di rifiuti solidi urbani, sita nei comuni di Quart e di Brissogne. Lavori di prima fase. Approvazione di nuovi prezzi e proroga della data di ultimazione dei lavori".

In aggiunta a quanto è stato scritto dai giornali sull'audizione dell'Ingegnere Capo da parte dell'autorità giudiziaria, posso dire che non è stato sentito nessun altro funzionario su questo specifico problema.

Per quanto riguarda invece i problemi che sono stati oggetto di una risoluzione, sui lavori della Rav, è mio intendimento - e lo faccio adesso - chiedere al Presidente del Consiglio, in ossequio a quanto è stato deciso dal Consiglio, di poter relazionare alla Conferenza dei Capigruppo, così com'era stato definito in quella risoluzione, o nella giornata di domani od in quella di venerdì, prima della seduta consiliare, sempre alle ore 15. Questo perché, a seguito di quanto è stato detto, ho provveduto a chiedere informazioni all'autorità giudiziaria, alle imprese interessate, alle concessionarie, alle banche, ai sindacati ed all'Associazione degli industriali, per avere un quadro quanto più completo possibile della situazione.

Per quanto riguarda la risoluzione in oggetto, ripeto qui quello che ho avuto modo di dire, sia pure molto laconicamente, ad un giornalista che mi intervistava: "Lasciamo lavorare la magistratura". Solo dopo sarà interesse del Consiglio regionale fare tutte le cose che riterrà più opportune. In questo momento è assolutamente assurdo che ci mettiamo a fare il mestiere di altri.

Il nostro intendimento è di questo tipo: per quanto mi riguarda, io non intendo accettare una risoluzione di questo genere, che, a mio giudizio, tende a condannare persone e società che in questo momento non hanno la fisionomia di condannati. Tale ipotesi è stata invece avanzata dal Consigliere Riccarand, che se ne assume tutta la responsabilità. E' proprio con questi sistemi che, a mio giudizio, si offre un'immagine distorta della nostra Regione.

Se ci sono delle cose che non vanno bene, è giusto che vengano evidenziate; ma mi sembra che condannare o eccitare la fantasia della gente e del Consiglio su episodi che in questo momento sono oggetto di indagine preventiva da parte dell'autorità giudiziaria, sia fare della cattiva amministrazione o comunque qualcosa che non va nell'interesse della nostra Regione, che, dopo i tempi neri degli anni trascorsi, ora ha bisogno di tranquillità e serenità, per offrire di sé un'immagine nuovamente "pulita" ed evitare che tutte le volte che il sottoscritto va a Roma, si senta chiedere per prima cosa: "Ma come? Non sei ancora in galera?".

Questo è capitato a me, probabilmente sarà capitato anche ad altri, ma penso che non possa far piacere a nessuno dei trentacinque Consiglieri qui presenti.

Non voglio aggiungere altro a quanto già detto dal Consigliere Bajocco, che ha chiesto una riunione della maggioranza, ma personalmente non sono a favore dell'accettazione di una risoluzione di questo genere, che è tendenzialmente di condanna, prima ancora che la stessa sia stata effettivamente comminata, ma dopo l'accertamento dei fatti.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) Ho riletto con attenzione la risoluzione del Consigliere Riccarand, nella quale vi sono due commi nelle premesse ed una nel deliberato che, personalmente, mi sentirei di condividere. Credo, però, che forse la stessa sia stata presentata in modo un po' affrettato e le cose affrettate non danno i risultati sperati. Per questo motivo ritiro la richiesta di una riunione dei Capigruppo della maggioranza e voterò contro oppure mi asterrò dal votare la risoluzione.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Nel sentire gli interventi di alcuni consiglieri, in Valle d'Aosta si dovrebbe introdurre la censura sulla stampa e sulle iniziative dei consiglieri, così l'immagine della Valle d'Aosta sarebbe fulgida e splendente, come se determinate situazioni venissero create dall'informazione e non dalla dura realtà dei fatti. Se il Presidente della Giunta, quando va a Roma, si sente fare certe battute, ciò significa che negli ultimi quindici anni in Valle d'Aosta è successo qualcosa che ha caratterizzato in modo pesantemente negativo l'Amministrazione regionale. Questi sono dati di fatto, che chiunque ha sotto i suoi occhi.

