Oggetto del Consiglio n. 2204 del 23 maggio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2204/IX Ritiro della mozione: Interventi per una definitiva riabilitazione delle persone ingiustamente coinvolte nella vicenda Casinò.
PresidenteDo lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Aloisi:
Mozione Premesso che il dispositivo della recente sentenza della Corte d'Appello di Torino, in merito alla vicenda Casinò, ha evidenziato e precisato alcune situazioni penali ben diverse da quelle ipotizzate e descritte dai mass-media locali e nazionali, che tanto negativamente hanno condizionato la pubblica opinione ed influenzato alcune decisioni deliberate anche da Organi regionali;
Preso atto che quelle ipotesi hanno contribuito ad arrecare grave danno morale e materiale a persone travolte loro malgrado da questa sofferta vicenda e che tuttora sono senza un'attività che assicuri loro una decorosa sussistenza;
Considerato che, vi è un preciso obbligo morale da parte della Pubblica Amministrazione di ristabilire con una definitiva riabilitazione individuale tutte quelle posizioni ingiustamente danneggiate;
E che a seguito della sentenza della Corte d'Appello di Torino si può oggi valutare l'esatta e reale situazione dell'intera vicenda;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
delibera
di dare mandato alla Giunta regionale di predisporre tutti quegli interventi che si rendano necessari per trovare idonee soluzioni alla richiesta di giustizia nei confronti di quelle persone coinvolte loro malgrado in questa dolorosa vicenda.
Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (Ind)Questa mozione vuole riproporre all'attenzione di questo consiglio una sofferta ed amara vicenda che noi tutti conosciamo e che abbiamo ampiamente discusso in quest'aula, soprattutto riferendoci alla passata legislatura.
E'una vicenda che per molto tempo non è stata inquadrata nella sua realtà.
Nel passato in questo consiglio non sempre si è agito con quella prudenza, con quella serietà, con quella razionalità che il caso richiedeva. Ad essere magnanimi oggi si può dare una velata giustificazione agli errori commessi da questa amministrazione: errori di valutazione, errori di comportamento, e a volte - e i colleghi della scorsa legislatura lo ricorderanno - anche errori di malafede.
Oggi, a seguito del dispositivo della sentenza di appello, è emersa una realtà molto diversa da quella ipotizzata nel generale caos iniziale. Dopo un dibattimento durato nove mesi, cioè la sentenza di primo grado, dopo un appello durato altri tre mesi, dopo una istruttoria durata quattro anni, oggi finalmente si è focalizzata una situazione ormai definitiva. Per noi, che abbiamo vissuto dall'esterno questa vicenda, anche se coinvolti marginalmente in certe decisioni, la sofferenza, lo stress, le apprensioni sono state temporanee e limitate; così invece non è stato per altri. Non è stato per quelle persone coinvolte in quella brutta vicenda nel lontano 1983, mi riferisco alla vicenda del Casinò naturalmente; per loro invece per anni vi sono state umiliazioni, patimenti, sofferenze, persino delle condanne ingiuste. Una sofferenza costante e progressiva, sfibrante e soffocante che, nonostante tutto, non è ancora cessata. Stanno ancora oggi, malgrado vi sia una sentenza che li assolve, pagando pesantemente questa drammatica situazione, di cui noi qui in quest'aula ci dobbiamo anche ritenere responsabili.
E questa amarezza, questa sofferenza, questo pesantissimo stato d'animo noi lo leggiamo ancora negli occhi di quelle persone coinvolte in questa vicenda, che in questi ultimi mesi abbiamo avuto modo di incontrare e che ci supplicavano di intervenire.
Ritengo che questa supplica non sia stata rivolta soltanto al sottoscritto, ma a tutti i componenti di questa assemblea. Ecco perché ho voluto presentare questa mozione al giudizio di questo consiglio, affinché una sua unanime approvazione sia espressione e testimonianza di una ragionata e consapevole revisione di quegli errori commessi e riporti un po' di fiducia e stima a coloro che hanno subito gravi ed irreparabili danni morali e materiali.
Molti di loro devono essere riabilitati ed incoraggiati e la pubblica amministrazione deve capire che i fatti per i quali sono stati inquisiti e rinviati a giudizio, in effetti non sono mai sussistiti, così come si esprime il dispositivo della sentenza di appello.
La sentenza di appello parla chiaro: il dispositivo del 9 febbraio 1991 dice che "La Corte, visti gli articoli eccetera, assolve Ballarini Franco, Barmara Raimondo, Bellini Adelio, Blanc Leonardo, Blanchod Armando, Cassetta Giuseppe, Celesio Aremo, Cena Mirella, Cheniod Enrico, Chenal Armando, Courtaz Mauro, Cusumano Saverio, Ferina Carlo, Ferina Mario, Ferrero Sergio, Giornetti Mario, Herin Mario, Laval Sandro, Manganone Eraldo, Navaretta Mario, Perrin Enrico, Polpavetto Giancarlo, Rodà Giuseppe, Romeo Walter, Verthui Amato, dalle imputazioni di corruzione impropria e truffa, perché il fatto non sussiste".
Fra le persone che hanno bisogno del nostro aiuto ci sono ex colleghi consiglieri, attuali consiglieri, ex dipendenti regionali, attuali dipendenti regionali, altre persone che vivono ed abitano in Valle d'Aosta. In questa Valle che accoglie gli extracomunitari, che accoglie gli albanesi, che manda aiuti all'estero, con un'amministrazione che finanzia corsi ai carcerati per il loro reinserimento nella società, un'amministrazione che aiuta tutti, vuol forse non riconoscere i torti che questi suoi amministrati hanno subito?
Vorrei concludere questo mio breve intervento con le dichiarazioni scritte in un ricorso al consiglio di stato nei confronti di Eraldo Manganone, da parte dell'avvocato Biagini per conto dell'allora ex Presidente della Giunta, Augusto Rollandin. Dice testualmente: "Ed invero, in prossimità di una conclusione dell'istruttoria penale che dovrebbe avvenire nel mese in corso (ci riferiamo al 1986) e che potrebbe fornire finalmente elementi più completi sulla vicenda, in prossimità di un giudizio sull'appello n. 51/85, che dovrebbe definitivamente pronunciare la legittimità o meno della disposta revoca dell'incarico - qui si riferisce ad un certo personaggio, ma naturalmente la mozione da me presentata fa riferimento a tutti quei personaggi che sono stati coinvolti in questa vicenda -, e quel che più conta in presenza di elementi obiettivi che inducono a ritenere pericolosa la riammissione in servizio (qui si riferisce a Manganone), sembra veramente assurdo pretendere tale riammissione. E ciò senza dire che le posizioni del Manganone sono considerevolmente tutelate; se egli dovesse risultare vincitore nelle liti pendenti, avrebbe diritto alla riassunzione, alla ricostruzione della carriera ed a tutti gli arretrati".
Questo diceva nel 1986 l'avv. Biagini, che era il legale dell'amministrazione. A distanza di tutti questi anni oggi abbiamo una sentenza che parla chiaro, che dice espressamente che sono tutti assolti questi personaggi perché il fatto non sussiste.
Ecco perché ho voluto presentare questa mozione: perché da parte di questo consiglio vi sia una presa di coscienza, vi sia soprattutto responsabilità per porre rimedio ai torti che abbiamo fatto in quest'aula a queste persone. Abbiamo avuto ampi dibattiti in questo consiglio sulle varie motivazioni, allora non conoscevamo i fatti nella loro completezza, nella loro realtà; oggi a distanza di anni, di fronte ad una sentenza che dice che sono assolti perché il fatto non sussiste, ritengo importante, ma un dovere morale soprattutto da parte dell'amministrazione, rivedere la posizione di queste persone.
Quindi il deliberato che chiedo venga approvato da tutto il consiglio, non dice di assolvere o di prendere posizione, ma invita la Giunta regionale a predisporre tutti quegli interventi che si rendano necessari per trovare idonee soluzioni alla richiesta di giustizia nei confronti di quelle persone coinvolte loro malgrado in questa dolorosa vicenda.
E'un impegno che ritengo soprattutto morale e poi è discrezionalità di questa giunta valutare, in base alle sentenze e ai giudizi che sono già stati espressi, se sia finalmente giunto il momento di porre fine a questo dolore e a questa persecuzione che continua a persistere nei confronti di queste persone.
Si dà atto che, dalle ore 17,40, presiede il Vicepresidente Stévenin.
