Oggetto del Consiglio n. 274 del 10 luglio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 274/75 - APPROVAZIONE ED IMPEGNO DELLA SPESA DI LIRE 70.000.000 PER L'ESECUZIONE DI UN PRIMO LOTTO DI LAVORI DI CONSOLIDAMENTO STATICO DEL CASTELLO DI PROPRIETÀ REGIONALE DENOMINATO "SARRIOD DE LA TOUR" IN COMUNE DI SAINT PIERRE.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 1470 in data 12/4/1975 venne affidato all'ingegnere Giulio Vallacqua, di Aosta, l'incarico della progettazione di massima della sistemazione e consolidamento del Castello "Sarriod de la Tour" nonché della progettazione esecutiva e direzione delle opere in cemento armato necessarie al consolidamento, limitatamente ai lavori che si ritiene possibile realizzare nel corrente anno.

L'affidamento di tale incarico costituisce il primo passo sulla strada di un intervento radicale diretto a garantire la conservazione del monumento, le cui condizioni di precarietà statica sono state analizzate in una relazione dell'ing. Pedroli del giugno 1967 e in un'altra dell'ing. Vallacqua del gennaio 1971.

Sull'argomento si dispone anche di una relazione geologica sulle condizioni del terreno, redatta dai dott. Gregori e Ferrante.

Va ancora ricordato che successivamente alla data dell'acquisto, ed esattamente nel 1971, la Soprintendenza Antichità e Belle Arti attuò un intervento di emergenza per eliminare un pericolo di crollo imminente.

Qualora l'inizio dei lavori di consolidamento dovesse tardare ulteriormente non si può escludere l'eventualità di crolli, le parti pericolanti sono soprattutto il tetto, il corpo sud-est e la torre nord, ma le condizioni generali del castello sono tali per cui un crollo parziale potrebbe forse determinare la perdita di quasi tutto il complesso.

Al momento attuale non sono state definite utilizzazioni prospettiche del castello: in ogni caso sarà possibile la sua utilizzazione come edificio di rappresentanza della Regione dove potranno essere ospitati convegni, mostre ecc.

Data la delicatezza dell'intervento il programma dei lavori dovrà ripartirsi su un arco di tempo certamente non inferiore a tre anni; è stata pertanto ipotizzata la seguente ripartizione cronologica:

1a fase:

- consolidamento della parte nord;

- puntellatura dei tetti.

Negli anni successivi:

- intervento nei tetti;

- completamento intervento nelle strutture nei corpi est e sud;

- sistemazione alloggio custode con relativi impianti.

Il completamento del restauro con l'esecuzione delle finiture e impianti verrà realizzato successivamente, in accordo con la nuova destinazione d'uso che verrà assegnata all'edificio e che dovrà essere discussa e decisa durante la fase di consolidamento, non ritenendosi peraltro possibile il differimento dell'opera di restauro fino a definizione dell'uso, in considerazione dell'urgenza dell'intervento.

Appare impossibile allo stato attuale delle cose, e prima di aver messo mano alla prima fase di lavori, formulare un preventivo attendibile del costo dell'intervento; in via di larga massima si possono comunque indicare le seguenti cifre:

- costo di impianto del cantiere: Lire 70.000.000;

- costo annuo della manodopera: L. 110.000.000 circa, pari a Lire 330.000.000 per un triennio, in cui potrebbe essere svolto il lavoro;

- costo annuo di materiale e noli: L. 35.000.000 circa, pari a Lire 105.000.000 per un triennio.

La spesa globale ammonterebbe quindi a circa L. 500.000.000, ripartibili in tre esercizi finanziari.

In relazione a quanto sopra esposto si propone che il Consiglio regionale approvi in via di massima l'esecuzione dei lavori di restauro del castello di proprietà regionale "Sarriod de la Tour" come sopra definiti, approvando ed impegnando in via immediata la spesa relativa all'esecuzione della prima fase dei lavori, preventivata in L. 70.000.000 e stabilendo che, in relazione alla particolare delicatezza dell'intervento, i lavori siano eseguiti in economia diretta a cura e sotto la direzione e la sorveglianza della Sovrintendenza regionale ai monumenti, antichità e belle arti.

L'approvazione e l'impegno di ulteriori somme formeranno oggetto di successivi atti deliberativi del Consiglio regionale.

Per l'informazione dei Sigg. Consiglieri sono depositati presso la Segreteria del Consiglio i seguenti documenti:

1) relazione dell'ing. Giulio Vallacqua sulla situazione statica del Castello, con relativa documentazione fotografica;

2) planimetria.

Si propone, quindi, che il Consiglio regionale

Deliberi

1°) di approvare l'esecuzione dei lavori di consolidamento statico castello "Sarriod de la Tour" di St. Pierre e in particolare dei lavori d'impianto del relativo cantiere, per un importo di spesa di L. 70.000.000 (settantamilioni), lavori da eseguire in economia diretta a cura e sotto la direzione e sorveglianza della Sovrintendenza regionale ai monumenti, antichità e belle arti;

2°) di approvare ed impegnare la spesa di L. 70.000.000 (settantamilioni) sul capitolo 827 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per restauri di monumenti e di edifici di interesse artistico e storico"), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che alla liquidazione della spesa stessa si provveda, con ordini di pagamento dell'Assessore alle Finanze, su presentazione di listini paga, per quanto concerne i salari agli operai ed a richiesta dell'Assessore al turismo, su presentazione di regolari fatture vistate dall'Assessore stesso, per quanto concerne la fornitura di materiali, mezzi d'opera ed eventuali prestazioni di mano d'opera specializzata da parte di ditte migliori offerenti;

3°) di stabilire che ai sensi dell'art. 11 del regolamento regionale 5/2/1962 sull'esecuzione di servizi, di opere e di lavori in economia, l'Ufficio tecnico sotto la cui direzione i sopramenzionati lavori dovranno essere eseguiti, presenti, al termine dei lavori stessi, un documentato rendiconto finale delle spese sostenute ed una relazione sui lavori eseguiti e sui risultati ottenuti.

Jorrioz (IND.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Alcuni anni or sono, se non vado errato nel 1969, la Regione acquistava l'importante complesso storico del Castello della famiglia Sarriod de la Tour in Comune di Saint Pierre. Il Castello presenta delle stratificazioni probabilmente di origine romana, con successive costruzioni del primo Medio Evo e finalmente con l'attuale assetto che rimonta al XIII o XIV secolo. Purtroppo sul lato nord del Castello, a pochi metri in profondità, passa una galleria ferroviaria e le continue vibrazioni dei treni hanno profondamente fessurato la Torre - che ha potuto essere riparata e rinforzata con iniezioni di cemento armato - e hanno danneggiato l'intero complesso che minaccia di crollare per la parte sud, cioè quella che guarda la Dora. Era diventato assolutamente indispensabile intervenire con un primo intervento per consolidazione delle opere murarie. Ripeto: si tratta di un intervento urgente per evitare il crollo.

Una volta che avremo fatto questa prima parte di lavori si potrà discutere sulla destinazione del Castello e sul completamento dei lavori stessi.

Jorrioz (IND.) - Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Attorno a questo Castello c'è un'incastellatura in legno, mi pare da circa quattro anni. Ora, sarebbe anche interessante che il Consiglio sapesse perché da quattro anni c'è questa incastellatura, cosa è stato fatto e cosa è stato speso, no? E diciamo con un programma anche di larga massima per i lavori futuri, per evitare che, dopo altre sei o sette legislature regionali, si continui a parlare, a stanziare dei fondi e a non risolvere il problema di questo Castello che nel frattempo magari sarà già crollato. Questa è la prima osservazione che volevo fare. Oggi noi stanziamo 70 milioni su una spesa prevista di mezzo miliardo e, anche se i miliardi oggi non valgono molto, è comunque una cosa che può anche far riflettere. Io sono della tesi che bisogna conservare questo Castello, ma non perché è dei Sarriod d'Introd. Io non discendo da quei castellani, bensì dai servi della gleba di Introd, però va comunque conservato, e ci sarebbe da parlarne per delle ore, ma vedrò di restringere.

Nella relazione si dice: "destinazione d'uso da stabilirsi durante la fase di consolidamento". Questo è molto vago, perché io penso che dentro, dopo la restaurazione, non tutto venga cambiato, i locali grosso modo verranno conservati come sono. Sarebbe tempo - non dico che dobbiamo farlo in questo Consiglio, ma per tempo - di orientarci a cosa dobbiamo adibire quel Castello.

Porto l'esempio di un altro Castello, quello di Aymaville, che si trova a pochi chilometri in linea d'aria, che la Regione ha acquistato cinque o sei anni fa e che poi ha completamente abbandonato. Il Castello di Aymaville, fin quando era in possesso dei privati, era soggetto ad un minimo di manutenzione da parte costoro, ma oggi non la si fa. Allora, vogliamo lasciare ancora passare anni o decenni per ridurlo allo stato di quello di Sarriod d'Introd, quello di cui stiamo parlando adesso, per poi trovarci in quelle condizioni? Ora io esagero, però siamo su quella strada! Perché sul Castello di Aymaville, che è abbandonato da quattro anni, non decidiamo quello che vogliamo farne? Perché il Castello di Aymaville è molto più vasto ed ampio dell'altro, con sale, e allora perché queste sale sono vuote, piene di polvere, ragni, pipistrelli e tutto quanto ne consegue? Non dico che sta crollando, ma si sta scrostando. Oggi non dobbiamo pronunciarci su questo, però io invito la Giunta a fare delle proposte su cosa facciamo del Castello di Aymaville, perché mi pare che in questo Consiglio regionale si parli di musei regionali dal 1950, no? Questo museo regionale per cui dovevamo trasformare la Tour de Bramafam e poi non va... benissimo, il Castello di Aymaville può andare per un museo? Non so, esaminiamo, ma definiamo! Io penso che sarebbe tempo di fare un museo ad Aymaville, di fare un po' di decentramento per non far sempre tutto ad Aosta, due o tre piscine ad Aosta, tutto ad Aosta, nel centro di Aosta. Parliamo di decentramento ma poi di fatto che cosa facciamo? Continuiamo ad accentrare tutto in questa piccola capitale, in questa "piccola Roma" della Valle d'Aosta. Scusate se ho accennato al Castello di Aymaville, ma questo problema è strettamente connesso ad esso. Adesso andiamo in ferie, ma inviterei ad esaminare - e l'ho già detto diverse volte in questo Consiglio - cosa vogliamo fare del Castello di Aymaville innanzi tutto.

Andiamo pure avanti, stanziamo questi fondi, ma già che sono in argomento vorrei porre un'altra domanda, su un altro Castello che si trova, anche quello, a pochi chilometri in linea d'aria: il Castello di Introd. Sul bilancio preventivo di due o tre anni fa erano stati stanziati 50 milioni per l'acquisto del Castello di Introd. Vorrei sapere la fine che hanno fatto questi milioni, perché il Castello non è stato acquistato. Secondo me abbiamo fatto pure molto bene a non acquistarlo, perché se gli facciamo fare la fine di quello di Aymaville... almeno i privati fanno la manutenzione e non comprano dei Castelli per alloggiarci i ragni e i pipistrelli, come accade in quello di Aymaville. Ora, questi 50 milioni rientrano nei 36 miliardi di residui passivi? Questa è la domanda che io pongo alla Giunta: vogliamo continuare a tenerli lì fino a quando, fino alla svalutazione? E poi, quando abbiamo certe opere da eseguire con urgenza, diciamo che non ci sono i soldi?

Allora, su tutta questa questione dei Castelli sarebbe tempo che la Giunta - la quale poi naturalmente riferirà in Consiglio - stabilisse cosa vuol fare: se vogliamo acquistarli, a cosa li destiniamo, ma non così, che quando capita acquistiamo un Castello e poi lo lasciamo andare in malora. È da quattro anni che lavoriamo appresso questo e cosa abbiamo fatto? Sta crollando, cosa abbiamo fatto allora? Le incastellature che c'erano cosa hanno fatto? Ora, io direi che siamo d'accordo su questo, però ci vuole un'altra impostazione; parlo di questi problemi, non di altri che si trovano nelle stesse situazioni, ma anche in questo campo ci vuole un'altra impostazione affinché si abbia almeno un minimo di programmazione, in modo da vedere dove vogliamo arrivare con questi Castelli e a cosa li destiniamo.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Ho letto attentamente il dispositivo della deliberazione dalla quale appare chiaramente che non esiste un effettivo programma e un computo di quanto si va o si andrebbe a fare per restaurare il Castello, ma si parla di "ripartizione cronologica". Vabbè, questa è una cosa che può anche essere vista.

Volevo solo chiedere al Presidente della Giunta che cosa significherebbe stanziare 70 milioni quando, da quanto è detto in premessa, il solo costo di impianto del cantiere è di 70 milioni. Nella delibera si parla di iniziare le opere di consolidamento dalla parete nord, pertanto io domando al Presidente della Giunta se quei 70 milioni servono solo per l'impianto del cantiere. Ma allora come si conciliano questi 70 milioni per l'impianto del cantiere con il fatto che è stato preventivato un costo triennale di 70 milioni di costo di cantiere, di 110 per la mano d'opera e di 105 per il materiale? Se noi rapportiamo questi 70... io ho cercato di dividerli e vengono circa 15 milioni per la mano d'opera, 10 milioni per l'impianto di cantiere e il resto per il materiale, quindi c'è qualche cosa che qui non è chiaro. È una delle due, ma se i 70 milioni vengono divisi non si fa, perché qui non si sa come si potrebbero fare i lavori non essendoci un computo, quanto meno indicato, è solo indicato il tipo di opera: consolidamento della struttura della Torre nord. Io domando quindi al Presidente della Giunta di volermi dare gentilmente qualche spiegazione in merito.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Albaney.

Albaney (D.P.) - Non è per far perdere tempo al Consiglio, ma solo per invitare la Giunta ad esaminare anche il problema del Castello di Quart. Il Castello di Quart, comperato dalla Regione, è in stato di completo abbandono. Nei cassetti dell'Assessorato del Turismo giacciono alcuni progetti di ristrutturazione, di sistemazione, progetti fatti già alcuni anni or sono, ma è in stato di completo abbandono. Secondo me occorrerebbe avere il coraggio di togliere quelle insegne che indicano il Castello di Quart, perché se i nostri cittadini e i turisti vanno a vedere si spaventano, quindi sarebbe meglio o togliere o sistemare. Grazie.

Jorrioz (IND.) - Ci sono altri interventi? La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - La questione sollevata dall'Ingegner Benzo è esatta, cioè non si può dire esattamente quali sono le opere che verranno fatte perché la prima fase sarà di scavo, si sono trovati i resti di un castrum romano su cui è poi stato costruito il Castello.

Il cantiere costerà, al termine delle varie opere, quella somma che è prevista in delibera, ma l'inizio dei lavori per il consolidamento - perché per adesso non possiamo fare di più per impedire il crollo del Castello - comporta questa prima fase di studio e di scavo per non fare interventi errati. Non so se ho dato la risposta sufficiente.

Per quanto riguarda il tipo di opere, io la prego di parlare con la Sovraintendenza, perché abbiamo preso dei disegnatori per poter classificare e sistemare esattamente tutti i reperti che verranno fuori. Addirittura su un lato si è trovato un piccolo resto di un arco che non si sa che cosa sia, ma che quasi certamente è di fattura romana; quindi anche da quel punto di vista sono opere estremamente delicate e veramente difficili.

Per quanto riguarda Manganoni e Albaney, avete perfettamente ragione, la questione è che in Valle d'Aosta fra Castelli, Maisons fortes e altre cose di questo genere siamo a 326 monumenti classificati, di cui molti in cattivo stato. Per le opere di intervento giustamente Manganoni ha sottolineato che qui si prevede una spesa globale di mezzo miliardo. Ora, la spesa globale prevista per sistemare il Castello di Quart va oltre questo, è enorme, e che cosa succede? Che si sono fatte piccole opere di consolidamento di qualche muro per guadagnare del tempo, perché oggi come oggi è difficile prevedere, tra l'altro non abbiamo neanche il personale, né tecnico né la mano d'opera qualificata, per certe opere di restauro che sono delicate e corriamo dietro alle urgenze. Manganoni ha detto molto giustamente che non c'è una pianificazione, non c'è una visione di quello che stiamo facendo perché siamo sempre presi con l'acqua alla gola da situazioni straordinarie: una volta è Fénis, una volta è Issogne, una volta è Sarriod de la Tour.

Cosa è stato fatto in questi quattro anni? In questi quattro anni sono stati asportati due pavimenti, costruita quell'incastellatura di cui parli tu, legato con un'enorme chiave il muro sud al muro nord su un progetto di massima dell'Ingegner Vallacqua per riuscire a tenere insieme le varie cose, questi soldi sono stanziati proprio per passare ad una fase successiva, per lo meno statica, del Castello.

Per quanto riguarda il Castello di Aymaville, hai ragione, la mia proposta è stata quella di destinarlo ad attività culturali. Per adesso non c'è stato ancora un accordo qui sopra, ma Aymaville dal punto di vista della costruzione è molto più solido, ci sono quattro torri medioevali che sono intatte e che vanno bene. Nel 1700 c'è stato uno svuotamento in parte interno del vecchio Donjon del 1400 ed è stata ricavata una villa che però è difficilissima come adattabilità: mancano le scale, addirittura una delle quattro torri è stata svuotata per fare, fino a metà, una scala, e dall'altro lato c'è una scaletta in legno che sale fino alla stanza dei pipistrelli - non so se tu l'hai visitata - che non è agibile. D'altra parte la stessa Sovraintendenza e il Ministero della Pubblica Istruzione, giustamente, impediscono qualsiasi modifica rilevante di quella che è la villa settecentesca così come è stata concepita, per cui ci troviamo di fronte a grosse difficoltà.

Per quanto riguarda il Castello vero e proprio di Sarriod d'Introd e l'Ola... io non voglio fare delle critiche al passato, ma se mai è stato fatto un errore di urbanismo è stato quello di costruire la scuola di Introd laddove è stata costruita, perché quello era uno dei punti più belli della Valle d'Aosta e doveva essere conservato così com'era... il prezzo richiesto era assolutamente eccessivo rispetto al valore vero del Castello; d'altra parte quel Castello mi sembra sia stato restaurato nel 1906-1907 dall'Architetto Chevalley di Torino secondo il gusto dell'epoca, ma è in buone condizioni. Se la Regione dovesse comprarlo potrebbe essere utilizzato subito come Castello di rappresentanza, perché - credo tu l'abbia visitato - è abitabile, la salle à manger è ben conservata, potrebbe essere abitato, però sai che si deve pagare in base alla legislazione nazionale, la quale prevede che i beni di valore storico non possano essere venduti come bene di mercato. Prima o poi le due vecchie signorine che adesso sono proprietarie di quel Castello dovranno quindi cederlo, perché solo in materia di tasse si raggiungono livelli spaventosi. Questa è un pochettino la situazione. Per quanto riguarda i 150 milioni, ti dirò poi con più precisione, probabilmente sono residui passivi, ma secondo le mie stime il Castello dovrebbe essere pagato molto meno.

Tu sai che l'Ola è quasi tutta proprietà da una parte e poi c'è stato quel ritoccamento sul lato.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - Sul Castello di cui si diceva adesso, delle due signorine di Introd, siamo perfettamente d'accordo, anzi sarebbe una magnifica cosa, perché io l'ho visitato ancora poco tempo fa ed è effettivamente ben conservato.

Signor Presidente, io vorrei dire soltanto due parole, anche perché mi pecco un pochino di essermi sempre battuto per i Castelli valdostani (a giorni uscirà di nuovo un'edizione del mio libro "Passeggiata fra i Castelli") e quindi desidero dire anch'io una parola: noi abbiamo 360 monumenti in Valle d'Aosta che debbono essere tutti, chi più chi meno - ne possiamo togliere molto pochi - restaurati. Ci vogliono un sacco di soldi.

Io proponevo questo, e ne parlavo proprio un momentino fa con il Consigliere Ramera: siccome in campo nazionale vi è una Italia Nostra che conduce delle campagne stampa veramente ad alto livello e che è riuscita - vedi Portofino ed altro - a salvare il salvabile, se non era il caso che la Presidenza della Giunta, l'Assessorato del Turismo o una Commissione del Turismo, invitasse un gruppo di giornalisti di vari giornali, quotidiani, in campo nazionale - un gruppo, sei, sette, non è che ce ne vogliano molti, va bene - e vedere se non c'era la possibilità di farli circolare (spendiamo e buttiamo via tanti soldi, per cui questi sarebbero ben spesi) un paio di giorni in Valle, far visitare loro questi nostri monumenti, fra parentesi quelli più bisognosi di restauro, e chiedere loro se possono iniziare una campagna stampa. Questo potrebbe permettere al Consiglio regionale, e in modo particolare al Presidente della Giunta, di richiedere al competente Ministero o al Governo addirittura uno stanziamento particolare, straordinario - dato che la Regione non può evidentemente sobbarcarsi certe spese - al fine di venire incontro e mantenere queste nostre vecchie costruzioni. Questo sarebbe facilitato appunto dalla campagna stampa. Io penso che se queste pubbliche relazioni fossero condotte in maniera come si deve - non voglio aggiungere di più - sono convinto che gli uomini che sono a Roma, e che nonostante tutto vedono abbastanza bene la nostra Valle sotto questo profilo, se invischiati e lavorati un pochino, potrebbero farsi dare questo stanziamento. È un'idea, e io prego il Presidente della Giunta di vedere se sia il caso di attuarla. Sono a disposizione con gli amici del Consiglio per concretizzarla in maniera sana, affinché possa essere producente. Comunque una campagna stampa non ci farebbe mai male. Se diciamo che la Valle d'Aosta va in rovina vediamo come salvarla: l'hanno fatto per il Monferrato, per tante altre parti, per il Trentino, anzi mi risulta che costoro abbiano anche percepito qualcosa, quindi non vedo perché non lo dobbiamo fare anche noi. Grazie.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Brevissimo. Quanto ha detto il Presidente sui 360 Castelli e sulle Maisons fortes è vero, ma vogliamo fare che cosa? Salvarli tutti? Secondo me ci vorrebbe un programma: salviamone un certo numero, restauriamoli, ma quello che non si può restaurare lasciamolo andare in malora, ma non che noi vogliamo restaurare per rappezzare tutto e poi in fondo tutto poi crolla come succede oggi, perché noi stiamo mandando in rovina i nostri villaggi, con quei vincoli! Io sono d'accordo, per alcune case sì, ma non per interi villaggi o intere frazioni che ne impediscono il risanamento. Noi, con questa politica che stiamo svolgendo da 30 anni - e non accuso questa Giunta o l'altra Giunta precedente - stiamo andando avanti così, con gli occhi bendati, interveniamo non appena ci viene richiesto da una parte o dall'altra e poi lasciamo andare in rovina; noi con questa politica, se non cambiamo strada, ridurremo le nostre vecchie costruzioni, di indubbio valore storico, culturale, architettonico, in un mucchio di rovine in cui cresceranno sterpi e ortiche. Questa non è una previsione, non voglio fare la "Cassandra", basta fare un giro nella nostra Valle per vedere come stiamo riducendo i nostri villaggi e le nostre frazioni. Questo perché? Perché con questi sistemi e questi vincoli coi quali non si può far niente e bisogna lasciare tutto come prima, crolla, va in malora, non si può restaurare, non si concedono quelle cose minime per renderle abitabili. Noi mandiamo in rovina tutto, ed è di questa situazione che dobbiamo allarmarci. Dobbiamo uscire da Aosta, dobbiamo girare per la Valle, vediamo cosa succede in questi villaggi e in questi Castelli, in queste Maisons fortes.

Io non pretendo oggi che la Giunta dica di risolvere tutto, no, ma questa politica, questa programmazione va impostata con una certa serietà e non con i paraocchi come è stata impostata fino adesso.

Jorrioz (IND.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Brevissimo per quanto riguarda solo i Castelli, perché la questione dei villaggi è di ben altra dimensione. Accettando anche di fatto la proposta di Manganoni per cui una grossa serie di monumenti storici in pratica sono abbandonati, tutti i Castelli, i nids d'aigles, dal Castello di Pont St. Martin, a St. Germain, a Cly, che praticamente non facciamo niente... no, ci sarebbero anche lì da salvare diverse cose, ma solo quelli che non possiamo assolutamente non curare sono in numero rilevantissimo. Tu prendi per esempio Arnaz, che è un Castello di enorme importanza storica, culturale: ecco, lì non puoi non intervenire, ma il solo il fatto di avere 100 chilometri, di correre un giorno da una parte e l'altro dall'altra, comporta effettivamente grosse difficoltà. Comunque noi cercheremo ogni anno di stabilire una priorità di intervento, questo è quanto possiamo dire. Certamente la questione - e ringrazio il Consigliere Pedrini per il suggerimento - non può essere affrontata soltanto dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, ci vogliono finanziamenti importanti, seguiti anche dallo Stato.

Ultimo accenno è la questione del Forte di Bard. Abbiamo messo le mani avanti perché non ce lo trasmettano così, da un giorno per l'altro, senza nessun finanziamento.

Jorrioz (IND.) - Se non ci sono più interventi metto in votazione il punto n. 12 all'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

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Il Consiglio

delibera

1) di approvare l'esecuzione dei lavori di consolidamento statico del Castello "Sarriod de la Tour" di Saint Pierre e in particolare dei lavori di impianto del relativo cantiere, per un importo di spesa di Lire 70.000.000 (settantamilioni), lavori da eseguire in economia diretta a cura e sotto la direzione e sorveglianza della Sovrintendenza regionale ai monumenti, antichità e belle arti;

2) di approvare ed impegnare la spesa di Lire 70.000.000 (settantamilioni) sul capitolo 827 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per restauri di monumenti e di edifici di interesse artistico e storico"), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che alla liquidazione della spesa stessa si provveda, con ordini di pagamento dell'Assessore alle Finanze, su presentazione di listini paga, per quanto concerne i salari agli operai ed a richiesta dell'Assessore al Turismo, su presentazione di regolari fatture vistate dall'Assessore stesso, per quanto concerne la fornitura di materiali, mezzi d'opera ed eventuali prestazioni di manodopera specializzata da parte di ditte migliori offerenti;

3) di stabilire che, ai sensi dell'art. 11 del regolamento regionale 5.2.1962 sull'esecuzione di servizi, di opere e di lavori in economia, l'Ufficio tecnico sotto la cui direzione i sopramenzionati lavori dovranno essere eseguiti, presenti, al termine dei lavori stessi, un documentato rendiconto finale delle spese sostenute ed una relazione sui lavori eseguiti e sui risultati ottenuti.

Passiamo al punto n. 13 all'ordine del giorno.