Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2121 del 7 maggio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2121/IX - Modificazione al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio.

Presidente: In relazione al dibattito generale svoltosi nel corso della seduta antimeridiana (oggetto n. 2120/IX) il Consiglio prosegue i suoi lavori con l'esame della proposta di modificazione iscritta al punto 22 dell'ordine del giorno, nel testo predisposto dalla Commissione per il Regolamento.

Do lettura di un emendamento soppressivo, proposto dal Consigliere Andrione, che va discusso e messo in votazione prima del testo proposto dalla Commissione per il Regolamento.

EMENDAMENTO

Al termine del comma 1 dell'articolo 20 è soppressa la frase:

"In ogni Commissione deve essere rispettato il rapporto tra maggioranza e minoranza".

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento soppressivo testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti 19 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami Cristina, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)

Il Consiglio non approva

Presidente: Do lettura della proposta di modifica al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio presentata dalla Commissione per il Regolamento;

IL CONSIGLIO

su proposta della Commissione per il Regolamento, ai sensi del III comma dell'articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio;

delibera

1) di approvare, nel testo sottoriportato, la seguente modificazione al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio:

Il comma 1 dell'articolo 20 è sostituito dal seguente:

"1. La composizione delle Commissioni consiliari permanenti è, per quanto possibile, determinata con criteri di proporzionalità rispetto alla consistenza dei Gruppi nel Consiglio. In ogni Commissione deve essere rispettato il rapporto tra maggioranza e minoranza";

2) di pubblicare la modificazione di cui sopra nel Bollettino Ufficiale della Regione Valle d'Aosta.

Il Consigliere Viérin ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.:

Viérin (UV): Merci. Nous avons, aujourd'hui, assisté à la représentation du premier acte de cette pièce théâtrale portant, en définitive, sur la main-mise totale de l'exécutif sur le législatif. La majorité se taillera donc un nouvel habit à sa mesure, avec une modification de Règlement en cours de législature, sans qu'il y ait changement officiel de majorité, sanctionné par une nouvelle élection du Président et de son gouvernement.

Nous attendons le deuxième acte de cette pièce, c'est-à-dire la convocation avec procédure d'urgence du Conseil, on dit pour vendredi, afin de donner une application concrète à cette modification et afin de démissionner d'office tous les membres des différentes Commissions pour les reconstituer "ex novo". Nous attendons la suite de ces événements ou si vous voulez de ce feuilleton réglementaire.

En tout cas, pour ce qui est de la proposition formulée aujourd'hui, nous confirmons notre vote contraire à la proposition de modification du Règlement intérieur du Conseil régional, présentée par l'actuelle majorité. Et ce pour les raisons exposées par les Conseillers unionistes et par les Conseillers de l'opposition, qui sont intervenus cette matinée dans le débat, et notamment pour la mortification des fonctions et du rôle des conseillers qui en découle.

Par ailleurs, force nous est de constater, encore une fois, l'arrogance et l'intolérance de monsieur Milanesio vers toute opinion qui diffère de la sienne. Arrogance, intolérance qui frôlent encore une fois le mépris, en qualifiant les avis contraires aux siens de théories délirantes, de propositions offensives. Le tout au nom d'un sens de la pudeur que seulement monsieur Milanesio connaît.

Or, s'il est vrai que monsieur Milanesio, ou plutôt "monsieur Universel" ou "monsieur Démocratie", comme il aime se présenter, s'est attribué un diplôme "honoris causa" en politologie, il est aussi évident qu'il suit désormais la logique des disciples d'Aristote, la logique de l'ipse dixit et que, si monsieur Milanesio parle d'abus, aussi il réclame le respect des principes qui réglementent le fonctionnement de toute assemblée élective, ces propos monsieur Milanesio doit les adresser, avant tout, au Président de la première Commission du Conseil, c'est-à-dire il doit se les adresser à lui-même, en donnant pour premier le bon exemple du respect des règles qu'il entend établir.

Presidente: Il Vicepresidente Bich ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Bich (Indipendente): La mia dichiarazione di voto sarà brevissima e non assillerò l'assemblea per ripetere argomentazioni già ampiamente dibattute stamane nel corso di tutti quegli interventi che, in alcuni casi, hanno avuto senz'altro il pregio di mettere in evidenza la centralità dei regolamenti quando si parla della vita dell'assemblea.

Non entro nel merito della modifica dell'articolo 20 del Regolamento, ma voglio palesare un certo sconcerto per la rapidità e la facilità con cui le procedure permettono il passaggio al voto e quindi alla modifica di un Regolamento così importante, senza la possibilità di fasi interlocutorie, in cui le parti politiche possano approfondire e stabilire dei rapporti più equilibrati.

Possiamo anche condividere una modifica come questa dell'organigramma delle commissioni permanenti, in cui si ipotizza il trasferimento della maggioranza dell'aula nelle commissioni permanenti, perché non è lesiva dei rapporti istituzionali che si instaurano fra i gruppi politici. Tuttavia, se analoga procedura può essere stabilita per tutto il Regolamento - ahimè! - con qualsiasi atto o con qualsiasi forzatura della maggioranza si può incrinare una condizione di diritto che si stabilisce all'interno del Regolamento del Consiglio, perché possono venire inficiate le prerogative ed i diritti stessi della minoranza.

Ecco perché esprimo il mio sconcerto; ecco perché ritengo estremamente attuale il gran dibattere sull'articolo 138 della Costituzione, dove i nostri Padri costituzionalisti avevano posto dei freni di non ritorno per poter modificare la Carta massima che regolamenta la nostra vita politica ed istituzionale; ecco perché la doppia lettura delle leggi; ecco perché la maggioranza qualificata in leggi fondamentali, come quella elettorale e lo stesso statuto della specificità della nostra regione; ecco perché quasi sempre il legislatore pone la condizione di una maggioranza più ampia di quella minima aritmeticamente possibile all'interno delle istituzioni, per passare le modificazioni di quello che abbiamo chiamato "il nostro codice" o "le regole del gioco".

Anche se in fase di dichiarazione di voto può sembrare ridicolo, io propongo che la I Commissione discuta una modifica del Regolamento, inteso non come rapporto istituzionale tra i gruppi politici, tal che, per procedere ad una sua eventuale modifica, siano necessari i due terzi dei consiglieri assegnati all'Assemblea.

Questa battaglia, per la quale le Sinistre si erano battute in Parlamento sin dalla Costituente, che porta la firma del grande garante Terracini, si ripropone ancora oggi in questi termini in un'assemblea elettiva così importante come quella del Consiglio regionale. Riportiamo anche qui quelle garanzie per le revisioni che sono previste nell'articolo 138 della Costituzione; vincoliamo le revisioni del Regolamento interno, che è fondamentale ed importante per il dibattito e per la vita stessa dell'assemblea, a condizioni più allargate e confortanti del voto politico.

Oggi questo non avviene e proprio per questo annuncio con rammarico il mio voto contrario alla proposta di modificazione dell'articolo 20 del Regolamento interno.

Torno a ripetere che si tratta di un problema di fondamentale importanza, che si riproporrà. Su questo problema le Sinistre si sono battute ampiamente in passato e spero che lo facciano anche oggi. Non si venga però poi a sostenere che l'unità della Sinistra ha solo contenuti programmatici, perché in questo caso - e faccio appello ai partiti della Sinistra - deve essere fatta una valutazione di tipo profondamente democratico, poggiata sul rapporto politico dei partiti all'interno delle istituzioni, anche per la tutela delle minoranze di domani.

Non lo faccio oggi solo perché sono in minoranza, ma lo feci anche quando ebbi l'onore di presiedere questo Consiglio. Colleghi Consiglieri - e faccio riferimento alla Sinistra - vi prego di credere che vale la pena di combattere questa battaglia: poniamo dei termini seri di filtro e di particolare qualificazione alla modifica ed alla revisione dei regolamenti, specie quando si tratta di regolamenti fondamentali come questo.

Presidente: Il Consigliere Milanesio ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI): Sarò brevissimo, anche perché si avverte spesso il gusto di fraintendere le dichiarazioni, in particolare le mie.

Non credo di essermi rivolto con arroganza o con spocchia a nessuno, perché non è nel mio costume, ma ho solo sostenuto che qui si volevano forzare delle interpretazioni dettate da norme universali e anche dal buonsenso di un cittadino qualunque che passa per la strada e che magari viene ad ascoltare il nostro dibattito.

Quando ho accennato al teatro dell'assurdo, l'ho fatto a ragion veduta, perché in quel teatro si sostiene esattamente il contrario della realtà, della normalità e della norma.

Stamane sono entrato in quest'aula con la speranza di poter sentire qualche tesi convincente dei contraddittori della posizione assunta dalla Commissione del Regolamento. Ad essere sincero, non ho trovato nessun argomento, proprio nessuno, anzi nemmeno una scintilla, che potesse consentirmi di cambiare idea o di avere un'opinione diversa da quella della Commissione.

Qui non stiamo modificando i princìpi basilari su cui poggia o si fonda il funzionamento di questo Consiglio, ma stiamo semplicemente rendendo esplicita una cosa che, con una diversa disponibilità d'animo da parte dei consiglieri che in questo momento ci fronteggiano, sarebbe stata del tutto ovvia. Il più comprendeva il meno, invece abbiamo dovuto esplicitare questo meno, perché così non era e non sarebbe stato.

Non si tratta quindi di una battaglia strategica che attiene allo stravolgimento di chissà quali princìpi. Noi diciamo più semplicemente che si tratta di una corretta interpretazione del Regolamento consiliare che questa assemblea si è dato, che si svolge nel rispetto più rigoroso del principio che distingue la maggioranza dalla minoranza. Le maggioranze possono essere amplissime o ristrette, ma, fino a quando sono maggioranze, hanno il diritto-dovere di tentare di governare. Questo è un principio universale.

Secondo me, la modifica che il Consiglio si appresta a votare rimarrà nell'ordinamento di questa Regione e non verrà discussa in avvenire, perché è normale e naturale. Mi sono stupito che se ne sia fatta una grande discussione.

Certamente anche altri aspetti del Regolamento possono essere oggetto di discussione, di revisione e di approfondimento e si è sempre detto che il Regolamento è il documento a cui si fa riferimento nel funzionamento del Consiglio e che deve tutelare le maggioranze e le minoranze, ma soprattutto il buon andamento dei lavori consiliari, cioè la certezza che il gioco politico avvenga nell'ambito di regole accettate da tutti. Non credo...

(...Interruzione del Consigliere Faval...)

Consigliere Faval, noi non le cambiamo, ma le precisiamo. Le norme non sono cambiate, sono solo precisate, perché è proprio dalla loro interpretazione capziosa che possono nascere quelle discussioni, che altrimenti non ci sarebbero. Il problema è tutto lì.

Torno a ripetere, quindi, che Annibale non è alle porte e che, almeno per quello che mi riguarda, non è il caso di invocare i Padri costituenti, perché non stiamo rifondando la Costituzione - spero che questo compito spetterà al Parlamento o, se sarà necessario, al popolo -, ma stiamo semplicemente precisando un piccolo aspetto, marginale ma non trascurabile, di una questione che, in altri tempi e con un diverso fair play, non avrebbe avuto bisogno di questo scontro o di questa discussione consiliare.

Mi sono permesso di fare questa semplice osservazione, che non vuole suonare polemica e chiedo scusa se, inavvertitamente, posso avere offeso qualcuno, perché non era nelle mie intenzioni. A volte difendo con foga le posizioni nelle quali credo, ma il mio rispetto per tutti i consiglieri c'è stato, c'è e ci sarà sempre.

Presidente: Il Consigliere Riccarand ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Ho chiesto la parola per ribadire il giudizio negativo del Gruppo Verde Alternativo sulle modifiche al Regolamento proposte dai Capigruppo della maggioranza, che noi non condividiamo né nel metodo con cui sono state proposte e portate avanti, né nel merito.

Non le condividiamo nel metodo, perché il Regolamento interno che costituisce un atto importante per il buon governo di questo Consiglio è uno strumento che dovrebbe essere concordato, non dico all'unanimità, ma comunque a stragrande maggioranza. In passato si è sempre cercato di raggiungere una larga intesa intorno al Regolamento interno. In questo caso, invece, si è voluto semplicemente costringere il Consiglio a ratificare una decisione che fa comodo ai gruppi della maggioranza e non si è andati sicuramente a cercare una norma utile a tutto il Consiglio.

Non siamo neppure d'accordo sul merito, perché stabilire così rigidamente, come viene fatto oggi per la prima volta nella storia di questo Consiglio, che la maggioranza numerica del Consiglio abbia diritto alla maggioranza numerica in ogni Commissione va contro, come dicevo nei precedenti interventi, la prassi consolidata e prevalente esistente all'interno del Consiglio regionale e va anche contro problemi di adeguata rappresentanza e di equilibrio tra maggioranza e minoranza.

Noi, quindi, non condividiamo queste proposte di modificazione e voteremo contro.

Presidente: Se nessuno chiede la parola per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la proposta di modifica presentata dalla Commissione per il Regolamento, della quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 19

Contrari: 16

Il Consiglio approva