Oggetto del Consiglio n. 2159 del 22 maggio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2159/IX Iniziative per favorire la diffusione di una cultura di pace e cooperazione fra i popoli. (Approvazione di mozione).
Presidente Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Cristina Monami, Mafrica e Chenuil:
Mozione Considerato che la pace, in coerenza con i principi della nostra Costituzione, rappresenta un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli;
Ribadito che il concetto di pace non si limita all'assenza della guerra, ma significa quotidiana e metodica conquista di una civile convivenza tra esseri umani e tra popoli;
Ricordato che in data 28 febbraio 1991 una risoluzione del Consiglio regionale ha dichiarato la Valle d'Aosta REGIONE DI PACE;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) Farsi promotrice della diffusione, nella nostra regione, di messaggi, anche brevi, tesi a promuovere atteggiamenti di solidarietà e cooperazione da diffondersi attraverso i diversi canali di comunicazione (televisione, radio, giornali, ecc.).
2) A fornire le biblioteche regionali di testi che informino:
a) sulla storia, sulla cultura e sulle condizioni socio economiche delle popolazioni extracomunitarie, medio-orientali, arabe ecc.;
b) ui diritti dei cittadini;
c) ui diritti dei bambini.
3) dotare le scuole materne regionali di testi e giochi che si pongano anche lo scopo didattico di sviluppare nei bambini sentimenti di comprensione e rispetto per le differenze.
4) d organizzare idonei corsi, rivolti agli insegnanti e ad altri operatori pedagogici, che affrontino le questioni metodologiche e didattiche necessarie a favorire la diffusione di una cultura di pace e cooperazione tra i popoli.
PresidenteHa chiesto di illustrare la mozione la Consigliera Cristina Monami, ne ha facoltà.
Monami (PCI-PDS)La pace, in coerenza con i principi della nostra costituzione, rappresenta un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli. Così dice la mozione, e devo dire che mi sento sempre un po'imbarazzata quando devo parlare di concetti che a me, ma credo a tutti, sembrano lapalissiani, sembrano addirittura retorici, visto che fanno parte di un nostro bagaglio culturale che è teorico, e pur tuttavia si sente la necessità di continuarne a parlare e a discutere.
Quindi non nascondo il mio imbarazzo, che credo possa essere condiviso da chi ascolta.
Questo significa che fra la nostra elaborazione teorica, che tante volte raggiunge anche livelli alti, e la relativa traduzione in pratica esiste ancora una grande dicotomia. Ed è il motivo per cui si ritorna a riproporre gli stessi concetti e gli stessi diritti.
Questo è anche uno dei motivi per i quali, nel mese di marzo, ho avuto in incontro con tutte le consigliere comunali per confrontarci sul tema della pace e per valutare in che modo e se vi fosse la possibilità da parte delle amministratrici di lavorare in questo senso. Alcune indicazioni sono venute da questa assemblea e sono presenti nella mozione; non sto a ripeterle.
Tutte le idee venute da questa assemblea discendono da un concetto fondamentale che abbiamo fatto nostro e che è questo: pace non significa assenza di guerra, ma significa quotidiana e metodica conquista di una civile convivenza fra essere umani e popoli. Questo il senso della mozione. In questo senso secondo noi la Giunta deve lavorare, nei modi che abbiamo indicato.
Sono convinta che modi ce ne siano altri e sono sicura che la Giunta farà del suo meglio e farà tesoro di questi suggerimenti che vengono dalla mia parte, ma in questo momento mi sento di poter rappresentare le consigliere comunali valdostane.
Mi piacerebbe - e credo non sia difficile - che la mozione fosse colta nel suo senso vero; non ha intenzioni polemiche, ha desiderio interlocutorio e voglia comunque di continuare a discutere i diritti fondamentali degli uomini.
PresidenteHa chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA)Siamo d'accordo con questa mozione e con quello che propone, quindi la voteremo.
Abbiamo però una perplessità che riguarda il primo punto della parte deliberativa, dove si impegna la Giunta a farsi promotrice della diffusione, nella nostra regione, di messaggi, anche brevi, tesi a promuovere atteggiamenti di solidarietà e cooperazione da diffondersi attraverso i diversi canali di comunicazione (televisione, radio, giornali, ecc.).
Mentre la seconda parte, che riguarda un'azione di educazione alla pace attraverso le biblioteche, le scuole, gli insegnanti, ci sembra una azione efficace perché va in profondità, l'iniziativa attraverso canali pubblicitari non ci convince. Ci sembra che possa essere anche controproducente, perché c'è il rischio che si finisca con l'affidare un incarico alla solita agenzia di pubblicità che fa un po' di spot, spilla un po' di soldi all'Amministrazione regionale e tutto poi finisce lì.
Chiederei, se possibile, di stralciare il primo punto e di mantenere il secondo punto della mozione, che mi sembra molto utile e molto centrato rispetto ad una educazione alla pace.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Rusci, ne ha facoltà.
Rusci (PRI)Dirò fin da subito che la Giunta voterà a favore di questa mozione, tenendo doverosamente conto delle premesse di esegesi sui grandi argomenti e sui grandi concetti fatti dalla Consigliera Monami, tenendo conto cioè che c'è il rischio di banalizzare alle volte gli argomenti stessi.
