Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1971 del 7 marzo 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1971/IX - Rinvio della proposta di legge: "Istituzione del servizio di affidamento familiare per le persone anziane ed inabili?.

Presidente - Ha chiesto di parlare per mozione d'ordine l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) - In commissione mi ero assunto l'impegno di esporre in aula le decisioni della giunta e della maggioranza su questo disegno di legge, quindi sono qui a rispettare questo impegno, anche se non presento il disegno di legge, ma ritengo di motivare, con alcune riflessioni, la richiesta di rinvio alla competente commissione, in modo da trovare una intesa sugli emendamenti da apportare al disegno stesso.

Il disegno di legge che è stato presentato dal Gruppo dell'Union Valdôtaine, è stato approfondito e discusso a fondo dai tecnici del nostro assessorato, in particolare dal sottogruppo anziani ed inabili.

Da questo approfondimento è emerso che le risposte più adeguate da dare, al continuamente delle richieste di inserimento degli anziani nelle microcomunità sono due:

1- potenziamento del servizio di assistenza domiciliare;

2- un'educazione sempre maggiore, affinché per quanto possibile le famiglie accudiscano i loro anziani.

Con queste risposte si mantiene l'anziano nel proprio contesto sociale e nel proprio ambiente familiare; pertanto la realizzazione di questi obiettivi riteniamo debba essere sostenuta fino in fondo, tenendo presente anche gli interventi e servizi che si rendono necessari, per una sempre maggiore integrazione nel sociale dell'anziano e dell'inabile.

A proposito dell'affidamento di cui parla il progetto di legge, dalle ricerche condotte dal sottogruppo anziani e inabili dell'Assessorato alla Sanità presso il centro documentazione Antica Zecca di Aosta, presso il centro documentazione del Gruppo Abele di Torino, dai contatti avvenuti con i referenti di regioni guida come il Piemonte e la Lombardia, dalle rilevazioni tratte dalla banca dati della biblioteca della segreteria della Giunta regionale, non esiste alcuna legislazione specifica in merito all'affidamento degli anziani. Solo la Regione Liguria ha predisposto una indagine conoscitiva in alcuni comuni, per evidenziare bisogni e risorse ed in seguito ha fatto una sperimentazione in due comuni.

Vista la complessità, la delicatezza e la novità del servizio, questa impostazione della indagine conoscitiva e della sperimentazione, si reputerebbe metodologicamente corretta e necessaria per evitare l'istituzione di un servizio organizzato a livello teorico, ma non supportato da una valida conoscenza delle reali esigenze della nostra regione.

Inoltre la sperimentazione permetterebbe di evidenziare eventuali difficoltà e problemi organizzativi e gestionali, che potrebbero essere tenuti in considerazione da una normativa successiva.

Quindi si vedrebbe meglio un discorso di indagine conoscitiva della situazione ed anche una sperimentazione, prima di giungere a legiferare.

Entrando nei contenuti del disegno di legge, si esprimono alcune considerazioni che confermano la complessità e la delicatezza del problema. Al comma 1 dell'articolo 2, la definizione degli utenti può considerarsi da un lato estensiva, considerando le varie tipologie di anziani ospiti delle micro-comunità, dall'altro limitativa, se si considera che potrebbero usufruire del servizio di affidamento anche soggetti che non debbano essere inseriti nelle microcomunità.

Al comma 2 dell'articolo 2 si ipotizzerebbero anche forme di contribuzione economica a favore di parenti; ciò che è escluso dal disegno di legge, nei casi in cui l'assistenza all'anziano o all'inabile comporti spese non sostenibili con redditi a disposizione. Inoltre il testo di legge parla di affidamento in modo generico, per cui si potrebbero individuare tre tipi di affido:

1 - affido vero e proprio, in cui l'anziano si trasferisce presso la famiglia o la persona;

2 - l'anziano ospita la famiglia o la persona temporaneamente;

3 - un rapporto di buon vicinato, in cui l'anziano continua a vivere a casa ricevendo l'aiuto della famiglia o di una persona.

Se si accetta tale impostazione, a seconda del tipo di bisogno, si deve attuare un tipo di intervento e prevedere forme di contribuzione anche diversificate.

Al comma 2 dell'articolo 3 occorre chiarire cosa si intende per altri servizi che collaborano con gli assistenti sociali nell'istruttoria e nella proposta di affidamento.

