Oggetto del Consiglio n. 1972 del 7 marzo 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1972/IX - Programma di riutilizzo, fruizione e valorizzazione di castelli di proprietà dell'Amministrazione regionale.
Presidente - Do lettura del testo della delibera:
IL CONSIGLIO
- visto il parere della V Commissione consiliare permanente;
delibera
1) di approvare il presente programma di riutilizzo, fruizione e valorizzazione dei seguenti castelli di proprietà dell'Amministrazione Regionale:
- Castello Gamba in comune di Châtillon, da riutilizzarsi quale sede della pinacoteca regionale. Spesa prevista lire 9.500 milioni;
- Castello d'Ussel in comune di Châtillon, da riutilizzarsi quale sede di un museo. Spesa prevista per ultimare i lavori in corso lire 2.500 milioni;
- Castello di Quart, da riutilizzarsi quale museo di se stesso e per attività culturali. Spesa prevista per l'ultimazione dei lavori lire 3 milioni;
- Castello di Sarre, da utilizzarsi quale sede del museo di "Casa Savoia? e dell'Académie de Saint-Anselme nonchè per attività culturali. Spesa prevista lire 4 miliardi;
- Castello di Aymavilles, da utilizzarsi quale sede del Centro Studi del Parco Nazionale del Gran Paradiso e attività culturali; spesa prevista lire 7 miliardi;
2) di rinviare a successivi provvedimenti ogni determinazione in merito al finanziamento delle opere.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) - Questo provvedimento era stato rinviato la settimana scorsa per permettere l'audizione di alcune amministrazioni locali che non erano state sentite, cosa che nel frattempo io ho fatto. Pertanto si sottopone all'approvazione del Consiglio un provvedimento che prevede un primo lotto di castelli, dei quali si chiede al Consiglio o di confermare destinazioni d'uso già precedentemente ventilate, ma mai approvate ufficialmente, o di decidere ex novo queste destinazioni.
I castelli sono: il castello Gamba di Châtillon, per il quale era stato già ventilato in passato di farne la sede della pinacoteca regionale e si conferma questa destinazione. Va detto in proposito che il progetto era già stato affidato ed è quasi pronto il progetto esecutivo con questa destinazione; il preventivo è di nove miliardi e mezzo.
Il castello di Ussel, come è noto, è già oggetto di lavori di restauro, si prevede quest'anno di appaltare il terzo e ultimo lotto ed è già nel piano lavori della Sovrintendenza; rimane però per il castello il problema dell'accesso, perché l'attuale strada è una strada che può essere percorsa solo in misura limitata dai possibili turisti. L'ipotesi che si fa, e che va verificata, è quella di una galleria con un ascensore che possa portare i visitatori al castello. Ma per questo c'è il problema di acquisire le aree alla base del castello e sotto questo aspetto abbiamo cominciato ad interessare l'amministrazione comunale di Châtillon.
Per quanto riguarda la destinazione del castello, abbiamo sentito il parere del donatore, barone Bich, il quale ha espresso il desiderio che almeno una parte di esso venga destinata per ospitare un museo, che affronti la problematica del ruolo della Valle d'Aosta quale luogo di transito dalla antichità ad oggi. La parte superiore del castello verrebbe destinata a museo, mentre la parte salone del pianterreno potrebbe essere destinata a sedi espositive, manifestazioni, conferenze stampa, cioè ad attività di tipo culturale.
I lavori di completamento che sono già nel piano lavori, sono per un miliardo e mezzo; rimane come dicevo il problema, che non sarà facile risolvere quest'anno, del collegamento, per il quale è previsto un costo di un miliardo.
C'è poi il castello di Quart, sul quale pure sono iniziati da tempo i lavori; quest'anno dovrebbe partire il secondo lotto, per il quale si prevede una destinazione a museo di se stesso in linea prevalente, perché non è possibile utilizzarlo in modo diverso, in quanto le parti del castello utilizzabili per esposizione ed attività culturali sono piuttosto ridotte.
L'importo dei lavori per ultimare tutto il restauro è previsto in tre miliardi.
Il castello di Sarre, che era stato acquistato alcuni anni fa già con una precisa destinazione, che era quella che fosse destinato a museo di Casa Savoia, mantiene questa destinazione principale, salvo destinare alcuni vani ad attività culturali e a sede dell'Académie de Saint-Anselme, che ne ha fatto una richiesta.
Ovviamente tutte queste attività espositive o culturali saranno poi espletate o dall'amministrazione regionale o dall'amministrazione comunale interessata.
Per questa opera abbiamo già affidato la progettazione esecutiva e quindi si pensa di partire con i lavori quest'anno; il costo complessivo dei lavori è preventivato in lire quattro miliardi.
Infine c'è il castello di Aymavilles, acquistato nel 1970 e ormai in decadenza, per il quale abbiamo ripreso una vecchia proposta che era stata avanzata nei primi anni ottanta, che vedeva il coinvolgimento del parco nazionale Gran Paradiso e della Università di Torino: cioè la destinazione a museo della flora e della fauna del Gran Paradiso. Quindi si prevede che i rustici diventino un centro studi vuoi del parco, vuoi dell'università di Torino, che a suo tempo aveva dato una propria disponibilità, mentre i saloni a pianterreno e primo piano del castello, sarebbero destinati a museo e centro espositivo.
Nel sottotetto poi, c'è un'ampia sala che può essere utilizzata come centro incontri, a disposizione sia dell'amministrazione comunale che regionale.
Il costo in linea di massima, per restaurare con questa destinazione il castello, è di sette miliardi.
Il problema a questo punto diventa di carattere finanziario: mentre per i castelli di Ussel, Quart e Sarre, questi sono già inseriti nel programma della Sovrintendenza e si prevede di portare avanti i lavori con i fondi stanziati in bilancio, per il castello di Gamba e per quello di Aymavilles, cioè per quelli che richiedono programmi più consistenti, allo stato attuale non c'è una disponibilità in bilancio, salvo reperire in sede di assestamento di bilancio qualche fondo.
Per queste due opere avevo lanciato una specie di appello alle banche più importanti della Valle d'Aosta: la Cassa di Risparmio e l'Istituto S.Paolo, che notoriamente sponsorizzano questi restauri, soprattutto nell'ambito del Piemonte ed hanno speso diversi miliardi per queste sponsorizzazioni.
Ho ricevuto una risposta da entrambe le banche: una risposta molto interlocutoria da parte del S.Paolo, mentre ho avuto una disponibilità più concreta da parte del Presidente della Cassa di Risparmio, con il quale sono già intercorsi alcuni incontri, anche grazie all'interessamento del nostro rappresentante nel consiglio di amministrazione. Quindi speriamo di pervenire in tempi abbastanza brevi ad una concretizzazione di questa spon-sorizzazione, che potrebbe consentire l'inizio del progetto per quanto riguarda il castello di Ayma-villes. L'interessamento che è stato richiesto alla Cassa di Risparmio, eventualmente anche a far parte del comitato promotore assieme al parco nazionale Gran Paradiso e all'Università di Torino, è relativo al castello di Aymavilles, e non appena questi contatti saranno concretizzati, ne porteremo a conoscenza il Consiglio regionale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - Nous apprenons avec plaisir qu'il existe un programme d'utilisation des châteaux de propriété de l'administration régionale, même si à cet égard je crois que l'on peut constater qu'il ne s'agit pas d'un véritable programme de cette majorité, dans le sens que les 4/5 des destinations qu'on illustre ici, avaient déjà été décidés depuis longtemps.
L'unique qui n'avait pas encore pu avoir une utilisation c'était le château de Sarre, qui a été acheté tout dernièrement par le Conseil régional.
Donc il ne s'agit pas d'un programme, mais d'une ratification de ce qui avait été décidé auparavant et même depuis longtemps.
Puisqu'il y avait encore des questions qui n'étaient pas négligeables, qu'il fallait encore décider, je voudrais poser quelques questions à l'Assesseur.
Avant tout le château Gamba: il vient de nous dire qu'en ce qui concerne ce château, on n'a pas prévu dans le programme pour l'année 1991 une possibilité de financement, et cela est assez étonnant, surtout si l'on pense que parmi les cinq châteaux dont on parle, est celui qui a eu depuis très longtemps, un projet d'utilisation et une destination assez définie, c'est-à-dire de transformer ce château dans la Pinacothèque régionale.
Pinacothèque régionale qui devrait mettre à la disposition des usagers, que nous imaginons ne seront pas uniquement les habitants de la Vallée d'Aoste, mais aussi les touristes et nous pouvons imaginer que la possibilité de voir le nombre important en tant que numéro, mais important aussi en tant que qualité d'oeuvres dont l'administration régionale dispose, pourrait devenir un atout très important pour le futur du tourisme culturel en Vallée d'Aoste, secteur du tourisme que, d'après la presse, nous avons appris retenir l'attention de l'Assesseur.
Donc, je répète, à mon avis c'est assez étonnant que ce programme ne trouve pas la possibilité de se réaliser au moins en partie, parce qu'il est évident que pour une dépense aussi importante, l'on ne puisse penser de réaliser tout dans cette année, mais tout de même pouvoir commencer les travaux à partir de cette année.
Le château d'Ussel; là le problème est encore plus important. Petite précision: ce n'est pas le Baron Bich qui a donné à l'Administration régionale le château d'Ussel, mais il a, il y a 4-5 ans, alloué la somme de 500 millions de lires pour commencer les travaux de restauration; par la suite la somme qui a été destinée au château d'Ussel, a été remarquablement plus importante. Il est d'ailleurs correct que l'on continue à maintenir ces rapports cordiaux et d'étude et même de confrontation avec le Baron Bich, qui a eu il y a quelque temps, l'idée d'allouer cette somme pour la restauration du château et pour son utilisation au niveau culturel.
Il demeure quand même un problème très important. Nous apprenons ici que l'on prévoit pour l'accès au château, de construire un ascenseur. Je pense que l'on a prévu de construire cet ascenseur à partir du pré qui est dans la partie nord du château, c'est-à-dire immédiatement à la base du château. Alors là j'aurais quelques doutes à signaler à l'Assesseur, parce que s'il est vrai qu'il y a un problème d'accès directement au château et si l'on prévoit de faire accéder tout le public sur le pré, qu'il y a deux problèmes très importants à affronter: Celui de la route qui amène les gents jusqu'au sommet, la route actuellement ne permettrait pas le passage des cars, donc toute une série d'usagers qui normalement se rendent en visite en utilisant le car, ne pourraient pas accéder à ce château. En plus, si l'on prévoyait d'élargir la route et donc permettre aussi à des moyens comme les cars de passer, nous arriverions à utiliser tout ce magnifique pré, qui actuellement est une pertinence indispensable du château même.
En effet le problème s'était posé. Je ne crois pas que cette solution est la bonne solution; il y a une autre solution, qui coûte davantage, mais qui pourrait être utilisée: l'ascenseur plutôt que le faire partir du pré dont on parle, le faire partir à la base du rocher sur lequel est posé le château même, de façon que le cadre dans lequel ce château se trouve, ne sera pas gâché.
Entre autres, en bas, nous devrions utiliser au mieux les espaces en tant que parking, sans que le tout se met en évidence sur le sommet de ce rocher et juste derrière le château: derrière par rapport à ceux qui passent sur l'autoroute, mais juste en face pour ceux qui pensent accéder directement à l'intérieur du château.
Je me permets de souligner cette question à l'Assesseur pour qu'il fasse encore des études et qu'il veuille vérifier vraiment quel doit être l'accès le plus opportun au monument.
J'aimerais aussi connaître qu'est-ce qu'on entend comme objet des expositions que l'on devrait organiser à l'intérieur du château, quant à l'intention de faire l'histoire du passage en Vallée d'Aoste. En général je crois que cela peut être une idée très intéressante, j'aimerais avoir quelques éléments supplémentaires.
Château de Quart: là aussi finalement j'espère on puisse arriver à l'utilisation de ce château, situé dans une position fascinante par rapport à la zone dans laquelle il se trouve. Il y a aussi pas exactement, le même problème qui a Ussel, mais un problème analogue et semblable concernant l'accès. L'accès doit être étudié avec la même attention que pour le château d'Ussel, peut-être la solution est plus facile, tout de même si nous voulons que ce monument soit utilisé au mieux, nous devons nous pencher sur la question de l'accès, parce que s'il n'y aura pas une solution valable pour l'accès, nous risquons de dépenser mal notre argent, dans le sens que très peu de monde pourra se rendre sur le lieu.
Petite question encore pour mieux comprendre qu'est-ce que signifie l'expression "Musée de soi-même?; nous avions dans le temps une idée semblable, nous pensions par exemple de réutiliser, mais en fonction ethnographique, dirais-je, les différentes structures comme le grenier et ainsi de suite. J'aimerais savoir un peu mieux de quoi il s'agit.
Château de Sarre: très bien ce qu'on pense de faire, tout de même nous voudrions savoir qu'est-ce que signifie "ex raccolta Savoia?, parce qu'ai eu occasion de voir la liste de ce qu'on a acheté au printemps dernier et à ma façon d'interpréter cette liste, il n'y a pas grand-chose à exposer. En tout cas si l'Assesseur a d'autres nouvelles à nous donner, j'aimerais bien qu'il le fasse.
