Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1927 del 28 febbraio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1927/IX - Solidarietà allo Stato di Israele e condanna degli atti di antisemitismo. (Approvazione di risoluzione)

Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Bich, Rollandin e Rusci:

RISOLUZIONE

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

Esprime la sua solidarietà allo Stato di Israele ed al suo popolo, in questo momento in cui è sottoposto a vili ed indiscriminati bombardamenti di missili, da parte del dittatore iracheno Saddam Hussein. Nonostante gli attacchi contro la popolazione civile inerme di uno stato, che non è mai entrato in guerra contro l'Iraq, Israele è stato capace di evitare una risposta armata, alla quale avrebbe avuto diritto, dimostrando un senso di responsabilità internazionale che ha evitato un possibile sfaldamento del fronte anti Saddam, creato sulla base di una risoluzione delle Nazioni Unite.

Israele merita, per il suo sacrificio, che è fatto soprattutto di cittadini inermi morti o feriti, non solo una solidarietà di parole, ma un fattivo aiuto di tutta la collettività internazionale perché possa trovare una giusta soluzione ai suoi problemi, interni ed esterni, in una garanzia di sicurezza per sè e per il suo popolo.

Ricordando le nobili parole proferite dal Pontefice alla recita dell'Angelus di domenica 27 gennaio di fronte a migliaia di ebrei che, per la prima volta, gremivano piazza San Pietro, il Consiglio regionale appoggia senza riserve il monito di Giovanni Paolo II: "perché Saddam Hussein si astenga dallo scatenare il terrorismo e non violi le regole umane ed internazionali sul trattamento dei prigionieri ed il rispetto dei paesi non belligeranti?.

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

Unisce la sua alle voci di condanna di tutti gli atti di antisemitismo, dai quali nemmeno la Valle d'Aosta va immune, frutto di una colpevole ignoranza, figlia di pregiudizi di un passato che si credeva ormai finito.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Bich, ne ha facoltà.

Bich (PSI) - Per fortuna questa risoluzione non è più di attualità, il succedersi degli eventi così rapido di questi giorni la rende molto meno efficace; rapportandoci però al momento in cui è stata presentata, ci sembra che abbia soprattutto un significato, quello di entrare in una catena di solidarietà con un paese non belligerante che ha subito una aggressione, un paese minoritario in un ambito difficile, in cui gli equilibri sono ancora tutti da consolidare.

Solidarietà alle vittime c'è stata per l'aggressione da parte del dittatore Saddam, solidarietà quindi ad un attacco vile, perché non condotto nell'ambito di una dichiarazione di guerra da qui una presa di coscienza di un popolo che cerca la pace nell'equilibrio e nella sicurezza. Ci auguriamo che gli eventi di queste ultime ore conducano ad una soluzione dignitosa, ragionevole, accettabile per tutte le nazioni contraenti nel Medio Oriente, e che non abbiano più a verificarsi degli atti così sanguinari di indiscriminata aggressione ad un paese che non è belligerante.

Presidente - Ha chiesto di parlare la Consigliera Monami Cristina, ne ha facoltà.

Cristina Monami (PCI-PDS) - Ho voluto intervenire a questo proposito perché mi sento coinvolta da vicino ed emotivamente rispetto a questa risoluzione, che condivido e che apprezzo.

Il motivo per cui mi sento coinvolta è forse anche facile ed evidente; ritengo che come appartenente ad un partito di sinistra, che sempre si è espresso a proposito della pace e si è espresso a proposito di Israele, credo di poter dire con certezza che la sinistra tutta intera debba finalmente ridiscutere le sue posizioni rispetto a Israele. Così come credo che la non sinistra debba rivedere e ridiscutere tutte le sue posizioni rispetto alla Palestina ed al popolo palestinese.

Tutto qui, mi sono sentita di doverlo dire perché ritengo che qualsiasi atto che va in direzione del rispetto dei popoli e quindi del rispetto della pace, non solo va applaudito, ma va favorito e caldeggiato.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Si c'est vrai que la fin de la guerre fait perdre une partie de l'importance de cette résolution; le point important à souligner c'est d'abord que cette résolution n'est pas contre quelqu'un, mais c'est pour mieux souligner que le problème d'une réalité qui se passe malheureusement un peu partout, est souvent oublié. Le fait d'un certain antisémitisme, qui a été poussé un peu partout et qui a eu des moments difficiles même dans notre région, c'est un point qui ne peut pas être oublié.

Ce qui ne signifie pas être contre la sauvegarde des droits des autres peuples, mais au contraire, compte tenu que parfois on a, surtout de la part de la presse et des médias, souligné avec beaucoup de vigueur ce qui a été fait de la part d'autres peuples, tandis que très souvent on a oublié l'histoire de ce peuple, je crois qu'avec cette résolution on veut souligner à nouveau ce thème.

Ce serait trop long d'aborder dans l'ensemble de ces difficultés, le thème du peuple d'Israël, je crois tout de même que c'est un acte qui doit être interprété comme une manifestation de volonté, de la part du Conseil régional du Val d'Aoste de souligner encore une fois une attitude positive, face à une réalité difficile.

Je me permettrais seulement d'ajouter l'invitation d'envoyer cet ordre du jour aux autres régions, afin qu'il y ait la possibilité de faire un débat analogue un peu partout et de réfléchir davantage sur un engagement qui doit être continu, face à des problèmes concernant la sauvegarde des droits des peuples.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Rusci, ne ha facoltà.

Rusci (PRI) - I colleghi che mi hanno preceduto hanno svolto interventi estremamente calibrati e concreti su un argomento che rischia di scadere molto sovente nel sentimentale. L'uomo è un po' caratterizzato da questa volontà di dimenticare, soprattutto gli aspetti meno piacevoli e più tristi e della sua esistenza e della storia. Credo sia un po' questa la chiave di lettura che ha permesso in questi ultimi venti anni, soprattutto per una emanazione di un senso comune strano, questo isolamento costante del popolo di Israele che, non dobbiamo dimenticarlo, ha così dato in questi duemila anni di storia.

Ci volevano i missili di Saddam e la non reazione di questo popolo, per ripositivizzarlo nei confronti dell'opinione pubblica mondiale.

Prendiamo atto che l'attenzione sta mutando, ci rendiamo anche conto che i problemi che si svolgono in quella parte del mondo rischiano di avere degli allargamenti, delle connessioni ed interconnessioni che vanno al di là. La nostra solidarietà sta tanto nei confronti di Israele quanto nei confronti dei popoli che in Israele non hanno la loro libertà; il nostro referente non è di certo la parte di Israele cosiddetta ortodossa, è la parte che sa che la pace e la tranquillità in quei territori sarà un minimo comune denominatore di pace per il resto del mondo. In questo senso apprezzo anche il sincero intervento della Consigliera Monami, che mi fa dire che alcune acquisizioni, che consideravo come ferme ed ideologiche, sono felicemente scomparse.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Une question sémantique courte, mais qui a quand même une importance également politique: sémites sont également les arabes, je dirais même qu'au point de vue du nombre les plus nombreux sont les arabes. Alors j'entends qu'on exprime une solidarité, mais je préférerais qu'on parle d'israélites, c'est-à-dire à ceux qui suivent la religion judaïque, ou si vous voulez israéliens, c'est-à-dire les citoyens de l'état d'Israël.

Cela permet de distinguer entre israélites et sionistes. C'est un concept politique qu'une assemblée comme le conseil régional, devrait tenir présent. Par conséquent nous votons évidemment à faveur de cette résolution de solidarité à l'état d'Israel et je dirais plus largement à tous les israélites.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Credo che le affermazioni che sono contenute in questa risoluzione, prese di per sè sono largamente condivisibili da parte di tutto il Consiglio, e tuttavia devo dire a chi ha sottoscritto questa risoluzione e al Consiglio, che non mi sembra convincente questa risoluzione, anche se la voterò. La ritengo molto parziale e unilaterale perché sottolinea, giustamente sotto un certo punto di vista che è legato ad una contingenza drammatica come è stata quella del lancio dei missili su Israele, un aspetto particolare, che è questa situazione di aggressione che ha subito lo stato di Israele; tuttavia credo che non sarebbe stato male anche sottolineare alcuni altri aspetti che, come Consiglio regionale e come comunità valdostana, vorremmo vedere affrontati in modo diverso dallo stato di Israele.

Sappiamo tutti che lo stato di Israele è inadempiente rispetto a numerose risoluzioni della organizzazione dell'ONU, e allora nel momento in cui è giusto dire di no all'aggressione contro Israele, dire di sì alla difesa di questo popolo, sarebbe stato bene inserire nella risoluzione anche un richiamo ad un rispetto delle risoluzioni dell'ONU, al ritiro dei territori occupati dalla guerra che risale fin dal 1967, a tutta un'altra serie di questioni, compreso il discorso della conferenza internazionale di pace che lo stato di Israele è così restio ad accettare. Credo che tutto questo sarebbe stato bene inserirlo in una risoluzione, in modo da darle una maggiore compiutezza.

Qui si è voluto sottolineare un aspetto un po' unilaterale; non intendo presentare emendamenti perché non voglio dare la sensazione di voler strumentalizzare in qualche modo questa presa di posizione, sono disposto anche a votarla, però esprimo un giudizio di unilateralità rispetto a questa presa di posizione.

Un'altra cosa che vorrei osservare è questo riferimento agli atti di antisemitismo che riguarderebbero la Valle d'Aosta. Non sono a conoscenza di atti di antisemitismo che si siano verificati nella nostra Regione, non so se dobbiamo sottolineare un aspetto che tutto sommato non mi sembra che si sia presentato, o se si è presentato è rimasta una cosa isolata in ambiti molto limitati e particolari, perché non mi sembra che sia un dato della opinione pubblica valdostana l'antisemitismo. Quindi non so se è opportuno sottolineare un aspetto che poi non ha una rilevanza reale nella nostra comunità.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) - Come Gruppo, lo ha già anticipato la Consigliera Monami, voteremo a favore e in quella idea di riequilibrio di attenzione sia agli israeliani che ai palestinesi, richiamiamo l'attenzione sulla nostra mozione, una cui parte crediamo debba essere ancora votata, nonostante questa cessazione del fuoco che ci auguriamo sia permanente e si trasformi in trattativa per la pace.

Presidente - Per quanto riguarda la richiesta posta dal Consigliere Rollandin, chiederei allo stesso, proprio perché la risoluzione ha una sua struttura, di non aggiungere nella risoluzione stessa l'invito al Presidente del Consiglio di trasmettere il documento ad altre Regioni.

Se il Consiglio è d'accordo, mi impegno ad inviarlo, e le cose che ha detto il Consigliere Rollandin le faccio mie nella lettera di accompagnamento della risoluzione ai colleghi Presidenti del consiglio delle altre regioni.

Pongo in votazione la mozione:

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

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