Oggetto del Consiglio n. 230 del 30 giugno 1975 - Verbale
OGGETTO N. 230/75 - DEFINIZIONE DEGLI ORIENTAMENTI E DELLE DECISIONI IN MERITO AI PROBLEMI LEGATI ALLA FUNZIONALITÀ E ALLO SVILUPPO DELL'ENTE OSPEDALIERO REGIONALE. (Approvazione di mozione e di ordine del giorno)
Mozione
Il Consiglio Regionale, preso atto della interpellanza in merito a "Problemi concernenti l'attività dell'Ente Ospedaliero Regionale", iscritta al punto 9 dell'ordine del giorno della seduta del 15 maggio corrente anno, e la risposta del Presidente della Giunta;
Considerato che i problemi delicati e complessi concernenti l'utilizzazione dei nuovi locali e l'istituzione di servizi di unità coronarica e di emodialisi non possono essere affrontati settorialmente e tanto meno dalla sola Giunta, ma invece nel quadro delle facoltà degli organismi competenti e nella visione più generale della programmazione ospedaliera;
delibera
di impegnare la Giunta a sollecitare dalle competenti Commissioni e Comitati una definizione degli orientamenti e delle decisioni in merito ai problemi legati alla funzionalità e allo sviluppo dell'Ente Ospedaliero Regionale.
Aosta, lì 15.5.1975
F.ti: Avv. Gianna Bianco Siggia - Luigi Monami
Jorrioz (IND.) - Al punto n. 5 dell'ordine del giorno vi è la mozione dei Consiglieri Siggia e Monami sull'Ente Ospedaliero Regionale. Se i Consiglieri firmatari della mozione intendono illustrarla... la parola alla Consigliera Siggia.
Siggia Giovanna (P.C.I.) - È triste ma mi pare che sia opportuno ogni tanto in quest'aula riproporre sempre i temi che sono inerenti alla sanità, intanto perché sono urgenti, intanto perché in Valle stanno esplodendo, intanto perché vi sono delle necessità dei Valdostani di vedere risolti i problemi gravi dell'assistenza e soprattutto perché, passati i mesi, né il Consiglio regionale e neanche le Commissioni regionali preposte allo studio di problemi piccoli e settoriali sono andati avanti nei loro lavori, per cui non solo non si è fatto un discorso globale sulla riforma sanitaria ma, vedi ad esempio la legge 116 che è bloccata all'articolo 2 e, stranamente non è stata più riproposta all'attenzione della Commissione Sanità... Dicevo che è importante, quindi, che questo discorso si riprenda nell'aula consiliare, anche se mi rendo conto che l'interesse non è molto e, al di là forse di me che mi incaponisco a parlarne e del Presidente della Giunta, che cortesemente mi sta ad ascoltare, e anche il collega Monami firmatario della mozione, mi pare che sia un tema che non suscita l'interesse di questo nostro Consiglio. Ripeto, però, è un problema importante. Conosciamo tutti la drammatica situazione non solo ospedaliera, e su questa due parole le voglio anche sprecare, ma direi l'inesistente situazione socio-assistenziale della nostra Regione e qui dobbiamo fare una premessa. Io credo che in pochi termini riusciamo con il Presidente della Giunta a mettere in quadro e a fuoco il problema. È vero, la 386 ha demandato alla Regione i compiti solo esclusivamente del settore ospedaliero e cominciamo quindi da questo, dove ritengo dobbiamo sottolineare due aspetti importanti che non sempre e non tutti hanno ancora capito: che la 386 non ha trasferito alle Regioni gli Ospedali, perché gli Ospedali continuano a esistere come Enti autonomi con i loro Consigli di amministrazione, con tutta una loro storia; ha trasferito solo alle Regioni, in determinati tempi previsti, i compiti che erano delle mutue.
