Oggetto del Consiglio n. 1845 del 14 febbraio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1845/IX - Interventi in merito alle riserve di caccia Grand Avert, Dondena-Clavalité, Monte Bianco e Rhêmes-Notre-Dame. (Interpellanza)
Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 17 dell’ordine del giorno.
INTERPELLANZA
Rilevato che il 31 dicembre 1990 sono scadute le concessioni regionali per quattro riserve di caccia: "Grand Avert" (nei Comuni di Fénis e Saint-Marcel), "Dondena-Clavalité" (Fénis, Champorcher e Champdepraz), "Monte Bianco" (Courmayeur), "Rhêmes-Notre-Dame" (Rhêmes-Notre-Dame e Rhêmes-Saint-Georges);
Evidenziato che il mantenimento di tali riserve di caccia appare anacronistico e che da più parti è stata avanzata la richiesta alla regione di non rinnovare le concessioni;
Sottolineato che è opportuno non provvedere al rinnovo delle concessioni e prevedere la trasformazione delle riserve di caccia in parchi regionali;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interpella
l’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale per sapere:
1) qual è attualmente il personale utilizzato nelle quattro riserve di caccia citate in premessa;
2) che cosa si intende fare in merito a tali riserve di caccia per cui sono scadute le concessioni;
3) se non si ritiene urgente assumere gli opportuni provvedimenti per trasformare tali riserve di caccia in parchi regionali.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA): Il 31 dicembre 1990 sono scadute le concessioni regionali relative alle quattro riserve citate dal segretario del Consiglio nella lettura dell’argomento in oggetto ed io credo che molti elementi consiglino di non prorogare il regime delle concessioni regionali che non ha dato buoni frutti negli anni passati.
La legge regionale sulla caccia del 1973, già prevedeva in via d’ipotesi, la trasformazione di quelle riserve in parchi regionali, in assenza di valide ragioni per conservarle tali.
Ora, essendo scadute le convenzioni, noi crediamo che non sia opportuno procedere "tout court" al loro rinnovo, ma riteniamo che converrebbe esaminare la possibilità di trasformare tali riserve in parchi regionali. Ci sembra del resto che gli stessi cacciatori e le associazioni venatorie siano, almeno in parte, favorevolmente orientati verso una decisione in tal senso, che consentirebbe di utilizzare meglio questi territori.
L’interpellanza ha quindi lo scopo di conoscere gli intendimenti della Giunta regionale rispetto a questa ipotesi di lavoro, ma coglie anche l’occasione per ottenere notizie sul personale utilizzato nelle quattro riserve di caccia esistenti in Valle d’Aosta.
Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.
Lanièce (DC): Rispondo subito al primo punto dell’interpellanza, dicendo che le riserve di caccia "Monte Bianco", "Grand Avert" e quella consorziale "Rhêmes-Notre-Dame", detta comunemente "riserva del Conte Rossi", hanno quattro guardacaccia ciascuna, mentre quella di "Dondena-Clavalité" ne ha quattro più una volontaria; una di queste ha presentato domanda di dimissioni, mentre un’altra è stata licenziata a fine anno, ma sono in corso le pratiche per la loro sostituzione. Il numero delle guardie è stato quindi contenuto entro il disposto del decreto di concessione.
In merito al secondo punto dell’interpellanza, posso dire che l’esecutivo intende rinnovare il regime delle concessioni, ma per un periodo di tempo più limitato, in attesa di studiare e di approfondire meglio l’argomento.
Il Consigliere Riccarand ha accennato alla pressione delle associazioni venatorie per non rinnovare le concessioni, ma tengo a precisare che solo un distretto ha ipotizzato di non rinnovare la concessione alla sola riserva di "Dondena-Clavalité", dichiarando che sarebbe forse più opportuno crearvi un’oasi di ripopolamento.
Possiamo concludere dicendo che, poiché occorre del tempo per avviare gli studi e predisporre i progetti dei quattro parchi, la Giunta intende procedere ad un rinnovo delle concessioni limitato nel tempo.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA): Anch’io credo che la strada indicata dall’Assessore, cioè quella di un breve rinnovo delle concessioni, magari anche per un solo anno, che consenta però di avere il tempo per esaminare la situazione, sia necessaria.
Tra l’altro, chiederei di verificare bene la questione della proprietà dei terreni o l’esistenza o meno di titoli di affitto o comunque di utilizzo reale dei terreni, perché mi sembra che questa materia, che pure è prevista dalla legge, non sia adeguatamente rispettata, nel senso che i concessionari delle riserve non hanno un rapporto corretto con molti proprietari di terreni compresi nelle stesse. Credo comunque che possa essere accettata l’ipotesi del rinnovo provvisorio, per esaminare la trasformazione delle riserve in oasi o in parchi.
Colgo l’occasione per ricordare per l’ennesima volta all’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, che sulla questione dei parchi è dall’agosto del 1990 che siamo in attesa delle correzioni alla legge già approvata dal Consiglio. Non riusciamo a capire per quale motivo quella legge, che richiedeva semplici correzioni sulla base delle osservazioni del Presidente della Commissione di Coordinamento, non venga riportata all’esame del Consiglio. Chiedo che quella legge non sia stravolta con nuovi testi, ma che le siano apportate solo le necessarie correzioni richieste dal Presidente della Commissione di Coordinamento.
E’ chiaro che anche la trasformazione di queste riserve in parchi dovrebbe essere inserita all’interno della legge quadro sui parchi regionali che stiamo aspettando di poter riesaminare in Consiglio per licenziarla in via definitiva.
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