Oggetto del Consiglio n. 285 del 21 luglio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 285/75 - PROBLEMI OCCUPAZIONALI DELLA VALLE D'AOSTA. (Approvazione di ordine del giorno)
Jorrioz (IND.) - Siamo al punto n. 19 all'ordine del giorno. La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Pongo una questione procedurale, la mia può essere se vuole una mozione d'ordine. Non ho ben capito - sempre che lei lo abbia spiegato... - perché abbiamo saltato il punto 17 all'ordine del giorno, che non era stato trattato la precedente seduta. Nel contempo vorrei chiedere alla cortesia del Presidente della Giunta regionale di volerci informare sull'incontro a Roma fra la delegazione valdostana e il Ministro del Lavoro per quanto riguarda i problemi dell'occupazione in Valle d'Aosta, la Montedison e la Cogne.
Jorrioz (IND.) - Mi sembra che il punto 17 all'ordine del giorno sia stato trattato nell'ultima riunione e che fosse stato rinviato perché mancava il parere della Commissione paritetica: questo l'avevamo già detto nel precedente Consiglio. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Non ho da aggiungere niente in quanto oggi o domani mattina dovrebbe scadere l'ultimo giorno entro il quale il Sottosegretario si era impegnato a riconvocare le parti alla presenza dei Ministri alle Partecipazioni Statali, dell'Industria, del Lavoro per parlare dei problemi relativi all'occupazione in Valle d'Aosta. Io spero che questa mattina, o al più tardi questo pomeriggio, questa convocazione giunga, ma, data la presenza di una numerosissima delegazione composta anche dai Consiglieri regionali, non avendo ricevuto quel telegramma, non ho dichiarazioni da fare in merito in quanto la riunione è stata puramente interlocutoria, con l'impegno a rivederci entro breve termine con tutti i Ministeri interessati, non solo con quello dell'Industria, e per adesso la comunicazione non è giunta.
Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, penso che non faremmo il nostro dovere se facessimo passare sotto silenzio, o direi con abbastanza indifferenza, un episodio della vita politica valdostana qual è questo, che, secondo me, riveste notevole importanza, se non ci intrattenessimo sopra un momentino. Le notizie scarnissime del Presidente della Giunta erano quelle di cui già tutti noi eravamo in possesso e mi pare che il termine, la scadenza dell'appuntamento fissato da un anonimo Sottosegretario, da uno scurissimo Sottosegretario del Governo di Roma scadesse il giorno 18, perché l'incontro è avvenuto l'8... l'11, entro una settimana sarebbe dovuta giungere la risposta, 10 giorni, noi siamo generosi, concediamo anche fino al 21 per fare 10 giorni. La cosa che maggiormente mi preoccupava di mettere in evidenza era come mai partisse da Aosta una nutrita delegazione di uomini politici, guidati dal Presidente della Giunta regionale, per un incontro col Ministro del Lavoro, un incontro a livello di Ministero, con qualche personalità importante della vita politica del nostro Paese, che potesse dare delle garanzie, che potesse tranquillizzare l'opinione pubblica circa i momenti difficili che anche in Valle d'Aosta si vivono, mentre invece, con sorpresa, abbiamo avuto notizia, dicevo, che questa nutritissima, importantissima e qualificatissima delegazione è stata ricevuta da un Sottosegretario, credo il più anonimo dei Sottosegretari Democratici Cristiani di questo Governo nazionale.
Mi pare che questa delegazione sia stata ricevuta dal Sottosegretario perché mancava l'Usciere Capo, sennò sarebbe stata sicuramente ricevuta molto più degnamente dall'Usciere Capo del Ministero... e così questa personalità politica non prende nessun impegno, dà una disponibilità generica ai Valdostani, quella disponibilità generica che normalmente si concede a quelli che rompono sovente l'anima ma che in fondo sono persone che non preoccupano, che non danno fastidio, li si riliquida e li si rispedisce alla periferia a continuare a fare la loro funzione di colonnello di truppa di confine, a continuare a fare il loro mestiere di prefetto e di addetti alla Prefettura romana, contenti di questo, si ritorna sazi e soddisfatti in Valle d'Aosta.
Ho già parlato qui una volta mi pare del prestigio e della dignità che la Regione valdostana aveva acquistato negli anni passati nella vita politica del nostro Paese, soprattutto in quel periodo quando anche l'attuale Presidente della Giunta regionale governava con il Partito Comunista la Valle d'Aosta: prestigio e dignità di uomini seri, onesti, probi, lavoratori, di amministratori integerrimi, dignità e prestigio che sono andati man mano cadendo nel nulla e diventando sempre più vuoti, malgrado l'importante, l'autorevole appoggio che questa Giunta ha dal Gruppo della Democrazia Cristiana così largamente rappresentata nel Governo di Roma e dai Compagni Socialisti altrettanto influenti nel Governo romano. Ieri era quella la posizione politica, la figura politica della Regione valdostana, oggi invece è quella di piccola Regione che va a chiedere qualche cosa ed è ricevuta da un Sottosegretario al quale è vietato certamente di prendere impegni e di dichiarare delle disponibilità generiche come se noi fossimo tanto sciocchi o tanto creduloni, sennò direi di più, addirittura imbecilli, di accontentarci di queste cose.
Signor Presidente della Giunta regionale, riteniamo e pensiamo che le cose non possono che essere così, con quale Giunta il Governo di Roma sta trattando? Tratta con una Giunta che è ridotta ai quatto ottavi della sua completezza, che è la metà di ciò che dovrebbe essere, una Giunta che perché un Assessore tecnico e perché due Assessori sono assenti non riesce a darsi il pieno della sua validità e quindi una Giunta che non ha nessuna autorità politica nella vita politica del Paese, che non ha un consenso popolare vasto, una Giunta che, d'altra parte, mi sia consentito di dire - e questo evidentemente non è un giudizio che noi esprimiamo sulle persone, ma lo esprimiamo sulla politica che questo Esecutivo e queste persone esprimono - ha dimostrato incapacità totale, assoluta, una Giunta che nulla ha fatto da1 suo insediamento, una Giunta che è vissuta all'ombra del più feroce immobilismo.
Questa è la verità: da sei mesi la vita politica e amministrativa della Valle d'Aosta è morta, non ci sono attività politiche, economiche, sociali che vanno avanti, anche se tre cose si sono fatte di molto importanti con questa Giunta: la decorazione - direbbe il giornale che fa capo al Movimento del Presidente della Giunta regionale - del drapeau dell'Esercito colonizzatore e di occupazione, ed è una cosa importante; acquistare indiscriminatamente alloggi, case e proprietà per operare i salvataggi e distribuire mance ad amici politici di tutti i colori purché siano sufficienti a mantenere al potere questo Esecutivo, che più nulla ha di autorità, che più nulla ha di capacità da esprimere, salvo il proporci come terzo punto fondamentale della sua vita politica una miriade di leggi relative al personale che si limitavano però ad accontentare, ogni legge, un dipendente e riprendendo così ancora una volta la tradizionale politica della Democrazia Cristiana tipica e classica nel nostro Paese di distribuire mance attraverso le quali costruire tutto quel potere politico che ne traeva, dalle quali ne traeva vantaggio anche elettoralmente, anche se, per la verità, il 15 giugno ha detto che questa politica non è più la politica che va bene in Italia e non è più la politica alla quale credono gli Italiani.
Il fatto che da due Consigli ci sono all'ordine del giorno dei problemi relativi a quel personale, e fatti e proposti in quel modo, il fatto che non si convochi la Paritetica né si sottopongano i provvedimenti alle Commissioni Affari Generali o a quelle competenti dimostra ancora una volta l'inefficienza e l'incapacità di questo Esecutivo di portare avanti i problemi.
Dicevo prima che la nostra non è una posizione preconcetta nei confronti di nessuno, né vuole essere un giudizio sulle capacità delle persone, ma è una posizione politica chiara con la quale vogliamo dire e dimostrare ai cittadini valdostani l'inefficienza politica di questa Giunta e di questo Esecutivo. Noi riteniamo che questa Giunta così poco autorevole, che non ha quella larga base popolare che è indispensabile per poter governare, abbia perso oltre tutto, dopo il 15 giugno, anche quella maggioranza che avrebbe potuto avere fino al 14 giugno di quest'anno. Le indicazioni elettorali hanno detto che questo Esecutivo non ha più quella maggioranza perché sono andate in tutt'altra direzione e questo avrebbe dovuto consigliare come elemento di riflessione a questo Esecutivo... quanto meno suggerire se era ancora il caso di rimanere in vista o se non era invece il caso di vedere come rimediare a certe debolezze organiche di questa maggioranza.
