Oggetto del Consiglio n. 229 del 30 giugno 1975 - Verbale

OGGETTO N. 229/75 - DIFESA DEI LEGITTIMI INTERESSI DELLE POPOLAZIONI INSEDIATE ENTRO I CONFINI DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO. (Approvazione di mozione)

Mozione

I contrasti fra la Direzione del Parco del Gran Paradiso e la popolazione che vive nelle zone interessate dal Parco, anziché attenuarsi, continuano ad acuirsi.

Inutile accennare alle conseguenze negative che ne derivano per entrambi le parti.

È dovere dell'Amministrazione Regionale assumere una funzione mediatrice, allo scopo di porre termine all'attuale situazione, tutelando i legittimi interessi delle popolazioni conciliabili con l'esistenza di questo grande e prezioso patrimonio costituito dal Parco del Gran Paradiso.

A tale scopo, il Consiglio Regionale

delibera

di impegnare la Giunta Regionale ad iniziare sollecitamente le trattative con la Direzione del Parco, anche avvalendosi di una Commissione da nominarsi e della quale facciano parte i Consiglieri regionali delle zone interessate ed i rappresentati valdostani nel Consiglio di Amministrazione del Parco.

Aosta, lì 15 maggio 1975

F.ti: Crétier Egidio - Manganoni Claudio

Jorrioz (IND.) - Quarto punto dell'ordine del giorno: mozione dei Consiglieri Crétier e Manganoni. Se i firmatari della mozione vogliono illustrarla, sono pregati di prendere la parola. La parola al Consigliere Manganoni che va a spasso invece di illustrare la mozione...

Manganoni (P.C.I.) - Non era mia intenzione di risollevare in Consiglio l'annoso e mai affrontato e mai risolto problema del Parco, e non era intenzione risollevarlo perché di tempo e di parole ne abbiamo sprecate troppe e abbiamo concluso niente.

Ora, i contrasti fra la Regione, fra le popolazioni che vivono nel Parco o nella zona del Parco e la Direzione del Parco, le relazioni, diciamo, anziché migliorare, continuano a peggiorare. Vi è stata una recente sentenza della Magistratura... che ha allarmato le popolazioni interessate perché questa sentenza potrebbe anche - anzi pare che lo stia facendo - incoraggiare il Parco ad allargarsi attaccandosi sempre a quel famoso decreto del 1923. Ora, io penso che sia dovere dell'Amministrazione regionale assumere una funzione mediatrice, nel senso che io sono certo che si possono tutelare e i diritti legittimi e sacrosanti delle popolazioni che vivono nel Parco e nello stesso tempo tutelare quel patrimonio prezioso che ci è invidiato da tutto il mondo che è il Parco Nazionale.

Per questo però è necessario discutere, è necessario affrontare il problema e non lasciare il Parco, da una parte, che fa il prepotente, la popolazione e gli Enti locali, dall'altra, che reagiscono come possono, per lo più subiscono. Io penso che l'Amministrazione regionale abbia non solo il dovere, ma anche la veste come interlocutrice col Parco, cioè la sua veste non è al livello di quella di un singolo Comune o di un singolo cittadino che deve subire... Noi sappiamo cosa hanno subito ed è per questo che io proponevo la nomina di una Commissione di cui facciano parte i Consiglieri che vivono o, in un certo modo, sono interessati del Parco, perché qui io non volevo offendere nessuno, ma, per conoscere i problemi del Parco, bisogna vivere nel Parco, chi non vive in quell'ambiente i problemi non li conosce. Io non voglio offendere nessuno, questa è la realtà: ecco perché io ho proposto quei Consiglieri; in più io avevo proposto e propongo anche i rappresentanti valdostani che sono nel Consiglio di amministrazione del Parco, perché quelli certamente saranno addentro nelle cose e anche magari in certe segrete cose più di quanto possiamo esserlo noi. Allora, collaborando fra questi rappresentanti, fra i Consiglieri regionali che vivono nel Parco, o hanno degli interessi, o conoscono a fondo il problema del Parco, magari la Commissione potrà essere completata. La Giunta può fare anche delle proposte ma io raccomanderei una Commissione non troppo numerosa, sennò si fanno le chiacchiere che si sono fatte qui in Consiglio da 15 o 20 anni. Certo che questa commissione non è lei che deve decidere, lei dovrà fare delle proposte alla Giunta o al Consiglio naturalmente... Solo un parere consultivo, però faccia delle proposte, mentre fino adesso di proposte concrete non ne sono state fatte: grandi chiacchiere in Consiglio, chiacchiere magari anche altrove, però la situazione è rimasta quella che era.