Al comma 3 dell'articolo 3 si dice che l'affidamento deve essere consensuale e ci si domanda: "E se l'anziano non è in grado di esprimerlo?? Emerge quindi l'esigenza di approfondire l'aspetto della gestione del patrimonio dell'anziano, deleghe per riscossione pensioni, depositi bancari, che ha delle implicazioni economico-finanziarie. Occorrerebbe predisporre strumenti a tutela dell'anziano o dell'inabile.

Queste sono alcune considerazioni sul disegno di legge. Altre probabilmente emergerebbero da un ulteriore studio e sperimentazione, anche per quantificare con più precisione il finanziamento annuale.

Si ritiene quindi opportuno il rinvio del disegno di legge alla commissione competente, in modo da verificare più approfonditamente i rilievi e le indicazioni, che come assessorato competente ho voluto esporre in questa sede, oltre ad esaminare le eventuali sperimentazioni da effettuare alla luce delle indagini conoscitive che si rendono necessarie.

Presidente - Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Agnesod, sulla proposta di rinvio, ne ha facoltà.

Agnesod (UV) - Rispetto a questa proposta credo che un approfondimento ulteriore in commissione, visto che la commissione in pratica non ha ricevuto neanche l'esposizione della relazione rispetto a questo disegno di legge, possa essere accettato. Però questo dovrà essere fatto in tempi brevi, perché la problematica su cui va ad intervenire questo disegno di legge è una problematica reale, esistente, che ha bisogno di essere risolta in tempi che non possono più essere lasciati andare a lungo.

Abbiamo la necessità di intervenire in una fascia di persone che si trovano nella impossibilità di essere inserite nelle microcomunità in quanto non autosufficienti, ma non più in grado di essere soltanto sostenuti dall'assistenza domiciliare. Quindi è su questa fascia che si intende intervenire, in modo migliorativo e complementare rispetto alla legge 93. Non rappresenta per niente qualcosa di nuovo, di innovativo, bensì è un completamento per portare a soluzione questi casi.

Credo che la richiesta di rinvio possa essere accettata, però con l'impegno di discuterlo e di riportarlo in Consiglio nel più breve tempo possibile.

Presidente - Credo che il Consiglio possa accedere a queste considerazioni.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Non voglio rispondere a quanto detto dall'Assessore, perché ci sarebbe da rispondere là dove.... comunque i chiarimenti verranno dati in seguito.

Chiederei all'Assessore, in attesa che arrivino gli emendamenti o la proposta di legge che lui ci ha promesso da parte della Giunta, che almeno ci venga data una copia di quanto ha testè letto.

Presidente - Ha chiesto di parlare per mozione d'ordine l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) - Farò pervenire la documentazione che ho illustrato in questa sede. L'obiettivo nostro è tornare in commissione, prendendo articolo per articolo del disegno di legge e vedere quello che deve essere emendato e quello che non lo deve essere.

Ho voluto solo in questa sede giustificare i motivi di un rinvio del disegno di legge e quali erano gli aspetti che vogliamo tenere presente nella discussione del disegno di legge.

Presidente - C'è la proposta dell'Assessore di rinviare alla commissione, che ovviamente è la quinta, fornendo ai proponenti, al relatore e al presidente della V Commissione la documentazione fin qui raccolta.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) - Questa legge è venuta in Consiglio per decorrenza di termini. E' vero quello che diceva l'Assessore che è stato chiesto ai presentatori di soprassedere perché sta predisponendo o emendamenti o un provvedimento di legge.

Non penso che i Consiglieri mi possano accusare di ritardi negli ordini del giorno, nelle leggi, anzi mi si critica perché si fanno troppe riunioni.

La convocazione della V Commissione è fissata per il 19 marzo; la settimana successiva, se l'Assessore farà pervenire ai commissari la dovuta documentazione è meglio, così avremo modo di esaminare quanto ci darà.

Presidente - Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.

Agnesod (UV) - Volevo solo puntualizzare che in effetti quello che ha detto il Consigliere Bajocco è esatto, la commissione non ha ritardato la sua approvazione, ma è stato l'Assessore che tre settimane prima aveva detto: "fra tre settimane arrivo con un progetto di legge?, poi la settimana scorsa ha detto di portarlo in Consiglio per vedere di discuterlo.

Prima del Consiglio, cioè ieri, dovevamo discutere questo progetto di legge, poi non è stato presentato e oggi ci troviamo in queste condizioni, però non è la commissione in sè.

Il Consiglio

prende atto, concordando sul rinvio dell'oggetto alla V Commissione consiliare permanente.

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