Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1931 del 28 febbraio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1931/IX - Iniziative per la pace in Medio Oriente. (Approvazione di mozione)

Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco, Cristina Monami e Chenuil:

MOZIONE

Preso atto con viva preoccupazione dell'intensificarsi del conflitto in corso nel Golfo Persico, che sta costando ogni giorno di più in termini di vite umane, distruzioni materiali, crescita delle tensioni politiche, religiose e sociali tra i popoli interessati, rischi di ulteriori incontrollabili espansioni della guerra;

Ricordato che la Costituzione italiana ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali;

Sottolineato come l'esigenza primaria, sostenuta da numerosi Paesi ed organizzazioni, anche con iniziative politiche e diplomatiche, sia quella di giungere ad un "Cessate il fuoco? e ad una conseguente ripresa della trattativa, con il patrocinio dell'ONU;

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

condanna

l'intransigenza del regime iracheno che, con il suo atteggiamento di totale disprezzo delle decisioni assunte dalla comunità internazionale, è il responsabile dello scoppio della guerra;

manifesta

la convinzione che la vera pace implica il riconoscimento dei diritti di tutti i popoli e la possibilità per tutte le comunità di esprimere pienamente la propria volontà, attraverso trasformazioni degli Stati in senso federale;

esprime

la propria solidarietà ai militari italiani impegnati nel Golfo, chiedendone l'immediato rientro in Italia;

chiede

l'immediata cessazione dei combattimenti, in modo da evitare nuove vittime, impedire una estensione ed un aggravamento del conflitto e costringere con altri mezzi l'Irak a ritirarsi dal Kuwait;

auspica

una Conferenza di pace in Medio Oriente che affronti la questione palestinese; che garantisca la sicurezza e la sovranità di Israele; che lavori per il ritiro delle truppe straniere dal Libano; che riconosca il diritto di autodeterminazione del popolo curdo; che avvii un processo di smilitarizzazione di tutta l'area;

dichiara

la Valle d'Aosta "Regione di Pace?;

impegna

1) la Giunta regionale a promuovere, con un versamento di lire 500 milioni, la costruzione di un comitato regionale per la raccolta di fondi, a favore dei profughi e di tutte le altre popolazioni colpite dalla guerra, da destinare alla Croce Rossa Internazionale.

2) il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere copia della presente risoluzione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Capigruppo della Camera e del Senato.

Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) - Il conflitto è momentaneamente cessato, non credo si possa dire che sia finito, nè che siano terminate le ragioni che l'hanno innescato, nè che siano risolte le situazioni di tensione fra i popoli che vivono in quell'area.

Credo quindi che la mozione debba essere riconsiderata, ma che contenga dei punti importanti da valutare e sottoporre all'approvazione del Consiglio.

Credo che vadano modificate le premesse e occorra dire:

"Visti gli sviluppi del conflitto del Golfo Persico, che sembra ormai essere giunto alla conclusione delle operazioni militari;?, perché per il momento si tratta di una tregua di 48 ore, che ci auguriamo diventi un effettivo armistizio.

La mozione continuerebbe poi con "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta manifesta la convinzione che la vera pace implica il riconoscimento dei diritti di tutti i popoli e la possibilità per tutte le comunità, di esprimere pienamente la propria volontà, attraverso trasformazioni degli Stati in senso federale; auspica una Conferenza di pace in Medio Oriente che affronti la questione palestinese; che garantisca la sicurezza e la sovranità di Israele; che lavori per il ritiro delle truppe straniere dal Libano; che riconosca il diritto di autodeterminazione del popolo curdo; che avvii un processo di smilitarizzazione di tutta l'area; Dichiara la Valle d'Aosta "Regione di Pace?; Impegna 1) la Giunta regionale a promuovere, con un versamento di lire 500 milioni, la costruzione di un comitato regionale per la raccolta di fondi a favore dei profughi e di tutte le altre popolazioni colpite dalla guerra, da destinare alla Croce Rossa Internazionale. 2) il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere copia della presente risoluzione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Capigruppo della Camera e del Senato, ai Presidenti dei Consigli regionali e delle Province Autonome?.

Mi pare che due impegni, quello di dichiarare la Valle d'Aosta regione di pace, e quello di intervenire attraverso la Croce Rossa Internazionale a favore delle vittime di questa guerra, mantengano tutta la loro validità. Se lo stimolo a pronunciarsi per la pace è forte quando la guerra incombe, a maggior ragione credo debba essere affermato quando il pericolo sembra minore. Ritengo ancora più valido oggi che forse si dà inizio all'armistizio, affermare la volontà di pace della Regione Valle d'Aosta.