En dernier la question du château d'Aymavilles. Là aussi on propose à nouveau une idée qui avait été lancée dans le temps, cette idée tout de même avait été arrêtée par la Junte précédente parce que les rapports entre le Conseil régional et l'administration du parc national du Grand Paradis n'était pas bons. Nous pensions qu'il n'était pas le cas de mettre à disposition de cette administration un siège aussi important. Nous souhaiterions qu'en effet ces rapports, entre parc national du Grand Paradis et l'administration régionale s'améliorent, de façon à avoir entre nous et l'administration du parc national du Grand Paradis un rapport correct, de façon qu'aussi les exigences des gens qui vivent dans le territoire du parc national du Grand Paradis puissent être écoutées et que l'on puisse discuter avec eux. Qu'il n'y ait pas cette attitude d'après laquelle il n'y a qu'à écouter les bouquetins et les chamois, d'autant plus que nous savons très bien que les bouquetins et les chamois, à la suite du comportement de l'administration du parc national du Grand Paradis, eux-mêmes ont de gros problèmes, parce qu'il n'y a pas une politique de gestion du parc correcte et favorable surtout à la faune présente dans ce parc.
S'il est possible présenter une recommandation à cette majorité, elle est d'attendre encore un moment, de travailler dans le sens de récupérer, mais pour la destination d'attendre et de vérifier cette disponibilité de la part de l'administration du parc national du Grand Paradis.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.
Perrin (UV) - Le collègue Faval a déjà longuement exposé notre position, donc je ne veux pas répéter ce qu'il a dit. Je me limiterai donc à un seul objet, le château d'Aymavilles.
Faval a dit: "il faudrait sur ce problème méditer avant de prendre une décision?, et je crois cela va aussi dans la direction exprimée par le Conseil d'Aymavilles, qui hier soir s'est réuni et à la grande majorité de ses composants, a soulevé des perplexités sur la possibilité de destiner le château à cette structure pour le parc national du Grand Paradis.
En effet le Conseil depuis très longtemps, demande de pouvoir utiliser cette énorme richesse historique qu'Aymaville possède dans son territoire, même si le château n'appartient pas à la commune, mais à l'administration régionale, et elle est disposée à trouver une solution (qu'elle demande depuis longtemps) qu'il y ait une disposition, mais non sans en discuter.
Dans son ordre du jour, le Conseil d'Aymavilles fait présent que l'administration régionale avait avancé dans le temps différentes solutions, l'une est celle qui a été reprise par M. l'Assesseur au tourisme; mais d'autres propositions avaient été avancées et il faut dire que la population d'Ayma-villes, l'année dernière, s'était même exprimée sur les solutions d'utilisation de ce château et grande majorité de la population avait fait un choix qui n'est pas celui indiqué dans la proposition actuelle.
Le Conseil d'Aymavilles est conscient qu'il ne faut pas mourir sur une solution; si celle ne va pas, on peut en accepter d'autres, mais non sans conditions.
Justement l'une des conditions que le Conseil d'Aymavilles pose, est que ce "cadeau? au parc national du Grand Paradis ne soit pas sans contrepartie et que si cette solution doit arriver, qu'il y ait le respect réciproque des compétences administratives et territoriales à l'intérieur de la commune d'Aymavilles, qui est concernée par le parc, mais je crois qu'elle pense à toutes les autres communautés. Aussi à la communauté de Valsavarenche, qui est beaucoup plus gravement frappée que la notre et surtout est disposée, s'il y a la participation de l'Administration communale dans la phase de programmation et dans la phase de la gestion de l'utilisation du château.
Le Conseil d'Aymavilles souligne aussi la nécessité absolue que la population d'Aymavilles soit concernée, mais aussi celle de la communauté de montagne, dans cette initiative. Et donc s'il y a de la part de ce Conseil une expression d'acceptation d'une proposition, cette proposition doit encore être approfondie d'après le Conseil et nous demanderions pour ce qui concerne Aymavilles, s'il y a la possibilité d'avoir encore un instant de réflexion entre l'Assessorat ou le Gouvernement régional et les responsables, le président du parc national du Grand Paradis.
Il y a eu des pourparlers dans ces derniers temps, s'il y a des contreparties à cette utilisation du château pour le parc même, dans le cas nous voudrions les connaître, dans la négative il faudrait, avant d'arriver à une décision, prendre des contact avec le parc national, voir quelle est son intention et seulement à la suite décider.