Quindi, sorgono automaticamente due grossi problemi: cosa devono fare le Regioni, tutte, non solo la Valle d'Aosta? Direi una normale amministrazione: pagamento delle rette che vengono trasferite come pagamenti che erano dati da Istituti e Enti mutualistici e assistenziali, e questo è un primo compito che parrebbe abbastanza facile, perché non si tratta nient'altro che di continuare una normale piccola amministrazione che era curata, anche dal punto di vista contabile, niente male dagli enti e dagli istituti. È il secondo punto che è più importante, perché la 386 dà le linee generali, per esempio, con quella norma che ha bloccato certe attività, ampliamenti, nuovi reparti, eccetera, da parte degli Ospedali, ha demandato implicitamente alle Regioni una politica di sviluppo degli Enti ospedalieri. E qui sorge il primo grosso problema per la Valle d'Aosta perché, a differenza di molte altre Regioni, qua ci siamo trovati di fronte a un Ente Ospedaliero che era, direi, all'inizio di una sua fase di sviluppo.
Noi avevamo il grosso complesso ospedaliero che aveva vita autonoma e possibilità già di lavoro costante perché ci siamo trovati di fronte a un Ente ospedaliero, vecchia eredità del Mauriziano, che ha avuto subito bisogno di rappresentare un progetto. Edificazione, quindi, di nuove ali, nuovi corpi di immobile e, contemporaneamente, una richiesta di finanziamento per l'acquisto di nuove attrezzature e dirò che la cosa mi pare sia conseguente, è inutile costruire grandi muri perché non faremmo altro che posti letto e mi sorge il punto interrogativo se sia proprio indispensabile visto che la media nostra non è tanto più bassa delle altre, se è solo un problema di posti letto o è un problema di efficienza di servizi che richiedono quindi attrezzature, con tutti i problemi ad esso inerenti.
Ecco, a questo punto l'Ente ospedaliero, giustamente, come Ente autonomo, siccome deve rivolgersi alla Regione per un finanziamento come anticipo di finanziamento per quanto riguarda la costruzione, comunque un aiuto notevole della Regione per quanto riguarda il complesso delle sue opere, ha dovuto presentare un certo prospetto, vuoi per quanto riguarda la destinazione di un nuovo corpo murario, e allegata a questo anche una previsione di spesa per l'acquisto di attrezzature indispensabili. Ecco, l'Ente ospedaliero si trova a dover parlare con l'Amministrazione regionale; è un discorso che va fatto tra l'Ente Ospedaliero e la Regione perché diventa un vero e proprio accordo su che cosa di questo lavoro da loro predisposto all'Amministrazione regionale può andare bene, fino a che punto possiamo impegnare parte del nostro bilancio o quali opere attrezzature e settori riteniamo di non essere in grado oggi di finanziare.
Questo studio però che l'Ente Ospedaliero ha fatto e che ha portato già a un primo incontro con il Presidente della Giunta dal 15 maggio, credo... nello studio del Presidente della Giunta e non so a chi sia stato inviato... L'Ospedale si è preoccupato di mandare una copia a ogni Capo Gruppo, è qui il problema grosso. È stato uno dei motivi di amichevole discussione con i Democratici Popolari: i problemi della sanità venivano studiati, sviscerati, approfonditi benissimo attraverso strane Commissioni costituite molte volte addirittura dall'Assessore, Commissioni che io non metto in dubbio lavoravano alacremente ma i cui risultati non si conoscevano mai. Ecco, mi pare che qui il problema si proponga tale e quale e non penso che possa la Giunta rispondere a queste esigenze dell'Ente Ospedaliero, perché ritengo che in un discorso di così ampia portata non possa l'Esecutivo da solo prendersi la grossa responsabilità anche per legge... ma vado ancora più in là: la responsabilità dei colloqui, perché poi la decisione che sia del Consiglio è indubbio.
Mi insegna il Presidente della Giunta che, quando arriva il tutto predisposto per la discussione del Consiglio, da questi banchi possiamo parlare delle giornate ma il problema non lo spostiamo; mi pare che su questo terreno, invece, sia indispensabile un confronto vero, da una parte, tra l'Ente Ospedaliero e, dall'altra parte, tra un Consiglio regionale che può nel suo complesso esprimere certe esigenze e certe necessità.
E questo riguarda il problema Ospedale, però non possiamo dimenticare che esiste anche, ed è in marcia, il grosso problema della riforma sanitaria; beh, chiaramente il Presidente della Giunta me lo ha già detto un'altra volta: in questa materia allo stato attuale abbiamo molto le mani legate e quindi i piccoli studi che l'Amministrazione regionale sta facendo coprono settori, vedi tutela del lavoro nelle fabbriche, servizio di medicina preventiva per la tutela del lavoro, eccetera, piccole cose, ma non possiamo affrontare il grosso tema della riforma sanitaria.
A titolo personale contesto questo fatto. In materia il Gruppo Comunista presenta una sua legge che troverà lo spazio di una grossa discussione; mi interessa, però, legare questo argomento adesso alla riforma ospedaliera, perché nessuno mi può contestare che c'è, che esiste e che quindi deve avere determinate soluzioni anche in relazione a un progetto futuro di quella che sarà la riforma sanitaria sul terreno della Regione. Faccio un esempio semplicissimo: è inutile fare ad Aosta - e tu mi hai capito, grazie, lo sapevo - tre o quattro laboratori di analisi quando, forse, sistematone uno, è più che sufficiente. In questo quadro non dobbiamo dimenticare che la materia va esaminata contemporaneamente; se rischiamo di fare di nuovo - e non parlo del geriatrico - comunque dei doppi finanziamenti, quando dobbiamo vedere, nell'ambito dell'Ente Ospedaliero, se deve diventare la struttura, sotto il profilo curativo, principale della Regione Valle d'Aosta... quello che all'Ente Ospedaliero può essere demandato e quello che comunque deve essere messo in condizioni di avere un suo sbocco fuori da questo immobile... Dicevo, quindi, sono problemi grossi e importanti; l'Ospedale è in questo momento a un punto estremamente difficile. Le critiche ci sono, dovunque si va si sente parlare male dell'Ospedale e, dirò, non è un problema solo ed esclusivamente di struttura ospedaliera, coinvolge dei problemi enormi: parliamo del personale, parliamo addirittura degli stessi medici all'interno dell'Ospedale.
È chiaro, a monte di tutti questi grossi nodi che ci troviamo a dover risolvere sta la previsione di che cosa dobbiamo fare e sotto il profilo della corrente Amministrazione dell'Ospedale e, quindi, il congelamento dei debiti e il pagamento attraverso gli anticipi regionali. Perché io sono d'accordo con le preoccupazioni che aveva l'Assessore Fosson una volta dopo un incontro a Roma, ma i finanziamenti nazionali sono ancora tutti da vedere e non so quando arriveranno... sì, una parte, ma... sono problemi grossi, è sotto il profilo di questa parte di spesa che la Regione deve fare il pagamento costante e continuo della normale amministrazione. Ma, soprattutto, sotto il grosso impegno finanziario che la Regione ha preso per un ampliamento in cui noi, Amministrazione regionale, dobbiamo sapere prima di poter affrontare il discorso di tutta la riforma sanitaria come vogliamo strutturato questo insieme. Che cosa vogliamo fare di tutte le altre cose esistenti nella Valle, poche a dire il vero, ma di quei servizi che comunque dovremo ad andare a creare.
Andrione (U.V.) - Nella sostanza concordiamo con quanto è stato esposto. Ecco, vi sono alcuni punti fermi da mettere e devo annunciare al Consiglio che recentissimamente la terza firma ministeriale è stata apposta al decreto per l'Ufficio di assistenza ospedaliera, per cui, senza che noi abbiamo mai dichiarato che moriamo sulla 116 perché proprio non ci interessa assolutamente, saremmo curiosi e divertiti di vedere quali sono le modifiche possibili in relazione alla 386.
Ecco perché, dato che una legge-quadro ha una certa struttura, il decreto è stato fatto, firmato da Andreotti, Colombo e dal Sottosegretario al lavoro, mi pare che si chiami Negri ...(voce)... no, Bosco non ha firmato, non è Bosco... adesso mi scappa il nome, comunque lì è un problema che potremmo risolvere.
La questione che sia poi così facile riprendere il lavoro di quelli che erano 120 dipendenti di numerosissime mutue e concentrarli in un ufficio che non deve superare le 12-13 persone, una cosa di questo genere, ecco, lì c'è comunque un certo tipo di livellamento da fare, il che credo sia anche all'origine di certe polemiche. Per quanto riguarda l'Ospedale, non solo noi ci siamo trovati di fronte a un Ospedale che aveva una vita autonoma in quanto Mauriziano, avevamo addirittura ancora sul gobbo una causa di natura costituzionale in relazione alle norme transitorie della Costituzione perché il Mauriziano non vuole cedere l'Ospedale. Ma ci siamo trovati al 1° gennaio del 1975, alla mezzanotte del 1975 con una serie di decisioni già prese, decisioni che in maniera concreta, tangibile sono rappresentate dall'ala nuova dell'Ospedale e allora che cosa abbiamo chiesto? Non si tratta di riunioni segrete... noi abbiamo chiesto al Consiglio di amministrazione... io ho capito molto bene il paragone, ma che cosa gli abbiamo chiesto? Di formalizzare certe decisioni che il Consiglio di amministrazione dell'Ospedale ha formalizzato in questi ultimi tempi e che dovranno per forza essere approvate dal Consiglio; perché su questo concordiamo pienamente con quanto detto, in via di sanatoria, perché l'emodialisi è estremamente necessaria ma, comunque, l'emodialisi e la questione della Rianimazione, l'Unità coronarica e roba di quel genere dovranno essere approvate dal Consiglio. Non possono essere approvate differentemente, anche se tutte le decisioni a monte sono state prese prima che la competenza fosse regionale, perché la verità di fatto è questa. Mi dispiace ma, insomma, se quei dati... quattro piani o quanti sono dell'ala nuova dell'Ospedale fossero da incominciare adesso, il Consiglio potrebbe discutere di un certo tipo di progettazione, mentre invece si trova, lo ripeto, in via di sanatoria, a prendere atto di certe decisioni che possono anche essere valide. Ma di questo discuteremo approfonditamente in quest'aula, proprio perché è preoccupazione della Giunta che certe decisioni siano totalmente e approfonditamente discusse dal Consiglio e quindi votate, che non vi sia assolutamente... come dire? l'escamotage di fare qualche cosa senza che il Consiglio ne sia pienamente cosciente e compartecipe.
Detto questo, rimane ancora da affrontare il grosso problema, messo così in problematica che però preoccupa anche noi, della riforma sanitaria, in quanto è evidente che se noi riuscissimo in un tempo ragionevole - e lasciando perdere la parte dei debiti pregressi dell'Ospedale, visto che, per quanto riguarda la conduzione attuale, lo Stato fa fronte ai suoi impegni anche se con certi ritardi - a mettere a posto la parte ospedaliera, certamente sarebbe nostro dovere affrontare, nella misura del possibile, perlomeno i primi timidi accenni di riforma sanitaria. Questo soltanto se abbiamo un ospedale, parlo di ospedale nel suo complesso, che funziona. Se noi cioè abbiamo i piedi sulla terra, possiamo anche permetterci qualche piccolo volo, però, prima di questi voli, dobbiamo assolutamente sapere la situazione in materia sanitaria. Io non so in che maniera possa essere concretata la mozione attuale, però se si tratta di aprire, di preparare attraverso gli opportuni incontri il Consiglio a una discussione globale sulla riforma ospedaliera, ecco, io dichiaro di essere apertamente d'accordo. Non so se la proponente della mozione ha qualche proposta da fare in questo senso...
