Oggetto del Consiglio n. 2307 del 27 giugno 1991 - Resoconto
OBJET N. 2307/IX Reconnaissance de l'indépendance des républiques de la Slovénie et de la Croatie de la Fédération Yougoslave (Approbation d'une résolution).
Errore. Il segnalibro non è definito.
PrésidentJe donne lecture de la résolution présentée par les Conseillers Andrione, Lavoyer, Monami, Rollandin et Louvin, inscrite d'urgence à l'ordre du jour de la séance.
Résolution Le Conseil régional de la Vallée d'Aoste
Ayant appris que les pays membres de la Communauté Economique Européenne ont convenu de ne point reconnaître l'indépendance de la Slovénie et de la Croatie après que ces deux Républiques ont décidé unilatéralement de quitter la Fédération yougoslave;
Constatant que la prise de position de la Communauté Economique Européenne vise à refuser tout contact à haut niveau avec ces deux Républiques en cas de sécession, en prétendant que le processus de négociation interne n'est pas encore épuisé;
Estimant cette prise de position contraire au droit des peuples à disposer librement d'eux-mêmes;
invite
la Communauté Economique Européenne et le Gouvernement italien à reconnaître immédiatement les Républiques de Slovénie et du Croatie qui ont manifesté librement et démocratiquement leur volonté de se séparer de la Fédération yougoslave.
Presidente Ricordo che anche in questo caso le premesse e la parte deliberativa della risoluzione saranno votate separatamente.
Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Io non sono d'accordo sulla sostanza di questo documento, perché credo che dia per scontate delle cose che scontate non sono. Vi si fanno, infatti, delle affermazioni molto precise e nette, che sono anche molto pericolose in un momento come questo.
Non voglio certamente dire che se il Consiglio voterà un documento piuttosto che un altro succederà qualcosa di stravolgente nel mondo. Non succederà proprio niente, ma io voglio essere a posto con la mia coscienza e con le mie idee e quindi non voterò neanche a favore delle premesse, perché vi si dicono cose inesatte.
Premesso questo, io dichiaro che voterò contro, perché non ritengo opportuno che la Comunità Economica Europea ed il Governo italiano riconoscano immediatamente le Repubbliche di Slovenia e di Croazia, che liberamente e democraticamente hanno manifestato la loro volontà di separarsi dalla federazione, perché credo che in questo momento sia preferibile cercare di buttare acqua sul fuoco e non benzina, anche se non potremmo sicuramente essere considerati responsabili di una eventuale guerra civile.
Devo confessare, inoltre, che mi preoccupa - io non c'ero, ma qualcuno l'ha già detto ed ha fatto bene - il fatto che in tutti questi documenti, in cui giustamente si tutelano popoli o minoranze etniche all'interno di Stati, che poi non sono neppure Stati-Nazione, non ci sia neanche una parola per la minoranza di lingua italiana. Credo che questo Consiglio debba preoccuparsene, sia pure non stupidamente o in termini nazionalistici, non fosse altro perché in fin dei conti noi apparteniamo alla Repubblica Italiana, mentre qui non c'è una parola, non dico di rivendicazioni territoriali - non fatemi dire delle stupidaggini che non penso nel modo più assoluto -, ma di tutela della minoranza etnica e linguistica italiana, che pure esiste in quel Paese, ma che non ha mai avuto un gran trattamento. Certo non manderemo le truppe ai confini, però, che venga almeno ricordato in qualche modo il diritto a questa tutela.
Poiché qui non vedo nulla di tutto questo, non voterò a favore della risoluzione, che sento estranea alla mia sensibilità. Con questo non voglio criminalizzare nessuno, ma dico solo che non me la sento di votare a suo favore.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.
Perrin (UV) J'ai demandé la parole uniquement pour prendre acte de l'élasticité de la pensée et de la conscience de monsieur Bruno Milanesio, qui d'un côté vote une résolution dans laquelle l'on parle des droits à l'autodétermination des peuples, mais qui, lorsque des peuples veulent s'autodéterminer, leur nie cette possibilité en ne pas votant cette résolution.
Presidente Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per fatto personale; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Poiché qui si vogliono evidenziare delle contraddizioni inesistenti, ribadisco che io ho letto e sottoscritto un documento che condivido nella sua interezza.
Non nego che si debba prendere posizione sulla possibilità di riconoscere o meno le repubbliche di Slovenia e di Croazia, ma insisto nel dire che è sbagliato, oggi, buttare benzina sul fuoco. Personalmente condivido la posizione molto cauta della Comunità Europea e dello Stato Italiano e per questo motivo, e non per altre ragioni, non posso votare a favore della risoluzione in oggetto.
Riconosco che la decisione croata e slovena è stata assunta liberamente e democraticamente, ma credo anche che se oggi si esasperano i difficili problemi connessi alla ricomposizione della vertenza e si soffia sul fuoco, si corre il rischio di farli degenerare in guerra civile. Io ritengo che questo sia il momento della tranquillità e della riflessione, più che dell'esaltazione di certe scelte, sia pure assunte democraticamente e che in qualche modo dovranno essere riconosciute; ma ribadisco che ci sono modi diversi per farlo. Tutto qui.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.
Louvin (UV) Chacun, bien entendu, est libre d'avoir la sensibilité qui lui appartient sur ces questions et de réagir, face à ces problèmes, d'une façon différente. Pour ce qui nous concerne, nous sommes conscients que la situation est en train de devenir, heure après heure, extrêmement grave et tendue en Yougoslavie.
Nous avons une nouvelle, qui remonte à il y a quelques minutes seulement, d'après laquelle le comandant de la région militaire aurait déclaré: "Le truppe hanno l'ordine di assumere il controllo di tutti i posti di frontiera e di tutelare i confini jugoslavi. L'ordine verrà eseguito senza esitazione e ogni resistenza verrà repressa".
Face à ces prises de position, face à ces comportements d'Etats qui défendent une souveraineté qui ne leur appartient plus, je crois qu'il n'est pas juste, pour notre part, de nous associer à une position prétendue neutraliste, mais en réalité d'ouverte défense des intérêts d'une fédération en voie, hélas!, de dissolution et que nous avons le devoir civique et moral de soutenir, sans jeter de l'essence sur le feu, raisonnablement mais fermement, des efforts visant à affirmer une souveraineté qui désormais existe dans les faits, qui est incontournable et par rapport à laquelle on ne peut plus faire machine arrière.
Dans d'autres cas, nous avons assisté à la complicité de la communauté internationale sur des faits de ce genre. Dans d'autres cas, des indépendances qui allaient s'affirmer, qui allaient se déclarer ont été réprimées par cette complicité et cette conjuration du silence.
Pour notre part, très librement et très tranquillement nous affirmons qu'il est le moment de poser notre attention sur ce fait, en mettant un mot clair et net. Bien entendu, la diplomatie aura son rôle à jouer, mais notre volonté politique ne peut pas manquer de s'affirmer dans la direction indiquée par la résolution que nous avons présentée.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) I Gruppi della maggioranza, pur avendo aderito alla richiesta di iscrizione all'ordine del giorno della risoluzione in oggetto, non hanno avuto la possibilità di consultarsi in merito. Credo quindi di non dire nulla di stravolgente se suggerisco suggerire loro di votare liberamente secondo coscienza.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Io non parteciperò a questa votazione, perché nel documento proposto dai colleghi dell'Union Valdôtaine, sulla cui iscrizione io ero contrario, ma ero fuori perché stavo telefonando, ci sono notevoli margini di ambiguità.
Si tratta di un documento che non tiene in nessun conto il dato oggettivo che le ripercussioni della situazione jugoslava ricadranno in modo pesantissimo su di noi. Chiedere che il Governo italiano vada ad intromettersi in questo momento in quella situazione, significa dare adito a possibili ritorsioni sulle popolazioni locali, che, essendo di lingua veneta, appartengono alla cultura delle regioni dell'arco alpino e quindi in qualche maniera ci dovrebbero interessare da vicino; significa altresì avviare un possibile contenzioso nell'ambito di un processo che dovrebbe vedere - questo per me è il dato principale - la Comunità Europea unita, mentre noi vogliamo porre una divisione in questo atteggiamento unitario delle nazioni europee e creare dei problemi alla credibilità della costruzione del processo europeo, che è invece l'aspetto che ci interessa di più e che è l'unico elemento che può permettere alla nostra Valle di uscire da una situazione di marginalità.
Io sono molto chiaro sul discorso dell'autodeterminazione e non sono affatto d'accordo che esso valga sempre e per tutti. Tanto per essere molto chiari, io dico che non sono tanto convinto che fosse corretto chiedere il diritto all'autodeterminazione per la Sicilia nei termini in cui era stato avanzato in Sicilia all'epoca del bandito Giuliano... Il discorso dell'autodeterminazione non è quindi un tabù e gli autonomisti dovrebbero stare molto attenti, perché spesso, dietro a certe etichette, vengono contrabbandati degli sciovinismi e delle posizioni che possono andare a detrimento dei diritti inalienabili dell'uomo e poi anche dei popoli.
Stiamo attenti, quindi, a sposare in astratto i diritti di autodeterminazione, perché, dietro a certe frasi, molto spesso si celano volontà scioviniste, come è già accaduto più di una volta.
Non sono d'accordo nel lanciarmi in questa crociata, che ha dei risvolti meramente demagogici, nel senso che si vuole uscire sui giornali domani e dire: "La Valle d'Aosta si è schierata fuori dalle posizioni assunte da altri...". Quando la Valle d'Aosta avrà istituito un suo Ministero degli Esteri, allora probabilmente dovremo porci...
(...Interruzione...)
... questo tipo di problema, ma non mi pare che sia il caso di farlo oggi.
Il vero problema, invece, è un altro e mi spiace che i colleghi dell'Union Valdôtaine lo abbiano eluso. Il problema reale è quello di favorire lo svolgersi di un ragionamento complessivo con le altre regioni dell'arco alpino e quindi anche con la Slovenia, che per certi versi ne fa parte. Questo sì dovrebbe essere fatto e mi spiace che manchi, ma evidentemente non si può pretendere che tutti possano avere visioni globali, perché in questo documento manca un cenno al rafforzamento dei legami che potrebbero schiudere uno sbocco europeo alla Slovenia.
Mi spiace che i colleghi dell'Union Valdôtaine dimentichino che la Slovenia fa parte della comunità Alpe Adria, che comprende anche il Veneto e la Lombardia, mentre proprio il rafforzamento di questi legami giuridici potrebbe intensificare la ricerca di identità di quei popoli. Il fatto invece che si parli in astratto di autodeterminazione, senza cogliere il senso dell'esistenza di una comunità di lavoro Alpe Adria, che lega la Slovenia legata a certe regioni del Nord dell'Italia, mi convince ancora di più sulla funzione strumentale di questa risoluzione e quindi io non parteciperò alla sua votazione.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Martin; ne ha facoltà.
Martin (ADP) Data l'ora, non voglio riaprire il dibattito sull'autodeterminazione, che ci porterebbe via molto tempo, ma dico molto brevemente che noi abbiamo votato la prima risoluzione perché abbiamo intravisto in essa l'espressione della volontà e dell'attenzione di gran parte dell'opinione pubblica della Comunità Europea, verso il drammatico problema che si sta consumando in Jugoslavia.
Noi intravediamo la stessa sensibilità in questa seconda risoluzione e non troviamo particolari differenze tra i due documenti. Ora, poiché non ci interessa molto la forma, ma la sostanza, e poiché ci pare che di sostanza si parli tanto nella prima quanto nella seconda risoluzione, voteremo a favore anche della seconda.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione i primi tre commi, cioè le premesse, della risoluzione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 21
Favorevoli: 18
Contrari: 3
Astenuti: 9 (Beneforti, Bondaz, Dolchi, Fosson, Lanièce, Limonet, Ricco, Rusci e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la parte deliberativa della risoluzione.
Presenti: 30
Votanti: 21
Favorevoli: 17
Contrari: 4
Astenuti: 9 (Bajocco, Beneforti, Bondaz, Dolchi, Fosson, Lanièce, Limonet, Rusci e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Il Consiglio è riconvocato per le ore 15,30
La seduta è tolta