Je disais le Conseil et moi-même qui avais fait dans le passé une proposition de type différent, nous ne voulons pas nous arrêter sur une solution plutôt que l'autre, mais que cette solution voit la participation à tous les niveaux, de la communauté locale qui est concernée.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) - L'avevo già premesso, rispondo subito al Consigliere Faval, che per la maggior parte si trattava di conferme. Si tratta di conferme ufficiali nel senso che alcune destinazioni erano state decise dalla Giunta, ma non erano mai state sottoposte al Consiglio regionale.
Comunque prima di partire con i lavori, mi è sembrato corretto che il Consiglio regionale confermasse o decidesse queste destinazioni, perché i lavori poi vanno indirizzati a seconda dell'uso che si intende fare dei vari castelli.
Per il castello Gamba non possiamo quest'anno partire con i lavori, perché i fondi destinati in bilancio a questo restauro sono fondi limitati e quando i fondi sono limitati bisogna fare delle scelte.
E' chiaro che un'opera così consistente, di importo così ampio, partire anche solo con un primo lotto che poteva essere di due miliardi, impediva che si terminassero i lavori per altri castelli. Noi abbiamo preferito terminare i lavori che erano già in atto, lasciando da parte l'inizio dei lavori per quelli che non erano ancora in atto, quindi per il castello Gamba e per il castello di Aymavilles.
I problemi di accesso per il castello di Ussel, per il castello di Quart ed anche per il castello di Sarre, perché anche lì ci sono problemi di accesso, esistono e su questi non ci sono delle idee ben definite. Voglio rassicurare il Consigliere Faval che saranno fatti nel frattempo degli studi di fattibilità, ripeto, non solo per Ussel ma anche per Quart. Dobbiamo anche studiare per Sarre, forse lì l'ipotesi migliore è quella che si faccia punto di riferimento al parcheggio di Sarriod de la Tour e poi con delle navette si faccia il giro dei castelli, perché anche in quel caso, l'accesso ai pullman non è possibile nè da una parte nè dall'altra della strada.
In merito al castello di Aymavilles ho ascoltato le perplessità dei Consiglieri Faval e Perrin, che mi erano già state rapportate dalla Giunta comunale di Aymavilles; perplessità che derivano dal timore di consegnare il castello al parco Gran Paradiso, cosa che non è assolutamente vera: qui non si tratta di affidare la gestione poi del museo del parco al parco, Gran Paradiso.
Nell'ipotesi che era stata fatta agli inizi degli anni ottanta, era prevista la costituzione di un ente promotore, che poi sarebbe stato anche l'ente di gestione, che vedeva la partecipazione sì di un rappresentante del parco, ma anche la partecipazione dell'amministrazione regionale e dell'università di Torino. Direi che a questo punto bisognerebbe prevedere anche la partecipazione dell'amministrazione comunale di Aymavilles in questo comitato.
E' chiaro che questa è una destinazione sulla quale il Consiglio può anche in futuro rivedere la sua posizione, perché nel caso questa destinazione andasse avanti, bisognerà comunque arrivare ad una convenzione con gli enti interessati, quindi con il parco nazionale del Gran Paradiso, con l'università di Torino ed eventualmente anche con la banca, se la banca che sponsorizza una parte degli interventi, vuole entrare nella gestione. E' evidente che nell'instaurare questo rapporto con il parco Gran Paradiso potranno essere verificati anche quegli altri indirizzi, cui i Consiglieri Faval e Perrin facevano cenno, cioè i rapporti riguardanti Valsavarenche ed il parco.
Non credo che decidere oggi sull'utilizzo del castello di Aymavilles quale destinazione d'uso, voglia dire legarsi mani e piedi al parco Gran Paradiso, assolutamente no, perché comunque bisognerà arrivare in Consiglio regionale, eventualmente con l'approvazione di una convenzione che regoli i rapporti con il parco, con l'università di Torino e con tutti i partners che dovranno gestire come ente questo museo. A quel punto ci sarà la possibilità di chiedere anche al parco, quelle contropartite che rendono oggi perplesso sia qualche Consigliere regionale sia l'amministrazione comunale di Aymavilles.
Presidente - Pongo in votazione la delibera in oggetto:
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità
Presidente - I lavori sono terminati, riprenderanno domani mattina a partire dalle ore 9,30.
La seduta è tolta.
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