Ora, io penso che le cose così non vadano più: bisogna trovare un punto di incontro tutelando i reciproci interessi, però è necessario cambiare il sistema; questa è una proposta mia che può darsi che non cambi niente. Almeno nei miei propositi, però io penso che debba cambiare qualche cosa facendo delle proposte, ma delle proposte concrete, non chiacchiere come abbiamo fatto fino adesso in Consiglio senza concludere mai niente.

Mappelli (D.C.) - Ho solo una proposta da farvi. Non farò la storia del Parco; ritengo che questa delibera, questa mozione sia senz'altro attuale perché stanno venendo fuori delle cose poco simpatiche da parte di chi gestisce il Parco nei confronti degli Enti locali e delle popolazioni. Io mi permetterei, se i proponenti accettano, di togliere: "ed i rappresentanti valdostani nel Consiglio di Amministrazione del Parco". Perché? Perché allora avremmo dovuto aggiungere anche i Sindaci e, allora, la funzione, secondo me, di questa Commissione sarebbe quella, giustamente, di vedere un po' cos'è che bolle in pentola nel Consiglio di amministrazione dell'Ente Parco. Perché io mi ricordo che per anni, per due o tre anni di fila, in occasione dell'approvazione del bilancio, ebbi occasione di chiedere delle relazioni in base a quelle circostanze che stavano venendo avanti nel sistema di conduzione del Parco e, per vari motivi. Io adesso qui non lo so, non voglio neanche saperlo quali siano stati i nostri rappresentanti, alcuni forse sono già anche scaduti, altri io non li conosco, nuovi eletti e pertanto non ritengo che in questa Commissione... secondo me, dovrebbe essere una Commissione, un anello di congiunzione fra Sindaci e, dunque, i Consiglieri comunali, fra le zone interessate e l'Ente Parco. Perché, se voi mi permettete, non so se questo sarà possibile e se questa Commissione avrà questa possibilità, ma bisognerebbe poter vedere ultimamente, in questi ultimi anni, le delibere del Parco, perché anche qui certi cittadini hanno potuto costruire all'interno del Parco dove le condizioni di legge urbanistica erano uguali e ad altri, invece, gli è stato negato, forse anche di portare la luce o di modificare una vecchia costruzione.

Dunque, l'idea mi sembra validissima, io penso, parlo a titolo personale. Non so i miei amici se avranno qualcosa di diverso; però penso che l'accetteremmo ben volentieri togliendo, cioè, mettendo: "fino alle zone interessate" e togliendo: "ed i rappresentanti valdostani", perché per me questa è un po' la controparte, cioè una parte della controparte... Dovremmo avere questa funzione di sollevare i problemi di cui vari Comuni oramai sono a conoscenza, di eventualmente vedere qual è un po' la posizione del Consiglio di amministrazione dell'Ente Parco e trovare quelle soluzioni adatte al fine di venire avanti su una posizione diversa da quelle che sono le attuali, invece, posizioni di rottura e di protesta continua da ambo le parti. Qui poi si inserisce tutto un altro discorso; evidentemente vi è un discorso di vedere all'interno del Parco quali infrastrutture è possibili fare, vi sarà un discorso da fare con l'ENEL, con altri enti; comunque io facevo questa proposta e chiederei ai presentatori di questa mozione qual è il loro punto di vista in base alla mia richiesta, che sarebbe poi la decisione per il parere favorevole di questa delibera.

Dujany (D.P.) - Mi pare che il problema del Parco ritorni in questo Consiglio in occasione soprattutto della sentenza ultimamente emessa da parte del Pretore di Aosta, sentenza che è stata occasionata da una denuncia fatta dal Consiglio di amministrazione, o dal Direttore del Parco, a carico dell'ENEL per l'allacciamento di determinate case, di determinate abitazioni e il rifacimento della linea elettrica interessante quel Comune.

Ora, naturalmente il problema ha i suoi vecchi precedenti ed è inutile che ripetiamo le tante cose dette soprattutto in tema di dettaglio di rapporti fra popolazioni locali e gestione del Parco; credo che questa sentenza abbia rimesso in discussione il discorso di fondo della delimitazione del Parco. La sentenza asserisce che la delimitazione del Parco non è quella di fatto esistente, ma è quella stabilita dalla legge, quindi il pericolo qual è? Che il Parco si adegui e alla legge originaria e alla sentenza e proceda alla rimozione delle palline quali sono state fissate dal 1925-1926, se non vado errato.

Ora, a me pare che il Parco aveva una certa esigenza nel periodo in cui è stato istituito: oggi ha un'altra esigenza. Allora era soprattutto un'occasione di protezione di caccia, oggi questo discorso della protezione della caccia, direi, è stato completamente superato dal fatto che la Regione ha istituito l'oasi di protezione, quindi quel problema della caccia non esiste più. Esiste, invece, l'altro problema: il problema dell'urbanizzazione e il problema del mantenimento, chiamiamolo così, della flora e della fauna.

In riunioni che hanno avuto luogo fra i rappresentanti della Regione e il Consiglio di amministrazione del Parco si era raggiunto un accordo di questo tipo: che le palline, cioè le delimitazioni del confine del Parco sarebbero rimaste quali sono oggi. La Regione si sarebbe impegnata a protrarre annualmente la proibizione della caccia attraverso l'istituzione dell'oasi di protezione e, in accordo con l'Amministrazione comunale e il Parco, si sarebbe perfezionato il piano regolatore dei vari Comuni interessati onde chiarire il rapporto fra Amministrazione comunale e Parco per quanto riguarda la serie delle licenze e dei rapporti per le costruzioni, per le varie attività di sviluppo di carattere comunale o interessanti i vari Comuni.

Questo accordo voleva avere a monte una decisione ministeriale, o meglio personalmente del Ministro, che avesse emesso un nuovo decreto per affermare la situazione di fatto esistente circa la delimitazione dei confini. C'è stato un incontro fra il Presidente della Regione della Valle d'Aosta e del Piemonte con il Ministro dell'Agricoltura per l'emissione di questo decreto: il Ministro si è riservato di prendere altri contatti e altre informazioni e ha manifestato un parere favorevole in questa direzione.

Ecco, questi sono i fatti. Ora, a me pare che al problema del Parco si possa trovare una soluzione nell'interno nei rapporti fra Amministrazione regionale e Amministrazione del Parco proprio attraverso queste strade: un impegno da parte della Regione di continuare quello che è già stato fatto nella soppressione della caccia, un impegno da parte della Regione e del Comune dello studio di un piano regolatore coordinato e concordato in modo che il Comune sappia esattamente quali sono i suoi limiti, quali sono le sue possibilità.

In terzo luogo, le delimitazioni del confine devono rimanere quelle che sono oggi. Queste credo che siano le linee sulle quali si possa marciare e si possa trovare un accordo di comportamento pratico per far sì che questa situazione di disagio, di confusione, possa venire a cessare, altrimenti non c'è che una strada: l'Amministrazione regionale concede annualmente dei contributi al Parco, che ha ripetutamente chiesto l'aumento di questi contributi; se vogliamo arrivare alle maniere forti, credo che non c'è che il denaro che conti: sopprimiamo la concessione dei nostri contributi finché non è chiarito il comportamento del Parco nei riguardi delle Amministrazioni locali.

Chabod (D.C.) - Parlare del Parco non è mica una cosa tanto semplice. Visto che abbiamo perso il treno ormai, speriamo di riprenderlo nelle stazioni successive. Io ho molta paura, mi sono sempre battuto per questo problema, ho discusso sempre molto, ma purtroppo sono sempre state delle parole inutili. Qui ci sarebbe da parlare per delle ore del Parco perché, purtroppo, qui c'entra anche una questione un po' elettorale... se prendevamo la questione prima... cioè non aspettare quando il Consigliere Lustrissy ha chiuso la caccia a Valsavaranche nell'ora della famosa oasi di protezione, se la facevamo un anno prima, come eravamo d'accordo con l'Assessore Maquignaz... poi, purtroppo, non abbiamo potuto farlo, Maquignaz lo sa benissimo il perché, allora magari c'era... di scambio per l'oasi con le palline, invece oggi non riusciremo più a farlo. Solo a livello politico, se tutti i Gruppi politici sono d'accordo, sennò ho paura di non riuscire più a fare niente, perché le cose sono andate talmente avanti, le cose sono precipitate e, purtroppo, è sempre colpa nostra perché le abbiamo lasciate precipitare in questo modo. Ad ogni modo la mozione che hanno presentato i Comunisti, e in modo particolare Claudio... io penso che, se non è così, bisogna magari modificare un po'... ad ogni modo, vedremo come va la discussione. Io penso che qualcosa dovremo fare, adesso che i Comuni avranno eletto i loro Sindaci... nuove Amministrazioni, tutti assieme, se gli altri Comuni daranno una mano alla Valsavaranche, perché un domani anche gli altri Comuni avranno bisogno di Valsavaranche, perché penso che vorranno fare una zona tutta... una zona pre-parco che con il comprensorio di Rhêmes Notre Dame, Rhêmes Saint Georges, Villeneuve, Aymavilles e, penso, anche Cogne... allora tutti i Comuni assieme, magari con l'aiuto della Regione e di tutti i Gruppi politici, può darsi che si riesca a fare qualcosa, però, purtroppo, ho molta paura, perché non è semplice: abbiamo tutti contro, ho parlato con la Pro-Natura, con il Dirigente della Pro-Natura, con il Parco ... poi in questi giorni ho avuto dei colloqui, ma purtroppo siamo mal messi. Qui ci vuole proprio la buona volontà di tutti, in modo particolare della Giunta regionale, del suo Presidente per portare avanti questo problema e io spero che non si facciano più chiacchiere ma si porti avanti il problema veramente con coraggio e con buona volontà.

Maquignaz (D.P.) - Il Consigliere Chabod ha fatto un certo accenno che si sarebbe dovuto fare prima: quella oasi di protezione, io vorrei solo spiegare perché non si è potuta fare quando avevo lanciato questa idea al Comitato Caccia. Siccome avevamo notato una forte resistenza in quelle zone per la chiusura della caccia di quel famoso budello e avevo pensato che sarebbe stato opportuno, invece, fare delle riunioni allargate con tutti gli interessati: i Comuni e i rappresentanti dei cacciatori, avevo indetto queste riunioni che non si sono potute fare perché non sono intervenuti tutti. Ecco, quindi, il motivo perché non si è fatta l'oasi di protezione in quel momento ...(voce del Consigliere Chabod)... sì, ha ragione Chabod, forse potevamo farlo d'ufficio; io, invece, ritenevo opportuno illustrare alla popolazione quali erano motivi per cui si rendeva indispensabile arrivare alla soppressione della caccia in quella zona. Direi quindi che non è una colpa, semmai è perché si è trattato di rendere partecipe la popolazione delle scelte che l'Amministrazione regionale intendeva fare. Volevo fare solo questo chiarimento.

Chabod (D.C.) - Non faccio una colpa all'Assessore Maquignaz perché per me è sempre stato un ottimo Assessore. Dunque non ne faccio una colpa, ma la colpa è di altri, non è sua, purtroppo lui ha dovuto subire questo.

Andrione (U.V.) - Una sentenza molto recente della Pretura di Aosta ha riproposto il problema di quella che tecnicamente si chiama "l'introflessione di Valsavaranche nel Parco Nazionale del Gran Paradiso", cioè il decreto del dicembre del 1922 che istituiva il Parco sulla base di una vecchia riserva di caccia è sempre stato interpretato - e vi è la prova di quanto dico nel decreto-legge del 1947 disatteso dalla stessa sentenza, dove si dice che le palline saranno poste là dove erano poste fino allora -, è sempre stato inteso nel senso di salvare, salvo una famosa enclave all'altezza di Rovenaud sulla destra orografica, quello che era lo stanziamento abitativo della Valsavaranche.

La sentenza in questione nei confronti dell'ENEL - volutamente assolutoria perché una sentenza di assoluzione non può essere impugnata, assolutoria sotto il profilo della mancanza di dolo - pone come teoria il fatto che l'ENEL non potrebbe più fare certi lavori sotto pena di non potere più beneficiare della buona fede, della mancanza di dolo se per caso fosse a sua volta di nuovo denunciata.

Tale problema, l'introflessione, preoccupa la Giunta regionale da molti anni e sono state fatte diverse procedure per vedere di difendere quelli che, giustamente, nella mozione sono chiamati i "legittimi interessi" delle popolazioni abitanti all'interno del Parco. La creazione dell'oasi - adesso che sia avvenuta un anno dopo o un anno prima ha un'importanza storica - ci pone al riparo da qualsiasi critica di un certo tipo e deve essere sufficiente. A seguito di quella sentenza, ho avuto un paio di conversazioni con l'Ingegnere Framarin al quale ho specificato che, nella misura in cui si tratta di oasi di caccia, la Regione è d'accordo; nella misura in cui il Parco volesse, per quanto riguarda l'introflessione, come si dice... in italiano è un'espressione difficile... impinguire nei diritti della Regione, vi sarebbe un immediato ricorso da parte della Regione.

In tale senso è stata convocata per il 15 di luglio una riunione a Torino con il Consiglio di amministrazione del Parco e l'Amministrazione regionale al fine di stabilire certi punti fermi, che sono: l'oasi per quanto riguarda la fauna e la competenza della Regione per quanto riguarda le materie urbanistiche. Questo in relazione ad un piano regolatore già adottato dal Comune e sul quale il Parco non ha assolutamente niente da dire perché, in caso contrario, l'estensione del Parco all'introflessione verrebbe a ledere gravemente i diritti dei cittadini e potrebbe essere impugnata anche sotto il profilo della costituzionalità. Al tempo stesso la Presidenza della Giunta ha fatto opposizione alla decisione dell'Azienda forestale dello Stato di acquistare la montagna, come diciamo noialtri, dei Pascal-Dupont, cioè dei Dupont - chiedo scusa io ho parlato soprattutto con Pascal -, sita sulla sinistra orografica dal Plan di Pont verso il Nivolet proprio per evitare che, attraverso una politica territoriale, il Parco diventi troppo esigente nei confronti della popolazione, per cui verrà prossimamente al Consiglio la proposta di acquistare, come Consiglio, come Regione, quella montagna.

Credo che, nello spirito di quanto ha detto il Consigliere Dujany, il 15 sarà possibile ottenere un accordo nel senso spiegato da lui e che io adesso ho sommariamente esposto. Per quanto mi concerne, sarei d'accordo con il Consigliere Manganoni nel senso che vi sia anche una Commissione consiliare. Adesso poi che sia composta da parchigeni o no, questo è discutibile ma, comunque, che tutto il problema sia seguito dal Consiglio in quanto non possiamo dimenticare che la stessa legge istitutiva del Parco, legge che nasce da una riserva che ha molte lacune, è del 1922 e che in qualsiasi Parco istituito dopo si è sempre parlato di Parco, di pre-Parco e che noi non possiamo accettare che ci sia una zona super privilegiata per aristocratici in Valle d'Aosta dove neanche un ramo può cadere e in tutto il resto della Valle si può fare quello che si vuole. Questi concetti, spiegati abbastanza duramente a Milano in una riunione in cui vi era anche il Presidente della Giunta piemontese, che è Presidente anche del Parco, hanno provocato certe polemiche, polemiche di cui però noi siamo coscienti e che vogliamo continuare a portare avanti.

Allora, in questo senso sarebbe estremamente opportuno che il Consiglio nominasse una Commissione, ristretta fin che si vuole, ma che comunque il lavoro della Giunta sia seguito da una Commissione consiliare che porti la parola di tutti i Valdostani, degli eletti e che sia sensibilizzata l'opinione pubblica su questo problema, poiché - lo ripetiamo ancora una volta - non è giusto che tutti i carichi di una certa decisione, valida di per sé, tutti i pesi di un Parco nazionale siano sopportati unicamente dai 276 abitanti della Valsavaranche... 275 perché l'Ingegner Framarin figura essere residente a Valsavaranche.

Dette queste cose in maniera molto chiara, per quanto riguarda noi, il 15 esporremo questa tesi. Se sarà accettata... una larga possibilità di accordo qui sopra, almeno da quanto ho sentito fino adesso... se dovesse mettere la Valsavaranche che è la più interessata... forse c'è anche la Frazione Ollier di Rhêmes che può avere dei problemi in materia... se sarà accettata, bene, sennò noi, evidentemente, procederemo a una difesa molto rigida dei legittimi interessi delle popolazioni insediate entro i confini del Parco.

Chabod (D.C.) - Ringrazio vivamente il Presidente della Giunta delle parole che ha detto e sono d'accordo su questa Commissione un po' allargata. E poi volevo pregare il Presidente della Giunta di seguire quella petizione che avevamo fatto... la popolazione di Valsavaranche per l'acquisto dei terreni, e questo ci farebbe veramente tanto tanto piacere.

Manganoni (P.C.I.) - Io avevo premesso che non entravo nel merito del problema per evitare ore di discussioni, di chiacchiere inutili e di polemiche altrettanto inutili, perché mentre noi chiacchieriamo la popolazione paga. Io prendo atto delle ottimistiche dichiarazioni del Presidente della Giunta, mi scusi se io non ne condivido l'ottimismo, ma le esperienze passate mi insegnano qualcosa, noi fino ad ora per 30 anni, perché è da 30 anni che discutiamo in questo Consiglio del Parco, si è parlato, si è perso tempo, chiacchiere, accuse e polemiche, concluso: zero e sia molto chiaro: io non accuso e non metto in croce l'attuale Giunta, perché quest'accusa la si deve fare a tutte le Giunte e a tutti i Consigli, perché tutte le Giunte hanno seguito senza concludere niente, tutti i Consigli hanno parlato, chiacchierato e avendo concluso niente, questa è la realtà dei fatti. La proposta che io vi faccio quindi è un tentativo di giungere finalmente a concludere qualche cosa e a finire di chiacchierare, perché abbiamo chiacchierato troppo.

Ora, è un tentativo che riuscirà, fallirà, lo vuole provare il Consiglio? Il Consiglio dice di no. E va bene e allora, poi, porterete le popolazioni a quella esasperazione di cui io vi potrei dire qualcosa... Se il Presidente conosce adesso da un po' di giorni Valsavaranche, non so se la gente oserà andargli a dire in un orecchio cosa si propone di fare, quindi, il problema è urgente. Io pregherei la Giunta ed il Consiglio di procedere... cioè se accettano questa Commissione, che venga insediata presto, io direi subito, per evitare ulteriori spostamenti di palline che sono all'ordine del giorno e che possono capitare, come quello di Valsavaranche, da un momento all'altro, anche perché l'Amministrazione regionale, se si fosse svegliata prima, forse non saremmo arrivati lì e se noi adesso continuiamo a dormire, arriveremo ad altri spostamenti, perché anche altri... Quando io facevo la Cassandra, facevo come l'attuale Presidente, così, e poi le palline sono arrivate a Molère, malgrado il... così che molti mi hanno fatto e le palline le abbiamo noi a Molère, scusi Presidente... loro non le hanno a Molère, le abbiamo noi a Molère e dopo Molère c'è Buillet, c'è il confine della Dora di Rhêmes e tutto quello che noi sappiamo. Ecco perché io chiedo che venga immediatamente nominata, ristretta possibilmente, perché, se mettiamo dentro un mucchio di persone, si fanno le chiacchiere inutili che si fanno qui. Io chiederei che questa Commissione affianchi i rappresentanti della Giunta il 15 luglio, non in questo senso perché noi non abbiamo fiducia nella Giunta, ma io penso che non sia male che una volta la Giunta... non per scaricare la responsabilità, anche per condividere con questa Commissione...

Per quanto riguarda la proposta del Consigliere Mappelli, io ne ho parlato con il Consigliere Crétier, l'altro firmatario. Non ci fossilizziamo sul fatto che i nostri rappresentanti nel Parco entrino nella Commissione, perché certamente quelli sul fatto di problemi del Parco ne conoscono quanto noi, forse anche di più, comunque non mi fossilizzo anche per un fatto che le Commissioni possono incaricare consulenti e tecnici a loro piacimento. Questa è una facoltà delle Commissioni, in questo caso io sono certo che le Commissioni... consulenti o tecnici, chiamiamoli come vogliamo... i rappresentanti del Parco, saranno anche i Sindaci interessati, perciò io penso che questa proposta diciamo di Mappelli noi la possiamo accettare.

Andrione (U.V.) - Ripeto che siamo d'accordo sulla Commissione, diciamo solo che forma deve avere, che numero. Secondo noi, non dovrebbe essere troppo estesa, ecco, che forma e che numero deve avere; la installiamo subito e immediatamente... le palline di Molère, per esempio, lì come questione di caccia per non rifare quello che c'era... io personalmente... come oasi sono d'accordo... sì, ma io ne avrei per due ore allora, ma dico non è lì il problema, mi sembra che il problema sia quello dell'introflessione, punto e basta.

Mappelli (D.C.) - Solo per ribadire quanto è stato già detto. È evidente che questa Commissione, ecco il motivo per cui proponevo e propongo di togliere all'ultimo rigo della delibera: "ed i rappresentanti": perché è chiaro che la Commissione dovrà avere dei contatti sia con l'Ente Parco, sia con i Sindaci, questo è fuori dubbio. Dirò di più: solo per precisare, dovremo vedere anche come ultimamente è stato portato avanti, com'è stata fatta la conduzione del Parco, perché dobbiamo partire su delle basi nuove, perché soltanto su un'impostazione nuova di conduzione troveremo la disponibilità e la possibilità di raggiungere l'obiettivo comune delle popolazioni.

Dujany (D.P.) - Semplicemente per un'informazione: per quanto detto dal Presidente della Giunta, l'incontro del 15 luglio avrà luogo con il Consiglio di Amministrazione o con il Direttore Generale? Bene, ecco, sarebbe bene che fosse presente il Consiglio di Amministrazione e il Direttore perché qui tante cose sono confuse, perché gli uni si comportano in un modo, gli altri in altro modo sul piano pratico, quindi...

Andrione (U.V.) - ...presente il Direttore...

Jorrioz (IND.) - ... allora c'è... mi pare sia stata accolta la proposta fatta dal Consigliere Mappelli per la modifica dell'ultima parte della delibera... La delibera terminerebbe: "delibera di impegnare la Giunta regionale ad iniziare sollecitamente le trattative con la Direzione del Parco anche avvalendosi di una Commissione da nominarsi e della quale facciano parte i Consiglieri regionali delle zone interessate".

Va bene allora... Ci sono proposte per la nomina della Commissione? Qui ci vorrebbero...

Andrione (U.V.) - Manganoni, per favore, vuoi mica proporne il numero dei Commissari?

Manganoni (P.C.I.) - Nella mia proposta c'erano anche i Commissari di amministrazione, pertanto si raggiungeva un certo numero già sufficientemente elevato ma, togliendo quello, la mia proposta... ci rimarrebbero i Consiglieri regionali delle zone interessate. Ora, se vi sono altre proposte di altri gruppi, includerne altri... però io chiederei solamente una cosa anche quando si discute del Parco... quando ci sono delle persone che il problema del Parco non lo conoscono, bisogna perdere giornate e giornate per spiegare loro che cos'è il Parco e se noi cominciamo a perdere tutto quel tempo, non concludiamo niente.

Jorrioz (IND.) - Allora rimane la proposta solo per i Consiglieri che abitano nella zona del Parco, diciamo cinque Consiglieri, di cui tre della maggioranza e due della minoranza. Va bene? Ora, dovremmo fare i nomi dei Consiglieri...

Dujany (D.P.) - A Valsavaranche come ha fatto Framarin...

Jorrioz (IND.) - ... l'importante è che conoscano i problemi del Parco. Allora, io pregherei i Capi Gruppo di proporre i nominativi e in seguito il Presidente del Consiglio farà un decreto di nomina della Commissione. Va bene? Chi è d'accordo è pregato... La parola al Consigliere Chabod.

Chabod (D.C.) - ... che il Consigliere Mappelli ci fosse nella Commissione ...(voci)... no, d'accordo... ma quei tre che ha detto il Consigliere Manganoni prima, perché ha ragione il Consigliere Manganoni... chi vive nel Parco, purtroppo...

Jorrioz (IND.) - ... che conoscano i problemi effettivamente del Parco va bene, ma noi non lo metteremo nella delibera quello... La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Per i D.P. proponiamo il Consigliere Dujany.

Jorrioz (IND.) - Altre proposte... fate pervenire... va bene. Allora, metto in votazione la mozione con la soppressione dell'ultima parte dell'ultimo capoverso. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

---

Mozione

I contrasti fra la Direzione del Parco del Gran Paradiso e la popolazione che vive nelle zone interessate dal Parco, anziché attenuarsi, continuano ad acuirsi.

Inutile accennare alle conseguenze negative che ne derivano per entrambe le parti.

È dovere dell'Amministrazione Regionale assumere una funzione mediatrice, allo scopo di porre termine all'attuale situazione, tutelando i legittimi interessi delle popolazioni conciliabili con l'esistenza di questo grande e prezioso patrimonio costituito dal Parco del Gran Paradiso.

A tale scopo, il Consiglio Regionale

delibera

di impegnare la Giunta Regionale ad iniziare sollecitamente le trattative con la Direzione del Parco, anche avvalendosi di una Commissione da nominarsi, composta di cinque membri, di cui tre della maggioranza e due della minoranza, e della quale facciano parte i Consiglieri regionali delle zone interessate.