Oggetto del Consiglio n. 1947 del 7 marzo 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1947/IX - Adozione di una normativa che disciplini l'apertura di impianti di risalita e piste da discesa per migliorare le condizioni di sicurezza. (Interpellanze)
Presidente - I punti nn. 13 e 16 all'ordine del giorno trattano dello stesso oggetto; propongo pertanto, se gli interpellanti sono d'accordo, di porre in discussione entrambi gli oggetti.
Do lettura delle interpellanze presentate dal Consigliere Riccarand e dai Consiglieri Mafrica e Chenuil:
INTERPELLANZA
La valanga che domenica 17 febbraio 1991 ha provocato 12 vittime lungo una pista di sci in Comune di Courmayeur ha evidenziato in modo drammatico i rischi rappresentati da alcune piste di sci e la necessità di una normativa precisa e rigorosa che disciplini l'apertura al pubblico di impianti di risalita e piste da discesa.
Altre Regioni e Province autonome, come è stato già più volte segnalato in Consiglio regionale, hanno da tempo provveduto a disciplinare con apposite leggi la costruzione, l'esercizio e l'utilizzo di impianti a fune e piste da sci. La Regione Valle d'Aosta è invece all'avanguardia per i contributi elargiti agli impianti a fune, ma alla retroguardia per le normative di autorizzazione e di controllo di tali impianti.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interpella
la Giunta regionale per sapere:
1) quali indagini e verifiche sono state fatte sulle cause della tragedia di Courmayeur e quali ne sono stati i risultati;
2) che cosa si intende fare per dotare in tempi brevi la Regione Valle d'Aosta di una adeguata normativa in materia di costruzione, funzionamento e apertura al pubblico di impianti a fune e piste di discesa, in modo da meglio tutelare la sicurezza degli utenti.
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INTERPELLANZA
E' sempre difficile accertare se il verificarsi di tremende sciagure, quali quella che ha causato 12 morti sulla pista del Pavillon, potesse in qualche modo essere prevista ed evitata.
Un tale accertamento compete a specifici organi, investiti del problema.
Al livello politico compete, comunque, intervenire per migliorare continuamente le condizioni di sicurezza degli impianti e per rendere sempre più efficaci gli interventi preventivi di controllo e vigilanza.
Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo PCI-PDS
interpellano
la Giunta regionale per conoscere quali provvedimenti organizzativi, amministrativi o legislativi intenda assumere per migliorare le condizioni di sicurezza degli impianti connessi alle attività turistico-sportive invernali, così diffuse ed importanti per la nostra Regione.
Presidente - Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Questa interpellanza è stata ovviamente presentata dopo e in connessione con la tragedia che si è verificata a Courmayeur domenica 17 febbraio, con le dodici vittime che sono state causate da una valanga precipitata su una pista di sci. Quindi nell'interpellanza chiediamo di sapere quali indagini e verifiche sono state fatte sulla dinamica dell'incidente, sulle cause di questa tragedia e quali sono i risultati di queste verifiche.
Contemporaneamente solleviamo una questione che è più di carattere generale e che del resto non è la prima volta che viene portata all'attenzione di questo Consiglio.
Ho qui gli appunti di una discussione che abbiamo fatto nel Consiglio del 4-5 luglio 1989, in occasione della discussione del disegno di legge n. 84 "Concessione di contributi per la realizzazione di impianti di risalita e strutture ad essi funzionalmente connesse?, in cui avevo già espresso tutta una serie di perplessità rispetto al fatto che siamo la principale regione alpina d'Italia e siamo anche la regione che ha più leggi regionali di contributo, di sostegno, di incentivazione alla realizzazione di impianti di risalita quasi sempre connessi alla pratica dello sci, e pur tuttavia siamo una delle poche regioni di montagna e alpine in Italia che non ha una regolamentazione, una disciplina per quanto riguarda le piste di discesa.
Questa anomalia consiste nel fatto che abbiamo legiferato molto, abbiamo previsto di tutto (le incentivazioni per l'innevamento artificiale, la manutenzione piste, la sistemazione dei comprensori, interventi alle leggi per ripianare i deficit, provvedimenti di emergenza, le partecipazioni azionarie) per cui ci sono una decina di leggi regionali di contribuzione ai vari livelli per quanto riguarda gli impianti a fune, ma non ce n'è neanche una per quanto riguarda la definizione dei requisiti che deve avere una pista, come deve essere fatta, da chi deve essere autorizzata, chi deve decidere se questa pista deve essere aperta o meno, chi deve fare la manutenzione, come deve essere fatta.
Sono tutte cose che altre regioni d'Italia - e non lo dico adesso, lo avevo già detto allora, avevo preparato anche uno specchietto - hanno da tempo definito. La regione Trentino-Alto Adige ha una legge regionale che è del 13 luglio 1970, "Ordinamento delle piste destinate alla pratica non agonistica dello sci?; a sua volta la provincia autonoma di Trento ha fatto una legge provinciale il 21aprile 1987, in cui ha messo insieme la disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico e la disciplina delle piste da sci; la regione Veneto ha una legge fin dal 1975, "Ordinamento delle piste destinate alla pratica non agonistica dello sci?; la regione Lombardia ha una legge dal 1975, modificata poi nel 1985, "Disciplina delle piste per la pratica non agonistica dello sci in Lombardia?; la regione Abruzzo ha a sua volta una legge che risale al settembre 1983, "Disciplina in materia di funivie, seggiovie, piste da discesa e relative infrastrutture?.
Tutte queste leggi prevedono tutta una serie di procedure per quanto riguarda la domanda per realizzare una pista, le commissioni consultive che devono esaminare queste domande, le autorizzazioni, il rilascio dei benestare, i collaudi, l'esercizio delle piste, compresa la segnaletica e la chiusura eventuale delle piste per quanto riguarda momenti delicati.
Questa è la situazione normativa in altre regioni, invece in Valle d'Aosta siamo in una situazione completamente diversa; di fronte alla ingente erogazione di denaro pubblico non abbiamo un intervento a livello di controllo, per cui poi si verificano situazioni anomale e si verifica il fatto che la magistratura interviene in sostituzione dell'amministrazione. Ma questo avviene anche perché l'amministrazione è gravemente inadempiente rispetto a quelli che sono i suoi compiti normativi, quindi non ci si deve stupire se qualcun altro si sostituisce alle nostre funzioni.
Con questa interpellanza chiediamo le due cose: da una parte elementi di valutazione e conoscenza per quanto riguarda le cause della tragedia di Courmayeur, dall'altra cosa si intende fare per colmare una lacuna che ormai dura da troppo tempo. Ricordo che il precedente Assessore al turismo, Faval, quando avevamo discusso di queste cose, aveva detto che già si stava predisponendo la legge in materia; non so se adesso l'Assessore mi continuerà a dire che la stiamo sempre predisponendo, sta di fatto che comunque il tempo passa, gli anni passano, si verificano incidenti, si verificano situazioni spiacevoli, però questa normativa tarda ad essere messa all'esame del Consiglio e a diventare operativa, ed è secondo noi urgente, necessaria ed importante.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) - Nelle comunicazioni del Presidente della Giunta si era discussa l'eventualità di verificare se esistesse o meno un conflitto di competenza fra la Regione e la magistratura in merito al blocco della pista del Pavillon; probabilmente questa verifica è opportuna, è però vero che per esercitare una competenza bisogna anche averne gli strumenti. In effetti sono numerose le leggi regionali che presentano delle norme per ciò che riguarda la gestione delle piste, mentre le uniche disposizioni relative alla sicurezza sono contenute nella disciplina generale dei trasporti.
Rispetto ad una tragedia quale quella che si è verificata, indubbiamente gli accertamenti di eventuali responsabilità sono complessi e ci sono organi giudiziari, tecnici ed amministrativi che devono compiere le indagini, e non sappiamo a che punto siano. Rimane però, dal punto di vista della Regione, la necessità di dare una risposta ai problemi della sicurezza e della vigilanza.
Quindi con questa interpellanza vorremmo conoscere le intenzioni della Giunta rispetto ai provvedimenti organizzativi, o amministrativi, o legislativi, che si possono assumere per migliorare le condizioni di sicurezza degli impianti connessi all'attività turistico-sportiva invernale, che sono impianti importanti per l'economia della nostra regione, sui quali tragedie come quella verificatasi alcune settimane fa possono esercitare un ruolo molto negativo, oltre che per le vittime, anche per l'immagine che si dà della nostra regione.
Presidente - La parole à M. Louvin pour fait personnel.
Louvin (UV) - C'est juste une précision à l'égard de l'intervention que vient de faire M. Mafrica.
Quand nous avons évoqué une hypothèse de conflit d'attribution, ce n'était pas au sujet de l'arrêté qui concerne la piste de Courmayeur, pour laquelle il y a eu des faits extrêmement graves qui se sont produits et qui justifient une intervention de la magistrature, mais pour ce qui a trait à l'arrêté suivant, qui limite en quelque sorte l'accès à d'autres zones de la région pour l'exercice d'activités sportives ou d'activités de ski de montagne.
C'était uniquement pour cette précision, pour qu'il n'y ait pas de malentendus à cet égard.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale; ne ha facoltà.
Pascale (PSI) - Per quanto riguarda la prima richiesta fatta dal Consigliere Riccarand nella sua interpellanza, quali indagini e verifiche siano state fatte, aveva già comunicato il Presidente della Giunta che la Giunta regionale ha nominato una commissione di inchiesta tecnico-amministrativa, commissione che è già stata insediata ed ha già iniziato i propri lavori, quindi ne attendiamo i risultati che saranno poi comunicati al Consiglio regionale.
Per quanto riguarda il secondo punto, la necessità di una adeguata normativa, mi pare che il Consigliere Riccarand faccia un po' di confusione fra impianti a fune e piste di discesa. Per gli impianti a fune esiste già tutta la normativa necessaria, regionale e statale, riguardo alla costruzione e all'esercizio; vero è invece che per le piste di discesa la regione è carente di questa normativa che esiste in altre regioni alpine.
Posso però anticipare che l'Assessorato ha già predisposto una bozza di disegno di legge sull'ordinamento delle piste di sci, che sarà sottoposta all'approvazione della Giunta regionale la prossima settimana. In questo disegno di legge posso anticipare che verranno affrontati tre ordini di problemi: il primo legato all'inquadramento giuridico delle piste di sci di discesa e di fondo, per le quali saranno stabilite caratteristiche, requisiti, tipologia, criteri di classificazione, ma soprattutto i requisiti atti a garantire la sicurezza. Sarà prevista la costituzione di commissioni comprensoriali di esperti, che avranno il compito di esprimere al direttore responsabile degli impianti dei pareri tecnici sulla sicurezza delle piste, in presenza di condizioni meteorologiche e ambientali contingenti.
Un secondo punto prevede il rilascio di un decreto di concessione del Presidente della Giunta regionale per l'apertura al pubblico e l'esercizio delle piste, previa verifica dei requisiti anzidetti da parte di un'apposita commissione tecnica.
Terzo ordine di problemi che sarà affrontato e che ci era stato sollecitato dall'associazione degli impianti a fune, è la disciplina dei rapporti fra i concessionari di pista e i proprietari dei terreni interessati dal passaggio delle piste e dalla realizzazione delle infrastrutture complementari alle stesse.
Ma su questo disegno di legge avremo modo di confrontarci in Consiglio regionale al più presto, perché il disegno di legge sarà portato quanto prima all'esame delle commissioni competenti del Consiglio regionale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Prendo atto che finalmente si va verso la presentazione di questo disegno di legge, che è quanto mai urgente. Purtroppo devono succedere delle cose drammatiche, a volte, perché si possa mettere concretamente mano a delle discipline innovative. Comunque è importante che si arrivi finalmente ad una definizione della cosa.
E' vero che esiste una differenza di normativa fra gli impianti a fune e le piste di discesa; nell'interpellanza ho parlato insieme di tutti e due gli aspetti perché si tratta di due aspetti che sono funzionalmente connessi, tant'è vero che molte leggi di altre regioni o di province autonome disciplinano contemporaneamente con lo stesso provvedimento impianti di risalita e piste di discesa, perché collegare gli impianti di risalita alle piste di discesa ha un senso soltanto nella misura in cui i primi vengono realizzati sapendo già quali sono le piste che si utilizzano per scendere.
E' successo purtroppo in Valle d'Aosta che si sono finanziati degli impianti di risalita, senza che fosse minimamente definito il tipo di pista di discesa che si deve utilizzare per scendere. Un esempio non molto lontano nel tempo è quello della funivia di Gressoney-La Trinité, nel quale dove scenderanno gli sciatori è in gran parte da definire nonostante siano andate avanti le procedure di finanziamento.
Quindi riteniamo che debba esserci un simile raccordo nell'ambito della normativa regionale, la quale parte già esiste, è insufficiente rispetto agli impianti a fune e viene anche in gran parte disattesa, perché poi la normativa regionale fa quasi esclusivamente capo alla normativa nazionale in materia di impianti a fune, che in più ha introdotto questa autorizzazione previa, peraltro aggirata con tanti sistemi nella prassi di questi anni.
Comunque una migliore collocazione della disciplina, per quanto riguarda gli impianti a fune, sarebbe opportuna. Ma è sicuramente necessario ed urgente anche un provvedimento esclusivo rispetto alle piste di discesa, perché su questo non c'è niente, per cui ci troviamo in una situazione di vuoto normativo e non c'è da sorprendersi se in questa situazione si determina un intervento della magistratura, con metodi che possono essere discutibili ma che comunque vanno nel senso di cercare di tutelare i cittadini e gli utenti di fronte a delle inadempienze normative che riguardano tutto il Consiglio.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) - Anche il nostro Gruppo prende atto della volontà espressa da parte della Giunta di presentare un disegno di legge al Consiglio. Trattasi di un disegno di legge complesso, credo soprattutto per la parte che riguarda la sicurezza, perché individuare l'organo cui spetta decidere se tenere una pista aperta o chiusa, di modo che la decisione sia sufficientemente tempestiva e nel contempo affidata ad elementi tecnicamente validi, è un problema di non facile soluzione.
Ci auguriamo che questa discussione, che dovrà coinvolgere numerosi soggetti, inizi al più presto, di modo che per la prossima stagione invernale questa regione abbia uno strumento in più per garantire la sicurezza degli impianti esistenti e per autorizzare l'eventuale costruzione di nuovi impianti.
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