Il problema che oggi ci troviamo a discutere non è soltanto la questione dell'avviso di garanzia, ma il problema che non abbiamo mai discusso in Consiglio regionale è che da un mese i più grossi impresari edili della Valle d'Aosta, che hanno un'importanza economica e sociale non indifferente in una Regione piccola come la nostra, sono in carcere con pesanti imputazioni.

Dopo questa realtà, credo che diventi difficile dire: "Non è successo niente e ci troviamo solo di fronte a delle ipotesi generiche". A me sembra, invece, che ci troviamo di fronte a qualcosa di sostanzioso e di grosso.

Nel mio intervento e nella mia risoluzione non ho fatto alcuna dichiarazione di condanna nei confronti di chicchessia, però ritengo che sia compito del Consiglio regionale preoccuparsi di questa situazione e cercare di capire e di andare a fondo, pubblicamente, attraverso i suoi organi istituzionali.

Non capisco per quale motivo si respinga la proposta di una commissione di verifica di quello che è successo. Io non ho neanche fatto cenno ad una commissione d'inchiesta, perché ho parlato di "commissione speciale di verifica", come abbiamo fatto in altre occasioni, per vedere come sono stati gestiti tutti questi appalti, perché è andata così, che cosa non ha funzionato, perché non abbiamo saputo introdurre delle protezioni rispetto all'operato dell'amministrazione, come dobbiamo comportarci diversamente...

Si dice: "Lasciamo fare alla magistratura". Sono d'accordissimo, perché la magistratura fa evidentemente il suo lavoro, ma il nostro compito è un altro, non è quello di fare ciò che compete alla magistratura. Il nostro compito è di verificare quali meccanismi in sede amministrativa e politica hanno permesso che si arrivasse a questa situazione e correggerli; ciò, però, indipendentemente dalle conclusioni dell'inchiesta, che comunque pongono dei problemi rilevanti.

Io non ritengo che la risposta che stiamo dando come Consiglio regionale sia all'altezza della situazione. Noi ci nascondiamo dietro un dito e diciamo: "Lasciamo che la magistratura vada avanti. Quando fra sei mesi o un anno avrà finito le sue indagini ed avrà formalizzato le sue decisioni, a quel punto prenderemo in esame la situazione...".

Ma come? Noi che siamo all'origine di questa situazione, perché siamo noi ad aver gestito tutte queste operazioni, perché i flussi finanziari che stanno alla base di quasi tutte queste scelte, vengono fondamentalmente dalle decisioni che prendiamo in questa sede, non siamo capaci di andare a fare una verifica al nostro interno?

Io credo che aver paura di fare questo non sia un dato positivo. Non significa affatto tendere a migliorare l'immagine della Valle d'Aosta. Noi ci stiamo richiudendo a riccio per evitare di assumerci le nostre responsabilità ed introdurre dei correttivi nel nostro modo di operare.

Io dico: "Per fortuna c'è l'informazione! Per fortuna c'è la stampa!", altrimenti questa sarebbe una specie di tomba, perché qui non si potrebbe più parlare, non si dovrebbe più dire niente e bisognerebbe sempre stare zitti e coperti. Questa è la realtà che viene invocata.

Questa risoluzione non è affatto accusatoria nei confronti di nessuno, non emette condanne nei confronti di nessuno, ma chiede che ci siano un approfondimento, una chiarezza ed una correttezza all'interno dei rapporti del Consiglio. Per questo io la mantengo e la propongo ai voti del Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Sono costretto, mio malgrado, a dare alcune risposte al Consigliere Riccarand.

Io non ho mai detto che la stampa non debba fare il suo dovere o non debba informare - qui si travisano le parole, oppure le si interpretano secondo il proprio giudizio - io non ho mai detto una cosa del genere, né ho mai detto che l'Amministrazione debba chiudersi a riccio. Ho detto che, quando in una risoluzione "si invitano gli Assessori in carica nei cui confronti sia stata definita un'ipotesi di reato a rimettere al Consiglio il loro mandato", si fa un atto di accusa, perché le eventuali dimissioni degli Assessori in carica sono quasi un atto di conferma delle responsabilità o di qualcosa di peggio. Perciò non accetto questo invito, specie in questo momento.

Per fortuna che nella tua risoluzione non hai chiesto che gli Assessori dessero le dimissioni anche da Consiglieri regionali, perché, ragionando come fai tu, è giusto che si dimettano tutti: "Hanno ricevuto gli avvisi di garanzia? Fuori. Aria nuova e pulizia nuova".

D'altra parte, tu mi insegni che l'avviso di garanzia non segna l'inizio di un procedimento penale e non indica l'esistenza di un procedimento penale. L'autorità giudiziaria indaga, valuta e, se riterrà che ci siano motivi di reato, manderà avanti l'imputazione, farà il processo e ciascuno si potrà difendere; ma se riterrà che non ci siano dati sufficienti, chiuderà l'indagine.

Se da questo si vuol far discendere che l'Amministrazione regionale debba assolutamente istituire delle commissioni, più o meno d'inchiesta o come le vuoi chiamare tu, senza conoscere le motivazioni per le quali è intervenuta la magistratura, a mio parere si fa dello scandalismo. Mi spiace, Consigliere Riccarand, dirti queste cose, ma secondo me si tratta proprio di scandalismo.

Con questo non nego che si debbano dire le cose, anzi sarebbe grave se la stampa non facesse il suo dovere, perché la sua funzione è quella di informare l'opinione pubblica. Semmai si potrebbe discutere se debba formare o meno, ma l'informazione è cosa ben diversa dalla formazione. Sarebbe grave se la stampa non facesse questo in un regime democratico come quello in cui noi siamo.

Però non è neanche giusto - e condivido quanto detto dal Consigliere Cristina Monami - che qui si faccia dello scandalismo solo sulla base di informazioni giornalistiche. Se tu fossi venuto qui e mi avessi detto: "Il Procuratore della Repubblica ha mandato sotto processo Tizio, Caio e Sempronio...", probabilmente ora la situazione sarebbe diversa. Qui, però, non c'è nulla di tutto questo, qui si fa dello scandalismo fine a se stesso. Per questo io dico che, per tutelare l'immagine della Valle d'Aosta, bisogna fare attenzione anche a questi sistemi, che io non condivido.

Il Consiglio regionale potrà astenersi, potrà votare a favore..., ma personalmente - nel dire questo non impegno nessuno, né della maggioranza, né della minoranza - io voterò contro questa risoluzione, perché è assurda, provocatoria e faziosa nei confronti della Valle d'Aosta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (AI) Io mi asterrò dal votare la risoluzione del Consigliere Riccarand, per le motivazioni che seguono.

Alcuni punti della risoluzione mi interessano, perché riguardano la mia persona, ma trovo sconvenienti certe dichiarazioni. Vi si dice: "Appreso che le ipotesi di reato coinvolgono tutti i membri della Giunta regionale...". Personalmente, allo stato attuale, non mi è pervenuto alcun avviso di garanzia. Non so se ne riceverò, ma allo stato attuale non ne ho ricevuti. E' vero che esiste la libertà di stampa, ma non fa piacere trovare il proprio nome sui giornali e scoprire che ad esso sono attribuite idee o cose che almeno fino a questo momento, cioè fino alle ore 11,46 del 4 dicembre, non sono vere.

Il primo punto, allora, è il seguente: è sufficiente una notizia apparsa su un giornale per far aprire un discorso su persone, tenuto conto che deve essere tutelata e rispettata anche la dignità delle persone?

