Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2541 del 25 settembre 1991 - Resoconto

OBJET N° 2541/IX Fonds attribués par le Ministère de l'Intérieur aux Communes valdôtaines (Interpellation).Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PrésidentJe lis l'interpellation présentée par les Conseillers Louvin, Faval et Voyat, inscrite au point 30 de l'ordre du jour de la séance.

Interpellation Le Rapport pour l'année 1991 du Ministère de l'Intérieur au sujet des attributions de fonds aux collectivités locales fait état d'une attribution aux Communes valdôtaines de lires 288.400 pro capite, ce qui représente le pourcentage le plus faibles parmi toutes les Régions italiennes.

Il est facile de comprendre que les Communes valdôtaines, de par leur position géographique, l'extension de leur territoire et la difficulté de fournir des services aux populations de montagne, ont des frais beaucoup plus élevés que les autres Communes.

Les soussignés Conseillers régionaux

interpellent

le Président du Gouvernement régional et l'Assesseur aux finances pour savoir:

- pour quelles raisons aux Communes valdôtaines ont été attribués des fonds (ordinaires et de péréquation) inférieurs aux autres Communes italiennes;

- si l'existence de cette différence avait été signalée par les autorités régionales au Ministère de l'Intérieur;

- quelles mesures seront adoptées à l'avenir par le Gouvernement régional afin d'éviter que les petites Communes de montagne soient pénalisées par les barèmes actuellement appliqués dans la répartition des fonds en question.

Président Le Conseiller Louvin a demandé la parole; il en a la faculté.

Louvin (UV) Merci, monsieur le Président. Nous avons présenté cette interpellation parce que les données que nous avons eues au sujet des ressources mises à la disposition des administrations communales, pour ce qui concerne les dépenses courantes de la part de l'Etat, faisaient état d'un certain retard et surtout d'une différence assez consistante entre les communes de montagne, et notamment les communes de montagne du nord, et certaines régions du midi, bien que l'on ait appris que ce gap est en train d'être réduit. Nous avons pu constater que nous sommes encore légèrement en dessous de la moyenne nationale pour ce qui concerne la répartition de ces fonds.

Nous avons estimé utile présenter cette interpellation parce que nous voulions savoir exactement quelle était la position du Gou-vernement. D'abord s'il a évalué cette situation et deuxièmement s'il a manifesté de quelque façon au Gouvernement central la né-cessité de ce rééquilibrage, qui est d'autant plus important que les communes de montagne ont pour leurs impôts locaux des recettes nettement inférieures à celles qui sont assurées aux grandes communes, aux métropoles, par l'ICIAP surtout.

A notre avis, c'est un problème assez important. Je crois que nos communes sont particulièrement sensibles à cette exigence de rééquilibrage. Nous souhaitons connaître donc l'opinion de l'Assessorat aux finances, notamment au sujet de cette question.

Président Monsieur Lavoyer, Assesseur aux finances, a demandé la parole; il en a la faculté.

Lavoyer (ADP) L'interpellanza dei Consiglieri Louvin, Faval e Voyat, è probabilmente motivata dalla lettura dell'articolo apparso sul quotidiano "Il Sole - 24 Ore" del 21 agosto 1991 relativo al rapporto del Ministero dell'Interno sui trasferimenti erariali agli enti locali per il 1990.

Da tale rapporto risulta che ai comuni della Valle d'Aosta, per l'anno 1990 - e non per il 1991, come è indicato nell'interpellanza - sono stati assegnati trasferimenti correnti pro capite inferiori alla media nazionale e notevolmente inferiori fra tutti i comuni delle altre Regioni.

Oltre all'inesattezza sopra rilevata, in merito all'anno di riferimento, si segnala che l'attribuzione al Comune di Aosta sono risultate superiori alla media nazionale (lire 334.300, rispetto alla media di lire 327.300) e pertanto non è esatto riferirsi alla totalità dei comuni valdostani.

Inoltre, ai Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, la quota pro capite risulta di lire 282.400 e non di 288.400 come riportato.

Infine, la quota dei Comuni con popolazione da 1.000 a 1.999, da 2.000 a 2.999 e da 3.000 a 4.999, risulta rispettivamente di lire 254.900, lire 284.800 e lire 235.600 e non di lire 288.400.

In merito alle ragioni per le quali alla maggioranza dei comuni valdostani vengono attribuiti trasferimenti inferiori, si rende ne-cessario risalire all'origine di tali trasferimenti. La riforma tribu-taria risale all'anno 1973, per quanto concerne i tributi erariali in-diretti (compartecipazione IGE, addizionale straordinaria sulla benzina, addizionale straordinaria ENEL sui consumi elettrici e sui kilowat prodotti nei comuni sedi di centrali idroelettriche, com-partecipazioni statali sui pubblici spettacoli e sui giochi d'abilità).

Tale riforma risale al 1974 per quanto concerne i tributi diretti comunali, soppressi da tale data (imposta di famiglia, imposta sul valore locativo, sovraimposta terreni e fabbricati, imposta aree fabbricabili).

Le disposizioni legislative in merito hanno previsto in origine che per un quinquennio alle amministrazioni comunali fossero attribuite dallo Stato compartecipazioni pari alle somme riscosse negli anni precedenti (1973-74), riferite ai tributi erariali ed ai tributi comunali soppressi sopra indicati.

Pertanto, l'origine dei trasferimenti trae spunto dai suddetti dati trasmessi a cura dei comuni al Ministero dell'Interno. L'ammontare così determinato ha subito annualmente degli aumenti percentuali sulla base del tasso di inflazione annuo. Il quinquennio previsto è poi stato prorogato annualmente con ulteriori aumenti percentuali, sempre sulla base del tasso di inflazione.

Quindi, i trasferimenti correnti ai nostri comuni, ad eccezione di alcuni di essi, che per particolari situazioni contingenti hanno ottenuto sin dall'origine trasferimenti elevati, sono sempre risultati sotto la media dei restanti comuni italiani in relazione al modesto gettito delle imposte dirette abolite ed ai modesti trasferimenti erariali che venivano erogati quasi esclusivamente in proporzione alla popolazione.

Il problema pertanto non ha avuto particolare risalto nel corso degli ultimi anni, ma è esistito sin dall'inizio.

A partire dall'anno 1981 è stato istituito un apposito fondo perequativo allo scopo appunto di perequare le attribuzioni dei comuni che, sulla base della spesa corrente pro capite, si trovavano più lontani rispetto alla media nazionale. Tale fondo è tuttora operante e, come riportato nel rapporto del Ministero dell'Interno, ha già avuto effetti, in quanto per i comuni fino a 20.000 abitanti di alcune Regioni, tra cui la Valle d'Aosta, storicamente sottodotati, i trasferimenti pro capite si sono riavvicinati alle medie nazionali.

I risultati della perequazione non sono stati ancora completamente raggiunti per i nostri comuni, anche perché il sistema di riparto del fondo perequativo, in parte determinato in proporzione alla popolazione residente e all'inverso del reddito pro capite regionale, è penalizzante in rapporto proprio all'elevato reddito pro capite della nostra Regione.

In relazione all'eventuale segnalazione da parte delle Autorità re-gionali al Ministero dell'Interno in merito alla differenza di trasfe-rimenti, si ritiene che tale segnalazione avrebbe dovuto essere effettuata sin dall'inizio ed eventualmente ripetuta annualmente. Non mi risulta che dette segnalazioni siano mai state fatte.

In merito alle misure che potranno essere adottate per l'avvenire, affinché i nostri piccoli comuni di montagna non siano penalizzati, ritengo necessario innanzitutto richiamare la circolare del Ministero dell'Interno n. 3 del 18 febbraio 1991, con la quale, oltre ad assicurare la continuazione dell'opera perequativa intrapresa fin dal 1981, si rimanda, in esecuzione ai princìpi della legge sull'ordinamento delle autonomie, ad una successiva emanazione di apposita normativa tesa al recupero dei differenziali tuttora esistenti.

Ritengo comunque segnalare in merito che, dai dati consuntivi dell'esercizio finanziario 1989 presso i tesorieri dei 74 comuni valdostani, si è verificata una giacenza di cassa per complessive lire 50.388.000.000, con una media per comune pari a lire 680.000.000, ed avanzi di amministrazione per complessive lire 16.434.000.000, con una media per comune di lire 222.000.000, e che tali dati sono in possesso del Ministero dell'Interno, a seguito dell'invio, per altro previsto per legge, dei certificati al conto consuntivo.

Depuis 17 h. 46 M. le Président Giulio Dolchi reprend ses foncions de Président de la séance.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV) Je remercie l'Assesseur d'avoir répondu de façon, dans l'ensemble, complète et exhaustive à la question, qui cependant demeure importante dans la mesure où les données qu'il a voulu nous présenter font état pour au moins deux catégories de communes, entre 1000 et 2000 habitants et entre 3000 et 5000 habitants, d'un décalage assez net par rapport à la moyenne nationale: 254.000 dans un cas et 235 mille dans l'autre.

Il s'agit de deux situation qui doivent être rééquilibrées et, si j'ai bien compris, dans la réplique qui vient de nous être donnée, le fond de péréquation a entamé une procédure de réalignement, mais le résultat n'est pas encore satisfaisant. De même que les automatismes d'adéquation sur la base de l'augmentation du coût de la vie continuent à pénaliser en perspective ces communes qui se trouvent en retard par rapport à la moyenne nationale.

La dernière donnée qui nous a été citée, c'est-à-dire "giacenze di cassa per 50 miliardi e avanzo di cassa per 16 miliardi", est aussi une donnée fort importante sur laquelle nous devrions commencer à réfléchir pour envisager des solutions qui permettent d'avoir des administrations locales qui disposant de fonds suffisants, mais qui emploient aussi les fonds qu'elles ont à leur disposition.

Je pense donc que l'objectif que nous nous étions fixé en présentant cette interpellation, c'est-à-dire de commencer à soulever un peu le bout de la couverture et commencer à voir quelle est la situation de la finance locale, est partiellement atteint dans la mesure où nous commencerons à aller à fond dans cette question et à proposer nous, pour notre compte, en tant qu'opposition - mais nous espérons que le Gouvernement en fasse autant - des propositions alternatives et des propositions qui permettent de résoudre cette situation qui, si je mesure correctement la dimension du phénomène, n'est pas tout à fait normale, n'est pas tout à fait régulière.