Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2308 del 27 giugno 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2308/IX Consulta regionale per la condizione femminile - Approvazione del programma di attività per l'anno 1991 - Approvazione ed impegno di spesa.

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PresidenteDo lettura della proposta di deliberazione iscritta al punto 35 dell'ordine del giorno.

Deliberazione Il Consiglio

- richiamata la legge regionale 23 giugno 1983, n. 65;

delibera

1°) di approvare il sottoriportato programma di attività predisposto per l'anno 1991 dalla Consulta regionale per la condizione femminile, la quale prevede in particolare di:

- esaminare la possibilità di creare una Commissione regionale per le pari opportunità;

- predisporre iniziative per la conoscenza della legge nazionale sulle pari opportunità;

- richiedere un corso per la preparazione di operatori di parità da inserire negli enti locali e negli impieghi pubblici;

- favorire iniziative atte a migliorare la conoscenza dei diritti delle donne lavoratrici, sia per quanto riguarda la legislazione che l'igiene e sicurezza nell'ambiente di lavoro;

- in collaborazione con l'agenzia del lavoro predisporre un corso di retravailler e una ricerca sul lavoro femminile, per aggiornare i dati raccolti in precedenza dalla Consulta;

- proseguire il lavoro con la consigliera regionale Cristina Monami sul problema dei tempi e attivarsi per far conoscere la proposta di legge nazionale sul tema;

- proseguire con seminari e corsi di aggiornamento diretti alle donne che già operano nelle istituzioni e a quelle che vorrebbero avvicinarsi alla politica;

- organizzare incontri con esponenti della cultura femminile, in particolare sulla pace, la non violenza e la proposta di inserimento delle donne nell'esercito;

- organizzare incontri con donne appartenenti a paesi che stanno attraversando difficili momenti storici per sensibilizzare la popolazione valdostana sulle loro problematiche;

- avviare una riflessione sulla necessità di cambiamento del nostro modello di sviluppo, messo in discussione dalle ultime vicende internazionali;

- studiare e proporre iniziative in favore degli immigrati extra comunitari, in particolare per le donne;

- predisporre iniziative e proposte per creare strutture di quartiere e per riattivare e potenziare l'attività dei consultori in Valle rela-tivamente ai minori e ai soggetti in stato di disagio e agli anziani;

- predisporre proposte e sottoporre richieste agli organi competenti per l'assistenza agli anziani malati cronici; la prevenzione delle malattie ereditarie la creazione di un secondo centro per handicappati gravi e di un servizio di assistenza domiciliare; la tutela della partoriente e dei bambini in ospedale; la promozione di corsi per qualificare maggiormente la professionalità degli operatori anche volontari nei servizi socio-sanitari; iniziative per promuovere l'educazione sessuale nelle scuole e sul territorio, per la procreazione responsabile, come prevenzione alla violenza, per una vita sessuale basata sul rispetto proprio e altrui; l'istituzione di una sezione staccata del Tribunale dei Minori di Torino;

- portare a conclusione le iniziative già intraprese nel 1990, quali: la campagna di informazione sui problemi dell'abuso di alcool; la diffusione nel territorio del libretto "Diritto e Rovescio" sul diritto di famiglia; la spedizione e distribuzione dell'opuscolo informativo sui servizi per i tossicodipendenti in Valle; le iniziative per le donne operate di tumore al seno.

Per la realizzazione del programma si prevede una spesa complessiva di lire 70.000.000, così ripartita:

- pubblicazioni diverse

lire 10.000.000

- manifestazioni culturali

lire 5.000.000

- organizzazione di conferenze, seminari e convegni

lire 20.000.000

- predisposizione di indagini

lire 25.000.000

- partecipazione a convegni

lire 4.000.000

- incontri sul territorio regionale

lire 6.000.000

2°) di approvare e di impegnare la spesa di lire 70 milioni per il finanziamento del programma di attività della Consulta regionale per la condizione femminile per l'anno 1991 che graverà sul Cap. 20050 (Finanziamento del programma annuale di attività della Consulta regionale per la Condizione femminile) del bilancio di previsione per l'anno 1991 che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di stabilire che per la liquidazione delle spese si provvederà su richiesta della Presidenza del Consiglio previa presentazione della documentazione relativa alle spese vistata dalla Presidente della Consulta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) Merci, monsieur le Président. Je m'adresse à votre courtoisie pour vous demander de rappeler à monsieur le Président du Gouvernement, quand il viendra, que je n'ai toujours pas eu de réponse aux questions que je lui ai posées hier soir...

(...Interruption...)

...Il avait dit "in mattinata". Le temps est largement dépassé... Merci, monsieur le Président.

PrésidentCe sera fait monsieur le Conseiller.

Colleghi Consiglieri, toccherebbe a me relazionare su questo oggetto, che però viene inserito tra gli argomenti su cui relaziona il Presidente del Consiglio proprio perché non c'è un referente più qualificato e preciso in materia. La documentazione allegata è quella che ci è stata fornita dalla Consulta.

L'approvazione del programma di attività è stabilita dalla legge istitutiva della Consulta femminile, in quanto il previsto stanziamento di 70 milioni annui iscritto a bilancio deve avere una giustificazione di programmi e di orientamenti per la distribuzione delle spese nel corso dell'anno.

Non saprei dirvi di più, se non invitarvi a leggere le sette pagine che compongono il documento che la Consulta sottopone all'esame del Consiglio.

Ha chiesto la parola il Consigliere Monami Cristina; ne ha facoltà.

Monami (PCI-PDS) Anch'io rimando i colleghi Consiglieri alla lettura delle pagine allegate, ma se mi è consentito vorrei fare una considerazione ad alta voce.

Qualche tempo fa lo Stato italiano ha provveduto ad emanare leggi sulle pari opportunità ed è su questo che vorrei riflettere e vorrei, nei limite del possibile, far riflettere i miei colleghi.

Se nella primavera del 1991 è opportuno che uno Stato emani una legge sulle pari opportunità, cioè una legge che sorvegli e garantisca pari opportunità per tutti, ciò significa che, nonostante la Costituzione italiana affermi questo principio, in realtà tale principio costituzionale non è praticamente applicato. Ecco perché io vorrei che, nell'approvare questi 70 milioni che vanno alla Consulta regionale, ci si rendesse conto anche che la Consulta sta operando in termini civili, sociali e culturali in relazione alla condizione umana di questa Valle.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di deliberazione della quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità