Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2047 del 23 aprile 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2047/IX Progetto di massima di riutilizzo del Forte di Bard. (Interpellanza)

Dolchi (Presidente) Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Ric-carand:

Interpellanza Ricordato che, in data 8 febbraio 1991, è stato registrato alla Corte dei Conti il decreto di trasferimento delle proprietà del Forte di Bard dallo Stato alla Regione Valle d'Aosta;

evidenziato che, nonostante le numerose sollecitazioni più volte venute dal Consiglio, il passaggio definitivo di proprietà del Forte si realizza senza che l'Amministrazione regionale abbia definito criteri, modalità e tempi di ristrutturazione del complesso monumentale;

ricordata la mozione approvata dal Consiglio regionale il 29 novembre 1984 che prevedeva un concorso internazionale di idee per l'utilizzazione del Forte;

ricordata la deliberazione di Giunta n. 11022 del 2 dicembre 1988 con cui si affidava all'Architetto Vittorio Valletti l'incarico per la redazione di un progetto di massima per il riutilizzo del Forte;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per sapere:

1) quali sono le caratteristiche del progetto di massima dell'Architetto Valletti e quali sono le valutazioni della Giunta su tale progetto;

2) quali decisioni sono state assunte e si intendono assumere per garantire una elaborazione progettuale ad alto livello;

3) in che modo si intende operare per garantire che il progetto di utilizzazione che verrà attuato non preveda costi di gestione del complesso troppo onerosi ed esclusivamente a carico della pubblica amministrazione.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questa interpellanza affronta un argomento più volte esaminato dal Consiglio regionale: dal 1984 in poi sono state almeno una decina le occasioni in cui il Consiglio ha discusso del problema del Forte di Bard. Si è trattato di definire una pratica di trasferimento della proprietà del Forte dallo stato alla regione, cosa che si è definitivamente conclusa; si trattava soprattutto di definire le caratteristiche di un progetto di utilizzazione di questo grande complesso che con i suoi cinquecento locali, la sua imponenza, le sue dimensioni e la sua ubicazione, rappresenta un elemento di estremo interesse, collegato oltretutto ad un borgo medioevale, ad una strada romana, a tutta una serie di resti di carattere storico nelle colline adiacenti, che sono di notevole interesse.

La necessità quindi di avere un progetto globale di intervento, che comprenda anche i problemi della viabilità, i problemi di accesso al Forte, che non sono sicuramente di poco conto, e da qui una indicazione che era venuta dal Consiglio fin dal 1984, di elaborare una sorta di progetto attraverso un concorso internazionale di idee.

Quella indicazione approvata dal Consiglio, si è poi di fatto un po' persa nel tempo, e si è andati avanti con un incarico affidato all'arch. Valletti, che ha elaborato un progetto che non è mai stato preso in esame nè da parte del Consiglio, nè da parte delle commissioni competenti.

Con questa interpellanza chiediamo, intanto, di conoscere, anche se solo a grandi linee, quali sono le caratteristiche di questo progetto di massima elaborato un paio di anni fa dall'arch. Valletti e quali sono le valutazioni della Giunta a proposito del progetto: se si intende portarlo avanti così com'è, oppure se si intende rivederlo. Inoltre, quali sono le intenzioni della Giunta regionale in merito all'elaborazione progettuale complessiva, sia per quanto riguarda le modalità, sia per quanto riguarda i tempi.

Si tratta anche di un complesso molto grande, per cui se, una volta sistemato, si pensa di non utilizzarlo soltanto come museo di se stesso, ma con all'interno attività artigianali, commerciali, turistiche, espositive, culturali eccetera, si dovrà valutare problemi di costi di gestione. Quindi si tratta di vedere anche, rispetto a questi costi di gestione, come vengono tenuti presenti nella progettazione, in modo da realizzare una struttura che sia fruibile, accessibile, ma che sia anche gestibile senza oneri di gestione proibitivi per la pubblica amministrazione.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Quanto alla prima domanda dirò che il progetto di massima redatto dall'arch. Valletti prevedeva, come richiesto dalla delibera di Giunta 11022 del 2 luglio 88, l'insediamento nel Forte di Bard, delle scuole a fini speciali. Quindi aveva una destinazione ben precisa fissata dalla Giunta regionale, si trattava di verificare se era fattibile questa ipotesi di utilizzo.

Ma a prescindere dalla ipotesi di riutilizzo, la proposta progettuale mise in evidenza alcuni aspetti nodali, prevedendo la creazione di parcheggi, la sistemazione di viabilità con la variante della strada statale, e infine il recupero del borgo.

In sostanza il progetto faceva emergere delle soluzioni che possono essere adottate in un grande ventaglio di ipotesi di riutilizzo. Quindi la valutazione su tale progetto è in linea di massima positiva.

L'elaborazione progettuale successiva sarà certamente ad alto li-vello, così come richiesto dalla difficoltà dell'intervento e della im-portanza storica del sito; si tratta però di valutare se gli obiettivi fissati dalla Regione siano risolvibili a livello progettuale da un concorso di idee, oppure da un incarico ad un gruppo composito di professionisti, quali un architetto, un ingegnere, un economista e un sociologo. Il concorso di idee è più affascinante, ma richiede tempi lunghi, mentre l'altra ipotesi prevede tempi più limitati, cercando poi di individuare i professionisti giusti.

Dirò subito che all'interno della maggioranza si sta valutando quale delle due ipotesi adottare. In ogni caso siamo d'accordo che il Forte di Bard non debba essere ristrutturato per diventare un museo di se stesso; il progetto deve essere globale, quindi com-prendere anche il recupero e la valorizzazione del borgo. La ge-stione dell'attività da insediare nel Forte di Bard non deve essere esclusivamente a carico della Regione, quindi l'ipotesi di utilizzo deve prevedere il coinvolgimento o di enti istituzionali o di privati.

In via prioritaria la Giunta è orientata a coinvolgere un ente istituzionale europeo come la Cee, anzi dirò che ci siamo già adoperati in tale direzione. Ho già preso un contatto con la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles (è un passaggio obbligato per avere un contatto con la Cee) e proprio giovedì scorso ho avuto un incontro con questa rappresentanza, alla quale ho consegnato un dossier sul Forte di Bard, completo di planimetria, di cenni storici, di foto, persino di un breve filmato che avevo fatto fare appositivamente con vedute complessive dall'alto del Forte del borgo.

Nel dossier abbiamo avanzato due proposte alla Cee: 1) quella di creare un centro post-universitario legato al progetto Erasmus, 2) quella di farne sede della agenzia europea dell'ambiente, lasciando tuttavia aperta la disponibilità ad altre ipotesi di utilizzo che vedessero l'interesse della Cee.

Questo dossier sarà attentamente valutato dai nostri rappresentanti a Bruxelles e cercheremo di capire attraverso i contatti che essi stessi avranno con i corrispondenti del dipartimento della cultura e dell'ambiente, quale può essere l'interesse della comunità verso questa opera.

Mi è stato promesso che ci sarà una prima valutazione nel giro di quindici giorni; in quel caso sarò in grado di dare al Consiglio delle indicazioni più precise.

Si dà atto che alle ore 9,50 assume la Presidenza il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Ringrazio l'Assessore per la risposta che è stata puntuale, devo però sottolineare ancora una volta che purtroppo qui ci troviamo in ritardo, perché i tempi dell'elaborazione progettuale non sono stati innescati in modo sufficientemente raccordato nel tempo al trasferimento della proprietà, per cui ci troviamo ad avere il possesso del Forte, ma ad essere in alto mare rispetto alla elaborazione progettuale. Cosa che noi avevamo sottolineato con preoccupazione già in passato.

Se si vuole procedere con un concorso di idee, credo che il Consiglio già si fosse espresso in questo senso, perché c'è una deliberazione del Consiglio regionale del 1984, quindi la strada credo sarebbe già delineata. Se si vuole invece fare la scelta di un gruppo di professionisti, è chiaro che dovrà essere investito il Consiglio rispetto a questa scelta, che sarebbe una scelta diversa e che comunque andrebbe valutata soprattutto rispetto alla qualità delle persone che vengono proposte per questa progettazione, che sicuramente richiede una capacità di invenzione e di proposta notevole.

Credo anche, che da parte sia della Regione sia delle comunità locali, della comunità montana eccetera, possano venire delle indicazioni rispetto al tipo di proposte che ci possono essere, oltre a queste ipotesi di utilizzazione di carattere internazionale, che vanno tenute in considerazione.

La nostra raccomandazione è che rispetto alle modalità per definire la progettazione si arrivi ad una decisione rapida, in modo da avviare questo iter, tanto da arrivare in un arco di tempo relativamente breve, ad avere delle proposte su cui il Consiglio possa pronunciarsi e si possa concretamente procedere.