Oggetto del Consiglio n. 2303 del 27 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2303/IX Proposta di legge: "Ordinamento amministrativo del Consiglio regionale."
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Presidente Il Consigliere Faval ha chiesto la parola per mozione d'ordine; ne ha facoltà.
Faval (UV) Merci, monsieur le Président. Je voudrais simplement rappeler que le Président du Gouvernement régional m'avait promis des réponses aux questions que j'avais posées, concernant la délibération 5215...
(...Interruption...)
...In mattinata? D'accord. Merci.
Presidente Colleghi Consiglieri, ieri vi sono stati distribuiti in anticipo gli emendamenti sottoscritti dal Presidente della Giunta, che, come ho già ricordato ieri, sono il frutto dell'accordo tra parte pubblica ed organizzazioni sindacali. Ricordo che il provvedimento è stato iscritto all'ordine del giorno per decorrenza dei termini.
Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per illustrare la proposta di legge n. 262, iscritta al punto 33 dell'ordine del giorno.
Milanesio (PSI) Questa proposta di legge, dopo una lunga e travagliatissima discussione nella Conferenza dei Capigruppo, era stata presentata dai Consiglieri regionali, allora Capigruppo, Limonet, Mafrica, Rusci e Milanesio, in data 25 gennaio 1991.
Inizialmente doveva essere una proposta unitaria, che coinvolgesse tutti i Gruppi consiliari, ma poi, procedendo nella più puntuale formulazione della proposta, ci siamo accorti che alcuni Gruppi esprimevano una decisa tendenza verso una certa direzione, mentre altri esprimevano, se non freddezza, certamente incertezza e quindi, rompendo ogni indugio, abbiamo formulato questa proposta che poi abbiamo presentato al Consiglio.
Dopo i mutamenti politici di cui tutti sono al corrente, la questione della centralità del Consiglio è divenuta un punto qualificante dell'attuale maggioranza regionale.
Ebbene, la proposta che oggi giunge in aula, dopo un serrato confronto con le organizzazioni sindacali, con il personale della Presidenza del Consiglio e con i dirigenti, a nostro avviso fa tesoro dell'esperienza maturata in questi ultimi anni ed è un po' il coronamento di iniziative che avevano fatto capo all'ex Presidente del Consiglio regionale, Bondaz, poi anche all'ex Presidente del Consiglio regionale, Bich, e oggi al Presidente del Consiglio Dolchi.
Si tratta di statuire la centralità del Consiglio, che si manifesta attraverso la forma della sua autonomia funzionale, che non può che essere organizzativa, funzionale e finanziaria.
Io non voglio fare una lunga illustrazione, né voglio entrare nel merito degli emendamenti che sono stati concordati. A ciò penserà il Presidente della Giunta, perché in questa fase è stato lui, di concerto con il Presidente del Consiglio, ad esaminare e discutere i possibili emendamenti. Voglio solo dire che questo provvedimento giunge oggi con un enorme, anzi direi abissale ritardo, rispetto alla vita amministrativa della nostra Regione.
Nelle altre regioni a statuto speciale, questi provvedimenti sono stati assunti in coincidenza con la nascita di quelle stesse regioni. Pertanto, noi possiamo dire che arriviamo come buoni ultimi, quantomeno con un ritardo di quarantatré anni. Questo lo dobbiamo dire, perché, come vogliamo essere orgogliosi degli aspetti in cui siamo all'avanguardia, allo stesso modo dobbiamo anche cercare di evidenziare, almeno tra di noi, quegli aspetti in cui ci troviamo in posizioni decisamente di retroguardia.
Questo provvedimento, che può anche essere migliorato e che è certamente perfettibile, viene dunque a colmare un'enorme arretratezza, perché, tra tutti i Consigli regionali delle regioni a statuto speciale od ordinario, solo il nostro Consiglio regionale non ha autonomia funzionale. Questa situazione è dovuta a ragioni storiche e politiche che è del tutto inutile che noi oggi andiamo ad esaminare e ricordare, perché sono già state ricordate ed esaminate nella relazione che il Consigliere Louvin fece a suo tempo in Consiglio, come Presidente della I Commissione.
Noi, senza alcuna ombra di polemica, ci limitiamo a prendere atto di questa arretratezza nel settore istituzionale, per cercare di porvi rimedio.
Certo, si possono esprimere osservazioni ed indicazioni migliorative, ma voglio dire subito che non intendiamo accettare che di questa legge non se ne faccia nulla. Visto che sono passati ben quarantatré anni senza che di queste cose si parlasse in Consiglio, penso che oggi questa proposta possa andare avanti.
La proposta in oggetto, che è stata lungamente esaminata, è composta da una serie di articoli, alcuni dei quali saranno modificati dagli emendamenti del Presidente della Giunta, che sono stati concordati con le organizzazioni sindacali.
Non aggiungo niente altro, oltre ad augurarmi che su questo argomento il Consiglio possa fare una discussione serena e di alto profilo, ma soprattutto che tenga conto del principio che sovente il meglio è nemico del bene. Pertanto, credo che sarebbe finalmente il caso che questa volta riuscissimo a varare questa proposta di autonomia funzionale, che pur essendo perfettibile, è certamente in grado di assolvere egregiamente a quelle esigenze di centralità e di funzionalità che, almeno a parole, tutti vogliamo dare al Consiglio regionale.
Grazie.
Presidente Come ho già ricordato, i Consiglieri che intervengono nel corso della discussione generale tengano presente che già ieri sono stati presentati e distribuiti gli emendamenti che sono il risultato dell'accordo convenuto con le organizzazioni sindacali.
Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.
Stévenin (UV) Je tiens à faire deux remarques préliminaires.
Ici, on nous parle de centralité du Conseil régional, on se sert tout le temps de ce mot, on parle à tout bout de champ de centralité et après, comme il a été démontré hier par le Président du Gouvernement, on nous dit qu'il y a tout de même des niveaux différents. Hier, on a vu qu'on a signé les accords pour la Deltacogne sans informer le Conseil régional. Aujourd'hui on parle, encore et tout le temps, de centralité et le Conseil doit savoir que les Commissions n'ont pas eu la possibilité de discuter cette loi, parce qu'il y avait des pourparlers en cours avec les organisations syndicales et donc, la deuxième Commission, compétente en la matière, n'a pas abordé ce problème. Je tiens à dire que le Bureau de la Présidence du Conseil non plus, n'a pas eu la possibilité de discuter ce projet de loi.
S'il y a eu la possibilité de discuter ce projet de loi, celle-ci s'est vérifié au début de la présentation du projet. D'ailleurs, il est de plus vrai que c'est une loi qui naît de la majorité et, donc, qui n'est pas de la volonté du Conseil, n'est pas du Bureau de la Présidence où effectivement un projet de loi, qui concerne le Bureau de la Présidence, devrait avoir naissance et se discuter.
Voilà quelques questions préliminaires qui font que cette loi, tout en tenant compte des exigences de personnel qui existent vraiment, parce que malheureusement, après toutes ces années où il y a eu des modifications sur la base des exigences à l'intérieur des différents Assessorats, on n'a jamais pris en considération les exigences réelles qui existent à l'intérieur de la Présidence du Conseil.
Malgré ces considérations, nous devons dire qu'il existe toute une série de perplexités à l'égard du fait que cette discussion n'a pas pu avoir lieu à l'intérieur de la Commission et du Bureau de la Présidence.
Presidente Vorrei fare solo una piccolissima messa a punto. Il Consigliere Milanesio dice che questa legge arriva dopo quarantatré anni di ritardo, di essa si parla da vent'anni e quindi non è certo che il Consiglio è privo di elementi di giudizio in materia.
Per quanto riguarda l'Ufficio di Presidenza, faccio presente che la proposta in oggetto è un'iniziativa consiliare di cinque Capigruppo, che pongono il problema all'attenzione del Consiglio regionale. Guai se l'ufficio di Presidenza discutesse tutte le leggi che sono di iniziativa consiliare! Ricordo comunque al Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo ne ha lungamente discusso per ben due volte
Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Ce projet de loi, qui a été examiné par les forces syndicales et pour lequel seront proposés des amendements, a été présenté comme une initiative pour donner centralité au Conseil. Je crois que le projet démentit cette possibilité. La centralité du Conseil n'est pas liée à l'indépendance, que quelqu'un voudrait soutenir, de tel ou tel autre organe. L'indépendance et la centralité du Conseil, on les vérifie jour après jour, en observant ce qui se passe au niveau des Commissions et au niveau des travaux du Conseil. La centralité devrait être le résultat d'un travail de coordination qui, de toute évidence, n'est pas ce qui ressort de ce projet.
Je voudrais dire, en même temps, que la rédaction du projet dit quelque chose de plus. Toute cette autonomie signifie, dans son ensemble, avoir une certaine disponibilité du personnel. Ce qui existe déjà aujourd'hui, avec, à mon avis, une différence d'attitude significative qui serait, dans son ensemble, néfaste pour la gestion de l'activité de l'Administration régionale. C'est le fait de partager la gestion, du point de vue des rapports juridiques et économiques, avec le personnel. J'estime déjà assez difficile de donner des réponses satisfaisantes aux exigences existantes et surtout de trouver le système de mieux coordonner les différentes activités de l'Administration régionale, dont le Conseil et les différents secteurs font partie.
Avec ce projet, avant d'analyser les amendements proposés par les forces syndicales, pour ce qui est des contrats, on dit qu'il faut faire un discours qui soit partagé. Je crois que cette procédure non seulement est absolument inutile, mais qu'en plus elle n'a rien à voir avec la centralité du Conseil. Le Conseil, sur ce point, ne gagne rien, ni n'est aucunement exalté dans son autonomie.
Les différents points de cette loi nous paraissent ne pas correspondre aux attentes. D'après ce qu'on a appris, vu qu'on est en train de discuter le projet de prévision globale du nombre des dépendants régionaux, on pouvait attendre cette échéance, d'autant plus qu'on a dit ici qu'il fallait présenter un discours d'ensemble.
Je crois que les thèmes sont assez clairs. L'exigence d'avoir un nombre adéquat de personnes, qui soient à même de suivre les travaux du Conseil, a déjà été soulignée dans d'autres occasions. Par ce projet de loi, on donne une réponse à ce problème par la simple augmentation des places de travail, ce qui aurait pu être discuté d'une façon différente. En principe, ce système, pour un certain nombre de places, peut répondre à certaines exigences du Conseil lui-même, mais, dans son ensemble, le problème de l'organisation et le problème des rapports, n'ajouteront rien à l'autonomie du Conseil.
Je veux encore faire une remarque au niveau de l'organisation, là où l'on dit "responsabilità delle strutture": "La responsabilità di ciascun servizio è affidata all'ufficio di Presidenza. La responsabilità degli uffici è affidata all'ufficio di Presidenza". Or, ici l'on parle de services et de bureaux, lorsque, à la suite des travaux de réorganisation du personnel, on est en train de modifier le sens de ces termes. Par conséquent, je crois que, d'ici peu, on sera obligé de reprendre le discours pour avoir la même diction, au niveau de l'ensemble de l'Administration régionale et pour dire qu'un système d'organisation qui donne un certain résultat, est un service. "Uffici" prendra un autre sens. Il y aura des termes nouveaux qui paraîtront et qui obligeront de revoir cette loi dans son ensemble.
Je dois dire, en même temps, qu'ici on prévoit une certaine organisation pour le Bureau de la Présidence et pour son activité, dans la partie originelle de la loi, qui par la suite a dû être modifiée. Dans cette loi, on dit qu'il y a, en annexe, une liste des dépendants qui pourrait être tranquillement modifiée quand on veut. En effet, on affirme: "Anche se la dotazione organica complessiva è stabilita dall'allegato A della presente legge", par la suite on dit qu'on peut apporter des modifications successives pour améliorer la disponibilité dans son ensemble. A mon sens, c'est un système qui n'est pas des meilleurs. On a présenté des amendements qui, sans doute, vont améliorer l'organisation de cette loi.
Je répète que je regrette qu'on ait voulu insister sur la présentation d'un projet, qui aurait pu être plus complet, tout en soulignant le fait que les exigences du fonctionnement du Conseil doivent avoir une réponse qui ne peut se traduire uniquement par une augmentation de personnel. Si je ne me trompe pas, il s'agit d'ajouter trente-cinq personnes à celles qui existent déjà. Pour ce qui est du fonctionnement des Commissions, on a déjà indiqué quelles sont les difficultés et, par conséquent, on peut comprendre l'exigence de revoir un système de travail de plus en plus compliqué et élaboré. Pour le reste, on interviendra article par article, pour souligner les remarques que nous voulons faire, face à ce projet de loi.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) La loi qui nous est soumise aujourd'hui est sans doute importante, parce qu'elle va régler, modifier ou améliorer le fonctionnement de l'une des deux institutions de notre Région. De plus, une loi avec un rapporteur de qualité néanmoins, nous avons le regret de constater que, pour une loi si importante, il y a la consigne du silence assortie d'un rapport très soft. Un rapport qui s'est limité à aborder les thèmes de caractère général, sans fournir des indications quant à leur application et sans relater le débat qu'il y a eu sur leur concrétisation. Un regret ultérieur est représenté par la discussion aujourd'hui d'une loi, voulant en principe affirmer la centralité du Conseil, sans que les organes du même Conseil en aient été concernés. Je pense qu'il s'agit d'un péché originel.
Nous en prenons acte et nous essayerons de poser quelques questions, afin que le débat permette d'éclaircir les différents thèmes et ainsi mieux exprimer notre jugement sur les finalités de ce projet de loi.
Centralité du Conseil, autonomie fonctionnelle de la Présidence du Conseil. Nous partageons ces principes, mais est-ce qu'ils signifient, une gestion séparée ou une gestion unitaire du personnel de l'Administration régionale? Le thème nous paraît important. En effet si l'on veut, comme affirmé dans la première formulation du projet de loi, une gestion séparée du personnel, nous craignons que plutôt d'atteindre l'objectif de la centralité du Conseil l'on vise, à longue échéance, une logique ministérielle, à savoir, comme pour la présentation du budget, réparti par Assessorat, une gestion et une conduction séparée du personnel effectuées les différents Assessorats.
Suite aux pourparlers, à la négociation avec les organisations syndicales ont été présentés des amendements. Mais, à notre sens, ces amendements n'éclaircissent pas tout à fait le problème et nous voudrions donc, à cet égard, que la majorité se prononce.
De même pour le problème de l'organigramme. A notre sens, il aurait été opportun d'examiner l'augmentation du personnel, nécessaire pour le fonctionnement des services, avec les augmentations prévues pour l'ensemble de l'Administration régionale. Il y a belle lurette que le Président du Gouvernement nous a déclaré que l'organigramme était prêt. Nous savons que les bureaux en ont préparé une ébauche. A notre avis, il aurait donc été mieux discuter cette proposition d'augmentation du personnel avec les autres propositions concernant tous les services ainsi que d'examiner les différents Assessorats de l'Administration régionale. Aujourd'hui, force nous est seulement une partie du problème, et à ce propos, je ne pense pas que suivre la logique de l'artichaut représente la meilleure solution.
De plus, et c'est la dernière remarque que nous soumettons à l'attention du Conseil, dans la détermination des effectifs, il aurait été opportun d'indiquer déjà dans la loi l'affectation du personnel aux différents services. Quand on a approuvé l'organigramme général de l'Administration régionale, avec l'indication du nombre de personnel nécessaire, il y a eu aussi affectation de ce même personnel. J'espère qu'une réponse à cet égard nous sera fournie ou tout au moins une précision nous sera donnée. La présentation des amendements, par rapport à la formulation précédente, permet en tout cas des améliorations que nous jugeons positives.
Il y a ensuite toute une série de contradictions. Nous ne voudrions pas, par exemple, que la présentation d'amendements, modifiant certains articles, ne soit pas coordonnée avec l'ensemble du projet de loi qui au départ avait une autre philosophie de base et voulait atteindre d'autres objectifs. A cet effet, nous estimons, encore une fois, qu'il aurait été plus opportun de transmettre le texte définitif du projet de loi à l'examen de la Commission compétente et, le premier Conseil de juillet le discuter avec analyse des modifications proposées.
Par exemple, à l'article 4, le deuxième alinéa devrait être rem-placé par un nouveau texte. Je cite: "Fermo restando quanto di-sposto dalla presente legge, rimane unica la gestione degli istituti attinenti allo stato giuridico e al trattamento economico del per-sonale del Consiglio". Nous voudrions des précisions quant à la portée et à la signification de "fermo restando quanto disposto dal-la presente legge". Si en effet, comme l'ont affirmé les organi-sations syndicales, l'on veut atteindre une gestion unitaire du per-sonnel, le "fermo restando quanto disposto dalla presente legge" pert toute signification. Il serait donc opportun de le supprimer.
A l'article 11, l'on veut ajouter un troisième alinéa bis voulont, toujours dans la même perspective, veut réaffirmer le principe de la gestion unitaire du personnel. Je cite:"Di norma per la copertura dei posti della dotazione organica del Consiglio regionale, l'Ufficio di Presidenza utilizza le graduatorie dei concorsi banditi dalla Giunta regionale". Et encore: "In assenza di graduatorie, con motivata deliberazione dell'ufficio di Presidenza, sono banditi appositi concorsi". Si gestion unitaire du personnel ne signifie pas subir les retards et donc n'empêche pas, face à des exigences déclarées, de pourvoir directement au concours, nous ne comprenons pas pourquoi il faut insérer au début de cet alinéa les mots "di norma". Ils n'ont aucun sens. Il serait opportun de les supprimer. En ce qui concerne les concours, à partir du septième niveau, à savoir huitième, vice-dirigeant et dirigeant, ils sont déjà effectués par services et donc le problème ne se pose pas. Le problème peut se poser par contre pour les concours jusqu'au septième grade, ou septième niveau. A cet égard, il serait nécessaire préciser que la disposition s'applique aux concours jusqu'au septième niveau, vu que pour les autres concours déjà aujourd'hui il y a affectation directement au service concerné.
J'espère que sur ces thèmes un débat se dégage pour éclaircir les différents aspects de la loi. Le cas échéant, nous présenterons des amendements pour améliorer le texte proposé et vérifier la volonté d'atteindre la centralité du Conseil, son autonomie fonctionnelle sans adopter logique ministérielle.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Il nostro Gruppo è d'accordo con i motivi ispiratori, cioè con le preoccupazioni che stanno dietro al dibattito che ha originato questa proposta e quindi in linea di massima condividiamo lo spirito e la filosofia della proposta di una effettiva autonomia della Presidenza del Consiglio, nel suo modo di operare e di una sua dotazione organica che permetta a questo importante organismo dell'Amministrazione di svolgere un ruolo sempre più centrale.
Abbiamo tuttavia alcune perplessità e preoccupazioni rispetto al modo in cui questa proposta è stata portata avanti e rispetto ad alcune tendenze che si manifestano e che in futuro potrebbero costituire degli elementi di preoccupazione.
Una prima perplessità, che avevo già espressa anche in sede di Conferenza dei Capigruppo, è legata all'iter di questo provvedimento. Esso era stato predisposto dagli uffici della Presidenza del Consiglio, era stato oggetto di discussione all'interno della Conferenza dei Capigruppo, doveva tornare alla Conferenza dei Capigruppo per un ultimo esame per poi essere sottoscritto da chi l'avesse voluto, mentre è stato dirottato ed è stato sottoscritto dai Capigruppo della maggioranza, diventando quindi una proposta di una sola parte del Consiglio, perché non si è verificato chi sarebbe stato disponibile a sottoscriverla ed a portarla avanti.
Potrei dire, quindi, che ad un certo punto l'iter si è interrotto nella sede competente della Conferenza dei Capigruppo, perché si è pre-ferito presentare il provvedimento come un'iniziativa di una parte del Consiglio, cioè della maggioranza, cosa che poi ha creato una serie di difficoltà nelle successive fasi di discussione del documento.
Al di là di queste osservazioni di metodo, che riguardano anche la fase successiva dell'iter procedurale, cioè la trattativa con le organizzazioni sindacali, per la necessaria intesa su questo tipo di provvedimenti, che è stata gestita al di fuori delle Commissioni, attraverso gli organi predisposti a questa trattativa dalla legge che disciplina la materia, senza però che l'esito degli incontri fosse poi portato in Commissione, come è già stato sottolineato in precedenza, per cui solo oggi noi prendiamo atto dei risultati degli incontri tra la Giunta e le organizzazioni sindacali e di una serie di emendamenti che, in conseguenza di quegli incontri ed accordi, sono proposti al testo dell'articolato.
Sarebbe stato preferibile che le linee di orientamento di questa trattativa fossero portate nella sede competente, cioè nella Commissione consiliare che stava esaminando la legge nel merito, per consentirle di valutarla in tutti i suoi aspetti e di eliminare una serie di incongruità e di imperfezioni di tecnica legislativa che si delineano chiaramente nel leggere il testo che è stato presentato dai Capigruppo della maggioranza e gli emendamenti, presentati dal Presidente della Giunta, che sostanzialmente recepiscono alcune osservazioni di fonte sindacale.
Questa è una prima serie di osservazioni, ma c'è poi un altro aspetto, che per noi è motivo di preoccupazione e rispetto, al quale riteniamo che si debbano adottare gli opportuni correttivi. A nostro avviso, c'è effettivamente una tendenza a trasformare progressivamente la Presidenza del Consiglio regionale in una sorta di nuovo Assessorato. Se da un parte, cioè nel senso di un rafforzamento della Presidenza del Consiglio, ciò è positivo, dall'altra parte c'è un aspetto, che non va taciuto e che è invece fonte di preoccupazione, determinato dal fatto che, mentre i Consiglieri nei confronti dei singoli Assessori ed Assessorati, nonché del Presidente della Giunta, hanno degli strumenti di controllo e di ispezione previsti dal Regolamento (interpellanza, mozione, interrogazione, indagine, Commissione...), nei confronti del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza, il Consigliere è sostanzialmente privo di strumenti di controllo.
Solo da circa un anno e, dopo una lunga insistenza e con molta fatica, i Consiglieri regionali possono prendere visione delle deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza, che fino a circa un anno non erano visibili. Questo però non è sufficiente.
E' evidente che la Presidenza del Consiglio e l'Ufficio di Presidenza non possono essere trattati come un Assessorato, perché la rilevanza della Presidenza del Consiglio o dell'Ufficio di Presidenza è essenzialmente interna al Consiglio e quindi deve essere posta anche al riparto da un certo tipo di dibattito politico; nello stesso tempo io vorrei rilevare che è abbastanza evidente la tendenza della Presidenza del Consiglio ad assumere anche iniziative che vanno ben al di là della gestione interna del funzionamento del Consiglio, perché acquistano una rilevanza esterna. Mi riferisco ad un insieme di atti e di iniziative che richiederebbero sicuramente una maggiore possibilità di verifica e di controllo da parte dei singoli Consiglieri e dei Gruppi consiliari, cosa che però in questo momento manca.
Pertanto, mentre i Consiglieri o i Gruppi che hanno propri rappresentanti in seno all'Ufficio di Presidenza, possono esercitare una sorta di controllo interno su tale organo, lo stesso controllo non può essere esercitato dai Gruppi consiliari che non sono rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, e normalmente sono la maggior parte, che di fatto sono privi di strumenti di verifica e di controllo. Credo che questo problema dovrà essere affrontato anche in sede di esame del Regolamento del Consiglio e di messa a punto di alcuni strumenti di verifica.
L'ultima osservazione riguarda un altro elemento di preoccupazione, legato all'aumento del personale dell'Amministrazione regionale. Con questa proposta di legge si aumenta notevolmente di fatto l'incremento del personale per la Presidenza del Consiglio. E' una iniziativa che indubbiamente risponde in gran parte a delle esigenze reali e quindi indiscutibili, ma d'altra parte credo che non possa non preoccupare tutti noi questa tendenza che appare molto forte e quasi inarrestabile, di andare sempre e comunque a rigonfiare di personale tutti i settori della nostra Amministrazione.
Sappiamo che è in discussione una revisione della pianta organica, in cui si parla di centinaia di posti in più. E' una tendenza che non può non preoccuparci. Sicuramente, conoscendo bene i problemi del funzionamento della Presidenza del Consiglio, non possiamo non riconoscere tutti quanti che esiste un problema di adeguamento del personale e quindi non è sicuramente in questo caso che bisogna intervenire per svolgere una maggiore azione di contenimento, però sicuramente dobbiamo tener presente questo elemento di preoccupazione.
Questi sono i rilievi che noi riteniamo di muovere alla proposta di legge, mentre ribadiamo comunque che siamo sostanzialmente consenzienti al suo spirito di fondo ed anche ad alcuni suoi effetti pratici.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Questa proposta di legge, firmata da alcuni Capigruppo, ricalca una serie di altre proposte elaborate in passato, che tendevano an-ch'esse a conseguire l'importante obiettivo dell'autonomia fun-zionale del Consiglio, che sostanzialmente coincide con l'autono-mia politica e con l'autosufficienza organizzativa dell'attività con-siliare, dell'iter legislativo e della proposta legislativa, e quindi af-ferma la centralità del Consiglio nell'ambito degli organi regionali.
E' un vecchio problema, che spesso è stato affrontato con passione nell'intento di perseguire assetti definitivi, ma non si è mai riusciti a concludere i percorsi intrapresi, perché la parte del Consiglio legata al Governo, ha sempre finito per prevalere sul momento legislativo-assembleare e così tutto si arenava.
Se si vanno a vedere gli atti del passato - con questo non voglio assolutamente muovere accuse ad alcun partito, anche perché tutti sono stati in maggioranza - ci si rende conto che l'Assemblea legislativa valdostana ha sempre avuto una specie di strabismo a favore dell'esecutivo, cioè era esecutivo-centrica.
La proposta odierna riequilibra le posizioni e ci riporta ad un bilanciamento dei poteri e ad una ripresa dell'efficienza della parte assembleare e legislativa. Quindi io sono straordinariamente ed intimamente favorevole alla soluzione proposta, anche perché l'avevo già perorata a suo tempo, quando ero Presidente del Consiglio, allorché avevo presentato alcune bozze che, pur essendo forse un po' diverse da questa, tendevano sostanzialmente a raggiungere lo stesso risultato politico.
Veniamo ora a ciò che mi sembra un po' anomalo. Certamente si raggiunge un buon assetto funzionale per tutto l'apparato burocratico legato alla funzionalità ed all'attività del Consiglio, manca però il segmento importante del supporto ai Gruppi consiliari. Nella dotazione organica del nuovo apparato non vedo infatti alcun preciso impegno per una dotazione autonoma a favore dei Gruppi Consiliari.