Mi sono permesso questa disgressione o questa dichiarazione semplicemente perché vivo giornalmente in fabbrica e sono dieci giorni e una settimana che in fabbrica non si fa altro che parlare di questo incontro romano; i lavoratori, gli operai, gli impiegati, ma non solo quelli della Cogne, sicuramente anche quelli della Montefibre, ma non solo gli operai, i lavoratori e gli impiegati, le popolazioni tutte, i commercianti, gli artigiani, la gente che vive del loro onesto lavoro in Valle d'Aosta, come gli operai e i lavoratori, si sono probabilmente chiesti come erano andati a finire questi incontri romani. Vi esprimo soltanto l'opinione della fabbrica, che è una realtà nella quale io vivo, per dirvi il disappunto, il malumore, la non capacità di comprendere, ma è giusta e giustificata, di questa gente come una Giunta che si propone, una Giunta che ritiene di dover governare la Valle d'Aosta, una Giunta che si propone come quella che meglio di altre possa guidare l'economia e la politica della Valle d'Aosta abbia così miseramente fallito in una sua prima missione romana.
Ebbene, ritengo che noi dobbiamo protestare, Signor Presidente della Giunta, non certo contro la Giunta e contro l'Esecutivo, cosa che comunque ho fatto perché ritenevo giusto doverlo fare, io chiedo e mi domando se non è il caso che Consiglio protesti energicamente contro il Governo di Roma per aver cosi ricevuto, per aver così trattato e per aver così rispedito indietro contenti e soddisfatti quegli uomini politici nei quali avevamo riposto tanta fiducia per discutere e trattare problemi della Valle d'Aosta.
Io chiedo al Consiglio una sospensione di 10 minuti per elaborare il testo di un ordine del giorno di protesta da inviarsi al Governo e al Ministro del Lavoro che non ha voluto ricevere questa delegazione, non solo, e concludo facendo appello alla Giunta perché esamini attentamente la sua posizione politica in questo momento tanto difficile della vita nazionale, della vita regionale.
Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Io mi ripropongo poi di informare al momento opportuno, nelle dovute sedi e, se sarà il caso, non solo verbalmente, i lavoratori sul problema dell'occupazione, sul quale nessuno può permettersi il lusso di speculare. Qui il Consigliere Monami si è accorto che in questi sei mesi c'è stato il problema della miniera di Cogne, altro che l'acqua calda! In sei mesi è scoppiato il problema Montedison quando nel 1971 la Montedison aveva già nei suoi verbali di chiudere, lui si è svegliato e ha detto: "adesso qui, Signori, o voi risolvete questo, sennò il 15 giugno ha detto che su questa linea non si può andare avanti", insomma, facendo della politica, ognuno di noi ha il dovere e il diritto di dire tutte le fesserie che crede, io compreso, però non permetteremo mai a nessuno, i Sindacati sono tutti d'accordo, ne abbiamo parlato a quattro occhi, a gruppi... e qui non si fa un servizio ai lavoratori parlando del 15 giugno, parliamo della questione del Sottosegretario, benissimo ...(voce)... non ti ho interrotto, la democrazia vuol dire rispettare il limite di ognuno di noi, perché questo io non lo accetto, la democrazia e la libertà finisce dove incomincia la democrazia e la libertà di un altro; dunque io riprendo da principio, eravamo fin dal 1966, dal 1967, dal 1968, 1969, 1970, 1971, 1973 i piccoli Consiglieri regionali come Mappelli, i vari Sindacati e i Comuni... e adesso vieni qui a fare che cosa? Hai scoperto che la Giunta in sei mesi non ha risolto il problema delle Miniere di Cogne e della Montedison, eh, sarebbe troppo facile; bisognerà risolverlo, l'ho detto, lo ripeto, anche a costo di venire qui non 1, non 3, ma 33 riunioni di Consiglio, sì, Signori, quei problemi vanno risolti. E anche questo devo aggiungere, lo sapevamo prima di andare giù, ne abbiamo parlato con i Sindacati, sapevamo e abbiamo valutato tutte le condizioni. Consigliere Monami, bisogna avere fiducia dei propri colleghi di Gruppo, bisogna avere fiducia dei Sindacati, bisogna avere fiducia di chi per anni si è battuto e ha gridato nel vuoto in Valle d'Aosta, nel deserto: questa è la verità!
Il 15 giugno - risponderà il Presidente della questione, io non voglio fare polemica - c'è stato un volantino su St. Martin de Corléans, la vostra Sezione ha detto: "ha comprato quella casa a 300.000 lire al metro, costerà...", eccetera, scusate, voi avete fatte una valutazione, non è mica detto che sia sbagliata, può darsi che sia anche sbagliata ammettetelo, vedremo a bocce ferme, finiamo queste case, distribuiamole, faremo i conteggi, può darsi che, anziché 300, venga a 301, ma perché 290 e non 250? In quel caso poi mi permetterei di chiedere se qualcuno di voi avrà della disponibilità di caseggiati a quel prezzo, dunque non mescoliamo tutto. Il 15 giugno io penso... anzi sono convinto che alla scadenza giusta i Valdostani riconosceranno se questa Giunta ha fatto bene, non preoccuparti Monami, siamo ancora in tema di democrazia e, se avremo sbagliato, pagheremo, senza drammi, senza nessun dramma... (voce del Consigliere Bordon) ...
Jorrioz (IND.) - Per favore!
Mappelli (D.C.) - Comunque - e permettetemi di dire che questa non è polemica ma verità -, Novelli, il Sindaco di Torino, ha ben detto chiaro - l'ho letto su "La Stampa" sabato - che non si può avere tutto e subito, anche lì lo sapevamo già prima; d'altra parte, credetemi, io non sono così per principio sempre per la guerra, ma provate... Vedremo bene come si andrà avanti in questo Paese, abbiamo dei grandi problemi qui in Valle d'Aosta sui quali dovremmo impegnarci tutti, come l'Ospedale, dove abbiamo il 30%, non so quanto... un'assistenza che fa pena e ci perdiamo al 15 giugno, verranno le elezioni, non preoccupatevi!
Per tornare al problema di fondo, noi sapevamo - e qui parlo seriamente, serenamente e chiaramente il più possibile - quali erano rischi a non andare in un momento così particolare a incontrare il Sottosegretario Carenini, però il Sottosegretario si è impegnato e io penso che da uomo responsabile dovrà in questi giorni dare una risposta di impegno così com'è stata fatta di fronte a tutta la delegazione, davanti ai Sottosegretari dei vari Ministeri competenti per la nostra legge, quello che anch'io mi sono permesso di sollevare, dopo la bellissima introduzione del Presidente della Giunta, in merito all'articolo 38 dello Statuto della Valle d'Aosta per cui tutti i Ministeri dovrebbero fare i concorsi regionali, questo significherebbe dare posti di lavoro a centinaia, se non a migliaia, di nostri concittadini.
Dunque non mettiamo i carri davanti ai buoi, si deve discutere su questi problemi, ma se si vuole trasferire questi problemi in una speculazione politica, io mi riservo di nuovo di prendere la parola e mi riservo di continuare fino a domani, dopo domani, ma non mi muoverò di qua se si continua a speculare sui lavoratori. Dobbiamo essere coscienti, responsabili, abbiamo accettato una delegazione unitaria e non dobbiamo dividerci sui problemi dei lavoratori, si dividono le nostre idee, si dividono le nostre responsabilità, ma su questo nessuno deve mettere le mani sul tavolo perché così tradiremmo le loro aspettative e i nostri giusti diritti di cittadini valdostani. Dunque, giù le mani sulla questione dei lavoratori, sui problemi benissimo, dobbiamo sviscerarli, dobbiamo assieme trovare le soluzioni e difenderli, ma dunque il 15 giugno, lo sappiamo... e ne verranno altri 15 giugno e altri 21 aprile, non preoccupatevi.
Jorrioz (IND.) - Altri che vogliono prendere la parola? La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Pensavo di aver fatto un intervento di critica politica all'attuale Giunta, e mi pare che nessuno mi possa vietare nella mia qualità di Consigliere regionale di esprimere opinioni politiche sulla Giunta, e credevo anche di averlo fatto, se volete pure con parole dure, ma nel senso che va il dibattito nel nostro Consiglio e non credo, invece, di aver detto nel modo più assoluto che noi vogliamo tutto e subito.
D'altra parte, va ancora considerato che all'amico Mappelli va detta con estrema chiarezza che noi non ci siamo accorti adesso di essere dei maschi perché ci sono caduti i pantaloni come alla Democrazia Cristiana dopo il 15 giugno, noi su questo problema abbiamo richiamato l'attenzione di questo Consiglio e ricordo a voi tutti il volume, il libro bianco sulla Cogne, nato e originato da una mozione comunista, dell'Union Valdôtaine e del Partito Socialista, sulla situazione della Cogne. Noi abbiamo presentato come Gruppo Comunista in questa legislatura e pochi mesi fa una mozione sulle questioni dell'occupazione, dell'economia della Valle d'Aosta, relative alla Montedison e alle Miniere di Cogne. Noi Comunisti abbiamo presentato - e ancora deve essere discussa da questo Consiglio - una mozione sul piano di sviluppo e sulla programmazione per vedere quali sono le linee di prospettiva, di sviluppo economico della nostra Regione. Noi, come Comunisti, ci siamo sempre battuti per i problemi dei lavoratori, per i problemi degli operai, checché ne dica il Consigliere Mappelli, che ha detto: "giù le mani", ma giù le mani dal potere, che deve essere sempre in mano alla Democrazia Cristiana: questo è il senso e il centro del discorso di Mappelli, non giù le mani dagli interessi dei lavoratori, ma giù le mani dal potere, perché il potere deve essere una cosa della Democrazia Cristiana! Ecco qual è il senso di quel discorso, e non venga Mappelli a raccontarci cosa dobbiamo fare noi per difendere gli interessi dei lavoratori e degli operai!
Io proponevo un ordine del giorno di protesta contro il Governo che è legittimo, che è doveroso, perché ha scomodato una delegazione, ha scomodato il Presidente della Giunta regionale, gli uomini politici più qualificati della Valle d'Aosta, i Sindacati, per essere ricevuti da un tirapiedi, caro Mappelli! Questa è la verità, la sostanza del problema, non hanno il coraggio di affrontare i problemi che stanno di fronte e noi, davanti a tanta vigliaccheria, abbiamo altrettanta vigliaccheria a non protestare, a non dire a quella gente che non si fa andare giù la gente da Aosta per raccontargli le storielle sul bello o sul brutto tempo. Non vogliamo né tutto, né subito, vogliamo essere creduti e vogliamo essere sentiti a Roma e soprattutto debbono avere l'onestà e il coraggio di ascoltarci e di sentirci: questo era in sostanza quanto noi volevamo dire. Tutte le altre chiacchiere del Consigliere Mappelli quindi poco centrano in queste cose, d'altra parte, egli ci invitava ad aspettare altre elezioni per conoscere ancora una volta il giudizio dei lavoratori, degli operai e degli elettori, certo Mappelli, aspettiamo quelle date e le aspettiamo tranquilli e sereni, così come abbiamo aspettato il 15 giugno, perché qualunque sia il motivo e la natura di future prove elettorali, quando e come vorrà, probabilmente la Democrazia Cristiana ci troverà sempre schierati dalla solita parte, con le solite idee, con i soliti intendimenti: ecco perché andiamo avanti, ecco perché avete perso le elezioni del 15 giugno, noi aspettiamo le altre prove elettorali perché sappiamo che abbiamo dietro di noi la classe operaia, abbiamo dietro di noi coloro che vivono del loro onesto lavoro; lo dicevo prima, non abbiamo dietro di noi coloro che si aspettano le mance di ogni tipo e di ogni qualità, caro Mappelli! È questo il discorso serio che volevamo farvi, amici dell'Esecutivo e Signori Consiglieri! Un atto di protesta energico nei confronti del Governo che non ci ha voluto ricevere o che ci ha ricevuti nel modo in cui ci ha ricevuto, che riteniamo indegno e offensivo e contro questo dobbiamo protestare se vogliamo quanto meno difendere la dignità della Valle d'Aosta.
Signori Consiglieri, c'è anche la via dell'abdicazione, certo, e siete voi ad abdicare davanti a questi problemi, state certi non lo faremo certamente noi Comunisti e penso che non lo faranno i veri democratici e i veri autonomisti della Valle d'Aosta.
Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (D.C.) - Francamente io mi aspettavo questa mattina di arrivare qui con la massima tranquillità, forse anche perché è la vigilia delle ferie, pensavo di far passare doverosamente quanto noi avevamo ancora di sospeso all'ordine del giorno e ritenevo che questa discussione avrebbe potuto avere luogo ai primi di settembre, allorquando probabilmente si sarebbero ridiscussi i problemi di questo Consiglio regionale.
Naturalmente, non è che mi illudessi, perché voi Comunisti, d'accordo con l'amico Manganoni... vi conosco da tanti anni, è dal 1954 che vi conosco e, quando voi siete in minoranza qui alla Regione, siete dei padri eterni perché siete capaci di fare di tutto e, quando siete in maggioranza, non combinate mai niente di buono. Il fatto che voi siate stati in maggioranza qui in Valle d'Aosta ci ha permesso e ci ha dato il metro per misurare le vostre capacità, perché voi ogni tanto vi dimenticate che in linea di massima alla Regione ci siete stati quasi più di noi, perché siete rimasti in maggioranza dal 1959 al 1965, dal 1970 in poi, quindi se dovessimo andare a rivedere con le date precise quello che è accaduto in questo Consiglio, ci sarebbe veramente da stupirsi come possiate avere il coraggio di portare avanti certi discorsi, e perché ci dovremmo stupire? Ma per una cosa semplicissima: ci dovremmo stupire perché in sei-otto mesi questa Giunta e questa maggioranza, naturalmente da voi definita di destra perché questo vi faceva comodo, perché gli arbitri e i giusti quelli che non sbagliano siete soltanto voi... ha portato invece avanti questa Giunta diversi e svariati problemi di sostanza che il Presidente della Giunta se crede illustrerà, se non crede, lascerà stare.
