Oggetto del Consiglio n. 251 del 3 luglio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 251/75 - DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE DELL'ARTICOLO 69 DELLA LEGGE REGIONALE 28 LUGLIO 1956, N. 3, RECANTE NORME SULL'ORDINAMENTO DEI SERVIZI REGIONALI E SULLO STATO GIURIDICO ED ECONOMICO DEL PERSONALE DELLA REGIONE".
Attualmente il personale regionale può essere trasferito ad altro posto, da un ufficio ad un altro, purché si tratti di posti appartenenti allo stesso ruolo.
Si tratta di una norma a carattere restrittivo, che permette al personale una mobilità assai limitata.
Il disegno di legge che si sottopone all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale si propone di aumentare la mobilità del personale, al fine di una sua migliore utilizzazione, consentendo il trasferimento del personale stesso da un ruolo all'altro, sempreché il personale sia in possesso dei requisiti per ricoprire il nuovo posto e che si tratti di posti relativi allo stesso gruppo regionale.
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Disegno di legge regionale n. 126
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ................................ n. ...: "Modificazione dell'articolo 69 della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, recante norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione".
Il Consiglio Regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
La seguente legge:
Articolo unico
Il secondo comma dell'articolo 69 della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, modificato con l'articolo 1 della legge regionale 10 novembre 1966, n. 13, è sostituito dai seguenti nuovi commi:
"Il Consiglio o la Giunta regionale, secondo la rispettiva competenza di nomina, possono trasferire ad altro posto, da un servizio od ufficio ad altro servizio od ufficio, il personale regionale, purché ricorrano le seguenti condizioni:
a) che si tratti di posti relativi allo stesso gruppo regionale;
b) che il personale sia in possesso dei titoli di studio e di specializzazione richiesti per il nuovo posto;
c) che il personale sia ritenuto idoneo, a giudizio della Giunta regionale, a svolgere le mansioni relative al nuovo posto.
Al personale trasferito ai sensi del presente articolo, spettano gli assegni relativi al nuovo posto ed è conservata l'anzianità maturata nel posto di provenienza.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Jorrioz (IND.) - Punto n. 23 dell'ordine del giorno. Manca il parere della Commissione per gli Affari Generali ma, per decorrenza di termine, il disegno di legge viene lo stesso portato in Consiglio. C'è il parere della Commissione Paritetica, riunitasi il 26 giugno 1975, che dice quanto segue: "Quindi la Commissione esprime parere favorevole ed unanime al disegno legge dell'oggetto circa l'aumento dell'indennità integrativa spettante al personale regionale, iscritto all'ordine del giorno del Consiglio regionale convocato per 30 giugno 1975. Per quanto concerne il disegno di legge: "Modificazione dell'articolo 69 della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, la Commissione propone che nel primo comma, dopo le parole "competenze di nomina", siano aggiunte le parole: "sentiti gli interessati ed i rappresentanti sindacali dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale". Il nuovo testo viene quindi approvato da tutti i presenti con l'astensione de1 Consigliere regionale Ragionier Dolchi. Da ultimo, per quanto concerne il disegno di legge avente per oggetto: "Aumento dei posti appartenenti alla carriera direttiva nella pianta organica dei Servizi Forestali", considerato che successivamente il disegno iscritto all'ordine del giorno del Consiglio è stato presentato al Consiglio un secondo disegno di legge il quale disciplina globalmente l'intero assetto del servizio, la Commissione esprime il parere, su proposta del Segretario Generale, che tutto sia da riesaminare nel contesto di un unico provvedimento legislativo, il Presidente della Giunta regionale concorda.".
La discussione è aperta. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Come sapete, da un esame anche sommario dell'attuale situazione del personale regionale, si può dire che sono rare le persone che sono al loro posto, cioè coloro che sono di ruolo e che sono effettivamente nel posto previsto per loro. Di conseguenza, come gestione attuale del personale, si è reso necessario, secondo la Giunta, poter operare questi trasferimenti interni susseguenti a numerose vicende: morti, divisioni, domanda degli interessati per cambiare posti di lavoro, quindi poter fare questi trasferimenti in maniera che, effettivamente, il personale regionale di certe carriere sia inquadrato laddove svolge le sue mansioni. In tal modo, da un lato, si ottiene una razionalizzazione della posizione del personale e dei servizi; dall'altro, potranno essere messi finalmente a concorso dei posti che ufficialmente figurano essere liberi ma che, in realtà, sono coperti da altro personale trasferito in quella posizione.
Secondo noi, si tratta di un provvedimento importante e urgente proprio per avere una situazione del personale corrispondente alla realtà e nelle discussioni che verranno fatte da qui a poco, nelle decisioni che dovranno essere prese per la riforma dell'organico occorre trattare su una base consistente, reale, corrispondente al vero e non "tagliare il cappotto", com'è stato fatto diverse volte, secondo le esigenze del momento, per cui la Giunta ha proposto questo progetto di legge al fine di poter far corrispondere esattamente l'attuale personale regionale al posto che occupa.
Jorrioz (IND.) - Ci sono interventi? La parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - La mia astensione in Commissione Paritetica era dovuta a questo fatto, che riconfermo all'Assemblea - pur in parte, essendo corretto dall'emendamento che, più che proposto, è stato concordato tra il Presidente della Giunta e i rappresentanti del personale, questo emendamento quindi porta già una partecipazione nelle decisioni fatte e dagli interessati, e dalle Organizzazioni Sindacali -, condividendo la relazione fatta adesso dal Presidente della Giunta come quella fatta in sede di Commissione Paritetica, che ritenevamo più giusto, forse più conveniente, che questo articolo unico avesse questa modificazione, avesse una limitazione nel tempo proprio per permettere tutte quelle sistemazioni e quegli assestamenti a cui accennava il Presidente della Giunta.
Questo provvedimento, direi a termine, al 31 dicembre 1975, per cui e gli interessati, e la Giunta stessa potrebbero essere in grado in questi sei mesi di provvedere a tutte le sistemazioni dei casi anomali e di quelli che potrebbero sorgere in conseguenza delle altre affermazioni. Il provvedimento a termine permetterebbe poi nell'esame più generale di tutto il regolamento e di tutta la sistemazione del personale, delle norme o le stesse o anche delle nuove... senza che questa proposta fosse così... diventasse norma nel tempo. Credo di essere stato chiaro, insomma, non userei la parola "transitorietà" perché ho polemizzato con la Giunta su tale parola, direi che è a termine proprio per dare sei mesi di tempo e agli interessati, e alla Giunta di provvedere agli assestamenti che devono essere fatti. In questo concordiamo pienamente con il Presidente della Giunta.
In questo modo avremo poi la possibilità... o nella ristrutturazione del quadro generale di avere il riesame completo del provvedimento o, decadendo questo, si potrebbe poi esaminare di nuovo... si ritornerebbe al vecchio. Non ne facciamo una condizione... c'è l'assenso e la collaborazione, c'è il consenso, anzi il parere favorevole dei rappresentanti del personale. Non vogliamo certo essere noi più realisti del re; ci sembrava più opportuno, per una visione di organica dei problemi del personale, che questa sistemazione opportuna e ovvia fosse fatta con un provvedimento che non si protraesse nel tempo, che non diventasse una norma di regolamento organico.
Dujany (D.P.) - Intervengo su quest'oggetto solo come occasione per una considerazione di carattere più generale. Da un po' di tempo in questo Consiglio ci vediamo presentare una serie di provvedimentini di carattere settoriale che possono far piacere a Tizio, Caio o Sempronio ma che certamente non tendono a dare una soluzione organica ad un problema estremamente complesso e difficile, che non può trovare soluzione con queste leggine di carattere vario, che non fanno altro che rendere ancora più congestionato questo regolamento già incomprensibile e la cui gestione diventerà sempre più difficile. Direi che questo argomento, con tanti altri precedenti e con tanti altri seguenti, non fa parte che di una politica del personale puramente illusoria e puramente clientelare. Voteremo quindi anche a favore del provvedimento, perché non ha nessuna importanza, perché sono dei provvedimenti che non porteranno nessun vantaggio al funzionamento globale dell'Amministrazione regionale e, d'altra parte, se non siamo noi Consiglieri ad affrontare questo problema, ci troveremo continuamente attratti dalle esigenze particolaristiche e individualistiche per risolvere i problemi di ognuno o di tanti, facendo e creando altre ingiustizie a carico di tante altre.
Quando vedevo questi provvedimenti, mi veniva la tentazione di invitare i Consiglieri e mettere fuori un avviso a tutto il personale della Regione che intendesse reclamare qualcosa per chiedere ai Consiglieri la presentazione di un progetto di legge modificativo a proprio vantaggio. Chiedere di farlo perché ormai siamo arrivati al punto tale di slittamento morale, di settorialismo clientelare per cui credo che qualunque iniziativa può essere valida perché, ormai più a terra di quel che siamo non possiamo andare. Un anno fa circa il Consiglio regionale aveva approvato quell'incarico a quel gruppo di studio per incominciare ad esaminare questo problema a livello tecnico, a livello di ricerca. Questo lavoro è andato avanti con tempi più lunghi di quanto non si prevedesse; la Giunta, naturalmente, non ha più - credo - relazionato nulla in Consiglio su questo problema. Credo sia stata allegata nell'ordine del giorno del Consiglio del 9 e del 10 una relazione dell'ISAP che non ho ancora avuto la fortuna di leggere; perciò, è altrettanto chiaro che questi organi tecnici non possono andare avanti nel loro lavoro se non c'è una volontà politica. La volontà politica deve essere ricercata negli organi competenti del Consiglio, della Giunta e delle Organizzazioni Sindacali, perché alcune scelte di fondo, che devono essere scelte politiche, non possono essere scelte tecniche e non possono essere scelte di determinati organi tecnocrati, preparati se volete, ma che non sono organi politici e, quindi, non possono fare determinate scelte. Ecco, mi sono permesso di fare queste poche osservazioni indipendentemente, dalle condizioni di voto, per dire che tutti questi provvedimenti sono tempo perso che non servono naturalmente all'interesse generale del miglioramento del funzionamento di quest'Amministrazione.
Andrione (U.V.) - Non mi dispiace di non concordare con il Consigliere Dujany su degli interventi settoriali, perché, contrariamente a lui, ho molta meno fiducia nelle scelte di carattere generale, che poi non trovano corrispondenza sul terreno. A nostro avviso, la gestione del personale, problema estremamente complesso, estremamente difficile, deve essere portato avanti tenendo presente la situazione di fatto e non quelli che sono magari i lodevoli desideri dei Consiglieri e degli Assessori. Purtroppo, dal 1946 ad oggi la situazione del personale regionale è sempre stata caratterizzata dalla non applicazione di certe norme del regolamento e dall'iter di applicazione delle altre norme. L'unica questione, l'unico modo con il quale si può affrontare il problema del personale è quello di incominciare ad applicare le leggi in vigore e di applicare a ciascuno la legge secondo le sue posizioni. Non vi sono altri mezzi; per quanto riguarda il futuro, quando vi sarà finalmente una nuova legge dell'organico, quella verrà applicata.
Per quanto concerne la proposta del Consigliere Dolchi, la Giunta non ha niente in contrario se è necessario mettere un termine in quel senso. Mi permetto di osservare però che, facendo rivivere il vecchio steccato, dopo qualche mese rischiamo effettivamente, di avere delle situazioni che si vengono a creare due o tre mesi dopo che il vecchio steccato è stato rimesso in opera con la solita corsa a dire: "ma perché non prolungate quella legge di qualche mese", o cose di questo genere. Non solo, la questione si presenta anche sotto il profilo dei titoli di studio; io non vorrei sostenere qui la tesi dell'equivalenza di tutti i titoli di studio, però, fino ad una certa classe, credo sia una tendenza mondiale considerare i titoli di studio equivalenti. Non vedo perché noi dobbiamo mantenere quelle divisioni così rigide quando poi in realtà permettiamo, attraverso i concorsi che riconoscono validità a titoli di studio, di partecipare a quel concorso. In quel senso pertanto mi sembra che sia inutile, dato che questa norma, parziale, settoriale, quello che si vuole, va però nella direzione di razionalizzare quella che è già di fatto la situazione di un concorso, perché se noi mettiamo a concorso un posto di segretario, geometri e ragionieri non possono partecipare e non c'è nessuno che può impedire a loro di partecipare. Gli ultimi concorsi, tra l'altro, credo che siano stati vinti abbastanza frequentemente da ragionieri, no? Quindi, dire che questa norma va nel corso della realtà delle cose... bene, io pregherei il Consigliere Dolchi di non insistere su quella posizione; nel caso si volesse insistere, proporrei una data più lontana, una data in cui ragionevolmente si possa sperare di avere la legge completa sul nuovo organico, in maniera da non avere tre regimi differenti nello spazio di un anno e mezzo. Non so se mi sono spiegato: avere un regime fino al 2 agosto 1975... Dolchi se mi segui ...(voce)... va bene, se fate una controproposta, io aspetto.
Dolchi (P.C.I.) - ... perché c'è il parere favorevole delle Organizzazioni Sindacali, cioè il parere favorevole dei rappresentanti, ecco, qui farei una piccola distinzione, forse le Organizzazioni Sindacali non erano così d'accordo come i rappresentanti del personale della Commissione Paritetica. Mi sembra che, da com'è andata la discussione, da quelli che sono stati i chiarimenti del Presidente della Giunta, si possa accogliere e, siccome l'astenuto sono stato solo io, modificare adesso potrebbe sembrare un colpo di mano nei confronti della Commissione Paritetica. Occorre che ci sia da parte del Consiglio, per quello che vale, l'impegno di rivedere il problema mettendo successivamente quello steccato dopo sei mesi o un anno. D'altra parte a chiunque spetta l'iniziativa, che sia la Giunta o che sia il Consiglio, se fra un anno vedremo che l'esperienza non è soddisfacente, si dirà: "va bene, allora mettiamo un termine oppure abroghiamo quello che abbiamo votato il 3 luglio del 1975".
Andrione (U.V.) - Il problema si presenta proprio in relazione a quanto ha detto anche il Consigliere Dujany su quello che sarà il seguito dei lavori dell'ISAP e cioè noi il 9 e il 10 inizieremo, perché si tratta di lavoro ponderoso, l'esame regionale della situazione del personale, probabilmente a prescindere dalle condizioni politiche. A settembre dovremo riprendere perché vi sarà nuovo materiale pronto e riusciremo - io spero entro dei tempi ragionevoli che comunque vanno all'inizio dell'anno prossimo - ad avere una prima stesura, una prima bozza di un'organizzazione generale dei servizi regionali tenendo qui presente le grosse difficoltà, i grossi aspetti difficili che verranno sul tavolo anche sotto il profilo umano, perché una cosa è stabilire una sigla come A 1 e una cosa poi è affidare ad una persona fisica un certo servizio. A questo punto io penso che il Consiglio dovrà a un certo momento riunirsi anche in seduta segreta e valutare esattamente certe grosse responsabilità che ci toccano in quanto rappresentanti del popolo valdostano. La proposta del Consigliere Dolchi quindi viene accettata; poi vedremo anche quali saranno le conseguenze, ma credo che, in linea di massima, in funzione della legislazione attuale vigente, questo provvedimento riporterà un po' di ordine, di rispetto.
Jorrioz (IND.) - Altri interventi? Se non ci sono più altri interventi, io metterei prima in votazione l'emendamento da apportare all'articolo unico.
Emendamento
Al primo comma dell'articolo unico, dopo le parole: "competenza di nomina" sono aggiunte le seguenti: "sentiti gli interessati e i rappresentanti sindacali dei dipendenti dell'Amministrazione".
Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto della legge; pertanto nel caso di una legge con articolo unico ...(voci)... non è necessario votare l'articolo, bensì votare la legge.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 29
Maggioranza: 15
Favorevoli: 25
Contrari: 4
Il Consiglio approva.
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Disegno di legge regionale n. 126
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ................................ n. ...: "Modificazione dell'articolo 69 della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, recante norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione".
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
La seguente legge:
Articolo unico
Il secondo comma dell'articolo 69 della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, modificato con l'articolo 1 della legge regionale 10 novembre 1966, n. 13, è sostituito dai seguenti nuovi commi:
"Il Consiglio o la Giunta regionale, secondo la rispettiva competenza di nomina, sentiti gli interessati e i rappresentanti sindacali dei dipendenti dell'Amministrazione regionale, possono trasferire ad altro posto, da un servizio od ufficio ad altro servizio od ufficio, il personale regionale, purché ricorrano le seguenti condizioni:
a) che si tratti di posti relativi allo stesso gruppo regionale;
b) che il personale sia in possesso dei titoli di studio e di specializzazione richiesti per il nuovo posto;
c) che il personale sia ritenuto idoneo, a giudizio della Giunta regionale, a svolgere le mansioni relative al nuovo posto.
Al personale trasferito ai sensi del presente articolo, spettano gli assegni relativi al nuovo posto ed è conservata l'anzianità maturata nel posto di provenienza.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
