Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2397 del 12 luglio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2397/IX Discussione sulla individuazione degli ambiti territoriali delle Aziende di promozione turistica (APT) di cui alla legge regionale 29 gennaio 1987, n. 9.Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Do lettura della proposta di deliberazione iscritta al punto 40 dell'ordine del giorno.

Deliberazione Il Consiglio delibera

di approvare la seguente proposta di individuazione degli ambiti territoriali delle Aziende di promozione turistica (Apt), nonché la costituzione delle relative Aziende, in applicazione della legge regionale 29 gennaio 1987, n. 9, concernente "Riforma dell'organizzazione turistica della Regione":

1) Monte Rosa Walser.

Include il territorio dei seguenti comuni: Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Gaby, Issime, Fontainemore, Lillianes, Perloz e Pont-Saint-Martin. La sede è Gressoney-Saint-Jean.

2) Monte Rosa.

Include il territorio dei seguenti comuni: Ayas, Brusson, Challand-Saint-Victor, Challand-Saint-Anselme, Verrès. La sede è Ayas.

3) Monte Cervino.

Include il territorio dei seguenti comuni: Valtournenche, Chamois, Antey-Saint-André, Torgnon, La Magdeleine e Châtillon. La sede è Valtournenche, località Breuil-Cervinia.

4) Gran Paradiso.

Include l'intero territorio della Comunità montana n. 2 "Grand Paradis", e quindi i seguenti comuni: Valgrisenche, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges, Valsavarenche, Cogne, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier, Avise, Saint-Nicolas, Saint-Pierre. La sede è Villeneuve.

5) Monte Bianco.

Include il territorio dei comuni di Courmayeur, La Thuile, Pré-Saint-Didier, Morgex e La Salle. La sede è Courmayeur.

6) Aosta.

Include il territorio dei comuni di Aosta, Gressan e Charvensod. La sede è Aosta.

7) Saint Vincent.

Include il territorio del comune di Saint Vincent. La sede è Saint Vincent.

PresidenteHa chiesto la parola l'Assessore del turismo, urbanistica e beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Sua Santità il Papa ha detto che con questo caldo bisogna cercare di parlare poco e di andare in vacanza. Io cercherò di essere breve e raccomando...

(...interruzione...)

... Eh, ma anche noi, perché non è che abbiamo...

(...interruzione...)

... Questo provvedimento si propone di dare una prima attuazione alla legge n. 9 del 1987 sulla riforma dell'organizzazione turistica. Quella legge prevedeva la soppressione delle aziende di soggiorno, che sono state poi commissariate, e la loro sostituzione con le aziende di promozione turistica, con compiti evidentemente più ampi. Infatti, in base all'articolo 8 della legge, non solo le Apt hanno il compito di consulenza, assistenza ai turisti ed organizzazione delle manifestazioni, cosa che già fanno oggi le aziende di soggiorno, ma anche quello della promozione delle risorse turistiche locali e della realizzazione di opere, impianti e servizi di interesse turistico, potendone anche avere la gestione. Il tutto in ossequio alle direttive emanate dalla legge quadro n. 217 del 1983.

Ci sono voluti quattro anni, dal 1983 al 1987, per emanare la normativa regionale e sono poi passati altri quattro anni, dal 1987 al 1991, per cominciare ad attuare la normativa regionale.

Io non voglio fare la storia di tutte le proposte che in questi anni sono state o presentate ufficialmente o anche solo elaborate dagli uffici e dai miei predecessori, ma dico solo che lo scoglio su cui si sono arenate tutte le proposte è quello dell'articolo 7. Esso prevede una delibera del Consiglio regionale per l'individuazione degli ambiti territoriali, sentiti i Comuni e le Comunità montane, ha sempre trovato difficile, anzi impossibile, avere l'assenso unanime di tutti i Comuni che sono stati interpellati.

Credo che, per avere tale assenso, bisognerebbe creare almeno venti Apt, il che sarebbe evidentemente eccessivo, anche alla luce delle esperienze che nel frattempo sono maturate nelle altre Regioni italiane, dove le Apt sono già state realizzate da alcuni anni. Lì, anzi, si sta cercando di rivedere la normativa, per ridurre il numero delle Apt e lo stesso sta facendo il Ministero, perché il Ministro Tognoli già da alcuni mesi ha presentato o ha pronta una modifica della legge n. 217, nella quale si prevede che ogni Regione non possa istituire più di una Apt per provincia...

(...interruzione...)

... Il che va comunque nell'ottica della riduzione del numero e quindi recepisce le esperienze negative che vengono dalle Regioni.

Perché esperienze negative? Perché evidentemente un numero eccessivo di aziende di promozione turistica, avendo a disposizione mezzi finanziari più limitati, riesce a fare solo il servizio di base, di assistenza e di accoglienza dei turisti, cioè quello che è fatto oggi dalle aziende di soggiorno, vanificando però lo spirito e l'obiettivo della legge nazionale.

Ecco, sulla base di queste considerazioni, la Giunta regionale ha cercato di trovare una soluzione che fosse la più obiettiva e la meno discrezionale. Nella difficoltà di trovare un metodo oggettivo e non discrezionale, ci si è rifatti alla legge, cioè abbiamo detto: "Attuiamo la legge, così com'è stata votata dal Consiglio regionale".

La legge, all'articolo 7, anche come è stata poi modificata con la legge n. 14 del 1989, recita testualmente: "Nella definizione degli ambiti deve tenersi conto dell'esistenza di preminenti interessi turistici omogenei e/o complementari, nonché di un'adeguata capacità ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera e di un significativo movimento turistico globale".

Ecco, noi abbiamo interpretato questa legge vedendo in essa tre requisiti discriminanti.

Il primo è che si tratti di interessi turistici preminenti, perché tutti i comuni della Valle hanno degli interessi turistici, ma ci sono interessi turistici preminenti ed altri, nei comuni a vocazione più industriale, artigianale o commerciale, dove gli interessi turistici non sono preminenti. Quindi, gli ambiti dovevano essere definiti tenendo presente questo fatto.

E' vero che nella proposta che presentiamo al Consiglio ci sono dei comuni che non rientrerebbero in questo requisito, ma ciò è dovuto anche alla rigidità della legge, che successivamente dice: "Non è comunque consentita l'istituzione di ambiti turisticamente rilevanti di estensione inferiore a quella dell'intero territorio di tutti i comuni della vallata". Cioè, comunque, anche se sono o meno con interessi turistici preminenti, in base a quello che dice la legge, bisogna inserire tutti i comuni della vallata.

Il secondo requisito è l'adeguata capacità ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera. Mi sembra giusto che non si possa andare a promuovere una località che magari non dispone degli alberghi necessari per accogliere i turisti che possono venire dalla promozione.

Il terzo requisito è costituito da un significativo movimento turistico globale.

Ecco, tenendo presenti questi tre requisiti, noi abbiamo individuato sette ambiti territoriali, che posseggono tutti e tre i requisiti. Essi sono: Monte Rosa Walser, Monte Rosa che rappresenta tutta la Valle d'Ayas, Monte Cervino, Gran Paradiso, Monte Bianco, Aosta e Saint-Vincent.

Ho qui anche i dati che possono essere rapportati alle indicazioni della legge. L'ambito del Monte Rosa Walser ha 1357 posti letto, 330.000 presenze. Monte Rosa:1680 posti letto, 1.050.000 presenze. Monte Cervino: 4040 posti letto, 600.000 presenze. Gran Paradiso: 1.627 posti letto, 530.000 presenze. Monte Bianco: 5712 posti letto, 2.530.000 presenze. Aosta e comuni accessori: 3154 posti letto, 550.000 presenze. Saint-Vincent: 1300 posti letto, 210.000 presenze.

