Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2091 del 24 aprile 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2091/IX Studio per la realizzazione di un centro di servizi alle imprese. (Interpellanze).

PresidenteDo lettura dell'interpellanze presentate rispettivamente dal Consigliere Lanivi e dai Consiglieri Rollandin, Viérin, Agnesod, Faval e Andrione, che vengono discusse congiuntamente trattando analogo argomento:

Interpellanza Premesso che il difficile processo di reindustrializzazione della Valle d'Aosta è stato negli anni passati gestito dalla Regione in coerenza con obiettivi politico-programmatici del Consiglio regionale;

considerato che per il rafforzamento e lo sviluppo del tessuto produttivo valdostano era emersa la necessità di supportare imprese, oltre che con strumenti di tipo finanziario, anche e soprattutto con l'erogazione di servizi reali;

considerato altresì che la creazione di un centro di servizi alle imprese deve costituire una risposta corretta ed efficace alle domande degli imprenditori, in linea con la politica industriale della Regione;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1472 del 15 febbraio 1991 con la quale veniva incaricata la Finaosta S.p.A. di effettuare uno studio per la realizzazione di un centro di servizi alle imprese impegnando la spesa complessiva di 45 milioni di lire per l'esecuzione dell'incarico;

avendo appreso che successivamente la Finaosta S.p.A. procedeva ad assegnare ad una società di consulenza la realizzazione di tale studio;

ricordato che l'iniziativa centro servizi alle imprese era inclusa, tra l'altro, nel programma operativo relativo alla zona in declino industriale della media e bassa Valle, programma redatto congiuntamente dal servizio studi, programmi e progetti della Presidenza della Giunta, dall'Assessorato regionale ICAT e dall'Agenzia del lavoro della Valle d'Aosta ed approvato dalla Giunta regionale e successivamente dalla Commissione CEE;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Autonomisti Indipendenti

interpella

il Presidente della Giunta e l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:

1) i motivi per i quali la Giunta non ha provveduto ad incaricare diret-tamente una società di consulenza e se la Giunta non fosse già in posses-so di studi, analisi o progetti mirati alla realizzazione del centro servizi;

2) se l'Agenzia del lavoro, in considerazione dei compiti ad essa attribuiti dal punto 4 del piano triennale di politica del lavoro 89/91, non poteva essere individuato come soggetto idoneo alla realizzazione di un simile incarico;

3) se sono state definite le linee-guida alle quali la Finaosta S.p.A do-vrebbe attenersi per la progettazione del centro servizi e, in caso afferma-tivo, quali, ed i criteri seguiti nella determinazione della spesa di lire 450 milioni a favore della Finaosta S.p.A. per l'esecuzione del progetto;

4) se, anche alla luce di altre recenti decisioni, la Giunta regionale intende trasferire alla Finaosta S.p.A. il governo della politica industriale in Valle d'Aosta.

Interpellation Vu le Congrès organisé à Saint-Vincent les 28 et 29 septembre 1990, par la Région avec le concours de la Finaosta et l'Assafix sur le thème: "Le iniziative di promozione imprenditoriale in Italia";

après une lecture attentive des sujets traités au cours du débat et des expériences faites tant en Italie qu'à l'étranger;

ayant été informés de la déliberation n. 1472 du 15 février 1991 portant délégation à la Finaosta S.p.A. d'effectuer une étude en vue de la réalisation d'un centre de services aux entreprises - Approbation et engagement de dépenses;

rappelant les compétences spécifiques et de l'Assesseur à l'Industrie, Commerce, Artisanat et de l'Agence pour l'emploi;

les soussignés Conseillers régionaux

interpellent

l'Assesseur compétent pour:

1) connaître les motifs qui pourraient avoir induit le Gouvernement régional à exclure l'Agence pour l'emploi d'une enquête relevant de ses fonctions;

2) savoir si la réduction progressive des fonctions de l'Assesseur à l'Industrie et de l'Agence pour l'emploi et le passage graduel des fonctions à la Finaosta s'insèrent dans un projet particulier;

3) savoir si le transfert de 450 millions de lires (quatre cent cinquante millions) à la Finaosta est compatible avec les engagements pris lors de l'approbation du programme d'action relatif aux interventions dans la zone de la moyenne et de la basse vallée visées à l'objectif 2 - règlement CEE n. 2052/88;

4) savoir s'il existe des raisons particulières pour le versement de 200 millions au moment de l'attribution du travail susmentionné, ce que l'on compte faire des conclusions du congrès de Saint-Vincent et si la Finaosta a déjà confié le travail prévu par la délibération susdite.

