Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2522 del 25 settembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2522/IX Apertura della caccia al capriolo in Valle d'Aosta (Interrogazione).Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.

Interrogazione Rilevato che il calendario venatorio 1991 ha previsto, per la prima volta, la possibilità di cacciare, in Valle d'Aosta, il capriolo;

Evidenziato che l'apertura della caccia al capriolo è assurda ed inaccettabile in considerazione dell'esiguo numero di questi animali presenti in Valle d'Aosta;

Sottolineato inoltre che il numero di caprioli di cui è consentito l'abbattimento (68 capi) è sproporzionato rispetto alla presenza dei caprioli in Valle d'Aosta che non supera probabilmente le 200 unità;

Rilevato altresì che in base a tale calendario venatorio è di fatto consentito ai cacciatori di circolare con veicoli a motore lungo le strade interpoderali;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interroga

l'Assessore dell'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali per sapere:

1) in base a quali valutazioni e criteri si è deciso di aprire la caccia al capriolo in Valle d'Aosta;

2) per quale motivo si è autorizzato l'abbattimento di un numero così elevato di caprioli;

3) se non si ritiene opportuno ed urgente impedire l'utilizzo delle strade interpoderali per l'attività di caccia.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dell'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC) L'Assessorato dell'agricoltura, forestazione e risorse naturali raccoglie ogni anno le informazioni sul numero di caprioli avvistati sul territorio valdostano dalle stazioni forestali. Dai dati raccolti non è possibile stimare con precisione la popolazione di caprioli in Valle d'Aosta, perché il censimento di questi animali è molto difficile e, a detta degli esperti, può essere sottostimato con facilità anche del 100 per cento.

Nonostante ciò possiamo ritenere che il numero di caprioli presenti in Valle sia abbastanza alto. Infatti, nella sola giurisdizione forestale di Etroubles, dove da alcuni anni i forestali effettuano dei censimenti più precisi, sono 189 i caprioli effettivamente contati nella primavera di quest'anno.

Se è vero, dunque, come dicono gli esperti in materia, che il censimento più preciso può sottostimare anche del 100 per cento il numero di caprioli presenti, ecco che solo nella giurisdizione di Etroubles si superano largamente le 250 unità. In tale zona si registrano, infatti, così evidenti danni alla vegetazione boschiva, che uno studio dell'Università di Torino, fatto nel 1990, ne consiglia un prelievo limitato. Estendendo tale ragionamento a tutta la Valle e tenendo conto dei dati forniti dal Corpo forestale valdostano, si è considerato di poter accettare, come proposto dal Comitato regionale caccia, un limitato prelievo, sia pure diversificato tra le diverse circoscrizioni venatorie: più alto in quella comprendente il territorio della giurisdizione di Etroubles (25: pari al 37 per cento del totale ammesso all'abbattimento), più piccolo in Bassa Valle (tre esemplari nella zona di Gressoney e Champorcher).

I caprioli censiti ammontano a 446. Quindi, rispondendo alla seconda domanda ("per quale motivo si è autorizzato l'abbattimento di n numero così elevato di caprioli"), possiamo dire che il prelievo autorizzato raggiunge appena il quindici per cento del numero censito. Poiché a detta degli esperti tutti i censimenti sono sicuramente sottostimati, possiamo tranquillamente ritenere che questi 68 caprioli sono senz'altro meno del dieci per cento della popolazione esistente in Valle d'Aosta, per cui non riteniamo che tale numero sia eccessivo. Possiamo inoltre precisare che fino a ieri erano stati abbattuti in totale sei caprioli, uno dei quali è stato "bracconato" nella Valpelline.

Rispondendo alla terza domanda ("se non si ritiene opportuno ed urgente impedire l'utilizzo delle strade interpoderali per l'attività di caccia"), posso dire che il "carnet de chasse" limita l'ingresso nelle strade interpoderali, cosa invece ammessa dalla legge n. 37 del 1985 che consente ai proprietari di circolare liberamente. Il "carnet de chasse", che probabilmente è stato male interpretato, consente la circolazione solo a coloro che sono stati autorizzati sulla base della normativa della legge n. 37 ed anche i proprietari, che pure sono autorizzati dalla suddetta legge, devono sottostare alle limitazioni stabilite dal "carnet de chasse".

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Non sono assolutamente soddisfatto delle risposte dell'Assessore, innanzitutto perché ha deciso l'apertura della caccia al capriolo ed in questo modo.

L'Assessore ha detto che non esistono dati precisi, ma nella circoscrizione di Etroubles dovrebbero essere stati censiti, sia pure in modo approssimativo, 170-180 caprioli. Non abbiamo dati sull'insieme della Regione ed abbiamo una situazione abbastanza incerta.

L'unico dato di fatto è che si tratta di una popolazione di fauna selvatica che è ancora molto limitata nella nostra Regione e che ha una presenza significativa soltanto nella circoscrizione di Etroubles. Credo che siano ben pochi i Valdostani che abbiano avuto occasione di poter vedere ed ammirare questi animali. Non so quanti abbiano potuto avere questa esperienza.

Invece adesso si decide di autorizzare, per la prima volta in Valle d'Aosta, l'abbattimento di questi animali, che pure sono così pochi nella nostra Regione.

Se poteva essere giustificata sul piano tecnico, come sembravano indicare gli studi del 1990, una parziale apertura della caccia, ciò poteva avvenire nella sola circoscrizione in cui c'era una popolazione significativa, cioè in quella di Etroubles. Estenderla a tutta la Regione è stato un errore molto grave, così come è stato grave prevedere un tetto così elevato, 68 capi, mentre le stesse indicazioni del personale tecnico si attestavano sull'ordine di 15-20 capi, nella sola circoscrizione di Etroubles. Per questo a noi sembra che si sia fatto un passo sbagliato e che si sia sostanzialmente voluta accettare ed avallare un'impostazione che rappresenta solo il punto di vista dei cacciatori, senza tener presente un'esigenza più complessiva della comunità valdostana.

Anche per quanto riguarda la questione delle strade interpoderali, il calendario venatorio ha una formulazione molto ambigua, che permette di fatto l'utilizzo delle strade interpoderali per l'attività venatoria, mentre è possibile, attraverso una correzione o abrogazione del primo comma dell'articolo 15 del calendario venatorio, chiarire che non si possono usare strade interpoderali per l'attività venatoria. Tali strade hanno una finalità legata all'attività produttiva, alla dimora, a servizi vari, ma non possono essere utilizzate per l'attività venatoria; pertanto, chi vuole andare a caccia, deve fare il percorso a piedi, come chi fa dell'escursionismo.

Credo che sia necessario ed urgente introdurre una norma più restrittiva già nel calendario venatorio del prossimo anno.

Per quanto riguarda la caccia al capriolo, l'Assessore dice che sono stati abbattuti solo sei capi. Ma siamo appena all'inizio, perché è da soli due o tre giorni che è aperta la caccia. Non so che risultati potrà dare alla fine. Comunque, se si arriverà ai 68 abbattimenti consentiti, si tratterà di un depauperamento molto grave per la nostra Regione. La cosa ci preoccupa... Come?

(...interruzione dell'Assessore Lanièce...)

... Certo, questa è la nostra valutazione.