In sede di Commissione è stato presentato un emendamento per aggiungere un ottavo ambito territoriale, quello della Comunità del Grand Combin, che, a stretto rigore, non ha i requisiti previsti dalla legge, perché non ha sicuramente un'adeguata capacità ricettiva, dal momento che in tutta la Comunità ci sono 400 posti letto, compresi però quelli relativi agli alberghi che nel frattempo sono chiusi, ma che vengono ugualmente conteggiati, come i due alberghi di Valpelline.

Si è però voluto accettare questo emendamento, tenendo presente che la Comunità è attraversata dalla direttrice internazionale di traffico e quindi da un movimento internazionale consistente, che è possibile ed opportuno cercare di catturare con la presenza di un'Azienda di promozione di turistica. Pertanto, a nome della Giunta, ho accettato l'emendamento di questo ottavo ambito territoriale, purché non ce ne siano altri, perché altrimenti si sconvolgerebbe il senso della legge.

Le sedi che proponiamo al Consiglio regionale sono state scelte in base ad un criterio oggettivo, quello cioè di indicare il comune turisticamente più rilevante.

Noi ci rendiamo conto che questa non è una soluzione ottimale, perché comporta delle esclusioni, dal momento che non sono compresi tutti i comuni della regione e che alcune esclusioni sono anche dolorose. Il comune di Champorcher poteva, ad esempio, essere incluso da qualche parte, ma non è stato preso in considerazione.

Vogliamo però dire innanzitutto che l'articolo 26 della legge prevede una funzione nuova e più consistente delle Pro Loco, che possono esercitare un'attività di promozione del territorio comunale al quale si riferiscono; avranno consistenti ed adeguati finanziamenti dalla nuova legge e quindi questo può attutire la mancata presenza di alcuni comuni negli ambiti territoriali che presentiamo.

In secondo luogo, noi siamo anche convinti che bisognerà andare ad una revisione della legge, perché anche altre disposizioni ci rendono perplessi, come ad esempio quelle relative alla composizione del comitato regionale per il turismo, che non è stata ancora attuata perché non sono state attuate le Apt, per cui, stando al modo è configurato nella legge, non so come funzionerà.

Siamo convinti, quindi, che prima o poi si arriverà ad una revisione della legge, anche se ci sembra però poco corretto e poco opportuno farlo oggi. Ci sembra che ciò sia poco corretto nei confronti del Consiglio regionale, che l'ha approvato e che è in gran parte qui rappresentato. Vorrei ricordare che io non avevo approvato questa legge, come risulta dai verbali, però il Consiglio regionale, che in gran parte è qui rappresentato, aveva approvato quella legge, che credo debba essere attuata.

Ci sembra, però, che ciò sia anche poco opportuno, perché, prima di andare a dire quali norme di questa legge sono sbagliate, è necessario andare a fare una verifica concreta del modo in cui possono funzionare gli organismi previsti dalla legge. Pertanto, l'obiettivo della Giunta e della maggioranza è il seguente: attuiamo la legge, fra uno o due anni andremo a verificare dove essa è sbagliata, per apportarle le modifiche che si renderanno necessarie.

Presidente Colleghi Consiglieri, è aperta la discussione generale. Ha chie-sto la parola il Consigliere Chenuil; ne ha facoltà.

Chenuil (PCI-PDS) Ho chiesto la parola solo per presentare un piccolo emendamento.

Credo anch'io che questa legge, pur non potendo soddisfare tutte le esigenze, debba comunque partire, perché è stata proposta nel gennaio 1987. Dopo i contatti e le audizioni con i presidenti delle Comunità montane e con i sindaci, presento un emendamento, per proporre l'inclusione nell'ambito territoriale del Monte Rosa Walser del comune di Champorcher, che già oggi attua molte attività promozionali di concerto con il comprensorio turistico Monte Rosa Ski. Del resto, credo che, per le strutture e gli alberghi che ha, meriti di far parte di una Apt.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) Merci. Je dois dire que j'ai beaucoup apprécié l'effort que l'Assesseur a fait pour convaincre le Conseil que l'application de cette loi doit passer à travers la proposition qu'il vient d'illustrer. On ne peut se passer de constater que la loi régionale n. 9 du 21 janvier 1987, portant réforme de l'organisation touristique de la Région, à part la loi des transports que monsieur Mafrica connaît très bien, est la loi qui a eu le plus de difficulté pour son application. En effet, la loi sur les transports attend son application depuis 1981 et celle-ci suit immédiatement après, parce que depuis 1987 on n'a pas réussi à trouver une volonté, une application, une coordination pour l'application de cette loi.

Le problème que je me pose est le suivant: quelle est la raison pour laquelle, par rapport à différentes options qui ont été lancées pendant cette période, il n'y a pas eu la possibilité de trouver un minimum d'accord? L'Assesseur l'a déjà rappelé en partie. En effet, on était même arrivé à proposer quelque chose comme douze bureaux de Apt, avec différents sièges, on a augmenté, on a diminué et cetera...

J'ai essayé de réfléchir à cette situation et la réponse que je me donne et que l'Union Valdôtaine se donne est la suivante: les difficultés que nous avons par rapport au tourisme viennent du fait que cette activité économique, désormais très importante dans le cadre général de l'économie valdôtaine, est en tout cas une économie très récente. Il y a 40 ans, on ne faisait pas de tourisme ou bien on n'en faisait que dans les petites stations très élitaires: Gressoney, Courmayeur et le Breuil qui avait été lancé par le groupe Olivetti. Ailleurs on ne pouvait pas parler de tourisme. C'est donc une activité économique qui d'un côté a pris une importance remarquable, mais de l'autre côté elle s'est développée dans un temps si bref que nous n'avons pas encore pu créer chez nous la culture du tourisme.

Je veux expliquer. Par culture du tourisme j'entends la conviction que cette activité touristique puisse être une activité principale par rapport à tout autre activité. En ce moment, même si nous connaissons l'apport de l'économie du tourisme en Vallée d'Aoste, nous pouvons avec tranquillité affirmer que, dans la plupart des stations, l'activité touristique est considérée une activité secondaire par rapport à une activité principale qui est parfois l'agriculture, parfois le commerce, parfois l'industrie et ainsi de suite. Cela ne nous permet pas d'aborder de la façon la plus correcte un discours, par exemple celui...

Je relis le titre de la loi: Réforme de l'organisation touristique de la Région. Plus correctement on aurait pu titrer cette loi comme: Organisation touristique de la Vallée d'Aoste, parce que l'organisation... D'ailleurs je vois que l'Assesseur est d'accord et qu'il partage mon avis. De part et d'autre, l'Assesseur s'est plaint et je me mets parmi ceux qui se sont plaint et qui se plaignent encore que nous devrions réussir à rationaliser ce discours avec une confrontation sérieuse et correcte. Voilà donc que la proposition que l'Assesseur vient de nous faire, c'est-à-dire de créer un certain nombre d'Apt, est une occasion perdue pour commencer à bâtir l'organisation du tourisme en Vallée d'Aoste.

Je ne suis pas là pour accuser l'Assesseur, ma réflexion est une autre. Je crois que c'est une conséquence de la formation politique qui gère actuellement la Junte régionale. Je m'explique. Cette formation politique est tellement hétérogène, qu'elle n'a pas la force d'imposer un choix culturellement bien avancé et, donc, qui en ce moment ne peut pas trouver l'appui des parties économiques, des communautés locales qui sont intéressées à la modification, c'est-à-dire à l'organisation du tourisme. Et, donc, il faut une force assez importante, une homogénéité politique importante pour avoir la possibilité d'un côté et la force et le courage de l'autre, d'imposer un choix qui, étant très avancé, a des difficultés à être compris. C'est la situation dans laquelle on s'est trouvé auparavant.

Le Gouvernement précédent pensait avoir la force de le faire et en donnant à cette loi une fonction absolument différente par rapport à celle que la majorité et, donc, l'Assesseur actuel pensent attribuer à cette loi. Je crois qu'il faut reconnaître que par rapport à la situation actuelle il n'y a pas de changement, dans le sens que les bureaux des Apt ce seront les anciens bureaux des Syndicats d'initiative avec pratiquement le même rôle et les mêmes fonctions. La différence c'est qu'il y en aura un peu moins par rapport à ceux qui ont existé jusqu'ici, en ajoutant dans d'autres communes un bureau moins important et avec des fonctions moins importantes, le bureau "d'informazioni e assistenza turistica" (IAT). Au fond, au point de vue de l'organisation cela ne change rien du tout, pour la simple raison que jusqu'à maintenant les Syndicats d'initiative et à partir du moment où on réalisera les Apt, ensuite ces deux organes qu'est-ce qu'il feront? Ils ne feront pas de la véritable promotion touristique, si par promotion l'on entend la capacité de courir les marchés internationaux du tourisme, d'y être présents et de savoir présenter la Vallée d'Aoste toute entière avec les différentes options que la Vallée d'Aoste est à même d'offrir.

J'ajoute que la Vallée d'Aoste est à même d'offrir des options pour satisfaire toute exigence de tourisme dans les quatre saisons, avec une coordination absolument fonctionnelle par rapport à la nécessité de se doter de la capacité et du professionnalisme qu'il nous faut, pour affronter la concurrence internationale. On continuera à avoir Cogne à Berlin, La-Thuile à la bourse internationale du tourisme de Madrid et ainsi de suite, c'est-à-dire qu'il n'y aura pas la coordination, qu'il n'y aura pas l'image complète de la Vallée d'Aoste. Non seulement incomplète par rapport aux différentes stations qui jouent un rôle important dans le tourisme, mais une image qui n'est pas complète de la Vallée d'Aoste par rapport à l'offre globale et par là j'insiste sur la nécessité que la Vallée d'Aoste puisse présenter une offre qui va du mois de janvier au mois de décembre parce que c'est la réalité.

C'est une réalité, si on voudra bien en prendre conscience, sera aussi la possibilité que nous aurons de reporter une vie économique valable et rentable dans cette couche de la communauté, dans cette couche - et je reprends un barème physique - de la moyenne montagne qui est la plus dépeuplée. Parce que nous avons le haut de la Vallée où il y a les stations d'hiver ou bien le fond de la Vallée où il y a les industries, au milieu normalement les gens se sont échappés. Bien au contraire, dans cette zone de la Vallée d'Aoste, c'est-à-dire la moyenne montagne, selon moi, nous avons le pari à jouer pour le futur de la Vallée d'Aoste parce que c'est la zone verte la plus facilement accessible par tout le monde. Non seulement elle garde, parce qu'elle n'a pas été - laissez-moi ce mot - polluée par des présences extérieures, elle a gardé son cachet original, elle a gardé des villages entiers parfaits et absolument appréciables au point de vue du tourisme.

Tout ceci ne pourra pas se réaliser à travers les Apt tel qu'on nous les présente, mais, je répète, ce n'est pas une responsabilité que j'attribue à l'Assesseur. D'ailleurs je crois que lui-même a dénoncé ces difficultés. J'ajoute un point d'interrogation, parce que je ne comprends pas comment, face à la constatation que pratiquement il n'y a pas une commune, à part celle de St.-Vincent, qui est unique et qui a un Apt à elle - j'imagine qu'elle soit satisfaite, qu'elle ait apprécié et apprécie cette solution - il n'y en a pas une et toutes les autres sont mécontentes ou pour une raison ou pour une autre.

Face à cette même situation, il aurait peut-être été utile d'axer les propositions, les confrontations de façon un peu différente plutôt que de prédisposer une solution un peu pédestre d'une loi qui a été conçue en 1987, en application d'une loi de l'Etat; entre temps en Vallée d'Aoste, mais surtout dans d'autres régions à l'extérieur où la loi de l'Etat avait été appliquée, on a pu constater les inconvénients. Les inconvénients sont tels que, comme vient de dire l'Assesseur, le Ministre au Tourisme monsieur Tognoli se prépare - j'avais entendu des rumeurs moi aussi - à modifier la loi en imposant qu'il n'y ait plus d'une Apt par province dans chaque région.

L'on peut jouer sur les mots si l'on veut. Evidemment nous ne sommes pas une province, mais il est évident qu'il y a un rapport logique dans la loi entre la réalité provinciale et la réalité régionale, dans le sens qu'à l'intérieur d'un territoire et d'une certaine population on ne peut pas aller au-delà d'un Apt. Je crois que cette modification de la loi va dans la bonne direction, mais si cela est vrai monsieur l'Assesseur, est-ce qu'il ne serait pas le cas... Au fond, on a attendu quatre ans, je ne crois pas que attendre six mois encore puisse créer d'énormes dégâts à cette organisation du tourisme qui encore n'existe pas. Je ne crois pas que l'on puisse imaginer de gros dégâts.

Je suis de l'avis qu'il serait utile peut-être de vérifier la modification de la loi proposée par monsieur Tognoli, parce que là dedans il y a vraiment la constatation des inconvénients qui se sont vérifiés dans les régions d'Italie. J'ai eu l'occasion de me trouver dans la région de Abano. C'est une région où il y a cinq petites communes réputées pour leurs eaux thermales. Chaque commune a organisé un bureau de Apt. L'expérience faite est absolument négative parce qu'ils n'arrivent pas à faire un minimum de coordination entre l'action de l'une et l'activité de l'autre.

Dans ce sens, je répète l'invitation de notre groupe à vouloir réfléchir sur l'opportunité de porter de l'avant quand même cette proposition de loi, parce que d'un côté il y a les inconvénients constatés ailleurs et de l'autre cette proposition de loi ne va satisfaire aucune des communes concernées, mais même les communes qui ne sont pas concernées, c'est-à-dire les communes qui d'après cette répartition, proposée dans la délibération, restent à l'extérieur des Apt, ne sont pas satisfaites parce qu'elles voudraient quand même entrer dans une ou dans une autre Apt.

Je crois que nous avons énormément de matériel, d'arguments pour que l'application de cette loi soit une application sur laquelle on doit réfléchir et peut-être en la renvoyant on ne ferait pas une grande faute.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Bisogna riconoscere che l'individuazione degli ambiti territoriali delle Apt è stata travagliata fin dall'inizio e ancora oggi in questa materia regna una terribile confusione, che ha provocato rimarchevoli lamentele in tutta la Valle da parte di Comuni, Comunità montane, organizzazioni dei Sindaci, operatori turistici ed osservatori del mondo economico. Del resto, molte osservazioni o proposte non sono state né recepite né considerate.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad una proposta di individuazione di ambiti territoriali disorganica e disarticolata, che non ha seguito un preciso obiettivo, ma ha recepito le istanze e le proposte di chi dava le spallate più forti.

A forza di spallate è stata infatti costituita l'Apt del Gran San Bernardo, con sede ad Etroubles. Su questa scelta ho concordato, anzi, insieme ai colleghi della Democrazia Cristiana, ho presentato un apposito emendamento in sede di Commissione. Non credo però che questo sia un metodo da seguire.

Invece, la vallata di Champorcher, che non aveva dato spallate abbastanza forti, era stata esclusa dalle Apt. Meno male che oggi il Consigliere di zona, l'amico Chenuil, è riuscito - e sono felice per lui - a fare inserire il comune di Champorcher nell'Apt del Monte Rosa Walser.

Inoltre, la sede delle Apt è stata scelta secondo il criterio della zona turisticamente più rilevante, ma non si è capito perché per la sede dell'Apt del Gran Paradiso, sia stato scelto un criterio diverso, così ora Cogne, che pure vanta una tradizione turistica forse unica in Valle d'Aosta ed una capacità organizzativa esemplare, non è più sede dell'Apt. Lo stesso dicasi per Saint-Christophe, che pure è sede dell'aeroporto, del quale però non si è mai parlato.

La media valle del Cervino, che negli ultimi anni, grazie alla collaborazione dei comuni di Antey, Torgnon, La Magdeleine e Chamois, aveva espresso un notevole sforzo unitario di organizzazione e promozione turistica, è stata completamente dimenticata. Secondo noi, si tratta di un fatto gravissimo, perché ha spezzato l'unità organizzativa di un intero comprensorio, che era stata costruita con anni di fatica e di sforzi dalle comunità locali.

Non si è infine capita la separazione tra i comuni di Châtillon e di Saint-Vincent. Io credo che questi due comuni, per quanto attiene all'Apt, abbiano la stessa vocazione turistica. Assessore Fosson, mi rendo perfettamente conto che Châtillon, quando deve recepire alcuni servizi, si lega di più alla Valle del Cervino, ma per quanto riguarda la vocazione turistica, tema che concerne l'Apt, io dico che Châtillon è molto più vicina e simile a Saint-Vincent.

Rilevo infine che non si è capito il criterio scelto nell'individuazione delle Apt: non quello dell'Apt unica per tutta la Valle d'Aosta, con i vari uffici turistici da distribuire nelle zone turistiche; non quello della Comunità montana, che prevede in ognuna di esse una Apt; non quello di una Apt per vallata... Pertanto, a mio parere e come è già stato ricordato dal Consigliere Faval, non è stata fatta una precisa scelta culturale nell'ambito della quale inserire il discorso delle Apt.

Credo che la legge istitutiva del 1987 meriti una seconda considerazione. L'Assessore ci ha detto che forse è bene non parlare di questa legge, perché... Assessore, guardi che sono già passati quattro anni e quindi sono cambiate molte cose, perché il turismo cambia con ritmi impressionanti, per cui credo che anche quella legge andrebbe rivista e modificata alla luce delle nuove osservazioni e delle esperienze maturate dai Comuni e delle Comunità montane, dagli operatori e dagli osservatori turistici. Secondo me, quindi, questa legge deve essere considerata ormai superata, perché non sembra proporre strategie di promozione e di organizzazione turistica migliorative rispetto a quelle svolte dalle attuali Aziende di soggiorno.

Per questi motivi noi abbiamo grosse perplessità sull'approvazione della deliberazione che individua i comprensori delle Apt e riteniamo che si debba procedere ad una revisione della legge istitutiva del 1987 alla luce delle osservazioni emerse in questi ultimi anni.

Presidente Il Presidente della Giunta, Bondaz, ha chiesto la parola per dare una comunicazione; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Sì, ho chiesto la parola per una brevissima comunicazione che non ha niente a che vedere con le Apt, ma che ci è arrivata questa mattina da parte del Ministro straordinario per l'immigrazione, Margherita Boniver.

Con la fine dell'emergenza per gli Albanesi, sono probabilmente cessate le preoccupazioni di ricevere altri contingenti di cittadini albanesi. Nei giorni scorsi, grazie alle forti pressioni nei confronti dei Ministri degli interni e della protezione civile, eravamo riusciti a scongiurare l'arrivo di due contingenti che, in alternativa, dovevano completare l'assegnazione a questa Regione, nell'ambito del piano nazionale approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.

Il primo contingente di trenta individui sarebbe dovuto giungere dal Friuli, precisamente da Pordenone, mentre il secondo, di cinquanta Albanesi, sarebbe provenuto da Brindisi.

Pertanto, la situazione relativa agli Albanesi presenti in Valle d'Aosta risulta essere la seguente: gli arrivi sono stati trentasette, di cui trenta prelevati dalla prefettura di Savona...

(...interruzione del Consigliere Rollandin...)

... Io ho detto che la comunicazione non ha nulla a che vedere con le Apt. Alle ore ventuno...

(...interruzione...)

... Scusa... No, è una comunicazione al Consiglio...

(...interruzione...)

... Ho chiesto di parlare per mozione d'ordine, perché volevo comunicare... Se non volete sentire, non comunico niente... Se non vi va, non comunico. Chiuso...

(...interruzione...)

...Non credo che sia la prima volta che il Presidente della Giunta interrompe per trenta secondi la seduta per dare una comunicazione al Consiglio.

Alle ore ventuno del nove luglio, nella nostra Regione erano presenti ventotto Albanesi, in quanto sette erano rientrati volontariamente in Albania, mentre altri due si erano resi irreperibili e per uno di questi è stato revocato il permesso di soggiorno.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Agnesod; ne ha facoltà.

Agnesod (UV) Ritornando al discorso delle Apt, ritengo che la proposta in discussione presenta notevoli limiti di parcellizzazione degli ambiti, con discutibili esclusioni, poco comprensibili individuazioni e con gravi dimenticanze, come è già stato detto in precedenti interventi.

Il limite della proposta è evidenziato anche dalla presentazione di un emendamento, da parte del Presidente della IV Commissione, che contraddice l'Assessore, il quale aveva appena detto che il comune di Champorcher non era stato preso in considerazione, ma non ne aveva spiegato le ragioni.

Ovviamente io approvo l'emendamento che propone di inserirlo in una Apt, perché non può essere diversamente. L'Assessore aveva parlato di comuni con interessi turistici preminenti. Forse qualcuno non è a conoscenza, ma mi pare che gli interessi della comunità di Champorcher siano essenzialmente turistici, anzi vorrei proprio sapere quali potrebbero essere gli altri interessi di Champorcher oltre a quelli turistici.

Vorrei poi aggiungere che non solo Champorcher, ma l'intera vallata, che comprende Donnas, Arnad, Hône, Pont-Boset, è stata esclusa e non è menzionata in alcuna Apt presentata.

Io credo che queste considerazioni ci portino ad esprimere un giudizio negativo sulla proposta in oggetto, per cui sarebbe auspicabile una sua sospensione, per consentirne una revisione che faciliti una diversa individuazione degli ambiti territoriali. Credo che la scelta più giusta sia quella di costituire un'unica Apt regionale, come suggerito dal Consigliere Faval e come indicato dal nostro Gruppo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Le problème que nous sommes en train d'examiner est sans doute important. Les collègues qui m'ont précédé ont déjà présenté une série de remarques et d'arguments importants pour mieux éclaircir la position de notre Groupe. Je voudrais tout de même rappeler deux aspects à l'Assesseur.

Je crois que, pendant cette séance de travail, on a approuvé une contribution à la pro-loco de St.-Marcel pour faire connaître ses possibilités touristiques, pour mieux faire apprécier la commune même. Si on remonte un peu plus loin, on voit qu'à chaque instant on a présenté des interventions financières pour soutenir la promotion touristique de la commune A, de la commune B et cetera...

Si on va relire cette proposition, une remarque s'impose et je reviens à l'intervention que monsieur Chenuil a déjà faite, mais que d'autres pourront faire, c'est-à-dire qu'ici on a fait un découpage du territoire régional en prévoyant d'insérer certaines zones avec toutes les communes, certaines d'autres, d'une façon spécifique la Vallée centrale... Les communes de la Vallée centrale n'ont pas le droit d'être insérées dans les Apt qu'on va constituer.