Sappiamo benissimo in che stato si trovano i Gruppi consiliari. Non c'è personale sufficiente e specie i Gruppi più numerosi non riescono a sopperire alle varie necessità per l'assenza quantitativa di personale qualificato. Credo che questa lacuna sia da colmare attraverso un preciso intervento dell'esecutivo. Ricordo in proposito che io ho presentato una proposta di legge, che pone in discussione questo aspetto. Finora non mi è giunta alcuna risposta dall'esecutivo e pregherei pertanto il Presidente della Giunta di sciogliere le riserve su quella proposta di legge e di dirmi se va modificata od integrata, e lo pregherei anche di darle l'indispensabile copertura finanziaria che finora le è mancata; ne sortirebbe senz'altro una migliore organizzazione dell'attività dei Gruppi consiliari.
Sempre in riferimento alla dotazione organica della proposta di legge oggi in discussione, ricordo che in passato si era posto l'accento sull'aumento di un posto di dirigente e sulla conseguente istituzione di un nuovo Servizio, che sembrava essenziale per lo svolgimento dell'attività consiliare e soprattutto per il "recupero della figura centrale nella centralità del Consiglio" - passatemi l'espressione - che è il Consigliere, che dovrebbe essere l'elemento centrale nell'ambito consiliare.
Dove si inceppa infatti l'attività del Consigliere? Dove egli incontra difficoltà nello svolgere la propria funzione di proponente di atti legislativi e di fiancheggiatore e sostenitore della funzione ispettiva del Consiglio? Le sue funzioni si arenano laddove non riesce ad ottenere dati e notizie. Ecco allora la necessità di creare un servizio di documentazione (biblioteca), di elaborazione dati e di accesso alle banche dati delle altre regioni e di alcuni altri settori importanti e centrali dell'Amministrazione, di cui il Consigliere possa servirsi direttamente in modo che la sua proposta legislativa sia più documentata possibile.
Vedo che in questa proposta si mantengono due dirigenti, ma forse la soluzione ideale sarebbe stata quella di crearne un terzo da mettere a disposizione del Consiglio con la sua dotazione organica. Non sto certamente a discutere sulla funzione indispensabile di questa figura, perché mi sembra che la dotazione organica proposta sia più che dignitosa ed accettabile e tale comunque da poter essere votata così come è proposta, lasciando eventuali miglioramenti a provvedimenti successivi.
Resta ancora da vedere se le figure ascritte all'ottavo livello, che in questo caso vengono qualificate, saranno utilizzate per le Commissioni consiliari, dove c'è una notevole scarsità di personale, tanto che il lavoro delle Commissioni finisce per arenarsi di fronte al cumulo di proposte che deve necessariamente passare al vaglio di un solo funzionario. Mi sembra quindi indispensabile una riqualificazione dell'organico a sostegno delle Commissioni consiliari. Vedo che qui la dotazione organica del settimo e dell'ottavo livello è stata portata rispettivamente a 16 e a 14 posti. Forse è sufficiente, anche se bisognerà vedere - e questa vuole essere una specifica raccomandazione per l'ufficio di Presidenza - come sarà utilizzato questo personale.
Non ho altro da aggiungere e annuncio che il mio voto sarà favorevole al provvedimento.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) On a déjà annoncé des amendements, mais je voudrais des éclaircissements à propos d'un thème qui, à mon avis, est politique et technique à la fois. Pour ne pas faire le débat plus tard, surtout en vue de la présentation des amendements, à l'article 10, comma 4, on dit: "In relazione ad ogni sopravvenuta esigenza di adegua-mento dell'organizzazione dei servizi, l'Ufficio di presidenza, con l'osservanza delle procedure di cui ai commi due e tre...", mais les alinéas deux et trois disent: "Le dotazioni organiche dei singoli servizi, distinte per qualifiche funzionali e per profili professionali, sono approvate dall'Ufficio di presidenza, previo accordo con le organizzazioni sindacali" et "In conformità alle determinazioni di cui al comma due, l'Ufficio di presidenza, sentiti i dirigenti dei servizi, dispone l'assegnazione di personale...". A mon sens, l'augmentation du nombre du personnel, compte tenu du fait qu'elle implique aussi une augmentation de dépense, ne peut être décidée par le bureau de Présidence.
Je me permets de souligner qu'ici on dit: "Determina le modifiche degli organici". Or, "modifica di organico" signifie augmenter le personnel. Augmenter le personnel signifie augmenter les frais et une augmentation...
(...Interruption...)
...Oui, c'est justement la raison pour laquelle ceci ne correspond pas, car la "dotazione organica", ou bien "la dotazione organica"...
(...Interruption...)
...mais alors il faut modifier ce quatrième alinéa, car le sens du quatrième alinéa, qui rappelle le deuxième et le troisième, et non pas le premier... J'avais déjà souligné, dans la première intervention, qu'on dit: "La dotazione organica complessiva del Consiglio eccetera, è stabilita nell'allegato A alla presente legge", ce qui laisserait entendre qu'on ne modifie pas le nombre total. Si j'ai bien compris...
(...Interruption...)
...D'accord. Alors, je ne comprends pas le sens de "le conseguenti modifiche degli organici". Ou bien on ne peut modifier l'annexe, la liste A...
(...Interruption...)
...Non, mais "gli organici dei servizi"... Attention! Ce comma n'est pas clair! "In relazione ad ogni sopravvenuta esigenza", c'est-à-dire si l'exigence d'avoir du personnel augmente, le personnel augmente aussi. Si on augmente le personnel, ce ne peut être que le Conseil à décider; si, au contraire, on va modifier la répartition à l'intérieur des services, alors, c'est le Bureau de la Présidence qui peut décider. C'est une possibilité: même si on aurait pu faire d'autres choix, c'est une question qui peut être réglée.
Ce qui est plutôt difficile à comprendre, c'est qu'on dit: "Determina le conseguenti modifiche degli organici dei servizi e la relativa assegnazione del personale". Alors, on peut comprendre que d'un côté il y a l'augmentation et, par la suite, on va distribuer le personnel selon les exigences. L'interprétation à donner, à mon avis, est la suivante. Autrement, je ne vois pourquoi... Si le montant de liste ne change pas, il suffit de dire: "In relazione ad ogni sopravvenuta esigenza di adeguamento dell'organizzazione di servizio, l'ufficio di Presidenza provvede all'assegnazione di personale": ce qui avait déjà été prévu. Ce que je comprends moins, c'est "determina le conseguenti modifiche agli organici". A ce sujet, il faudrait au moins une explication, car autrement il faudra présenter un amendement.
Un point sur lequel je voudrais encore insister concerne l'autonomie du fonctionnement du Conseil, qui peut donner comme résultat une amélioration du fonctionnement des Commissions. Je crois que ce sujet a été à maintes reprises souhaité, après les interprétations possibles de modification qu'on pourrait donner. Ici on en propose une qui donne un certain résultat, à vérifier au moment où il y aura cette redistribution du personnel. Si j'ai bien compris, on va modifier les cadres, surtout du point de vue des directeurs adjoints, on les augmente de trois, et des "cinquième niveau". Les augmentations principales de cette liste concernent ces deux domaines.
Pour le reste, je crois que l'important c'est de donner au personnel qui travaille déjà dans l'Administration une certaine redistribution, afin qu'il puisse travailler dans des conditions meilleures et surtout qu'il puisse rendre un service aux différents Groupes qui, à présent, travaillent avec difficulté. J'attends des explications sur ces points pour savoir si c'est le cas de présenter des amendements.
Merci.
Presidente Forse potrebbe essere utile un chiarimento su questo punto, per non continuare su un argomento che non dovrebbe dar adito ad equivoci. Non so se vuole provvedere in merito il Consigliere proponente, ma io lo anticipo dicendo che l'interpretazione è quella che il personale della Presidenza è stabilito con legge regionale. Al suo interno, gli organici dei Servizi sono modificati dall'Ufficio di Presidenza.
Per esempio, se alle dipendenze dell'Ufficio legislativo vi sono venti persone e si ravvisa la necessità di effettuare dei trasferimenti al Servizio affari generali, a ciò provvede l'Ufficio di Presidenza...
Rollandin (UV) (fuori microfono) Ma questo è già stato detto prima e non c'è bisogno di dirlo di nuovo...
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Io direi di continuare la discussione generale e poi, qualora...; oppure...
Presidente Sì, ma l'eventuale presentazione di emendamenti avviene in sede di discussione generale, per cui, se il chiarimento può evitare la presentazione di emendamenti, può essere dato subito.
Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Je voudrais éclaircir que j'ai présenté ces requêtes pour la simple raison qu'à l'article 5, on dit: "Particolari attribuzioni dell'ufficio di presidenza" et on dit déjà: "Dotazione organica di ciascun servizio". C'est pour cela que j'ai interprété d'une façon qui, peut-être, ne correspond pas au vrai, mais cela est écrit dans la loi. Si la "dotazione organica di ciascun servizio" est déjà une des compétences, des "particolari attribuzioni dell'ufficio di Presidenza", je ne comprends pas la raison pour laquelle on devrait avoir un alinéa spécifique pour dire ce qui a déjà été dit auparavant...
(...Interruption...)
...Non, écoutez... Je crois que l'italien a encore un certain sens. Si la compétence... Je m'excuse, je ne veux pas insister sur... C'est pour comprendre quel est le sens de la loi que nous sommes en train d'approuver. Si on me dit de façon claire que le Bureau de la Présidence a la compétence de la "dotazione organica di ciascun servizio", on ne dit pas "in fase di prima applicazione". C'est "la dotazione organica", à chaque instant; s'il y a un changement, c'est le bureau de Présidence qui décide. Alors, je ne vois pas pourquoi on devrait insister par un alinéa spécifique pour dire exactement la même chose. Il est naturel qu'il y ait le doute qu'on puisse interpréter cela comme une augmentation; l'équivoque peut au moins se créer, car on dit exactement la même chose.
Ce n'est pas pour faire de la plaisanterie ou, pire encore, pour ajouter des problèmes, qu'on pose la question d'éclaircir cet alinéa ou de l'éliminer s'il est inutile. Je demanderais, afin qu'il n'y ait pas de doutes sur les intentions, qu'on élimine ce quatrième alinéa. S'il dit exactement les mêmes choses et si on se comprend sur les points de "l'ufficio di Presidenza", je demanderais, afin qu'il n'y ait pas de malentendus...
Il n'y a pas de problèmes, de ma part, que ce soit "l'ufficio di Presidenza" à décider à un moment donné sur la répartition du personnel, qui est fixé par l'annexe à la loi même. Ce que je veux comprendre c'est si, par hasard, face à de nouvelles interventions, de nouvelles exigences, c'est automatiquement le Bureau de Présidence qui va faire "un adeguamento"; car il faut faire attention, on a écrit "adeguamento" et non pas répartition. On a écrit: "Determina le conseguenti modifiche agli organici di servizio". Et attention: la prémisse ("In relazione a ogni sopravvenuta esigenza") pourrait faire comprendre que si par hasard, par exemple, on a l'exigence d'exécuter, pendant une certaine période, un travail spécifique, il faut augmenter le personnel. On pourrait comprendre que le bureau de Présidence décidera d'augmenter. Si, au contraire, c'est la répartition différente du personnel, cela est déjà prévu.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Vorrei cercare di fare una riflessione a voce alta su questo aspetto, per tutto il Consiglio regionale.
Se è vero che nell'articolo 5, che ha come titolo: "Particolari attribuzioni dell'Ufficio di presidenza", sono elencate tutte le competenze di tale Ufficio e nella lettera d) si dice: "Dotazione organica di ciascun servizio", giustamente il Consigliere Rollandin dice: "Il più dovrebbe comprendere il meno". Questo è un tipo di ragionamento.
Leggiamo però anche l'articolo 10, che è stato fatto per garantire che quanto previsto dall'articolo 5, cioè la dotazione organica di ciascun Servizio, avvenga attraverso certe procedure e modalità che sono garantiste dei sindacati, del personale e della sua professionalità; per questo motivo gli articoli 5 e 10 vanno letti assieme ed in modo combinato.
Allora leggiamo tutto l'articolo 10, altrimenti facciamo una discussione non chiara, che i Consiglieri non riescono a percepire.
"Articolo 10: Organico e assegnazione del personale.
1. La dotazione organica complessiva del Consiglio, distinta per qualifiche dirigenziali, vicedirigenziali e per livello funzionale è stabilita nell'allegato A alla presente legge". Questa è l'affermazione principale e fondamentale. Qualcuno dirà: "E' ovvia". Va bene, comunque la si fa e rimane lì, perché è fondamentale.
Vi è poi il punto 2 che introduce dei criteri molto chiari e precisi:
"2. Le dotazioni organiche dei singoli servizi, distinte per qualifiche funzionali e per profili professionali, sono approvate dall'Ufficio di presidenza, previo accordo con le organizzazioni sindacali.
3. In conformità alle determinazioni di cui al comma due l'Ufficio di presidenza, sentiti i dirigenti dei servizi, dispone l'assegnazione del personale ai servizi stessi in modo da valorizzare la professionalità di ogni dipendente". Sono tutte norme concertate con le organizzazioni sindacali e garantiste del rispetto della professionalità.
"4. In relazione ad ogni sopravvenuta esigenza di adeguamento dell'organizzazione dei servizi, l'Ufficio di presidenza, con l'osservanza delle procedure di cui ai commi due e tre, determina le conseguenti modifiche agli organici dei servizi stessi e la relativa assegnazione del personale". Questa affermazione è necessaria, altrimenti come si sarebbe proceduto alle modifiche ed all'assegnazione? Si sarebbe proceduto a piacere, senza rispettare i punti due e tre.
Tanto per essere chiari, mi sembra che ciò non sia pleonastico, anzi mi sembra trattarsi semplicemente di un chiarimento o di una specificazione che non può dare adito a dubbi o a discussioni tra l'Ufficio di presidenza, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei dipendenti.
E poi, per carità, io non sono qui a dire che ci vogliamo formalizzare. Se riteniamo che tutto questo sia superfluo ed il problema è tutto lì, cancelliamo pure un comma di questo articolo. Io non ne faccio certamente una questione di principio.
Io dico solo che bisogna fare una lettura contestuale della vicenda, perché da tale lettura viene fuori una legge abbastanza chiara, che dice delle cose molto precise. Se poi la vogliamo semplificare ancora, perché riteniamo che sia sovrabbondante in certe sue spiegazioni, semplifichiamola pure; ma io ritengo che non ci sia bisogno di semplificare, perché la lettura contestuale dà una interpretazione univoca e non possono esserci due tipi di interpretazione. Forse si abbonda nel riaffermare certe cose, proprio perché una legge deve essere chiara.
La cosa importante, però, è che essa sia chiara e non si presti a duplici o differenti interpretazioni e questa proposta non si presta ad interpretazioni duplici o differenti.
Si tratta comunque di una questione di dettaglio e non di sostanza, sulla quale non intendo polemizzare, nel senso che io la vedo così. Se tutti siamo d'accordo sulla sostanza, troveremo eventualmente il modo di riformulare anche la questione in discussione; però a me non pare che vada modificata, perché così com'è mi sembra chiarissima; semmai, proprio togliendole qualcosa, la potremmo rendere meno chiara.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Normalement, si une compétence est attribuée à un organe, cette compétence est pleine et exclusive.
Si, par exemple, un certain organe peut approuver des règlements, il n'y a pas ensuite l'obligation de préciser que ce même organe peut aussi approuver les modifications y afférentes. Or, l'on affirme d'abord, à l'article 5, la compétence du Bureau de Présidence, pour les effectifs de la Présidence du Conseil. Ensuite, à l'article 10, l'on précise aussi que ces effectifs, répartis en qualifications fonctionnelles et en grades, sont approuvés par le bureau de Présidence, après accord avec les organisations syndicales. Je ne comprends donc pas, à moins que l'on veuille introduire des principes nouveaux d'ordre juridique, pourquoi il faut affirmer qu'en plus de la compétence pleine et exclusive, le Bureau a également la compétence de modifier les effectifs.
Ce serait, je le répète, comme si l'on affirmait que le Conseil peut approuver les règlements et, par la suite, introduire une disposition établissant que le Conseil peut également approuver les modifications des mêmes règlements. S'il peut approuver les règlements, il peut en disposer dans leur totalité. Pour éviter toute perplexité ou doute, à notre sens, il est donc nécessaire de supprimer cet alinéa.
Presidente Mi permetto di fare osservare al Consiglio che una discussione di questo genere ci può sviare dal senso della discussione generale.
A scopo cautelativo, se i Consiglieri ritengono di... Allora presentate un emendamento e, quando si arriverà lì, lo si discuterà... E' chiaro, ma adesso, in sede di discussione generale, non possiamo continuare ad esaminare un problema che concerne un articolo ed un emendamento. I Consiglieri che hanno dei dubbi in proposito presentino un emendamento e quanto arriveremo a quel punto lo discuteremo, altrimenti si altera il senso della discussione generale.
All'emendamento si possono presentare dei controemendamenti ed i collaboratori dell'Ufficio di Presidenza mi segnalavano, infatti, che si potrebbero togliere quattro parole per cercare di superare questa situazione di stallo, però io ritengo che non sia giusto che questo avvenga in sede di discussione generale.
Ora facciamo la discussione generale ed io sollecito i Consiglieri che ritengono di non aver ottenuto soddisfazione dai chiarimenti che sono stati dati, a presentare un emendamento, in modo che lo stesso possa essere discusso al momento opportuno. Forse ci sarà anche un controemendamento oppure si riuscirà a trovare un accordo che soddisfi ambedue le parti.
Chiarisco che sulla fattispecie la stessa posizione era già stata assunta dai sindacati nel corso delle trattative, ma essi hanno poi compreso che si trattava di una manifestazione ad abundantiam delle prerogative dell'Ufficio di Presidenza, che non intende certamente diventare il Governo regionale. Le organizzazioni sindacali hanno poi rinunciato a questa loro iniziale richiesta, avendo compreso che si trattava, come è già stato detto dal Consigliere Milanesio, di un eccesso di chiarimento, in modo che non ci fossero difficoltà.
Pregherei quindi che si facciano gli emendamenti e si proceda nella discussione generale. Per evitare che i Consiglieri abbiano la sensazione che non si vuol discutere proprio quel determinato argomento, ribadisco che quando si arriverà lì, si discuterà l'emendamento e si assumerà una decisione in merito.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Limonet; ne ha facoltà.
Limonet (DC)Intervengo brevemente, in qualità di presentatore, insieme ai Consiglieri Mafrica, Lavoyer, Rusci e Milanesio, onde esprimere la soddisfazione per il fatto che la proposta di legge sia finalmente giunta in dirittura d'arrivo. Ciò non è stato semplice, poiché la stessa proposta raccoglieva in sé norme concernenti il personale le quali dovevano quindi essere trattate ricercando l'assenso delle forze sindacali.
Il provvedimento, che è estremamente qualificante ed importante, è stato trattato in modo semiserio da diversi anni ed è divenuto particolarmente necessario ed urgente dopo l'approvazione di una serie di leggi come, ad esempio, quella che concerne l'istituzione della figura del relatore, quella sull'autonomia funzionale dei Gruppi consiliari, quella sull'assegnazione di ulteriori uffici ai Gruppi consiliari e, non ultima, l'approvazione del provvedimento per le nomine e designazioni, tutti provvedimenti in linea con i programmi che questa maggioranza si era prefissi e che sono dei fatti concreti - e non solo parole, come qualcuno vorrebbe far credere - che perseguono il traguardo di una vera e propria autonomia funzionale del Consiglio regionale.
Al di là della loro bontà istituzionale, si tratta comunque di provvedimenti che hanno oberato la Presidenza di un'enorme mole di lavoro, non fosse altro per rispondere alle esigenze dei singoli Consiglieri, che finalmente sono stati messi in condizioni di poter lavorare.
Ritengo sensato ed utile il suggerimento del Consigliere Bich sul possibile accesso, da parte dei Consiglieri, ad una banca dati generale di tutti gli atti della Regione, opportunamente costituita allo scopo.
Non mi dilungo oltre per illustrare il testo della proposta di legge, visto che l'abbiamo già fatto con la relazione annessa al provvedimento e poi perché vi hanno già provveduto molto bene tanto il Consigliere relatore quanto altri. Pertanto, mi limito molto semplicemente a ribadirne la validità e ad annunciare il voto favorevole del Gruppo consiliare della DC.
Grazie.
Presidente Non ho più nessuno iscritto a parlare. Ci sono richieste di interventi?... Sì, l'emendamento è già stato presentato... Ce n'è ancora uno?... Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Come ho già detto , io sono il relatore superstite di un gruppo di relatori proponenti, che nel corso del tempo sono andati a ricoprire altri incarichi nell'Amministrazione regionale e quindi non hanno più potuto fungere da relatori o da proponenti. Sta di fatto che con una certa soddisfazione ho svolto la breve relazione di questa mattina ed ora mi accingo a rispondere alle osservazioni, alle indicazioni ed ai suggerimenti dei vari Consiglieri.
Ringrazio intanto tutti i Consiglieri che sono intervenuti nel dibattito, perché hanno dato un prezioso contributo alla risoluzione di questo problema ed all'approvazione di questa proposta di legge regionale.
Questa mattina, in apertura di seduta, avevo detto che si arriva a colmare un ritardo di circa quarantatré anni; ma l'autonomia funzionale del Consiglio - sia detto senza enfasi - non è tutta la centralità e non può essere accreditata di tutti quei significati che, per la verità, nessuno di noi le ha attribuito. Diciamo allora che l'autonomia funzionale è il presupposto della centralità del Consiglio, nel senso che, senza autonomia funzionale, il Consiglio non potrà mai avere una piena ed assoluta centralità e non potrà mai funzionare in modo autonomo ed indipendente.
E' un po' il senso del detto: Primum vivere, deinde philosophare. Se infatti il Consiglio non può vivere di vita autonoma e non può organizzare funzionalmente i propri servizi senza dipendere da nessun altro potere della Regione, come in realtà è successo fino ad oggi, ha, come ha avuto, un'autonomia di tipo organizzativo, perché ha votato un regolamento del Consiglio, ha un'autonomia finanziaria, perché stende un bilancio della propria attività, ma non ha, come non ha mai avuto, una vera e propria autonomia funzionale.
E' in questo senso che il provvedimento in oggetto è importante ed è in questo senso che noi non facciamo che compiere, lo ripeto e lo sottolineo, quello che tutte le altre regioni, quelle a statuto speciale e quelle a statuto ordinario, hanno già compiuto all'atto della loro nascita.
Prima ho detto che spesso il meglio è nemico del bene. Questa proposta è stata meditata a lungo, poi è stata limata, verificata, contraddetta e partecipata dai funzionari e dal personale della Presidenza, dalle organizzazioni sindacali, dalla Presidenza del Consiglio ed anche dalla Presidenza della Giunta. E' un fatto singolare e positivo, che io mi permetto di sottolineare, perché, a fronte di questa specie di spoliazione dei poteri di fatto esercitati dall'Esecutivo, la Giunta ha invece collaborato con la Presidenza del Consiglio e con i Consiglieri proponenti, affinché la spoliazione avvenisse con il consenso, senza traumi e senza resistenze.
A ciò si è forse potuti pervenire perché l'attuale Presidente della Giunta è stato a suo tempo Presidente del Consiglio o forse perché oggi siamo impregnati di una mentalità più vicina allo spirito e alla lettera dello Statuto, rispetto a quanto altri non abbiano potuto o voluto fare. Questo lo dico senza alcuna ombra di polemica, perché in realtà tutti gli interventi di questa mattina sono stati costruttivi e tesi all'approvazione del documento, sia pure con riserve da parte di alcuni, senza riserve da parte di altri e forse con un po' più di critiche da parte di terzi. Ci sembra quindi che sussista una sostanziale unità di vedute sull'opportunità e sulla necessità che questo Consiglio, oltre all'autonomia organizzativa e finanziaria, abbia anche quella funzionale.
Non credo che sia sempre il caso di far polemiche e discussioni sul modo in cui certi provvedimenti approdano al Consiglio regionale. Ricordo che questo provvedimento è stato discusso e approfondito; si è svolta una specie di palleggiamento, quasi fino alla nausea, all'interno della Conferenza dei Capigruppo, tant'è che alla fine un certo numero di Capigruppo, che non erano quelli della maggioranza di allora, hanno ritenuto opportuno mettere la parola fine al tira e molla, dicendo: "Va bene, presentiamo una proposta di legge. Il Consiglio, nella sua sovranità, la valuterà e la esaminerà visto che non si riesce a raggiungere l'unanimità, che sembra anzi molto lontana, occorre che il Consiglio assuma qualche decisione".
E' in questo senso che la proposta di legge è stata sottoscritta da alcuni Capigruppo, ma non da altri, però non si è trattato di un'esclusione voluta, perché si è fatto di necessità virtù. Si era raggiunto un minimo comune denominatore abbastanza ampio, per consentire la presentazione della proposta, del quale ricordo che facevano parte sia forze della maggioranza sia forze dell'opposizione. Non c'è stata quindi alcuna volontà di escludere qualcuno, né vogliamo farcene dei meriti particolari.
Il Consigliere Riccarand osserva: "Attenzione, qui si tende a costituire una specie di nuovo Assessorato, dove però il Consiglio non potrebbe nemmeno esercitare il potere di controllo sull'attività dell'Ufficio di Presidenza". Vorrei ricordare al Consigliere Riccarand che l'Ufficio di Presidenza ha il compito di organizzare e gestire i lavori del Consiglio e non di esercitare chissà quale potere amministrativo. L'Ufficio di Presidenza ha un potere di regolamentazione, punto e basta, perché non è un organo di spesa dell'Amministrazione regionale, ma deve disciplinare e coordinare il funzionamento dell'organo più importante della Regione, cioè del Consiglio regionale.
L'Ufficio di Presidenza è anche l'organo di autogoverno del Consiglio regionale ed è quindi caratterizzato da snellezza nelle procedure e dispone di un Regolamento interno che non è soggetto ad approvazione da parte di nessun altro organo di controllo... Mi pare che la regola che vige in tutti i parlamenti - e questo è un parlamento - sia che ogni parlamento si dia le proprie regole e se le dà nel modo più spedito possibile, garantendo la tutela di ogni minoranza e di ogni dissenso, in modo però da poter svolgere con sollecitudine i propri lavori.
Può darsi che in questa proposta di legge ci siano degli aspetti da migliorare. Lo stesso Consigliere Bich ha ricordato che essa non dà alcuna risposta ad un aspetto importantissimo, che viene subito dopo quello del Consiglio, cioè al funzionamento dei Gruppi consiliari, che in qualche modo fanno anche parte di questo Consiglio. A ciò essa non dà una risposta perché non si è trovato un accordo in merito. Sicuramente però bisognerà dare una risposta anche a questo problema, perché non è possibile che la vita dei Gruppi consiliari si svolga in spazi eccessivamente angusti, che rendono asfittico l'agire e l'operare, e senza quella sia pur minima dotazione di personale, che può consentire ai Gruppi di vivere realmente e non solo nominalmente.
Questo problema, pur non essendo risolto da questa proposta di legge, è politicamente all'ordine del giorno del Consiglio e dovrà essere risolto in tempi brevi ed io mi auguro con il più ampio consenso possibile, se non addirittura con il consenso generale.
Aggiungo ancora che questa proposta di legge, compresi gli emendamenti che saranno presentati ed illustrati dal Presidente della Giunta, perché, in base all'attuale ordinamento, egli solo è legittimato a trattare con le organizzazioni sindacali e quindi a gestire questa fase di passaggio di poteri, ha ottenuto l'accordo unanime delle organizzazioni sindacali.
Prenderemo visione con precisione degli emendamenti presentati dall'Union Valdôtaine, li valuteremo nel corso della discussione e dell'approvazione della legge e, se sarà il caso, li accoglieremo, perché sono ispirati da un intento di collaborazione e di sostegno alla proposta di legge in oggetto. La nostra disponibilità è quindi reale e sincera; si tratta solo di verificare sul piano tecnico cosa sia più opportuno fare, visto che non mi pare che si voglia porre in discussione la sostanza della legge.
Ringrazio tutti i Consiglieri che sono intervenuti.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Un grande valdostano, che ha avuto una presenza non solo po-litica nella storia del regionalismo valdostano, oggi direbbe: "Fina-lement!". Credo che questa proposta di legge, la cui presentazione risale al 25 gennaio scorso, ci faccia compiere un ulteriore passo verso la "modernizzazione" dell'autonomia della nostra Regione.
Qualcuno ha ricordato che anche chi vi parla è stato Presidente del Consiglio e che in quella veste aveva cercato di portare avanti certi discorsi nei quali crede profondamente.
Mi auguro che oggi si riesca finalmente ad approvare questa proposta di legge con il più ampio consenso possibile del Consiglio regionale, perché si tratta di un atto non solo politico, ma anche istituzionale.
Le forze dell'attuale maggioranza hanno ritenuto di dover inserire questo elemento di caratterizzazione nel programma del lavoro da esse svolto nell'interesse dell'Amministrazione regionale. Questa circostanza ha una valenza prettamente politica.
Come Presidente della Giunta, mi compiaccio che finalmente si perviene a questa definizione e mi auguro che il Consiglio regionale possa godere della propria autonomia funzionale.
Nulla vieta che ciò che è stato fatto possa essere migliorato in futuro. Quante leggi approvate dal Consiglio sono poi state migliorate ed emendate negli anni successivi grazie all'esperienza che nel frattempo era maturata.
Con questa proposta di legge la nostra Regione arriva forse ultima, fra le regioni italiane, a dare l'autonomia funzionale al Consiglio regionale, ma credo - e lo dico senza alcun intento polemico, perché non ritengo che su questi argomenti sia lecito polemizzare - che ciò sia dipeso dal fatto che certe forze politiche non avevano alcun interesse a far sì che il Consiglio regionale disponesse dell'autonomia funzionale. Sin dall'inizio della nostra autonomia, infatti, il Presidente del Consiglio è stato considerato come l'uomo del campanello; personalmente ho sempre contestato quella considerazione, ma non mi è stato possibile fare di più.
Credo che con questa proposta di legge si superi finalmente questa figura del Presidente del Consiglio e si riesca a fare in modo che lo stesso Presidente e l'Ufficio di Presidenza possano godere di una dignitosa autonomia funzionale. Se in futuro ci saranno valutazioni diverse, per migliorare quello ch'io mi auguro oggi sia approvato a stragrande maggioranza, nulla vieta che il Consiglio possa riesaminare questa proposta di legge.
Dal nostro punto di vista questo è un fatto politico di grande importanza. Lo diciamo a chiare lettere, senza nasconderci dietro un dito, perché riteniamo che questo sia uno dei punti basilari del programma che l'attuale maggioranza si è dato all'atto della sua costituzione.
C'è voluto del tempo e sono occorsi ben cinque mesi perché la proposta arrivasse in Consiglio; ci sono volute varie riunioni di Commissione e si sono svolti vari incontri con le organizzazioni sindacali per conseguire un risultato che credo torni a vantaggio della nostra Regione, perché migliora i reciproci rapporti tra il potere esecutivo e quello legislativo. Quest'ultimo deve poter disporre di proprie funzioni, come l'esecutivo.
Con questo vorrei rispondere, sia pure garbatamente, a quanto è stato detto da qualcuno, perché al concetto di centralità del Consiglio, fanno da corollario delle competenze stabilite dalle leggi e dal nostro Statuto, dalle quali si evince che il Consiglio regionale e la Giunta hanno, ciascuno per suo conto, proprie specifiche competenze. Sarebbe illogico che ci fossero fraintendimenti fra questi due poteri, perché un conto è il potere legislativo, ma altro conto è quello esecutivo.
Mi sembra di non dover aggiungere altro, oltre a chiedere al Consiglio di approvare il testo con gli emendamenti che ho pre-sentato e che sono stati concordati, diciamo pure con una certa fatica, con le organizzazioni sindacali, che evidentemente - ho qui con me il testo dell'accordo sottoscritto da tutte le organiz-zazioni sindacali - hanno trasformato questa proposta di legge in un loro cavallo di battaglia, perché ritenevano di ipotizzare in essa, una possibile suddivisione del personale tra il Consiglio e l'Esecutivo.
Dopo aver chiarito che vi sarà un unico ufficio del personale, perché così deve essere e perché, malgrado la notevole quantità di persone che lavorano alle dipendenze dell'Amministrazione regionale, non abbiamo sicuramente quella pletorica presenza che esiste in altre regioni, ovviamente più grandi della nostra, che devono poter disporre di due uffici del personale ed anche due contratti diversi, anche i sindacati hanno ritenuto valida la nostra impostazione.
Certo abbiamo proposto degli emendamenti, ma nulla vieta che una legge possa essere emendata, sia per tener conto del punto di vista dei sindacati, sia per tener conto di quello dei Consiglieri.
Degli emendamenti presentati dall'Union Valdôtaine abbiamo discusso in sede sindacale, dove non abbiamo dato il nostro assenso, perché non riteniamo giusto modificare certe cose, come, ad esempio, sopprimere la dizione "di norma", che in forma più corretta dovrebbe forse essere scritta "normalmente", per significare qualcosa di logico. Sarebbe illogico, infatti, che la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Giunta indicessero concorsi separatati, con il risultato di avere due graduatorie, una delle quali, quella della Presidenza della Giunta, potrebbe esaurirsi in breve tempo, mentre l'altra, quella della Presidenza del Consiglio, in considerazione del ridotto numero di persone da essa dipendenti, potrebbe non prospettare alle concorrenti una rapida assunzione.
Per questo motivo, con un gentlemen's agreement, per citare un'espressione tanto di moda, abbiamo acceduto alla richiesta di giungere a questa ipotesi di lavoro. D'altra parte, proprio per la valutazione che noi diamo al Consiglio, non potevamo vietargli di indire propri concorsi, altrimenti avremmo limitato la sua autonomia funzionale.
Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, anche con affermazioni critiche, ma costruttive, perché penso che proprio attorno a questi argomenti il Consiglio dovrebbe essere in grado di operare con grande serenità.
Nel confermare l'adesione del Governo regionale alla proposta di legge in oggetto, mi auguro che la stessa sia approvata con il mag-gior numero di consensi, proprio per dimostrare che tutta la Regio-ne è concorde in una operazione che, pur potendo essere conside-rata di carattere politico, è sicuramente di carattere istituzionale.
Presidente Colleghi Consiglieri, passiamo all'esame dell'articolato, al quale sono allegati gli emendamenti che vi sono stati distribuiti ieri e quelli dell'Union Valdôtaine che vi sono stati distribuiti oggi.
Do lettura dell'articolo 1.
Articolo 1 (Autonomia organizzativa e funzionale del Consiglio regionale)
1. Il Consiglio regionale ha piena autonomia funzionale interna e propria contabilità, che, in armonia con la Costituzione e lo Statuto speciale, esercita sulla base della presente legge e dei propri regolamenti interni.
2. Nell'ambito dell'autonomia funzionale e contabile del Consiglio, l'Ufficio di presidenza provvede alla destinazione dei locali e del personale necessario per l'espletamento dell'attività consiliare.
Presidente Ricordo che chi vuole può fare dichiarazione di voto anche in sede di discussione dell'articolo 1.
Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.
Lanivi (AI)Prendo la parola adesso per dare un senso alla mia astensione su tutta la proposta di legge che oggi è sottoposta all'esame del Consiglio.
Più che in funzione del merito della proposta, la mia astensione vuole esprimere una preoccupazione sulla dimensione complessiva dell'organico dell'Amministrazione regionale e su ciò che essa rappresenta nell'ambito della forza lavoro.
E' vero che in questa proposta di legge ci sono legittime preoccupazioni e valide motivazioni, come quella di rendere più consistente e funzionale il lavoro del Consiglio regionale, ma è altrettanto vero che questo discorso andrebbe inserito nella preoccupazione più generale di mantenere entro termini credibili, il rapporto tra settore pubblico e settore privato.
Facciamo una brevissima considerazione. Oggi l'Amministrazione regionale, con circa 2000 dipendenti, rispetto alle circa 48.000 unità della forza lavoro in Valle d'Aosta, rappresenta già il 5 per cento dell'intera forza lavoro. Mi riferisco, ovviamente, solo ai dipendenti regionali, escludendo gli insegnanti e le altre categorie del settore pubblico.
Questa proposta contiene al suo interno un dato che ci deve preoccupare e che viene evidenziato dalla mia astensione. Mi riferisco al pericolo di un'ulteriore dilatazione dell'organico regionale, che nel tempo, insieme ad altre proposte già annunciate di un'ulteriore dilatazione dell'organico regionale, renderà sempre più complesso e difficile perseguire un "sano" rapporto tra settore pubblico e settore privato, essendo quest'ultimo giunto a livelli che noi riteniamo piuttosto preoccupanti. Ciò non torna certamente di grande utilità per lo sviluppo di tutta comunità valdostana.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) J'ai écouté les différentes interventions, qui ont voulu souligner le sens de cette loi. Les temps ont changé, surtout pour ce qui concerne la compétence et l'engagement législatif du Conseil. Si nous allons examiner ce qui se passait, il n'y a pas longtemps, nous aurons le sens des différences. Je crois que les actes sont là, pour témoigner de ce que je viens de dire.
Ce que je ne peux accepter, c'est que de la part de quelqu'un il y ait la tentative de faire croire que certaines forces n'avaient pas la volonté de porter de l'avant le discours sur l'autonomie du Conseil. Ceci ne correspond pas à la vérité, et je profite de l'article 1 pour dire qu'on veut réaffirmer une compétence qui existait déjà, car la comptabilité du Conseil, par exemple, a toujours été gérée d'une façon autonome. Il avait son budget, sa comptabilité, ses manifestations et son choix. Sur ce point, il suffirait de porter quelques exemples pour démontrer qu'il s'agit de faits qui existaient déjà.
L'organisation du bureau a, à mon avis, amélioré ce système. L'augmentation, dans son ensemble, de disponibilité de personnel est importante, surtout si elle va vers une qualification du personnel existant, en primant ceux qui ont déjà travaillé et qui ont une compétence adéquate.
J'estime, par conséquent, qu'il s'agit d'un pas qui reprend des discours déjà faits, qui donne une solution qui - comme tous ceux qui ont pris la parole l'ont avoué - pourra être améliorée dans le futur. La compétence sur la gestion des bureaux est sans doute importante. Ce qui est important pour le fonctionnement du Conseil, est d'avoir une disponibilité suffisante de personnel pour l'activité des Groupes et des Conseillers, afin qu'ils puissent arriver dans cette salle avec toute la documentation nécessaire.
Si on ne peut que partager ce sentiment, je voudrais tout de même faire une petite remarque. Quelqu'un a dit: "Finalement". Je voudrais souligner qu'à propos de certains projets de loi, qui vont dans la direction d'améliorer le fonctionnement du Conseil, on attend une réponse depuis longtemps. Il y a des projets, qui sont liés aux rapports avec les forces syndicales, qui n'ont pas encore eu la possibilité d'être discutés, pour le fait qu'on n'a pas l'avis des syndicats eux-mêmes, à ce qu'on nous a dit. Je vois qu'ici, s'il y a cette volonté, la chose est donc possible. J'espère qu'on fera la même chose pour les autres projets de loi, que les différentes forces ont présentés et qu'il serait correct de discuter au niveau de Conseil.
Je voudrais souligner que la loi, pour ce qui est des compétences pour les élus, n'a pas encore eu la possibilité d'être discutée, pour la simple raison qu'elle n'a pas encore fait l'objet d'un accord général. Comme conséquence il y a des élus, dans les différents conseils communaux, qui ne savent pas encore comment utiliser un certain temps disponible pour leur mandat, car la loi régionale n'est pas à même de couvrir une certaine responsabilité, une certaine compétence, que la loi nationale donne depuis longtemps.
Par conséquent, je crois qu'on ne peut voir ce pas que comme un pas nécessaire, qui donnera des possibilités, en prévoyant d'autres projets de loi qui ont été annoncés pour mieux soutenir l'activité des Groupes du Conseil, pour réaffirmer la compétence du Conseil lui-même.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Non sarei voluto intervenire, ma poiché sono stato preso per quei pochi capelli che ancora mi restano, vorrei ricordare ai signori Consiglieri che non è giusto dire in quest'aula che il Consiglio regionale godeva già di un'autonomia funzionale, perché gestiva in modo autonomo un proprio bilancio.
Se proprio vogliamo dirci le cose, allora diciamocele tutte. L'autonomia finanziaria del Consiglio regionale è stata istituita da una legge dello Stato, che è stata applicata anche in Valle d'Aosta, dove però non è mai esistita alcuna autonomia funzionale del Consiglio, ma solo un'autonomia finanziaria, grazie alla quale il Consiglio regionale poteva approvare i propri bilanci come stabilito da una legge dello Stato.
E' bene chiarire subito questo aspetto, altrimenti qualcuno potrebbe dire: "C'era l'autonomia... Noi non eravamo contrari...". Chi dice che non era contrario all'autonomia funzionale del Consiglio, doveva solo preoccuparsi di presentare a suo tempo un'apposita legge, cosa che però non è mai stata fatta.
Sempre per essere chiari, occorre precisare che un conto è l'autonomia funzionale ed un altro conto è l'autonomia finanziaria del Consiglio.
Per quanto attiene alle leggi in discussione presso i Gruppi consiliari, devo ricordare che in passato sulla questione dei Gruppi si sono fatte grandi discussioni per consentire ai Consiglieri di svolgere in modo adeguato il loro lavoro. Ricordo che quando entrai in Consiglio per la prima volta c'era un'unica stanza, vicino all'Assessorato alle Finanze, dove la signora Silvana Cerise fungeva da unica segretaria per tutto il Consiglio regionale e solo con gradualità e con estrema difficol-tà si sono potuti compiere dei passi in avanti. Ciò perché, probabilmente, si pensava che in Consiglio ci si dovesse andare quasi per forza, visto che quell'organo esisteva, e che certe cose fossero di sua esclusiva competenza.
Quando si dicono certe cose, occorre che siano giuste e veritiere e non devono dare adito a possibili "disinformazioni".
D'altra parte, per restare in tema di autonomia funzionale e finanziaria del Consiglio, il mio interlocutore ricorderà benissimo che, quando ebbi la ventura di chiedere all'Ufficio di Presidenza - forse qualche componente è ancora qui presente - l'acquisto di una macchina, ne seguirono tremende discussioni e riunioni, perché sembrava che l'Ufficio di Presidenza non potesse acquistare una macchina. Alla fine, dopo discussioni a non finire, si superarono le difficoltà e la macchina poté essere comprata.
Quanto sopra vale per dire che, quando uno crede nell'autonomia funzionale del Consiglio, si deve comportare correttamente e non deve dire cose inesatte rispetto alla realtà oggettiva dei fatti.
Per quanto attiene ai Gruppi consiliari, ci sono delle leggi in di-scussione, le porteremo avanti, cercheremo di trovare degli accor-di... Per la questione del Saint Bénin, dove, come tutto il Consiglio ben sa, esistono problemi non indifferenti di localizzazione delle associazioni culturali, specie del Comité des Traditions Valdô-taines, con il quale ho avuto un incontro proprio in questi giorni...
Cerchiamo quindi con tranquillità, pazienza e sensibilità, se mi si passa quest'ultimo termine, di arrivare pian piano alla definizione dei vari problemi che devono essere risolti un po' alla volta, sempre però rispettando la realtà delle varie posizioni.
Presidente Il Consigliere Rollandin ha chiesto la parola per un secondo intervento sull'articolo 1; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Je regrette de voir que sur un thème qui visait à reprendre un discours politique, on veut insérer des aspects polémiques. Je crois que la moindre des choses, c'est de préciser ce qui se passait et ce qui peut être interprété comme autonomie.
Si l'autonomie fonctionnelle du Conseil est d'avoir le chauffeur et la voiture pour telle ou telle autre personne, je crois qu'on va réduire à très peu de chose le sens du mot.
Je tiens à souligner que, pour une série de raisons, je suis convaincu qu'il est important qu'un certain nombre de services soient coordonnés, ce qui ne signifie pas faire manquer quelque chose à n'importe qui du Conseil, dans son ensemble, avec la différence de rôles que chacun va jouer. Je crois qu'il n'y a jamais eu de difficultés dans ce sens.
A mon avis, cette petite polémique n'est pas tellement intéressante et on pourra reprendre ce discours. Il suffirait de dire que si la Junte, pour la moindre contribution, doit présenter une délibération pour un million et demi, en même temps on peut faire des achats remarquables, jusqu'au milliard, sans avoir des engagements spécifiques. Je crois qu'il y a eu des cas connus, desquels on est encore en train de voir les résultats aujourd'hui et personne n'a fait aucune remarque, ce qui démontre qu'on pouvait avoir des possibilités de travail déjà auparavant.
L'important, c'est de donner au Conseil le sens du travail qui vise son autonomie, mais surtout l'esprit et les finalités qui sont du Conseil: le pouvoir législatif. Au-delà de ça, toutes les autres remarques ne sont pas fonctionnelles au débat que nous sommes en train de mener.
Presidente Colleghi Consiglieri, vi pregherei di sistemarvi al posto e di non muovervi, così favorite il controllo delle numerose votazioni sugli articoli e sugli emendamenti.
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 2.
Articolo 2 (Organizzazione amministrativa del Consiglio regionale)
1. Le strutture organizzative del Consiglio regionale sono definite per aree di funzioni omogenee.
2. Il personale del Consiglio regionale è posto alle dipendenze del Consiglio, che esercita tale attribuzione attraverso il proprio Ufficio di presidenza.
3. Nella materia relativa alle strutture organizzative, i provvedimenti amministrativi conseguenti alla presente legge sono adottati previo confronto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e/o regionale in ordine a quegli aspetti della organizzazione del lavoro per i quali la legge regionale 9 agosto 1989, n. 63, recante normativa in materia di contrattazione collettiva, prevede una disciplina in base ad accordi sindacali, in attuazione dell'art. 3 della legge 29 marzo 1983, n. 93 (Legge quadro sul pubblico impiego).
4. Il Consiglio regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza e sentite le organizzazioni sindacali, disciplina, con apposito regolamento, l'organizzazione dei propri servizi. In particolare il regolamento provvede a:
a) definire le materie di competenza dei servizi;
b) regolamentare le procedure concorsuali nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, anche con riferimento alle materie oggetto di prove di concorso e al punteggio da attribuire ai titoli.
Presidente Do lettura degli emendamenti all'articolo 2, presentati dal Presidente della Giunta.
Emendamenti Il terzo comma è sostituito dal seguente:
"3. Per le materie previste dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 9 agosto 1989, n. 63, recante normativa in materia di contrattazione collettiva, relative alle strutture organizzative e al personale del Consiglio regionale, la delegazione dell'Amministrazione regionale, di cui al comma uno dell'art. 4 della l.r. 63/89 è integrata dal Presidente del Consiglio regionale o Consigliere regionale da lui delegato".
Al quarto comma le parole "e sentite le organizzazioni sindacali" sono sostituite dalle seguenti ", nel rispetto di quanto previsto dal comma tre,".
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione gli emendamenti testé letti.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 2 emendato.
Articolo 2 (Organizzazione amministrativa del Consiglio regionale)
1. Le strutture organizzative del Consiglio regionale sono definite per aree di funzioni omogenee.
2. Il personale del Consiglio regionale è posto alle dipendenze del Consiglio, che esercita tale attribuzione attraverso il proprio Ufficio di presidenza.
3. Per le materie previste dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 9 agosto 1989, n. 63, recante normativa in materia di contrattazione collettiva, relative alle strutture organizzative e al personale del Consiglio regionale, la delegazione dell'Amministrazione regionale, di cui al comma uno dell'art. 4 della l.r. 63/89 è integrata dal Presidente del Consiglio regionale o Consigliere regionale da lui delegato.
4. Il Consiglio regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza e, nel rispetto di quanto previsto dal comma tre, disciplina, con apposito regolamento, l'organizzazione dei propri servizi. In particolare il regolamento provvede a:
a) definire le materie di competenza dei servizi;
b) regolamentare le procedure concorsuali nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, anche con riferimento alle materie oggetto di prove di concorso e al punteggio da attribuire ai titoli.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 2 emendato testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 3.
Articolo 3 (Individuazione e istituzione delle strutture organizzative)
1. Le strutture organizzative del Consiglio regionale sono i servizi, che si articolano, di norma, in uffici.
2. Sono istituiti i seguenti servizi del Consiglio regionale:
a) Servizio affari generali;
b) Servizio affari legislativi.
3. Le attribuzioni dei servizi sono definite nel regolamento di cui al comma quattro dell'art. 2.
4. L'istituzione, la modificazione e la soppressione degli uffici è disposta con deliberazione dell'Ufficio di presidenza, sentita la conferenza dei dirigenti del Consiglio regionale.
5. I servizi esercitano le proprie funzioni in reciproco rapporto di collaborazione ed integrazione e possono articolarsi in uffici, individuati sulla base di criteri di omogeneità funzionale o in relazione a funzioni specifiche.
6. Di norma, i servizi e gli uffici esplicano le attività di loro competenza mediante lavoro di gruppo, eventualmente articolandosi in nuclei operativi.
7. Fanno parte altresì delle strutture del Consiglio regionale la Segreteria particolare del Presidente e la Segreteria della Consulta regionale per la condizione femminile.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3 testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 4.
Articolo 4 (Competenze dell'Ufficio di presidenza)
1. Ferma restando l'unicità del ruolo organico, dello stato giuridico e del trattamento economico del personale regionale, sono di competenza dell'Ufficio di presidenza del Presidente del Consiglio regionale le attribuzioni che le leggi regionali in materia di stato giuridico e di trattamento economico del personale attribuiscono, rispettivamente, alla Giunta regionale e al suo Presidente.
2. Previa intesa tra l'Ufficio di presidenza del Consiglio e la Giunta regionale, può essere disposta la gestione unica di alcuni istituti attinenti allo stato giuridico e al trattamento economico del personale. In tal caso i relativi provvedimenti sono assunti dalla Giunta regionale o dal suo Presidente, secondo le rispettive competenze.
Presidente All'articolo 4 c'è un emendamento sostitutivo del secondo comma, proposto dal Presidente della Giunta, e un emendamento soppressivo di alcune parole del secondo comma dell'articolo 4, proposto da alcuni Consiglieri dell'Union Valdôtaine, che sarà votato per primo.
Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Pour une question de procédure. L'amendement que nous avons présenté veut supprimer certains mots de l'amendement présenté par le Président du Gouvernement, qui doit encore être approuvé.
PrésidentC'est un amendement sur l'amendement. Oui, d'accord.
Allora do lettura dell'emendamento all'articolo 4, proposto dal Presidente della Giunta.
Emendamento Il secondo comma è sostituito dal seguente:
"2. Fermo restando quanto disposto dalla presente legge, rimane unica la gestione degli istituti attinenti allo stato giuridico e al trattamento economico del personale del Consiglio".
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura del sub-emendamento all'articolo 4, presentato da alcuni Consiglieri dell'Union Valdôtaine.
Emendamento Al secondo comma dell'articolo 4 emendato, sono soppresse le parole: "Fermo restando quanto disposto dalla presente legge".
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Il nous semble que la non-approbation de cet amendement et, comme j'imagine, de l'amendement successif à l'article 11, troisième alinéa bis additionnel, représente une contradiction et témoigne d'une certaine volonté politique. En effet - le Président du Gouvernement nous l'a rappelé dans son intervention - la formulation initiale de ce projet de loi visait d'autres finalités, d'autres objectifs.
C'est seulement après négociation avec les organisations syndicales que des amendements ont été présentés. Néanmoins, faute de temps et de coordination du texte, des contradictions sont nées. Ainsi, pour vérifier l'existence de la volonté politique de gestion unitaire du personnel, nous croyons que ces amendements sont nécessaires. Nous ne comprenons pas quel est le sens d'affirmer certaines choses et d'introduire ensuite des dérogations, genre "fermo restando quanto disposto dalla presente legge". Il nous paraît utile approuver une loi avec des dispositions précises. Une de ces dispositions affirme le principe de la gestion des instituts concernant l'état juridique et le traitement économique du personnel du Conseil. Pourquoi donc ajouter: exception faite pour ce qui est affirmé dans cette loi. Il y a contradiction entre ce que l'on déclare et ce que l'on affirme.
Egalement - j'interviens maintenant pour éviter de reprendre la parole à l'article 11, pour ce qui est de l'affectation du personnel et des avis de concours. Le Président du Gouvernement déclare que en éliminant le "di norma", il y a réduction de l'autonomie fonctionnelle du Conseil. Cette affirmation serait vraie si, au même article, il n'y avait pas déjà une dérogation explicite. Je cite: "In assenza di graduatoria e con motivata deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sono banditi appositi concorsi". La dérogation est donc déjà prévue. Nous la partageons mais, à plus forte raison, nous ne comprenons pas pourquoi l'on ne supprime pas le "di norma".
Quelles sont les autres exceptions, si la volonté politique déclarée ou affirmée existe vraiment? Tout doit être géré de façon unitaire. Jusqu'au septième niveau, les avis de concours se réfèrent à l'Administration générale dans sa globalité. On n'a pas besoin d'indications ultérieures pour le huitième niveau, les vice-dirigeants et les dirigéants, vu que déjà aujourd'hui, les concours sont spécifiques, par services. S'il n'y a pas de classement ou si les classements sont épuisés, la Présidence du Conseil peut lancer des concours propres. Le "di norma" ou veut donc atteindre d'autres finalités non déclarées ou nous ne comprenons pas le sens de son maintien.
A ce propos, nous confirmons nos amendements et nous estimons que leur acceptation prouvera l'existence de la volonté de gestion unitaire du personnel.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Mi sembra che i due sub-emendamenti presentati dal Gruppo dell'Union Valdôtaine introducano nel testo degli elementi di chiarezza e di maggiore certezza e pertanto il nostro Gruppo voterà a loro favore. Infatti, se noi, specie nell'articolo 4, che già al primo comma recita: "Ferma restando l'unicità del ruolo organico...", ma poi fa una serie di eccezioni, ribadiamo anche nel secondo comma: "Fermo restando...", diamo adito ad un groviglio pressoché inestricabile di interpretazioni..
Credo quindi che, per una maggiore chiarezza del testo, il Consiglio debba approvare soprattutto questo sub-emendamento all'articolo 4, ma anche quello all'articolo 11.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il sub-emendamento all'articolo 4, proposto da alcuni Consiglieri dell'Union Valdôtaine e del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 13
Contrari: 19
Astenuti: 3 (Bich, Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura dell'articolo 4 emendato.
Articolo 4 (Competenze dell'Ufficio di presidenza)
1. Ferma restando l'unicità del ruolo organico, dello stato giuridico e del trattamento economico del personale regionale, sono di competenza dell'Ufficio di presidenza del Presidente del Consiglio regionale le attribuzioni che le leggi regionali in materia di stato giuridico e di trattamento economico del personale attribuiscono, rispettivamente, alla Giunta regionale e al suo Presidente.
2. Fermo restando quanto disposto dalla presente legge, rimane unica la gestione degli istituti attinenti allo stato giuridico e al trattamento economico del personale del Consiglio.
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4 emendato testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 5.
Articolo 5 (Particolari attribuzioni dell'Ufficio di presidenza)
1. L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale sovraintende e coordina, anche sulla base dei principi di partecipazione e responsabilizzazione del personale, le strutture organizzative preordinate all'esercizio delle funzioni istituzionali del Consiglio stesso e dei suoi organi, ferme restando le competenze attribuite ai dirigenti dei servizi dalla legislazione regionale vigente.
2. In particolare, sono di competenza dell'Ufficio di presidenza le seguenti attribuzioni:
a) indizione dei concorsi per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica del Consiglio regionale, comprese le funzioni inerenti l'approvazione delle graduatorie e la nomina dei vincitori, secondo le disposizioni vigenti in materia;
b) rapporti con le organizzazioni sindacali e partecipazione alla contrattazione per la disciplina degli istituti influenti sull'organizzazione dei servizi del personale assegnato al Consiglio regionale per i quali le vigenti leggi prevedono una regolamentazione in base ad accordi sindacali;
c) determinazione, sentiti i rispettivi dirigenti, dell'articolazione dei servizi in uffici, e delle funzioni di questi ultimi;
d) dotazione organica di ciascun servizio;
e) assegnazione del personale ai servizi, sulla base della rispettiva dotazione organica;
f) deliberazioni relative ad eventuali collaborazioni esterne od assunzioni, nel rispetto della legislazione vigente;
g) definizione delle procedure interne, sentiti i dirigenti dei servizi, acquisendo ogni opportuno elemento di valutazione mediante adeguate consultazioni del personale;
h) convocazione in via ordinaria della conferenza dei dirigenti dei servizi del Consiglio regionale, nonché, per l'esame di specifici problemi, riunioni di coordinamento, alle quali partecipano altresì i responsabili degli uffici;
i) convocazione, anche su richiesta del personale e al fine di esami-nare specifici problemi inerenti alla attività dei servizi e degli uffici della conferenza dei dipendenti del Consiglio regionale, alla quale possono partecipare le organizzazioni sindacali, presentando proprie proposte;
l) definizione delle questioni in ordine alle attribuzioni dei servizi;
m) interventi di formazione, qualificazione, aggiornamento e riqualificazione del personale;
n) sanzioni disciplinari;
o) elaborazione di proposte con le modalità di cui alla lettera g, per l'istituzione, la modifica o la soppressione dei servizi, nonché per variazioni dell'organico globale del personale.
3. L'Ufficio di presidenza può dare incarico ai propri componenti di esercitare le attività di direzione e di vigilanza connesse all'attuazione dei poteri di sovraintendenza e coordinamento di cui al presente articolo.
4. I rapporti con le organizzazioni sindacali sono tenuti dall'Ufficio di presidenza, anche a mezzo di un proprio componente espressamente delegato.
Presidente Do lettura di due emendamenti all'articolo 5, proposti dal Presidente della Giunta.
Emendamenti Le lettere b) e h) del secondo comma sono soppresse.
E' soppresso il quarto comma.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione gli emendamenti testè letti.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 5 emendato.
Articolo 5 (Particolari attribuzioni dell'Ufficio di presidenza)
1. L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale sovraintende e coordina, anche sulla base dei principi di partecipazione e responsabilizzazione del personale, le strutture organizzative preordinate all'esercizio delle funzioni istituzionali del Consiglio stesso e dei suoi organi, ferme restando le competenze attribuite ai dirigenti dei servizi dalla legislazione regionale vigente.
2. In particolare, sono di competenza dell'Ufficio di presidenza le seguenti attribuzioni:
a) indizione dei concorsi per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica del Consiglio regionale, comprese le funzioni inerenti l'approvazione delle graduatorie e la nomina dei vincitori, secondo le disposizioni vigenti in materia;
b) determinazione, sentiti i rispettivi dirigenti, dell'articolazione dei servizi in uffici, e delle funzioni di questi ultimi;
c) dotazione organica di ciascun servizio;
d) assegnazione del personale ai servizi, sulla base della rispettiva dotazione organica;
e) deliberazioni relative ad eventuali collaborazioni esterne od assunzioni, nel rispetto della legislazione vigente;
f) definizione delle procedure interne, sentiti i dirigenti dei servi-zi, acquisendo ogni opportuno elemento di valutazione mediante adeguate consultazioni del personale;
g) convocazione, anche su richiesta del personale e al fine di esaminare specifici problemi inerenti alla attività dei servizi e degli uffici della conferenza dei dipendenti del Consiglio regionale, alla quale possono partecipare le organizzazioni sindacali, presentando proprie proposte;
h) definizione delle questioni in ordine alle attribuzioni dei servizi;
i) interventi di formazione, qualificazione, aggiornamento e riqualificazione del personale;
l) sanzioni disciplinari;
m) elaborazione di proposte con le modalità di cui alla lettera g, per l'istituzione, la modifica o la soppressione dei servizi, nonché per variazioni dell'organico globale del personale.
3. L'Ufficio di presidenza può dare incarico ai propri componenti di esercitare le attività di direzione e di vigilanza connesse all'attuazione dei poteri di sovraintendenza e coordinamento di cui al presente articolo.
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5 emendato, testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 6.
Articolo 6 (Gruppi di lavoro)
1. Per lo studio e la trattazione di affari a contenuto interdisciplinare di competenza del Consiglio regionale e dei suoi organi possono essere costituiti gruppi di lavoro composti da dipendenti dei diversi servizi in relazione alle attività svolte nei servizi in cui operano e alla figura professionale rivestita.
2. I gruppi di lavoro sono costituiti con deliberazione dell'Ufficio di presidenza che ne determina la composizione, le modalità di funzionamento e la pubblicità delle operazioni e dispone la nomina del responsabile, individuato, di regola, nel dirigente del servizio il cui apporto sia da considerarsi prevalente.
3. I gruppi di lavoro possono essere integrati con la partecipazione, richiesta alla Giunta regionale, di funzionari regionali competenti nelle singole materie di volta in volta trattate e possono avvalersi, previa autorizzazione dell'Ufficio di presidenza, di consulenti ed esperti esterni all'Amministrazione regionale.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 7.
Articolo 7 (Responsabilità delle strutture)
1. La responsabilità di ciascun servizio è affidata dall'Ufficio di presidenza a personale appartenente alla qualifica dirigenziale.
2. La responsabilità degli uffici è affidata dall'Ufficio di presidenza a personale appartenente alla qualifica vicedirigenziale.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 7 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 8.
Articolo 8 (Attribuzioni, compiti e responsabilità dei dirigenti)
1. I dirigenti dei servizi rispondono all'Ufficio di presidenza del proprio operato e dell'attività dei servizi cui sono preposti. Ogni anno i dirigenti dei servizi riferiscono all'Ufficio di presidenza, entro i termini fissati dallo stesso, sull'attività svolta, formulando eventuali proposte di ristrutturazione del servizio per l'anno successivo.
2. I dirigenti dispongono nell'ambito del servizi, sentiti i responsabili dei relativi uffici, per il miglior impiego del personale, che è tenuto a prestare la propria collaborazione, ove necessario, ad ufficio diverso da quello cui è assegnato.
3. In caso di necessità l'utilizzazione temporanea di personale presso servizi diversi da quello cui il dipendente è assegnato è disposta d'intesa tra i dirigenti dei servizi interessati.
4. I responsabili degli uffici rispondono dell'esercizio delle proprie funzioni al dirigente del rispettivo servizio.
5. Nell'ambito dei servizi del Consiglio il lavoro è organizzato in modo da valorizzare il momento collegiale, la qualificazione professionale e la responsabilizzazione del personale.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 8 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 9.
Articolo 9 (Mobilità del personale del Consiglio)
1. Tra le strutture del Consiglio e della Giunta regionale la mobilità del personale è attuata d'intesa tra la Giunta e l'Ufficio di presidenza: in tal caso il parere dell'Ufficio di presidenza è vincolante per la Giunta regionale.
2. La mobilità del personale tra i servizi del Consiglio regionale è disposta dall'ufficio di presidenza, sentita la conferenza dei dirigenti e previo confronto con le organizzazioni sindacali, salvo quanto previsto dall'art. 8 comma tre.
3. Qualora la mobilità comporti la modifica del profilo professionale nell'ambito della stessa qualifica funzionale, il personale deve possedere i requisiti previsti per l'accesso al nuovo profilo professionale dalle vigenti disposizioni di legge.
4. Le supplenze e le reggenze sono conferite dall'Ufficio di presidenza, secondo le vigenti disposizioni di legge.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 9 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 10.
Articolo 10 (Organico e assegnazione del personale)
1. La dotazione organica complessiva del Consiglio, distinta per qualifiche dirigenziali, vicedirigenziali e per livello funzionale è stabilita nell'allegato A alla presente legge.
2. Le dotazioni organiche dei singoli servizi, distinte per qualifiche funzionali e per profili professionali sono approvate dall'Ufficio di presidenza, previo accordo con le organizzazioni sindacali.
3. In conformità alle determinazioni di cui al comma due l'Ufficio di presidenza, sentiti i dirigenti dei servizi, dispone l'assegnazione del personale ai servizi stessi in modo da valorizzare la professionalità di ogni dipendente.
4. In relazione ad ogni sopravvenuta esigenza di adeguamento dell'organizzazione dei servizi, l'Ufficio di presidenza, con l'osservanza delle procedure di cui ai commi due e tre, determina le conseguenti modifiche agli organici dei servizi stessi e la relativa assegnazione del personale.
Presidente Do lettura di un emendamento all'articolo 10, proposto da alcuni Consiglieri dell'Union Valdôtaine.
Emendamento Il comma 4° dell'art. 10 è soppresso.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 12
Contrari: 20
Astenuti: 3 (Lanivi, Maquignaz e Riccarand)
Il Consiglio non approva
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 10, nel testo originale del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 11.
Articolo 11 (Concorsi)
1. I concorsi per l'accesso ai posti della dotazione organica del Con-siglio regionale sono indetti, con deliberazione dell'ufficio di presi-denza, su proposta della conferenza dei dirigenti: la relativa deli-berazione è resa esecutiva con decreto del Presidente del Consiglio ed è soggetta a pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Le Commissioni giudicatrici de concorsi di cui al comma uno sono presiedute da un Dirigente dei servizi del Consiglio regionale e sono composte come segue:
a) da un funzionario appartenente alle qualifiche dirigenziali o vicedirigenziali del Consiglio regionale o della Giunta regionale;
b) da un dipendente regionale appartenente alla stessa qualifica funzionale del posto messo a concorso, designato per sorteggio dalle organizzazioni sindacali di categoria;
c) da almeno due membri esperti nelle materie oggetto delle prove di concorso;
d) da un esperto in lingua francese.
3. Per i posti delle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali almeno uno dei membri esperti deve essere scelto fra docenti universitari.
