Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2205 del 23 maggio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2205/IX Divieto di apertura di nuove cave finché non sarà approvato il nuovo piano regionale delle cave (Reiezione di mozione).

PresidenteDo lettura della mozione presentata dai Consiglieri Andrione e Riccarand:

Mozione Ricordato che la legge regionale 19 ottobre 1989, n. 67, all'articolo 2, prevede che l'autorizzazione ad esercitare l'attività estrattiva è rilasciata nel rispetto del Piano regionale delle cave e che, al di fuori o in assenza del Piano regionale delle cave, può essere autorizzata solo la prosecuzione dell'attività di cave già in atto alla data di entrata in vigore della legge 67/89:

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 2316 dell'8 marzo 1991 con cui, si assumono provvedimenti parzialmente in contrasto con la legge 67/1989;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

impegna

la Giunta regionale a:

1) riesaminare la deliberazione n. 2316 dell'8 marzo 1991 in modo da evitare contrasti con le prescrizioni della legge 67/89;

2) non assumere ulteriori provvedimenti di autorizzazione di nuove cave finché non sarà stato approvato il Piano regionale delle cave.

Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questa mozione è stata presentata perché il Consiglio ha potuto vedere che c'è un uso difforme da quello che è prescritto della legge n. 67 dell'ottobre 1989 che disciplina l'attività di cava.

La legge 67/89 ha disciplinato le singole autorizzazioni, prevedendo molto chiaramente l'articolo 2 che l'autorizzazione ad esercitare l'attività estrattiva è rilasciata nel rispetto del piano regionale o dei piani regionali delle cave, salvo quanto previsto ai successivi articoli 12 e 20. Cioè la legge dice che le autorizzazioni devono essere conformi al piano delle cave, salvo due eccezioni possibili: le eccezioni di cui all'articolo 12, che sono costituite dai casi di somma urgenza (quando si presenta una situazione di emergenza, in quel caso si può prendere del materiale anche al di fuori delle zone individuate per le cave); i casi disciplinati dall'articolo 20, cioè si tratta di escavazioni che erano già in atto nel momento in cui è stata approvata la legge 67/89, ed allora per quei casi era prevista la possibilità di una prosecuzione dell'attività di escavazione per non bloccare tutta una attività e per non bloccare il reperimento del materiale opportuno.

Al di fuori di questi casi non è consentita l'attivazione di nuove cave, e questo si capisce ed ha un senso logico, altrimenti non avrebbe nessun senso il piano cave se continuassimo a rilasciare delle autorizzazioni in assenza di piano o al di fuori di esso.

Del resto il piano regionale delle cave era disciplinato da una legge che è di due anni precedente quella del 1989, una legge del 22 dicembre 1987, n. 108. Il piano regionale delle cave, che consiste in un censimento di tutte le cave esistenti fino al 1988 e nell'individuazione dei piani di espansione per quanto riguarda gli inerti, è stato preparato fin dal 1989 ed è stato adottato in prima istanza dal Consiglio regionale l'11 dicembre 1989, dopo di che è stato trasmesso ai comuni che avevano 60-90 giorni di tempo per esprimere i pareri, e poi il Consiglio avrebbe dovuto nel corso del 1990 procedere all'approvazione definitiva del piano, cosa che invece non è avvenuta.

Però la cosa grave è che la Giunta regionale, con deliberazione n. 2316 dell'8 marzo 1991, ha cominciato a rilasciare delle autorizzazioni per nuove cave e quindi per interventi di escavazione che sono al di fuori di un piano. Non solo, ma proprio la settimana scorsa è stata di nuovo convocata la commissione tecnica consultiva che formula dei pareri sulle cave, e sono stati sottoposti all'esame della commissione due nuovi interventi per autorizzare due nuove cave, che non sono cave in atto e che non sono previste da nessun piano.

Allora è chiaro che se ci mettiamo per questa strada, significa svuotare completamente di significato la legge 67/89, che pure aveva avuto un iter abbastanza travagliato, ma che era stata salutata come un punto fermo della legislazione, un modo comunque per regolamentare una disciplina. E significa, se si procede ad autorizzazioni singole al di fuori del piano e lasciando fermo il discorso delle cave già in atto, rimandare sine die un discorso di pianificazione, perché non c'è più urgenza di pianificazione se si procede all'autorizzazione indipendentemente dal piano.

Motivo per cui ho presentato, congiuntamente al Gruppo dell'Union Valdôtaine, questa mozione, perché si rispetti la legge 67/89, sia riesaminata la deliberazione 2316 dell'8 marzo 91, e soprattutto ci sia un impegno della Giunta a non assumere ulteriori provvedimenti che vanno ad autorizzare nuove cave in assenza di un piano regionale delle cave, che è compito della Giunta di portare all'approvazione del Consiglio in sede definitiva.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) M. Riccarand a déjà très bien exposé quels sont les motifs de cette délibération. Nous ne voulons pas nous opposer à ce que des carrières soient exploitées, surtout si elles sont exploitées depuis plusieurs années, mais il nous semble qu'une loi, qui a été approuvée par la Région, doit être appliquée, et qu'il serait très dangereux de laisser que la loi existe d'un côté, et que de l'autre côté on fasse ce qu'on veut en matière de carrières, de sables et cetera

M. Riccarand vient de dire très justement qu'une planification qui n'en est pas une est plus dangereuse que l'absence de planification. Or, nous engageons encore une fois la Junte régionale à donner application à la loi 67/89. Cela veut dire un recensement de toutes les carrières existantes la permission d'extraire du sables dans celles qui sont déjà en fonction et qui respectent le plan d'exploitation de la carrière. De l'autre côté d'empêcher qu'il y ait une exploitation sauvage, sans contrôle, sans que l'on sache ce que l'on fait et que ce soit en définitif l'intérêt immédiat et privé qui détermine quelles sont les carrières exploitables. Si nous continuons de cette façon-ci nous appauvrissons le patrimoine de la Vallée d'Aoste, sans en savoir les conséquences.

Donc, c'est une recommandation très forte que je fais à l'Assesseur pour qu'il prenne en main ce problème et qu'il tienne compte du fait qu'il y a une loi qui lui permet de réglementer la matière, et que l'application de cette loi n'enlève rien à personne, surtout si l'exploitation est déjà en cours, parce qu'il suffit que l'on respecte le plan d'exploitation.

La loi a été bonne, elle a été approuvée, elle doit être mise en application. Tout autre système serait contraire aux intérêts de la Vallée d'Aoste.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) La mozione che discutiamo oggi è già stata oggetto di una discussione in un precedente Consiglio regionale, in occasione di una interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand.

Già in quella occasione avevamo avuto modo di esprimere dei giudizi diversi rispetto all'apertura di nuove cave di pietrame, che è quello che in effetti si viene a discutere anche oggi.

Erano state date due interpretazioni diverse ed oggi con questa mozione si riporta all'attenzione del Consiglio questa materia, in quanto il Consigliere Riccarand, insieme ad altri Consiglieri, ha presentato una mozione per revocare alcune concessioni di estrazione di pietrame che la Giunta regionale ha autorizzato, dopo aver avuto il parere favorevole della Commissione tecnica consultiva, che è prevista dalla legge.

Avevo avuto modo di dire allora che c'erano due diverse interpretazioni: quella del Consigliere Riccarand, che dice che siamo di fronte ad una legge regionale, n. 67, che consente l'attività estrattiva esclusivamente nel rispetto del piano regionale (piano regionale che per il pietrame non esiste, è in fase di predisposizione), mentre noi intendevamo dire che l'estrazione della ghiaia, della sabbia eccetera, naturalmente deve essere in linea con il piano regionale, ma che per quanto riguarda il pietrame non è necessario attenersi a questa legge, perché questo piano non esiste.