Il pregio della mozione è comunque quello di sottolineare "al pratico" certi comportamenti da tenersi, su queste linee si muoverà la Giunta, nel rispetto comunque delle professionalità e delle competenze, perché credo che a corredo della deontologia della figura del bibliotecario, per esempio, e mi riferisco al punto 2 della parte deliberativa della mozione, ci sia doverosamente una dose di sensibilità atta a far sì che poi si trasmetta nell'acquisto di testi che vanno nella direzione dei grandi diritti dell'uomo. Non ho fatto fare una verifica precisa, ho parlato con il dirigente del servizio che mi ha assicurato comunque da anni esserci un'attenzione di questo tipo sull'argomento. Ed anche nel rispetto delle competenze che rimangono anche a collegi dei docenti, a consigli di circolo per quello che riguarda il dotarsi di materiali e presidi educativi così come per quello che attiene l'organizzazione dei corsi formativi.
Da anni in questa Regione i comportamenti, le scelte fatte anche in ambito culturale sono scelte che coprono un grande spettro di comportamenti degli uomini, di differenti stati ed anche di differenti momenti storici; questo ci fa dire che è battuto il concetto della unilateralità, cioè si vanno a cercare esperienze di differenti paesi e di differenti momenti che ci fanno sentire in sintonia con questi differenti momenti e differenti paesi.
Dicevo, e ribadisco il concetto, che c'è questo impegno a continuare con la sensibilizzazione; ho sentito anche l'intervento del Consigliere Riccarand: può esserci il rischio che a realizzare degli spot sull'argomento si cada nella banalità, cioè si banalizzi ancora di più un concetto che è ormai un diritto acquisito almeno alle nostre latitudini. Dovrà dire la Consigliera Monami se intende modificare la parte deliberativa della sua mozione.
Presidente Ha chiesto di parlare la Consigliera Monami, ne ha facoltà.
Monami (PCI-PDS) Ringrazio l'Assessore e ringrazio il Consigliere Riccarand per l'attenzione prestata a questa mozione.
Non ho difficoltà a mettere in discussione il primo punto, anche perché so che a questo proposito già ci siamo confrontati in altre sedi ed abbiamo opinioni diverse, nel senso che io ritengo che la pubblicità comunque un suo ruolo lo svolga e sia anche molto più grande di quanto non si pensi. Ma questa è una mia opinione personale, che mi deriva anche da una esperienza vissuta in famiglia. Nella mia famiglia tutti fumano e le mie figlie vivono in una famiglia dove il padre, la madre, il nonno, gli zii, parenti ed amici vari fumano. Queste ragazze fin dalla scuola materna si sono sentite proporre messaggi in relazione al fumo negativi; il famoso "grazie non fumo" l'ho imparato quando le mie figlie andavano alle elementari e mi tornavano a casa con dépliants di questo tipo. Per adesso queste due ragazze non fumano, è vero che sono giovani ma hanno 18 anni una e 16 anni l'altra, ed è l'età in cui di solito si comincia a fumare.
Per cui ritengo che il messaggio pubblicitario un suo ruolo ce l'abbia, ciò nonostante sono disposta a cancellare questo primo punto se crea dei problemi, anche perché su questo credo continueremo a discutere anche in relazione ad altri argomenti.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Stévenin, ne ha facoltà.
Stévenin (UV) Ce n'est pas pour une déclaration de vote, mais c'est pour exprimer notre avis favorable et en même temps rappeler à ce Conseil régional que le 6 février 1985 ce même Conseil régional avait voté un ordre du jour de solidarité à l'égard des peuples en lutte pour s'affranchir des dictatures et des impérialismes. Il avait invité le gouvernement italien à accorder le plus grand intérêt à la volonté exprimée par les régions et surtout par la région Vallée d'Aoste de participer aux choix de solidarité internationale.
S'engageait le gouvernement régional à approfondir la connaissance et la divulgation parmi les citoyens valdôtains des informations concernant les problèmes de la coexistence pacifique, de la solidarité entre les peuples, de la liberté des nations.
C'est-à-dire que par des actions concrètes de solidarité on aurait pu finalement parvenir à des réalisations d'accord entre les différentes communautés qui existent dans le monde entier.
C'est pour dire que finalement on est dans cette ligne, c'est important de travailler dans cette direction et c'est pour cela que nous exprimons notre accord.
Presidente Pongo in votazione la mozione nel testo così emendato:
Mozione Considerato che la pace, in coerenza con i principi della nostra Costituzione, rappresenta un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli;
Ribadito che il concetto di pace non si limita all'assenza della guerra, ma significa quotidiana e metodica conquista di una civile convivenza tra esseri umani e tra popoli;
Ricordato che in data 28 febbraio 1991 una risoluzione del Consiglio regionale ha dichiarato la Valle d'Aosta REGIONE DI PACE;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) fornire le biblioteche regionali di testi che informino:
a) sulla storia, sulla cultura e sulle condizioni socio economiche delle popolazioni extracomunitarie, medio-orientali, arabe ecc.;
b) sui diritti dei cittadini;
c) sui diritti dei bambini.
2) dotare le scuole materne regionali di testi e giochi che si pongano anche lo scopo didattico di sviluppare nei bambini sentimenti di comprensione e rispetto per le differenze.
3) organizzare idonei corsi, rivolti agli insegnanti e ad altri operatori pedagogici, che affrontino le questioni metodologiche e didattiche necessarie a favorire la diffusione di una cultura di pace e cooperazione tra i popoli.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità
