Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2212 del 24 maggio 1991 - Resoconto

OGGETTO NN. 2212/IX Programma di lavori pubblici per l'anno 1991 e riferimenti al triennio 1991/93.

PresidenteDo lettura del testo della delibera:

Deliberazione Il Consiglio

- visto il parere della III Commissione consiliare permanente;

delibera

- di approvare in via di massima il Programma di opere di pubblica utilità per l'anno 1991 di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici secondo gli allegati 1, 2 e 3 che formano parte integrante della presente deliberazione;

- di delegare la Giunta regionale ad assumere, per le opere elencate, le decisioni relative all'approvazione dei progetti, all'appalto e all'esecuzione dei lavori, all'approvazione dei finanziamenti ed alla liquidazione delle spese nei limiti degli stanziamenti recati dai corrispondenti capitoli di Bilancio;

- di autorizzare la Giunta regionale a derogare all'ordine delle opere, quale indicato nelle tabelle di programma, nei casi in cui i motivi tecnici e di opportunità lo rendano necessario e a superare il limite massimo di spesa di cui al Regolamento regionale 5 febbraio 1962 e successive modificazioni ed integrazioni per l'esecuzione in economia dei lavori da finanziare sui Capitoli n. 56360, 33110, 5Z160, 51360, 51820 e 52120 del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1991.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Martin.

Martin (ADP) La presentazione al Consiglio regionale del programma dei lavori pubblici per il 1991 e i riferimenti al triennio 1991-93 è una conseguenza della approvazione del bilancio di previsione ed è un impegno più analitico di ogni singolo capitolo per quanto riguarda i capitoli di pertinenza dei lavori pubblici.

Con questo piano lavori si intende dare un minimo di programmazione nei vari settori di intervento dei lavori pubblici, non solo per quanto riguarda il 1991, ma anche per quanto riguarda il triennio. Molte opere, infatti, che sono previste nell'arco del triennio, trovano riscontro già fin da quest'anno ma vengono riportate nel triennio successivo, mentre alcune, evidentemente le più piccole, verranno completate entro quest'anno.

La filosofia adottata per completare questo piano lavori è la seguente: abbiamo inserito tutti i progetti che erano esecutivi e quindi tutte le opere che potevano essere immediatamente appaltabili. Abbiamo dato la precedenza a quelle opere che erano già in essere e che necessitavano di un completamento. Abbiamo anche cercato, soprattutto per quanto riguarda gli interventi stradali, di intervenire prioritariamente sulle direttrici di fondovalle prima di intervenire sulle direttrici delle valli laterali, perché ci sembra giusto che sia la direttrice principale a dover essere affrontata per prima. A titolo di esempio, la strada che collega Valpelline e le valli laterali di Ollomont, di Bionaz, di Oyace è una strada regionale che necessita di forti interventi; si cercherà in questo triennio di completare gli interventi sulla strada di fondovalle che collega Variney con Valpelline prima di intervenire sulle valli laterali, perché questa è la direttrice che subisce il maggior traffico.

Il piano dei lavori è molto dettagliato sia per quanto riguarda gli interventi, sia per quanto riguarda la descrizione dei singoli interventi, sia per quanto riguarda i connotati fisici, ossia la lunghezza delle strade, o i metri quadrati o i metri cubi per gli edifici, o la popolazione servita per quanto riguarda acquedotti e fognature e cose di questo genere, sia per quanto riguarda i connotati finanziari, che riportano sia gli interventi relativi al singolo anno sia quelli relativi al triennio e soprattutto, con gli interventi di quest'anno, quanto si riesce a fare di ogni singola opera.

Non starei ad entrare nel merito dei singoli programmi, che come dicevo sono spiegati molto bene e in maniera dettagliata nell'elaborato che è stato presentato a tutti i consiglieri; mi riservo eventualmente di rispondere a singole richieste di chiarimento che vorranno fare i consiglieri relativamente alle singole opere.

Presidente Ricordo che in proposito è stato allegato, al momento della distribuzione del programma, il parere della commissione.

È aperta la discussione. Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questo presentato dall'Assessore ai Lavori Pubblici è un piano lavori sicuramente robusto, con investimenti da realizzare in tre anni di circa 365 miliardi e quindi una mole notevole di opere. Quello che abbiamo notato è che ancora una volta la parte principale e più significativa di queste opere è rappresentata da opere stradali: allargamenti e ammodernamenti di strade regionali, costruzioni e collegamenti di strade definite di interesse regionale anche se non sono strade regionali in senso vero e proprio, per un totale di trentacinque interventi stradali, che rappresentano un investimento ipotizzato in tre anni di 180 miliardi di lire, di cui 35 sono ipotizzati nel 1991.

Alcune di queste opere sono sicuramente necessarie, alcune indispensabili, si tratta di ammodernamenti che sono opportuni, di impianti di illuminazione, di marciapiedi, eccetera, mentre altre sono discutibili.

Quello che vorrei sottolineare è che con questo tipo di provvedimento andiamo a delegare la Giunta regionale ad assumere tutti gli atti successivi, dall'approvazione del progetto agli appalti e così via; ma in particolare l'approvazione dei progetti per questo tipo di opere non passa più attraverso il Consiglio, le sue commissioni, attraverso un esame approfondito, cosa che, se può essere giustificabile per gran parte di queste opere, per alcune pone problemi non indifferenti.

C'è in particolare un'opera che è molto discutibile inserita impropriamente nelle strade di interesse regionale; in realtà non di strada si tratta ma di una pista da sci: è la pista nera Col Chécrouit - Dolonne, per cui c'è una previsione di spesa di 2 miliardi che è inserita nell'elenco delle strade di interesse regionale.

Questa è un'opera di cui si è parlato molto in passato. Sono andato a vedere la documentazione parziale che c'era su questa pista Plan Chécrouit - Dolonne e ho visto che il progetto è del 15 marzo 1985, con un aggiornamento successivo del 15 gennaio 1988. Quindi è un progetto che giace da tantissimo tempo ed è fermo perché pone dei problemi non indifferenti; si tratta di un'opera che richiede interventi di scavo notevoli, che presenta dei tratti significativi di pista costruita completamente in artificiale, attraverso dei ponteggi in ferro o in acciaio che devono essere realizzati sul costone della montagna. E' un'opera che probabilmente va incontro ad un certo tipo di esigenza, che è quello del rientro degli sciatori dal Col Chécrouit verso Courmayeur, ma che non so se è in grado, e in che misura, di far fronte al problema del deflusso delle migliaia di sciatori portati al Col Chécrouit dalla cabina che parte dal centro di Courmayeur. Perché si tratterà comunque di una pista nera, di una pista difficile, quindi accessibile solo per alcuni sciatori, una pista che si conclude a Dolonne, quando invece il punto di partenza di gran parte di questi sciatori è il centro di Courmayeur.

Si tratta di un'opera su cui non so se l'Amministrazione regionale oppure l'Amministrazione comunale di Courmayeur hanno in passato commissionato uno studio di impatto ambientale, studio che credo sarebbe opportuno poter valutare in modo da capire tutti i problemi connessi a questo tipo di realizzazione.

La proposta che farei è di stralciare da questo piano lavori questa opera, che a mio avviso vi è stata impropriamente inserita. Lo stralcio non significa evidentemente che questa opera non possa essere realizzata, ma significa che il progetto dovrà essere esaminato dalle commissioni, congiuntamente all'esame dello studio di impatto ambientale, per valutare se esistono tutte le condizioni necessarie per realizzare quest'opera, se va effettivamente fatta, se va fatta con quelle caratteristiche, o se invece non è opportuno pensare a delle soluzioni diverse.

Inserirla oggi nel piano lavori significa dare la partenza alle procedure di appalto senza che si possa avere a livello consiliare un ulteriore momento di esame e di approfondimento che credo sia quanto mai opportuno. Quindi presento un emendamento per stralciare dalla tabella allegata al piano lavori, a pag. 7 A, la costruzione della pista nera Col Chécrouit-Dolonne.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) En présentant le budget régional, on avait déjà eu la possibilité de présenter une série de requêtes face à l'engagement qui avait été prévu soit pour l'année 1991 que pour les années suivantes. Une série de problèmes avaient déjà été l'objet de ce débat, par conséquent le plan présenté aujourd'hui donne la possibilité de mieux saisir dans les années quels seront les engagements. De ce point de vue on ne peut que partager ce système.

De petites notes qu'on peut faire, surtout pour ce qui est des routes principales, concernent un problème qui est aussi important: le raccord des vallées latérales qui doit être sollicité avec l'Anas. Il y a encore ce thème qui malheureusement est là depuis des années; on avait prévu de faire une convention avec l'Anas pour résoudre le problème de l'entrée des vallées latérales, soit pour la vallée du Lys que pour la vallée de l'Evançon, Valtournenche encore plus, et là je crois que c'est un thème qui est à l'examen soit des communes intéressées que de la communauté de montagne que de l'ANAS. Par conséquent ce sont des thèmes que je veux rappeler pour solliciter une réponse.

Pour ce qui est des différentes propositions, on demande quelques renseignements. Par exemple, il y a, parmi les interventions, allargamento strada ospedale Beauregard. Là ce serait important de voir aussi la partie qui concerne Saint-Christophe et étudier une circulation qui puisse mieux donner une réponse aux problèmes de l'hôpital.

J'ai vu la question de la route en localité Croix Noire: là aussi je crois qu'il faudra relier mieux la circulation de la commune d'Aoste avec la commune de Saint-Christophe, surtout en liaison avec les routes régionales.

Pour ce qui est de l'intervention qui doit être faite sur le torrent Clou-Neuf, je voudrais quelques renseignements. Là il y avait eu une étude spécifique pour voir s'il était possible de faire un certain travail pour couvrir l'ensemble; ici il y a un travail de 600 millions, donc ce n'est pas grand-chose. Il s'agit de réaménager ce torrent, tout de même c'est un travail important, par conséquent je demande quelles sont les intentions face à cette solution.

Pour ce qui est de l'intervention pour la pista nera, là finalement on arrive à une solution. En effet le projet est là depuis six ans, on a fait l'étude d'impact d'environnement, il existe tous les avis, on a vu les différentes solutions et je crois que finalement un problème très important va être résolu.

La solution qu'on va suivre c'est la solution possible. Il est difficile de voir la question de sécurité avec la question de liaison d'une façon possible. Ce sera toujours, comme venait de dire M. Riccarand, pista nera, car c'est dans la plupart des cas pour les émergences, mais pour le restant il s'agit d'une liaison normale avec Dolonne. N'oublions pas que même dans les autres projets le départ est toujours Dolonne, donc je crois qu'il est évident qu'on puisse avoir une piste qui va relier Dolonne avec les domaines de ski.

Pour le problème de l'aménagement extraordinaire au niveau des écoles, là il y avait la loi qui prévoyait une intervention extraordinaire en accord avec les communes, car il y a le problème des écoles régionales, communales et cetera. J'ai vu qu'il y a une série d'interventions, mais je ne sais pas s'il y a aussi la volonté de présenter, face à une liste de requêtes, une liste spécifique, ou bien d'intégrer le plan qu'on vient de saisir.

Je vois ici: rifacimento chalet in località Sylvenoire; là il y a une petite histoire, par conséquent je voudrais savoir si les problèmes qui le concernent ont été réglés ou non.

Après il y a deux points que je me permets de souligner et je ne sais pas la raison pour laquelle ils sont insérés dans ce plan de travaux. Il s'agit de l'intervention pour la surface externe de la micro-communauté de Cogne et les interventions "sugli stabili rurali e alpeggi". Je comprends que ces interventions sont faites compte tenu qu'il s'agit d'un patrimoine régional, mais je crois que, compte tenu de l'expérience de l'Assessorat à l'Agriculture, pour intervenir dans les différents domaines il faudrait au moins qu'il y ait un travail coordonné entre les deux Assessorats. Pour ce qui est de la micro-communauté de Cogne, je crois que déjà dans d'autres cas c'est toujours l'Assessorat à la santé qui va intervenir dans ce domaine; par conséquent je voudrais avoir quelques renseignements.

Pour le restant, j'espère que les problèmes des aqueducs soient terminés dans le plus bref délai; je vois qu'il y a "costruzione di opere di presa e adduzione dell'acquedotto di Pont-Saint-Martin" et je crois qu'il s'agit du dernier tronçon qui va finalement résoudre les problèmes de cette zone, qui encore dernièrement a eu des difficultés pour ce qui est de l'eau potable. Le même se passe pour les autres réalités. Si j'ai bien compris, là il y a aussi une intervention de la part de l'Etat pour un milliard; je crois qu'il y a même l'exigence de prévoir un plan plus général selon la loi Prandini. Je voudrais des renseignements à cet égard. La même chose pour ce qui est des parkings: qu'est-ce qu'on prévoit, compte tenu des difficultés qui existent surtout pour la ville d'Aoste. Il y avait un projet qui avait été présenté pour le financement au niveau national et qui n'a été accepté que pour une partie très réduite. Il s'agit là de quelques milliards; je voudrais savoir si on va reprendre ce projet et si on va intervenir au niveau régional, ou bien on prévoit de donner une contribution aux communes.

Voilà les points principaux, tout en partageant le fait qu'il y ait ce plan de travaux. On insisterait sur le fait de prévoir que le plan de travaux puisse être présenté avec le budget, afin de ne pas avoir de difficultés par la suite pour la réalisation, compte tenu surtout du fait que certains travaux sont faits dans des communes là où, si (comme nous l'espérons) continuera à neiger, on ne peut que travailler pendant une période très courte.

Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Stévenin, ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Je voudrais un renseignement à l'égard de la salle de gymnastique de Chambave; là c'est une vieille histoire qui a commencé il y a plusieurs années et je crois que la commune avait présenté une requête à la Caisse Dépôts et Emprunts et on n'a plus su rien. C'est-à-dire on ne connaît pas encore à tout aujourd'hui la réponse de la Caisse, et par contre j'ai vu que ce bâtiment est prévu dans le plan de travaux de cette année. Je voudrais savoir à l'égard l'intention de l'Administration régionale.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Je voudrais avoir quelques éclaircissements. Tout d'abord sur le financement de tous ces ouvrages. Dans une annexe sont reportés les travaux de compétence du budget 1991, avec indication du montant des interventions prévues. Il nous semble qu'il y a une différence considérable. Je voudrais donc savoir comment sera financée cette différence.

Ensuite un éclaircissement, concernant l'intervention prévue pour l'éboulement dans le hameau de Freyan à Châtillon. Il s'agit d'un problème qui traîne depuis quelque temps.

Je voudrais donc avoir des éclaircissement à ce sujet, pour savoir si le projet est déjà achevé et quelles sont les modalités, les temps d'intervention pour faire face au danger d'éboulement de toute cette zone.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Partirei prima di tutto dalla considerazione che ha fatto il Consigliere Rollandin di presentare quanto prima questo piano lavori, perché questo ci dà la possibilità di intervenire fin dall'inizio dell'anno, fin da quando il bilancio di previsione è approvato, con gli appalti e quindi con la realizzazione delle opere.

Sono anche del parere che proprio l'adozione di questo piano lavori, che non era più stata fatta negli ultimi due anni, ci dia questa possibilità, nel senso che questo piano lavori che presentiamo oggi è un documento che prevede di fare certe opere da qui al 1993, e quindi sia più facile e possibile presentare il prossimo anno, in tempi più brevi, questo piano, proprio perché c'è un riferimento preciso a molte delle opere che oggi sono messe qui. Penso che il prossimo piano lavori sarà non dico la fotocopia di questo, ma ripeterà molti di questi interventi perché evidentemente sono riferiti a più anni. Ci saranno interventi che io spero saranno terminati e quindi saranno rimpiazzati da altri interventi. Però questo piano ci dà la possibilità, fino al prossimo anno, di presentare un piano lavori all'inizio dell'anno, come è giusto che sia, con la possibilità di intervenire immediatamente e quindi con la possibilità di lavorare durante un periodo dell'anno molto più lungo rispetto a quanto riusciremo a fare quest'anno.

Pertanto è una considerazione certamente valida, ma che parte dalla necessità di avere questo piano, fatto anche in maniera molto dettagliata sullo schema con cui già vengono preparate le schede Frio, che mi sembra sia la maniera più giusta. Ci sono ancora cose da rivedere perché alcuni dati sono ancora un po'approssimati e vanno limati meglio, però mi pare che la partenza sia comunque giusta.

Detto questo, venendo alla richiesta di chiarimenti da parte di alcuni Consiglieri, per quanto riguarda la pista nera del Col Chécrouit, in effetti non è questa una pista ripetibile. Questa è una pista che deve servire in casi eccezionali; mi ricordo che il Consigliere Faval aveva sollevato il problema alcuni mesi fa, in occasione di un guasto della funivia che da Col Chécrouit porta a Courmayeur, sottolineando la necessità di avere una pista di riserva per casi eccezionali, per far rientrare la gente in caso di guasto della funivia. Certamente questa non è una pista ripetibile, può anche esserlo in condizioni di neve ottimali e con sciatori provetti, però non è costruita per aumentare il comprensorio sciabile, quanto per dare la possibilità in casi eccezionali di far rientrare a valle in tempi ragionevoli le persone da Col Chécrouit.

Il progetto è stato commissionato dal comune di Courmayeur ed è stato presentato anche un progetto di impatto ambientale. Il progetto presentato tiene conto delle indicazioni fornite dal progetto di impatto ambientale. Non penso che sia possibile fare altrimenti, proprio perché la zona non si presta ad altri interventi. Posso condividere che l'intervento sull'ambiente sarà piuttosto violento, ma non mi risulta che tecnicamente ci siano possibilità di altre soluzioni.

Detto questo, non ho nessuna difficoltà a venire in commissione ad illustrare il progetto, anzi mi impegno a farlo prima di fare gli appalti. Chiederei al Consigliere Riccarand di ritirare questo emendamento, perché questo piano ci dà comunque la possibilità di partire con le procedure di appalto, cosa che non farò finquando la commissione consiliare non si sarà espressa. Se in commissione verranno delle indicazioni migliorative, facciamole, non c'è nessun problema; però pregherei il Consigliere Riccarand di ritirare l'emendamento perché se dovessimo andare avanti negli appalti, il fatto di stralciarlo dal piano dei lavori ci porterebbe a delle conseguenze di lungaggini burocratiche che penso nessuno in questo Consiglio voglia, perché ripeto è una cosa che assolutamente va fatta.

Concordo su quanto diceva il Consigliere Rollandin per i raccordi fra le strade statali e le strade laterali; evidentemente questi interventi non trovano spazio in questo piano lavori perché sono oggetto di una convenzione che purtroppo, non da parte dell'Amministrazione - anzi l'Amministrazione ha sempre spinto perché questa convenzione venisse fatta - trova sordo l'ente di Stato, in questo caso l'ANAS. Stiamo cercando di spingere in questo senso. Per quanto riguarda Châtillon è stata costituita, su iniziativa della comunità montana, una commissione mista fra comunità montana, Regione e SAV, per studiare questo problema; speriamo che si riesca quanto prima ad andare avanti.

Per quanto riguarda Ayas, ci sono ancora dei problemi di tracciato; per Pont-Saint-Martin probabilmente è la volta buona, nel senso che il progetto che ci hanno presentato mi pare vada bene; il comune si è espresso in questo senso. E'un progetto certamente migliorativo rispetto al precedente, quindi speriamo che sia la volta buona. Lo stiamo seguendo, c'è tutta la disponibilità da parte dell'Amministrazione, chiaramente non trova spazio in questo piano lavori perché è una cosa leggermente diversa.

Per quanto riguarda l'ospedale Beauregard, l'intervento che è previsto nel piano lavori (mi pare 600 milioni) prevede l'allargamento della stradina attuale che dal piazzale del Beauregard si collega con Saint-Christophe. Rimane da risolvere il problema del collegamento della Bassa Valle verso il Beauregard; ora la prima soluzione, sulla quale un tecnico sta lavorando, era quella di collegare l'ospedale Beauregard con l'albergo Casale (grosso modo). Stiamo vedendo se non sia il caso di studiare una possibile alternativa, che è quella di collegare il Beauregard con il cavalcavia; abbiamo visto che forse è molto più facile perché è appena sotto e per chi viene dalla Bassa Valle il tragitto è praticamente lo stesso perché, fra uscire dal semaforo dove attualmente c'è il bivio per l'autoporto e uscire sopra, non ci sono grosse differenze. Si tratta di capire quale delle due soluzioni sia migliore dal punto di vista tecnico e dal punto di vista operativo dei costi. Lo stiamo studiando, però o in un modo o nell'altro il collegamento dovrebbe essere fatto.

Per la "Croix Noire" va fatta quella indagine di collegamento fra la città di Aosta e il comune di Saint-Christophe. Per il "Clou-Neuf" è stato fatto recentemente un sopralluogo con i comuni di Sarre e di Aosta; entrambi i comuni sono per la soluzione "tombamento", naturalmente con delle sezioni abbastanza grandi per permettere anche ad un mezzo meccanico di poter entrare dentro per la pulizia. Questo permetterebbe di allargare la sede stradale, di costruire dei marciapiedi, cioè di rendere più accessibile quella zona. Comunque la soluzione prospettata dai due comuni è quella per un tombamento, facendo delle griglie a monte che permettano di fermare l'eventuale materiale che durante un caso di piena si potrebbe fermare. Adesso c'è un primo intervento che non è molto elevato, di 500 milioni, però nel triennio sono previsti 2,5 miliardi, che dovrebbe essere il costo complessivo per la chiusura del "Clou-Neuf", anche perché sia il comune di Sarre che il comune di Aosta hanno concordato sul fatto che se questo torrente rimane a cielo aperto, diventa in effetti una fogna a cielo aperto. Pertanto i comuni interessati sono del parere di chiuderlo.

A Sylvenoire ci sono due problemi: il primo è lo chalet in legno che esiste attualmente, mezzo diroccato, sul campo di calcio, sul quale abbiamo tutti i pareri (sia la concessione edilizia, sia il parere dell'ente Parco) su un progetto presentato già alcuni anni fa da parte dell'Amministrazione regionale, per il quale potrebbe partire l'appalto. Lo chalet viene rifatto in pietra e legno e, se ricordo bene, oltre ad un locale adibito a bar, ci sono dei servizi igienici soprattutto per il campo sportivo che viene utilizzato principalmente in estate.

Sempre a Sylvenoire la Regione è proprietaria di un alpeggio e proprio in questi giorni ci siamo ritrovati con l'Assessorato all'Agricoltura e con l'Assessorato alle Finanze per capire a che punto è questa pratica. Sembra di capire che il Parco è favorevole ad un progetto che preveda il rifacimento dell'alpeggio in una posizione diversa dall'attuale, perché dove sta attualmente ci sono delle infiltrazioni d'acqua e praticamente i muri si stanno aprendo; però l'ente Parco è contrario all'iniziativa che la Regione aveva portato avanti di costruire un alpeggio che facesse anche da agriturismo. La zona si presta molto bene; secondo me sarebbe stata una ottima idea, però non c'è il parere favorevole del Parco su questo progetto, quindi immagino che per intanto si procederà al rifacimento dell'alpeggio. Non è previsto ancora in piano lavori perché il progetto deve essere ancora definito.

Sempre rimanendo a Cogne, per la microcomunità si tratta di un piccolo intervento di 130 milioni: è la sistemazione dell'area esterna.

Per gli alpeggi l'intervento previsto nel piano lavori riguarda un alpeggio in comune di Ayas, per il quale con la collaborazione dell'Assessorato all'Agricoltura stiamo facendo un progetto per la sua ricostruzione; si pensa di poter iniziare i lavori fin da questo anno. L'alpeggio naturalmente è di proprietà regionale.

Per quanto riguarda i parcheggi, Aosta ci ha presentato numerose richieste di parcheggio; sarebbe da capire se continuiamo a far parcheggi e poi questi rimangono vuoti, come sta succedendo per il parcheggio di Via Carrel. Forse la prima risposta da dare è se veramente questi parcheggi servono o se si vuole farli soprattutto servire. Sapete che adesso è stata data la disdetta unilaterale, sia da parte della Regione che da parte della cooperativa, che ha perso quasi cento milioni in questo anno di gestione. Non so chi vorrà rifare l'appalto e prendersi la gestione di questo parcheggio, considerato che c'è l'usanza a parcheggiare dappertutto tranne che nel parcheggio.

Purtroppo bisogna dire che il comune di Aosta in questo caso non aiuta molto i gestori del parcheggio a far utilizzare questa struttura, perché si sente dire da più parti che vanno valorizzate le mura romane, i reperti archeologici, e poi in certi giorni si vedono le auto messe addirittura sulle mura romane. Quindi è un discorso di cultura, di educazione automobilistica, ma anche il comune di Aosta dovrebbe intervenire perché così non è più possibile andare avanti.

Nel piano Tognoli non è stato inserito nessun parcheggio di Aosta, anche perché i finanziamenti erano molto ridotti, erano circa 5 miliardi in due anni. Questo non vuol dire che, se si dovesse stabilire di dare priorità ad alcuni parcheggi - e mi pare che quelli indicati dal comune di Aosta fossero in primo luogo quello della palestra CONI e quello di Piazza della Repubblica - non si debba procedere in questo senso. Per il momento sono stati inseriti due parcheggi più piccoli, che sono immediatamente eseguibili, che sono in comune di Châtillon, dove ci sono già i progetti e dove si può andare avanti.

Per la palestra di Chambave si tratta di un progetto che è stato presentato da alcuni anni, dove è stato richiesto alla Cassa Depositi e Prestiti, da parte del comune, tramite la Regione, un finanziamento, e la rimanenza è a carico dell'Amministrazione regionale. E' stata chiesta una ulteriore documentazione non più di un mese fa; questa documentazione è stata inviata, per cui non abbiamo ancora la certezza di avere il finanziamento statale.

Su questa palestra ci sono dei pro e dei contro, nel senso che alcuni sono favorevoli, altri sono meno favorevoli, anche per la popolazione scolastica che potrebbe essere servita da questa palestra. E'una palestra, questa, che serve sia la popolazione scolastica, sia gli abitanti di Chambave. Nei dati che abbiamo presentato al Ministero per avere i finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti, dati che sono stati forniti dal comune, sembrerebbe che questa palestra, per quanto riguarda la popolazione scolastica, sia necessaria. Siamo nella fase in cui ancora non sappiamo se il finanziamento statale ci verrà concesso o meno; dovrebbe però essere una pratica che si sblocca, sia in senso positivo che negativo, fra non molto, perché mi risulta che il prossimo mese dovrebbe esserci un'altra riunione della Cassa Depositi e Prestiti dove verranno esaminate queste domande, per sapere se c'è veramente questo finanziamento.

Per la frana di Freyan vi è un progetto che sta per essere ultimato; può essere che sia già ultimato perché vedo sul piano lavori che, per quanto riguarda la progettazione, è indicato come 7 A, cioè è un progetto esecutivo in fase di ultimazione. Può essere che in questo momento, visto che è passato un po' di tempo da quando abbiamo presentato il piano lavori, sia anche ultimato. Comunque è intenzione dell'Amministrazione di intervenire su questa frana, infatti sono previsti 170 milioni già quest'anno, che con un intervento nel prossimo anno per raggiungere i 400 milioni, dovrebbe essere sufficiente per fare l'intervento più necessario.

Sempre a proposito di finanziamenti, il Consigliere Viérin sollevava il dubbio che, a fronte di finanziamenti di un certo tipo previsti a bilancio, oggi sul piano lavori ci troviamo con una differenza, globalmente, dell'ordine del 30 per cento circa. Questo deriva dal fatto che, in primo luogo, non penso che tutto quello che è previsto in questo piano possa essere mantenuto e possa essere fatto, nel senso che o i progetti non saranno pronti, o sarà successo qualcos'altro, ma non penso che saremo così bravi da far tutto; quindi ci deve essere comunque una riserva. In secondo luogo, è possibile che durante l'anno ci possa essere un aggiustamento di alcuni capitoli e un assestamento di bilancio. In terzo luogo, teniamo conto che siamo al mese di maggio, che prima che gli appalti vengano fatti saremo praticamente in estate, e quindi c'è la certezza che molti di questi lavori andranno a cavallo di due anni, di questo anno e del prossimo anno, per cui questi finanziamenti saranno più che sufficienti. Sono sicuro che ci sarà difficoltà a spendere questo denaro, per cui penso che, come sempre è successo e come succede in tutti gli Assessorati (e non è certamente una cosa positiva), avremo dei residui passivi anche abbastanza alti, perché fra le cifre esposte e il lavoro materialmente eseguito ci sarà una differenza abbastanza grande. Questo è il motivo per cui c'è questa maggiore previsione rispetto alle previsioni di bilancio.

Spero di aver risposto più o meno a tutti i quesiti e più o meno esaurientemente. Detto questo, prego il Consiglio di voler esaminare benevolmente questo piano lavori, di modo che si possa passare dalla fase delle intenzioni alla fase pratica e portare a compimento le opere che qui sono espresse. Pregherei ancora il Consigliere Riccarand di ritirare il suo emendamento, con l'impegno di portare in commissione quanto prima questo progetto, in modo che tutti i commissari possano vederlo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je remercie l'Assesseur pour les éclaircissements. Je voudrais seulement souligner deux aspects. En premier lieu, la question des parkings pour la Commune d'Aoste. C'est vrai que l'expérience du parking tout près de la gare a été désastreuse, et c'est en effet un effort qu'il faudra faire, pour faire la publicité, pour dire qu'il existe un parking. Mais tout de même je crois que, si on veut sauvegarder le centre historique, il faut prévoir des parkings dans la ceinture.

En deuxième lieu je voudrais reprendre la question de "Clou-Neuf". Il y a des relations des experts qui vont mettre l'accent sur la difficulté de faire une opération de couverture, compte tenu du fait qu'il y a déjà eu, il y a cinquante ans, un problème lié à un mouvement extraordinaire de la zone en amont de "Clou-Neuf". La relation des services compétents donnait comme très dangereux le fait de prévoir cette couverture. Je prierais de prévoir au préalable les oeuvres qui doivent empêcher ce mouvement de terre avant de faire la couverture. C'est une recommandation que je me permets de faire.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Prendo atto dell'impegno dell'Assessore a portare in esame in commissione il progetto della pista Plan Chécrouit - Dolonne, quindi ritiro l'emendamento che avevo presentato.

Presidente Si dà atto che viene ritirato l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand.

Pongo in votazione la delibera in oggetto:

Esito della votazione

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio approva

Presidente I lavori sono terminati. Ricordo che il Consiglio sarà convocato nei giorni 4 e 5 giugno e che, come concordato nella Conferenza dei Capigruppo, i lavori avranno inizio alle ore 9.

La seduta è tolta.