Questa era l'interpretazione che ci era stato assicurato essere corretta da parte degli esperti, che ci hanno aiutato nei tempi passati ad elaborare la legge n. 67.

Ho comunque pensato di porre il quesito anche alla Commissione tecnica consultiva che, come ricordava il Consigliere Riccarand, si è riunita nei giorni scorsi per esaminare alcune pratiche, sia di apertura di nuove cave, che per la sistemazione di cave già esistenti.

La Commissione, che è una commissione tecnica ma anche politica, perché alcuni di questi membri sono stati votati dal Consiglio regionale e rappresentano ampiamente le varie forze presenti in Consiglio regionale, ha espresso il proprio parere positivo al riguardo della possibilità di apertura di nuove cave di pietrame, proprio perché, non essendo in presenza di un piano ben definito del pietrame, queste possono essere autorizzate.

Ho formulato l'impegno in Commissione (cosa che ho già fatto in Consiglio) di fare in modo che il piano pietrame venga predisposto al più presto e la Commissione si è raccomandata e verificherà in tal senso, che le nuove cave di pietrame che verranno autorizzate, dovranno essere rilasciate con la massima cautela, tenendo ben presente la salvaguardia e la tutela del territorio.

Però, detto questo, siamo di fronte a due interpretazioni diverse: quella del Consigliere Riccarand e di altri Consiglieri, che ritengono che in assenza di questo piano pietrame non si possa autorizzare l'apertura di nuove cave; quella della Giunta regionale (che è poi anche quella della Commissione tecnica consultiva), che invece ritiene che proprio in assenza di questo piano si possa autorizzare l'apertura di nuove cave.

E' per questo che non ritengo accoglibile la mozione presentata, anche se posso assicurare che questo piano pietrame sta per essere predisposto, e sono d'accordo nel riconoscere che deve essere predisposto al più presto, affinché ci sia una pianificazione anche in questo settore, e che le pratiche che verranno esaminate, saranno esaminate con il massimo rigore possibile.

Si dà atto che, dalle ore 18,20, presiede il Presidente Dolchi.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Contesto fermamente quello che viene adesso a dire l'Assessore ai Lavori Pubblici.

Intanto non è vero che non c'è il piano del pietrame mentre ci sarebbe quello degli inerti, perché non esiste piano approvato dal Consiglio nè per il pietrame, nè per gli inerti, nè per niente, perché esiste soltanto un piano adottato dal Consiglio regionale che comprende una parte che riguarda sia pietrame che inerti, che è il censimento. Il piano adottato dal Consiglio, ha fatto il censimento di tutte le cave, anche quelle di marmo, che non sono disciplinate dalla legge. Poi, nelle proposte di espansione, quella bozza di piano conteneva soltanto proposte di espansione per quanto riguarda cave di inerti, con una scelta, che non so perché è stata fatta, che é quella di individuare solo espansioni o nuove cave di inerti, e non di pietrame.

Il fatto è che noi oggi non abbiamo approvato dal Consiglio nessun piano, nè di inerti, nè di pietrame, però nello stesso tempo abbiamo una prescrizione di legge che dice molto chiaramente all'articolo 2 che l'attività estrattiva singola è rilasciata nel rispetto del piano regionale delle cave, salvo quanto previsto ai successivi articoli 12 e 20, cioè salvo casi di somma urgenza e salvo casi di cave già in atto all'entrata in vigore della legge.

E perché la legge ha scritto questo? Lo ha scritto proprio perché bisogna che questo piano previsto dalla legge del 1987 venga finalmente alla luce. Per cui, se continuiamo a dare autorizzazioni singole in assenza del piano, è chiaro che il piano non vedrà mai la luce.

Dire adesso: allora per quanto riguarda le cave di inerti non ci muoviamo al di fuori del piano adottato, per quanto riguarda invece il pietrame diamo autorizzazioni singole, significa porsi in contrasto con la legge.

