Oggetto del Consiglio n. 1847 del 14 febbraio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1847/IX - Carenze di attrezzature e locali presso l’Unità operativa di cardiologia dell’Ospedale di Aosta. (Interpellanza)
Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Bajocco e Cristina Monami, iscritta al punto 19 dell’ordine del giorno.
INTERPELLANZA
Sovente dimentichiamo i problemi dell’Ospedale di Aosta, per prenderne nuovamente coscienza quando ne abbiamo bisogno noi stessi oppure quando andiamo a trovare parenti o amici ricoverati.
Ci rendiamo allora conto di come vi siano reparti con strutture inadeguate, obsolete o addirittura mancanti.
E’ questo il caso dell’unità operativa di cardiologia e ciò nel 1991 non è più ammissibile.
Secondo informazioni da noi raccolte risulterebbe infatti che:
- mancano alcuni letti, più volte richiesti dal primario e da altro personale del reparto;
- buona parte dei letti esistenti in cardiologia sono inidonei per pazienti esposti a rischio di arresto cardio-polmonare e sarebbe perciò necessario ed urgente sostituirli con letti snodabili idraulici, più maneggevoli, anche rispetto al fatto che devono poter entrare negli ascensori;
- mancano circa 20 piantane porta-flebo;
- mancano armadietti per gli spogliatoi ed un armadio più volte richiesto per l’archivio;
- mancano anche carrelli portavivande e, a volte, la carta di registrazione per gli elettrocardiogrammi;
- sono insufficienti gli spazi destinati al reparto, in cui dovrebbero anche trovare posto spazi sociali (locale mensa per i pazienti deambulanti, locale visite, studio medici, eccetera).
Poiché le carenze sopra segnalate si presentano come superabili,
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
interpellano
l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere i motivi che hanno finora impedito di affrontare le carenze di attrezzature e locali presso l’Unità operativa di cardiologia e per sapere come la Giunta intenda intervenire per migliorare la situazione.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
Bajocco (PCI): Devo dire che il mio Capogruppo mi ha fatto firmare con un certo rammarico questa interpellanza, in cui si legge la sigla "PCI-PDS", mentre tutte le interpellanze, interrogazioni e mozioni che abbiamo presentato sino ad ora, riportavano sempre la sigla "PCI". I tempi cambiano e cambiamo anche noi, ma il Partito Comunista Italiano rimane. Mi auguro, come ha detto il Consigliere Mafrica, che il PDS si identifichi sempre in coloro che affrontano grandi battaglie per tutelare gli interessi di tutte le categorie che lavorano. Se il PDS si avvierà lungo questa strada, sicuramente ci vedrà operare ancora tutti assieme.
Tornando all’interpellanza sull’Unità operativa di cardiologia. Mi voglio innanzitutto soffermare sul programma di maggioranza approvato nel giugno dell’anno scorso, dal quale voglio leggere quattro righe concernenti i problemi della sanità. "Ferma restando la necessità di procedere comunque agli interventi urgenti, occorre sottoporre ad una seria analisi, dal punto di vista sanitario, urbanistico e finanziario, con il contributo di idonei apporti tecnici, la scelta tra la costruzione di un nuovo ospedale nel comprensorio aostano e la ristrutturazione dell’attuale presidio di Via Ginevra... Migliorare la capacità operativa dei servizi di riabilitazione...".
Penso che ognuno di noi, andando all’ospedale a visitare parenti o amici, si sia reso conto di ciò che manca e di quanto resta ancora da fare. Parlando con il personale dell’Unità operativa di cardiologia si ascoltano frequenti lagnanze, perché si sente dire: "Mancano alcuni letti, più volte richiesti dal primario e da altro personale del reparto; buona parte dei letti esistenti in cardiologia sono inidonei per pazienti esposti a rischio di arresto cardio-polmonare e sarebbe perciò necessario ed urgente sostituirli con letti snodabili idraulici, più maneggevoli, anche rispetto al fatto che devono poter entrare negli ascensori; mancano circa 20 piantane porta-flebo - se non siamo capaci di acquistare 20 piantane porta-flebo, è bene che diamo una energica strigliata -; mancano armadietti per i medicinali; armadietti per gli spogliatoi ed un armadio più volte richiesto per l’archivio; mancano anche carrelli portavivande questa gente dovrà pure mangiare e, a volte, la carta di registrazione per gli elettrocardiogrammi; sono insufficienti gli spazi destinati al reparto, in cui dovrebbero anche trovare posto spazi sociali (locale mensa per i pazienti deambulanti, locale visite, studio medici, eccetera)".
Sappiamo che all’interno dell’ospedale sono già state effettuate grandi ristrutturazioni in certe unità operative, i cui primari sono forse più potenti o simpatici di quello di cardiologia oppure perché si tratta di unità operative più importanti, ma io vorrei ribadire che, essendo la vita delle persone unica, è assolutamente indispensabile che i primari abbiano a disposizione unità operative molto efficienti, strutture e personale adeguati.
Poco tempo fa, illustrando un’altra interpellanza, sempre inerente alla salute delle persone, suggerivo di spendere qualcosa di meno in altri settori e molto di più per la vita della gente. Vi ringrazio.
Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.
Beneforti (DC): Questa interpellanza mi offre l’opportunità di fare delle puntualizzazioni che ritengo necessarie.
Premetto che quando si parla di sanità occorre distinguere i compiti dell’Assessorato da quelli che competono all’Usl, perché spesso e volentieri si fa un po’ di confusione in proposito. Credo di avere un certo senso di responsabilità di fronte ai delicati problemi della sanità e credo che ce l’abbiano anche gli altri. Detto questo, cerco ora di rispondere alle richieste del Consigliere Bajocco per quanto è di mia competenza.
Le condizioni del reparto di cardiologia sono forse meno gravi di quelle di altri reparti e di ciò dobbiamo dare atto all’impegno del personale, medico e non, che fa onore al reparto ed allo stesso ospedale. In quel reparto si è infatti riusciti a creare un’équipe che si dà da fare e lavora nel migliore dei modi, tant’è vero che nel 1990 è stato accertato un notevole incremento dei ricoveri e dell’attività dell’unità operativa di cardiologia rispetto al 1989. I ricoveri in terapia intensiva, ad esempio, sono aumentati di oltre il 17 per cento, nella "posta" intensiva si registra un aumento del 35-36 per cento e nel day hospital, del 100 per cento. Se ne deduce che il reparto merita tutta la nostra attenzione.
Dagli accertamenti fatti presso l’Usl ed il presidio ospedaliero, posso affermare che sono in corso gli atti di gara per la sostituzione di tutti i 22 letti in dotazione. Quelli che saranno acquistati sono moderni ed idonei per pazienti esposti a rischio di arresto cardio-polmonare, sono dotati di piantane porta-flebo e di tutti gli arredi necessari.
Sempre secondo l’Usl, non risulta che siano stati richiesti armadietti per gli spogliatoi ed un armadio per l’archivio, come non risulta che siano stati richiesti carrelli porta-vivande, dei quali peraltro non se ne ravvisa la necessità, visto che i pasti sono trasferiti direttamente dalla cucina centrale con gli appositi contenitori su idonei carrelli. Verificheremo ancora la questione degli armadietti e posso garantire che nulla ci potrà impedire di acquistare qualche armadietto indispensabile.
La carta di registrazione per gli elettrocardiogrammi è mancata solo per pochissimi giorni alcuni mesi addietro, a causa di una mancata consegna da parte della ditta fornitrice; allo stato attuale ne sono presenti scorte più che soddisfacenti.
E’ vero invece che sono carenti gli spazi destinati al reparto di cardiologia. Per risolvere questo problema, anche alla luce dell’incremento dei ricoveri ed in attesa di portare, come da tutti auspicato, da 600 a 800 posti letto la capacità ospedaliera, occorre dare priorità ai reparti di urgenza, come appunto quello di cardiologia. Fino ad oggi questa priorità non c’è stata, come non c’è stata per altri reparti che si trovano nelle stesse condizioni. Occorre perciò dividere gli spazi dell’ospedale con più razionalità e secondo le reali esigenze ed urgenze delle singole unità operative.
Comunque l’Assessorato, di concerto con l’Usl, ha fatto una verifica generale sullo stato delle attrezzature esistenti nei singoli reparti, per poter poi eseguire i dovuti interventi. Il risultato ha evidenziato che per l’immediato occorrerebbero 21 miliardi per far fronte agli interventi necessari delle unità operative esistenti. Si tratta di un importo cui non possiamo far fronte, perché i nostri capitoli di bilancio non prevedono spese in conto capitale ed investimenti di tale entità, ma prevedono poco più di 2 miliardi all’anno per questi settori.
Abbiamo pertanto esaminato le richieste emerse dalla verifica che abbiamo fatto e le abbiamo suddivise in tre gruppi: urgentissime, urgenti ed ordinarie. Ora stiamo raschiando il fondo del barile, come si suol dire, per poter recuperare il più possibile e cercare di fronteggiare almeno gli interventi urgentissimi, pari a circa 7 miliardi dei 21 ritenuti necessari. Proprio per raggiungere questo scopo, cioè raccogliere i 7 miliardi, siamo stati costretti a registrare anche dei ritardi negli interventi, ma l’obiettivo era ed è quello di verificare fino in fondo quali sono gli interventi più urgenti da effettuare per migliorare la situazione.
Tra loro ci sono molte richieste del reparto di cardiologia, come ad esempio: una stazione automatizzata per l’elettrocardiografia dinamica con otto registratori, un elettrocardiografo ad alta risoluzione e, per la prima volta, stiamo inserendo interventi di cardiochirurgia nel reparto, fornendolo di attrezzature per l’impianto di pace-maker, che fino ad oggi non è mai stato fatto nell’Ospedale di Aosta, tant’è che per impianti di questo genere, ci si recava e ci si reca in ospedali o in cliniche private fuori Valle. Noi vogliamo attrezzare l’ospedale di Aosta anche per questi interventi, che sono importanti e fondamentali per la nostra collettività.
Concludo quindi affermando che è intenzione dell’Assessorato e della Giunta regionale affrontare i problemi del presidio ospedaliero con responsabilità, dando la priorità alla risoluzione dei problemi più urgenti. Tutto ciò potrà ovviamente essere realizzato se ci sarà effettiva collaborazione fra l’Assessorato, l’Usl e l’ospedale. Se lavoriamo tutti insieme, credo che riusciremo a far fronte tanto alle esigenze della cardiologia quanto a quelle delle altre unità operative dell’ospedale regionale.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
Bajocco (PCI): Non voglio leggere un promemoria che ho qui con me, perché dovrei leggerne troppo. L’Assessore ha detto che mancano certe cose, ma ha negato che ne manchino altre, dandomi così quasi del bugiardo, perché sembra ch’io dica delle cose non corrette. Vi leggo comunque alcuni passi tratti da una relazione fatta due volte all’anno da coloro che lavorano in quell’unità operativa.
"L’ambulatorio cardiologico del Beauregard è tuttora incompleto. A cinque anni dall’inizio dell’attività, mancano ancora un armadio a muro interno ed un idoneo archivio. Risulta assolutamente necessario un elettrocardiografo a tre canali carrellato per Fcg a letto dei degenti non autosufficienti...". C’è poi il problema dei letti.
"Risulta tuttora insufficiente il numero delle carrozzelle, dei carrelli attrezzati e dei tavolini dei pazienti. Mancano idonee strutture chirurgiche per medicazioni di cardiopatici. Sono incompleti gli arredi degli spazi parenti e della sala di controllo".
Chiedono dei servizi igienici dignitosi, perché ora sono insufficienti: vi sono quattro water per ventidue ricoverati (uomini e donne). Gli infissi ed i serramenti di quella struttura, che non necessita certamente di correnti d’aria, sono vetusti e cadenti. Perché? I pazienti non hanno alcun bisogno di infiltrazioni di acqua che potrebbero far loro contrarre raffreddori, polmoniti o bronchiti. Queste sono le cose che bisogna fare.
Nella precedente interpellanza si è discusso dello spostamento del casello autostradale di Saint-Rhemy che forse costerà dodici o quindici miliardi. Quello spostamento è utile, ma a mio avviso è assolutamente prioritario ed indispensabile effettuare gli interventi all’interno della struttura ospedaliera.
E’ vero che i compiti dell’Assessore e dell’Usl sono diversi ed è vero che quest’ultima deve preoccuparsi di più di queste cose. Prendo atto di quello che ci ha detto l’Assessore, cioè che quanto prima ci saranno gli appositi letti attrezzati di tutto l’occorrente, ma voglio sperare che dopo non cada nel vuoto quanto ho detto e si prendano in seria considerazione le relazioni fatte dal primario, ogni volta che le ritiene necessarie o dalle caposala per chiedere quanto occorre. A volte si tratta di piccole cose, che lasciate ammucchiare, alla fine ci danno appunto la cifra citata dall’Assessore. Grazie.
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