Signé: - Rollandin - D. Viérin - Agnesod Gino - Faval - Mario Andrione

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza iscritta all'oggetto n. 11 il Consigliere Lanivi.

Lanivi (AI)Anche se il cambio avvenuto all'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti cambia un pochino la situazione in cui questa interpellanza viene discussa, volevo solo esprimere i motivi che mi hanno portato a fare questa interpellanza.

Il primo motivo è l'impressione che vi sia stato un processo, a mio avviso non positivo, di spostamento della sede decisionale della politica industriale dalla sua sede competente e opportuna, che è il governo della Regione, alla Finaosta. Il discorso della costituzione del centro servizi è un segno, ma non il solo, di questa tendenza che giudico non positiva. Si tratta della ipotesi di istituzione di un centro servizi e le domande sono prevalentemente queste.

Vorrei sapere se la Regione ha individuato dei criteri che la Finaosta dovrebbe seguire per la presentazione di un'ipotesi di realizzazione del centro servizi, ma - ancora più importante - non si riesce a capire come mai l'approfondimento di questo tema sia attuato dalla Finaosta con il contributo dell'Amministrazione regionale. Chiedo cioè se non era il caso che questo studio venisse direttamente fatto dall'Amministrazione regionale e dal suo Assessorato competente, e non un trasferimento di contributi alla Finaosta per non realizzare direttamente, ma per dare un incarico all'esterno, perché poteva essere benissimo fatto dalla Regione seguendo criteri con indicazioni proprie.

Ultima questione: dato che di questo tema pare si stesse occupando già l'agenzia del lavoro, chiedo per quale motivo non è stata seguita la via più logica, che era quella di utilizzare l'agenzia per avere un sostegno.

Vorrei fare una ulteriore considerazione: il centro servizi può risul-tare semplicemente una scatola che si può riempire come si vuole. Diventa estremamente importante che, in base alle esigenze del tessuto industriale della Valle d'Aosta, questa scatola contenga esattamente le cose che sono utili al mondo industriale valdostano e alle sue prospettive di sviluppo, e non la costruzione di centri che rispondono ad altre situazioni, ma non a quella valdostana.

Comunque al di là dell'interpellanza, per quanto è nelle mie disponibilità sono a disposizione dell'Assessore per fornire eventuali aiuti o considerazioni che riterrà utili.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza di cui all'oggetto n. 16 il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Les raisons qui étaient à la base de cette requête ont déjà été l'objet d'un débat qui s'était tenu à Saint-Vincent et sur lequel j'avais déjà annoncé des perplexités au moment de la présentation du budget.

Le fait le plus étonnant est que le rapport, qui était à la base de ce congrès et que j'espère que les différents conseillers aient l'amabilité de lire, donne déjà une indication sur ce que signifie "centre de services". Il suffirait par la suite de suivre quelle a été l'intention d'une Région qui a d'autres problèmes et surtout qui a d'autres intérêts, comme le Frioul, par rapport à la possibilité d'exploiter un centre de services qui soit fait surtout pour l'amélioration du port, de toute une série d'infrastructures qui doivent être encore prévues.

Ici, au contraire, on n'a plus de surfaces nouvelles à industrialiser; dans la Basse Vallée on a le même problème, voir Pont-Saint-Martin. Je crois que déjà dans la zone de l'ex Ilssa on a le même problème, à Châtillon on a déjà utilisé toute la surface de l'ex-Montedison. Par conséquent, je crois qu'en ayant en plus l'Assessorat - à moins qu'on veuille réduire les fonctions de l'Assessorat, ce qui pouvait être dans certaines intentions, mais je ne sais plus si l'Assesseur Mafrica est du même avis - et, chose encore plus grave, ça revient des fonctions spécifiques qui d'après la loi nationale, qui a été reprise comme principe de la loi régionale, sont les compétences spécifique de l'Agence pour l'emploi.