4. Con le procedure di cui ai commi uno e due possono essere indette dall'Ufficio di presidenza prove selettive attitudinali per l'assunzione di personale straordinario, ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 24 ottobre 1989, n. 68, recante norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 relativa al personale regionale.
5. Per l'accesso alla qualifica professionale di capo ufficio stampa è richiesta l'iscrizione all'ordine dei giornalisti, professionisti e pubblicisti, di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 69 (Ordinamento della professione di giornalista). Al Capo ufficio stampa è attribuito il trattamento economico previsto dal contratto nazionale di lavoro dei giornalisti.
PresidenteDo lettura di tre emendamenti all'articolo 11, proposti dal Presidente della Giunta.
Emendamenti Il primo comma del secondo comma è sostituito dal seguente:
"2. Le commissioni giudicatrici dei concorsi di cui al comma uno sono presiedute dal Presidente del Consiglio regionale o da un Consigliere regionale da lui delegato e sono composte come segue:"
Alla lettera a) del secondo comma sono soppresse le parole "o della Giunta regionale".
Alla lettera b) del secondo comma sono soppresse le parole "per sorteggio".
Dopo il terzo comma è aggiunto il seguente comma 3 bis:
"Di norma per la copertura dei posti della dotazione organica del Consiglio regionale l'ufficio di Presidenza utilizza le graduatorie dei concorsi banditi dalla Giunta regionale. In casi particolari e con motivata deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sono banditi appositi concorsi secondo le procedure di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo".
Il quinto comma è soppresso.
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione gli emendamenti testè letti.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura di un emendamento all'articolo 11, proposto da alcuni Consiglieri dell'Union Valdôtaine.
Emendamento All'articolo 11, terzo comma bis aggiuntivo sono soppresse le parole "di norma"e aggiunte, dopo le parole "dei posti" le seguenti parole "fino al VII livello".
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento all'articolo 11 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 13
Contrari: 19
Astenuti: 3 (Bich, Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura dell'articolo 11 emendato.
Articolo 11 (Concorsi)
1. I concorsi per l'accesso ai posti della dotazione organica del Consiglio regionale sono indetti, con deliberazione dell'ufficio di presidenza, su proposta della conferenza dei dirigenti: la relativa deliberazione è resa esecutiva con decreto del Presidente del Consiglio ed è soggetta a pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Le Commissioni giudicatrici de concorsi di cui al comma uno sono presiedute dal Presidente del Consiglio regionale o da un Consigliere regionale da lui delegato e sono composte come segue:
a) da un funzionario appartenente alle qualifiche dirigenziali o vicedirigenziali del Consiglio regionale;
b) da un dipendente regionale appartenente alla stessa qualifica funzionale del posto messo a concorso, designato dalle organizzazioni sindacali di categoria;
c) da almeno due membri esperti nelle materie oggetto delle prove di concorso;
d) da un esperto in lingua francese.
3. Per i posti delle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali almeno uno dei membri esperti deve essere scelto fra docenti universitari.
4) Di norma per la copertura dei posti della dotazione organica del Consiglio regionale l'ufficio di Presidenza utilizza le graduatorie dei concorsi banditi dalla Giunta regionale. In casi particolari e con motivata deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sono banditi appositi concorsi secondo le procedure di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo.
5. Con le procedure di cui ai commi uno e due possono essere indette dall'Ufficio di presidenza prove selettive attitudinali per l'assunzione di personale straordinario, ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 24 ottobre 1989, n. 68, recante norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 relativa al personale regionale.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 11 emendato testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 12.
Articolo 12 (Prestazioni di lavoro straordinario)
1. Il Consiglio regionale determina annualmente, in sede di approvazione del proprio bilancio preventivo e in relazione alle proprie esigenze organizzative e funzionali, la quota di spesa destinata alle prestazioni di lavoro straordinario del personale assegnato alle sue strutture nel rispetto della normativa vigente in materia.
2. Entro il limite massimo del 2 per cento dell'organico regionale l'Ufficio di presidenza determina annualmente, in occasione dell'approvazione del bilancio preventivo del Consiglio e in relazione alle proprie esigenze organizzative e funzionali, il numero dei dipendenti del Consiglio autorizzati al superamento del limite massimo individuale secondo la legislazione vigente in materia.
3. Agli adempimenti di cui ai commi uno e due l'Ufficio di presi-denza provvede previa consultazione delle organizzazioni sindacali.
Presidente Do lettura dell'emendamento soppressivo dell'articolo 12, proposto dal Presidente della Giunta.
Emendamento Il quinto comma è soppresso.
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
PresidenteDo lettura dell'articolo 13.
Articolo 13 (Sanzioni disciplinari)
1. Le competenze in materia di sanzioni disciplinari e relativo procedimento attribuite dalle vigenti norme sul personale regionale all'Assessore, al Presidente della Giunta e alla Giunta regionale sono esercitate, rispettivamente, dal Presidente del Consiglio regionale e dall'Ufficio di presidenza.
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 13 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
PresidenteDo lettura dell'articolo 14.
Articolo 14 (Abrogazione di norme)
1. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 21 maggio 1985, n. 35 (Modificazioni ed integrazioni alle norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione. Approvazione delle nuove tabelle organiche dei posti e del personale dell'Amministrazione regionale) incompatibili con la presente legge e, in particolare, gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 e l'allegato A limitatamente alla tabella relativa alla pianta organica della Presidenza del Consiglio regionale
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 14 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 15.
Articolo 15 (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge valutato per il 1991 in complessive lire 600 milioni, grava sui capitoli 30500 e 30501 del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.
2. Alla copertura, per il 1991, dell'onere di cui al comma uno si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio per l'anno in corso concernente: "Servizi e uffici della Regione (piante organiche)" (Area istituzionale - A 0.6); su detto intervento risulta quindi disponibile la minor somma di lire 1.400 milioni.
3. A decorrere dal 1992 gli oneri necessari saranno determinati con la legge di approvazione del bilancio ai sensi dell'art. 15 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta).
Presidente Do lettura di un emendamento all'articolo 15, proposto dall'Assessore alle Finanze, Lavoyer.
Emendamento L'art. 15 comma 2° è sostituito nel seguente modo:
"2. Alla copertura, per il 1991, dell'onere di cui al comma uno si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio per l'anno in corso concernente: "Servizi e uffici della Regione (piante organiche)" (Area istituzionale - A 0.6.); su detto intervento risulta quindi disponibile la minor somma di lire 1.130 milioni".
PresidenteSe nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 15 emendato.
Articolo 15 (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge valutato per il 1991 in complessive lire 600 milioni, grava sui capitoli 30500 e 30501 del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.
2. Alla copertura, per il 1991, dell'onere di cui al comma uno si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio per l'anno in corso concernente: "Servizi e uffici della Regione (piante organiche)" (Area istituzionale - A 0.6.); su detto intervento risulta quindi disponibile la minor somma di lire 1.130 milioni.
3. A decorrere dal 1992 gli oneri necessari saranno determinati con la legge di approvazione del bilancio ai sensi dell'art. 15 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta).
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 15 emendato, testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 16.
Articolo 16 (Variazioni di bilancio)
1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1991 sono apportate, in termini di competenza e di cassa, le seguenti variazioni:
In diminuzione
Cap. 67000 "Fondo globale per il finanziamento di spese correnti"
Lire 600.000.000
In aumento
Cap. 30500 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - stipendi ed altri assegni fissi"
Lire 450.000.000.
Cap. 30501 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione contributi diversi a carico dell'ente su stipendi ed altri assegni fissi"
Lire 150.000.000.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 16 testè letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'allegato A.
Allegato A: Dotazione organica ex art. 10.
Qualifica o livello Posti di ruolo Posti non di ruolo Totale posti
Dirigenti 2 - 2
Capo Ufficio Stampa 1 - 1
Vice Dirigente 6 6 -
VIII livello 14 - 14(1 ad esaurimento)
VII livello 16 1 17
VI livello 1 - 1
V livello 27 - 27
IV livello 2 - 2
III livello 5 - 5
Totale 74 1 75
VII livello (Part time) 1 - 1
V livello (Part time) 1 - 1
Presidente Do lettura dell'emendamento sostitutivo dell'allegato A, proposto dal Presidente della Giunta regionale.
Emendamento L'allegato A è sostituito dal seguente:
Allegato A: Dotazione organica ex art. 10.
Qualifica o livello Posti di ruolo Posti non di ruolo Totale posti
Dirigenti 2 - 2
Capo Ufficio Stampa - 1 1
Vice Dirigente 6 6 6
VIII livello 14 - 14 (1 ad esaurimento)
VII livello 16 1 17
VI livello 1 - 1
V livello 27 - 27
IV livello 2 - 2
III livello 5 - 5
Totale 73 2 75
VII livello (Part time) 1 - 1
V livello (Part time) 1 - 1
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Ho chiesto la parola per dichiarare che il nostro Gruppo si astiene dal votare l'allegato relativo alla dotazione della pianta organica, perché l'autonomia funzionale del Consiglio ha certamente bisogno di una dotazione organica, ma l'autonomia funzionale non comporta necessariamente un certo tipo di dotazione organica.
La proposta che qui è formulata aumenta notevolmente la pianta organica ed io già in sede di discussione generale avevo espresso la preoccupazione per la tendenza, quasi dirompente ed irreversibile, verso un continuo e notevole incremento del personale regionale. Questa considerazione è stata ripresa anche dal Consigliere Lanivi.
L'astensione del nostro Gruppo sulla tabella organica vuole quindi sottolineare questa preoccupazione e, più che al caso specifico, fa riferimento alla tendenza generale per raccomandare alla Giunta regionale di mettere in atto dei provvedimenti che evitino il continuo e forte incremento del personale dell'Amministrazione regionale.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Le Groupe de l'Union Valdôtaine s'abstiendra sur la prévision des effectifs de la Présidence du Conseil et ce au moins pour deux raisons.
Tout d'abord, nous l'avons déjà souligné lors de la discussion générale, la présentation d'une augmentation de personnel exclusivement pour la Présidence du Conseil, sans aucune coordination avec l'organigramme général de l'Administration régionale et les propositions d'augmentation y afférentes, ne nous permet pas d'exprimer un jugement sur les augmentations proposées. Souvent, quand on aborde d'autres thèmes de caractère économique ou de politique économique l'on sollicite un rééquilibrage, au sein de notre Région, entre présence publique et présence privée, notamment en ce qui concerne les effectifs. Mais, quand il s'agit d'approuver des mesures spécifiques portant application du principe susdit, non seulement elles sont examinées d'une façon partielle, mais elles ne tiennent absolument pas compte des indications formulées.
Ensuite, nous avons des réserves quant à l'indication pure et simple du nombre de personnes prévues, sans indiquer l'affectation de ce même personnel aux différents services de la Présidence du Conseil. Dans ce contexte se pose également l'affectation de personnel au fonctionnement des bureaux des Groupes du Conseil. Il est vrai que la loi précise qu'il s'agit d'une compétence du bureau de Présidence, mais le bureau de la Présidence, comme nous l'avons longuement discuté, peut modifier cette affectation en fonction d'exigences diverses. Ce que nous ne connaissons pas c'est l'affectation tout court du personnel. On nous dit tout simplement 16 employés de septième niveau, 27 de cinquième niveau, sans savoir quelle sera leur affectation.
Pour ces raisons, nous nous abstiendrons sur cet annexe A.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'allegato A, proposto dal Presidente della Giunta, del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Colleghi Consiglieri, siamo giunti alla fine dell'esame dell'articolato. Qualcuno intende prendere la parola prima che si passi alla votazione del complesso della legge?
Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Pour déclaration d'intention. Au cours de la discussion générale, nous avons soulevé plusieurs problèmes, nous avons exprimé des perplexités pour ce qui est, par exemple, l'organigramme ou l'affectation du personnel. Mais principalement nous avons insisté sur un point que nous considérons capital et fondamental, à savoir la gestion unitaire du personnel. Sur ce thème, au-delà des affirmations de principe, nous n'avons pu constater la présence d'une volonté claire, du point de vue politique.
Nous pensons aussi que la non-acceptation des amendements que nous avons proposés, ne permet pas de sortir de la contradiction existante entre la présentation d'un projet de loi, qui au départ avait d'autres finalités et prévoyait une autre gestion du personnel et l'adjonction d'amendements successifs, qui n'ont pas éclairci et tout à fait défini le problème.
Pour ces raisons, tout en reconnaissant les aspects positifs de ce projet de loi et notamment le principe de l'autonomie fonctionnelle, nous déclarons notre abstention.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Il Consiglio si appresta a votare, sicuramente con esito positivo, una proposta di legge che è stata oggetto di tante discussioni e di tanto interesse da parte degli organi consiliari e mi riferisco in particolare alle varie Presidenze che nel tempo si sono succedute alla guida dei lavori del Consiglio.
Questo momento è molto importante nella storia della nostra autonomia e del nostro Consiglio, perché segna una pietra miliare per la vera indipendenza del Consiglio regionale dal Governo regionale. Per questo non posso che salutare con favore tutti i Consiglieri che sono intervenuti, anche se criticamente, per dare il loro contributo alla discussione. Da questo momento il Consiglio sarà indipendente, ma aumenteranno le sue responsabilità e quelle di ogni singolo Consigliere. E' importante, però, cercare di essere degni di queste responsabilità.
Presidente Se nessun altro chiede la parola per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
