Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2542 del 25 settembre 1991 - Resoconto

OBJET N° 2542/IX Contacts entre la Région et la Direction de l'Ilva (Interpellation)Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PrésidentJe donne lecture de l'interpellation présentée par les Conseillers Stévenin, Rollandin et Faval, inscrite au point 31 de l'ordre du jour de la séance.

Interpellation A quelques trois mois de la signature de la lettre d'intention entre la Région et la Société Ilva-Cogne;

Compte tenu de l'importance des engagements y contenus;

les soussignés Conseillers régionaux

interpellent

le Président du Gouvernement régional et l'Assesseur compétent pour savoir si de nouveaux contacts avec la direction de l'Ilva, tant locale que centrale, ont été établis, et plus précisément:

1) si une alliance a été réalisée au niveau européen, comme prévu par la lettre d'intention, entre des producteurs sidérurgiques;

2) à quel point en est le projet de constitution de la société afférente au centre de traitement des données;

3) si des progrès réels ont été accomplis pour la réalisation du centre consortial de recherche;

4) s'il est vrai que des changements sont intervenus au niveau de la direction Ilva-Cogne et ce qu'ils signifient.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Circa tre mesi fa è stata firmata una lettera d'intenti tra l'Amministrazione regionale, rappresentata dal Presidente della Giunta e dall'Assessore all'industria, e la Direzione dell'Ilva.

A distanza di tre mesi a noi pare che la situazione Ilva-Cogne di Aosta stia peggiorando. Dai dati emersi, dopo aver sentito il Consiglio di fabbrica, pare che non si intravedano delle certezze per l'Ilva-Cogne di Aosta.

Con questa nostra interpellanza intendiamo fare il punto della situazione, affrontare il problema Cogne, che è di grande interesse per la comunità valdostana, e porre una serie di domande al Presidente della Giunta ed all'Assessore all'industria. In particolare intendiamo sapere se è stato raggiunto quell'accordo a livello europeo che era indicato nella lettera d'intenti come una delle strade che avrebbero permesso di superare le difficoltà produttive dello stabilimento siderurgico di Aosta.

Chiediamo altresì a che punto è la costituzione di quella Società di informatica che doveva essere realizzata attraverso un'intesa, a che punto è il Centro di ricerca e, tra l'altro, poiché se ne è parlato o almeno se ne parla in città, vorremmo sapere se è vero che sono intervenuti dei cambiamenti o delle modifiche all'interno della Direzione della Società Ilva-Cogne.

Queste sono alcune richieste di chiarimenti che abbiamo voluto porre all'attenzione di questo Consiglio e sulle quali attendiamo delle risposte dall'Assessore interessato.

Grazie.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Con l'inizio di settembre sono ripresi in forma molto intensa i contatti con la Società Ilva, per verificare punto per punto i diversi contenuti della dichiarazione d'intenti. Il lavoro procede per punti e su ognuno di essi si svolgono incontri specifici per verificare il modo in cui procedere.

Come osservazione generale c'è da dire che non si vede ancora all'orizzonte quella ripresa che ci si attendeva per secondo semestre del 1991 ed in alcuni grandi comparti industriali (automobile, elettronica e siderurgia) si prolungano le difficoltà. Proprio il permanere di questa crisi a livello europeo, con calo di ordini e diminuzione dei prezzi, ha rallentato l'attuazione di certe alleanze internazionali che fino a questo momento non si sono ancora realizzate. Sono sempre quelle di cui si è parlato, però non si sono ancora concluse. Questa è la risposta alla prima domanda.

La seconda domanda concerne il Centro elaborazione dati. Il 18 settembre, presso l'Assessorato si è svolto un incontro cui erano presenti rappresentanti dei sistemi informatici Ilva, la Cogne, la Finaosta e l'Inva, nel corso della quale sono stati sintetizzati gli incontri avvenuti nei mesi precedenti e che allora erano rivolti alla definizione di uno scenario di riferimento dell'iniziativa.

Si è quindi programmata l'attività per definire un progetto di attuazione del Centro, che dovrà essere predisposto entro l'inizio del mese di novembre. Occorre verificare esattamente quali sono le commesse che possono venire dalla Cogne, dall'Ilva e dal mercato regionale, quali sono gli investimenti necessari, a carico di chi ed in quale forma. Diciamo che ogni singola componente deve effettuare la propria parte di analisi che dovrà poi essere inserita nel progetto complessivo.

Si è iniziato anche l'approfondimento del Centro consortile di ricerca. Il 20 settembre c'è stata una riunione, alla quale hanno partecipato la Direzione della Cogne e tecnici del CSM, in cui sono stati concordati i tempi ed i modi per acquisire gli elementi tecnici e conoscitivi necessari per il piano operativo. Siccome questo Centro consortile di ricerca avrebbe fondamentalmente il primo compito di certificare i prodotti e di sperimentare materiali, è opportuno conoscere il mercato della certificazione di prodotti in Valle d'Aosta e nell'area circostante.

Si stanno approfondendo questi elementi per giungere quindi ad una configurazione più precisa della forma societaria, dei compiti e delle possibilità di sviluppo di questo Centro consortile.

Ci sono stati dei cambiamenti a livello direzionale, che però non hanno coinvolto i massimi livelli, infatti il presidente e l'amministratore delegato sono gli stessi di prima. Ci sono stati invece degli avvicendamenti a livello intermedio, che sono da considerarsi normali nella politica societaria. Il direttore amministrativo è stato destinato ad altro incarico nella Verrès, che è una società del Gruppo. Il responsabile della produzione è stato trasferito alla Divisione dei piani inossidabili dell'Ilva, che comprende gli stabilimenti di Terni e di Torino, quindi è utilizzato ad un incarico superiore. Per le sostituzioni sono state utilizzate tutte energie interne allo stabilimento, tranne una persona che proviene da Torino. Non sembra che questi avvicendamenti debbano assumere una particolare valenza rispetto agli argomenti che ci interessano.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Non possiamo certo ritenerci soddisfatti di quanto ci ha detto l'Assessore Mafrica. Al di là del fatto che gli avvicendamenti all'interno della Cogne non comportano problemi di gestione aziendale, resta il fatto che le alleanze non sono state concluse per la situazione internazionale di crisi, per il Centro elaborazione dati si debbono ancora fare delle verifiche, così come si debbono fare vari approfondimenti per il Centro di ricerca.

Mentre si devono ancora definire questi impegni, abbiamo avuto notizie molto negative, o che lasciano aperti molti interrogativi, sul futuro della Cogne. Abbiamo saputo di un accordo tra le organizzazioni sindacali e la Falk e poi abbiamo saputo che a Bolzano devono essere fatti degli investimenti per oltre 40 miliardi per ammodernare alcuni impianti, come i laminatori, ma anche per creare "ex novo" un impianto di colata continua. Che cosa significa questo? E' ancora tutto da verificare, ma è certo che l'impianto di Bolzano è alternativo agli impianti della Cogne.

Queste notizie devono essere considerate con grande attenzione, perché possono porre in discussione il futuro stesso della Cogne.

Anche le trattative in corso sull'acquisizione dello stabilimento Cogne nella prospettiva dell'insediamento della Mercedes meritano la nostra attenzione, ma ci lascia molto perplessi che il Consiglio regionale e i cittadini della Valle non abbiano la possibilità di conoscere qualcosa di più in merito. Da quel che sappiamo, questo problema viene portato avanti direttamente dal Presidente della Giunta. Proprio in questa sede ci è stato detto che si tratta di un problema delicato, che non deve essere divulgato, perché, come diceva il Presidente della Giunta, essendo un insediamento di grande importanza, "non vogliamo che particolari notizie possano eventualmente metterne in discussione la realizzazione".

Con molta franchezza, dico però che questo problema non può essere gestito solo da poche persone, senza che la comunità ne sappia nulla, perché è un problema che interessa tutta la comunità, sono decisioni di grandissima importanza. Se quello stabilimento verrà effettivamente realizzato, costerà alla comunità valdostana centinaia di miliardi, per cui devono essere valutati attentamente i costi ed i benefici che la Valle d'Aosta potrà trarne, ovviamente nell'ambito del contesto più generale dell'occupazione e, soprattutto, tenendo conto del dubbio che due attività come la Cogne e la Mercedes possano effettivamente convivere sulla stessa area. E' un problema che apre una lunga serie di interrogativi e pone seri dubbi per il futuro stesso della Cogne.

Ritengo importante convocare anche l'apposito comitato per la siderurgia, che dovrebbe essere informato sulle trattative in corso con la Cogne e dovrebbe concorrere alle eventuali decisioni su tutti questi problemi così importanti per la Valle d'Aosta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Seulement pour ajouter deux mots à ce que le collègue François Stévenin vient de dire. Je crois que, à propos de l'Ilva Cogne, il est en train de se réaliser la même petite histoire qui est en train de se passer pour la Cogne ainsi que pour la Verrès SpA. On s'est justement posé la question: "Quel sera le rôle de la Verrès SpA?". Et bien, on a dit qu'elle fera "l'epitaffio a cera persa" de la Cogne.

Malheureusement, je crois que, malgré les bonnes intentions, nous sommes en train d'assister aux funérailles de première classe de la Cogne. D'ici quelque temps on reviendra dans cette salle pour dire que, les conditions générales ayant changé, on a prévu de réduire, ce qui signifie libérer 300 ou 400 mille mètres carrés à l'intérieur de la Cogne pour d'autres interventions. Selon les journaux qui ont fait l'objet de la propagande, dont on parlait il y a quelques instants, il y aura un changement d'adresse.

N'oublions pas que cette surface, ce terrain est le dernier espoir pour la ville d'Aoste. Ce matin on parlait des problèmes de logement, de comment exploiter le terrain existant. On a porté l'exemple de la "Cascina Favre" où sur le même endroit il y a au moins 4 destinations prévues.

Pour ce qui est de la Cogne on a porté l'attention sur le cerveau, sur le centre mécanographique et sur l'informatisation. Je crois que monsieur Mafrica se rappelle de la bataille qui avait été menée pour au moins éviter qu'il y ait le déplacement à Milan des forces qui allaient gérer ce système qui devait être à même de dépasser les limites d'une impasse italienne et européenne pour être à même de soutenir la concurrence des autres. Et là on avait insisté afin qu'il y ait le maintien de ce centre.

Aujourd'hui il y a une proposition différente, mais je crois que le résultat de cette proposition sera que, à la fin de la foire, il y aura les 35-40 travailleurs du centre qui seront aux frais de l'Administration régionale. Monsieur Mafrica, il n'y a pas d'autres possibilités. Si on va demander à la Région, j'ai entendu dire qu'on a fait une réunion pour savoir quelles seront les "commesse" que la Cogne va porter, quelles seront les "commesse" que la Région va porter.... On sait très bien quel est le marché, on sait très bien que ce centre n'a pas la possibilité de résister.

Alors, s'il est compatible et souhaitable qu'il y ait une certaine possibilité de coordonner les activités - et je partage cet avis - il y a une autre arrière-pensée, c'est que avec ce système mas-qué, à la fin, ce sera à nouveau l'Administration régionale qui va payer. Et alors nous n'avons pas résolu le problème en le prenant en charge en tant que Région. Faisons attention.

Malheureusement c'est ce qu'on craignait il y a quelque temps et que aujourd'hui il faut accepter. C'est à ce sujet que nous voulons dire que nous ne partageons pas ce pas, tandis que, dans les différents pourparlers, d'autres problèmes très importants ne font plus l'objet de débat.

Les problèmes importants sont les systèmes qui à l'intérieur font l'objet de débat. Comment "risanare" certaines zones? Quelle sera l'attention face à un système de travail qui a encore des points noirs? Quel est le futur des centrales hydroélectriques? Quel est le système de prévoir le passage de propriété de ces terrains qui - je répète - sont capitaux pour la ville d'Aoste? Il n'y aura d'autre possibilité que ces terrains.

On voulait mettre les établissements pour les Jeux Olympiques, on voulait mettre la Mercedes, on veut mettre autre chose..., mais finalement il faudra prendre une décision. La décision finale sera que les établissements qui sont liés à l'activité Ilva Cogne vont se réduire progressivement.

Alors, il faut le dire et avec cette honnêteté il faut discuter avec la ville d'Aoste ce qu'on veut faire. On veut utiliser l'ensemble des terrains pour faire les dépôts de la Mercedes? Qu'on le dise! C'est un choix qu'il faut discuter pour voir quelles sont les conséquences. Mais de cette façon on insiste pour dire que au niveau de l'Ilva Cogne il y a un maintien de l'activité, ce qui ne correspond pas au vrai et tous les signaux existants le confirment. Même ces changements - attention monsieur Mafrica! - qui ont été présentés comme des changements de détail au niveau de certaines places administratives, ce n'est pas comme ça. S'il y a des programmes la responsabilité ressort surtout aux personnes qui vont répondre pour ce qui se passe. Avec ce déplacement il n'y aura plus de problèmes! Un plan qui a été présenté...

N'oublions pas le passé, monsieur Mafrica! N'oublions pas le passé! Celle-ci a été la tactique adoptée jusqu'aujourd'hui. Monsieur Caio adopte un plan, monsieur Tizio n'est plus res-ponsable. C'était - si je me rappelle bien - une des phrases qui avaient été dites dans ces fameux comités par quelques Conseillers qui aujourd'hui sont là à dire: "Mais aujourd'hui il y a des changements de routine". Non, ce ne sont pas des changements de routine et les résultats nous les verrons. C'est là que je crois...

On avait même insisté pour avoir un représentant dans le conseil d'administration. Quel a été le rôle joué par ce représentant de l'Administration régionale? A-t-il fait opposition? A-t-il pris posi-tion contre? A-t-il dit quelque chose? Je n'ai pas entendu des voix à ce propos. Je suis d'accord pour signer le référendum contre les Participations d'Etat. Je crois que c'est un problème qui se pose-ra. Finalement, nous allons éclaircir certains problèmes sur les propriétés et cetera, mais qu'est-ce qu'on va faire pour l'instant? Quelles sont les garanties? Qui répondra? Voilà les doutes.

Malheureusement on doit dire que face à certaines réponses, je crains qu'il y ait la tentative de rendre ce système tellement doux, cette agonie tellement longue que personne à la fin ne s'apercevra que la Cogne est morte. A la fin on dira que c'était normal qu'elle meure. Qu'est-ce qu'on pourra dire à la fin? Qu'elle est morte. Il y aura le spécialiste de l'USL, qui dira: On constate que... Et la Verrès SpA fera "l'epitaffio a cera persa".