Secondo punto: chi ha scritto sapeva. Allora, a mio parere, ci sono delle questioni gravi.

Allo stato attuale io non ho ricevuto niente, ma allora chi ha scritto, sapeva. Come mai ha saputo prima? Forse è stata forse spedita una lettera che poi è stata intercettata da qualcuno? Perché? Se non è partito niente, perché compare un certo nome? I diritti della persona - non parlo solo per me, ma per tutti - vanno difesi, sia pure minimamente.

A me stanno bene certe considerazioni e le capisco: c'è un'amministrazione pubblica, essa agisce in un certo modo, occorre rendere più corretti i meccanismi... Capisco e mi sta bene tutto quello che si vuole, però occorre una sia pur minima valutazione - non parlo di rispetto - sulle notizie che possono punire, degradare, deteriorare, colpire... ingiustamente le persone. Questa sia pur minima valutazione potrebbe essere ottenuta chiedendo direttamente alle persone interessate se siano stati loro recapitati eventuali avvisi di garanzia. Non si possono dare per scontate queste cose, per poi magari enfatizzarle, senza neanche sapere se siano avvenute.

Sono certamente sacrosanti i diritti di libertà di chi informa, ma è altrettanto sacro per chi informa il dovere di stabilire le basi, di acquisire la certezza ed un minimo di documentazione su quello che scrive, altrimenti non siamo di fronte ad un'informazione, ma a qualcosa d'altro. Chiaro?

Ora io sospetto fortemente che una certa informazione risponda ad altri interessi, perché, quando un giornalista, cioè un operatore dell'informazione, scrive che ad una certa persona è capitato qualcosa, prima di pubblicare nome e cognome dovrebbe, come minimo, accertarsi direttamente dall'interessato. Se non fa così, quel giornalista è un bastardo!

Questo lo voglio dire, perché mi devo difendere. Non ho nessuna paura e sono pronto ad affrontare tutti i possibili giudizi, ma non sono disposto a subire ricatti. L'informazione, secondo me, fa anche ricatti. Nel mio piccolo io non difendo nessun interesse, non rappresento nessun interesse, ma difendo solo il mio nome. Se permettete, credo di aver diritto a questo.

Una volta sgomberato il campo dall'errata premessa che ciò che è scritto su un giornale, autorevole o meno, sia sinonimo di verità, noi, qui in Consiglio regionale, dobbiamo cercare di raccogliere le informazioni ed i dati reali, perché non si spara indiscriminatamente sul mucchio, a meno che non ci siano altre operazioni che io non conosco.

Mi inchino a quel che farà la magistratura: mi chiamerà, non mi chiamerà, mi farà delle domande...? Parlo proprio a titolo personale, nel senso che io non voglio coprire, accusare o difendere nessuno. Mi inchino a quello che essa vorrà fare.

Io sono per la democrazia, che ha delle regole precise, ci sono dei poteri che autonomamente decidono e prendono posizione. Il potere giudiziario, cioè la magistratura, ha una funzione importante per la garanzia della convivenza civile di questo Paese. A queste regole io mi adatterò. Sono perfettamente disponibile. Per quanto mi concerne, cercherò di dare tutto ciò che potrà contribuire al miglioramento della vita amministrativa e morale di questo Paese.

Però, bisogna state attenti a non procedere troppo pesantemente. Io credo che non si possano schiacciare le persone con il carro armato, perciò bisogna fare un minimo di attenzione.

Detto questo, io mi astengo, anche se condivido appieno alcune parti della risoluzione. Sono perfettamente d'accordo sull'esigenza di migliorare, di rendere più trasparente e corretta la vita amministrativa di questa Regione. Ci sono tuttavia quei "però", che ho detto all'inizio del mio intervento, che mi impongono di astenermi dal votare la risoluzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Rispondo brevemente all'intervento del Consigliere Lanivi, che io ho apprezzato molto, perché il dibattito che ho voluto suscitare in Consiglio tendeva proprio a far emergere informazioni corrette.