Et alors on a présenté une série de requêtes pour connaître, d'abord, les motifs qui pourraient avoir induit le Gouvernement régional à exclure l'agence pour l'emploi d'une enquête relevant de ses fonctions. Ce qui est d'autant plus étonnant, car non seulement on exclut l'agence qui, selon ses compétences, doit agir, mais on va allouer 450 millions de fonds qui ne sont pas prévus pour une étude de ce genre, surtout pour donner des services. Au contraire les fonds de l'objectif 2, qui avaient été approuvés par la communauté, étaient pour donner directement un service selon les zones qui avaient déjà été choisies, c'est-à-dire la zone de Pont-Saint-Martin. Alors, là, c'est une procédure contraire à ce qui avait été prévu en accord avec la communauté européenne.

On veut ensuite savoir si la réduction progressive des fonctions de l'Assesseur à l'Industrie et de l'Agence pour l'emploi et le passage graduel des fonctions à la Finaosta s'insèrent dans un projet particulier. Si on veut réduire les fonctions dans le secteur de l'industrie, je ne sais pas si même de la petite indus-trie et de l'artisanat (quelqu'un dit que l'intention serait celle-ci), alors il suffit de présenter un projet de loi au niveau du Conseil régional.

Savoir si le transfert de 450 millions à la Finaosta est compatible avec les engagements pris lors de l'approbation du programme d'action, relatif aux interventions dans la zone de la moyenne et de la basse vallée visées à l'objectif 2: j'ai relu le programme et le projet de l'objectif 2 et d'après une lecture qu'on peut faire, je crois que c'est clairement incompatible, ce qui donnerait encore d'autres problèmes par rapport à la légitimité de cet engagement.

En plus, savoir s'il existe des raisons particulières pour le versement de 200 millions au moment de l'attribution du travail: hier on a discuté de la Reconversider et là on a dit: on fait une analyse et après, si l'étude sera d'une certaine disponibilité, on pourra donner une première intervention financière. Ici au contraire, au moment où on va prévoir cette expertise, on donne 200 millions sans avoir aucune garantie et pour avoir des réponses qui ne pourront qu'être les réponses qu'on connaît déjà, que l'Agence de l'emploi a déjà présentées il y a longtemps, a répétées pendant des mois et que l'Assessorat connaît très bien. Alors je crois que ça, c'est vraiment un exemple qui s'insère dans le typique gaspillage de l'argent, et c'est la raison pour laquelle pour l'instant on a présenté une interpellation et après on demandera avec une motion de considérer à nouveau l'ensemble et de ne plus insister sur un système qui est contraire à toute bonne administration.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Per quel che riguarda le domande tecniche, riferisco quali sono stati gli orientamenti degli uffici e spero che siano utili alla comprensione dei singoli problemi. Terminerò poi con la valutazione politica più generale sulla politica industriale.

La Giunta regionale ha ritenuto con propria deliberazione 1472 di conferire alla Finaosta l'incarico di effettuare uno studio per la realizzazione di un centro servizi alle imprese, in quanto tale società stava già analizzando, per sua scelta, la possibilità di creare in Valle d'Aosta un B.I.C. (business innovation center), che per le esperienze sinora realizzate in Italia e all'estero contempla al suo interno l'offerta di servizi reali alle imprese, collegandosi quindi direttamente all'indagine che la Giunta regionale intendeva commissionare.

La Giunta era già in possesso di uno studio effettuato dall'agenzia del lavoro nell'ambito di una esercitazione, tendente alla formazione professionale dei propri corsisti. Ma tale indagine non è stata ritenuta significativa nel caso specifico, in quanto l'obiettivo del centro servizi è quello di fornire un supporto ad elevato valore aggiunto alle imprese di medie e piccole dimensioni già operanti in Valle, offrendo servizi utili a promuoverne lo sviluppo.

Obiettivo dell'agenzia del lavoro e riferimento per lo studio svolto dalla medesima - punto 4 del piano triennale di politica del lavoro - è invece quello di promuovere e sostenere l'avvio di iniziative di lavoro autonomo o di piccole imprese da parte di lavoratori ammessi all'intervento straordinario della cassa integrazione a zero ore.

Il motivo per il quale lo studio non è stato affidato all'agenzia del lavoro è già specificato nel punto precedente, cioè si è ritenuto allora che vi fosse una differenza tra l'impostazione del B.I.C., che dà servizi ad imprese esistenti o in fase di sviluppo o di crescita, e l'agenzia del lavoro, che promuove microimprenditorialità. Ciò non esclude comunque la possibilità di una fattiva collaborazione con la Finaosta, che si sta avvalendo per la redazione della indagine anche di un agente di sviluppo formato dalla agenzia medesima.

