Oggetto del Consiglio n. 280 del 10 luglio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 280/75 - DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONI, INTEGRAZIONI E ABROGAZIONE DI NORME PER COORDINARE GLI INCENTIVI ECONOMICI REGIONALI NEI SETTORI DELL'AGRICOLTURA, DELL'INDUSTRIA E DEL TURISMO".

Le esperienze acquisite in circa un anno e mezzo di applicazione della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, istitutiva dei fondi regionali di rotazione, suggeriscono alcune modificazioni alla relativa normativa.

Una prima serie di modificazioni, che potremo dire la principale e che ha formato oggetto più volte di sollecitazioni da parte del Consiglio, è diretta al raggiungimento di un maggiore coordinamento di tutti gli interventi della Regione nei settori del turismo, dell'industria e dell'agricoltura. Col susseguirsi degli anni si è infatti andata formando attorno a questi settori una gamma di provvedimenti legislativi ed amministrativi, che a lungo andare ha creato un quadro molto complesso, se non confuso, e molto frammentario e non coerente, specie per quanto riguarda l'agricoltura, degli incentivi posti in essere dalla Regione a favore delle categorie interessate. Questa frammentarietà non giova certamente alla chiarezza politica degli investimenti regionali e contribuisce a far perdere di vista gli obiettivi principali dei fondi di rotazione i quali sono, da una parte, l'ordinato sviluppo dell'economia regionale e, dall'altra, la massima produttività dei vari interventi. Nelle esposte condizioni appare indispensabile dare l'avvio ad una inversione della politica finora seguita, per far convergere nei fondi regionali di rotazione, con gradualità, tutti gli incentivi (o la maggior parte di essi) offerti dalla Regione agli operatori per le iniziative assunte o da intraprendere nei medesimi settori.

In seguito ad un primo esame della materia è emerso, che possono fin d'ora essere fatti confluire nei fondi regionali di rotazione gli stanziamenti previsti dalle seguenti leggi:

- legge 21.8.1962, n. 20, modificata dalla legge 11.3.1968, n. 8 - Provvidenze per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali, od il loro ampliamento o trasferimento (150 milioni, capitolo 487);

- legge 9.2.1968, n. 4 - Contributi sui mutui bancari assunti per la costruzione, l'ampliamento, ammodernamento e arredamento di alberghi, ristoranti, bar, case per ferie lavoratori, campeggi, ostelli (80 milioni, capitolo 854);

- legge 12.7.1969, n. 8 - Contributi per la costruzione di lattodotti ed impianti annessi (30 milioni, capitolo 371).

Il disegno di legge prevede inoltre il trasferimento a favore dei fondi regionali di rotazione delle disponibilità esistenti in bilancio per effetto della deliberazione del Consiglio regionale n. 36 del 21.3.1959, avente per oggetto: "Contributi in spese per interessi su mutui per iniziative tendenti all'incremento e miglioramento delle imprese agricole".

Altre iniziative faranno seguito alla presente al fine di ricondurre nell'ambito dei fondi di rotazione, assoggettandolo alla relativa normativa, ogni altro intervento della Regione (o quanto meno la maggior parte di essi) nei settori suindicati.

Un secondo obiettivo del disegno di legge è il seguente: "La legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, relativa ai fondi regionali di rotazione, prevede l'applicazione alle operazioni previste dalla legge stessa di tassi annui di interesse i quali variano, a seconda dei casi, da un minimo dell'1% ad un massimo del 4%.

Alla entrata in vigore della legge citata il tasso ufficiale di sconto era pari al 6,5%: di non molto superiori erano i tassi di interesse allora praticati dagli istituti di credito.

Successivamente si è verificato uno slittamento del valore della moneta, che è ancora in atto.

Il tasso ufficiale di sconto è salito recentemente al 9% (ora è pari all'8%) e ad una misura notevolmente superiore sono aumentati i tassi annui di interesse.

Nelle stesse condizioni oggi il mantenere invariati i tassi di interesse originariamente previsti si risolve in un vantaggio superiore ad ogni previsione a favore degli operatori privati, tanto da accreditare il sospetto che nella presente congiuntura siano realizzabili casi di vera e propria speculazione specie per quanto concerne i prestiti di conduzione e di esercizio al tasso dell'1% o del 2% annuo.

Al vantaggio di taluni fa riscontro il danno di altri, e cioè di quanti non possono ottenere l'ammissione alle provvidenze regionali: infatti gli elevati oneri presentemente sostenuti dalla Regione ritardano la ricostituzione del capitale originario destinato ai fondi di rotazione e limitano con ciò la possibilità di accesso ai relativi incentivi.

Si pone quindi la necessità di stabilire tassi di interesse i quali, pur continuando ad essere agevolati, risultino ancorati alle variazioni del mercato finanziario, ed in particolare alle oscillazioni del tasso ufficiale di sconto.

Un'ultima serie di modificazioni è suggerita da necessità di varia natura: alcune sono dirette a privilegiare le spese di investimento in impianti immobiliari (tale è la riduzione dal 30 al 9% delle spese per scorte ammissibili nei mutui concedibili per le industrie) ed altre sono rivolte ad apportare alcune rettifiche al testo legislativo, il cui contenuto è reso evidente dalla semplice lettura del disegno di legge proposto."

La Giunta, ritiene di avere con ciò accolto, se non tutte, almeno le principali proposte in merito formulate in Consiglio nel corso di precedenti adunanze e confida pertanto nella approvazione del disegno di legge presentato.

---

Disegno di legge n. 135

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ........................ n.......: "MODIFICAZIONI, INTEGRAZIONI E ABROGAZIONE DI NORME PER COORDINARE GLI INCENTIVI ECONOMICI REGIONALI NEI SETTORI DELL'AGRICOLTURA, DELL'INDUSTRIA E DEL TURISMO".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo 1

I tassi di interesse relativi ai mutui ed ai prestiti previsti dai seguenti articoli della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, sono fissati nelle misure appresso indicate:

- art. 5, 2° comma, nn. 1 e 3: 5%

- art. 5, 2° comma, n. 2 : 6%

- art. 5, 3° comma : 4%

- art. 7 : 6%

- art. 9 : 7%

- art. 11 : 3,50%

- artt. 12 e 13 : 5%

La Giunta Regionale è autorizzata a modificare i tassi suindicati, in relazione alle variazioni del tasso ufficiale di sconto, fino al limite minimo del due per cento.

Articolo 2

All'articolo 2 della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, è aggiunto il seguente comma:

"Detti mutui sono altresì concessi per la sistemazione di singoli fabbricati situati all'esterno degli ambiti territoriali di cui al comma precedente sempre che presentino interesse storico, artistico o ambientale. La sussistenza di tale interesse viene dichiarata dalla Sovraintendenza regionale ai Monumenti, Antichità e Belle Arti.".

All'articolo 3, lettera e) sono aggiunte le parole: "della Valle d'Aosta".

All'articolo 5, secondo comma, punto 3, sono aggiunte le parole: "nonché a favore dei Comuni della Valle d'Aosta".

Il terzo comma dell'articolo 8 è così modificato: "La spesa ammissibile per le scorte non può superare il 9% della spesa totale per l'investimento".

L'articolo 22 è così modificato:

"Gli immobili e le opere che hanno beneficiato delle provvidenze previste dalla presente legge non possono mutare la destinazione, per la quale venne concessa la provvidenza per la durata originaria del mutuo, a decorrere dalla data di inizio dell'ammortamento; per il medesimo periodo di tempo gli immobili che hanno beneficiato delle provvidenze di cui al capo I non possono altresì essere alienati per atto tra vivi''.

I mutuatari dovranno assumere e costituire formalmente tali vincoli in sede di stipulazione del contratto definitivo di mutuo: i vincoli sono trascritti, a cura e spese dei mutuatari, nei registri immobiliari.

Nel caso di violazione degli obblighi di cui al primo comma, il mutuatario dovrà rimborsare anticipatamente e immediatamente il mutuo e versare, altresì, a titolo di penale, una somma pari al 25% del debito residuo.

In casi eccezionali, e previa valutazione delle risultanze negative delle gestioni, la Giunta regionale può autorizzare, subordinatamente al rimborso totale delle somme mutuate, l'abolizione dei vincoli di cui sopra a condizione che siano trascorsi almeno 5 anni dall'entrata in funzione delle opere per le quali sono stati concessi i mutui agevolati".

Articolo 3

All'articolo 1 della legge regionale 14 dicembre 1972 n. 40, sono soppresse le parole: "o iniziative di interesse economico locale".

Articolo 4

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge cessa l'applicazione della deliberazione consiliare n. 36 del 21 marzo 1959.

I fondi disponibili alla data di entrata in vigore della presente legge sui capitoli di bilancio destinati al finanziamento delle spese previste dalla suddetta deliberazione, saranno portati in aumento della dotazione dei fondi regionali di rotazione con legge di variazione dello stesso bilancio.

Articolo 5

A decorrere dal 31 dicembre 1975, sono abrogate le leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20; 9 febbraio 1968, n. 4; 11 marzo 1968, n. 8 e 12 luglio 1939, n. 8.

Articolo 6

In sede di formazione del bilancio di previsione della Regione relativi agli esercizi futuri la Giunta regionale formula proposte dirette a far affluire nei fondi regionali di rotazione ogni altro stanziamento di bilancio che sia riservato ai settori di intervento ed ai beneficiari previsti dalla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, assumendo le iniziative a questo scopo necessarie.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Andrione (U.V.) - Si tratta, anche se per adesso in maniera limitata, di un provvedimento di legge che tende a rendere più agevole e più facile l'applicazione dell'istituzione a oltre due anni dal fondo di rotazione. Sia per la sua natura, cioè fondo di rotazione legato ai tassi di interesse correnti, sia per il fatto parallelamente al fondo di rotazione, sono rimasti in vigore altri provvedimenti di legge con provvidenze, o a fondo perso o di altra natura. Era necessario cercare di unificare il più possibile il tipo di intervento dell'Amministrazione regionale e determinare i tassi di interesse in vigore dopo il decreto - se ricordo bene - del 23 aprile di quest'anno del Capo dello Stato. Là il progetto di legge ha avuto diverse discussioni in differenti Commissioni, con spostamenti dei tassi di interesse e con alcuni perfezionamenti formali della dizione del primo progetto. Proprio oggi abbiamo sospeso la seduta per permettere alla Commissione Affari Generali di ripassare tutta la materia e di presentare per questo pomeriggio un progetto di legge nella sua forma migliore e completa. Non aggiungo altro, lascerei la parola al Presidente della Commissione Affari Generali, o a coloro che hanno partecipato al dibattito per l'illustrazione dei singoli articoli e delle singole modifiche.

Lustrissy (D.P.) - Signor Presidente ...(voci)... no, rinuncio, passo dopo...

Jorrioz (IND.) - Io pregherei il Consigliere Lustrissy di prendere la parola in attesa del Presidente della Commissione.

Lustrissy (D.P.) - No, mi dispiace, ma a ognuno il suo posto. Questa iniziativa di legge ...(voci)... arriva finalmente in Consiglio...

Jorrioz (IND.) - Era stata data la parola, ma il Presidente della Commissione...

Milanesio (P.S.I.) - Chiedo scusa, ero uscito solo un attimo.

La Commissione Affari Generali e Finanze, che viene tacciata di lavorare poco, in realtà deve vedere quasi tutto; oggi ha addirittura lavorato sino alle 2 e mezza per poter esaminare compiutamente e approfonditamente questo provvedimento che già aveva avuto l'esame autorevolissimo di altre Commissioni. La Commissione, però, all'unanimità, proporrebbe alcune ulteriori modificazioni non sostanziali e, se mi consentite, le illustrerei brevemente. Intanto ci sarebbe da ritoccare i tassi di interesse proposti per creare una certa perequazione tra settore e settore.

Per intenderci, la Commissione propone di mantenere invariati i tassi proposti dalla Commissione Turismo come segue: per l'articolo 5, 2° comma, n. 1 e n. 3, è il 4%; per l'articolo 5, 2° comma, n. 2, è il 5%; per l'articolo 5, 3° comma, è il 4%, mentre proporrebbe di portare al 6% i finanziamenti previsti dall'articolo 7 che si riferiscono al Turismo, vale a dire all'industria alberghiera; dovrebbe poi riportare al 7% quelli dell'articolo 9 che si riferiscono all'industria e manterrebbe nella formazione iniziale della Giunta l'articolo 11 al 3,50% (l'articolo 11 lo considererebbe tutto insieme, senza distinguerlo in commi), e per gli articoli 12 e 13 lo porterebbe al 5%. Questo perché? Perché per quanto riguarda gli ultimi due articoli vi sono precise disposizioni da parte della Comunità Economica Europea che non possono essere modificate dall'Amministrazione regionale. L'Assessore Fosson potrà spiegare meglio questa situazione perché egli è esperto in materia.

Non abbiamo ritenuto opportuno modificare più avanti i testi, tranne - evidentemente rispetto alla proposta della Commissione Turismo - un adeguamento necessario e indispensabile all'articolo 2, là dove si dice, dopo il punto 4): "I mutui hanno la durata massima di anni 18, il tasso annuo di interesse è del 5%", noi abbiamo messo del 6%, in conseguenza della variazione fatta prima. Poi si propone sempre una modificazione formale, sostanziale al fabbricato, all'articolo 22, laddove si dice nell'ultimo comma: "In casi eccezionali, e previa valutazione delle risultanze negative... subordinatamente al rimborso totale delle somme mutuate e sentito il parere della Commissione consiliare permanente per il Turismo". Noi consideriamo di mettere "sentito il parere delle competenti Commissioni consiliari", perché la materia si riferisce non già solo al Turismo, ma anche ad altri settori. Poi si proporrebbe di unificare gli articoli 4 e 5 facendone un unico articolo, modificando però l'articolo 4. Vi darei lettura del testo unificato, che sarebbe il seguente, cioè gli articoli 4 e 5 diventerebbero un solo articolo che pertanto sarebbe l'articolo 4. Esso reciterebbe: "A decorrere dal 1° gennaio 1976 cessa l'applicazione della deliberazione consiliare n. 36 del 21 marzo 1959". Questo perché non è bene far decorrere dal 31 dicembre; sotto vedremo che si proponeva di far decorrere dal 31 dicembre, ma bisogna sempre far decorrere dal 1° dell'anno. Il Ragioniere Capo spiegava che su quei fondi previsti dalla deliberazione consiliare n. 36 del 21 marzo vi sono ancora da attingere dei denari per conguagliare spese già sostenute. In definitiva, quindi, sarebbe opportuno far cessare l'applicazione di questa deliberazione dal 1° gennaio analogamente alle leggi che vengono abrogate, per cui l'articolo 4 proseguirebbe così: "A decorrere dalla stessa data - cioè 1° gennaio 1976 - sono abrogate le leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20, 9 febbraio 1968 n. 4...", eccetera. Queste sarebbero le modifiche che la Commissione permanente Affari Generali e Finanze propone alla Giunta regionale, all'unanimità dei presenti. Il testo credo che sia stato distribuito a tutti, meno forse al Presidente della Giunta... no, credo ce l'abbia. Nell'ultimo testo, quello proposto dalla Commissione Finanze, c'è l'articolo 4 che unifica gli articoli 4 e 5 di prima e poi c'è un articolo 5 che sostituirebbe l'articolo 6.

Non ho altro da aggiungere, penso che altri membri della Commissione potranno anch'essi dare un contributo alla discussione.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Tonino... no, l'aveva chiesta Lustrissy... chiedo scusa a Tonino. La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Per me era poi lo stesso, comunque.

L'iter di questa legge è stato abbastanza travagliato e caotico, perché di Commissione in Commissione è venuto fuori una tale confusione che ancora dobbiamo chiarirci le idee. Mi riferisco non tanto alla proposta di unificazione relativa all'iniziativa del Gruppo Comunista e all'assenso della Giunta per recepirla sull'articolo 2, in quanto quella proposta dopo alcune riunioni di Commissioni era stata più o meno accettata da tutti i Gruppi, ma quello che mi lascia un po' perplesso sono le numerose riunioni delle Commissioni. Io parto dalla considerazione che le riunioni della Commissione Turismo sono state numerose su questo problema e proprio da tali riunioni sono partite le osservazioni che poi sono state oggetto di discussione e di ridiscussione; soprattutto per quanto riguarda i tassi di interesse, ci siamo trovati di fronte ad alterne proposte per un chiarimento non è mai venuto in merito ai quesiti posti dai Commissari della Commissione.

Ora, se per alcune iniziative - e sono quelle di intervento nel settore turistico e nel settore industriale - ci sono state delle rivalutazioni dei tassi di interesse di alcuni punti, per il settore agricolo abbiamo assistito addirittura ad una rivoluzione completa di tali tassi che hanno sorpassato di molti punti tutte le altre rivalutazioni. A più riprese durante la riunione della Commissione avevamo chiesto e al Presidente della Giunta e ai funzionari incaricati dei chiarimenti sulle norme e sulle direttive in materia di credito agricolo, sia della C.E.E. che dello Stato italiano. Fortunatamente, grazie ad un Dirigente funzionario dell'Assessorato dell'Agricoltura, nel corso dell'ultima riunione della Commissione siamo venuti in possesso del testo di legge n. 153 del 9 maggio 1975 relativo all'attuazione delle direttive del Consiglio della Comunità Europea per la riforma dell'agricoltura. L'articolo 18 di tale testo di legge, cioè non più testo di legge ma legge dello Stato italiano, tratta del problema concorso in pagamento degli interessi nel settore credito agricolo per i miglioramenti fondiari e per i crediti di dotazione aziendale che sono i crediti di esercizio ed i crediti di conduzione. Orbene, da una lettura di questo testo, appare chiaro che c'è un certo privilegio nei confronti delle Regioni defavorite e questo a recepimento dell'ultima direttiva della Comunità Europea entrata in vigore nel gennaio 1975 nei confronti delle zone defavorite del Mezzogiorno e delle zone montane, ovvero classificate "montane" in base alla legge nazionale del 1951. In questo caso, stabilisce la legge, l'onere a carico del beneficiario non può essere inferiore al 3% per tutto il territorio nazionale e al 2% per le zone del Mezzogiorno e per gli altri territori depressi, ivi comprese le zone classificate montane delimitate a norma delle leggi vigenti.

Ora, come noto, il territorio della Regione Valle d'Aosta è interamente classificato montano ad eccezione di una parte del territorio del Comune di Aosta. Orbene, se la legge fissa dei minimi, e i minimi sono il 2% dell'onere dell'interessato, noi dovevamo considerare il problema degli interventi nel settore agricolo perlomeno come aumento di percentuali in rapporto agli aumenti che si sono praticati negli altri settori. Cosa ne viene fuori da queste considerazioni? Che di fronte a questa legge, nell'ultima riunione della Commissione Turismo avevamo proposto, come Gruppo di opposizione, che gli interessi relativi all'articolo 11 e agli articoli 12 e 13 dei fondi di rotazione - che rispettivamente prevedevano interventi nel settore del miglioramento fondiario per l'articolo 11 e dei crediti di esercizio e di conduzione per gli articoli 12 e 13 - di privilegiare le Cooperative, giusto quanto disposto dal 3° comma dell'articolo 11. Perché l'articolo 11 è strutturato in tre fondi: da una parte si prendono in considerazione le iniziative singole, al 2° comma le iniziative cooperativistiche e al 3° comma le iniziative dei coltivatori diretti. I tassi precedenti erano fissati al 3% per le iniziative singole e al 2% nei confronti delle Cooperative e delle iniziative dei coltivatori diretti, mentre per gli articoli 12 e 13 avevamo l'1% per l'articolo 12 e il 2% per l'articolo 13.

Ora, partendo da queste considerazioni sulle norme vigenti o, come così più tecnicamente affermato nella proposta di legge all'esame, emanate dallo Stato, erano fissati dei limiti. Non capisco perché si vogliano superare questi limiti e sacrificare l'intervento, non privilegiare gli interventi nel settore agricolo, elevando - e mi riferisco in modo particolare agli articoli 12 e 13 - di quattro punti gli interessi previsti dall'articolo 12 e di 3 punti gli interessi previsti dall'articolo 13, aumentando di un punto e mezzo il tasso di interesse previsto nei confronti delle Cooperative per l'investimento ventennale nel settore dei miglioramenti fondiari. Va bene, io voglio fare questa tournée garibaldina all'interno delle Commissioni, imporre questa routine alle Commissioni per mancata istruttoria di tutta la pratica relativa alla legge, con tutte le implicazioni, le numerose richieste di chiarimenti, le numerose richieste di documentazione mai esaudite, se non nell'ultima Commissione. In Commissione si fa una proposta, la proposta non viene presa in considerazione, niente di male, la maggioranza intende mantenere la sua impostazione? Però perlomeno ci si giustifichi del perché si vuole adottare un'impostazione diversa, elevando quei minimi previsti dalla legge nei confronti dell'agricoltura o perlomeno ci si spieghi se non siamo riusciti a capire appieno il meccanismo della legge nazionale, come sono stati fatti questi conteggi, perché noi possiamo anche contare, possiamo anche capire. Qualcuno ha tentato di giustificare degli abusi nei settori del capitale di esercizio e di conduzione (l'ha affermato qualcuno, non io), ha affermato che ci sono stati degli abusi nell'utilizzazione di capitali di credito di esercizio e di conduzione. Io posso anche capire certe situazioni, però quando si trattava di utilizzare dei fondi non regionali, fondi dello Stato, il Piano verde forse... dall'applicazione dell'articolo relativo all'applicazione delle iniziative relative ai crediti di esercizio e di conduzione, cose che sono state verificate poi in sede di attribuzione di fondi in base alla legge regionale sui fondi di rotazione, ove si è adottato un criterio più restrittivo e si è adottato un criterio di valutazione di produzione lorda vendibile aziendale per riuscire a conseguire il diritto all'organizzazione di prezzi sia di credito che di conduzione, di esercizio che di conduzione.

Orbene, io vorrei che mi si spiegasse, perché - e qui non è spiegato - potrebbero esserci delle ragioni valide, potrebbe essere il frutto di queste riunioni affrettate che si susseguono e portano alla conclusione. Però, dato che queste notizie sono arrivate all'ultimo momento, noi eravamo favorevoli al mantenimento dei tassi di intervento, cioè del carico e dell'onere a favore del beneficiario così come stabilito dalla legge nazionale nei due punti, cioè del 2% perlomeno per le iniziative più valide nel settore agricolo... perlomeno, perché credo che tutti quanti consideriamo più validi gli interventi nel settore dei miglioramenti fondiari che tendono soprattutto a modificare e a razionalizzare le strutture delle nostre aziende, e volevamo privilegiarle chiedendo che venisse mantenuto questo minimo previsto di intervento a carico del beneficiario del 2% così come è stato previsto per la legge regionale. Ora questo 2% viene proposto definitivamente al Consiglio oggi in un 3,50%. Per gli articoli 12 e 13, ripeto, si fa un salto che diciamo non è neanche rapportabile alle percentuali applicate negli altri settori, turismo e industria, cioè addirittura si passa dall'1 al 5% dell'articolo 12 e dal 2 al 5% per l'articolo 13.

Ora io ritengo che, indipendentemente dalla valutazione dei minimi previsti dalla legge nazionale, non ci sia una scala di percentuali armonica fra le diverse iniziative. Ad un certo punto si privilegiano gli altri settori e si vuole castigare l'agricoltura perché qualcuno ha detto - e io non lo condivido - che nell'utilizzazione degli articoli 12 e 13 ci sono state delle speculazioni. Ora che qualcuno voglia dimostrarmi che su un capitale imprestato di 500.000 lire, di un milione o di un milione e mezzo, ci possano essere delle speculazioni... beh, io avrei molti dubbi e vorrei anche che me lo si dimostrasse, perché chiacchiere è facile farne, ma poi bisogna anche dimostrarlo. Rimane il fatto che i capitali di esercizio di conduzione sono un fattore determinante nelle imprese agricole e tutti lo sappiamo, in qualsiasi intervento, in tutti i tempi. Considerato l'azienda agricola, la sua impostazione, la sua organizzazione, il capitale di credito di esercizio rappresenta l'intervento principale nei confronti dell'azienda, perché questa acquisisce i mezzi per produrre nella stagione che non produce, ha bisogno di acquistare sementi e concimi durante la stagione che non realizza e deve poi restituire nel momento del realizzo. In tutte le aziende è normale questa prassi nelle aziende industriali ed anche turistiche, dove i ricavi sono molto superiori in percentuale a quelli attribuiti all'agricoltura, perché normalmente il capitale terra - e tutti me lo insegnano - non va oltre al 2% come reddito, mentre in tutti gli altri settori, sia nel settore turistico, sia nel settore industriale, i redditi e l'accumulazione di capitale - quindi la possibilità di disporre delle riserve per gli investimenti - sono molto superiori che non nel settore agricolo.

Ora, a parte queste considerazioni, vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio sull'esigenza di mantenersi perlomeno nei limiti previsti dalla legge nazionale, almeno per l'intervento nel settore delle Cooperative, perché qua dalla proposta che ci è stata presentata di nuovo oggi all'articolo 11 non si fa più la distinzione tra gli interventi nei confronti dei singoli e quelli nei confronti delle Cooperative, pertanto non si privilegiano più le Cooperative. Io vorrei che mi si chiarisse il perché di questa proposta che non viene accolta e poi anche il perché si vuole a tutti i costi portare avanti questa impostazione del 5% nel credito di esercizio e di conduzione con questo aumento percentuale che non è in rapporto con gli aumenti percentuali previsti negli altri settori, a meno che non si voglia ancora dichiarare o insistere che c'è un giro di speculazione al quale io non credo. Non ci può essere, perché le somme dei capitali prestati sono talmente modeste che è ridicolo parlare di speculazione con dei capitali di un milione, un milione e mezzo al massimo, o quando arrivano aziende più grandi; arrivano quattro o cinque milioni, ma sono casi eccezionali dove ci troviamo di fronte ad un'impresa veramente valida ed economicamente organizzata. Vorrei che mi si dimostrasse il perché si vuole fare questo giro, il perché non solo non si vuole privilegiare la viticultura, ma non si tiene questo "rapporto "armonico" di aumento da un settore all'altro, considerando il fatto che l'agricoltura, per sua natura, è uno dei settori che non può cumulare, non può avere riserve e non può avere dotazioni per i fondi di esercizio per la normale attività aziendale.

Per il resto, su quanto previsto dalla legge diciamo in linea di massima che si era d'accordo nell'unificare questa iniziativa ed anche sulla proposta che ne è venuta fuori che, pur coi limiti della proposta, perché lascia poi di volta in volta al Consiglio regionale la funzione di stabilire il plafond massimo di intervento e, a ogni cambiar di maggioranza, potrebbe esserci un'impostazione diversa. Allora tutta questa concezione di limitare tali investimenti ad iniziative aventi una certa dimensione verrebbe travolta dall'alternarsi delle maggioranze di questo Consiglio regionale.

Quello che però lascia ancora alcune perplessità è anche il terzo comma dell'articolo 1, dove ad un certo punto, a tutti i costi, si vuole fare riferimento alle norme cogenti emanate dallo Stato e dalla Comunità Europea, quando poi - è questo l'assurdo che vorrei anche capire meglio - in sede di interpretazione delle norme dello Stato e della Comunità, invece di applicare dei minimi, che sono poi le iniziative a favore delle zone depresse, delle zone di montagna, si vogliono applicare metodi che sono oltre quelli minimi previsti dalla legge. Allora questo riferimento alle norme cogenti emanate dallo Stato e dalla Comunità Europea in questa situazione vengono anche a cadere, perché se andiamo ancora oltre alle proposte fatte dallo Stato e dalla Comunità Europea e vogliamo essere ancora più severi nell'applicare queste norme, dobbiamo anche chiederci di fare un discorso più approfondito: che cosa ne vogliamo fare, in definitiva, dell'agricoltura in Valle d'Aosta. Non la vogliamo privilegiare, è vero, la portiamo a livello di interessi percentuali come aumento superiore agli altri, allora dichiariamo che l'Amministrazione regionale intende per gli anni a venire utilizzare i fondi di rotazione, privilegiare il settore turistico come priorità o il settore industriale, e vuole che l'agricoltura mantenga il tasso attuale di sviluppo, perlomeno che vada alla decadenza minima e che vada completamente allo sfacelo. Non voglio fare né il terrorista, né il demagogo, perché non è nella mia natura; però, se queste sono le considerazioni che vengono fuori da tale proposta, noi chiaramente ci troviamo di fronte ad una situazione di privilegio degli altri settori nei confronti dell'agricoltura. Allora dobbiamo avere il coraggio di dire che per gli anni a venire noi vogliamo privilegiare in Valle d'Aosta gli investimenti nel settore turistico e qualcosa nel settore industriale e meno che meno nel settore agricolo.

Tonino (P.C.I.) - Il Consigliere Lustrissy ha ragione per quanto riguarda il settore dell'agricoltura: non è possibile portarlo così al di sotto rispetto agli interventi di altri settori. Io però non volevo fare un intervento di questo tipo, bensì volevo far constatare che c'era l'abitudine, prima di portare gli oggetti in discussione, di avere il parere delle Commissioni. Ora, la Commissione Industria e Commercio si è riunita, ha espresso un parere, ma qui manca questo parere. Mi pare che la Commissione Affari Generali non abbia potuto nemmeno vedere qual è stato il parere della Commissione Industria e Commercio su questo argomento.

Noi abbiamo esaminato questa legge solamente per quanto si riferisce al settore industria e commercio ed abbiamo espresso un parere, perché qui manca totalmente il parere. Il parere era un po' di questo tipo: la mia proposta e quella del collega Chincheré manifestava i nostri dubbi sulla soppressione di alcune leggi all'articolo 5 - che adesso nel nuovo testo è diventato articolo 4 modificato - e precisamente sono quelle leggi che interessavano le piccole industrie, le leggi 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8... no, non per favorire qui ad Aosta l'industria media. La nostra preoccupazione è abbastanza orientata verso la piccola industria, bisognerà vedere quali dimensioni, quali plafonds ci saranno a partire dai dieci ai cinquanta operai. Se noi sopprimiamo completamente tali leggi, queste industrie non potranno avere le garanzie bancarie necessarie, per cui non potranno ottenere nessun fondo. Ora, il discorso non è tanto quello di mantenere l'articolo 5, perché possiamo anche essere d'accordo di abrogarlo, tant'è che viene abrogato in data 1° gennaio 1976, quindi c'è tutto il tempo da adesso ad allora per studiare.

La nostra proposta, in definitiva, è di studiare una leggina ad hoc che serva unicamente al richiedente per avere un intervento dai fondi di rotazione della Regione - visto che le Banche non gli danno la garanzia necessaria - affinché possa accedere, attraverso questa piccola leggina, almeno ad un contributo, che vi sia un incentivo per le piccole e medie imprese, salvo appunto le industrie che hanno dai 10 ai 50 operai, le quali difficilmente potranno ottenere quelle garanzie. Questa è la nostra proposta, però manca in questo allegato; è una proposta che facciamo adesso, in Consiglio, dove per adesso noi diciamo di non sopprimere queste due leggi, intanto sono in vigore fino al 31 dicembre 1975 ...(voci)... un momento, noi abbiamo chiesto... sì, per le industrie in generale, perché è giusto, io sono ...(voci)... appunto, la proposta che facciamo noi è questa, di una leggina ad hoc per quanto riguarda le piccolissime imprese che non potranno avere le garanzie bancarie e dovranno fare la domanda ...(voci)... Guarda, io per conto mio non sono amico di questa gente, parlavo così, a livello generale. Ci sono delle piccole imprese industriali che non potranno ottenere le garanzie necessarie dalle Banche, quindi è per studiare ad hoc una leggina a parte, solamente per queste imprese, e solamente nel caso che queste non riescano ad avere le garanzie bancarie sui fondi di rotazione. Questa è la nostra sola preoccupazione e l'abbiamo espressa in sede di Commissione.

Dolchi (P.C.I.) - Io mi auguro che in questa seduta si possa approvare il disegno di legge n. 135 e vorrei in proposito dare il mio contributo affinché su tale atto ci possa essere il consenso del Consiglio anche a ragion veduta. Perché dico anche a ragione veduta? Perché l'iter è stato piuttosto tortuoso e ci troviamo adesso ad avere tre testi su cui dobbiamo in un certo qual modo fare chiarezza per giungere ad un voto.

Mi permetto di ricordare al Consiglio regionale che su questa materia c'erano due testi: il n. 96, presentato dai Comunisti, e il n. 135, presentato dalla Giunta in data 5 giugno. La Commissione Turismo, di cui faccio parte, in una serie di riunioni alle quali ha preso parte il Presidente della Giunta, ha rielaborato il testo n. 135 e ne ha fatto una proposta unificata, che è stata poi presa in esame dalla Commissione Industria e, oggi, dalla Commissione Affari Generali. Vorrei mettere un punto fermo su questo e mi rivolgo alla Presidenza del Consiglio. Ritengo - e se sbaglio mi si dica allora di quale testo discutiamo - che giunti a questo punto non valga più la spesa di riparlare di tutti i testi precedenti, anche perché se si vogliono presentare degli emendamenti dobbiamo sapere a quale testo ci riferiamo. Questa è la mia supposizione, tenuto conto che appunto mancano i pareri della Commissione Turismo, della Commissione Industria e della Commissione Affari Generali sul testo finale proposto oggi dalla Commissione consiliare Affari Generali e Finanze. Lo chiedo alla Presidenza del Consiglio, perché praticamente abbiamo come allegato primitivo il testo della Giunta; abbiamo avuto, perlomeno i componenti della Commissione Turismo, un testo rielaborato e unificato su cui abbiamo espresso i nostri pareri e su cui dirò. Su quel testo il Gruppo Comunista recepiva in gran parte le linee di indirizzo che avevano portato alla presentazione della proposta di legge n. 98 per cui il Gruppo Comunista ha ritirato tale proposta dicendo di concordare con il n. 135 rielaborato dalla Commissione Turismo, proprio in considerazione del fatto che quel testo recepiva le linee fondamentali della proposta comunista.

Adesso ci troviamo un nuovo testo della Commissione Affari Generali e Finanze. Io ho esaminato questo nuovo testo abbastanza rapidamente, perché ci è stato distribuito mezz'ora fa e, per quanto ci riguarda, perlomeno per quanto riguarda la nostra posizione in considerazione della nostra iniziativa avente n. 98, riteniamo che anche la proposta della Commissione consiliare Affari Generali e Finanze - insisto che oramai dobbiamo discutere su questo testo della Commissione, perché i concetti di fondo per cui avevamo ritirato la proposta n. 98 sono mantenuti - sia valida. Lo dico per i colleghi, in modo che ci sia chiarezza: la posizione da noi assunta in Commissione Turismo, quando abbiamo ritirato la proposta n. 98, era perché ritenevamo che la n. 135 rielaborata recepisse quanto noi ritenevamo, perlomeno nelle grandi linee. Allora, se è vero che discutiamo la proposta n. 135 rielaborata per la terza volta, in questo caso dalla Commissione Affari Generali e Finanze, è chiaro che rimane evidente - e quindi mi corre l'obbligo di sottolinearlo, perlomeno per quanto riguarda l'articolo 11, e di questo ne ha già parlato il collega Lustrissy - che l'accordo realizzatosi in quella sede anche con il Presidente della Giunta viene a mancare, perché la Commissione Affari Generali e Finanze sopprime la differenziazione, nell'articolo 11 della legge, fra interventi per Cooperative e singoli, e quindi unifica il tasso. Vedremo poi se riterremo di presentarle un emendamento, affinché il Consiglio si pronunci in proposito. Per questo vorrei poi che alla fine del mio intervento la Presidenza eventualmente mi confermasse se il testo di cui discutiamo è il n. 135 rielaborato per ultimo dalla Commissione Affari Generali e Finanze.

In questo testo vediamo - e il collega Lustrissy ne ha parlato - le modificazioni fatte al tasso dell'agricoltura, ma vediamo anche che si è ritornati, per quanto riguarda l'articolo 7 e l'articolo 9 della legge, rispettivamente ai tassi del 6% e del 7% così come proposti dal disegno di legge della Giunta del 5 giugno. Su questo vorremmo solamente un chiarimento, avendo partecipato a lunghe discussioni della Commissione Turismo e non avendo invece avuto l'occasione, perché non ne facciamo parte, di partecipare alla Commissione Affari Generali. Siamo invece d'accordo per quanto riguarda l'inserimento del cosiddetto 7° comma dell'articolo 2 che rimanda al Consiglio regionale di determinare in via generale, con apposito atto deliberativo, l'ammontare massimo unitario delle operazioni di mutuo. In proposito, sottolineiamo che al punto n. 25 bis c'è già l'oggetto iscritto con telegramma.

Per non riprendere la parola dopo, mi permetto di presentare al Presidente del Consiglio la seguente proposta: se arriviamo all'approvazione del disegno di legge n. 135, non occorre aspettare il punto n. 25 bis per adottare la deliberazione - oggetto trasmesso a mezzo telegramma - che sarebbe inoperante la legge se non passasse; pertanto, al termine della votazione di questa legge, senza attendere il punto n. 25 bis, si potrebbe passare all'approvazione della deliberazione che è strettamente collegata. Siamo anche d'accordo per la fissazione del 40% prevista dal penultimo comma dell'articolo 2, così come riteniamo che la Commissione Affari Generali e Finanze abbia opportunatamente operato per richiamare non solo il parere della Commissione consiliare per il Turismo, ma anche quello di tutte le Commissioni consiliari competenti. Noi ci eravamo preoccupati solo della materia "turismo", ma è ovvio che questo provvedimento investe anche altri settori su cui altre Commissioni possono logicamente intervenire, come previsto dall'ultimo comma dell'articolo 2.

Direi che a noi premeva sottolineare come il Gruppo Comunista ritira la sua proposta di legge n. 98, in quanto la n. 135, anche se giunge alla sua conclusione con questo travagliato iter, recepisce, a grandi linee, le linee fondamentali che avevano ispirato la nostra proposta. Semmai ci riserviamo nel corso del dibattito, e prima della votazione dell'articolo 1, di presentare un emendamento. L'assenso dell'Assessore Fosson mi fa capire che avevo intuito giusto, che adesso discutiamo sul testo definitivo della Commissione Affari Generali e Finanze, quindi verso questo testo, semmai, se sarà opportuno, vedremo di elaborare un emendamento.

Jorrioz (IND.) - Io volevo solo confermare che effettivamente si discute sul testo proposto dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali ...(voci)... vi sono state grosse difficoltà per sapere da che parte bisognava incominciare, comunque siamo partiti da questo qui proposto dalla Commissione Affari Generali. La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Avevo detto prima che bisognava scherzare un po', perché si stava scaldando l'atmosfera. Vorrei solo dire che il Dio che dirige le battaglie che si svolgono qui, in quest'aula consiliare, ha voluto mettere... non dico in contrasto, ma in discussione due ex Assessori all'Agricoltura, ambedue ferrati e preparati come Fosson e Lustrissy. Uno è attualmente Assessore alle Finanze, quindi in difficoltà per tutto ciò che può riguardare la spesa e il bilancio, e l'altro è rappresentante della Commissione al Turismo. Io credo che la chiacchierata sarà piuttosto lunga e contestata, prevedo questo, perché mi sembra che ci si trovi di fronte ad interpretazioni di legge... non ad impostazioni concrete, ma di fronte a disposizioni di legge che vengono interpretate in due modi diversi.

Dalla battuta dell'amico Lustrissy, quando dice: "ma che cosa vogliamo fare di questa agricoltura?" - grosso modo detto è così - verrebbe fuori una "Cenerentola" di tutto. Sappiamo quali sono le difficoltà che si incontrano e quindi sarebbe ridicolo che io ripetessi qui quello che tutti sappiamo e diciamo, sempre, in tutti i momenti. L'amico Lustrissy mi consenta però una boutade come Presidente della Coltivatori Diretti, confortato dalla presenza del Vice Presidente Albaney, che ha particolari entrature presso di te che io non ho. Ci tengo a dirti che noi per l'agricoltura pensiamo di fare tutto quello che possiamo, pensiamo proprio di venirvi incontro non solo al 100%, ma vorrei dire al 101%, però obiettivamente devo dire che questa preoccupazione è stata presente tra tutti i membri della Commissione Affari Generali. Oggi ha discusso questo problema per più di un'ora, ma ancora l'altro giorno ne avevamo parlato e tutti quanti, dal primo all'ultimo, ci siamo detti che sarebbe veramente bello se potessimo ridurre e portare quel 2-3% - di cui volevo la conferma prima da te e che tu gentilmente mi hai dato - che era stato proposto dalla Commissione Turismo. Perché? Perché effettivamente, mentre forse Tonino dal suo punto di vista vede bene o non bene il 7% per le industrie, un altro potrà discutere anche di questi problemi degli alberghi del settore alberghiero, se il tasso è troppo forte del 6% o meno. Queste sono opinioni, sono considerazioni che ognuno può fare secondo il suo punto di vista, però tutti ci siamo trovati d'accordo proprio sull'agricoltura, che vorremmo aiutare al massimo.

Ora io non voglio dilungarmi, almeno per questo primo intervento, perché penso che di fronte a questa richiesta della riduzione del 4-5%, da quello che è stato proposto dalla Commissione Affari Generali, per esempio per l'articolo 11, agli articoli 12 e 13, dove invece vorremmo che il 3,50% e il 5% fossero il 2% o il 3%, l'amico Assessore alle Finanze, Fosson, saprà rispondere esaurientemente. Questo l'ho preannunciato in Commissione: se ci fosse tale possibilità, questa dovrebbe essere permessa dalla legge, sia dalla C.E.E., sia dalla legge in campo nazionale. Noi chiederemmo che a questo punto si arrivasse a tale riduzione, ma l'Assessore Fosson, che ha esaminato molto bene tutta la questione, ci ha convinti che effettivamente non era una cosa molto facile, perché o si andava contro certe disposizioni di legge oppure si arrivava a questo punto: se noi avessimo avuto per esempio dei mutui in campo nazionale al 3% - cito addirittura un tasso per illustrare quello che sto dicendo - e se noi portassimo i mutui regionali del fondo di rotazione a un 2%, avremmo un divario; per cui, a un cittadino valdostano che chiede un mutuo in questo settore, dovremo dare il 2%, mentre ad un altro daremmo un mutuo al tasso del 3%, che non può essere. L'ho detto prima: non voglio continuare su questa strada, ma mi riservo di prendere la parola dopo. Sono convinto che l'Assessore Fosson riuscirà a dimostrare che queste disposizioni di legge che regolano attraverso la C.E.E. o attraverso la legge nazionale non ci consentono di fare tale riduzione, perché è indubbio - come ho detto prima - che tutta la Commissione, dal primo all'ultimo componente, confortato anche dalla presenza di Manganoni che con l'agricoltura si era affrettato per darci un colpo di mano, ad un certo momento ha capito che ci dobbiamo arrendere di fronte all'evidenza dei fatti; se invece questo non sarà così, rivedremo le nostre posizioni.

Jorrioz (IND.) - La parola all'Assessore Fosson... se eventualmente vuol lasciare parlare prima Lustrissy, se Lustrissy vuole ...(voci)... va bene, allora la parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Vorrei solo far notare - e questo dipende anche dal modo frettoloso con cui lavoriamo - che qua si tende a privilegiare come al solito una Commissione, quella chiamata la "super Commissione Affari Generali". Non voglio entrare nel merito, ma questa tendenza è sempre esistita ed è ancora manifesta al punto che ci si trasmette la proposta della Commissione consiliare permanente per il Turismo dell'ultima riunione mutilata dalla richiesta che era stata fatta, cosicché i membri Consiglieri colleghi comunali che non sono nell'una o nell'altra Commissione non possano rendersi conto di tutto l'iter percorso dalla legge e dalle diverse proposte.

Noi ci troviamo di fronte ad un parere puntuale e preciso della Commissione Affari Generali, però della proposta della Commissione consiliare per il Turismo abbiamo solo la prima parte, quella accettata da tutti; la parte proposta dall'opposizione, dai Commissari Dolchi e Lustrissy, cioè della richiesta di fissare gli interventi per il settore agricolo al 2-3%, non si fa menzione. Pertanto io vorrei richiamare l'attenzione dei Presidenti delle Commissioni e del Presidente del Consiglio su queste situazioni. Se si deve trasmettere in aula un parere delle Commissioni, che perlomeno il parere sia completo, che non sia un parere che abbia... è così, sono state date le proposte fatte in Commissione ai Consiglieri, ma alcune sono solo parziali. Per il resto, non voglio togliere spazio a nessuno, tanto il Consiglio è deserto, queste sarebbero solo voci nel deserto.

Vorrei solo dire a Bordon - mi scuserà Fosson se prolungo di un minuto - che capisco già l'intervento che hai voluto fare e quello che farà Fosson, cioè che lo Stato, in attuazione di questa legge, ha già fissato delle direttive per il credito all'agricoltura che non tengono conto di questa situazione di privilegio stabilita dalla legge e probabilmente questi tassi di interesse fissati dallo Stato saranno del 3,50, del 4 e del 5%. Ora, a me poco importa se lo Stato agisce nell'ambito e nel contesto generale, non vuole privilegiare né differenziare le Regioni depresse o le zone di montagna, è un discorso che noi abbiamo sempre contestato allo Stato, noi abbiamo sempre portato avanti anche nel settore agricolo, in contrasto con la C.E.E., in contrasto con le direttive e con le opinioni generali iniziative nostre che sembravano più rispondenti alle nostre esigenze. In definitiva, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo privilegiato le iniziative del settore agricolo perché ritenevamo fosse giusto fare così. Ora non vedo perché, di fronte ad una legge nazionale che stabilisce dei minimi, noi vogliamo addirittura adeguarci a quello che stabilisce lo Stato in sede successiva per erogare il credito all'agricoltura. Va bene, i cittadini della Valle d'Aosta che potranno utilizzare i fondi regionali di rotazione saranno poi equiparati agli altri, nel senso che quella differenza di interesse prevista dallo Stato nei confronti dei nostri, in misura percentuale maggiore, potrebbe essere anche tramite una convenzione con le Banche in qualche modo coperta dall'Amministrazione regionale, o perlomeno che con una legge di introito dell'Amministrazione regionale si possano introitare queste somme ed essere utilizzate in base alla legge regionale sui fondi di rotazione. Le formule sono le più diverse, ma il concetto che io volevo in un certo qual modo sollevare e contestare è quello che se lo Stato fa una cosa non è che noi ci dobbiamo adeguare a tutti costi.

Noi abbiamo voluto fare interventi privilegiati nel settore dell'agricoltura, nonostante i pareri controversi della C.E.E. e dello Stato su questi problemi. Intendiamo riaffermare questo principio, anche di fronte ad un intervento dello Stato che contraddice le sue leggi, perché in una legge tende a privilegiare le zone di montagna e le zone depresse fissando dei minimi, ma poi, quando in effetti adotta le misure di credito, ecco che sposta tutto il discorso e questo concetto viene stravolto dalla normativa proposta. Non vorrei che noi ci prestassimo a questo gioco e volessimo coinvolgere l'Amministrazione regionale in ciò; è bene ubbidire ad una logica nazionale, ma questa deve essere - ed è la rivendicazione che abbiamo sempre fatto - articolata in modo tale che ogni Regione, per conto suo, entro certi limiti - e quei minimi sono fissati entro certi limiti - possa esercitare le proprie competenze in rapporto alla situazione locale che ci si presenta e alla quale si vuole venire incontro. Vorrei solo chiarire anche questo e chiedo scusa a Fosson se ho portato via due minuti.

...(voci)...

Bordon (D.C.) - Solo per una breve risposta su quello che dice Lustrissy. Sull'importanza della questione e su un'affermazione di Lustrissy a un certo momento io ho voluto sorvolare, perché ha detto che noi non siamo qui per fare della demagogia. Io mi sono fermato a questo, ma invece, con questo discorso, io penso che si faccia un po' di demagogia, perché se non la fai tu, la faccio io ...(voci)... no, se non la fai tu, la faccio io. Allora, se è valido questo ragionamento sull'autonomia, che non ci vogliamo adeguare come giustamente hai spiegato tu, allora tu avevi proposto il 2 e il 3, io propongo l'1 e il 2 ...(voci)... ecco, appunto per questo, perché allora facciamo un prezzo politico anche sugli interessi, integrandoli con le Banche per la differenza che c'è, perché se vogliamo fare demagogia facciamola pure ...(voci)... questo è il discorso. Penso di aver dato così un colpo di mano anche al mio Assessore, perché in fondo questa è la realtà. Ora, se questo non si chiama fare della demagogia lascio giudicare a voi, perché là dove c'è un 4-5% e uno propone il 3-4% e allora l'altro fa l'1% e il 2%, così mettiamo fuori il migliore come abbiamo fatto ieri per determinate cose, quando si parlava del valore degli alloggi...

...(voci)...

Jorrioz (IND.) - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - Cercherò di chiarire almeno le cose e i motivi per i quali siamo arrivati a questi tassi.

Prima di tutto respingo certe affermazioni fatte così, un po' alla leggera, dal Consigliere Lustrissy. Il Consigliere Lustrissy non ha il diritto di dire, quando si discute di questi tassi di interesse: "voi non volete privilegiare l'agricoltura", perché allora pensa che noi abbiamo une arrière pensée e che siamo contro un'agevolazione all'agricoltura; quindi, siccome mi sono segnato il "non volete privilegiare i tassi dell'agricoltura", tengo a respingere categoricamente quest'affermazione, perché non ha nessun senso. Questo solo per sgombrare il terreno da ogni cosa.

Posso condividere che questa legge doveva seguire un iter più normale, con un approfondimento maggiore, e non come l'ha dovuto fare la Commissione Affari Generali e Finanze, che l'ha esaminata - come ha detto il Consigliere Milanesio - oggi, dalle 11,30 alle 14,30. Però mi sono anche stupito che la Commissione Turismo abbia ad un certo momento fatto proposte di variazione dei tassi che interessavano l'agricoltura, quando praticamente la Commissione Agricoltura aveva preso in esame - dopo aver sentito tutte le spiegazioni - e aveva approvato quei tassi citati nella legge, e li aveva approvato all'unanimità, presenti i vari componenti della Commissione, fra cui il Consigliere Manganoni e il Consigliere Albaney, che facevano parte di questa Commissione.

Ad ogni modo, siccome la questione non è semplice, è bene che a questo punto si dia una spiegazione più particolareggiata. Mi limiterò a questo punto ai tassi che sono stati riportati. Noi ci siamo trovati all'inizio di quest'anno dinanzi alla legge dello Stato che fissa i tassi di interesse minimi da praticare sia per le Regioni normali, sia per le zone depresse del Mezzogiorno e le zone montane. Questi tassi specificati dalla legge... mi sembra la n. 125 o n. 123, vedo male qui... sì, sì, anteriore... ma è quello che spiegherò, ci siamo trovati dinnanzi a questa legge e praticamente abbiamo un'assegnazione dello Stato di 250 milioni per le finalità normali che sono quelle dei mutui dei miglioramenti fondiari e dei prestiti di esercizio e di conduzione.

Noi, come Consiglio regionale, abbiamo approvato poco tempo fa le due voci di entrata e di uscita nel bilancio regionale, la variazione di bilancio, per queste somme che vengono dallo Stato, deliberando qui in Consiglio regionale che le modalità per erogare tali somme erano quelle che tassativamente dettate dalle norme della legge che ho citato. In quel momento ci siamo preoccupati, ma ci siamo sempre preoccupati, anche in passato, quando abbiamo voluto lo stesso trattamento per gli agricoltori che usufruivano dei vari prestiti o mutui di miglioramento, sia quelli provenienti da fondi dello Stato, sia quelli provenienti da fondi regionali, affinché tutti pagassero lo stesso tasso. Questo per evitare una cosa a cui avevamo assistito nel passato (e chi si è occupato dell'Assessorato dell'Agricoltura lo sa benissimo): che ad un certo momento, avendo vari fondi con vari tassi, alcuni fondi dovevano essere erogati a un tasso superiore a quello praticato dalla Regione, per cui praticamente questi fondi non venivano utilizzati, perché tutti facevano la domanda su quelli della Regione; pertanto, fin quando erano somme piccole, su questo si poteva anche passar sotto, ma se le somme cominciavano ad essere di una certa importanza ritenevamo che tutti avessero il diritto di avere lo stesso tasso e utilizzare integralmente questi fondi dello Stato. È per questo che, indipendentemente dagli altri tassi che vengono considerati nella legge dei fondi di rotazione, noi, fin da allora, d'accordo con l'Assessorato dell'Agricoltura, sentiti tutti i tecnici dell'agricoltura e il Ragioniere Capo, abbiamo esaminato questo e abbiamo deciso di dare l'avvio per fare le domande dicendo qual era il tasso di interesse, d'accordo che al momento in cui si sarebbe modificata la legge sui fondi di rotazione, per quanto concerneva l'agricoltura, si sarebbero riportati questi tassi.

Un'altra Commissione, partendo da questi tassi per l'agricoltura, ha esaminato i tassi previsti all'articolo 5, quelli alberghieri e quelli dell'industria, con un adeguamento. Fra il tasso di interesse previsto prima dai fondi di rotazione e quello che viene proposto o fissato oggi, praticamente vi è una scala fra le varie attività, è rimasta in atto una differenza eventualmente dello 0,50% per uno o due.

Ora, si parla della questione delle direttive C.E.E.: le direttive C.E.E. sono queste. Praticamente dobbiamo prima di tutto dire che lo Stato, con la legge del 9 maggio 1975, recepisce le norme C.E.E. del 1972. Questa è la prima constatazione da fare, pertanto non sarà colpa nostra almeno. Siamo a questo assurdo: questa legge, che recepisce queste norme C.E.E., non stanzia nessun fondo per l'Amministrazione regionale e dà delle direttive, però non ha abrogato la legge di aprile, quindi almeno per i fondi che abbiamo a disposizione del 1975 rimangono in vigore le disposizioni della legge dell'aprile 1975. Su questo punto almeno siamo d'accordo? Va bene. Ora noi auspichiamo che tutti i tassi di interesse su questi fondi dell'agricoltura siano diminuiti, tant'è vero che in questi giorni mi sembra si stia discutendo, sotto la pressione di diversi Partiti, perlomeno c'è un'insistenza, perché almeno nella formazione di un prossimo Governo o nella continuazione dell'attuale ci sono diverse forze che mettono a base delle loro richieste una diminuzione dei tassi di interesse, sia per l'agricoltura, sia per le piccole imprese industriali e commerciali, e non c'è solo il Partito Liberale, ce ne sono diversi. Quindi noi auspichiamo che questa diminuzione dei tassi avvenga. Però, attenzione, anche guardando queste direttive C.E.E., qui si stabilisce ad un certo momento che il concorso... a parte che mette delle limitazioni, perché, dovessimo poi recepirle, noi ci troveremmo in seria difficoltà. In effetti, su alcune norme messe in certe direttive c'è sempre il divario con la nostra agricoltura di montagna, con le norme generalizzate recepite dai vari Governi e dai vari Governi membri che poi portano delle difficoltà. Ma questo non è l'argomento di cui dobbiamo parlare oggi, lasciamo perdere.

Per quanto concerne i tassi, si parla di concorso nel pagamento degli interessi - queste sono le norme dettate agli Stati membri - che non può superare il 9%, quindi il concorso nel pagamento degli interessi è elevabile all'11% per le zone del Mezzogiorno e per gli altri territori depressi, ivi comprese le zone classificate "montane". Poi si citano i fondi aventi una durata di vent'anni per gli investimenti consiliari e di dieci anni per l'acquisto consentito di macchine, di attrezzi per il bestiame, nonché di ogni altra dotazione aziendale. Qui siamo sempre nella questione dei mutui, perché dei prestiti di esercizio non si parla in queste norme. In ogni caso l'onere a carico del beneficiario non può essere inferiore al 3% e al 2%, limitatamente alle zone del Mezzogiorno e gli altri territori depressi, ivi comprese le zone classificate "montane" delimitate a nord dalle vigenti leggi. Pertanto queste norme direttive stabiliscono un massimo per l'intervento e un minimo per quello che si può, non si può dare al contraente del mutuo un carico che vada oltre o al di sotto. Ora, praticamente il Governo italiano non ha ancora stabilito definitivamente perché non è ancora arrivato ad un accordo preciso riguardo al tasso di interesse che si deve pagare direttamente alle Banche per differenza di quello che viene pagato... quando ha stabilito, con la legge dell'aprile 1975, quel limite del 3,50% per le zone di montagna, perché per le altre sono 4,50%. Voi vi ricordate che quel decreto prima aveva l'1% in più, perché si è diminuito dal 5,50% al 4,50% per le zone normali e al 3,50% per le zone di montagna e le zone del Mezzogiorno. Per i prestiti di esercizio, poi, avevano fatto un decreto al 7% che, al momento dell'approvazione del decreto, è stato diminuito al 6% nelle zone normali e al 5% nelle zone depresse e nelle zone di montagna, quindi in quel momento c'era la richiesta anche da parte del Federagrario e di tutte le altre Banche per un aumento della quota che l'Amministrazione dello Stato paga alle Banche, che praticamente in questo momento non è ancora definita, perché è rimasto quel tasso che pagava prima che è in contestazione ancora con le Banche ed era del 13,80%, tant'è vero che il Credito Federale Agrario prende direttamente dallo Stato il 15%. Ora, è in base a queste considerazioni che noi abbiamo detto che in questo momento non è possibile variare, se si vuole fare una differenza fra i tassi praticati dal fondo di rotazione e quelli per chi usufruisce dei fondi dello Stato. Allora è un altro discorso. Se vogliamo invece mantenere questa unificazione dei tassi - e noi crediamo che sia opportuno al momento seguire questa strada - auguriamoci, almeno per l'agricoltura, che con tutte le pressioni fatte ora possano effettivamente diminuire questi tassi. Anche noi lo riteniamo, non tanto per il prezzo di esercizio, ma per i miglioramenti fondiari, che dovrebbero essere diminuiti, e non di tanto, ma almeno per arrivare a quel minimo che è dato come indirizzo anche dalla C.E.E..

Un'altra questione che la legge dello Stato non prende assolutamente in considerazione è che per i miglioramenti fondiari non fa nessuna differenza fra il mutuo all'individuo singolo rispetto a quello fatto alla Cooperativa. Se ad un certo momento noi vogliamo privilegiare e dare impulso alla cooperazione, dovremmo poter fare una differenza di tasso come si era fatto in precedenza con le Cooperative e i singoli. Questo è quello che noi vorremmo in questo momento, si trattava di smettere al più presto. Siccome si è già fatta praticamente la suddivisione di questi fondi provenienti dal fondo di rotazione, sono già fatte le assegnazioni, non si voleva assolutamente ritardare per aspettare eventualmente norme più favorevoli, perché mi risulta - e potrebbe confermarlo anche l'Assessore Marcoz - che quando sono stati approvati questi tassi prima che venissero in Consiglio e si è detto agli interessati qual era il tasso, tutti hanno detto: "purché si possa avere al più presto il denaro". Noi siamo ben contenti di pagare questo tasso, certamente questo non deve fare decidere in un senso piuttosto che in un altro, ma è una notizia che possiamo darvi.

Ora, in base a questi tassi messi per l'agricoltura, c'è praticamente un aggiornamento - è più che doveroso - anche per gli altri tassi che vanno per i villaggi rurali, che sono quelli praticamente recepiti senz'altro dalla Commissione per il Turismo. Riteniamo che per i mutui alberghieri si debba mantenere il 6%, perché noi abbiamo altre provvidenze; ad esempio, per gli esercizi commerciali noi facciamo pagare il 6%, ma abbiamo la questione dell'industria che riteniamo sia da tenere al 7% perché, rispetto al 16,50% o 17% che oggi chiedono le Banche, con il 7% in questo momento noi diamo una facilitazione all'industria; d'altra parte, anche qui, c'è una minima differenza tra i mutui pagati dagli artigiani e quelli che riteniamo di dare all'industria, qui credo sia logico fare un qualche cosa di più. Questo è per quanto concerne i tassi di interesse, certamente attraverso il completamento dell'articolo 1 si è lasciata la via libera, perché senza ritornare a modificare con legge questi tassi possono essere adeguati se scende o sale il tasso ufficiale di sconto e, oltre a questo, ci sarà un adeguamento dei tassi stessi per l'agricoltura in campo nazionale. Quindi, per la parte che interessa i fondi dello Stato che noi abbiamo a disposizione, automaticamente avremmo un aggiornamento anche dei tassi che sono qui elencati per quanto concerne l'agricoltura.

Io ritengo che bisognerà vedere, con qualche azione, i fondi che abbiamo dello Stato, per poter avere un tasso di interesse inferiore anche per le Cooperative e i Consorzi. Il Consigliere Lustrissy ha detto che noi non dobbiamo pedestremente prendere i tassi dello Stato. Credo di aver spiegato i motivi: noi non diciamo assolutamente che dobbiamo seguire le norme dello Stato in materia, ma è una questione di giustizia eventualmente per chi accede ai fondi dello Stato, per metterlo sullo stesso piano di chi accede ai fondi regionali. Il giorno in cui non avremo fondi dello Stato potremo anche fare per nostro conto, oppure trovare vie di contemperamento, ma queste vie di contemperamento non si fanno così, in quattro e quattr'otto, bisogna sempre esaminarle a fondo; è per questo che si pensava di non ritardare adesso questa erogazione di fondi e stabilire ora, dove i tassi sono ancora molto alti, i tassi normali, per poterli applicare. Tutti ci auguriamo che i tassi diminuiscano, d'altra parte è una materia che è in movimento e le norme previste nel 2° e 3° comma dell'articolo 1 sono quelle che ci permetteranno tempestivamente di adeguarli, se ci sarà una diminuzione, come tutti noi auspichiamo.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Bordon aveva detto che il suo intervento sarà lungo e contestato; il mio, invece, sarà breve e conciliativo.

Queste discussioni che non finiscono più, riguardanti questa legge, sono dovute a certi disguidi avvenuti fra le varie Commissioni, fra i vari testi. Questa è la ragione per cui qui non so quanto tempo perderemo ancora - io mi auguro poco, in sostanza - però i disaccordi sono più apparenti che reali, e un po' l'ha dimostrato Dolchi con il suo intervento. Qui sono venute fuori due cose. La questione che ha posto Tonino è fondata, la preoccupazione della piccola industria che non può accedere ai fondi di rotazione, poiché la Banca non gli fa il fido perché non ha immobili per garantire il fido, o non ha certo i Santi in Paradiso per far ottenere i fidi dalle Banche. Il problema si può superare, ma esiste, la Commissione Industria e Commercio l'ha rilevato e noi a tale Commissione diciamo: "esaminate il problema e fateci una proposta di legge conciliativa per tutelare gli interessi di questi", e chiuso, la Commissione Industria e Commercio vedrà la questione delle percentuali, su questo sì che abbiamo discusso più di un'ora. Bene, qui ci sono state delle proposte di Lustrissy ed altre di varie Commissioni.

Ora, la nostra tesi qual è? È questa: che noi dobbiamo privilegiare l'agricoltura in tutti i modi e, tra le varie proposte delle percentuali, con la proposta fatta ultimamente del 2% o del 3%, perché tende ad agevolare l'agricoltura ed è compatibile con le norme C.E.E.. Sì, io non mi sono letto tutto quel papiro lì che adesso ho passato a Dolchi, è compatibile con le norme C.E.E., e allora perché non la dobbiamo adottare? Adottiamola! Sia molto chiaro: noi non ne facciamo una questione, noi sosteniamo questa tesi perché sappiamo qual è la situazione dell'agricoltura in campo nazionale, e particolarmente qui, che è tutta zona montana. Sul credito agevolato ha parlato Lustrissy, non è che Lustrissy abbia scoperto... sapeva che sono tutti piccoli, non ci sono mutui sui fondi di rotazione di decine di milioni, sono tutti di un milione, al massimo due, tre o quattro, per lo più restituibili in un anno, non in vent'anni, quindi io penso che lì non si facciano speculazioni... allora io direi che le differenze di fondo sono poi queste due, e quella di Tonino si può risolvere in questo modo.

Noi siamo della tesi che le percentuali proposte da Lustrissy si debbano accettare, così siamo a posto, di fatto altri disaccordi sostanziali non ci sono. Potremmo sollevarvi tutti gli altri problemi, se volessimo prolungare la discussione, per esempio quello sulle percentuali di suddivisione dei fondi. Noi sappiamo che l'agricoltura ha più di un miliardo di richieste sui fondi di rotazione e non ha più un baiocco, per cui non può far fronte a queste richieste; sappiamo invece che nei fondi di rotazione ci sono circa 4 miliardi che dormono lì, belli belli, che non si spendono. Noi qui dovremmo sollevare la questione di nuovo su tutto questo problema per non finire la discussione. L'ultimo comma dell'articolo 17 dice che annualmente il Consiglio può variare queste percentuali di suddivisione di fondi per le varie attività, e allora noi diciamo: "bene, l'articolo 17 prevede questo, ma non discutiamone oggi, che si faccia una proposta in Consiglio come prevede l'articolo 17 se giudichiamo necessario ed opportuno modificare queste percentuali... limitatamente al 1975, però, perché nel 1976 vedremo la situazione e la modificheremo di nuovo. Abbiamo la facoltà in base alla legge, ma non discutiamone oggi, perché sennò saremo ancora qui a mezzanotte! Ognuno di noi vuole andare a cercare dei cavilli? Da parte nostra ne abbiamo da parlare per delle ore, ne solleviamo di problemi... alcuni, ma ne abbiamo altri trenta! Ora noi non siamo qui per far questo, ma ci rendiamo conto che, se tale legge non viene approvata, questi fondi, questi quattro miliardi che dormono... alcuni miliardi dormono da due anni, da quando si è votata la legge, a cui se ne sono aggiunti altri due o altri tre sul bilancio del 1975. Vogliamo continuare ad immobilizzare questi fondi che non possono essere distribuiti per le varie attività?

Noi siamo di parere contrario, e l'abbiamo detto: noi siamo all'opposizione, ma vogliamo collaborare con critiche e suggerimenti costruttivi, e il nostro suggerimento è questo, è facilissimo chiarire le differenze di questi due punti, quello dell'Industria e Commercio... se accettate questa proposta non ne discutiamo più e andiamo avanti con questi lavori...

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Credo che quando ci troviamo di fronte ad argomenti, non che appassionano come discussione, ma che sono seri, abbiamo il diritto e il dovere di apportare il nostro contributo per la chiarezza di tutti quanti, perché se volessimo ancora prendere questa legge e trovare delle lacune - il problema è già stato sollevato in Commissione e non risolto - ne avremmo anche altre. Infatti, quando noi diamo mandato e deleghiamo la Giunta regionale a modificare i tassi di interesse in base al tasso ufficiale di sconto, se l'operazione va bene per gli altri settori, non va più bene per il settore agricoltura, perché il riferimento al tasso di sconto per tale settore non va più bene. Noi avremmo dovuto introdurre questo concetto anche perché, ripeto, l'elaborato lo abbiamo avuto martedì, in Commissione, nonostante le numerose richieste fatte. Non è colpa nostra se non abbiamo avuto gli elaborati prima, e non è colpa nostra se il parere della Commissione Turismo non è pervenuto in modo completo alla Commissione Affari Generali per evitare tutta questa discussione. Dovremmo ancora modificare l'articolo 1, nel senso che questa delega alla Giunta vale per i tassi ufficiali di sconto per i settori dell'industria e del turismo, mentre per il settore agricolo valgono le norme cogenti di volta in volta approvate dalla C.E.E. e approvate dallo Stato; le norme di carattere direttivo le dobbiamo applicare, diversamente saremmo contro la legge. Però non è neanche vero, caro Manganoni, che i fondi di rotazione non si possano utilizzare con questi tassi, perché finché questa legge non viene impugnata le convenzioni delle Banche rispettano tali tassi e noi possiamo utilizzare questa legge come vogliamo.

L'importante, secondo me, è chiarire bene le idee su quello che vogliamo fare, ed è questa la sostanza di tutto il problema; se ce le siamo chiarite per i settori turismo e industria, dove c'è stata un'elevazione del tasso di interesse proporzionato a quello precedente o perlomeno in rapporto percentuale compatibile con gli aumenti del tasso di sconto, per il settore agricolo, invece, noi abbiamo fatto un discorso differenziato, nel senso che tendiamo ad applicare la norma nazionale più favorevole al settore dell'agricoltura. Con questo io non voglio dire che non si debba applicare la legge citata dall'Assessore Fosson, la n. 125 dell'aprile scorso, che mette a disposizione della Regione questi 240 milioni, ma noi quei 240 milioni possiamo benissimo utilizzarli secondo le norme fissate da quella legge e non li potremo utilizzare, secondo me, in un altro modo. Allora, se noi dovessimo continuare su questo ragionamento, vedremmo addirittura stravolta tutta l'impostazione sulla legge dei fondi di rotazione perché, quando due anni fa abbiamo approvato la legge sui fondi di rotazione, i tassi previsti da tale legge erano già largamente inferiori rispetto a quelli praticati dalle Banche in base alle direttive e ai decreti ministrali. Ma la legge c'è stata, dopo numerose e lunghe discussioni è stata approvata, e già prevedeva per la nostra Regione, soprattutto nel settore agricolo, dei tassi diciamo "di intervento" favorevoli rispetto a quelli in uso in campo nazionale. Se noi dovessimo perpetuare questo discorso all'infinito, sarebbe inutile affermare certi principi sul piano del regionalismo, non soltanto sul piano sic et simpliciter del regionalismo, ma soprattutto sul piano - sosteniamo noi - dell'intervento differenziato dello Stato. Ecco qui il senso delle Regioni. Nel rispetto dei contesti economici e sociali dei singoli territori regionali, sarebbe molto più facile se noi ci limitassimo ad applicare le norme dello Stato senza tener conto delle nostre situazioni, soprattutto quando si tratta di norme che ci danno questa possibilità di manovrare un certo tipo di credito a livello regionale differenziato da quello messo a disposizione in campo nazionale.

Ebbene, proprio per affermare e riaffermare questo principio, e la validità dei fondi di rotazione sul piano degli interventi nel settore economico, teniamo a mantenere questa proposta che non è contro legge, ma che tende a utilizzare il minimo previsto dalla legge. Noi vogliamo proporre per iscritto - e credo che il collega Dolchi lo stia già facendo - questa modificazione dei tassi di interesse per il settore agricolo contemplati dagli articoli 11, 12 e 13. E poi vogliamo chiudere per non annoiare i Consiglieri, che vedo un po' agitati; sarà anche colpa del caldo e della lunghezza delle discussioni che inevitabilmente ci ritroviamo a fare in Consiglio. La proposta sarebbe pertanto di modifica all'articolo 1. Per quanto concerne l'agricoltura, al 3° comma dell'articolo 11 (riguardante le Cooperative) si propone di prevedere un tasso del 2%, al 2° e 4° comma dell'articolo 11 un tasso del 3% e idem per gli articoli 12 e 13; pertanto questo tasso privilegiato del 2% rimarrebbe solo per le Cooperative, mentre per tutti gli altri interventi ci si porterebbe a livello del 3%, che è quanto meno compatibile con tutte le norme attualmente in vigore.

Quando si tratterrà poi di utilizzare i fondi dello Stato, esamineremo di volta in volta il problema e vedremo quale tipo di soluzione sarà possibile adottare sul piano dell'intervento dell'Amministrazione regionale... perché qua il discorso avviene tra l'Assessore alle Finanze e i Consiglieri, l'Agricoltura tace e non dice niente, il Presidente della Giunta tace e non dice niente. Va bene, a questo punto tronchiamo la discussione, non vogliamo neanche prolungarla, perché evidentemente qua c'è un'impostazione di fondo. Io non ho paura di manifestare queste nostre preoccupazioni e queste nostre opinioni, indipendentemente dall'opinione dell'Assessore Fosson. Io stimo e valuto benissimo le sue opinioni che, per come è stato l'inizio del suo intervento, potevano anche sembrare sbagliate, ma noi riteniamo siano giuste, sono solo opinioni e valutazioni diverse. Noi siamo dell'avviso che l'Amministrazione regionale abbia come compito fondamentale quello di agire nella realtà locale, non di recepire di volta in volta le leggi nazionali così come vengono proposte.

Pertanto ritorno a dire che quando abbiamo voluto applicare la legge sui fondi di rotazione ci siamo preoccupati soprattutto di realizzare interventi nel settore economico, indipendentemente dagli interessi praticati in quel momento, perché se vogliamo ancora andare a vedere quali sono gli interessi da Banca a Banca ci sono delle variazioni, se vogliamo riferirci ai tassi ufficiali di sconto saltano tutti questi limiti, dalle direttive nazionali e dalle direttive della C.E.E.. Però il principio di fronte al quale non vogliamo abdicare assolutamente è proprio quello che l'Amministrazione regionale ha il diritto e il dovere di applicare le norme secondo i vantaggi che ne possono derivare alla propria economia.

Per quanto ci riguarda, la proposta definitiva di modifica che presentiamo alla Presidenza del Consiglio è questa: dopo l'articolo 9 (articolo così come nominato dall'articolo 1), l'articolo 11 com'è attualmente e gli articoli 12 e 13 verrebbero soppressi e sostituiti. Per il 3° comma dell'articolo 11 si proporrebbe un tasso del 2%; per il 2° e 4° comma dell'articolo 11, così come per gli articoli 12 e 13, se ne proporrebbe uno del 3%.

Jorrioz (IND.) - Potrei avere gli emendamenti?

Andrione (U.V.) - Avant de terminer le débat et de passer à d'autres questions, je voudrais simplement rappeler au Conseil que nous avions envoyé d'urgence un dernier point à l'ordre du jour (point n° 25 bis) pour nous rendre interprètes d'une décision précédente du Conseil, de limiter à 150 millions l'intervention en matière de nouvelles installations touristiques. Comme il est évident, ce soir nous n'arriverons pas à discuter ce point. Je voudrais simplement informer le Conseil ou bien, si vous êtes d'accords, nous votons l'ordre du jour, ou bien le Gouvernement régional prendra une décision d'urgence dans ce sens, pour éviter qu'il y ait un vide et que dans l'application de la loi il y ait quelqu'un que, pour ce qui concerne le tourisme, puisse faire requête de 600 ou 700 millions; comme je crois nous avons décidé tous ensemble, le montant maximum est de 150 millions. Je voudrais que le Conseil soit conscient que la Junte ne dépassera pas cette somme pour ce qui concerne les prêts concernant les installations touristiques.

Milanesio (P.S.I.) - Io sarò brevissimo. Nel corso della discussione sui tassi di interesse relativi all'agricoltura, non ritengo siano emerse valutazioni nuove rispetto a quelle che abbiamo fatto questa mattina e fino alle 14,30 in Commissione Finanze e Affari Generali.

Qui, secondo me, non si tratta di essere più o meno autonomisti, il problema è un altro, non è di essere più o meno favorevoli all'agricoltura o più o meno incentivanti; qui ci sono direttive e norme che non ritengo si possano prestare a dubbie interpretazioni, che devono vincolare e che vincolano in qualche modo l'Amministrazione regionale, per cui i tassi che si proponevano del 3,50% all'articolo 11 e del 5% agli articoli 12 e 13 sono i tassi minimi che possiamo praticare. Ora, Fosson ha spiegato tutto questo sia questa mattina in Commissione - presente lo stesso Ragioniere Capo, che ha potuto confermare certe norme, certe indicazioni e certe direttive - ed è stato rispiegato ancora adesso, in Consiglio. Evidentemente ognuno può mantenere le proprie opinioni.

Noi riteniamo che in questo caso la legge si possa interpretare in un modo solo e comunque voglio far presente che il 3,50% e il 5% sono certamente degli incentivanti, sono estremamente incentivanti, anche perché si riferiscono a tutte le spese ritenute ammissibili, cioè al 100% delle spese ritenute ammissibili, a differenza di quello che succede per altri settori, dove ad esempio ci si riferisce al 60% (faccio il caso delle spese ritenute ammissibili per il turismo e idem per il settore industriale). Comunque non credo che questo debba trasformarsi in una guerra dei tassi, le legge e le disposizioni emanate sono abbastanza chiare, a nostro avviso. Non vorremmo fare un qualcosa che poi ci impedisse di utilizzare questi denari, in modo non consono alle indicazioni comunitarie, che in questo caso hanno efficacia obbligatoria sulla nostra legislazione regionale, almeno in questa materia, perché poi va a finire che vanifichiamo l'intervento in questo settore.

Per queste considerazioni noi riteniamo di dover mantenere - in questo caso io parlo a titolo personale, ma penso anche a nome dei membri della Commissione che hanno approfondito l'argomento questa mattina - la proposta fatta dalla Commissione Finanze, Affari Generali, così, senza dover lungamente discutere, perché a questo punto non si farebbe che ribadire le cose già dette in precedenza. Sul resto mi pare che si concordi su tutto, quindi si potrebbe passare alla votazione del provvedimento.

Jorrioz (IND.) - Ci sono altri interventi? Allora, finiti gli interventi, passiamo alla votazione della legge così come è stata proposta dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, sulla quale è avvenuta la discussione.

C'è un emendamento all'articolo 1 proposto dal Gruppo dei D.P. "dopo l'articolo 9: articolo 11, 3° comma, nuovo tasso proposto: 2%; articolo 11, 2° e 4° comma, nuovo tasso proposto: 3%; articoli 12 e 13: nuovo tasso proposto 3%". Metto in votazione l'emendamento che ho appena letto all'articolo 1 del disegno di legge n. 135. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Abbiamo... forse siamo già un po' fuori... va bene, la parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - ... l'argomento su cui vogliamo votare, se vuole cortesemente ripetermelo.

Jorrioz (IND.) - È la proposta della Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica in ordine al disegno di legge n. 135. Abbiamo discusso fino adesso su questo argomento...

Monami (P.C.I.) - Non avevo capito se si votava l'articolo o l'emendamento...

Jorrioz (IND.) - Metto in votazione l'emendamento presentato dal Gruppo dei D.P.. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Favorevoli? Risultato della votazione per l'oggetto...

Fosson (U.V.) - Sfacciatamente così fa ridere, fatelo almeno con un po' più di pudore...

Jorrioz (IND.) - ... non serve a niente... risultato della votazione, per favore!

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 29

Favorevoli: 14

Contrari: 15

L'emendamento è respinto.

Articolo 1. Passo alla votazione dell'articolo, così come è stato proposto dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Astenuti? Favorevoli?

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 29

Favorevoli: 15

Astenuti: 14 (Albaney, Benzo, Chanu, Chincheré, Dolchi, Dujany, Lanivi, Lustrissy, Manganoni, Maquignaz, Monami, Pollicini, Siggia, Tonino)

L'articolo viene approvato.

Articolo 2. Viene conservato dopo il punto 4 "I mutui hanno una durata massima di anni 18, al tasso annuo di interesse 6%". Metto in votazione l'articolo 2. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

L'articolo è stato votato all'unanimità.

Articolo 3. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

L'articolo è stato votato all'unanimità.

Articolo 4. L'articolo è così come è stato letto e modificato precedentemente. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

L'articolo è stato votato all'unanimità.

Articolo 5. Chi è d'accordo è pregato alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

L'articolo è stato votato all'unanimità.

Passiamo alla votazione per scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 29

Maggioranza: 15

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva.

---

Il Consiglio approva il sottoriportato disegno di legge n. 135.

---

Disegno di legge n. 135

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ........................ n.......: "MODIFICAZIONI, INTEGRAZIONI E ABROGAZIONE DI NORME PER COORDINARE GLI INCENTIVI ECONOMICI REGIONALI NEI SETTORI DELL'AGRICOLTURA, DELL'INDUSTRIA E DEL TURISMO".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo 1

I tassi di interesse relativi ai mutui ed ai prestiti previsti dai seguenti articoli della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, sono fissati nelle misure appresso indicate:

- art. 5, 2° comma, nn. 1 e 3

: 4%

- art. 5, 2° comma, n. 2

: 5%

- art. 5, 3° comma

: 4%

- art. 7

: 6%

- art. 9

: 7%

- art. 11

: 3,50%

- artt. 12 e 13

: 5%

La Giunta Regionale provvede, con sua deliberazione, a modificare i tassi suindicati ogni qualvolta si verifichino variazioni del tasso ufficiale di sconto uguali o superiori all'uno per cento (un punto).

Analogamente si procede ogni qualvolta si renda necessario modificare i tassi per effetto di norme cogenti emanate dallo Stato ovvero in applicazione di direttive della Comunità economica europea aventi efficacia obbligatoria sulle legislazioni regionali.

In entrambi i suddetti casi, la Giunta dà comunicazione delle variazioni di tasso deliberate alla prima seduta successiva del Consiglio Regionale.

Articolo 2

All'articolo 2 della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, è aggiunto il seguente comma:

"Detti mutui sono altresì concessi per la sistemazione di singoli fabbricati situati all'esterno degli ambiti territoriali di cui al comma precedente, sempre che presentino interesse storico, artistico o ambientale. La sussistenza di tale interesse deve risultare dal piano regolatore comunale.

All'articolo 3, lettera e) sono aggiunte le parole: "della Valle d'Aosta".

All'articolo 5, secondo comma, punto 3, sono aggiunte le parole: "nonché a favore dei Comuni della Valle d'Aosta".

L'articolo 7 è così modificato:

"Alle imprese di cui all'articolo 6 della presente legge vengono concessi mutui per le seguenti iniziative:

1) ristrutturazione ed arredamento, ad uso alberghiero, di edifici o complessi di edifici già esistenti;

2) ristrutturazione ed arredamento di esercizi alberghieri già esistenti;

3) ristrutturazione ed arredamento di edifici già esistenti destinati ad utilizzazioni ricettive extra alberghiere, sempre che non rientrino fra le provvidenze previste al Capo I della presente legge per i villaggi rurali;

4) costruzione ed arredamento di nuovi esercizi alberghieri.

I mutui hanno una durata massima di anni 18, al tasso annuo di interesse del 6%, e vengono concessi nelle seguenti proporzioni:

- fino ad un massimo del 60% della spesa riconosciuta ammissibile per i primi 150 milioni di spesa;

- fino ad un massimo del 40% della spesa riconosciuta ammissibile per la parte di spesa eccedente i 150 milioni.

Gli standards qualitativi minimi relativi agli interventi di cui al presente articolo saranno fissati con deliberazione del Consiglio Regionale.

Il Consiglio Regionale determina in via generale, con apposito atto deliberativo, l'ammontare massimo unitario delle operazioni di mutuo elencate al primo comma del presente articolo, restando inteso che non sarà consentito, ai fini del rispetto dell'anzidetta limitazione di ammontare, il frazionamento di una medesima iniziativa in più operazioni di mutuo.

Il terzo comma dell'articolo 8 è così modificato:

"La spesa ammissibile per le scorte non può superare il 9% della spesa totale per l'investimento".

L'articolo 14 è così modificato:

"I mutui previsti dalla presente legge non sono in alcun caso, per le medesime iniziative, cumulabili con altri contributi o provvidenze regionali, mentre sono cumulabili con analoghe provvidenze concesse dallo Stato o da Enti da esso delegati o da altri Enti pubblici per le medesime iniziative entro il limite massimo dell'ammontare degli interventi previsti dalla presente legge.

L'articolo 22 è così modificato:

"Gli immobili e le opere che hanno beneficiato delle provvidenze previste dalla presente legge non possono mutare la destinazione, per la quale venne concessa la provvidenza, per la durata originaria del mutuo, a decorrere dalla data di inizio dell'ammortamento; per il medesimo periodo di tempo gli immobili che hanno beneficiato delle provvidenze di cui al Capo I non possono, altresì, essere alienati per atto tra vivi.

I mutuatari dovranno assumere e costituire formalmente tali vincoli in sede di stipulazione del contratto definitivo di mutuo: i vincoli sono trascritti, a cura e spese dei mutuatari, nei registri immobiliari.

Nel caso di violazione degli obblighi di cui al primo comma, il mutuatario dovrà rimborsare anticipatamente e immediatamente il mutuo e versare, altresì, a titolo penale, una somma pari al 40% del debito residuo.

In casi eccezionali, e previa valutazione delle risultanze negative delle gestioni, la Giunta Regionale può autorizzare, subordinatamente al rimborso totale delle somme mutuate e sentito il parere delle competenti Commissioni consiliari, l'abolizione dei vincoli di cui sopra, a condizione che siano trascorsi almeno cinque anni dall'entrata in funzione delle opere per le quali sono stati concessi i mutui agevolati."

Articolo 3

All'articolo 1 della legge regionale 14 dicembre 1972, n. 40, sono soppresse le parole: "o iniziative di interesse economico locale".

Articolo 4

A decorrere dal 1° gennaio 1976, cessa l'applicazione della deliberazione consiliare n. 36, in data 21 marzo 1959.

A decorrere dalla stessa data, sono abrogate le leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20; 9 febbraio 1968, n. 4; 11 marzo 1968, n. 8 e 12 luglio 1969, n. 8.

Articolo 5

Articolo 5

In sede di formazione del bilancio di previsione della Regione relativo agli esercizi futuri la Giunta Regionale formula proposte dirette a far affluire nei fondi regionali di rotazione ogni altro stanziamento di bilancio che sia riservato ai settori di intervento ed ai beneficiari previsti dalla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, assumendo le iniziative a questo scopo necessarie.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Passiamo al punto n. 25 bis.