Oggetto del Consiglio n. 279 del 10 luglio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 279/75 - SOTTOSCRIZIONE CAPITALE AZIONARIO DELLA REGIONE NELLA S.P.A. "POUR LE DÉVELOPPEMENT TOURISTIQUE DE LA VALGRISANCHE". APPROVAZIONE ED IMPEGNO DI SPESA.

In data 10 agosto 1974, si è costituita la S.p.A. "Pour le développement touristique de la Valgrisanche", con capitale sociale iniziale di lire 1.000.000.

La Società si è proposta come obiettivo la realizzazione di impianti di risalita nel Comune di Valgrisanche nell'intento di offrire alla zona una nuova prospettiva di sviluppo economico. A tale proposito si ritiene opportuno rammentare che la Valgrisanche è una delle vallate laterali che fino ad oggi meno hanno beneficiato degli effetti positivi che lo sviluppo turistico ha arrecato in generale all'economia regionale.

Con questa iniziativa i promotori ritengono di poter innescare un processo di rianimazione dell'economia locale, i cui effetti indotti potrebbero andare sperabilmente al di là dei limiti abbastanza circoscritti dell'iniziativa stessa.

Si ritiene infatti che gli impianti progettati non possano aspirare, nella loro prevista dimensione, ad inserire la Valgrisanche tra le località nelle quali il turismo invernale costituisce un fattore economico di primo piano; è peraltro ragionevole attendersi che l'entrata in funzione di qualche impianto di risalita possa avere sulla popolazione locale un effetto stimolante e dare quindi l'avvio anche ad altre iniziative economiche sia nel settore turistico sia in altri settori (particolarmente l'artigianato).

Come risulta da una deliberazione assunta dal Consiglio di Amministrazione della Società, è già stato previsto l'aumento del capitale sociale sino a Lire 120.000.000 e cioè ad un livello sufficiente a coprire integralmente le spese previste per la realizzazione delle opere programmate, che ammontano a lire 115.000.000.

È previsto che l'Assemblea dei soci approvi il proposto aumento di capitale non appena si sia avuta conferma della partecipazione della Regione.

Il Capitale sociale sarebbe così distribuito:

- Privati sottoscrittori della Valgrisanche che hanno già rilasciato impegno scritto

£.

40.000.000.-

- Comune di Valgrisanche

£.

20.000.000.-

- Intervento richiesto alla Regione (35% del capitale sociale circa)

£.

42.000.000.-

- Banche che hanno dato un affidamento di massima

£.

6.000.000.-

- Capitale di cui non si è ancora previsto il collocamento

£.

18.000.000.-

TOTALE

£.

120.000.000.

In merito al capitale non ancora prenotato, i promotori hanno espresso l'opinione, basata sui contatti avuti, che l'intervento regionale determinerebbe un clima di fiducia nell'iniziativa che indurrebbe senz'altro nuove sottoscrizioni.

In ogni caso la Regione potrà garantirsi da possibili spostamenti della propria percentuale di intervento subordinato, come è avvenuto in altri casi, i propri versamenti a quelli di tutti gli altri sottoscrittori.

La dislocazione degli impianti e lo sviluppo delle relative piste di sci sono desumibili dalle allegate planimetrie, dove sono altresì identificate le aree di parcheggio.

Gli impianti previsti consistono in:

1° - sciovia denominata Birivy

2° - sciovia denominata Temelley.

Nell'allegato preventivo è contenuta l'illustrazione degli impianti e l'indicazione dei costi relativi all'attuazione di questa prima fase dell'iniziativa.

Si ritiene ancora opportuno aggiungere che le piste progettate presentano difficoltà di livello medio o inferiore per cui potranno essere accessibili alla maggioranza degli sciatori.

Data la caratteristica del terreno gli interventi per rendere agibili le piste medesime, sono di scarsa importanza.

L'innevamento medio della zona consente di prevedere un periodo di funzionamento degli impianti di circa 4 mesi all'anno.

In merito alle possibilità sciistiche della zona si dispone di una relazione redatta dalla guida alpina Pietro Genola.

In relazione a quanto sopra si propone che

IL CONSIGLIO REGIONALE

Vista la legge regionale 3 agosto 1971, n. 10:

Deliberi

1°) di approvare la sottoscrizione da parte della Regione di capitale azionario della S.p.a. "Pour le développement touristique de la Valgrisanche", per un ammontare di nominali lire 42.000.000.;

2°) di approvare e di impegnare la spesa di L. 42.000.000 (lire quarantaduemilioni) con imputazione sul capitolo 246 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di Società di funivie e seggiovie locali ecc. ..."), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che il versamento della quota azionaria sottoscritta dalla Regione avvenga proporzionalmente e successivamente al versamento delle quote previste da parte degli altri azionisti.

Allegati

(omissis)

Jorrioz (IND.) - Leggo il parere della Commissione sul provvedimento iscritto al punto n. 11 dell'ordine del giorno dell'adunanza del 10 luglio 1975 - "La Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, nella riunione in data 10 luglio 1975, presenti il Presidente Milanesio ed i componenti Bordon, Dujany, Fosson, Monami e Perruchon, ha preso in esame il provvedimento amministrativo sopraindicato ed ha espresso unanime parere favorevole alla discussione in aula del medesimo, riservandosi ogni componente di fare in tale sede i rilievi del caso". Questo è il parere della Commissione.

Andrione (U.V.) - Qui si tratta di un provvedimento con il quale la Giunta regionale propone al Consiglio di intervenire finanziariamente nella sottoscrizione del capitale azionario di una Società che si è costituita in Valgrisanche.

Le ragioni che spingono l'Amministrazione regionale a percorrere una strada di questo genere appaiono chiare quando si pensa che di tutte le Valli alpine la Valgrisanche è una di quelle che ha avuto il maggiore tasso di spopolamento, il quale si avvicina al 75%, e che non vi sono in questo momento speranze di altre attività economiche se non quelle legate al turismo. D'altra parte attraverso un intervento di questo genere è possibile, anche se parzialmente, sviluppare un'attività che, benché sia di dimensioni ridotte e abbastanza modeste, favorisca il mantenimento in loco di una quota della popolazione. Dopo Valtournanche, dopo il caso delle Cime Bianche, è il secondo caso nel quale la popolazione del posto si fa parte diligente e sottoscrive relativamente alle proprie possibilità una quota importante del capitale sociale, cosa che, a nostro avviso, l'Amministrazione regionale deve premiare anche con il proprio intervento.

Prese tutte queste informazioni, e considerando che il tipo di percorso sarà grosso modo misto, con possibilità sia per lo sci di fondo che per una modestissima pista di discesa, considerato tutto questo, la Giunta propone al Consiglio di approvare la sottoscrizione di parte del capitale sociale in maniera da aiutare in modo concreto la popolazione di Valgrisanche.

Clusaz (U.V.) - Non posso che rallegrarmi con la Giunta per questo provvedimento che tende a venire incontro alle legittime aspettative della popolazione della Valgrisanche, che tanto ha dato per la collettività; basterebbe citare l'esempio di interi villaggi per far posto all'invaso di Beauregard, che poco ha avuto come contropartita.

C'è quindi da augurarsi che questa lodevole iniziativa che vede partecipe tutta la popolazione non rimanga un fatto isolato, ma serva da pungolo, da incentivo, affinché alla luce di questi risultati si possano in seguito gettare le basi per altre iniziative, in modo che anche la Valgrisanche possa, in un futuro non troppo lontano, competere con le altre Valli sue consorelle.

Forse non ha nessuna importanza, ma vedo che il totale dovrebbe aumentare di sei milioni di lire; non so se c'è un errore matematico, ma facendo la somma di questi dati si arriverebbe a 126 milioni, non a 120... grazie.

Manganoni (P.C.I.) - Il collega Clusaz è della zona e sono anch'io della zona. Ora io metto un po' da parte lo spirito campanilistico e, prescindendo dal fatto che sono nativo di quelle zone, voglio esaminare questo provvedimento come lo si deve esaminare.

Dall'elenco delle somme sottoscritte cosa osserviamo? Che ci sono 20 milioni del Comune e 42 della Regione, quindi siamo già ad oltre il 50% di capitale pubblico. Ci sono 6 milioni per cui le Banche hanno dato un affidamento di massima e ci sono 18 milioni che non si sa ancora come verranno reperiti. È vero che ci sono 40 milioni di sottoscrittori privati, quindi su 120 milioni praticamente c'è un terzo di sottoscrizione da parte dei privati. Naturalmente le spese di gestione e tutto quello che ne seguirà verranno ripartiti in base a queste percentuali, quello va da sé.

Ora, qui si parla di planimetrie e relazioni allegate, ma nel mio pacco non sono allegate. Non so se tra gli allegati dei miei colleghi queste relazioni sono incluse, qui no. Comunque questo è il solito sistema. Questa amministrazione è un po' simile a quella dei Castelli di cui parlavamo questa mattina: a chiunque salti in testa di fare degli impianti e di chiedere a "Mamma Regione" dei quattrini, questa caccia fuori del capitale per l'installazione di tali impianti, e sarebbe ancora il minimo. Se ci venisse detto: "cacciate fuori i 42 milioni e poi non ve ne chiediamo più", noi potremmo anche dire: "ma sì, diamoli, chiuso, stiamo ai primi danni", ma questo sarebbe l'inizio, i danni maggiori verrebbero dopo. Non che io voglia fare il profeta, ma vedo a che punto sono gli altri impianti di risalita: noi Regione cacciamo fuori dai 200 ai 250 milioni all'anno come sottoscrizione di capitale, ed è una forma per mascherare la realtà, perché la realtà è coprire i deficit di gestione e di manutenzione. Questa è la realtà.

Ora noi siamo contrari a questi principi. È opportuno fare una programmazione di massima in cui si dica dove in Valle d'Aosta va incrementato e sviluppato il turismo, specialmente quello invernale, e la Regione deve destinare i suoi capitali a queste e a quelle zone, ciò che mai è stato fatto. Io mi auguro che lo si faccia, ma ne dubito molto. Questo è proprio un sistema più che artigianale: appena uno vuole farsi un impianto chiede e noi diamo i quattrini. Vi potrei citare un altro esempio: a Les Druges, a St. Marcel, un privato, si è messo su uno ski-lift senza chiedere quattrini alla Regione, ha speso 25 milioni, se li è pagati lui, e non chiede ogni fine anno alla Regione, a ogni chiusura di esercizio, di coprire i deficit. Questo dovrebbe essere un esempio anche per gli altri. Quello che ha messo su quell'impianto è un poveretto, solo che qui il sistema è questo, e noi l'abbiamo detto molte volte in Consiglio.

Dobbiamo cambiare sistema, se ne è parlato stamattina. La famosa funivia di Champorcher - non funivia, seggiovia, che è stata costruita con questi criteri - quando c'è molta neve non funziona, ma perché? Perché i cavalletti di sostegno sono bassi e quando c'è molta neve i seggiolini non passano perché toccano nella neve. Allora ogni anno bisogna dosare, mettersi d'accordo con il Consiglio di amministrazione dell'Universo che mandi quel quid di neve, ma non mezzo metro di più, perché sennò la funivia non funziona più, oppure bisogna mettere la neve sotto tutti i piloni di sostegno. Lì però cosa è successo? È stato fatto l'impianto, quindi poi alla fine o la Regione dà i quattrini o mandiamo tutto in malora. E allora la Regione caccia fuori i quattrini, finanzia l'installazione sbagliata, non sbagliata come zona, ma tecnicamente come impianto, e poi ogni anno ne copre il deficit. Ho citato l'esempio di Champorcher, ma potrei citarne tanti altri di come l'Amministrazione regionale si è sempre comportata, no?

Si fanno gli impianti dove di neve non ne viene e quando nevica tanto lavorano un mese all'anno, poi dicono che gli impianti sono in deficit. Gli impianti fateli almeno dove si prestano, dove la neve viene, non dove è sufficiente per sciare ogni due o tre anni!

Errori come questi ne abbiamo fatti tanti e qui non voglio accusare nessuno in particolare, ma accuso tutto il Consiglio, perché noi li abbiamo sempre sanati con il denaro pubblico, e oggi stiamo facendo ancora la stessa cosa, perché qui mi pare si parli di due impianti, o no? Due sciovie...

(voce di un Consigliere) - ... sono degli ski-lift...

... bene, allora perché lo ski-lift costruito a Les Druges non ha avuto contributi? No, non ha avuto i contributi, e perché qui invece noi sottoscriviamo il 35% di capitale? Perché non stabiliamo il criterio per tutti gli ski-lift? Io capisco che si dia un po' meno a un privato e un po' di più all'Ente pubblico, comunque lì ha avuto zero, si è cacciato fuori 25 milioni di tasca sua e quando la stazione va male il deficit lo rimette lui. Noi non siamo per questi sistemi. Non accuso l'attuale Giunta, perché l'attuale Giunta non fa altro che fare male come hanno fatto male tutte le Giunte precedenti, anche quelle di cui io facevo parte... va bene? Se si accordano le richieste, tutto va avanti, si danno i quattrini, tanto è "Mamma Regione" che paga, si paga col denaro pubblico!

Gli impianti vanno programmati, almeno in linea di massima, prevedendo le zone di sviluppo, così non cacciamo fuori i soldi al primo Pinco Pallino che arriva e va tutto bene; vanno programmati nel contesto di un Piano generale di sviluppo, di un Piano regionale urbanistico che non c'è mezzo di varare in questa Amministrazione. Noi vediamo le Regioni a Statuto ordinario che hanno 4 anni di vita... non tutte, ma alcune sono già dotate di Piani di sviluppo, di Piano urbanistico regionale, e non sono piccole Regioni di 100 abitanti come noi, ma sono Regioni con 3-4 milioni di abitanti.

Noi, con 30 anni di autonomia, abbiamo un Piano di sviluppo che è una bozza, è stata portata in Consiglio un po' di tempo fa, ma poi il Consiglio ha detto: "lo riesamineremo", e tutto è stato messo nel dimenticatoio. Mi pare che del Piano regionale urbanistico ne abbiamo parlato in Consiglio tre anni fa, era stato abbozzato, era stata trasmessa a tutti i Consiglieri una relazione con delle tavole, ma poi tutto è stato messo a dormire. Io non so che fine ha fatto, non se ne parla più! Così non va, le cose si fanno con una certa serietà, ma a questi sistemi bisogna mettere un alt.

Pertanto - sia molto chiaro - noi non siamo assolutamente contrari a Valgrisanche, perché quanto ha detto il collega Clusaz su Valgrisanche è esatto. Noi conosciamo benissimo la situazione, che poi è più o meno la situazione di tutte le Valli laterali turisticamente non sviluppate. Siamo del parere che bisogna aiutare le popolazioni per evitare il totale spopolamento, però siamo contrari a questi criteri che, ripeto, sono stati seguiti da sempre, bisogna cambiarli.

Mappelli (D.C.) - Mi sembra che su questo problema vi siano due aspetti: l'aspetto turistico e l'aspetto sociale.

Noi non possiamo dimenticare la funzione della Regione, che è una funzione sociale. Il principio è che possiamo e dobbiamo verificare, là in certe zone dove non vi è la neve, se certi investimenti possono rivelarsi in partenza errati - e a questo proposito potremmo indicare delle zone - ma è altrettanto vero che abbiamo altre zone per cui questa materia prima della neve c'è e vi è l'aspetto sociale.

Non voglio fare polemica, e tanto meno l'Avvocato di Valgrisanche o di Clusaz, ma noi, quando parliamo di pianificazione e di programmazione, caro amico Manganoni, dimentichiamo il libro "Lassù gli ultimi". Quando noi parliamo di "Lassù gli ultimi" e facciamo quella sua specie di discorso che è per metà amministrativo e per l'altra metà molto poco sociale, vogliamo eliminare quelli che ancora hanno questo attaccamento alla montagna. Mi spiego. Noi abbiamo la Città di Aosta o comunque, se non la città di Aosta, la zona di Aosta, con la relativa affluenza che parte da Quart fino a St. Pierre, da Gignod a Gressan, eccetera; abbiamo ormai raggiunto il 50% della popolazione valdostana. Questo cosa significa? Significa che abbiamo concentrato in questa zona gran parte delle infrastrutture e - diciamocelo francamente - quelle comodità per cui la gente valdostana si sente più attirata, non solo per le condizioni climatiche, ma di reddito, attirano la popolazione. Allora, se noi facciamo un discorso sociale, da una parte io condivido in pieno il fatto di verificare la disponibilità di neve, perché in Valle d'Aosta abbiamo costruito degli acquedotti dove non c'era acqua, e dunque è inutile investire dei capitali dove non c'è neve.

Un esempio tipico: mi risulta che nella Valle di Rhêmes, alcuni anni or sono - parlo degli anni 1968-1970, e in quel periodo ero a contatto con degli amici che mi riferirono quante persone vi erano ancora in quel di Rhêmes, una mezza dozzina, cinque o sei persone - l'allora o l'attuale Sindaco Lanier ebbe la brillante idea di incominciare assieme ai suoi collaboratori uno sviluppo del genere. Benissimo, io mi sono interessato e questo inverno sono passato in quella zona: ci sono 36 persone. Questo significa che la garanzia del transito sulla strada - che dovrà ancora essere verificato e completato - e le infrastrutture turistiche che permettono di tenere aperti alberghetti, bar e vari servizi, danno la possibilità, a coloro che hanno questa volontà di rimanere nelle proprie zone, di poter avere quel piccolo, piccolissimo guadagno per stare in quei paesi.

Pertanto io ritengo che non sia il caso di parlare di "Mamma Regione". Sarà nostro preciso dovere esaminare effettivamente certe impostazioni per le quali noi spendiamo miliardi e i risultati di cui a volte noi stessi in questa sala ci lamentiamo. Dobbiamo incentivare, invogliare coloro che hanno questo tipo di iniziativa, laddove dà la garanzia di poterne usufruire tutto l'inverno.

Ho portato l'esempio di Druges perché penso che sia lodevole l'iniziativa di quel signore. Con tutto il rispetto, io non lo conosco, ma evidentemente quel signore non sarà il Pozzo di S. Patrizio, avrà fatto i suoi conti e avrà ritenuto possibile questo tipo di investimento. Penso che comunque avesse bisogno del nostro incentivo e della nostra partecipazione, quindi sarebbe dovere dell'Amministrazione regionale esaminare anche questi casi.

Pertanto, per chiudere senza polemica, semplicemente per mettere in rilievo certi aspetti e certe zone della nostra Valle, ritengo di poter dire con estrema franchezza questo: laddove abbiamo ancora nostra gente che è attaccata a questa magra terra... perché non sono molti che vivono oltre i 1.000 metri in Valle d'Aosta e che rimangono tutto l'anno, in qualunque zona, se non dove il buon Dio dà la possibilità di avere zone industriali tipo la miniera di Cogne o altre possibilità turistiche... e ha preso queste iniziative, bene ha fatto, e tali iniziative devono essere confermate da parte nostra. Noi, con il nostro doveroso contributo, dobbiamo darle delle garanzie, essere un punto fermo, e ringraziarla per aver portato avanti questo tipo di discorso. Anche in futuro, qualora sarà necessario, dovremo dare il nostro contributo, perché effettivamente la funzione dell'Amministrazione regionale non è quella di sperperare o comunque di investire del denaro, ma è una funzione sociale. Laddove questa funzione sociale garantisce ai nostri montanari una certa continuità, di poter rimanere in quelle zone, di poter avere quel piccolo utile investendo e impegnando anche le loro energie personali, fisiche, economiche e morali, è doveroso da parte dell'Amministrazione regionale confortarli.

Pertanto noi non possiamo che ringraziare la Giunta e confortare gli amici di Valgrisanche con il nostro voto favorevole su questa iniziativa e su altre di questo tipo.

Non è certamente come la questione degli acquedotti, amico Manganoni, dove non c'era l'acqua. Lì la neve c'è, caso mai ci sarà la questione delle infrastrutture, quelle infrastrutture di transitabilità che in certi periodi dell'anno forse non possono garantire sempre la continuità a recarsi in quelle zone. Orbene, sia per un motivo sociale, cioè di coloro che rimangono in quelle zone, sia per quelli che vogliono andare in quelle zone a trascorrere alcune ore liete facendo dello sport sanissimo, sarà nostro dovere esaminare se in quella zona è il caso di fare delle strutture, paravalanghe o altro, al fine di permettere questo sviluppo turistico, perché solo così noi salveremo, almeno io mi auguro di cuore, in parte, la possibilità che i nostri montanari rimangano nelle proprie case, nei propri villaggi, nelle proprie Vallate della Valle d'Aosta. Questo lo dovevo dire, ma senza polemica, anche se non sono in condizioni... chiedo scusa, ma ritengo che questo da parte nostra sia proprio da fare, è doveroso.

Milanesio (P.S.I.) - La discussione che si sta accendendo su questa deliberazione a mio avviso merita un certo approfondimento, perché noi ci troviamo, in questo caso, di fronte ad una richiesta concreta, neanche di fronte ad una sottoscrizione di molti milioni, però le considerazioni e le valutazioni che facciamo ora devono poter valere per altri casi e per situazioni analoghe.

Non è la prima volta che l'Amministrazione regionale interviene in sottoscrizioni azionarie per iniziative di infrastrutturazione. Ora, sulla costruzione di due impianti di risalita leggeri, due sciovie, che però in questo caso sarebbero tutto sommato pesanti, almeno lo presumo dal costo, noi non abbiamo avuto l'opportunità - questa è una lamentela che è stata fatta anche in Commissione Finanze e Affari Generali e che io ufficialmente rinnovo qui - di vedere la dislocazione degli impianti, lo sviluppo delle relative piste di sci. Perché le allegate planimetrie non sono arrivate, e non dovevano anche indicare le aree di parcheggio?

Ora, evidentemente si tratta una decisione che il Consiglio prende un po' al buio, ma ciò detto io vorrei fare alcune considerazioni che valgono sia per questo caso, sia per altri che certamente si proporranno per l'avvenire. Intanto il fatto che una località periferica e un po' dimenticata, perlomeno non toccata dallo sviluppo turistico come tante altre zone, si ponga alla nostra attenzione chiedendo di sviluppare la stagione invernale, perché il significato della costruzione di queste due sciovie è quello di creare i presupposti affinché nella Valgrisanche si crei almeno una stagione turistica invernale. L'inverno, per carità, c'è ed è lungo e duro, però non c'è la stagione turistico-invernale, perché mancano i presupposti affinché questa stagione esista, mancano gli impianti di risalita. Voi sapete che se mancano gli impianti di risalita, con la conseguente possibilità di scendere attraverso le piste, non esiste praticamente di fatto la presenza di sciatori. Il discorso delle piste di fondo va incrementato, incoraggiato e sostenuto, ma da solo non è sufficiente a garantire un certo numero di presenze turistiche necessarie a qualificare una stazione anche di sport invernale.

Ora, la proposta che viene qui formulata da parte della Giunta tende a consentire ad alcuni privati sottoscrittori della Valgrisanche e allo stesso Comune di Valgrisanche la realizzazione di impianti di sciovie certamente pesanti che consentirebbero la creazione di piste di sci e lo sfruttamento sciistico di quella zona.

La mia preoccupazione è di due tipi: premesso che in passato abbiamo presentato deliberazioni di questo tipo e che sono state approvate dal Consiglio regionale, vorrei solo che si cercasse di tener conto dell'esperienza fatta in questo settore, dell'esperienza anche negativa per alcuni versi, che mi porta a fare considerazioni che io ritengo non intingano sulla validità del provvedimento, ma che mi portano a dare semplicemente dei suggerimenti - ammesso che la Giunta ne abbia bisogno - su questa vicenda.

Intanto il discorso è questo: poiché sono abbastanza ignorante in materia, io vorrei conoscere semplicemente lo stato della viabilità della Valgrisanche, perché un investimento di questo tipo, che non è elevatissimo, se riferito al Comune di Valgrisanche - per il bilancio comunale e per i sottoscrittori della Valgrisanche è certamente un grosso impegno, ma per la Regione non è un grosso impegno, 42 milioni di sottoscrizione fa appena ridere, consentite la mia espressione - e all'economia del luogo, può innescare un processo di sviluppo, può avere una funzione... Ora io mi chiedo: la situazione della viabilità qual è? Perché noi sappiamo che in altre zone dove si sono fatti impianti di risalita, anche più cospicui e più grossi, con investimenti più importanti - mi riferisco a Champorcher, per non far nomi - la situazione della viabilità e della ricettività hanno condizionato negativamente questi impianti, tanto più che la società è sull'orlo del fallimento, se non è già fallita, e comunque campa nella misura in cui la Regione interviene facendo altre sottoscrizioni di capitali, magari superando quel limite del 30-35% che io ritengo sia invalicabile e che qui viene indicato come limite massimo di sottoscrizione!

Può darsi che la mia preoccupazione venga fugata dalle risposte, non conoscendo io la Valgrisanche. Confesso di non essere mai andato a Valgrisanche, è l'unica Valle che non conosco della nostra Regione, pur essendo nato qua; sono cose che succedono, ci sono molti altri che non sono mai stati a Gressoney e io non sono mai stato a Valgrisanche. Ora chiedo qual è la situazione della viabilità, perché è chiaro che se la strada non fosse aperta tutto l'anno, prima bisogna risolvere i problemi a monte, cioè i paravalanghe e la transitabilità di quella strada, altrimenti questo intervento verrebbe vanificato. Non conosco la situazione della ricettività. Per impianti di questo tipo non ci vogliono certamente molti alberghi, ma ci vuole un minimo di ricettività, altrimenti siamo sempre lì, al massimo possono contare sui turisti o magari sui valligiani che la domenica vanno su a sciare in quella zona. La relazione stessa dice che le piste non saranno molto difficili e probabilmente neanche tanto lunghe; del resto, se si servono di due sciovie, non possono certamente coprire grossi dislivelli e grosse pendenze. Se avessimo avuto la relazione allegata, forse avremmo potuto risparmiarci queste domande.

La cosa che bisognava anche verificare - e pare sia stata verificata - è quella dell'innevamento. Qui si dice che si può prevedere un periodo di funzionamento di circa quattro mesi l'anno; è un buon periodo, perché al di sotto dei quattro mesi, secondo me, non si giustifica più un impianto di risalita. Quattro mesi sono il periodo ottimale, si potesse farlo per oltre quattro mesi sarebbe ancora meglio, però quattro mesi è già un periodo sufficiente per ammortizzare un impianto e per giustificarne la creazione.

A questo punto la mia preoccupazione, se sugli altri punti ci sarà una risposta presumibilmente positiva, è soprattutto riferita alla situazione finanziaria ed economica. Noi abbiamo visto altri casi: mi riferisco alle Cime Bianche, che anch'esse sono sull'orlo del fallimento, a Saint Oyen e a Saint Rhémy, dove siamo intervenuti come Amministrazione regionale e anch'essi attraversano gravi difficoltà. Questo anche un po' perché non hanno enunciato fin dall'inizio i costi reali che avrebbero dovuto sopportare, è questo il grosso problema: per non spaventare il Consiglio indicano cifre che poi al momento della realizzazione vengono ampiamente superate.

Dico solo questo: se non si sottoscriverà interamente il capitale che viene qui proposto tra privati, Regione e Banche, difficilmente un organismo di questo tipo, che nasce per forza di cose gracile perché manca tutto il retroterra, rappresentato dai posti letto alberghieri, da un certo numero... insomma, che è ancora in fase di sviluppo, perché è una Valle che almeno per il momento non ha avuto nessuno sviluppo turistico, è chiaro che se la situazione finanziaria non è già fin dall'inizio in parità, se questa Società parte con debiti, per intenderci, difficilmente riuscirà a pagare tali debiti con gli interessi e ad ammortizzare gli impianti.

Il consiglio che io posso dare sia alla Società, sia alla Giunta regionale in questo caso, è di fare in modo che l'iniziativa nasca senza debiti, perché se anche la redditività sarà bassissima all'inizio - perché ci vorrà un periodo di decollo molto duro - se non altro gli oneri passivi non mangeranno il capitale sociale, non metteranno in difficoltà questa iniziativa che, allo stato dei fatti e delle cose, mi pare comunque la sola che possa consentire una stagione turistica a Valgrisanche. Se si verificano le condizioni che ho detto prima e si fa attenzione a che questa Società non nasca oberata di debiti o di prestiti bancari, è possibile che questa iniziativa dia dei buoni risultati.

Vorrei solo sapere dal Presidente della Giunta se le altre condizioni sono state verificate, perché dalla relazione allegata agli atti noi non possiamo dare un giudizio, non abbiamo avuto gli altri allegati. L'invito che facciamo alla Giunta regionale è di fare tutto il possibile affinché le cifre evidenziate da sottoscrivere vengano effettivamente sottoscritte dai privati.

A questo punto la presenza della Regione sarebbe, a mio avviso, abbastanza equilibrata ed equilibratrice. In questo caso una deliberazione può anche avere una funzione di stimolo, direi una funzione di promozione per tale iniziativa. Credo che questo sia anche il ruolo della Regione, altrimenti queste zone e queste Valli non hanno la possibilità di uno sviluppo turistico, benché minimo. Oggi la stagione invernale sta diventando molto più importante di quella estiva e, se non si hanno gli impianti di risalita, non si ha una stagione invernale.

Non ho altro da aggiungere. Ritengo che la deliberazione che prevede la sottoscrizione da parte della Regione percentualmente ai versamenti fatti sia una misura cautelativa da mantenere. Voglio solo ricordare di cercare di evitare gli errori che abbiamo fatto, io compreso, per Saint Oyen, per Champorcher e per le Cime Bianche, errori che stiamo pagando e che, se non abbiamo ancora pagato, pagheremo ancora di più in avvenire. Grazie.

Lustrissy (D.P.) - Noi non siamo ammalati né di populismo, né di istrionismo nei confronti dell'atto amministrativo che ci viene sottoposto, ma ci poniamo di fronte ad esso come alla realtà di una vallata che fa delle proposte e che si trova in determinate situazioni.

Purtroppo da molti anni a questa parte l'Amministrazione regionale, per le carenze lamentate dal Consigliere Manganoni che noi sottoscriviamo, si trova a rimorchio il più delle volte di iniziative private soprattutto nel settore degli investimenti turistici. Ora il comportamento dell'Amministrazione regionale è sempre stato molto vario: ci siamo trovati di fronte ad iniziative di carattere speculativo e di fronte ad iniziative a carattere locale.

Ebbene, questa di Valgrisanche rappresenta in modo particolare una di quelle iniziative a carattere locale che è sorta proprio da una mancata programmazione di interventi nel settore turistico dell'Amministrazione regionale. Consideriamo la situazione di Valgrisanche, Comune che ha determinate caratteristiche, Comune che più di altri ha sofferto nel tempo un fenomeno di degradamento sul piano umano di spopolamento, di energie vitali per l'economia locale, proprio per quella sua particolare caratteristica di un Comune, di una vallata che, oltre al resto, si trova in una situazione di disagio per una lunga stagione quale quella invernale in Valle d'Aosta. Ebbene, l'Amministrazione regionale nel tempo già ha avuto modo di considerare questa particolare situazione del Comune di Valgrisanche, ed ha risolto a monte, ancora prima di parlare di altri investimenti, il problema della viabilità e della sicurezza del transito durante il periodo invernale nel Comune di Valgrisanche. In effetti la strada regionale è ormai una realtà per la Valgrisanche, è stata un'iniziativa portata avanti a livello regionale e si è ormai realizzata. Accanto a questa iniziativa si sono già realizzate sul posto delle opere antivalanghe che oggi ci permettono di considerare la strada di Valgrisanche - rispetto ad alcuni anni passati - come una situazione abbastanza tranquilla sotto il profilo della viabilità invernale. Ci sono ancora alcuni problemi da risolvere, alcuni sono già stati risolti in questo ultimo anno con l'intensificazione delle opere di protezione dei centri abitati. Naturalmente altri interventi saranno necessari nei confronti della viabilità nel Comune di Valgrisanche, però oggi ci sono tutte le premesse affinché quella strada possa essere considerata transitabile nel periodo invernale.

Ebbene, considerate tutte queste carenze, della mancata visione - già lamentata dal Consigliere Manganoni - di una programmazione di investimento da parte dell'Amministrazione regionale nel settore delle infrastrutture turistiche, dobbiamo anche porci di fronte a una realtà quale è quella di un'iniziativa locale, di chiaro carattere non speculativo, un'iniziativa che è parte della base per dare una giusta dimensione a quanto ci viene proposto.

Dobbiamo anche lamentare che questa deliberazione - a parte le considerazioni svolte dal Consigliere Clusaz che non quadriamo neanche nei totali, ma questo è un errore materiale - presenta notevoli lacune sotto il profilo degli elaborati. La relazione afferma che alcuni elaborati sono stati poi trasmessi in visione, ma i Consiglieri regionali, che non conoscono la situazione dell'iniziativa collocata nel luogo proposto, chiaramente possono avere dubbi e perplessità, perché mancano tutti gli allegati indispensabili per poter valutare nel merito l'iniziativa proposta.

Ora, considerate queste carenze, non possiamo però neanche porci in una posizione negativa di fronte ad una proposta del genere. L'iniziativa di per sé ha una sua validità nel Comune di Valgrisanche; purtroppo, data la situazione lamentata, se non si pone in essere un intervento di questo tipo favorito dall'Amministrazione regionale rischiamo di peggiorare la situazione. Questa può essere diciamo "un'apertura" dell'Amministrazione regionale, anche se a rimorchio di un'iniziativa privata locale, per fare secondo noi un investimento che speriamo sia produttivo in tale Comune. Anche perché, se consideriamo il problema gestionale delle sciovie, sotto tale aspetto queste presentano molte meno preoccupazioni che non le iniziative ricordate dal Consigliere Manganoni in quel Champorcher, dove accanto a un tracciato mal scelto, a piste non individuate - hanno un innevamento non controllato - ci sono tutti gli inconvenienti lamentati, aggravati anche dalla complessità di un impianto che richiede, come spese di gestione e di manutenzione, capitali ben superiori di quelli richiesti normalmente da una sciovia.

Ora è pur vero - e Milanesio lo ricordava - che alla base dell'iniziativa ci dovrebbe essere una situazione di partenza perlomeno a pareggio riguardo alla gestione; l'intero capitale azionario previsto dalla Società deve cioè essere coperto dall'iniziativa privata e dagli Enti pubblici, di modo che l'iniziativa possa decollare e, nel tempo, esercitandosi, possa pareggiare nella gestione. Su questo non abbiamo molti dubbi, perché dall'esperienza che abbiamo, perlomeno le sciovie, sotto questo profilo, tranne qualche raro caso, rappresentano un investimento abbastanza produttivo che richiede poche spese di manutenzione. Però, come dicevo, lamentando queste lacune, che avrebbero evitato a questo Consiglio regionale lunghe discussioni se ci fossero stati gli allegati, non possiamo non ricollocarle nella giusta funzione, e considerarle nel giusto valore.

Noi speriamo solo - e questo è un augurio - che questa iniziativa gestita localmente da gente del posto possa dimostrare di essere valida, cioè possa essere gestita nel migliore dei modi, che sia un elemento propulsivo dello sviluppo di una stazione... non voglio neanche chiamarla "stazione", perché non siamo neanche agli inizi di una stazione, ma di una località turistica che senza l'integrazione di una stagione invernale potrebbe decollare tra molti e molti anni. Con questa iniziativa si può anche prevedere di accelerare sotto il profilo dello sviluppo questo decollo; però, quanto a questo, dobbiamo stare attenti che attorno ad essa non si sviluppino fattori di speculazione come potrebbero anche verificarsi se lo strumento urbanistico non prevedesse di dare un ordine a questo sviluppo. Non abbiamo nessuna indicazione - benché attorno all'iniziativa ci sia lo spazio disponibile per esercitarlo - sul problema dei parcheggi, che è estremamente importante. Il piede di una sciovia è pur sempre costituito dal parcheggio, è una possibilità che si dà ai turisti e a coloro che utilizzano l'impianto; inoltre permette di prevederne anche l'affluenza e può essere controllato.

Ebbene, avendo considerato che sotto il profilo della viabilità questi erano i dubbi sollevati da Milanesio, l'Amministrazione regionale in questi ultimi anni è intervenuta in modo massiccio nei confronti della strada di Valgrisanche per garantire quel minimo di percorribilità invernale. Qualcosa in più dovrà ancora essere fatto per l'avvenire, ma oggi, con una certa tranquillità, possiamo considerare la strada agibile durante il periodo invernale.

Considerato, altresì, che l'iniziativa non è di carattere speculativo ma è a carattere locale, possiamo dichiararci favorevoli a questo intervento. Facciamo solo un giusto richiamo: che iniziative del genere per l'avvenire siano collocate in un contesto generale, con un comportamento univoco dell'Amministrazione regionale di fronte allo sviluppo turistico della Regione. Il discorso sul piano generale lo abbiamo sempre lamentato da anni; purtroppo, nonostante lo sforzo di tutti, non siamo ancora riusciti a concretizzarlo. Questo sarà pertanto l'impegno dell'Amministrazione futura, dovrà considerare questo aspetto in modo particolare, perché altrimenti tutte le possibilità promozionali e di intervento dell'Amministrazione regionale sarebbero vanificate e nullo sarebbe il controllo della stessa Amministrazione regionale sulle iniziative turistiche di questo tipo, sia pure a carattere locale o a carattere privato; se a nulla valgono, soprattutto nei confronti di queste piccole iniziative, immaginiamo cosa succede nei confronti di altre iniziative di carattere chiaramente più speculativo e con altre dimensioni! Questo comportamento dell'Amministrazione regionale - dobbiamo rendercene conto tutti - deve perciò cambiare. Anche il modo di istruire le pratiche - è da un po' di tempo che succede in questo Consiglio - deve cambiare, perché troppe volte ci troviamo a rinviare argomenti perché manca la documentazione. I Consiglieri devono potersi rendere conto effettivamente della proposta e poterla collocare nella giusta dimensione.

Con queste considerazioni e con le valutazioni fatte, noi ci dichiariamo favorevoli all'approvazione della deliberazione proposta.

Manganoni (P.C.I.) - Se io mi mettessi a disquisire sull'aspetto turistico, sull'aspetto sociale o sullo spopolamento della montagna, vi affliggerei per due ore. Sono problemi che tutti conosciamo, e io, modestia a parte, li conosco quanto i miei colleghi.

Noi, la situazione dello spopolamento di Valgrisanche, ma non solo di Valgrisanche... perché la situazione di Rhêmes qual è? È peggio di quella di Valgrisanche! La situazione di Valsavaranche qual è? E la situazione di Oyace, di Ollomont, di Bionaz, per rimanere in Alta Valle? E poi, se scendiamo nella Media-Bassa Valle, lì si trovano esattamente situazioni analoghe a Valgrisanche, se non peggio! Ora noi dobbiamo dire in quali zone si è presa la stessa iniziativa, perché se dovessimo costruire degli impianti di risalita in tutte queste zone dell'Alta Valle e altrettanto in altre zone della Bassa Valle che si trovano nella stessa condizione, io mi domando dove andremo a finire! Se prima noi diciamo "sì" a Valgrisanche potremmo dire "no" a Rhêmes, Oyace, Ollomont, Bionaz o St. Barthélemy, per non parlare della Bassa Valle... dovremmo dire sì anche a quelli? Non è una politica da seguire questa, se diciamo di sì a tutti quelli che arrivano il problema va studiato.

Ora si dice che noi risolviamo il problema; se questo serve un pochino, io ne convengo, però badiamo bene, quando nevica dopo Natale? Ultimamente è capitato spesso che gli impianti di risalita hanno lavorato dopo Natale, dopo le feste, quando la gente non viene più perché le feste sono passate. Secondo: a quante persone noi diamo lavoro? Per quanti mesi all'anno? Perché si è parlato di cinque mesi, quattro mesi. Vogliamo essere delle persone serie? Perché se noi chiediamo lavoro per quattro mesi all'anno, bisogna che ci siano degli anni... perché quattro mesi all'anno sarebbero già due mesi, al massimo negli inverni favorevoli, tre all'anno, ma poi se viene molta neve voi pensate di transitare sulla Valgrisanche? Voi la conoscete la Valgrisanche? Se viene poca neve si transita, ma se ne viene molta è un susseguirsi di valanghe, da Planaval fino quasi al Capoluogo. Allora, se viene molta neve e poi magari si usufruisce degli impianti per quattro mesi... le valanghe si bloccano, però la gente, sapendo che ci sono le valanghe, dice: "vado su, ma poi non scendo più perché sono bloccato"... comunque prescindiamo da queste difficoltà.

Ora, per risolvere i problemi e per rispondere a certi colleghi che hanno puntato sulla questione dello spopolamento, io vi faccio una proposta concreta: chiedo che nella Valle di Rhêmes, che è parallela a quella di Valgrisanche, si installi una fabbrica, o altro, se volete, che dia lavoro a 30 persone 12 mesi all'anno. La Regione paga gli impianti e paga i deficit come facciamo per gli impianti di risalita, così risolviamo il problema, perché quelle 30 persone lavoreranno 12 mesi all'anno, e non due, o forse tre... ma insomma! Se noi paghiamo i deficit come per gli impianti di risalita le fabbriche vanno avanti, perché se a questa ipotetica fabbrica di bidet, che avrà 100 o 200 milioni di deficit all'anno, copriamo i deficit, la fabbrica va avanti, i bidet si vendono magari sotto costo, lo vediamo in certe zone d'Italia, dove se costa 10 si vende a 5, pur di tenere in piedi... facciamolo anche lì! Allora risolviamo il problema dello spopolamento della montagna.

Comunque io non voglio polemizzare. Che questo non abbia un carattere speculativo è vero, però si dice: "approviamo questo, poi in avvenire bisognerà cambiare", ma noi questo lo diciamo da 20 anni in questo Consiglio! Tutte le volte che arrivano impianti di risalita si dice: "basta, noi siamo sempre chiamati all'ultimo momento a tappare i buchi e cacciare fuori i quattrini, in avvenire non succederà più". Ma è da vent'anni che lo diciamo, è sempre avvenuto, e se si continua di questo passo per altri 20 anni si continuerà così! Io non accuso nessuno, accuso tutti, me compreso, tutti quelli che hanno fatto parte dei Consigli passati, non di questo.

Concludendo, io il libro "Lassù gli ultimi" l'ho letto e l'ho ponderato. Mi permetterei di dare un suggerimento alla Giunta: dato che la Giunta sovvenziona la stampa e la ristampa di molti libri - e fa bene - dovrebbe sovvenzionare anche la ristampa di questo, perché è lo specchio della Valle d'Aosta, sia per le sue foto, sia per il contenuto, sia per i racconti in patois, sia per le tradizioni, per tutto. È veramente un libro da ristampare e da diffondere, perché ti dimostra la situazione reale della Valle d'Aosta. Appunto perché ho letto anche quel libro, ma più del libro perché conosco la situazione della Valle, so che questi problemi dello spopolamento non si risolvono con gli ski-lift, specialmente impostandoli in questo modo: al primo che arriva noi facciamo lo ski-lift. Il problema non sono i 42 milioni di oggi, l'ho detto prima; se investissimo i 42 milioni e tutto si chiude diremmo "bene", ma dopo questi 42 milioni io mi chiedo a cosa dovremmo andare incontro per mantenerli in piedi. Non è che io scopra l'America o la polvere da sparo, basta guardaci in giro e vedere tutti gli impianti di risalita, basta vedere a cosa ci portano in Consiglio i 250 milioni annui per coprire i deficit degli impianti di risalita!

Ora concludo veramente dicendo: noi non siamo contrari, non siamo contro agli abitanti di Valgrisanche che devono essere aiutati come tutti gli abitanti delle altre valli e dei villaggi in alto, questo lo abbiamo detto e ripetuto in tante circostanze, e per non fare della demagogia non lo ripetiamo oggi, perché queste cose tutti le sanno, almeno coloro che conoscono la Valle. Però non si può continuare ad andare avanti in questo modo, con queste iniziative disordinate e scollegate da qualsiasi programmazione, e non si possono neanche giustificare con disquisizioni più o meno bizantine.

Jorrioz (IND.) - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - Je voudrais seulement dire deux mots sur cet argument. Pratiquement nous sommes parfaitement d'accord qu'il faut arriver à une planification surtout quand on parle d'installation d'une certaine envergure et quand on parle de station d'hiver. Toutefois, ici il me semble que la question de Valgrisanche est un peu différente, puisqu'il s'agit de donner la possibilité à un petit pays de montagne d'avoir des remontées mécaniques qui se limitent à des petites installations comme les ski-lifts, et qui donnent une possibilité, mais celle-ci ce n'est pas question comme nous avons vu à Valtournanche pour les Cimes Blanches ou comme nous avons vu à Champorcher, où la situation est bien différente.

Je dirais simplement que, pour mon compte, ces petites installations mécaniques sont nécessaires dans ces pays qui n'ont pas une possibilité de développement hivernal. Ne mettons-nous pas en tête qu'on puisse multiplier les stations d'hiver à l'infini, en Vallée d'Aoste! Nous avons des stations d'hiver pour lesquelles il faut avoir une attention particulière, et c'est là où il y a la possibilité d'un développement. Je me permets de dire - et cela déplaira aux gens de Valgrisanche - qu'en connaissant très bien la situation soit de Valgrisanche, soit d'autres stations et d'autres pays de montagne en les ayant parcourus en ski toutes les saisons, je ne vois pas un grand développement touristique. Tout de même, à ces pays il faut donner la possibilité qu'il y ait au moins de petites installations comme celles qui ont été aménagées au moment pour Valgrisanche. Si ceci apportera quelque chose de plus dans un deuxième temps on sera là pour l'examiner.

Il y a tout de même une recommandation à faire que nous devrions garder à l'esprit, dans notre Conseil: le fait que ces initiatives, même s'il s'agit de petites envergures, devraient être étudiées auparavant et ne devraient pas être présentées à l'Administration régionale quand on a déjà pris des engagements, quand les questions ont déjà suivi un parcours ou quand l'Administration régionale se trouve dans l'impossibilité de nier son appui. Il pourrait bien se vérifier, dans certains cas, que l'Administration régionale, à travers ses bureaux, puisse ajouter aussi des suggestions et même adresser des petites installations qui, en deuxième temps, soient plus conformes aux intérêts de ceux qui ont pris les initiatives.

Pour me borner au cas de Valgrisanche, je retiens que nous devons aider cette initiative et que nous devons faire cette recommandation: qu'on n'arrive pas ici quand pratiquement les décisions ont été déjà prises, seulement quand il est convenable pour demander l'intégration de la part de l'Administration régionale, mais qu'on mette au courant l'Administration même avant de faire ces installations. C'est une recommandation que, je pense, nous devrions garder à l'esprit.

Andrione (U.V.) - Très brièvement pour répondre à certaines questions qui ont été posées et auxquelles en partie les autres Conseillers ont déjà répondu.

Premier: je crois que la route de Valgrisanche, vu la collocation de l'installation en question qui est en aval du trait le plus avalancheux, permet de dire que, pendant la normalité des hivers, les installations pourront être exploitées.

L'Administration régionale s'est également préoccupée de la question des parkings et vers la fin du mois le premier parking des deux prévus sera mis en soumission (la semaine prochaine, ça n'a aucune importance si c'est la fin du mois ou si c'est la semaine prochaine).

Troisième: je crois que dans n'importe quelle planification, à moins que ce ne soit une planification de nature purement régionale - et il est évident que dans ce cas nous ne choisirions que le Glacier du Rutor, le Breuil, ou je ne sais pas quel endroit de Courmayeur - il faudra toujours tenir compte de l'initiative locale. Ce que nous voulons primer ici avec une souscription, qui ne nous coûte même pas le prix d'un kilomètre de route, c'est une initiative locale, et c'est dans ce sens que nous croyons aller: dans le sens d'une véritable et honnête planification qui tient compte des requêtes et des ressources du pays. Naturellement à Valgrisanche, sauf si on pense à des investissements de plusieurs milliards de lires, on ne pourra jamais imaginer une station touristique en plein développement. On le peut, au contraire, en se basant sur ces petites initiatives et en tenant compte de la réalité des lieux, la réalité existante, parce qu'à La Béthaz et partout on a de petits hôtels, quoiqu'on peut raisonnablement penser que les ski-lifts ne sont pas des rocades, parce qu'ils sont terriblement passifs les déficits que l'Administration régionale a dû payer jusqu'à maintenant; c'est de monter de Champorcher à Laris qui coûte, ce n'est pas le domaine de Laris ou celui de Dondena qui sont déficitaires, c'est de monter d'en bas en haut, et c'est la même chose pour les Cimes Blanches. Donc ici la situation est très différente, parce qu'il ne s'agit que de ski-lifts.

Je m'excuse avec Manganoni, je ne voudrais pas faire de la polémique avec lui, mais vraiment l'exemple de cet individu qui a réussi à créer une installation encore plus petite qu'à Valgrisanche, en miniature, parce qu'elle est plus petite, et qui marche toute seule... les ski-lifts sont un moyen d'investissement rentable dans les conditions de ce genre. Nous avons demandé en plus d'étudier également un parcours de fond, parce qu'aujourd'hui on peut espérer qu'à travers le ski de fond il y ait une revitalisation touristique de plusieurs vallées, notamment Valsavaranche.

Pour ce qui est de Rhêmes, j'ai manifesté une certaine opposition à des initiatives locales, mais non pas pour la question du ski-lift; il aurait fallu couper des forêts, et là il y a une autre priorité, nous ne pouvons pas accepter de faire certains remonte-pentes et qu'on fasse des coupes sombres ...(voci)... voilà, oui, oui ...(voci)... non, d'accord, je suis parfaitement d'accord avec toi.

Dernière question: la souscription régionale, comme d'habitude - il y a à ce propos une décision de la Junte, qui remonte je crois à une Junte précédente - ne sera versée qu'à complètement des versements des autres parties, par conséquent je crois que même sous ce profil nous sommes assurés.

Jorrioz (IND.) - Altri interventi? Se non ci sono più interventi, metto in votazione. La parola al Consigliere Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Per una dichiarazione di voto. Io avevo fatto certe domande al Presidente della Giunta e prendo atto delle risposte che mi sono state date, ritengo siano soddisfacenti. Anch'io però devo fare ulteriori piccole precisazioni.

Noi siamo favorevoli all'approvazione di questo provvedimento, ma tenuto conto della possibilità di avere altre iniziative un po' in ordine sparso e senza la possibilità di un esame globale della Regione - noi non siamo certo qui per negare la bontà e la validità delle iniziative che sorgono dal basso come questa - chiediamo che queste in avvenire vengano viste in un quadro un po' generale, perché molte volte, per dire di sì ad alcune cose, successivamente abbiamo dovuto sentirci... Qui non sono contenuti gli errori che sono stati fatti in altri campi, perché qui si tratta di impianti leggeri, non si tratta di funivie che hanno un costo elevatissimo con costi di gestione altrettanto elevati; qui si tratta di sciovie che, come ho detto prima, certamente costano di meno, sia come acquisto di installazione di impianto, sia come gestione.

Nell'esprimere il voto favorevole del Partito Socialista a questa iniziativa, ritengo pertinente, per risolvere i problemi dello sviluppo turistico di certe zone, il mantenimento in loco della popolazione. Noi non possiamo pretendere o accettare che certi nostri paesi e certe nostre vallate attraversino un letargo invernale di quattro, cinque o sei mesi senza attività economiche che le sostengano. Quindi noi siamo favorevoli per questo, diciamo solo che per l'avvenire la Giunta regionale, qualunque Giunta regionale, qualunque Amministrazione regionale tenga conto di quella bozza di Piano urbanistico regionale che era stato sottoposto al Consiglio, che tra l'altro conteneva un censimento molto preciso dei domaines skiables, fatto da guide della nostra Regione, maestri di sci, spesso anche dallo stesso Pietro Gianola, che in questo caso ha steso la relazione. Si tenga conto di questo per poter fin dal principio verificare con un quadro di compatibilità generale le iniziative che ci vengono proposte, perché noi certo non possiamo far tutto di nostra iniziativa, anzi, quando ci sono delle iniziative noi dobbiamo incoraggiarle, sostenerle nella misura in cui rientrano in questo quadro generale.

Per l'esperienza che ho accumulato come Amministratore ritengo che questa iniziativa possa rientrare, anche se non ho qui, in questo momento, il Piano urbanistico, ma dai ricordi che ho di queste vicende ritengo possa rientrare in questo quadro generale di compatibilità, con le raccomandazioni fatte soprattutto in ordine alla situazione finanziaria. Insisto e lo ribadisco: noi dobbiamo fare in modo che la società parta il più possibile senza debiti; in quel modo l'iniziativa potrà essere sana, avrà le condizioni per poter esistere e anche prosperare.

In questo quadro noi diamo il voto favorevole a questa deliberazione.

Jorrioz (IND.) - Altri per dichiarazioni di voto? Se non ci sono altri interventi, metto in votazione il punto n. 11 all'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

La delibera è votata all'unanimità ...(voci)... no, io ho visto un Capo Gruppo lì... chiedo scusa. Chi è contrario è pregato di alzare la mano. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 28

Favorevoli: 21

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

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Il Consiglio

delibera

1°) di approvare la sottoscrizione da parte della Regione di capitale azionario della S.p.A. "Pour le développement touristique de la Valgrisanche", per un ammontare di nominali lire 42.000.000;

2°) di approvare e di impegnare la spesa di L. 42.000.000 (lire quarantaduemilioni) con imputazione sul capitolo 246 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di Società di funivie e seggiovie locali, eccetera..."), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che il versamento della quota azionaria sottoscritta dalla Regione avvenga proporzionalmente e successivamente al versamento delle quote previste da parte degli altri azionisti.

Torniamo leggermente indietro al punto 10.