Gli obiettivi del mandato conferito alla Finaosta si possono riassumere nella definizione di ipotesi operative alternative, di controllo e di localizzazione di un centro servizi operante in Valle. Verranno evidenziate le possibili problematiche attuative e i potenziali futuri impegni finanziari della Regione a sostegno dell'iniziativa, la cui efficacia dovrà essere misurata su un orizzonte temporale di medio termine.

Si è richiesto inoltre di valutare la fattibilità e la convenienza di una struttura da destinare a pépinière d'entreprises, da localizzarsi in Valle, che sarebbe l'equivalente del B.I.C.

Le modalità attuative dello studio, prevedono una serie di incontri sia con rappresentanti politici (c'è già stata una riunione con la IV commissione), sia con imprenditori, al fine di meglio calare lo studio nella realtà imprenditoriale della Valle, ed avere nel contempo una condivisione delle modalità operative ed attuative da parte dei rappresentanti delle forze politiche.

La spesa di 450 milioni per la redazione dello studio è così determinata:

- 370 milioni, IVA inclusa, per l'incarico alla società Busallen & Hamilton per lo studio, le spese di segreteria e di trasferta;

- 40 milioni per un professionista locale;

- 40 milioni per consulenti locali collegati con l'agenzia del lavoro.

Si precisa che, come le esperienze italiane ed estere insegnano, lo studio e la conseguente realizzazione di un centro servizi per le imprese non può mai identificarsi come atto di politica economica, bensì si deve ricondurre a strumento attuativo degli indirizzi della politica economica stessa, da affiancarsi ad altri strumenti a disposizione del governo regionale.

Per i motivi menzionati, sia in Italia che all'estero la creazione e lo sviluppo dei vari servizi è demandata alle finanziarie nella maggior parte dei casi, perché esse rappresentano uno strumento di attuazione delle politiche economiche definite dalle competenti autorità.

La spesa prevista di 450 milioni per la redazione degli studi è ammessa a godere dei finanziamenti previsti dalla CEE nell'ambito degli interventi a favore delle zone in declino industriale, obiettivo 2 - regolamento CEE 2052/88.

La somma totale preventivata in 450 milioni viene liquidata in 200 milioni all'atto del conferimento dell'incarico alla Finaosta, per consentire alla medesima di avviare il programma di studio previsto e far fronte ai primi impegni nei confronti dei soggetti cui è stata affidata l'indagine, ai quali vengono liquidati mensilmente i compensi.

Finaosta ha scelto Busallen & Hamilton con sede in Milano e propri consulenti locali. C'è da osservare che Busallen è una delle prime società di consulenza a livello mondiale per quello che riguarda questi problemi dei servizi alle imprese.

Alcune considerazioni più di carattere politico. Credo che la Finaosta sia uno strumento di questa Regione in materia di politica economica in generale, che abbia sue competenze per ciò che riguarda la gestione ordinaria e abbia invece la necessità di seguire le indicazioni della Regione per ciò che riguarda la gestione speciale e tutti gli altri fondi trasmessi a questa società.

Credo che per quello che riguarda l'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato, Trasporti ed Energia, non ci sia la minima intenzione di delegare ad alcuna struttura la definizione degli indirizzi di politica industriale e delle scelte in materia di politica industriale.

Con la Finaosta va ricercata una collaborazione fattiva sul piano soprattutto di analisi tecnica delle diverse richieste che vengono presentate all'Assessorato.

Quindi da questo punto di vista mi sento di dire che non è questo l'indirizzo, se esiste questa preoccupazione, che questo Assessorato vuole condurre avanti. Collaborazione fattiva vuol dire appunto utilizzazione degli uffici, degli strumenti di analisi che la Finaosta può mettere a disposizione, nell'ambito però di indirizzi di politica industriale che devono essere predisposti da questo Consiglio e da parte del Governo regionale.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (AI) Stante la premessa che ho fatto all'inizio, cioè della situazione diversa perché è cambiato il responsabile dell'Assessorato, mi dichiaro parzialmente soddisfatto dalle risposte dell'Assessore, soprattutto nella sua parte politica finale.

Rimangono alcuni interrogativi che pregherei l'Assessore di seguire con molta attenzione e sono questi.

C'è in qualche maniera una contraddizione, cioè l'incarico lo poteva fare direttamente la Regione, perché in primis, dovendo scegliere, queste alternative possibili dovevano essere prima del Governo regionale e non come supporto alla Finaosta. Altro sarebbe stato se la Finaosta in proprio avesse fornito questo lavoro alla Regione. Ma il discorso per cui l'Amministrazione regionale dà un contributo alla Finaosta, la quale a sua volta incarica e sceglie la consulenza esterna, mi sembra andare nella linea dei timori che sono enunciati nelle due interpellanze.

Il nodo politico qui è nella scelta del modo di vedere il centro servizi, e questa a mio avviso è una scelta che deve fare la Regione, attraverso l'Assessorato competente, e non può essere - come giustamente ha detto l'Assessore - di uno strumento esecutivo qual è la Finaosta.

Il timore è che lo spostamento di funzioni ambigue come queste alla Finaosta slitti e sposti non opportunamente il centro decisionale dall'organo regionale a quello di uno strumento attuattivo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) La première partie des réponses - qui est du style "tecnico-politichese" qu'on pouvait s'attendre - ne pouvait que rien dire, comme on pouvait s'attendre, étant donné qu'il n'existe pas de justifications à ce qui a été fait. En effet, les réponses contradictoires qui ont été données sont là en toute évidence.

S'il existe une société comme la Busallen, qui sans doute a fait des études pour des sociétés à niveau européen, elles avaient tout de même un autre but. Il est inutile d'aller déranger certaines sociétés pour nous dire ce que nous savons déjà et je crois que la chose est d'autant plus grave, si l'on pense qu'on va allouer de l'argent à la Finaosta; mais pas seulement, on dit qu'il faut tout de suite prévoir une disponibilité de 200 millions "per consentire alla Finaosta di...", comme si la Finaosta n'avait pas l'argent pour démarrer, si elle voulait faire une initiative. Nous sommes à l'absurde.

M. Voyat a dit de la disponibilité financière de la Finaosta seulement pour ce qui est du montant de l'argent que l'Administration régionale a déposé à la Finaosta; et au contraire l'Administration régionale doit allouer 200 millions à la Finaosta pour faire une enquête pour avoir "un supporto di elevato valore aggiunto"? Cette expression n'a pas de sens. Il existe déjà un instrument qui est aux frais de l'Administration régionale, c'est l'Agence du travail, et il y a là une enquête menée que je prierais vraiment de distribuer, afin qu'il y ait la possibilité d'évaluer le bon travail qui a déjà été fait.

Ce n'est pas vrai que l'agence du travail a des limites pour ce qui est des engagements; les limites sont vraiment celles de la petite entreprise, mais quelle est la grande entreprise en Vallée d'Aoste, sauf la Cogne, qui est en train de devenir une petite entreprise si on continue de ce pas?

Au niveau européen, le barème pour les petites entreprises est jusqu'à 150 travailleurs. Et alors où on en est? Je crois que là, c'est l'ensemble des réponses contradictoires qui ont été données à l'Assesseur, afin qu'il les répète dans cette salle, et on peut le comprendre. Mais ça n'a pas de sens et par conséquent même l'autre problème, que le financement de cette étude de la part de l'Assessorat, en utilisant les fonds de l'objectif 2, n'est pas compatible. Il suffit de lire le document qui a été présenté à Bruxelles. Il y a là une méthode administrative qui, j'espère, sera modifiée radicalement, autrement on risque d'avoir des surprises même au moment où on sera obligé de donner application à certains engagements.

Sur l'ensemble des réponses données il est inutile d'insister avec l'Assesseur d'aujourd'hui, car il y a des responsabilités de quelqu'un d'autre qui sont en toute évidence.

A mon tour je ne peux qu'apprécier qu'il y ait une certaine volonté d'avoir une adresse un peu différente, en tant que res-ponsabilité de l'Administration régionale et en tant que dis-ponibilité de service de l'agence de l'emploi. C'est ce qu'on espère, et surtout j'espère que des cas comme ceux dont on a parlé ne seront plus l'occasion d'interpellations de la part des conseillers régionaux.