Je vais faire une petite liste. La Monte Rosa Walser on a déjà dit que au-delà de de la commune de Champorcher... Je ne sais pas si la rattacher à la Monte Rosa Walser ou à la Monte Rosa tout court. La commune de Bard. Je me permets de souligner un petit aspect. J'avais lu des communiqués importants, on a fait des débats pour soutenir que la commune de Bard a une vocation touristique. On a fait un grand projet, on a présenté des interventions qui vont reprendre le discours du fort de Bard et de toutes les maisons qui ont une valeur remarquable, pour faire un discours uniquement touristique avec une partie artisanale. Bard ou Hône manquent. Egalement la zone de Champorcher et Pont-Boset. Je ne comprends pas pourquoi on doit oublier certaines communes. Si on vient à la Monte Rosa, les communes d'Arnad, Issogne, Montjovet et Champdepraz... Champdepraz sera la commune qui aura le parc du Mont-Avic, Issogne a son château. Le parc du Mont-Avic n'a pas une vocation touristique? Je crois qu'il y a quelques problèmes à justifier le fait qu'on va exclure cette commune des Apt. On vient d'inaugurer un siège qui va s'occuper de relancer la partie touristique de Champdepraz, le musée, les vieilles mines à valoriser et toutes une série de problèmes à reprendre et Champdepraz n'est pas là.

Si on va dans la communauté Monte Cervino, les communes ont été reprises jusqu'à Châtillon. Je ne sais pas si pour des raisons partitiques, Châtillon doit être séparé de St.-Vincent ou bien si pour des raisons liées aux problèmes qui se poseront pour le Casino, pour les programmes des nouveaux établissements du Casino qui auront - je crois - un pied aussi à Châtillon, pour mieux rééquilibrer les deux communes, au moins j'espère, autrement à Châtillon il n'y aura que la caserne des carabiniers. Il faudra reprendre un petit peu le discours touristique de Châtillon...

(...interruption...)

... Si on passe à la communauté du Grand-Paradis, on a toutes les communes et c'est la raison pour laquelle il y a... C'est normal! On apprécie toutes les communes, mais je crois qu'un petit point à part, une petite note mérite Cogne. Je voudrais relire tout le dossier, mais les Conseillers l'ont déjà lu, par conséquent je ne voudrais pas prendre trop de temps aux Conseillers. Ce serait tout de même intéressant de voir l'histoire de Cogne, les raisons pour lesquelles il y a eu toutes ces signatures pour soutenir qu'il y a des problèmes historiques pour mettre l'accent sur Cogne, si on va dans la logique de cette loi. Je veux faire une précision.

Monte Bianco, on a pris toutes les communes jusqu'à La Salle.

Après, on arrive à Aoste, Gressan et Charvensod de la banlieue d'Aoste. Les autres communes Quart, Brissogne, Pollein, St.-Marcel, St.-Christophe, Sarre, Jovençan n'ont pas mention. Je crois que, au contraire, les communes que je viens de citer, pour des raisons strictement liées aux programmes des communes mêmes, ont la volonté de relancer leur image touristique. Quart a son château et nous sommes en train d'insister sur l'ensemble de ce site, afin de mieux relancer son histoire et de mieux le placer dans ce contexte et il n'a pas le droit d'être inséré dans une politique commune.

Je crois qu'il faut encore mentionner Sarre et St.-Christophe. A St.-Christophe il y a le problème d'insérer une politique d'infrastructures qui est vaste: autoport, infrastructures touristiques et cetera.. Je crois que là, "zona America" est un peu entre les deux. L'aéroport est un point touristique par excellence. Et rien! Les jeux traditionnels. On va faire le nouveau terrain des jeux traditionnels pour le sport et pour relancer le tourisme. Rien! A Sarre, on vient d'acheter le château qui a tout de même son importance. Oui, je comprends que les Savoie n'ont pas l'attention que peut-être ils méritent. Tout de même je crois que dans son ensemble, il y a pas mal de communes qui ont un certain poids.

St.-Vincent. Je n'ai pas compris la raison pour laquelle St.-Vincent, c'est St.-Vincent point. C'est l'unique Apt qui n'a que St.-Vincent. Je comprends qu'il ne va pas d'accord avec Châtillon et qu'il n'aime pas Châtillon et monsieur Fosson l'a toujours déclaré, sauf à la veille des élections et c'est normal. Tout de même, monsieur Fosson a toujours plaidé pour la route de Sillan pour arriver à Emarèse. Je comprends qu'Emarèse n'a pas la possibilité d'entrer dans les Jeux Olympiques, mais au moins dans les Apt. Je comprends qu'il y ait.... Il y a des sites anciens même à Emarèse, je vous inviterais à visiter ces lieux. Ce n'est pas seulement une zone de passage, c'est une zone importante et liée à St.-Vincent. Je ne sais pas si ce sera un choix, mais je crois qu'il y a toutes les communes environnantes. Nus - Silvio Trione est là qui dit: "Mais..." - avec son château qu'on achètera... deux châteaux. Après toute la zone de St.-Barthélemy où il y a des investissements remarquables. Autrefois on avait envie de relancer la zone. Cuney, la zone que d'ici quelque jour tout le monde visitera.

Pontey, c'est à l'ombre, mais ce n'est pas dit qu'il n'ait pas la possibilité d'être cité parmi les Apt, surtout pour le fait qu'il y a une présence importante d'architectes, qui ont eu le mérite de s'insérer de façon importante dans la programmation régionale. Je vous inviterais à voir tous les projets qui sont signés par les architectes de Pontey. Et l'histoire n'est pas terminée, je crois qu'on aura le temps de s'insérer dans cette petite querelle. Qu'il n'y ait pas une citation de Pontey, moi, je suis vraiment étonné!

Et Fénis, caisse rurale à part, mais le château et toute la zone pour ce qui aiment le sport des messieurs Rusci et Voyat, en espérant qu'il n'y aura plus de situations comme celle que nous venons de connaître. La Clavalité, la nouvelle route pour qu'il n'y ait plus d'accidents. Il faut remanier la route pour éviter qu'il y ait des accidents. Je crois que quand même mérite une petite attention.

Et la côte d'or: Verrayes et St.-Denis; pas un mot et pourtant il y a des personnes importantes là, mais on n'a pas inséré Verrayes et St.-Denis. Il y a même la route pour arriver à Torgnon. C'est vraiment drôle qu'il y ait toutes ces communes qui ont été oubliées et qui n'ont pas le droit d'être parmi les zones touristiques.

Je m'excuse si j'ai pris un peu de temps aux amis Conseillers, mais je crois que ma remarque à propos des communes oubliées est liée à un aspect très simple: si on veut faire de la promotion sérieuse, il y a deux niveaux de promotion. Une promotion régionale qui ne peut que être faite avec un système qui puisse être coordonné et, par conséquent, qu'il y ait un site unique et, par la suite, qu'il y ait la possibilité pour chaque commune, pour chaque zone d'améliorer, de faire connaître, de valoriser l'ensemble d'un patrimoine qui peut avoir une valeur touristique. Je ne voudrais pas anticiper un débat important qui se déroulera non pas à propos des Apt, mais du PTP, "piano territoriale paesaggistico", où il y a un chapitre important à propos de la possibilité de mettre en valeur les communes de moyenne montagne, les communes qui jusqu'à présent ont été oubliées. L'Assesseur a avoué à maintes reprises qu'il s'agit d'un programme intéressant.

Ce n'est pas dit que le tourisme ne soit que les deux communes qui déjà aujourd'hui sont connues par tout le monde: Courmayeur, Breuil-Valtournenche. Je crois qu'au contraire il est important de présenter un programme qui soit à même de faire connaître St.-Denis, comme St.-Marcel, comme Champorcher. Ce serait important et c'est là l'occasion pour présenter un programme d'investissements, je me permets de dire, d'une façon qui puisse mettre en relief cette valeur qui est de la Vallée d'Aoste. On ne peut exclure certaines communes.

J'aurais à reprendre pour chaque commune des sites et des mérites historiques qui peuvent devenir des centres de visite culturelle et touristique. Le tourisme est en train de se modifier. Ce n'est plus seulement la randonnée, une promenade et point c'est tout! Le tourisme est un système nouveau de comprendre quelle a été l'histoire d'une certaine zone. Voilà pourquoi il faut réévaluer certaines communes qui jusqu'aujourd'hui n'ont pas eu la chance de l'être pour mieux rééquilibrer une certaine économie.

N'oublions pas qu'ici nous sommes en train de discuter sur les zones de découpage, mais le problème n'est pas seulement d'embaucher certaines personnes et d'avoir des directeurs pour la promotion touristique dans les huit zones. Je crois qu'il est important qu'il y ait finalement le sens d'ensemble, le sens d'unité territoriale. Ce qui signifie que l'on accepte, ou mieux encore que l'on va faire une mise en relief des différents endroits de la Vallée d'Aoste. C'est une des raisons pour lesquelles... même si je comprends qu'au moment où l'on va présenter un choix de ce genre, on ne va certainement pas faire content tout le monde. J'en suis sûr. Tout de même, je crois qu'il revient aux administrateurs de faire des choix qui soient conséquents à une politique qui puisse être vraiment à la hauteur des temps. Nous allons vers un système qui ne peut que reprendre une politique culturelle qui devient, par la suite, un système pour insérer un discours touristique et économique.

Le fait de revaloriser certains sites, comme les communes que je viens de citer, n'est pas en soi-même le but; le but est de les réinsérer dans un discours valdôtain qui est différent. En conséquence de la promotion touristique qu'on va faire, zone par zone, mais en ayant, dans son ensemble et par conséquent avec l'unité du territoire, le sens du développement touristique de notre région. Ce qu'on a voulu faire avec cette loi nationale, ce qu'à niveau régional on avait essayé d'appliquer dans le temps, ce serait la bonne occasion pour le faire.

Sur ces thèmes, s'il n'y aura pas, de la part de la Junte, la possibilité de discuter ou de renvoyer ce discours, compte tenu aussi de ce que l'Assesseur a dit au début que, même au niveau national, la tendance est d'arriver à des propositions de Apt qui aient une certaine envergure. Je comprends qu'au niveau national on parle de province, mais compte tenu du territoire concerné. Ici, au contraire, on pourrait présenter le discours en tant que région qui est dans l'adresse que nous soutenons.

J'estime, par conséquent, que si on a attendu tout ce temps pour arriver à une décision, nous pouvons attendre deux mois pour tenir compte de ces indications, ce qui ne changerait pas grand chose. Autrement, on présentera, monsieur le Président, des amendements pour insérer les communes qui ont été oubliées.

PrésidentLe Conseiller Limonet a demandé la parole; il en a la faculté.

Limonet (DC)Non spazierò per tutta la Valle, come il Consigliere Rollandin che ha citato varie località, ma farò solo alcune considerazioni su un argomento che credo meriti tutta la nostra attenzione, come è dimostrato dalla lunga "tempistica" occorsa per arrivare ad una parziale definizione della problematica. Questo ritardo è giustificabile con il fatto che il turismo è la maggiore risorsa locale e pertanto noi abbiamo il diritto, ma soprattutto il dovere, di dedicare il tempo necessario a cercare le soluzioni più idonee alle sue istanze.

Poiché l'argomento è maturo, ritengo utile varare quanto prima questo provvedimento, seppure con beneficio d'inventario. Mi spiego meglio: è opportuno approvarlo, ma con il proposito di modificarne quelle parti che, in fase di applicazione, non dovessero risultare valide.

Pertanto, nel ribadire la mia adesione e quella del Gruppo al provvedimento, ringrazio la Giunta, ed in particolare l'Assessore del turismo ed il Presidente, per la sensibilità dimostrata nel recepire l'emendamento proposto dal sottoscritto in sede di Commissione, al quale ha poi aderito l'intera maggioranza, che chiedeva la creazione di una nuova Apt nella Comunità montana Grand Combin.

Come Gruppo, crediamo di aver agito, anche su indicazione del direttivo del nostro partito, non solo nell'interesse della popolazione di quella Comunità montana, ma di tutta la Regione, perché si tratta di una vallata con una storia plurimillenaria, per la quale è conosciuta in mezza Europa, attraversata da un'arteria stradale che la collega all'Europa e che, pertanto, può fungere da veicolo pubblicitario per l'intera Valle d'Aosta.

Pertanto, anche se detta Comunità non ha tutti i requisiti richiesti, ci è sembrato logico riconoscerle un ambito territoriale su cui contare, proprio per la sua particolarità a cui non intende rinunciare, per l'esistenza in essa di un turismo fortemente caratterizzato, per la vocazione e l'ambizione di espansione economica e sociale insita nella popolazione locale.

Con queste considerazioni finali e con il convincimento che non esistono attualmente i presupposti per soddisfare altre richieste, se non quelle enunciate dall'Assessore e dal Consigliere Chenuil, sento di poter dichiarare a nome personale e del Gruppo il voto favorevole al provvedimento.

Presidente Ha chiesto la parola il consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Confesso che nel dibattito di questa sera, a differenza di altri, ai quali siamo abituati e nei quali chi è all'opposizione si oppone per partito preso, ho sentito svolgere dall'opposizione alcune considerazioni che mi hanno toccato. Per intenderci, mi è sembrato che alcune considerazioni ed argomentazioni fossero fatte non già nell'interesse di parte, ma in funzione di una visione di carattere generale, perché hanno evidenziato una fortissima preoccupazione per una soluzione molto travagliata e combattuta, che alla fine si è ispirata alla logica di ridurre in qualche modo le aziende turistiche, anche se qui, per la verità, si tratta di creare qualche cosa di diverso, cioè delle aziende di promozione turistica.

A parte il fatto che queste cose io le ho sempre sostenute e dette, per cui non vedo perché non possa ribadirle in Consiglio. Io ho in effetti l'impressione che questo provvedimento non risponda in modo sufficientemente pregnante alle necessità di una moderna organizzazione turistica.

Nella nostra Regione abbiamo una discreta organizzazione turistica. Dire che abbiamo una forte o splendida organizzazione turistica, equivarrebbe a fare della demagogia, per cui dobbiamo commisurare le iniziative, le riforme e tutto ciò che facciamo, alla realtà. Intanto, se vogliamo trasformare la realtà, dobbiamo tener conto di come essa è.

Io ho l'impressione - lo dico adesso, ma l'avevo detto anche in altre circostanze - che questa legge non sia la risposta migliore al problema. Lo dico con rincrescimento e con rammarico, perché conosco il lavoro sostenuto dall'Assessore per cercare di mediare tra le varie posizioni emerse sia tra le forze politiche - sono emerse in qualche modo anche questa sera, alcune con maggiore ed altre con minore chiarezza - sia, soprattutto, nel difficile raffronto con gli enti locali, i comuni e gli operatori del settore.

Dietro la creazione delle Apt c'è un'attesa messianica, quasi che le stesse potessero da sole promuovere il turismo o risolvere dei problemi che invece possono e devono essere risolti in una sede ben più elevata, in una dimensione diversa, che in qualche modo è certamente territoriale, ma anche culturale ed economica.

Ecco, la mia preoccupazione è che, mantenendo sette od otto Apt, si finisca per creare sette od otto piccole organizzazioni con nessuna capacità di incidere realmente, come sarebbe necessario, sul mercato turistico. Infatti, l'azienda di promozione turistica, a mio avviso, deve avere lo scopo precipuo di promuovere il turismo nel senso di sviluppare l'imprenditorialità, la mentalità, la cultura turistica, ma anche nel senso di cercare e di indurre i flussi turistici nella nostra Regione.

Qui, invece, tra volere e potere c'è una nettissima discrasia, perché un conto sono le buone intenzioni, altro conto sono i risultati. Una volta si diceva: "Di buone intenzioni è lastricata la strada che porta all'inferno". Ecco, io credo che noi corriamo il rischio, che abbiamo già corso ieri con la Centrale del latte e che magari correremo domani con altre cose: si tratta dello stesso problema.

Cerchiamo di adeguare gli strumenti alle cose che vogliamo fare! Io ho l'impressione che siamo ancora troppo assorbiti dalla mentalità burocratico-territoriale. Personalmente non penso che una Apt possa avere una dimensione burocratica. Essa può avere una dimensione territoriale, a condizione che tale dimensione sia di una certa ampiezza, comprenda un certo numero di esercizi alberghieri e di capacità imprenditoriali.

Non so quale sia la risposta migliore. Personalmente sono sempre stato favorevole all'istituzione di una sola Apt, però mi sembra che il Consiglio regionale non abbia mai fatto questo discorso, anche se, attraverso alcuni esponenti, di alcuni partiti e movimenti, ha fatto dei pronunciamenti, ha detto delle cose, ma non ha mai assunto una posizione chiara, netta e precisa. Tant'è vero che la vecchia legge, preparata dalla Giunta precedente, è stata poi rinviata, ha avuto un iter travagliatissimo e alla fine non si è riusciti a trovare un'intesa per una soluzione...

(...Interruzione del Consigliere Faval...)

...Ho l'impressione che, anche se non ci fosse stato il sei giugno, non sarebbe andata avanti lo stesso, perché il Consiglio non aveva dibattuto seriamente il problema di che cosa debbano essere le Apt. Abbiamo continuato a portare avanti dei simulacri di proposte, dei quali si è impadronita la stampa, con tutta la sua capacità di divulgazione spesso molto approssimativa, per cui si sono create delle attese di tipo messianico ("Arriva l'Apt, arrivano i turisti"), mentre secondo me: "Arriva l'Apt, arriva il direttore dell'Apt e tre impiegati", per cui i soldi verranno inevitabilmente "mangiati" da quella ministruttura. Cosa farà poi quell'Apt? Sopravvivrà, stenderà i bilanci, organizzerà le feste paesane, come fanno le Pro Loco, ma non farà alcuna promozione turistica. Questo è il rischio che si corre e che è già stato endemicamente corso da tutte le Aziende autonome che, bene o male, sono state istituite nei tempi passati.

Anch'io sono tra coloro che hanno contribuito in discreta misura a creare delle nuove aziende autonome laddove c'era una presenza turistica, ma si trattava appunto di aziende autonome, che avevano un certo senso. Ora, invece, che si deve passare ad indicare una struttura diversa, con finalità diverse e con una mentalità più imprenditoriale, devo dire onestamente che ho delle perplessità e delle preoccupazioni. Se non lo dicessi, sarei bugiardo con me stesso e mancherei anche di lealtà nei confronti della maggioranza e dell'Assessore del turismo.

Che cosa può significare o voler dire tutto ciò? Intanto, se la discussione di questa sera è seria ed è destinata a proseguire, vorrei che i vari Gruppi politici chiarissero bene quale potrebbe essere una proposta seria sull'istituzione di una possibile ipotesi di Apt, perché per il momento noi abbiamo cercato di accontentare tutti, per quanto possibile e secondo un principio falsamente democratico, perché la democrazia non presuppone necessariamente l'accordo di tutti, altrimenti si cadrebbe in un rapporto scorretto tra amministrati ed amministratori e quindi nel populismo. Questo è il rischio che sovente noi possiamo verificare nella nostra Regione.

E' troppo facile dire: "Piace quello che piace". Io aggiungo: "Ma serve quello che piace?". Secondo me, come ho già detto prima, non serve proprio a niente o serve a molto poco.

Con questo interrogativo, gradirei che questa sera il dibattito potesse proseguire, in modo che possano pervenire risposte un po' più precise sulle indicazioni possibili, perché non vorrei che su questi argomenti si facesse il gioco perverso, ma scontato, che abbiamo già visto in tante altre circostanze, di tirare il sasso per poi nascondere la mano. Se si dovesse verificare questo, è ovvio che poi scatterebbero le logiche di maggioranza e di minoranza, le solidarietà e le appartenenze.

Personalmente non ho mai fatto mistero delle cose che sto dicendo questa sera, perché le ho dette in altre circostanze, in questa maggioranza, in altre maggioranze ed anche da libero cittadino. Io mi chiedo se questa legge, che nasce dalla volontà di affrontare un problema, sia in grado di affrontarlo e risolverlo. Caro Assessore Pascale ed amici della Giunta, personalmente ho qualche dubbio.

Ora, poiché mi è sembrato che il dibattito di questa sera sia stato abbastanza serio, ho ritenuto di esternare queste mie riflessioni e questi miei dubbi. Certamente io sono uomo di parte, nel senso che appartengo senza ombra di dubbio a questa maggioranza, ma credo che se su questo argomento si può fare un discorso serio, tutti possiamo prenderlo in considerazione per valutarlo con attenzione e concretezza.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) On ne peut ne pas apprécier le fait que la majorité actuelle a voulu comprendre que notre discours a été un discours politique. Ce n'était pas un discours partitique pour défendre un choix plutôt qu'un autre. Dans cette perspective, je crois que nous pouvons trouver une solution à ce problème, toujours si nous croyons que les intérêts de la communauté doivent avoir le dessus, par rapport à la capacité que les partis ont d'affronter les différents problèmes. Dans ce sens, je crois que, en effet, le problème que nous devons affronter sérieusement et de façon "super partes", est le problème de la promotion. Dans ce sens, je me suis exprimé auparavant. Je crois que la promotion doit concerner toute la Vallée d'Aoste en même temps et surtout tout l'éventail de l'offre touristique de la Vallée d'Aoste qui va, je le répète, du mois de janvier au mois de décembre et qui passe à travers les stations déjà affirmées comme les plus réputées, comme les situations que nous trouvons dans les localités méconnues où complètement méconnues. Ceci signifie pour nous de chercher de donner à la promotion la fonction qu'elle doit avoir; c'est-à-dire que la Vallée d'Aoste tout entière puisse se confronter avec les autres régions européennes et extra-européennes qui ont de l'intérêt à courir les marchés du tourisme international.

Dans ce sens, je crois que nous pourrions, monsieur l'Assesseur, saisir l'occasion qui nous vient de la proposition de loi qui va être modifiée par le Ministre et attendre six mois. Nous ne porterons pas de dégâts à la situation valdôtaine si nous allons attendre six mois, mais, par contre, la perspective signalée par l'Assesseur, si est celle de créer avant les Apt et vérifier après s'il faut en ajouter ou bien en enlever ce sera bien plus difficile. Une fois que la structure a été créée, qu'on a créé des places de travail, ce sera bien plus difficile et alors, peut-être, les dégâts seront faits. Dans cette situation, compte tenu de la disponibilité des forces politiques de se confronter sur un plan correcte sérieux, je crois que nous ne devrions pas laisser échapper cette occasion et vérifier. Nous sommes dis-ponibles à le faire dans des brefs délais, nous ne voulons pas relancer la chose à l'infini. Sur cette base et avec cette perspective, on est sûrement disponibles.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV) Merci. Je crois également que le débat qui s'est ouvert sur cette proposition d'application de la loi régionale de janvier 1987, a été un débat sérieux, sur les problèmes, sur les contenus. Un débat, au cours duquel sont ressorties les doutes sur les solutions adoptées pour atteindre les finalités de la loi, qui a mis en évidence les dangers de solutions qui suivent les esprits de clocher ou les découpages innaturels du Val d'Aoste pour l'attribution de vocations touristiques de nos communes.

A cet égard, nous ne pouvons qu'apprécier l'intervention de monsieur Milanesio qui, sans vouloir prendre partie a posé le problème dans sa vraie nature, c'est-à-dire: est-ce que nous voulons effectivement atteindre la finalité de promouvoir l'image touristique du Val d'Aoste en nous dotant des instruments les meilleurs et, donc, en disposant des moyens pour faire face à la concurrence des autres régions et des autres pays ou bien nous voulons continuer à suivre une logique de syndicat d'initiative et, donc, de promotion d'activités ou de manifestations à l'intérieur de zones déterminées du Val d'Aoste?

La suggestion qu'il a formulée, à savoir la nécessité de réfléchir sur les diverses propositions pour, à la rigueur, proposer la création d'une seule agence de promotion touristique, nous paraît une proposition sérieuse. A ce sujet, nous pouvons l'assurer de notre disponibilité et de notre esprit de collaboration. Nous croyons en effet que le problème dépasse les clivages existants entre majorité et opposition et qu'une réflexion s'avère nécessaire. Il est nécessaire, sur la base des suggestions formulées par monsieur Milanesio, de trouver une convergence la plus large possible au sein de cette assemblée pour répondre au mandat confié par les Valdôtains. S'il le faut, nous sommes prêts à donner toute notre collaboration, pour réfléchir tout d'abord à l'ensemble du problème et pour présenter ensuite une proposition unitaire.

Nous adressons ces remarques au Gouvernement, à la majorité tout entière et nous espérons que l'appel sera accueilli favorablement pour qu'une pause de réflexion nous permette d'atteindre le but et les finalités espérées.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Io credo che le varie osservazioni e critiche emerse in Consiglio verso la proposta di istituire sette od otto aziende di promozione turistica rispondano ad un problema reale, che dovrebbe essere evidente per tutti, perché si creerebbero comuni forti, comuni deboli ed altri completamente emarginati o inseriti nominalmente in un'azienda di promozione turistica, ma di fatto con scarsa possibilità di fare valere la loro presenza.

Anche noi siamo pertanto dell'avviso che la soluzione migliore, su cui bisogna lavorare, è quella di istituire un'unica azienda di promozione turistica.

Le tendenze legislative illustrate dall'Assessore e che stanno andando avanti a livello nazionale, sono evidentemente frutto di un'esperienza abbastanza consolidata, che ha dimostrato come un'eccessiva frammentazione delle aziende sia in contrasto con un'efficace azione promozionale.

Ora, poiché abbiamo la possibilità di avere un'entità regionale piuttosto piccola e tale comunque da giustificare un'unica ed omogenea promozione, siamo nelle condizioni ottimali per riuscire a raccordare le dimensioni della nostra Regione con quelle di un'azienda di promozione turistica e pertanto, almeno per quanto ci riguarda, siamo sicuramente favorevoli a questa ipotesi, che era già stata avanzata in passato, ma che non ha potuto concretizzarsi per varie difficoltà, situazioni consolidate o incrostazioni di difficile rimozione. Sono stati espressi giudizi abbastanza simili tanto dall'Union Valdôtaine quanto dallo stesso segretario del Partito Socialista, per cui mi sembra che ci sia la possibilità di lavorare in questa direzione.

Su questa linea noi siamo d'accordo, perché crediamo che soltanto con un'azienda a livello regionale si possa fare una promozione turistica veramente incisiva, mentre non siamo favorevoli alla proposta in oggetto. Anche se ad essa aggiungessimo altri nomi, fino a coprire tutti i comuni, rimarrebbe comunque la realtà della frammentazione di un'azienda operativa, che invece dovrebbe essere fortemente unitaria per essere efficace.

Precisato questo, anche noi ci auguriamo che non si giunga oggi alla votazione della proposta di deliberazione, ma che la si rinvii di alcune adunanze, in modo che nel corso dell'autunno si riesca a formulare la proposta di un'unica Apt. Tale proposta era già stata avanzata più volte in passato, ma credo che la nuova sensibilità rispetto alla politica turistica renda oggi ancora più opportuna e necessaria questa scelta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Sentito l'intervento del Consigliere Milanesio, che ho particolarmente apprezzato per la sincerità e la qualità del contenuto, e tenuto conto dell'invito rivolto ai vari Gruppi politici a dichiarare la loro disponibilità o meno ad avanzare delle proposte per ricercare ulteriori convergenze su una legge di fondamentale importanza per le strategie turistiche della Valle d'Aosta, io mi dichiaro favorevole alla pausa di riflessione suggerita dal Consigliere Viérin, che dovrà attuarsi nei tempi e nei modi in cui la si vorrà concordare.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore del turismo, urbanistica e beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Visto che tutti vogliono riflettere, chiariamo subito un punto: io sono contrario alle pause di riflessione, perché abbiamo già riflettuto per quattro anni, ma senza concludere niente.

Ho sentito molte critiche alla proposta in oggetto, anzi sono stato io il primo a farle, quando ho precisato che non era la soluzione ottimale. Non ho però sentito delle proposte alternative serie, oltre a quella di una Apt unica, sulla quale ho personalmente delle perplessità, perché in quell'unica Apt si trasferirebbe l'attività di promozione che ora è esercitata dall'Assessorato al turismo, però si manterrebbero e forse aumenterebbero le attuali aziende di soggiorno. Questa soluzione non risolverebbe quella promozione delle comunità locali, che peraltro era prevista dalla legge quadro e da quella del 1987.

Io ho delle perplessità, ma se, in quell'ottica costruttiva in cui il Consiglio regionale sembra oggi orientato con questo dibattito che va al di là del gioco delle parti, in questo momento o stasera si propone un ordine del giorno, firmato da tutte le forze politiche, che mi chiede l'istituzione di una Apt unica, io ritiro il provvedimento e presenterò il disegno di legge sull'Apt unica, ma ci deve essere l'unanimità delle forze politiche, in modo particolare di quelle della maggioranza...

(...interruzione del Consigliere Faval...)

... No, la ricerca io l'ho già fatta, caro Faval, non è che ho presentato questa proposta senza fare delle opportune ricerche. Le riflessioni e le discussioni le abbiamo già avute, prima all'interno della maggioranza, ma questa è l'unica soluzione che sono riuscito a trovare. Tuttavia, dal momento che questa non è la soluzione ottimale, se oggi ce n'è un'altra, sulla quale si raccoglie una convergenza delle forze politiche, ma senza ulteriori pause di riflessione, o se si approva all'unanimità un ordine del giorno sull'istituzione di un'unica Apt, io non ho alcuna difficoltà a preparare subito il disegno di legge, altrimenti si discuterà il provvedimento che è stato presentato e ciascuno si assumerà le sue responsabilità.

Presidente Siamo sempre in sede di discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Merci monsieur le Président. Je crois que les propositions qui ont été faites et surtout le dernière proposition, est un peu un défis pour voir si on est a même de trouver une solution qui soit un peu plus solution que celle que nous sommes en train d'examiner et dont nous avons mis en évidence les problèmes. Je demande, par conséquent, si le Président me permet de faire une proposition, de suspendre le débat pour dix minutes pour voir si on a la disponibilité de rédiger un ordre du jour qui puisse être à même de satisfaire ce que l'Assesseur vient de dire.

Presidente Nel corso della riunione dei Capigruppo avevamo concordato di sospendere la seduta e di trovarci un'ora dopo. Se il Consiglio non ha niente in contrario, possiamo fare questa sospensione, che può servire per consumare un panino e per ricercare le opportune convergenze.

Allora la seduta è sospesa per un'ora e, se sarete puntuali, i lavori riprenderanno alle 20,30.

Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 19,15 alle ore 20,49.

Presidente Prego il Consigliere Segretario di procedere all'appello nominale.

Appello nominale

Presidente Con 21 Consiglieri presenti la seduta è valida e pertanto possiamo procedere all'esame degli argomenti iscritti all'ordine del giorno.