Noi non possiamo far finta di niente, fingere che non ci siano determinate notizie, che invece ci sono e sono presentate in forma ufficiale. Se delle informazioni sono sbagliate, è bene che il Consiglio lo dica, è bene che vengano fuori in questa sede.

Mi sembra giustissimo l'intervento del Consigliere Lanivi, che ha spiegato la sua posizione e la sua collocazione. Sarebbe positivo se anche altri assumessero analoga posizione.

Egli ha ritenuto di dover precisare una posizione e credo che sia una cosa più che legittima, però noi non dobbiamo rivolgere delle accuse agli organi di informazione, se poi a nostra volta non siamo disponibili a fornire informazioni, a dire come stanno realmente le cose e, soprattutto, se invece di discutere di queste cose in Consiglio, ne discutiamo in sedi riservate oppure ne facciamo oggetto di chiacchiere di corridoio... Parliamone, invece, apertamente, diciamo come stanno le cose, cerchiamo di dare, partendo proprio da questi banchi, una reale informazione.

Questo è il compito che io intendevo svolgere, questo è anche lo scopo che ha determinato la presentazione di questa risoluzione.

Presidente Il Consigliere Maquignaz ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Dalle dichiarazioni del Consigliere Lanivi ho preso atto che l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand è, a dir poco, inesatto, in quanto per ora - ed io mi auguro che sia così - egli non ha ricevuto alcun avviso di garanzia.

Mi corre però l'obbligo di fare una breve considerazione su queste notizie inesatte diffuse dagli organi di informazione. E' un espe-diente molto grave, perché, specie in vicende così delicate, può porre le premesse per una pesante strumentalizzazione politica.

Colgo, quindi, questa occasione per esprimere la mia solidarietà al Consigliere Lanivi e per ribadire il mio stupore per il fatto che un organo di stampa diffonda in modo così superficiale notizie che per ora non si sono rivelate veritiere.

Credo comunque che l'intera vicenda vada chiarita, nel senso che si deve capire per quale motivo è possibile che in un regime democratico, in un momento particolarmente delicato, cioè quando è possibile che si avvii un procedimento penale, gli organi di informazione diano notizia dell'invio di avvisi di garanzia prima che i diretti interessati li abbiano ricevuti.

Secondo me, questo è molto grave, perché - ripeto - potrebbe avere delle conseguenze piuttosto serie sull'intera vicenda, dal momento che le notizie false vengono diffuse prima dell'inizio di un eventuale procedimento penale.

Detto questo, non condivido la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand, che mi sembra grave perché si fonda su semplici insinuazioni o notizie giornalistiche.

Vorrei inoltre ricordare, come è già stato fatto da altri, che l'avviso di garanzia è inviato a tutela del cittadino, per il quale costituisce una garanzia che ha rilevanza sul piano democratico: l'avviso viene infatti inviato ad una persona per informarla che è in corso un'indagine sul suo conto.

Detto questo, poiché non condivido il contenuto della risoluzione, non solo non mi asterrò dal votare, ma voterò contro, proprio perché non so come se ne possa giustificare la presentazione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV) Anche il Consigliere Perrin ed il sottoscritto si trovano nelle stesse condizioni del Consigliere Lanivi.

Anch'io avrei preferito sapere prima della stampa se dovrò ricevere o meno un avviso di garanzia. Per carità! Non dico che non arrivi, però anch'io...

(...interruzione...)

... Il giornale dice che hanno ricevuto, però io non l'ho ricevuto. Ieri ero in Consiglio, poi sono stato a casa ed oggi sono di nuovo in Consiglio, ma alle 11,57 non mi è ancora stato notificato. Può darsi che arrivi in mattinata.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la risoluzione in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand, della quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione.

Presenti: 31

Votanti: 17

Favorevoli: 1

Contrari: 16

Astenuti: 14 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Fosson, Lanièce, Lanivi, Louvin, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva