Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2532 del 25 settembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2532/IX Sospensione dei lavori di costruzione del rifugio dell'Urtier e dell'attività di cava nella zona di Vieyes, in Comune di Cogne (Interpellanza).Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PresidenteDo lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 20 dell'ordine del giorno.

Interpellanza Visto l' "Appello per la Val di Cogne" diffuso, in data 23 agosto 1991, dal WWF - Fondo Mondiale per la Natura;

Rilevato che in tale appello si esprimono forti critiche alla costruzione di un nuovo rifugio cosiddetto "alpino" in località Peradza, nel vallone dell'Urtier ed alle attività di cava nella zona di Vieyes;

Rilevato altresì che il WWF chiede una sospensione dei lavori del rifugio dell'Urtier e della cava di Vieyes per riesaminare le implicazioni ambientali di tali interventi;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

la Giunta regionale per sapere:

1) se la cava presso Vieyes è regolarmente autorizzata ai sensi della legge regionale 19 ottobre 1989, n. 67 e gli estremi degli atti autorizzativi;

2) in che data la Società Carolimpresa ha presentato richiesta per il nullaosta della Sovrintendenza regionale per i Beni Ambientali e Culturali; il contenuto del parere emesso in data 19 dicembre 1990 dall'ufficio della Sovrintendenza che ha istruito la pratica; il contenuto e gli estremi del nullaosta della Sovrintendenza regionale;

3) in che data la Società Carolimpresa ha presentato richiesta di concessione edilizia al Comune di Cogne ed in che data tale concessione è stata rilasciata;

4) che cosa si intende fare nei confronti della richiesta di sospensione dei lavori avanzati dal WWF.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Alla fine del mese di agosto, io, come altri Consiglieri, come il Presidente della Giunta, Ministri..., abbiamo ricevuto un documento firmato dal Vicepresidente nazionale del WWF, in cui si segnalano due situazioni che rappresentano un pericolo ambientale per la Valle di Cogne. Le due situazioni sono indicate in una cava in corso di coltivazione nella zona di Vieyes e nella costruzione di un rifugio, cosiddetto "alpino", nel vallone dell'Urtier in località Peradza.

Io ho cercato di avere alcune informazioni su questi due interventi e, in particolare rispetto al rifugio, ho chiesto di vedere la documentazione presso l'Assessorato del turismo, sia quella presso la Sovrintendenza sia quella presso l'ufficio che ha istruito la pratica del contributo.

Devo subito dire che ho trovato una resistenza molto forte alla possibilità di esaminare le pratiche e di avere le informazioni. Intanto presso la Sovrintendenza ho potuto esaminare la pratica solo dopo una settimana di attesa e la stessa mi è stata sottoposta priva di alcuni documenti, nel senso che mi è stato detto che non mi potevano essere esibiti. Il Dirigente dell'Ufficio del turismo mi ha negato l'autorizzazione per esaminare la pratica del contributo, dicendo che gli unici atti che potevano essere esaminati erano quelli definitivi o conclusivi, cioè in pratica le bozze di deliberazioni che poi sono gli atti che arrivano alla votazione del Consiglio e che quindi non ho sicuramente bisogno di andare ad esaminare nei vari uffici.

Ho fatto presente questa negazione dei diritti all'informazione in sede di Commissione, ho inviato anche una lettera all'Ufficio di Presidenza e su questo argomento ho presentato anche una mozione, che discuteremo nel prossimo Consiglio, perché ci troviamo di fronte ad una situazione intollerabile.

Devo dire che, dopo questa presa di posizione, l'Assessore mi ha fatto consultare la pratica del mutuo e quindi ho potuto prendere atto della documentazione, ma l'esame non ha fugato, anzi ha accentuato una serie di perplessità che mi erano venute leggendo il documento del WWF ed esaminando la questione.

Per questo, con l'interpellanza in oggetto, chiedo di avere alcuni chiarimenti su entrambi gli interventi, la cava ed il rifugio in costruzione, e chiedo in particolare quali sono gli estremi di autorizzazione della cava, ai sensi della legge regionale n. 67 del 1989, ed in merito al rifugio vorrei sapere in che data è stata presentata dalla Società Carolimpresa la domanda per il nullaosta alla Sovrintendenza regionale per i beni ambientali, il contenuto del parere emesso in data 19 dicembre 1990 dall'Ufficio della Sovrintendenza che ha istruito la pratica ed infine il contenuto e gli estremi del nullaosta della Sovrintendenza regionale.

Allo stesso modo vorrei conoscere gli estremi della concessione edilizia del Comune di Cogne. Infine, poiché nel documento del WWF si chiede esplicitamente una sospensione di questi interventi, con una pausa di riflessione per riesaminare le questioni e vedere se si tratta di interventi opportuni e quindi da proseguire, oppure da interrompere, vorrei conoscere in merito l'orientamento dell'esecutivo regionale.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dei lavori pubblici, Martin; ne ha facoltà.

Martin (ADP) Rispondo solo al primo punto dell'interpellanza, relativo alla cava di Vieyes.

Tale cava non è assoggettata alla legge regionale 19 ottobre 1989, n. 67, in quanto si tratta di cava di pietra ornamentale. La ditta ha effettuato la denuncia di esercizio ai sensi dell'articolo 28 del DPR n. 128 del 1959. La stessa ditta ha ottenuto l'autorizzazione idro-geologico-forestale dell'Assessorato dell'agricoltura, forestazio-ne e risorse naturali. La zona non è sottoposta a vincoli di tutela paesaggistico-ambientale.

Pertanto, per quanto riguarda la competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici, non sussistono elementi tali da giustificare la sospensione dell'attività della cava in oggetto.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore del turismo, sport e beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Comincio col dare tutte le informazioni relative all'iter completo della pratica, anche se la maggior parte di esse è già a conoscenza dell'interpellante.

La richiesta di ammissione ai finanziamenti previsti dalle leggi vigenti è stata presentata all'Assessorato il 9 ottobre 1989, ai sensi della legge n. 16 del 1986, riguardante i rifugi di tappa.

Poiché i parametri, in particolare per quanto riguarda la capacità ricettiva, non erano quelli previsti dalla legge, la richiesta è stata accettata, previo assenso della parte, come rifugio alpino, ai sensi della legge n. 2 del 1961.

Sotto il profilo giuridico-amministrativo non cambia molto. In particolare, in entrambi i casi è previsto il vincolo della destinazione perpetua a rifugio.

Il parere è stato condizionato ad una modifica relativa alla centralina elettrica, che è stata accettata dalla parte.

E' stata quindi approvata la realizzazione dell'opera ed impegnato un primo stanziamento di 150 milioni di lire con la delibera n. 6240 del 267 luglio 1990, vistata dalla Commissione di Coordinamento il 9 agosto 1990.

In data 13 settembre 1990, è stata presentata, sempre all'Assessorato, la richiesta di parere tecnico sul progetto, che è stato trasmesso alla Sovrintendenza per l'istruttoria.

In data 19 dicembre 1990, l'ufficio che ha esaminato il progetto ha annotato, su un foglio ad esclusivo interno, un primo parere. Si tratta dell'unico documento che il Dirigente non ha voluto mostrare al Consigliere Riccarand, obbedendo a precise disposizioni impartite dalla Presidenza della Giunta, per quanto riguarda gli atti non definitivi, con gli ordini di servizio n. 14 del 3 settembre 1990 e n. 17 del 19 settembre 1990.

Il ritardo nel soddisfare la richiesta del Consigliere Riccarand era dovuto al fatto che il responsabile dell'Ufficio, in questo caso l'arch. Montanari, era in ferie ed è dovuto intervenire un altro Vicedirigente per soddisfare la richiesta.

Sono certo che, tranne questo foglio, tutto il resto è stato mostrato al Consigliere Riccarand.

In ogni caso, dal momento che non abbiamo nulla da nascondere, ritengo doveroso citare testualmente che cosa è scritto in questo foglio: "Si ritiene che dovrebbe essere recuperato (anche con parziali sostituzioni ai fini statici e integrazioni ai fini dell'utilizzo) il volume della preesistenza, con le sue caratteristiche di andamento lineare e con le scarne ed essenziali finiture tipiche dell'alpeggio. Il volume progettato sembra eccessivo. Si richiede incontro con il progettista".

Questo procedimento, di esprimere un primo parere a tavolino solo sulla base della documentazione presentata e poi o di effettuare sopralluoghi o di avere degli incontri con i progettisti, per verificare le possibilità di modifiche, è un procedimento abbastanza usuale.

In questo caso ci sono stati incontri con il progettista e, verificata l'impossibilità e l'inopportunità di estendere orizzontalmente la volumetria, come richiesto in un primo caso, perché poteva avere un maggiore impatto, due mesi dopo, ed esattamente il 22 febbraio 1991, è stata rilasciata l'autorizzazione della quale l'interpellante ha già preso visione e che non deve intendersi, come è scritto nell'interpellanza, come nullaosta della Sovrintendenza, perché in questo caso non esiste un nullaosta della Sovrintendenza, ma esiste un'autorizzazione dell'Assessorato che è firmata dall'Assessore. Di nullaosta si può parlare nel caso della tutela archeologica e monumentale che è prevista dalla legge.

Veniamo ora al terzo quesito dell'interpellanza, relativa alla concessione edilizia. Tale concessione è stata richiesta al Comune di Cogne il 18 settembre 1990 ed è stata rilasciata il 10 maggio 1991. Anche in questo caso sono trascorsi molti mesi tra la presentazione della domanda ed il rilascio dell'autorizzazione.

Voglio sottolineare, anche perché è la prima considerazione da fare, che la pratica ha sempre seguito il suo normale iter burocratico, piuttosto lungo a tutti i livelli, perché non ci sono mai state pressioni per favorirne l'accelerazione.

Il giudizio complessivo dell'Assessorato sulla realizzazione dell'opera è positivo, perché questo rifugio è previsto nell'alta via n. 2 a quota 2526 metri e serve a spezzare una delle tappe più lunghe su questo itinerario.

L'esigenza era sentita da tempo da tutti gli escursionisti ed è stata ribadita anche dall'Unione valdostana delle guide di alta montagna, alla quale avevo chiesto, nell'autunno del 1980, una relazione completa su tutte le necessità di nuovi rifugi sulle alte vie. Darò poi tale relazione in copia all'interpellante, perché serve anche per il discorso generale sui rifugi che affronteremo in Commissione.

Mi pare, peraltro, che tale esigenza sia riconosciuta, sia pure in modo contraddittorio, dal WWF, che nel suo appello dice testualmente: "Il rifugio si trova lungo l'alta via n. 2 ed interrompe una tratta piuttosto lunga, ma questo non è motivo valido per costruire alberghi nelle ultime zone intatte". A parte la dizione volutamente inesatta di "albergo", al posto di "rifugio", che a mio avviso denota la chiara strumentalizzazione politica che sta alla base di questo appello, mi pare di poter dire che anche in questo caso si confrontano e si scontrano due filosofie o quantomeno due esigenze diverse.

L'ottica nella quale si muove il WWF o certi ambientalisti integralisti è quella di preservare la montagna allo stato selvaggio, anche se questo significa fruibilità per pochi privilegiati e grandi esperti o forse, proprio per questo. Pare infatti di cogliere un certo che di egoistico e di possessivo in coloro che poi inveiscono contro quella che chiamano "pastorizia" di turisti con panini e coca cola.

In ogni caso, l'esigenza dell'Amministrazione regionale è, se non opposta, certamente diversa. Una Regione come la nostra, che ha nel turismo la sua attività economica fondamentale, deve si salvaguardare la natura, che è la risorsa turistica principale, ma deve anche cercare di sviluppare il turismo, meglio ancora se sviluppa un turismo legato alla natura, come il turismo escursionistico. Tuttavia questo turismo, per svilupparsi, ha bisogno anche di strutture come i rifugi, non dappertutto, non in modo indiscriminato, ma dove occorrono.

Non sono certamente i politici a dire dove occorrono i rifugi, ma gli esperti ed a me pare che non esistano esperti più obiettivi ed affidabili delle nostre guide alpine, che in tema di salvaguardia della montagna e di amore per la montagna non hanno nulla da imparare da chi viene da fuori a sentenziare, anche se si tratta del vicepresidente del WWF.

Confortati quindi dal parere delle nostre guide, noi non abbiamo alcuna intenzione di aderire alla richiesta del WWF e di sospendere i lavori di realizzazione di quest'opera.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Per quanto riguarda la cava, devo dire che ancora una volta ci troviamo di fronte ad una grave anomalia: abbiamo regolamentato cave di inerti e di pietrame, ma per una scelta politica profondamente errata abbiamo lasciato fuori le cave di pietre ornamentali e quelle di marmo, con tutti i conseguenti problemi di carattere legislativo. Ho visto che finalmente è stato depositato il disegno di legge della Giunta regionale, per cui speriamo di riuscire a regolamentare questa situazione, perché ci sono tanti casi irregolari che devono essere sistemati. In presenza di questa grave carenza normativa regionale, diventa difficile poter intervenire anche in questo caso.

Per quanto riguarda il rifugio, io credo che qui, nonostante gli sforzi dell'Assessore Pascale per cercare di dimostrare la linearità della vicenda ed il carattere positivo di questa scelta, ci troviamo di fronte ad una situazione grave, con dei vizi di legittimità, delle forzature e probabilmente anche delle gravi violazioni di legge.

Secondo me, nella nostra Regione, la diligenza del denaro pubblico non solo non viene difesa dai conducenti rispetto a chi cerca di assaltarla dall'esterno, ma gli stessi conducenti si trasformano tranquillamente in assaltatori della stessa diligenza. Questo è quello che emerge da un esame di questa vicenda.

Credo che il rifugio dell'Urtier, in località Peradza, sia un caso più unico che raro di un contributo di miliardi concesso a fondo perduto dall'Amministrazione regionale a fronte di una domanda che non è mai stata presentata. Questa è la realtà.

L'Assessore non può venirci a dire: "E' stata presentata una domanda il 9 ottobre 1989... e poi dopo siamo arrivati al contributo", perché quella domanda riguardava una legge completamente diversa da quella per cui è stato dato il contributo. Sono due cose completamente diverse. La legge sui rifugi alpini, con determinati parametri, procedure e significati, è del 1961, ma mai è stata presentata una domanda di contributo ai sensi di quella legge. Eppure questa società ha avuto delle deliberazioni di Giunta - al punto 53 dell'ordine del giorno ci sono degli atti che fra poco discuteremo - con cui vengono deliberati miliardi di contributo a fondo perduto per una domanda che non è mai stata presentata.

Secondo me, qui ci troviamo di fronte ad un atto gravissimo. Altro che linearità!

L'Assessore ha detto fra le righe: "E' vero, la domanda era stata presentata ai sensi di un'altra legge.... Poi le parti hanno accettato che venisse dirottata...". Intanto questa accettazione delle parti è stata forse depositata solo in questi giorni, perché fino all'altro giorno, quando io sono andato a consultare la pratica sotto gli occhi vigili dell'Assessore, quell'accettazione non c'era, quindi, se è stata fabbricata in questi ultimi giorni, può darsi che adesso ci sia, ma fino a tre o quattro giorni fa non c'era. Così come io non ho neanche visto traccia della riduzione rispetto alla centralina o atti che la dimostrino.

Io ho visto solo una domanda del 9 ottobre 1989, che riguarda la legge sui sentieri, che non c'entra niente con i rifugi alpini; ho visto i progetti per un rifugio di tappa; ho visto il parere interno dell'ufficio, che esprimeva delle perplessità rispetto al dimensionamento di quella struttura come rifugio di tappa e soprattutto sottolineava l'aspetto gravissimo della mancanza della normativa per dare dei contributi sui rifugi di tappa, motivo per cui non si possono dare contributi per rifugi di tappa... e poi non c'era niente altro.

Veniamo poi alla Sovrintendenza. Qui ci troviamo di fronte ad un'altra cosa assurda, che può darsi che sia anche prassi, ma resta il fatto che è comunque assurdo che deliberiamo dei contributi per i rifugi prima che sia presentata la domanda di autorizzazione in Sovrintendenza. Infatti, la deliberazione di Giunta, con la quale la quale si assegna un contributo a questo rifugio, è del luglio 1990, mentre la domanda alla Sovrintendenza per l'autorizzazione ad eseguire l'opera è, come mi è stato detto, del settembre del 1990.

In ogni caso, il progetto viene esaminato dagli uffici della Sovrintendenza e su di esso viene espresso un parere sostanzialmente negativo, perché quello che ci ha letto l'Assessore è un parere sostanzialmente negativo, che nell'arco di due mesi è diventato un parere "tout court" positivo, non più questa volta da parte della Sovrintendenza (organo tecnico), ma da parte dell'Assessore (organo politico). Quello che non andava bene è diventato improvvisamente positivo.

L'Assessore dice: "Nessuno ha spinto la pratica...", ma questa pratica ha fatto dei salti mortali!

Su questo aspetto del problema, mi riservo evidentemente di intervenire ulteriormente sul punto 53, che riguarda proprio un secondo contributo a questo rifugio, per fare la storia di come sono andate esattamente le cose e chiederò al Consiglio di non avallare questo contributo, sotto pena di voler compiere degli atti che, secondo me, sono viziati da gravissime irregolarità.

Presidente Il Consigliere Faval ha chiesto la parola per fatto personale; ne ha facoltà.

Faval (UV) Je voudrais expliquer la raison pour laquelle je demande de parler pour fait personnel, parce que sur l'argument que l'on est en train de discuter il y a eu un article sur la page régionale de "La Stampa", jeudi 5 septembre 1991, où l'on attribue une affirmation au Président de la Junte qui est la suivante: "A parte il fatto che la pratica è stata portata avanti dall'Assessore al Turismo del passato esecutivo...", je voudrais donner mon interprétation sur cette affirmation, si possible.

Presidente Se nessuno si oppone al fatto personale, che in questo caso è une precisazione, io darei la parola al Consigliere Faval, che ne ha facoltà.

Faval (UV) Merci, monsieur le Président. Alors, je répète, dans cet article qui est paru sur La Stampa avec le titre "WWF contro il rifugio dell'Urtier", à un moment donné on dit: "Bondaz difende l'operato della Giunta: a parte il fatto che la pratica è stata portata avanti dall'Assessore del Turismo del passato esecutivo...", qui était celui qui vous parle.

Je dois, avant tout, démentir formellement cette affirmation, parce que au moment où la Carolimpresa a présenté cette demande - et je confirme ce que monsieur Riccarand vient de dire que la demande a été présentée pour avoir une contribution à fond perdu sur la loi "dei rifugi di tappa" et non pas d'après la loi des refuges de montagne - à ce moment-là, j'avais demandé aux bureaux de l'Assessorat d'arrêter toute contribution concernant "i rifugi di tappa", pour la simple raison que je considérais - et j'en avais parlé en Junte - que dans l'attribution des contributions il y avait trop de discretionnalité, dans le sens que, dans cette loi, l'on dit: "...fino ad un massimo del 70 per cento ". On n'avait ni barèmes ni paramètres pour établir qui avait droit à la contribution de 70 pour cent, qui de 50 pour cent et qui de 30 ou de 40 pour cent.

J'avais, avec les bureaux, étudié certaines possibilités de barème pour éviter qu'il y ait l'exercice de cette discretionnalité. Le sens était celui de prévoir le maximum de la contribution dans le cas où la Commune ou d'autres institutions publiques voulaient, d'après la loi "dei rifugi di tappa", construire des refuges. On avait un pourcentage inférieur, sur cette contribution, dans le cas où il y avait des coopératives et encore moins, nous avions prévu 30 ou 40 pour cent, quand il s'agissait de particuliers.

Après que la demande a été présentée à l'Assessorat, j'ai eu un certain nombre de sollicitations de la part de monsieur Bondaz et je lui avais expliqué ce que nous étions en train de faire, c'est-à-dire que nous étions en train de préparer une modification de cette loi.

A ce point, si monsieur Bondaz a cru bon de se faire ce petit cadeau de deux milliards, qu'il se prenne ses responsabilités parce que ce n'est pas correct d'attribuer à d'autres des responsabilités qu'ils n'ont pas, parce que moi, cette demande et les autres qui étaient venues à l'Assessorat concernant les contributions pour les refuges d'étape, je les avais arrêtées pour les raisons que je viens de vous expliquer.