PresidenteHa chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) In merito alla mozione presentata dal consigliere Aloisi, della quale possiamo condividere lo spirito umanitario che si evince da tutto il deliberato e dalla parte motivata, dobbiamo dire che quanto egli ha affermato sul fatto che questi personaggi sono stati assolti, come risulta dalla deliberazione della Corte di Appello di Torino, non ha avuto purtroppo fino ad oggi la conseguenza logica, che era quella del deposito della sentenza.
Il deposito della sentenza significa qualcosa di più rispetto al deliberato, perché da quella data partono i termini nei confronti dei quali il procuratore generale o gli imputati possono fare ricorso contro la sentenza depositata.
Nell'augurio personale che faccio che il procuratore generale provveda a depositare i motivi di ricorso, anche perché per alcuni imputati è stata fatta l'ipotesi di ricorrere contro questa sentenza, dico con tutta serenità che la situazione in cui vertono oggi i controllori, in cui vertono altri amici politici che sono stati impegnati in questa vicenda, non può che avere la sua logica conseguenza e definizione nel momento in cui la sentenza penale sarà veramente definitiva.
Oggi non abbiamo ancora una sentenza definitiva; siamo nella fase di una assolutoria sicura, ma non sappiamo ancora se la procura generale della Corte d'Appello di Torino procederà a ricorrere.
Ho già parlato con alcune di queste persone, che chiaramente si trovano in una situazione di disagio per tutto quello che è successo, e questo è umanamente comprensibile, e le ho già informate che l'amministrazione provvederà ad esaminare le singole situazioni che si sono venute a creare nel momento stesso in cui l'amministrazione regionale è a conoscenza del fatto che la sentenza penale è esecutiva. Questo perché riteniamo che la sentenza penale abbia un substrato ben differente rispetto a quelli che sono i giudicati di carattere amministrativo che ci sono stati fino ad oggi, o dei deliberati del consiglio regionale che possono anche essere giusti o non giusti, e non voglio qui fare commenti a questo riguardo. Però sino a quel momento credo che la pubblica amministrazione non abbia la possibilità di intervenire in aiuto di coloro che si trovano in questa situazione.
D'altra parte mi corre l'obbligo di dire al consiglio - questa è notizia assolutamente "fresca" - che la Corte dei Conti con sentenza di pochi giorni or sono ha modificato la sua precedente ipotesi di condanna nei confronti di queste persone, definendo il problema risarcitorio in termini molto più pesanti rispetto ai precedenti. Non ho qui la sentenza, perché ho solo ricevuto via fax questa ipotesi di lavoro, ma era giusto che dicessi queste cose al consiglio.
Questo riguarda i rapporti erario e stato, e quindi regione, che sono una cosa, mentre i rapporti che dovranno essere costruiti e definiti fra regione e dipendenti sono di altro genere, e ribadisco che l'amministrazione attende il momento in cui la sentenza penale diventerà definitiva. In quel caso scatteranno tutte le ipotesi di lavoro per le quali cercheremo, come potremo, tenuto conto di quello che è successo, di venire incontro a queste persone che hanno avuto situazioni non piacevoli, determinate dal fatto che oggi la sentenza li ha assolti da reati che all'origine erano particolarmente gravi.
Queste cose, ripeto, le ho già dette ad alcune persone, anche se ho dovuto, per dovere, ricorrere nei confronti di una sentenza del TAR di Aosta al Consiglio di stato nei confronti di un amico. Glielo ho anche detto perché era un ricorso dovuto da parte della pubblica amministrazione, non potevo infatti far trascorrere i termini di ricorso perché non vi erano motivi per non ricorrere. Era proprio un ricorso per mantenere le cose nello status quo, onde evitare di trovarsi poi di fronte a delle situazioni pregresse e quindi trovarsi nella difficoltà di definire una situazione.
Detto questo, mi auguro che il consigliere Aloisi creda a quanto gli ho detto e, nello spirito di venire incontro alle esigenze di queste persone, perché comunque sarà così dal momento che sono state assolte, lo pregherei di ritirare la mozione.
Presidente Signori consiglieri, ci troviamo di fronte ad una richiesta del Presidente della Giunta rivolto al consigliere Aloisi di ritirare la mozione presentata.
Ha chiesto di parlare il consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (Ind)Ringrazio il Presidente che ha illustrato in modo dettagliato gli ultimi avvenimenti, però non posso accettare la richiesta di ritirare la mozione. Non la posso accettare perché non posso condividere anche lo spirito con cui mi è stato richiesto.
Il Presidente ha iniziato il proprio intervento dicendo di condividere lo spirito umanitario con cui ho presentato questa mozione, però nella realtà si continua ad inveire contro delle persone che sono state assolte dalla Corte d'Appello di Torino, che quindi sono risultate completamente estranee a questa vicenda ed a tutte quelle accuse che in quest'aula erano state loro addossate. Di fronte a queste sentenze della Corte d'Appello abbiamo il dovere come pubblica amministrazione di prendere atto, non abbiamo alcun motivo di dover continuare a procrastinare nel tempo questa vicenda, anche per un altra ragione che ritengo importante. Qui abbiamo dei personaggi che, malgrado siano stati condannati dalla Corte d'Appello, sono stati riassunti e in questo momento continuano a ricoprire quegli incarichi che avevano prima di tutta questa vicenda.
Non voglio qui criticare queste persone, anzi sono contento che siano finalmente riusciti a risolvere i loro problemi economici, però non ritengo nè giusto nè corretto che persone condannate abbiamo potuto riprendere il loro posto di lavoro, mentre rispetto a delle persone che sono state assolte dobbiamo continuare a procrastinare nel tempo una vicenda quando tutti sanno - perché c'è una sentenza - che sono innocenti. Non posso accettare soprattutto sul piano morale questa vicenda; abbiamo discusso per anni di questi problemi, in quest'aula ci sono state accuse pesanti nei confronti di queste persone, sono state presentate delle relazioni di minoranza che sostenevano la loro estraneità, la loro innocenza. Alla fine, a distanza di sette anni, i fatti hanno dato ragione al sottoscritto che ha sempre portato avanti questo tipo di battaglia.
Oggi si propone di continuare ad aspettare, perché dobbiamo aspettare che la sentenza passi in giudicato. E' vero, però da parte nostra abbiamo presentato una mozione che è poi una volontà di intenti, cioè qui si chiede alla pubblica amministrazione di trovare idonee soluzioni alla richiesta di giustizia nei confronti di queste persone. Non è che ho chiesto al Presidente della Giunta e alla Giunta di risolvere i problemi, di riprendere queste persone, di reintegrarle nei loro posti; ho solo posto all'attenzione di questa amministrazione, che ha delle grosse responsabilità perché nel passato le abbiamo elencate, anche se adesso non voglio tornare su tutto l'argomento perché dovrei tirare fuori tutta la documentazione, e non è poca, quindi non voglio farvi perdere altro tempo perché la vicenda la conoscete, che oggi siamo in grado, di fronte ad una sentenza, di dire che queste persone sono innocenti. Di fronte a questa situazione possiamo impegnarci soprattutto sul piano morale a trovare delle giuste soluzioni rispetto a una richiesta di giustizia che viene da parte di queste persone, che si rivolgono a noi per avere giustizia perché sono sette anni che sono senza lavoro. A questo punto chiedo che ci sia un impegno da parte di questo consiglio;
non chiedo la luna, chiedo solo una presa di coscienza morale da parte del consiglio nei confronti di queste persone per far sì che di qui a qualche mese, quando la sentenza sarà passata in giudicato, finalmente si possa porre fine a questa situazione.
Per questo motivo non accetto di ritirare la mozione, piuttosto sono disposto a votarmela da solo come ho fatto altre volte, però bisogna avere il coraggio in questa aula di essere responsabili, soprattutto di ricordarsi del passato perché alcune forze politiche hanno sempre condannato queste persone, dicendo che erano colpevoli, le hanno perseguitate per anni, e oggi abbiamo la prova concreta che sono innocenti.
Per questo chiedo un pronunciamento di questo consiglio a fronte di questi nuovi elementi, che finalmente possono rendere giustizia anche sul piano morale a queste persone coinvolte in questa vicenda.
Presidente Ha chiesto di parlare il consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) Nous nous sommes réjouis, il a quelques mois, d'une sentence de la Cour d'Appel qui avait mitigé largement les dures condamnations qui avaient été émises pour l'Affaire Casino en première instance. Nous avons affirmé qu'elle était, par rapport à la première sentence, largement plus motivée et équilibrée, et en ce moment nous nous trouvons, comme le Président du Gouvernement vient de le dire, dans une situation où ce procès n'est pas encore défini pour pouvoir discuter du fond de la question qui nous a été soumise.
Cette motion que le conseiller Aloisi a présentée, et nous pouvons partager largement l'esprit qui en est à la base, a été présentée un peu trop tôt par rapport au moment où notre région sera appelée à prendre les décisions qui découlent du jugement final qui sera prononcé.
Nous savons bien de par nos rapports personnels, de par les témoignages que nous avons reçues de la part des personnes impliquées, qu'il n'y a pas seulement eu de souffrances d'ordre personnel et moral, qu'il y a eu des dommages considérables au point de vue du travail, de l'état économique de ces personnes, mais en ce moment la région ne peut, je dirais ne doit pas encore intervenir pour régler toutes les affaires qui découleront de la sentence définitive.
Il y a de plus dans cette motion un caractère très général et je dirais générique qui nous empêche de donner une adhésion immédiate. C'est dans les termes généraux d'une requête de justice qu'elle est présentée, alors que notre région devrait s'exprimer non pas pour ce qui est de la justice, mais pour ce qui est des actes administratifs concrets qui découlent du jugement définitif. Si les personnes impliquées auront des requêtes de justice, elles devront les adresser le cas échéant contre le magistrat qui pourrait avoir promu un procès, dont il n'y avait pas raison de tenir lieu; éventuellement on pourra de la part des dépendants de la région demander un remboursement des frais de justice, et notre mouvement a déjà présenté un projet de loi, d'ordre général, qui visait à faire face à ces situations qui se présenterons d'ici quelques mois - et nous regrettons une fois de plus que le gouvernement régional n'ait pas voulu donner suite à ce projet de loi -, mais en ce moment nous estimons que la volonté abstraite qui serait manifestée par cette motion n'est pas partageable de la part de ce Conseil.
Nous estimons qu'une motion doit avoir comme objet un engagement concret et en ce moment nous ne pouvons pas et nous ne devons pas demander au gouvernement régional un engagement concret dans la matière.
D'ici quelques mois, et en cela je me trouve à partager l'avis qui a exprimé le Président du Gouvernement, on sera appelé à revenir sur cette question, à décider du fond de cette affaire et à prendre toutes les décisions qui nous concernent. A ce moment-là ce genre d'initiatives plus ponctuelles et méditées devront être reportées à l'attention de l'assemblée régionale et notre Groupe fera sa part pour que les tâches qui reviennent à la région soient entièrement remplies.
En attendant ce moment, nous ne pouvons répéter que, sur la base de l'état actuel des choses, et donc du caractère non définitif de la sentence, notre position sera une position d'abstention sur la motion qui a été présentée.
Presidente Ha chiesto di parlare il consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (AI) Una considerazione solo di ordine molto generale. Una classe politica che si rispetti deve essere in grado non solo di esprimere la guida di un paese, ma anche saper tutelare gli interessi di tutti i suoi cittadini. Per cui su questo argomento delicato suggerirei a coloro che più importanti di me saranno chiamati ad esprimersi, che l'atteggiamento di questo consiglio regionale non deve assolutamente prendere i connotati di difendere qualcuno perché fa parte della famiglia dei consiglieri regionali. Vittime della giustizia, nel bene e nel male, perché non è scritto da nessuna parte che la giustizia operi e dia sentenze perfette, ma l'imperfezione degli umani attraversa anche la giustizia, deve o essere un discorso generale di difesa di tutti coloro che possono aver patito una ingiustizia, magari non in malafede, certamente, ma direi con tutti i se e i ma delle decisioni degli umani, ma assolutamente non deve assumere i connotati di una difesa corporativa nè della classe politica, nè di quella amministrativa, nè di coloro che nel Palazzo possono vivere.
Quindi questo è solo un suggerimento, del quale pregherei di tener conto, se possibile, per coloro che sono chiamati a decidere su questo delicato argomento.
In questa fase c'è gente che ha pagato ed anche pesantemente questo episodio, ha avuto pesanti conseguenze sul piano politico ed anche sul piano personale; però direi questi pagamenti personali non sono da considerarsi importanti solo perché di questo consiglio, ma lo sono per tutti coloro che per vari incidenti hanno dovuto subire degli errori, che fanno parte della vicenda dell'uomo.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Molto brevemente su questo argomento, perché il merito della mozione del Consigliere Aloisi è di risollevare un problema che ha visto sempre, quando è stato sollevato in altre circostanze, una trattazione molto distratta e a volte un po' maliziosa da parte di questo consiglio.
C'è una sentenza di secondo grado, una sentenza molto importante che modifica sostanzialmente le decisioni della sentenza di primo grado, anche se accanto ad una serie sterminata di assoluzioni contempla ancora delle responsabilità molto minori e comunque diverse da quelle contemplate in primo grado. Tuttavia, come hanno ricordato giustamente il Presidente della Giunta e il consigliere Louvin, si tratta di una sentenza ancora interlocutoria, non definitiva, quindi qualunque atteggiamento, qualunque iniziativa riparatoria è prematura, perché certamente se questa sentenza verrà mantenuta in quei termini, atteggiamenti riparatori dovranno essere assunti dall'amministrazione regionale e non solo dalla giustizia. E'chiaro che sono state stroncate delle carriere molto al di là del giusto per quel che mi riguarda, e forse anche del lecito per quel che è dato comprendere, ma penso che sia dalle parole del Presidente della Giunta, sia dalle considerazioni serene che sono state fatte dai consiglieri che sono intervenuti, ci sia la volontà e la disponibilità di questo consiglio, per quanto sarà di sua competenza, e dell'amministrazione regionale per quanto sarà di sua competenza, di cercare, una volta terminata la fase processuale, di riequilibrare quella giustizia che non sempre è ispirata alla bilancia che pur la rappresenta e ne è l'emblema.
Riconosco al consigliere Aloisi di aver sollevato un problema molto importante e credo che questo sarà utile per una sua definizione successiva. Oggi è un po' prematuro, perché le bocce, anche se noi speriamo si fermino alla svelta, non sono ancora ferme. In realtà vi saranno dei ricorsi da parte di chi ritiene la sentenza iniqua o forse da parte della procura generale della Corte di Appello, se lo riterrà opportuno, quindi bisogna aspettare la parola fine. La parola fine è inevitabilmente alla Corte di Cassazione.
Quindi forse il consigliere Aloisi potrebbe ritirare questa mozione, a cui riconosciamo il merito di aver sollevato un problema e di aver visto una discussione breve ma abbastanza serena e direi soprattutto di grande disponibilità e anche di una certa umanità, che forse in certi momenti di questa vicenda è mancata.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Senza entrare più di tanto nel merito, volevo fare ad alta voce una osservazione ed è questa: purtroppo esistono anche in questa regione dei giornalai, che di mestiere poi fanno il giornalista, che sbattono volentieri per interessi di parte, come si suol dire, la sentenza in prima pagina, prima ancora che sia pronunciata, enfatizzando episodi banali, presentandoli all'opinione pubblica chissà come cosa.
Voglio dire che dovrà essere molto attenta l'opinione pubblica ed anche le istituzioni per evitare che accadano ancora queste cose, perché giustamente si è sottolineata l'importanza che i ragionamenti siano sereni, ma lo scandalismo di un certo giornalismo deve essere messo all'indice, perché questo è anche un modo per arrivare a valutare le cose. I fatti sono fatti, le enfatizzazioni e le sentenze scritte prima ancora di essere pronunciate, e scritte da gente che è informata solo per conto terzi e di seconda o terza mano, sono forse più pericolose e pesanti delle sentenze stesse, che poi magari, come diceva qualcuno prima, possono anche assolvere.
Presidente C'è stata da parte di altri consiglieri la richiesta al consigliere Aloisi di ritirare la mozione.
Ha chiesto di parlare il consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (Ind)Prendo atto della volontà manifestata da tutte le forze politiche di impegnarsi per la soluzione di questa vicenda; siccome sono venuto a conoscenza che la sentenza dovrebbe essere depositata di qui a qualche mese, prendo atto di questa situazione e accolgo la volontà quasi unanime del consiglio di ritirare questa mozione in questo momento, riservandomi di riproporla al momento opportuno. Mi auguro che a quel momento ci sia da parte di tutti - come mi sembra ci sia - la volontà di porre finalmente fine a tutta questa amara vicenda.