Siggia Giovanna (P.C.I.) - Prima di arrivare alla risposta... dico al Presidente della Giunta che sono d'accordo con lui: ci ritroviamo quella costruzione perché l'Ente Ospedaliero, già costituito in Ente autonomo, si è preoccupato di fare le richieste e vedere approvati i progetti. Doveva avere un finanziamento nazionale e, quindi, in modo autonomo hanno fatto dei loro calcoli e delle loro previsioni anche di opera. Ce lo ritroviamo adesso, ma sarà il Consiglio a dover poi votare... su questo non ho dubbio, avevo già premesso io, ma quello che io chiedevo, e mi pare che nella mozione risulti abbastanza chiaro proprio per l'esempio che ho fatto di molti discorsi andati in modo diverso in futuro, che tutto questo bel malloppo che il Presidente della Giunta si leggerà e che a titolo personale qualche Consigliere si leggerà, prima di arrivare in Consiglio, perché io contesto che qui non ci sia la possibilità di fare delle richieste, da parte dell'Amministrazione regionale, se necessarie, di modifica. Io sono d'accordo, il Centro di... cardiologico, non so quale, forse dovrà esserci, alcune modifiche saranno possibili... Chiedo che questa discussione non sia fatta tra il Presidente della Giunta e il Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero, ma sia fatta attraverso la Commissione Sanità, se è il caso, o attraverso comunque la Commissione Sanità allargata a quella famosa... Comitato, a chi volete, ma che, prima di arrivare in Consiglio, una discussione ci sia perché, Mario tu lo sai, qui quando arrivate con delle proposte e in un totale disinteresse parliamo io e te per tre ore, ma non risolviamo lo stesso niente. Ecco, questo è il punto, per cui tu...
Andrione (U.V.) - Dico solo questo: che quello che ho chiesto al Consiglio di amministrazione è di deliberare formalmente come Consiglio di amministrazione su queste decisioni in materia che, a quel momento, avendo in mano le delibere, si può investire una Commissione della discussione. Ma se, invece, dobbiamo risalire al 1973 per sapere di certe cose, evidentemente non possiamo discuterne come in Consiglio perché non eravamo competenti...
Siggia Giovanna (P.C.I.) - ... con attenzione ed è questo che ti contesto ed è questo che chiedo. Io l'ho letto e sono d'accordo anche qui; lo so anch'io che è l'Ente Ospedaliero che deve deliberare, però l'Ente Ospedaliero manda un suo programma di lavori, non credo che sia impossibile con l'Ente Ospedaliero concordare, perché anch'io qui ho delle perplessità. L'emodialisi ti lascia perplesso; io credo che in un quadro generale... l'Amministrazione regionale che può fare all'Ente Ospedaliero il discorso che deve essere futuro ospedale regionale... un servizio può essere più utile dell'altro. Siccome si tratta di dare una destinazione adesso a questo immobile, io penso che questo sia il discorso che può fare l'Amministrazione regionale all'Ente Ospedaliero ed è questo tipo di discussione che non voglio togliere al Presidente della Giunta, ma chiedo sia fatta attraverso delle Commissioni, consiliari, o come volete, in maniera che il Consiglio abbia la possibilità prima della delibera dell'Ente Ospedaliero, perché poi, deliberato da loro, per noi diventa solo un problema di finanziamento, ma anche di una discussione nell'aula consiliare già con delle proposte fornite...
Andrione (U.V.) - ... di avere il documento formale per poter investire il Consiglio di questa discussione... deliberazione attuale perché non è... questa deliberazione è stata presa ai primi di giugno, come mi arriva io la trasmetto alle Commissioni... non c'è altro da...
Benzo (D.P.) - ... a me pare che la mozione presentata sia sufficientemente esplicativa e forse tutta questa serie di considerazioni fatte in merito allo sviluppo, alla funzionalità vuoi dell'Ente Ospedaliero e di quello che si può fare in ordine alla riforma sanitaria siano abbastanza superflue. In parole povere, questa mozione dice che quanto è di competenza del Comitato che per legge... in più abbiamo una legge regionale che lo impone... dovrebbe essere riunito per esaminare e studiare questi problemi... che esso venga convocato e a quel Comitato vengano portati all'esame quei problemi inerenti veramente al tipo di ristrutturazione, com'è dovuto dalla legge per l'Ospedale regionale, nient'altro, quindi. Noi su quel piano siamo favorevoli, vediamo passare i mesi e attendiamo che vengano convocati e la Commissione Sanità e il Comitato ospedaliero...
Jorrioz (IND.) - Altri Consiglieri? Più nessuno intende...
Andrione (U.V.) - Siamo favorevolissimi alla mozione, la votiamo così com'è...
Jorrioz (IND.) - Più nessuno prende la parola? La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Se è possibile due minuti di attesa perché legato a questo provvedimento vorremmo sottoporvi un ordine del giorno. Due minuti, dovrebbe arrivare un ordine del giorno che abbiamo steso e che vorremmo sottoporre all'attenzione del Consiglio...
Jorrioz (IND.) - Allora, c'è una proposta di 5 minuti di sospensione, se il Consiglio è d'accordo, sospendiamo cinque minuti... Siete d'accordo? Grazie. Il Consiglio è sospeso per 5 minuti...
La seduta è sospesa dalle ore 17,59 alle ore 18,15.
Jorrioz (IND.) - La parola alla Signora Siggia.
Siggia Giovanna (P.C.I.) - Sì se me la dà... chiudo la discussione sulla mozione e, arrivati a una conclusione che ci porterà al voto, abbiamo chiesto la sospensione per la presentazione di un ordine del giorno che mi pare in questo momento opportuno proprio perché mette il Consiglio regionale nella condizione di incidere maggiormente per avere degli adempimenti legislativi. L'ordine del giorno, ve lo leggo, dovrebbe, a cura della Presidenza del Consiglio, essere trasmesso ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Sanità, salvo che qualcuno abbia idea di aggiungere anche qualche altro destinatario. L'ordine del giorno è questo:
Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
Richiamata la legge 17 agosto 1974 n. 386 che, fra l'altro, recita "con Decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi entro il 1° luglio 1975, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri per il Lavoro e la Previdenza Sociale, per la Sanità e per il Tesoro - e con il concerto dei Ministri di competenza - sono sciolti i Consigli di Amministrazione dell'INAM, dell'ENPAS, dell'INADEL, dell'ENPDEDP, dell'ENPALS, e delle Federazioni Nazionali delle Casse Mutue degli Artigiani, Commercianti e Coltivatori Diretti. Con il medesimo Decreto sono nominati i Commissari straordinari per la temporanea gestione degli Enti stessi fino alla data di emanazione del Decreto di cui al terzo comma";
Sottolinea la necessità che le scadenze della legge siano rispettate e che si proceda, con la massima urgenza, agli scioglimenti previsti.
F.to: Siggia
Possibilmente, se la Presidenza del Consiglio è in condizione di mandarlo immediatamente visto che la scadenza è 1° luglio, che anche la voce della Valle d'Aosta si faccia sentire perché a Roma sappiano che devono provvedere a delle incombenze legislative. Grazie.
Jorrioz (IND.) - Lavoreremo stanotte e speriamo che domani mattina, 1° luglio, parta tutto. Ci sono altri Consiglieri che intendono ancora prendere la parola o chiudiamo la discussione? La parola al Consigliere Benzo.
Benzo (D.P.) - No, pregavo il Presidente del Consiglio di non aspettare stanotte a far partire un telegramma, visto che i telegrammi partono normalmente a tutte le ore del giorno, quindi...
Jorrioz (IND.) - Era una piccola battuta Consigliere... era solo una battuta la mia. Altri Consiglieri vogliono prendere la parola? Allora è chiusa la discussione.
Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
---
Il Consiglio approva il soprariportato ordine del giorno.
Metto in votazione la mozione. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
---
Il Consiglio approva la soprariportata mozione.