Mi sembra opportuno che la nostra regione dia un suo contributo, proprio per intervenire a rimediare alle distruzioni morali e materiali che hanno colpito le popolazioni di quella zona.

In questo senso nella formulazione che ho letto, in cui vengono tolte tutte le parti che si riferivano all'esistenza del conflitto armato, gradiremmo che la mozione fosse discussa e votata dal Consiglio.

Presidente - E' aperta la discussione.

Ha chiesto di parlare la Consigliera Cristina Monami, ne ha facoltà.

Cristina Monami (PCI-PDS) - Anche qui non posso non intervenire, anche se è tardi e se vedo un po' di stanchezza e di distrazione intorno a me. Non posso non intervenire perché credo di essere stata colpita, come molti di voi, da questo conflitto e credo che tutti voi ormai avrete letto nei giornali e sentito forse parlare anche troppo di questa guerra. Quindi cosa si può aggiungere rispetto a quanto tanti giornalisti, tanti capi di stato, tante persone comuni hanno detto?

Eppure sento egualmente di non dover tacere, anche perché senza avere la pretesa di dire niente di nuovo, vorrei sottolineare alcune contraddizioni che questo conflitto ha messo in evidenza. Credo che la più grossa e la più grave sia questa: sono state prese decisioni importantissime che hanno riguardato le sorti del mondo, hanno riguardato la politica mondiale, hanno riguardato la politica di piccoli popoli, hanno riguardato la vita di molti civili, e sono state prese queste decisioni sulle nostre teste, sulle teste delle popolazioni. Questa a mio avviso è una delle contraddizioni che la società attuale sta vivendo: la distanza fra la volontà popolare e chi decide delle sorti del mondo. Su questo ritorno sovente perché mi pare importante, proprio perché credo che non sia una utopia pensare di correggere questa discrepanza che separa i governi dalle popolazioni.

Un'altra contraddizione che è venuta alla luce, riguarda i modernissimi mezzi di informazione che abbiamo; questa informazione, di cui tutti quanti noi abbiamo seguito gli sviluppi, è stata massiccia, massiva, anche artefatta in molte circostanze, come tutti ci siamo resi conto, ed è stata anche addirittura reticente. Allora, magnifici mezzi di informazione e poi la sensazione di non sapere, la sensazione di non avere le informazioni che vogliamo, di essere tagliati fuori da un discorso che invece ci riguarda magari molto più da vicino, perché a me personalmente, del lungo raggio, degli scud, dei patriots o come si chiamino, interessa poco; a me, come a tanta gente, interessava più sapere se nelle zone colpite dalla guerra erano scoppiate malattie, se i civili rimasti sepolti erano molti o pochi, cosa è andato distrutto in questa guerra. Questa è un'altra contraddizione grande di questi magnifici e stupendi mezzi di informazione.

Un'altra contraddizione che ho colto e che voglio comunicare ai miei colleghi, riguarda questa nuova e stupenda tecnologia, simbolo del progresso, di cui tutti quanti noi andiamo orgogliosi e fieri nei confronti dei popoli del terzo mondo che non la posseggono; ebbene tutta questa tecnologia mi domando è messa al servizio di chi? E' messa al servizio dell'uomo, della donna, del bambino, dell'anziano? Questa tecnologia l'abbiamo vista utilizzare, mi pare sia stata messa al servizio di un certo modo di concepire il mondo che in parte non condivido, di concepire la politica che non condivido, di concepire l'etnia, la geografia e tutto il resto. Ed ancora questa splendida tecnologia non ci salva da un disastro che è questo: man mano che le guerre si avvicinano al giorno d'oggi, più aumenta il numero dei civili morti. Questo vuol dire che nelle guerre di oggi e di ieri, sono morti e muoiono più civili di quanti non morissero nelle guerre di l'altro ieri e di molto più tempo fa. Allora anche qui sento l'esigenza di fare una riflessione e di mettere in luce una contraddizione.

C'è un'altra cosa ancora, mi dispiace se sono confusa e se vado di corsa, ma non posso fermarmi più a lungo anche se lo farei volentieri. Un'altra contraddizione che questa guerra ha messo in evidenza è la nostra comunicazione, che è altra cosa da informazione e da mezzi di informazione; è la comunicazione fra cittadino e cittadino, fra cittadini e governi, fra governi e governi e fra popoli e popoli. A me pare che questa guerra abbia messo in contraddizione anche il concetto di comunicazione; nonostante i mezzi magnifici di comunicazione di cui disponiamo, mi pare che la comunicazione, e quando dico comunicazione intendo dire guardarsi negli occhi, parlarsi, capirsi, sia stata messa in discussione, che si siano creati solchi ancora più grandi di quanti non ve ne fossero prima.

Ma credo che la contraddizione più grossa e più drammatica sia quella che, alle soglie degli anni duemila, la nostra civile, stupenda, tecnologica società non è riuscita a mettere ancora l'essere umano all'apice della scala dei valori. Mi pare di capire che ci serviamo ancora degli uomini, della vita di tanti uomini, della loro sofferenza, della loro distruzione, del loro dolore, per risolvere i problemi di cui si diceva prima; politici, internazionali, geografici, etnici, eccetera, ed io anche su questo vorrei portare tutti quanti a riflettere.

Tutto questo perché noi stiamo seduti sotto una bella scritta che dice: "Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux? e questi piccoli popoli che possono diventare davvero dei flambeaux, quale ruolo hanno nell'attuale situazione mondiale e quale ruolo hanno rispetto a queste contraddizione?

Per me un ruolo lo possono avere ed il ruolo simbolico può essere quello di dichiarare la Valle d'Aosta regione di pace, come no? Può essere quello di mandare i nostri 500 milioni di lire alla Croce Rossa, come no? Ma questi sono atteggiamenti esteriori. Penso che invece possiamo avere ruoli meno esteriori, immediati, che colpiscono meno magari la cittadinanza, il consiglio, chi deve votare, ma che forse a lunga scadenza possono dare risultati. Sto pensando a quello che potremmo fare noi nell'ambito della cultura, se è così difficile promuovere una cultura di pace; e quando dico promuovere cultura di pace mi dispiacerebbe che si fraintendesse questa locuzione con altre.

Quando dico cultura di pace intendo dire coltivare il concetto del rispetto per le differenze, il concetto di comunicazione, coltivare anche e soprattutto il rispetto di sè, perché il rispetto degli altri non passa, se prima non abbiamo rispetto di noi. E allora è vero, prima di avere rispetto di sè si devono, come dicono gli psicologi, superare frustrazioni, complessi edipici, eccetera, ma credo sia tutto sommato meno complicato di quanto non si pensi. Allora mi chiedo e vi chiedo quali possibilità abbiamo noi valdostani, di farci promotori di scambi con altri popoli magari altrettanto piccoli come i nostri; quali possibilità e quale volontà abbiamo noi di conoscerli questi altri popoli per far leva sui nostri e sui loro sentimenti migliori; quali possibilità abbiamo di farci guarire, ammesso che sia possibile e possiamo tentare, dai sentimenti deteriori che sono quelli che ci inducono a creare steccati intorno a noi e ci impediscono di comunicare.

Voterò per questa mozione, anche se la mozione non dice tutte le cose che ho detto; la mozione però mi ha dato lo spunto per tirarle fuori. Mi piacerebbe sentire altre voci a questo proposito. Mi piacerebbe che l'Assessore alla Pubblica Istruzione si alzasse e dicesse: io avevo già delle idee in proposito. Mi piacerebbe che qualcun altro dicesse: io nel mio ambito e nei limiti del mio possibile intorno alla costruzione della pace, sto lavorando. Io qualcosa sto facendo, non so se riuscirò, comunque invito tutti voi a riflettere ed a comunicare.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Nous apprécions l'esprit qui est à la base de cette motion, mais nous demanderions de faire quelques modifications parce qu'il nous semble qu'il est indispensable, pour faire un document qui ait une efficacité, de maintenir les pieds sur terre.

Après le droit d'autodétermination du peuple kurde, je m'arrêterais et j'effacerais la phrase sur le procès de démilitarisation de toute l'aire, parce qu'il nous semble que pendant quelques décennies au moins, la paix sera garantie dans cette zone par les armes. Il suffit de penser à ce qui s'est passé ces dernières années entre l'Iran et l'Irak, Israël et la Syrie, la Syrie et l'Irak et cetera. Il nous semble que les bonnes intentions font parfois perdre l'efficacité d'une affirmation de principe sur l'autodétermi-nation de tous les peuples.

Nous demanderions également d'effacer la question de déclarer la Vallée d'Aoste Région de Paix, parce que, avant tout nous sommes dans la paix la plus profonde et nous ne sommes pas aperçus que jusqu'à maintenant nous étions dans une sorte de guerre, mais surtout - je ne voudrais pas paraître plus anticlérical que ce que je suis - c'est un peu un engagement à Action Catholique. Il me semble que cela enlève une certaine fermeté et un discours idéal à la motion.

