Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2362 del 10 luglio 1991 - Resoconto

OBJET N° 2362/IX Sauvegarde de patrimoine piscicole de la Région. (Question orale)Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PrésidentJe donne lecture de la question posée par les Conseilers Agnesod, Marcoz et Stévenin, inscrite au point 13 de l'ordre du jour.

Question Vu la délibération adoptée par le Consortium régional pour la protection et le développement de la pêche, qui permet l'ouverture de la pêche à la fois aux résidents et aux non résidents;

Attendu que cette décision a entraîné l'invasion de nos cours d'eaux par les pêcheurs provenant d'autres régions;

Etant donné la situation funeste engendrée par le débit insuffisant de nos torrents et de la Doire elle-même;

Compte tenu de la modification négative de la concession (de la part des Biellais) de la réserve d'Issime (apport en argent au lieu du repeuplement);

à partir de ce postulat les soussignés Conseillers régionaux du groupe de l'Union Valdôtaine

interrogent

l'Assesseur régional à l'Agriculture, Forêts et Environnement pour connaître:

1) les orientations qui ont été fixées pour les représentants régionaux au sein du Consortium à ce sujet;

et savoir:

2) s'il envisage de sauvegarder le patrimoine piscicole dans les années à venir, en modifiant l'organisation actuelle.

PrésidentMonsieur Lanièce, Assesseur à l'Agriculture, Forêts et Environnement; il en a la faculté.

Lanièce (DC) In relazione all'interrogazione devo dire che praticamente da sempre i foranei hanno potuto praticare la pesca in Valle d'Aosta, sia pure iniziando con un ritardo di un mese rispetto ai residenti e con un costo maggiorato del tesserino.

Con l'anno corrente, tale situazione è stata abrogata e l'inizio della stagione di pesca è stato unificato per tutti, senza alcuna distinzione basata sulla residenza, ma con il costo del tesserino di pesca raddoppiato per i foranei. Tale volontà è scaturita da una decisione quasi unanime del Consorzio pesca (un solo astenuto), onde evitare discriminazioni tra pescatori sulla base della sola residenza, quando tale discriminazione non era reciproca, potendo infatti i Valdostani pescare in Piemonte alla normale data di apertura della pesca, fra l'altro senza alcun aumento del tesserino.

In Valle è stato inoltre fissato con decreto il numero massimo di pescatori foranei ammessi a fruire del tesserino stagionale di pesca: 250 unità. A fronte quindi degli oltre 3500 pescatori Valdostani, non si può parlare di invasione da parte dei foranei, perché sono molto meno del dieci per cento dei nostri pescatori.

In merito alla riserva di pesca dei Biellesi, devo dire che la concessione è stata modificata in senso positivo, almeno a parere del Comitato che ha dato indicazioni in tal senso, in quanto la somma di denaro percepita dal Consorzio pesca viene usata esclusivamente a scopo di ripopolamento ittico, con trotelle da sei a dodici centimetri, evitando l'uso di trote pronta pesca. Probabilmente è stato proprio il ripopolamento con trotelle di ridotte dimensioni a non consentire una pesca abbondante come negli anni scorsi e si pensa che la protesta di alcuni pescatori tragga origine da questa circostanza.

Non si ritiene quindi che le modifiche apportate siano tali da costituire un pericolo per il patrimonio ittico, che va sì difeso, ma migliorando il calendario ittico sotto il profilo scientifico e non scaricando su problemi più fittizi che reali quanto non va in materia di pesca in Valle d'Aosta.

PrésidentLe Conseiller Agnesod a demandé la parole; il en a la faculté.

Agnesod (UV) L'interrogazione in oggetto non è stata presentata per una questione di guadagno in termini di denaro, ma per l'eventuale danno all'ecosistema ittico che la nuova impostazione potrebbe comportare. Dobbiamo infatti renderci conto che nel primo periodo di pesca l'acqua è scarsa, perché nel mese di aprile sono ancora presenti delle gelate e quindi i 250 pescatori che si riversano nelle poche zone libere, a nostro modo di vedere, rappresentano un possibile danno o attentato alla fauna ittica.

Penso che il paragone con il Piemonte sia un po' sbagliato, perché lì la pesca è aperta tutto l'anno e quindi non può sussistere alcuna correlazione tra il fatto che noi possiamo andare in Piemonte, mentre i Piemontesi non possono venire da noi. C'è inoltre da osservare che nelle acque libere del Piemonte o del resto d'Italia praticamente non c'è più pesce. Questa è la strada da seguire per ridurre anche le acque della Valle d'Aosta in quelle condizioni.

Invece, visto che l'acqua è scarsa, cerchiamo almeno di rinviare di qualche mese l'apertura della pesca, ma senza aprirla contemporaneamente anche ai foranei.

Poiché credo che la Regione debba farsi carico di questo problema, per la salvaguardia del patrimonio e dell'ambiente, e soprattutto della fauna ittica, non ritengo soddisfacente la risposta dell'Assessore. Il Consorzio ha certamente la possibilità di deliberare in merito in modo autonomo, però deve operare per la salvaguardia di un bene che è di tutti.