Naturalmente io non mi ero mica illuso, dopo il 15 giugno, arrivando qui di non sentire questa campana perché fa ridere questo, lo dicevo a Mappelli, ma voi questo l'avete aspettato 30 anni e non ve lo aspettavate neanche adesso, vi è piombato sulla testa così come un bel dono, la manna nel deserto perché questi risultati non li aspettavate, ma c'è una differenza, perché, guardate, molti dei Democristiani sono contenti che questo sia accaduto e io sono uno di quelli, ne sono contento perché... a te Chincheré, che scuoti la testa e hai anche un certo costume da difendere, io chiedo: in 30 anni di governo in Italia, non alla Regione, che cosa ha fatto il Partito Comunista? Niente, non è mai stato al Governo, ci sono stati il Partito Socialista, i Repubblicani, il P.S.D.I., la Democrazia Cristiana, assetata di potere, con quelle solite fanfaluche che raccontate qua dentro e che raccontate fuori e che hanno ingannato tanti elettori italiani... oh già, ma arriveranno i nodi al pettine, state tranquilli, allora con tutte queste fanfaluche anche quando la D.C. aveva il 51% ha chiamato gli altri al Governo, voi questo ce lo dovete ancora dimostrare, perché in nessun Paese dove voi governate questo lo avete fatto fino adesso e allora che cosa vogliamo dire di più per quello che voi avete fatto in Italia?
È da 30 anni che voi non fate altro che sabotare, come state sabotando in questo momento e continuerete a farlo e lo farete fino a quando non sarete al potere, perché voi siete sempre e soltanto, lo ripeto, dei Democratici quando siete all'opposizione, ma, quando siete in maggioranza, la democrazia va a farsi benedire, questo noi lo abbiamo visto dappertutto e, quando voi parlate di nuovi sistemi di amministrazione e di cambiare, ma noi siamo qui contenti di saperlo, perché francamente se voi riusciste con la bacchetta magica a portare avanti tutto quello che avete chiesto in 30 anni e riusciste a risolverlo, ma noi saremmo i più felici di questo mondo. Invece questo noi lo vedremo come avverrà e per chi come me, e lo ha detto prima, vi conosce non ha nessuna fiducia e non ha neanche fiducia in certa gente che ancora oggi crede di farvi da reggicoda, perché, quando voi potete soltanto mettere fuori una delle cinque unghie che avete, eh li liquidate tutti e, quando ci venite fuori a dire che c'è bisogno di un modo nuovo di amministrare, non dovete offendervi se noi vi chiediamo: quale modo? Quello che avete applicato in Italia? Ma voi non avete mai governato in Italia, avete sempre e soltanto sabotato, voi l'Italia siete arrivati con noi dopo la guerra, già perfino finito il periodo di partigiano avete cercato di farci fuori un po' tutto, non dobbiamo dimenticarcelo questo, e, arrivati ad un certo momento, voi qui in Italia che cosa avete fatto fino adesso? Niente.
È inutile quindi che si venga a dire qui: "io non voglio fare polemica", io voglio rispondere alla vostra polemica perché non è mica senza che si portano avanti i problemi e le difese della democrazia! Ecco quindi che, arrivati ad un certo momento, voi ci dovete dire qual è il sistema di governare che avete, perché noi il nostro ve lo abbiamo dimostrato in 30 anni, siamo venuti alla fine della guerra con una Nazionale moralmente e materialmente distrutta, l'abbiamo portata avanti, siamo arrivati anche a dei momenti di boom, abbiamo avuto una crisi che si è portata avanti, adesso probabilmente acuita dal petrolio, ma è una crisi mondiale, noi non comperiamo ancora 200-300 milioni di tonnellate di grano come sta comperando la Russia con tutti quei provvedimenti, tutto quello che sa fare, noi non siamo dei manitù, siamo venuti avanti, però, oggi come oggi... e io ve lo auguro perché vedo delle... molto più belle delle mie sulle autostrade, il traffico lo vediamo che cos'è, vedremo se è stata una politica sbagliata dei Signori Agnelli o da chi per essi, vediamo che tutti i Sindacati erano d'accordo di portare avanti lo sviluppo dell'automobile, lo vedremo tutto questo, però voi, in sostanza, come aiuto non avete dato niente.
Ecco che quindi io chiedo a voi, e non dovete offendervi: qual è il sistema nuovo che predicate sempre di amministrare? È forse quello jugoslavo? Non credo sia molto ben visto. È forse quello russo? Alla larga! È forse quello cecoslovacco? ungherese? rumeno? No, io non credo che sia questo. Troverete qualche cosa di diverso, difatti voi dite che il Comunismo italiano è molto diverso dagli altri, ma io non lo so questo e non ho nessuna fiducia, perché se per caso fosse poi il sistema del Portogallo dove addirittura, essendo al 12%, con l'aiuto dei militari vuol diventare forza dominante, beh, vedranno gli Italiani che hanno dato questi voti se hanno fatto bene o male. Voi quindi non dovete pensare che qui dalla parte nostra ci sia molto rancore, noi vi vogliamo vedere lavorare, se è possibile... per conto vostro, benissimo, fate, ma fateci solo vedere i provvedimenti che vengono fuori, con quella libertà che avete avuto e di cui avete goduto fino adesso; quando sarete al potere, non approfittate poi per toglierci quella libertà, perché per chi vi parla come il sottoscritto a 60 anni non arrivate più neanche a tempo di mandare la cartolina per le adunate domenicali della "cellula", siamo ormai fuori pericolo noi, e quelli che verranno dopo vedremo che cosa sapranno fare.
Cominciate però a farci vedere quello che sapete fare e ci divertiamo in questo senso, ci divertiamo perché per 30 anni la D.C. col Partito Socialista, con gli altri Partiti democratici ha lavorato, ha fatto, su cento cose che si fanno se ne possono anche sbagliare 30 o 40 ma qualche cosa di buono è rimasto, basta andare in giro ancora adesso con questa strana crisi per vedere a che punto siamo o di incoscienza, o di fantacrisi, anche questo, però noi vi vogliamo vedere all'opera e, quando vi avremo visti all'opera, se sarà ancora consentito di rivolgere le critiche che avete sempre rivolto a noi con la massima libertà, ne discuteremo con calma e vedremo, è l'augurio che noi vi facciamo. Guardate come siamo lontani l'uno dall'altro, nel tirar sempre fuori le stesse baggianate, la politica voi la fate soltanto perché non vedete altro che questo, voi siete già convinti della rivoluzione vinta tra due anni, ma noi ve la auguriamo, noi vi auguriamo soltanto che da soli non arriviate al 51% ma che ci siano anche i Socialisti e gli altri con noi per vedere che cosa saprete fare e allora ne discuteremo, e allora noi non vogliamo tutto e subito, noi vogliamo poi la scuola, l'Ospedale, vogliamo le case, vogliamo tutto quello che abbiamo sempre elencato qui nel nostro dossier e che al momento buono chiederemo fuori e diremo: "Signori, voi che siete stati così in gamba, che vi siete riposati per 30 anni e siete sempre solo stati capaci a criticarci lavorate che noi vi seguiamo".
Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, io penso che ...(voci)...
(scampanellata)
Jorrioz (IND.) - Ha la parola il Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Grazie, Signor Presidente, simpaticissimo, queste battute ogni tanto ravvivano un po' la monotonia di questo Consiglio e quindi se sono sempre fatte con un certo fair play, noi le accettiamo e a me piacciono in modo particolare, io ne subisco le conseguenze per primo.
Io desideravo soltanto dire che quanto ha detto il Consigliere Monami rispecchia le mie idee anche se, Monami me lo deve permettere, sotto un altro profilo, è evidente ...(voce)... va bene? Noi siamo qua proprio su due banchi opposti e quindi evidentemente non ci sono chiacchierate da fare su un piano politico, ci sono chiacchierate però da fare su un piano amministrativo e sul piano amministrativo io penso che bisogna qualche volta lasciare da parte la politica e ragionare veramente per gli interessi e per tutta la nostra collettività valdostana.
Allora io desidero solo puntualizzare una cosa: che quando ci siamo trovati nella pre-consiliare con i Sindacati per fare questa famosa delegazione che andava a Roma, il sottoscritto, che pecca probabilmente di intelligenza e di tante altre cose, umilmente disse che si faceva un buco nell'acqua ad andare a Roma e che si rifiutava nella maniera più categorica di essere ricevuto come Consigliere regionale, non di persona, ma rappresentativa di una parte del popolo valdostano, da un Sottosegretario il quale non ci avrebbe detto assolutamente niente o ci avrebbe al massimo fatto ricevere dal Capo degli uscieri. Questo io dissi allora e la mia protesta, e lo feci, e lo dissi chiaro, era che il sottoscritto messo in quella delegazione si rifiutò di andare perché fu ripetuto che solo e solamente il Sottosegretario ci poteva ricevere. Ora, sarebbe stato molto meglio - però evidentemente io sono sempre isolato dalla parte opposta - mandare un rappresentante solo a dire lo sdegno della nostra Regione e di noi rappresentanti per essere ricevuto da uno che non conosceva nemmeno la virgola dei nostri problemi, e non andare in una delegazione a farci prendere per i fondelli: questa è la realtà dei fatti! Non si è voluto però, perché a qualcuno fa piacere andare a Roma a fare la passeggiata, a piantare - dicevo una parolaccia - un po' di bordello, eccetera. Sarebbe stato molto, ma molto più dignitoso, ripeto, esprimere un concetto veramente di sdegno rappresentato da uno solo che si presentava a dire: "noi la ringraziamo, siamo qua per ribadire i nostri concetti, però noi con lei, Sottosegretario, non vogliamo parlare, noi desideriamo parlare o con il Presidente del Consiglio dei Ministri o con il Ministro competente, punto e basta. Si è voluto ancora una volta volutamente sbagliare, prendetene atto e datemi almeno atto che avevo visto giusto.
Jorrioz (IND.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Proprio per evitare che ci fosse una contrattazione di un certo tipo fra l'Esecutivo e il Governo, il Consiglio aveva, a nostro avviso giustamente, nominato una Commissione e a questa Commissione erano stati aggiunti doverosamente i Sindacati per esporre la grave situazione attuale sotto il profilo occupazionale e industriale in Valle d'Aosta al Governo e per ottenere contemporaneamente delle garanzie di informazione e di partecipazione ad ogni decisione futura; informazione e partecipazione che sono richieste e che da numerose decine di anni portiamo avanti perché abbiamo sempre chiesto di essere sentiti in materia di decisioni economiche che concernono la Valle d'Aosta.
Contrariamente ad altri, io non credo che il fatto di essere ricevuto da un Sottosegretario più o meno qualificato - io non conoscevo prima l'Onorevole Carenini - possa costituire un'offesa in quanto, a nostro avviso, si trattava in quella sede di esporre un quadro generale e, d'altra parte, la proposta Carenini di una seconda riunione presenti tutti i responsabili dei vari settori è stata accolta con, direi, abbastanza piacere da parte di tutta la delegazione e gli unici che hanno avanzato alcune riserve sono stati dei Sindacalisti che hanno detto: "a condizione però che questa riunione si tenga". Io pertanto potrei essere d'accordo sulla sospensione e su un ordine del giorno di protesta, evidentemente se non perviene questa convocazione, ma in quell'ordine del giorno di protesta io parlerei del fatto che si doveva fare una riunione di un certo tipo e di un certo livello e non farei delle polemiche sul fatto che con il primo contatto avuto con il membro del Governo... e adesso, secondo me, non è questione di stabilire esattamente il peso di certi membri del Governo, il primo contatto aveva portato ad una promessa, ad un impegno di un certo senso, si deve protestare, a mio avviso, se questo impegno non viene mantenuto e non ritornare indietro nel tempo e dire: "no, a noi non ci andava bene quella data persona". Questo, è il primo punto.
Per quanto riguarda le critiche alla Giunta e all'Esecutivo incapace e via dicendo, faremo con calma ampiamente la discussione e diremo alcune cose, per adesso mi preme soltanto sottolineare un fatto: per quanto ci riguarda, anche come parte politica e come persone, non abbiamo mai dato delle mance a nessuno, contrariamente ad altri.
Jorrioz (IND.) - Metto in votazione la proposta di sospendere i lavori. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità.
Jorrioz (IND.) - Si sospende dieci minuti il Consiglio.
Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 10,53 alle ore 11,15.
Jorrioz (IND.) - La seduta riprende con l'ordine del giorno concordato. Leggo io o lo vuol leggere il Consigliere Dolchi?
Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta nella seduta del 21.7.1975;
Avuta notizia dei risultati dell'incontro avvenuto al Ministero dell'Industria e Commercio tra un Sottosegretario e la delegazione della Valle d'Aosta comprendente, oltre al Presidente della Giunta, Consiglieri regionali di tutti i Gruppi e le Organizzazioni Sindacali per affrontare la crisi e i problemi occupazionali della Regione;
Preso atto degli impegni assunti dal Sottosegretario Carenini di promuovere la convocazione, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, entro il termine massimo di 10 giorni, di una riunione con tutti i Ministri competenti;
Constatato che a tutt'oggi non è pervenuta la comunicazione concernente il promesso incontro;
auspica unanime
che tempestivamente sia dato seguito alle richieste fatte dalla Regione valdostana nel suo complesso politico e sociale e che sia convocata la promessa riunione.
Questo è l'ordine del giorno concordato da tutti i Gruppi. C'è qualche Consigliere che vuole prendere la parola? No, allora metto in votazione l'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità.