Vorrei fare osservare che fra le proposte di nuove cave sottoposte all'esame della Commissione consultiva il 20 maggio 1991 c'è una domanda, che quindi è una nuova cava, che riguarda inerti, perché la domanda è stata presentata il 21 febbraio 1991 e quindi non è sicuramente una cava già in atto, che doveva presentare domanda entro il primo maggio 1990, come tutte le cave in atto al momento della entrata in vigore della legge. Qui ci troviamo di fronte ad una situazione in cui di fatto non stiamo applicando due leggi regionali: la legge del 1987, che disciplina il piano cave e che prevede delle tempistiche ben precise, che non vengono rispettate; la legge 67/89, che anche questa prevede una disciplina ben precisa per le singole autorizzazioni e rimanda al collegamento al piano cave, e per quanto riguarda le cave già in atto prevedeva anche questa delle precise procedure e i tempi per l'autorizzazione che non sono stati finora rispettati. Per cui la richiesta che viene fatta con questa mozione, che mi sembra vada nell'interesse anche dell'Amministrazione, è quella di dare applicazione alla legge e di non cercare delle scappatoie, con il risultato che continueremo ad andare avanti con autorizzazioni singole al di fuori di ogni pianificazione, come avveniva in passato. Il che significa che la legge 108/87 e la legge 67/89 non saranno servite a niente.

Credo che questa mozione sia un richiamo quanto mai opportuno e la richiesta è che il Consiglio l'approvi come sollecitazione alla Giunta perché proceda in modo corretto.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) Ce que M. Martin vient de dire est un sophisme, parce qu'il dit: il y a une loi qui prévoit certaines choses, comme il n'y a pas de plan, les prescriptions de la loi ne seront pas suivies.

Cela est inacceptable, parce que tout au plus il y a une réserve de loi, et on attende le plan avant de donner des nouvelles concessions.

Je viens de dire que ce qui existe, ce qui est déjà en acte et qui respecte le plan selon la loi 1987, doit être approuvé, cela a un sens, mais d'ouvrir de nouvelles carrières, de permettre de nouvelles exploitations et cetera, cela veut dire ne pas appliquer une loi qui existe.

Les sophismes ont une certaine valeur. Nous maintenons cette motion parce qu'elle a une signification précise, c'est-à-dire le respect d'une loi qui a été adoptée par le Conseil régional et qu'il est du devoir de cette Junte de la faire respecter.

Je crois que l'Assesseur soit conscient du fait que dans l'attente que le plan soit approuvé, il y aura une pression énorme pour donner des permissions d'exploitation de carrières qui sont contre l'esprit de la loi. Autrement dit, contre ce que le Conseil a voulu.

Il faut arrêter cette méthode administrative qui est contraire aux décisions du Conseil, il faut qu'il y ait un minimum de sérieux et donc que les nouvelles concessions, et par nouvelles concessions nous entendons les concessions qui ne sont pas encore en exploitation et ne respectent pas un plan d'exploitation, ne soient pas permises, jusqu'à ce que ce plan ne soit rendu public.

Nous avions fait également des recommandations pour que tout ce qui est susceptible d'être extrait, fasse objet d'une nouvelle loi. En attendant quand même, il faudrait que le territoire, parce qu'on parle beaucoup de plan régional d'exploitation, de développement et cetera, si nous ne faisons pas attention aux richesses que nous avons, de quoi parlons-nous? Nous parlons d'un plan qui sera fait sur un désert, parce que tout ce qui était exploitable aura déjà été exploité. Par conséquent c'est une prière, mais c'est une prière à l'Assesseur pour qu'il fasse attention que les intérêts économiques sont beaucoup plus forts parfois que les lois: il faut bloquer la course à l'exploitation des richesses minières et des carrières de la Vallée d'Aoste.

Donc nous demandons au Conseil de voter cette motion.

Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Esito della votazione

Presenti: 32

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 17 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami, Pascale, Rusci e Trione)

Il Consiglio non approva