Dernière question, au premier alinéa, pour ce qui concerne "impegna?, aussi pour éviter soit des difficultés avec la commission de coordination, difficultés que nous avons déjà connues dans d'autres occasions de ce genre, soit pour éviter les grosses difficultés qu'a la Croix Rouge Interna-tionale, et si quelqu'un suit la télé suisse et le comité international de la Croix Rouge sait que ce n'est pas tellement facile d'arriver dans certaines zones avec de l'argent, surtout dans une situation qui n'est pas encore une situation stabilisée de paix, nous proposerions d'écrire "a promuovere d'intesa con il Governo della Repubblica e le altre Regioni, opportune iniziative per la ricostruzione e la riparazione delle rovine apportate dalla guerra;?.

Comme nous avons fait dans d'autres occasions, si nous trouvions, d'entente avec le Gouvernement, parce que c'est une question qui dépasse les frontières de la Région, la possibilité d'intervenir pour reconstruire quelque chose qui a été frappée par la guerre (une école, un hôpital ou une chose de ce genre), c'est une initiative qui pourrait mettre notre région à la pointe d'initiatives qui sont certainement pacifiques, mais qui sont également concrètes.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) - Rispetto alle proposte che fa il Gruppo dell'Union, ci siamo consultati rapidamente e la maggioranza è d'accordo ad accettare due emendamenti, quello relativo alla smilitarizzazione e quello relativo alla formulazione economica, mentre siamo dell'idea di mantenere questa dichiarazione di principio della Valle d'Aosta come regione di pace.

Riprendendo quello che diceva il Consigliere Perrin due settimane fa, quando il Gruppo dell'Union ha proposto di non far volare i caccia sul terreno regionale, abbiamo già votato una mozione con cui abbiamo dichiarato la Valle d'Aosta regione denuclearizzata, abbiamo votato mozioni anche oggi in cui le petizioni di principio, rispetto alla concreta situazione, sono evidenti; ci sembra che affermare una volontà di stare dalla parte della pace non guasti, anche se concretamente non corrisponde alle condizioni politiche ed internazionali e ad una serie di altre condizioni.

Per concludere, quindi, accettiamo i due emendamenti e manteniamo l'affermazione sulla Valle d'Aosta come regione di pace.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Avec le plus grand respect pour les opinions d'autrui, nous maintenons notre opinion sur l'opportunité, tout en étant pacifiques, de cette phrase, par conséquent nous demandons à la courtoisie du Président du Conseil, s'il est possible de voter par alinéas, et sur l'alinéa en question notre Groupe s'abstient.

Evidemment nous voterons à faveur de tout le reste et nous remercions la majorité d'avoir accepté ces modifications, qui à notre avis donnent une structure plus ferme à la motion.

Presidente - Vi chiedo di pronunciarvi per votazioni separate e quindi, tenuto conto delle differenze che ci sono, pongo in approvazione la prima parte delle premesse, di cui do lettura:

Visti gli sviluppi del conflitto del Golfo Persico, che sembra ormai essere giunto alla conclusione delle operazioni militari;

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

manifesta

la convinzione che la vera pace implica il riconoscimento dei diritti di tutti i popoli e la possibilità per tutte le comunità di esprimere pienamente la propria volontà, attraverso trasformazioni degli Stati in senso federale;

auspica

una Conferenza di pace in Medio Oriente che affronti la questione palestinese; che garantisca la sicurezza e la sovranità di Israele; che lavori per il ritiro delle truppe straniere dal Libano; che riconosca il diritto di autodeterminazione del popolo curdo;

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente - Pongo in votazione la parte della mozione che recita:

"dichiara

la Valle d'Aosta "Regione di Pace?;

Esito della votazione

Presenti: 26

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 9 (Agnesod, Andrione, Louvin, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Vallet, Viérin et Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente - Si passa alla votazione dei punti 1) e 2) della parte dispositiva.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) -.... on s'engage à transmettre aussi aux présidents des autres régions, parce que nous écrivons d'entente avec le Gouvernement et des autres régions.

Presidente - Oui, et aux présidents des régions et des provinces autonomes.

Pongo in votazione il punto 1) della parte dispositiva con l'emendamento proposto dal Consigliere Andrione:

Impegna

1) la Giunta regionale a promuovere, d'intesa con il Governo della Repubblica e le altre Regioni, opportune iniziative per la ricostruzione e la riparazione delle rovine apportate dalla guerra;

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente - Pongo in votazione il punto 2) della parte dispositiva con l'emendamento proposto dal Consigliere Andrione:

2) il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere copia della presente risoluzione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Capigruppo della Camera e del Senato, ai Presidenti dei Consigli regionali e delle Province Autonome.

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

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