Oggetto del Consiglio n. 271 del 9 luglio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 271/75 - DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "ASSEGNAZIONE GRATUITA DEI LIBRI DI TESTO AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA REGIONE".

Il Consiglio regionale, nel corso di questi ultimi anni, ha approvato una serie di leggi recanti norme per l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole della Regione e precisamente:

- la legge regionale 20 luglio 1964, n. 14, a favore degli alunni delle scuole medie;

- la legge regionale 30 luglio 1970, n. 14, a favore degli studenti delle scuole secondarie di 2° grado;

- la legge regionale 11 novembre 1968, n. 16, a favore degli alunni dell'Istituto Professionale Regionale;

- la legge regionale 13 novembre 1970, n. 33, a favore degli studenti frequentanti tipi di scuola non esistenti in Valle.

Il progetto di legge in esame tende a riunire in un unico provvedimento tutte le norme riguardanti la materia per eliminare alcune difficoltà di ordine finanziario riscontrate in questi anni. Infatti, a causa delle continue variazioni dei costi delle forniture, non era possibile effettuare delle previsioni di spesa rispondenti alle realtà delle singole situazioni, tanto che si erano riscontrate eccedenze di fondi per un determinato tipo di forniture (ad esempio per le scuole medie) e carenze per altre forniture (scuole secondarie di 2° grado).

Inoltre, è necessario adeguare l'onere finanziario a carico della Regione alla realtà dei costi delle forniture, in relazione al fatto che, tra il 1973 ed il 1975, il costo dei libri di testo è aumentato del 40%-50%, tanto è vero che, con legge regionale 10 dicembre 1974, n. 48, si è dovuto integrare lo stanziamento per l'anno 1974, per questa forma di intervento, di L. 145.000.000.

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Disegno di legge regionale n. 138

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale............................ n..........: "ASSEGNAZIONE GRATUITA DEI LIBRI DI TESTO AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA REGIONE".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È approvata l'assegnazione gratuita dei libri di testo concernenti le materie di insegnamento per gli alunni residenti e con iscrizione anagrafica in un Comune della Regione, iscritti e frequentanti le seguenti scuole secondarie:

a) scuole medie esistenti nella Regione;

b) scuole di istruzione secondaria di 2° grado esistenti nella Regione;

c) scuole di istruzione professionale esistenti nella Regione;

d) scuole secondarie di 2° grado di tipo non esistente nella Regione.

Art. 2

La scelta dei libri di testo scolastici, da assegnare gratuitamente agli alunni di cui all'articolo precedente, sarà effettuata dal collegio dei docenti di ciascuna scuola.

Art. 3

Le disposizioni e modalità per l'acquisto e l'assegnazione dei libri scolastici di testo agli alunni di cui all'articolo 1 saranno approvate con deliberazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione.

La Giunta regionale può stabilire che i libri di testo, o alcuni di essi, siano assegnati in uso e rimangano di proprietà dell'Amministrazione regionale, con il conseguente obbligo da parte degli alunni assegnatari di restituirli al termine dell'anno scolastico.

Art. 4

Sono abrogate le leggi regionali: 20 luglio 1964, n. 14, 11 novembre 1968, n. 16, 30 luglio 1970, n. 14, 13 novembre 1970, n. 33, e 30 dicembre 1971, n. 24.

Art. 5

Per l'applicazione della presente legge è autorizzata la spesa annua complessiva di Lire 300 milioni, il cui onere graverà sul capitolo 654 della Parte SPESA del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975 e sui corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.

Per l'anno 1975, al finanziamento della maggiore spesa di Lire 135 milioni si provvede:

- per Lire 85 milioni mediante prelievo di pari somma dal capitolo 206 della Parte SPESA del bilancio di previsione per l'anno 1975;

- per Lire 50 milioni mediante l'accertamento di una maggiore entrata di pari somma sul capitolo 13 della Parte ENTRATA del bilancio stesso.

Art. 6

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 sono apportate le seguenti variazioni:

VARIAZIONI IN AUMENTO

Parte Spesa:

Cap. 654 -

Spese per l'assegnazione gratuita dei libri di testo e della cancelleria

£. 135.000.000

Parte Entrata:

Cap. 13 -

Provento quote fisse di ripartizione fra lo Stato e la Regione, entrate erariali previste dalle lettere e/f del 1° comma dell'art. 3 e dell'art. 4 della legge 6 dicembre 1971, n. 1065

£. 50.000.000

VARIAZIONI IN DIMINUZIONE

Parte Spesa:

Cap. 206 -

Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento (Spese correnti - Allegato E)

£. 85.000.000

Art. 7

Le spese per l'applicazione della presente legge saranno approvate e liquidate con deliberazioni della Giunta regionale.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Jorrioz (IND.) - Relatore l'Assessore alla Pubblica Istruzione. La parola all'Assessore Viglino Maria Ida.

Viglino M. Ida (R.V.) - La relazione che precede il disegno di legge è sufficientemente chiara, per cui non mi dilungherò su di essa.

Questa mattina ho chiesto una sospensione del Consiglio per rivedere la legge assieme alla Commissione Pubblica Istruzione e alla Commissione Affari Generali, e ciò era dovuto a un emendamento presentato già all'interno della Commissione Pubblica Istruzione dai Consiglieri Chincheré e Tonino. Noi ci siamo riuniti e abbiamo ripreso in esame gli articoli 2 e 3 della Giunta.

Sull'articolo 1 c'è l'unanimità, perché questo articolo riesce ad unificare i tipi di scuola che avevano dato luogo, per ciascuno, ad una legge particolare.

Sull'articolo 2 la Giunta ha accolto in parte un suggerimento del Gruppo Comunista. Infatti l'articolo 2 nella stesura iniziale era il seguente: "La scelta dei libri di testo scolastici, da assegnare gratuitamente agli alunni di cui all'articolo precedente, sarà effettuata dal collegio dei docenti di ciascuna scuola" e abbiamo concordato di completare questo articolato con "sentiti i consigli di istituto". Pertanto l'articolo 2, nella sua completezza, è il seguente: "La scelta dei libri di testo scolastici, da assegnare gratuitamente agli alunni di cui all'articolo precedente, sarà effettuata dal collegio dei docenti di ciascuna scuola, sentiti i consigli di istituto.".

Per quanto riguarda il primo comma dell'articolo 3 abbiamo concordato sul testo presentato dalla Giunta. Il secondo comma è stato variato in questo modo: "La Giunta regionale, in collaborazione con la Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione, i consigli di istituto e il collegio dei docenti, stabilisce che i libri di testo siano assegnati in uso agli alunni delle scuole o istituti interessati. Tali libri di testo rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, con il conseguente obbligo da parte degli alunni assegnatari di restituirli al termine dell'anno scolastico.".

Il Gruppo Comunista ha presentato due emendamenti e precisamente, per il primo comma dell'articolo 3, ha chiesto che lo stesso fosse completato con queste parole: "solo per l'anno scolastico 1975-1976". La Giunta ritiene di non poter concordare su questa limitazione, e quindi già in fase di discussione avevamo espresso il nostro parere in tal senso. Per di più c'era, sempre da parte del Gruppo Comunista, un emendamento per un terzo comma. Penso che il Gruppo ne darà lettura e su questo emendamento non abbiamo concordato.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Gli emendamenti possono essere accettati o respinti dal Consiglio, però finché la cosa rimane riservata alle Commissioni, i Consiglieri non hanno a disposizione gli emendamenti presentati e non possiamo neanche discutere. Non si può, così, a tambur battente, discutere di un emendamento! Sarebbe opportuno che la discussione, in base agli emendamenti presentati, avvenisse in Consiglio. Capisco il lavoro delle Commissioni, però se i Consiglieri non vengono a conoscenza degli emendamenti presentati è perfettamente inutile, è un dialogo tra sordi.

Viglino M. Ida (R.V.) - Non ho avuto l'intenzione di scartare il Consiglio, ho voluto semplicemente avviare la discussione illustrando al Consiglio il lavoro svolto nel momento della sospensione. Capisco anch'io che gli emendamenti saranno distribuiti adesso a tutti i Consiglieri, ma non ho mai avuto un'intenzione di questo genere, non sono diventata completamente rincretinita in due minuti! Cose dell'altro mondo! Non ho mica chiesto di votare, ho semplicemente iniziato la discussione e adesso, giustamente, si chiederà alla Presidenza di distribuire.

Jorrioz (IND.) - Il problema è questo: le Commissioni si sono riunite congiuntamente alle 11,45 e quello che è stato approvato dalla Commissione non ha potuto ancora essere distribuito in questo momento; ecco perché l'Assessore Viglino ha illustrato gli emendamenti presentati.

Mi pare che ci sia ancora una richiesta di emendamento del Gruppo Comunista. Se c'è qualcuno che vuole illustrare l'emendamento proposto... mi pare che abbia chiesto la parola il Consigliere Chincheré, gli do la parola.

Chincheré (P.C.I.) - Più che intervenire sull'emendamento (sul quale interverrò dopo) o sui vari emendamenti (sui quali interverrò durante la discussione), vorrei entrare nel merito della legge, con l'assenso della Presidenza del Consiglio. Credo che prima di tutto sia necessario verificare la disponibilità dei Gruppi su alcune questioni.

Direi che la posizione della Giunta, portata prima in Commissione e di nuovo questa mattina in Commissione Affari Generali e Pubblica Istruzione, che respingeva la sostanza dei nostri emendamenti, non ci ha assolutamente stupito, anche se evidentemente non ci ha fatto piacere. Perché non ci ha stupito e ci è rimasto il dispiacere? Perché è normale, direi, la posizione tenuta dalla Giunta è coerente.

Noi siamo reduci da due Consigli regionali durante i quali sono stati discussi due argomenti importantissimi; il primo riguardava i decreti delegati, il secondo riguardava l'istituzione del biennio in Bassa Valle. Sia in un'occasione che nell'altra, da parte della Giunta - o della maggioranza, se si preferisce - c'è stata la mancanza totale di disponibilità ad affrontare in termini generali il problema, una netta chiusura e una mancanza totale di risposte alle nostre precise domande. Date queste premesse, era evidentemente molto difficile, perché in realtà la maggioranza non ha una politica scolastica e una politica nei confronti dei decreti delegati, era perfettamente normale e in linea che venissero respinti i nostri emendamenti.

Qual è la sostanza del nostro emendamento? Noi siamo d'accordo sul fatto che fosse necessario trovare una nuova legge che regolamentasse meglio la materia della distribuzione dell'assegnazione gratuita dei libri alle Scuole medie superiori di 2° grado; però, evidentemente, non poteva essere una razionalizzazione di tipo burocratico, amministrativo e finanziario, ma doveva e poteva essere qualcosa di più; poteva e doveva essere a nostro avviso l'occasione per investire del problema gli organi di governo collegiali della scuola, e partire da questo fatto concreto per mettere in moto quel meccanismo di democrazia avanzata e di partecipazione diretta della scuola che la legge oggettivamente offriva.

I nostri emendamenti, per la verità in parte accettati, si basavano su due grossi temi. Il primo coinvolge gli organi di governo nella gestione di questa legge. Il secondo riafferma la provvisorietà di questa legge limitatamente a questo anno scolastico, in modo che ci fosse un impegno di fatto da parte delle forze politiche rappresentate in Consiglio di riaffrontare tutta la materia avendo di fronte un anno, cioè un lasso di tempo più che sufficiente per mettere in moto tutto il meccanismo e, d'altro canto, contenesse altresì la disponibilità politica, un impegno politico per far sì che nei prossimi anni i fondi destinati all'acquisto dei libri fossero gestiti in prima persona dagli organi di governo della scuola.

Evidentemente, data la mancanza totale di una politica seria dell'attuale maggioranza nei confronti della scuola e dei decreti delegati, ripeto, era normale e coerente che questi nostri emendamenti venissero respinti.

Evidentemente noi manteniamo l'emendamento finale al primo comma dell'articolo 3, che dice "solo per l'anno scolastico 1975-1976", come manteniamo il nostro terzo comma, che recita grosso modo "Per gli anni scolastici seguenti, su deliberazione della Giunta regionale, salvo approvazione da parte del Consiglio regionale, i fondi saranno assegnati ai Consigli di istituto, secondo proporzioni adeguate, da stabilire concordemente tra i vari presidenti dei Consigli stessi, in stretta collaborazione con la Commissione consiliare permanente alla Pubblica Istruzione", proprio perché ci sembra che debba esserci un impegno preciso da parte del Consiglio regionale, soprattutto di chi governa e tiene in mano il potere - cioè la Giunta e la maggioranza - ad andare verso un effettivo decentramento anche nei confronti della gestione della scuola.

Jorrioz (IND.) - Interventi sull'argomento?

Mi pare che l'emendamento al terzo comma dell'articolo 3, sostenuto dai Comunisti, sia stato illustrato dal Consigliere Chincheré. Avremmo bisogno di avere questo testo ...(voci)... allora manca un emendamento, è in distribuzione, ed è quello presentato dal Gruppo Comunista, illustrato dal Consigliere Chincheré.

Non so, potremmo anche... Ci sono delle modifiche, quindi ritengo opportuno aspettare sia l'emendamento presentato da parte del Gruppo Comunista che gli emendamenti di cui agli articoli 2 e 3 della legge. In attesa di questa documentazione, potremmo intanto passare all'altro punto dell'ordine del giorno.

La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Solo per sapere. Qui, la lettera d) dell'articolo 1 dice: "scuole secondarie di 2° grado di tipo non esistente nella Regione". Ora la domanda che pongo è questa: ma allora, con l'apertura del Biennio a Pont St. Martin, per gli allievi che volessero frequentare ancora la scuola ad Ivrea, l'assegnazione dei libri gratuiti continua ad esistere oppure no?

Viglino M. Ida (R.V.) - Da quando la scuola esiste in Valle d'Aosta, la commissione ha sempre demandato all'Assessore di concedere un sussidio straordinario, perché abbiamo avuto diversi casi di studenti che, per motivi di famiglia o di salute, andavano per esempio in una Scuola media fuori Valle. Siamo sempre intervenuti, su consiglio della Commissione, con un sussidio straordinario.

Jorrioz (IND.) - Altri interventi? La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (M.S.I.-D.N.) - Vorrei una precisazione. In fondo al secondo comma dell'articolo 3 si dice che gli assegnatari hanno l'obbligo di restituire i libri al termine dell'anno scolastico... e se non li restituiscono? Questa è la domanda.

Jorrioz (IND.) - La parola all'Assessore Viglino Maria Ida.

Viglino M. Ida (R.V.) - Questo comma era sempre stato inserito nelle leggi precedenti, però non c'è mai stata un'applicazione pratica. Logicamente questa legge dovrebbe essere seguita da una specie di regolamento e, se gli alunni non restituiscono i libri che il Collegio dei docenti, in collaborazione con i Consigli di istituto, ritiene che debbano rimanere di proprietà dell'Amministrazione regionale, evidentemente dovranno pagarli, così come se li restituiscono in cattivo stato.

Questo argomento è già stato molto dibattuto l'anno scorso all'interno della Commissione per la Pubblica Istruzione, perché evidentemente, dato il continuo aumentare del prezzo dei libri di tutti i tipi, compresi quelli scolastici, la spesa per l'Amministrazione regionale è passata da un centinaio di milioni iniziali - forse anche meno - ad un plafond attuale di 300 milioni. Quindi, a un certo momento, bisogna affrontare la questione e cercare di risolverla nel miglior modo, sia per gli studenti, sia per la scuola, sia per l'Amministrazione regionale.

Vi ricordo per esempio che la Regione del Trentino-Alto Adige l'ha già risolta in parte su queste basi: i libri rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, e vi ricordo che già 40 anni fa, negli Istituti scolastici francesi, quando si andava a scuola, c'era il prestito iniziale con naturalmente la resa finale in ottime condizioni. Anzi, il primo giorno, in tutte le Scuole, dalla prima elementare fino all'ultimo anno - avevo 16 anni - era dedicato alla copertura con carta speciale dei libri ricevuti.

Naturalmente è questione di educazione. Deve cessare lo scandalo di trovare nei cestini dei giardini pubblici libri di diritto (mi è stato segnalato l'anno scorso), libri che sono costati alla Regione la bellezza di 12.000 lire, e questo non è che un esempio.

Jorrioz (IND.) - Ci sono altri interventi? Se non ci sono più interventi, metterei in votazione l'articolo 1 della legge per alzata di mano. Mi pare che sull'articolo 1 non ci siano emendamenti, siamo tutti d'accordo?

Articolo 1. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 27

L'articolo è stato votato all'unanimità.

Articolo 2. C'è un emendamento aggiuntivo da parte della Commissione del seguente tenore: "La scelta dei libri di testo scolastici, da assegnare gratuitamente agli alunni di cui all'articolo precedente, sarà effettuata dal collegio dei docenti di ciascuna scuola, sentiti i consigli di istituto.", quindi alla parte finale dell'articolo 2 sono aggiunte le seguenti parole: "sentiti i consigli di istituto". Metto pertanto in votazione l'articolo 2 con questa aggiunta. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Mi chiedo il valore di questo emendamento previsto all'articolo 2 riguardo ai libri di testo; si stabilisce che i Consigli dei docenti, una volta effettuata la scelta, sentano i Consigli di istituto. Questo "sentire" che valore ha? Perché in definitiva la scelta è sempre riservata al Collegio dei docenti. Non si modifica per niente la procedura, "sentire" non significa che i Consigli di istituto abbiano una voce in capitolo nella scelta dei libri di testo. Se invece fosse fatto in collaborazione con i Consigli di istituto, ecco che allora c'è un intervento diretto da parte di un organo stabilito per legge, rappresentativo della scuola, che in collaborazione con il corpo docente sceglie i libri di testo. Questo "sentiti i Consigli di istituto" significa coinvolgere i Consigli di istituto senza dar loro autorità.

Credo che a un certo punto i Consigli di istituto si rifiutino anche di essere sentiti in questo modo, perché si dà loro la parvenza di contare qualcosa, però in definitiva non servono a niente.

Viglino M. Ida (R.V.) - Se noi diamo questa interpretazione alla dicitura "sentiti i Consigli di istituto", io non vorrei che questa stessa interpretazione si estendesse anche all'articolo 19 della legge n. 477, perché lì è detto: "sentita la Regione", perché è del tutto negativa.

Ora, io mi rifiuto di accogliere un'interpretazione di questo genere, perché non è la prima volta che abbiamo messo in qualche legge che ho presentato il termine "sentite le Organizzazioni Sindacali" e le abbiamo veramente sentite. Penso che una collaborazione si possa sempre avere, senza necessità di caricare un articolo di legge. Infatti stamattina noi abbiamo rifiutato una prima stesura che era in accordo con i Consigli di istituto, perché quello era già una costrizione. Qui devo ricordare che una delle competenze fondamentali del Collegio dei docenti è proprio la scelta dei libri di testo e sono anche convinta che, in ogni Scuola, il Collegio dei docenti sentirà certamente il Consiglio di istituto su questo argomento. Per di più ricordo che, nel momento della scelta dei libri di testo c'è la presenza, ormai già da due anni, di genitori e studenti.

Chiedo di mantenere questo modo di dire.

Jorrioz (IND.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Su quel "sentita la Regione" non concordo, perché è un pretesto per fare quello che si vuole, cioè lo Stato prevede di sentire la Regione, ma poi decide quello che gli pare. Non mi pare che sia un sistema di collaborazione e neanche un tipo di valutazione in senso autonomistico della funzione della Regione.

Anche quella norma, che è vecchia, dà questa facoltà al Collegio di docenti di scegliere in modo autoritario i libri di testo, ma sappiamo - e lei lo sa meglio di me - cosa succede nella scelta dei libri di testo, cosa fanno le case tipografiche in merito ai libri di testo, tutti questi inconvenienti e queste grosse speculazioni, gli scandali su tutta la vendita e la produzione dei libri di testo. Lei sa meglio di noi cosa succede in quel settore.

Noi vorremmo una buona volta, per lo meno, sancire il principio che la funzione del Consiglio dei docenti è una funzione tecnica e pedagogica, ma non può essere una funzione autoritaria, al punto che, accanto ai Consigli di istituto, prevalga sempre la funzione del docente. Ad un certo punto, se questi Consigli di istituto sono stati previsti dalla legge e devono affiancare la scuola proprio in queste cose, che sono le più importanti, perché in definitiva tra i contenuti della scuola vi è anche la scelta dei libri di testo che è fondamentale per le esigenze della scuola, che ci sia parità di diritti fra i due organi, tra il Collegio dei docenti e tra il Consiglio di istituto, perché il "sentire il Consiglio di istituto" vuol dire riservare sempre la scelta definitiva al Collegio dei docenti. In questo modo non si cambia niente, ma si dà solo una parvenza di democrazia a questi Consigli di istituto che, per il solo fatto di essere sentiti, non determinano niente.

Noi sosteniamo che quella norma è vecchia, è ancora una legge autoritaria, perché dà la facoltà al Consiglio dei docenti di scegliere così, senza essere sindacato, i libri di testo. Noi non siamo d'accordo su questa formulazione. Noi siamo d'accordo, invece, su una formulazione diversa che preveda che la scelta dei libri di testo avvenga in collaborazione tra il Consiglio di istituto e il Collegio dei docenti.

Andrione (U.V.) - Solo per rispondere. In diritto non esistono situazioni di parità, "in collaborazione" non vuol dire assolutamente niente, è privo di significato dal punto di vista di diritto, perché una competenza è data. Ora, bisogna intenderci sul significato tecnico delle parole: o la scelta è fatta dal Consiglio di istituto, e allora è il Consiglio di istituto che determina i libri di testo, oppure la scelta è fatta dai docenti, e il sindacato avviene con il fatto che è obbligatorio sentire il Consiglio di istituto su questa scelta. Non ci sono altre possibilità, perché sennò vuol dire, con altra dizione, sottrarre al Consiglio dei docenti questo, modificando la legge nazionale. Che adesso poi questa sia vecchia, autoritaria o obsoleta, come si dice, è tutto un altro discorso, ma vuol dire sottrarre al Consiglio dei docenti una competenza che ha.

Perché abbiamo scelto la formula tecnica "sentito"? Perché attraverso questa formula tecnica sono precisate quali sono le competenze, competenza di scelta da parte del Consiglio dei docenti, competenza di sindacare questa scelta da parte del Consiglio di istituto. Se si vuole modificare completamente il sistema bisogna avere il coraggio di dire le cose come sono.

Su questo punto noi ripetiamo che, stando così le cose, non siamo d'accordo, perché questo non vuole dire facilitare la scelta dei libri di testo e non vuol dire andare a favore di un certo tipo di insegnamento, ma vuole dire creare un caos assoluto perché nessuno saprà mai quale è il libro di testo scelto. Io non ho mai fatto il docente in vita mia, però vorrei vedere qual è il Consiglio di istituto che riesce a imporre un libro di testo a un docente! Ma dico, viviamo con i piedi sulla terra, cerchiamo anche di essere pratici in certe cose!

Viglino M. Ida (R.V.) - Voglio solo puntualizzare un altro argomento.

Il Consigliere Lustrissy ha insistito diverse volte sul fatto che è una norma vecchia, ma non lo è affatto, perché è ribadita dai decreti delegati, i quali attribuiscono proprio al Collegio dei docenti, come una delle competenze primarie, la scelta dei libri di testo.

Ora, io sono d'accordo che il Consiglio di istituto abbia da dire una parola sull'argomento, perché anch'io so che la girandola del cambiamento del libro di testo deve essere eliminata. Ricordo benissimo alcuni insegnanti i quali, dopo sette anni, cambiavano i loro libri di testo. C'è sempre dappertutto chi ha una coscienza e chi non ce l'ha, in qualunque posto di lavoro, e non c'è nessun Consiglio di istituto che potrà far cambiare questo fatto, ma proprio perché il Collegio dei docenti si senta responsabilizzato noi abbiamo accettato molto volentieri la dicitura: "sentiti i Consigli di istituto".

Lustrissy (D.P.) - Semplicemente per annunciare il voto contrario del nostro Gruppo su questa proposta, proprio perché non concordiamo sul senso dato a questo "sentito il Consiglio di istituto". Non siamo favorevoli a coinvolgere il Consiglio di istituto in un'operazione dove non conta niente. Perciò abbiamo opinioni completamente diverse sulla funzione dei Consigli di istituto ed è evidente che noi voteremo contro questo emendamento.

Monami (P.C.I.) - Noi saremmo favorevoli - lo dico subito - a una diversa dizione e stamattina il sottoscritto, in Commissione Affari Generali e Pubblica Istruzione, si era battuto perché nel testo fosse presente la parola "in accordo". Mi rendo però conto che, se ci riferiamo ad una ristrettissima interpretazione dei decreti delegati, non possiamo andare oltre ad un "sentito", perché è stabilito che il Consiglio dei docenti, nei quali, invece il Consiglio di classe interviene per altro modo... ma il nostro obiettivo era comunque quello di far partecipare tali organismi anche a questo tipo di scelta, ecco perché ho suggerito la parola "in accordo". Ci rendiamo conto di questa difficoltà, pur rendendoci anche conto della pochezza di importanza che può avere invece il termine "sentito".

Il "sentito" è un termine che si è usato troppe volte, in passato, quando della democrazia si dava un giudizio del tutto diverso da quello che vogliamo dare noi; allora i Democratici si salvavano l'anima dicendo: "sentito". Ecco perché potremmo non essere d'accordo sul termine "sentito".

In questo momento, però, è chiaro che stiamo facendo una battaglia per portare avanti un qualche cosa, quindi meglio di niente è che questo Consiglio dei docenti senta almeno il Consiglio di istituto prima di stabilire quale tipo di testo voglia adottare per l'insegnamento in una determinata classe. È una forma di ripiego, se si vuole, ma è chiaro però che, pur non essendo d'accordo sul termine "sentito" e rendendoci conto delle difficoltà dell'accordo con i Consigli di istituto, riteniamo comunque che questo sia un modo positivo per far partecipare in una scelta, ancora una volta, questi organi di governo della scuola. Questa è la nostra posizione e per questo motivo voteremo a favore.

È chiaro che in futuro, il prossimo anno scolastico, siccome immagino che la maggioranza deciderà di respingere l'emendamento del terzo comma dell'articolo 3, ritorneremo sull'argomento, cercando di fare quei passi avanti che, direi, stentatamente la maggioranza fa, o stentatamente non fa o stentatamente fa qualche volta, quando è sospinta, ma comunque questo non può neppure diventare sempre elemento di dibattito o di posizioni demagogiche.

Noi ci siamo coerentemente battuti e ci accontentiamo di portare a casa per il momento questo risultato, che è di inserire attivamente e praticamente i Consigli di istituto in una scelta dalla quale la proposta di legge della Giunta li escludeva.

Milanesio (P.S.I.) - Brevissimamente. Noi Socialisti siamo d'accordo sull'emendamento aggiuntivo, sul "sentiti i Consigli di istituto", anche perché va nel senso della discussione che c'è stata ieri. La Commissione Finanze e Affari Generali aveva formulato un suggerimento al Consiglio e anche alla Commissione Pubblica Istruzione, che, almeno per quanto riguarda il secondo punto, ci pare sia stato accolto.

Voteremo quindi a favore di questo emendamento.

Ramera (D.C.) - ... ma non perché portiamo a casa qualche cosa, come dice il Consigliere Monami, perché questa dicitura, caso strano, fa parte dell'articolo in oggetto dei decreti delegati, quindi è già stato previsto in sede nazionale.

Non è che qui ci siamo strappati a vicenda qualche cosa, lo abbiamo detto in sede di Commissione: se vogliamo fare qualche cosa nessuno si sottrae, però non volevamo mescolare il rinnovamento della scuola con la scelta dei libri di testo, perché, se scandali sono stati detti, così, a mezze parole, scandali c'erano quando gli studenti non consegnavano i libri di testo, un patrimonio della Regione che rimaneva alla mercé dei buoni o dei cattivi. Succedeva anche questo: all'inizio di un anno scolastico venivano contrabbandati i libri di testo, per cui io, avendolo ricevuto da un amico sotto banco, con il buono datomi dalla Regione andavo dal libraio e prendevo il corrispettivo in romanzi che mi facevano comodo. Così, invece, noi stabiliamo che è patrimonio della Regione e la Regione ne farà quello che riterrà opportuno, quindi li consegnerà alle nuove classi degli studenti o eventualmente li distruggerà.

Non è che noi ci asteniamo dal voler discutere dei problemi di rinnovamento, noi ci atteniamo all'oggetto in discussione, perché troppo spesso qui si prendono le strade di circonvallazione per portare in discussione altri problemi, come abbiamo visto la volta scorsa per la casa di Pont St. Martin, e anche oggi. Noi diciamo che bisogna essere conseguenti innanzitutto con le proprie politiche. Collega Chincheré, se lei fosse coerente con la politica del suo Partito, sarebbe per una scuola seria, come avviene, proprio da un paese depositario della sua dottrina.

Jorrioz (IND.) - Lasciamo perdere, Consigliere Chincheré. Ci sono altri interventi su questa proposta? Se non ve ne sono, metto in votazione l'emendamento con l'aggiunta delle parole "sentiti i Consigli di istituto" nella parte finale dell'articolo 2. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo?

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 22

Contrari: 7

Il Consiglio approva l'emendamento.

Metto di conseguenza in votazione l'articolo 2. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 3. Qui ci sono due emendamenti aggiuntivi da parte del Gruppo Comunista. Uno è questo: aggiungere al primo comma dell'articolo 3 le parole "solo per l'anno scolastico 1975-1976". Poi c'è un terzo comma, ma metto prima di tutto in votazione l'emendamento con la dicitura "solo per l'anno 1975-1976". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Per cortesia, alzate bene la mano, così ci vediamo e vi contiamo. Chi è d'accordo? Chi non è d'accordo è pregato di alzare la mano. Ci sono degli astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: 30

Favorevoli: 13

Contrari: 15

Astenuti: 2 (Tripodi e Milanesio)

L'emendamento è respinto con 15 voti contrari.

Metto in votazione anche il comma aggiuntivo all'articolo 3, sempre presentato dal Gruppo Comunista: "Per gli anni scolastici seguenti, su deliberazione della Giunta regionale i fondi saranno assegnati ai consigli di istituto, secondo proporzioni adeguate da stabilire concordemente tra i vari presidenti dei consigli stessi in stretta collaborazione con la Commissione consiliare permanente alla Pubblica Istruzione.".

La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Solo per una mozione d'ordine. Siccome la Commissione o l'Assessore alla Pubblica Istruzione presenta un emendamento sostitutivo del 2° comma, questo va prima e poi va votato il comma aggiuntivo?

Jorrioz (IND.) - Mi sembra che il Regolamento non dica proprio le stesse cose, dice che dovrebbe essere messo in votazione in base alla parte che concorda meno con la presentazione del testo presentato dalla Giunta.

Monami (P.C.I.) - Quindi come emendamento va votato prima quello del comma 2 e poi quello del comma 3. Sì, certo, perché è un emendamento, anche se...

Jorrioz (IND.) - Abbiamo messo in votazione l'articolo 2, comma 1, unico comma.

Andrione (U.V.) - Il ragionamento che fa il Consigliere Monami è questo: lui dice che per una questione di ordine cronologico il comma 2° deve essere discusso prima dell'eventuale comma 3°, quindi c'è la modifica.

Jorrioz (IND.) - Ma è soppressivo ...(voci)... è sostitutivo... invece l'altro discosta pienamente.

Comunque passiamo alla votazione del secondo comma dell'articolo presentato dalla Giunta. L'emendamento recita così: "La Giunta regionale, in collaborazione con la Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione, i consigli di istituto e il collegio dei docenti, stabilisce che i libri di testo siano assegnati in uso agli alunni delle scuole o istituti interessati. Tali libri di testo rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, con il conseguente obbligo da parte degli alunni assegnatari di restituirli al termine dell'anno scolastico.". Chi è d'accordo su questa proposta per l'emendamento del secondo comma dell'articolo è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi è astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: 30

Favorevoli: 21

Astenuti: 9 (Albaney, Benzo, Dujany, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz, Milanesio, Pollicini e Tripodi)

Il comma è stato approvato.

C'è ancora il comma aggiuntivo all'articolo 3. Metto in votazione il comma aggiuntivo dell'articolo 3.

Parisi (M.S.I.-D.N.) - Io ho l'impressione che qui stiamo scherzando, stiamo soltanto facendo un sacco di chiacchiere! Ci viene presentato un comma aggiuntivo all'articolo 3 che recita: "Per gli scolastici seguenti, su deliberazione della Giunta regionale, i fondi saranno assegnati ai consigli di istituto, secondo proporzioni adeguate da stabilire...", eccetera. Io chiedo alla Giunta, al Signor Presidente e all'Assessore competente: ma perché questi fondi devono essere assegnati ai Consigli di istituto?

Jorrioz (IND.) - Forse devo precisare al Consigliere Parisi che la proposta che ha letto in questo momento è stata avanzata dal Gruppo Comunista. Poi la metteremo in votazione. Il Consigliere Lanivi ha chiesto la parola.

Lanivi (D.P.) - Chiederei alla Presidenza del Consiglio, prima che gli emendamenti vengano votati, di indicare anche i Gruppi o i Consiglieri proponenti dei singoli emendamenti e di leggere il testo degli emendamenti, perché sennò non ci ritroviamo più.

Jorrioz (IND.) - Forse il Consigliere Lanivi non ha fatto attenzione, ma io ho messo in votazione proprio il comma aggiuntivo dell'articolo 3 presentato dal Gruppo Comunista.

L'ho già letto prima che intervenisse il Consigliere Parisi, ma va benissimo. Piuttosto seguite le richieste fatte dai Gruppi...

Milanesio (P.S.I.) - Io l'avevo già chiesta anche prima la parola, ma arrivo un po' tardi. Volevo parlare anche di un altro emendamento. Comunque ritengo che poiché il P.S.I. si è astenuto sul precedente emendamento, che ritenevamo certamente migliorativo della prima formulazione, se avessimo avuto la possibilità di parlare forse non ci saremo astenuti.

Sulla proposta del Partito Comunista riguardo al comma aggiuntivo dell'articolo 3, noi evidentemente ci asterremo, Alla nostra astensione, però, non diamo un significato negativo su tutto l'articolo 3, bensì solo su alcuni aspetti che, a nostro avviso, sono incongruenti. Mi riferisco a questo, lì dove si dice: "Per gli anni scolastici seguenti, su deliberazione della Giunta regionale, i fondi saranno assegnati al Consiglio di istituto, secondo proporzioni adeguate da stabilire concordemente con i vari presidenti dei Consigli stessi, in stretta collaborazione con la Commissione consiliare permanente alla Pubblica Istruzione", ecco, riteniamo che questo tipo di meccanismo sia estremamente pericoloso e impossibile da far funzionare.

Noi non siamo contrari comunque all'assegnazione dei fondi ai Consigli di istituto, però non secondo proporzioni adeguate, da stabilire concordemente tra i presidenti. Questa è una scelta che deve essere fatta dalla Giunta, evidentemente, sentita la Commissione alla Pubblica Istruzione, sentito tutto quello che si vuole, ma non certamente concordemente con tutti, perché riteniamo che tale meccanismo sia impossibile da far funzionare; quindi ci asterremo su questo emendamento.

Andrione (U.V.) - Più che per altro per una questione di ordine di lavori. A me sembra che dopo la votazione nella quale si è respinto l'emendamento che citava "per l'anno scolastico 1975-1976", l'emendamento in questione - e giustamente Milanesio dice che si astiene come ha fatto nel caso precedente - non ha più nessun senso. Milanesio non fa nessuna difficoltà a votare questo emendamento, evidentemente a votarlo in senso negativo. Però io dico che dal punto di vista del lavoro del Consiglio questo emendamento avrebbe dovuto decadere a seguito della votazione sull'emendamento in cui si limitava all'anno scolastico 1975-1976 un certo tipo di comportamento dell'Amministrazione.

Ripeto: è semplicemente per dare un ordine ai lavori, anche se siamo d'accordo di fare la discussione e di votare. Non sto a ribadire quanto è stato detto, però mi sembra che questo sistema privo di meccanismo sia contrario a un minimo di possibilità di operativa nella scuola.

Jorrioz (IND.) - Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, metto in votazione il comma aggiuntivo all'articolo 3, proposto dal Gruppo Comunista, che rileggo: "Per gli anni scolastici seguenti, su deliberazione della Giunta regionale i fondi saranno assegnati ai consigli di istituto, secondo proporzioni adeguate da stabilire concordemente tra i vari presidenti dei consigli stessi in stretta collaborazione con la Commissione consiliare permanente alla Pubblica Istruzione.". Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario è pregato di alzare la mano. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: 30

Favorevoli: 13

Contrari: 15

Astenuti: 2 (Tripodi e Milanesio)

L'emendamento è respinto.

Passo alla votazione dell'articolo 3, con l'emendamento proposto dalla Giunta: "Le disposizioni e modalità per l'acquisto e l'assegnazione dei libri scolastici di testo agli alunni di cui all'articolo 1 saranno approvate con deliberazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione.". Leggo l'emendamento aggiuntivo già approvato: "La Giunta regionale, in collaborazione con la Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione; i consigli di istituto e il collegio dei docenti, stabilisce che i libri di testo siano assegnati in uso agli alunni delle scuole o istituti interessati. Tali libri di testo rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, con il conseguente obbligo da parte degli alunni assegnatari a restituirli al termine dell'anno scolastico.". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30

L'articolo 3 è approvato all'unanimità.

Articolo 4. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30

L'articolo 4 è approvato all'unanimità.

Articolo 5. Stesso risultato.

Articolo 6. Stesso risultato.

Articolo 7. Stesso risultato.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Chincheré (P.C.I.) - Abbiamo la buona abitudine di fare la dichiarazione di voto, soprattutto sulle leggi che rivestono una certa importanza, e di questo fatto intendiamo usufruirne.

È indubbiamente una legge che fa un passo in avanti rispetto alla vecchia normativa, grazie anche - non voglio dire "soprattutto", non amiamo esagerare - alla battaglia condotta dal Gruppo Comunista in aula e in Commissione affinché alcuni emendamenti presentati venissero accolti, come di fatto sono stati accolti.

Come contrappunto negativo a questo, prendiamo atto che da parte dell'attuale maggioranza c'è una chiusura totale nei confronti di un serio decentramento, di una seria valorizzazione degli organi di governo collegiali della scuola. Ribadiamo contemporaneamente il nostro impegno perché sia vittoriosa una battaglia che incominceremo subito, affinché i fondi siano veramente gestiti dai Consigli di istituto.

Noi voteremo per queste motivazioni a favore della legge.

Lanivi (D.P.) - Il Gruppo dei D.P. voterà a favore di questa legge, dando alle posizioni precedenti sui singoli articoli il significato di voler sostenere una modificazione, una trasformazione che è già in atto nella scuola: ribadire il ruolo dei Consigli di istituto, degli organi collegiali del governo e della scuola per una maggiore democrazia.

Dicendo questo vogliamo riaffermare l'autonomia di questi organi di governo della scuola da ogni influsso esterno, evitando il rischio che questi diventino semplicemente organi burocratici periferici dell'Amministrazione regionale.

Jorrioz (IND.) - Altri per dichiarazione di voto? Nessuno? Allora passiamo alla votazione a scrutinio segreto della legge.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 30

Maggioranza: 16

Favorevoli: 26

Contrari: 4

Il Consiglio approva.

Il Consiglio approva il sottoriportato disegno di legge n. 138.

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Disegno di legge regionale n. 138

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale............................ n..........: "ASSEGNAZIONE GRATUITA DEI LIBRI DI TESTO AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA REGIONE".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È approvata l'assegnazione gratuita dei libri di testo concernenti le materie di insegnamento per gli alunni residenti e con iscrizione anagrafica in un Comune della Regione, iscritti e frequentanti le seguenti scuole secondarie:

a) scuole medie esistenti nella Regione;

b) scuole di istruzione secondaria di 2° grado esistenti nella Regione;

c) scuole di istruzione professionale esistenti nella Regione;

d) scuole secondarie di 2° grado di tipo non esistente nella Regione.

Art. 2

La scelta dei libri di testo scolastici, da assegnare gratuitamente agli alunni di cui all'articolo precedente, sarà effettuata dal collegio dei docenti di ciascuna scuola, sentiti i Consigli d'istituto.

Art. 3

Le disposizioni e modalità per l'acquisto e l'assegnazione dei libri scolastici di testo agli alunni di cui all'articolo 1 saranno approvate con deliberazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione.

La Giunta regionale, in collaborazione con la Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione, i consigli di istituto e il collegio dei docenti, stabilisce che i libri di testo siano assegnati in uso agli alunni delle scuole o istituti interessati. Tali libri di testo rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, con il conseguente obbligo da parte degli alunni assegnatari di restituirli al termine dell'anno scolastico.

Art. 4

Sono abrogate le leggi regionali: 20 luglio 1964, n. 14, 11 novembre 1968, n. 16, 30 luglio 1970, n. 14, 13 novembre 1970, n. 33, e 30 dicembre 1971, n. 24.

Art. 5

Per l'applicazione della presente legge è autorizzata la spesa annua complessiva di Lire 300 milioni, il cui onere graverà sul capitolo 654 della Parte SPESA del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975 e sui corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.

Per l'anno 1975, al finanziamento della maggiore spesa di Lire 135 milioni si provvede:

- per Lire 85 milioni mediante prelievo di pari somma dal capitolo 206 della Parte SPESA del bilancio di previsione per l'anno 1975;

- per Lire 50 milioni mediante l'accertamento di una maggiore entrata di pari somma sul capitolo 13 della Parte ENTRATA del bilancio stesso.

Art. 6

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 sono apportate le seguenti variazioni:

VARIAZIONI IN AUMENTO

Parte Spesa:

Cap. 654 -

Spese per l'assegnazione gratuita dei libri di testo e della cancelleria

£. 135.000.000

Parte Entrata:

Cap. 13 -

Provento quote fisse di ripartizione fra lo Stato e la Regione, entrate erariali previste dalle lettere e/f del 1° comma dell'art. 3 e dell'art. 4 della legge 6 dicembre 1971, n. 1065

£. 50.000.000

VARIAZIONI IN DIMINUZIONE

Parte Spesa:

Cap. 206 -

Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento (Spese correnti - Allegato E)

£. 85.000.000

Art. 7

Le spese per l'applicazione della presente legge saranno approvate e liquidate con deliberazioni della Giunta regionale.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Passiamo al punto n. 6 all'ordine del giorno.