Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1823 del 23 gennaio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1823/IX - Proposta di legge: "Pubblicazione di una rivista di informazione sull’attività degli organi e degli uffici della Regione". (Reiezione di ordine del giorno)

Presidente: Il Vicepresidente Bich ha chiesto di illustrare la proposta di legge n. 249, presentata dai Consiglieri Aloisi, Andrione, Gremmo, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Milanesio, Riccarand e Rusci, iscritta al punto 25 bis dell’ordine del giorno; ne ha facoltà.

Bich (PSI): Questa proposta di legge ha avuto una gestazione più lunga dei nove mesi, per cui la "fretta" non dovrebbe essere riuscita a far partorire dei gattini ciechi. La proposta discende da un’iniziativa, sottoscritta dai vari Capigruppo, che era finalizzata all’edizione di una rivista di informazione sull’attività dei vari organi ed uffici della Regione.

Tale rivista si compone di tre parti:

- una prima sull’attività generale dell’Amministrazione regionale (mostre, convegni...), con l’illustrazione delle peculiarità e delle caratteristiche della Regione, nonché della sua attività amministrativa;

- una seconda, suddivisa in parti uguali, sull’attività della Giunta e del Consiglio regionali;

- una terza lascia libero accesso ai gruppi, secondo una regolamentazione in funzione delle iniziative e dell’attività di ciascun gruppo.

La legge prevede che tale rivista abbia per titolo: "Regione Autonoma della Valle d’Aosta - Notiziario mensile/Région Autonome de la Vallée d’Aoste - Bulletin mensuel" e che sia scritta nelle due lingue.

Alla gestione della rivista, in funzione della correttezza dell’informazione e dell’accesso, è delegato un comitato di direzione, composto dal Presidente della Giunta o suo delegato, dal Presidente del Consiglio o suo delegato, dai Vicepresidenti del Consiglio, dal direttore responsabile e dal condirettore della pubblicazione, mentre alla sua direzione, in funzione del contenuto, è delegato un comitato di redazione coordinato dal capo ufficio stampa della Presidenza della Giunta, condiretto dal capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e composto da tre redattori, aventi adeguata professionalità ed iscritti all’ordine dei giornalisti.

Mi sembra che su quest’ultimo punto il Consigliere Milanesio proporrà un apposito emendamento.

Per non irrigidire troppo l’aspetto burocratico, la gestione della pubblicazione verrà demandata all’Ufficio di Presidenza del Consiglio.

Le dimensioni della rivista, che avrà una cadenza mensile, saranno di 21x28 centimetri, con un numero massimo di 36 pagine senza pubblicità.

Con questo provvedimento ci poniamo in linea con le espressioni esterne e con i sistemi di informazione, dei quali siamo a conoscenza, di molte altre Regioni.

I destinatari della rivista, che sarà gratuita, saranno stabiliti dall’Ufficio di Presidenza, ma in un modo un po’ restrittivo, per non dar luogo a sprechi, nel senso che il bollettino non dovrebbe essere inviato a tutti i capi famiglia, come succede in tanti altri settori o zone, senza averne alcun adeguato riscontro.

Detto questo, non avrei altro da aggiungere.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI): Preannuncio la presentazione di un piccolo emendamento, anche perché, quando si esaminò questa proposta di legge, sottoscritta da quasi tutti i capigruppo, era rimasto in discussione un piccolo aspetto, che esigeva un’ulteriore precisazione o definizione.

Mi riferisco, per l’esattezza, al terzo comma dell’articolo 4, che recita testualmente: " La redazione della rivista è affidata ad un comitato diretto dal capo ufficio stampa della Presidenza della Giunta, condiretto dal capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e composto da non più di tre redattori incaricati, aventi adeguata professionalità ed iscritti all’ordine dei giornalisti". Noi riteniamo che questa formulazione sia giusta e corretta, ma forse un po’ limitativa, al punto da sembrare corporativa.

Pertanto, sempre rimanendo nell’ambito o nel settore dell’informazione, propongo un emendamento aggiuntivo, in modo che, dopo "iscritti all’ordine dei giornalisti", si possa aggiungere "o direttori di pubblicazione periodica". Formalizzo l’emendamento e lo consegno al Presidente del Consiglio.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Questa proposta di legge, come ha detto il Consigliere Bich, è stata esaminata a lungo in sede di Conferenza dei Capigruppo ed è frutto di una ricerca di equilibrio, fra chi voleva uno strumento informativo molto grosso e chi voleva qualcosa di più modesto ed essenziale. Alla fine si è trovato questo punto di equilibrio, che mi sembra abbia trovato la convergenza di tutta la Conferenza dei Capigruppo, tant’è che è stato sottoscritto da tutti i Capigruppo.

E’ chiaro che, quando si raggiungono questi accordi, sarebbe bene rispettarli sino in fondo, perché tutte le clausole dell’articolato si reggono in equilibrio l’una con l’altra. Ecco perché ritengo che l’emendamento annunciato e presentato dal Consigliere Milanesio sia del tutto estraneo allo spirito con cui questo argomento è stato discusso e sul quale è stato trovato un accordo in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Il fatto, ad esempio, che i redattori che lavorano a questa rivista siano iscritto all’ordine dei giornalisti, è una delle condizioni fondamentali che hanno reso possibile la stesura dell’intera proposta di legge, per cui credo che l’emendamento presentato dal Consigliere Milanesio non sia né giustificabile né accettabile.

Affermare poi che, oltre agli iscritti all’ordine dei giornalisti, possono essere redattori incaricati anche i direttori di giornali periodici, sembra essere una contraddizione in termini, perché il direttore di un periodico, regolarmente registrato presso un tribunale e con edizioni regolari, tranne, quindi, che non si tratti di un periodico fantasma, deve per forza di cose essere iscritto all’albo dei pubblicisti e dei giornalisti. Non essendoci alcun dubbio in proposito, non so quali potrebbero essere i direttori di periodici non iscritti all’albo. Potrebbe forse trattarsi di direttori di periodici senza alcuna veste legale. Poiché, per poter pubblicare un periodico, si deve seguire una procedura che, tra i vari atti, documenti e condizioni, esige anche la presenza di un direttore responsabile regolarmente iscritto all’albo, non riesco proprio a comprendere il senso dell’emendamento del Consigliere Milanesio.

Tuttavia, oltre che esprimere il consenso sulla proposta di legge presentata dai Capigruppo e il dissenso sull’emendamento del Consigliere Milanesio, il mio intervento vuole affrontare anche un altro problema strettamente connesso a questa proposta di legge: l’informazione sull’attività della Regione.

Sappiamo però che, mentre andava avanti l’esame di questa proposta di legge che, come ha detto il Consigliere Bich, tra interruzioni e rianalisi è durato oltre nove mesi e si era quasi giunti a sottoscrivere la proposta, la Giunta regionale, in data 2 novembre 1990, ha approvato una deliberazione, già oggetto di discussione in questo Consiglio a seguito di un’interpellanza dell’Union Valdôtaine, con la quale ha affidato all’agenzia di pubblicità "Carrara & Péaquin" di Saint-Christophe, l’incarico di preparare un notiziario radiofonico dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta ("Il Presidente della Giunta regionale, Giovanni Bondaz, riferisce sull’opportunità di procedere alla realizzazione di un notiziario radiofonico dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta da mettere in onda....).

Ora, questa convenzione, che per un notiziario radiofonico impegna 233 milioni, configura un intervento sull’informazione radiofonica di dimensioni superiori a quello ipotizzato da questa proposta di legge. Però, mentre sul provvedimento oggi in discussione, si sono svolti un esame ed una discussione in sede di Conferenza dei Capigruppo e si è cercato di inserire nel testo della legge un delicato equilibrio di settori e di rapporti, in modo che ci sia spazio per la Giunta, per il Consiglio e per i gruppi ed è stato definito con un certo rigore anche il numero, la titolarità e la professionalità dei redattori, per il provvedimento della Giunta invece non esiste nulla di tutto questo, pur essendo finanziariamente, torno ancora a ripeterlo, ancora più impegnativo.

Ne consegue che di questo provvedimento, che non è mai stato discusso in nessuna sede, né in Consiglio, né in Commissione e né nella Conferenza dei Capigruppo, pur attenendo ad un notiziario dell’Amministrazione regionale, non si capisce qual è lo spazio per i vari organi del Consiglio, se si tratta solo di una iniziativa che riguarda solo la Giunta, tutto il Consiglio o chi altri. Non si capisce da chi viene redatto, quali sono le competenze di chi redige il notiziario radiofonico e non si capiscono infine le ragioni dei costi molto elevati e che mi sembrano ingiustificati per un bollettino radiofonico.

Credo allora che, nel momento in cui noi facciamo una legge di finanziamento e sappiamo che siamo già in presenza di altri strumenti di informazione sull’attività regionale - mi riferisco in specie alla legge sulla pubblicazione della pagina della Valle, "Nouvelles de l’Administration régionale" - dobbiamo evitare una proliferazione non programmata di strumenti informativi, che si affiancano l’uno all’altro forse senza alcun coordinamento tra loro.

Tenendo presente che purtroppo, rispetto a questa deliberazione della Giunta, si è avuto un comportamento scorretto, perché l’argomento avrebbe dovuto perlomeno essere discusso da parte del Consiglio, considerato che l’iniziativa è stata ormai avviata, perché mi risulta essere già in funzione e proprio perché qui si parla di informazione dell’Amministrazione regionale, noi presentiamo un ordine del giorno affinché ci si impegni quantomeno a porre una scadenza a questo notiziario radiofonico. Si prevede che la durata della convenzione sia di un anno, però essa è tacitamente rinnovabile di anno in anno, salvo che intervenga disdetta, da effettuarsi da una delle parti tre mesi prima della scadenza.

Per questo motivo noi chiediamo: che si decida fin d’ora che questa scadenza non verrà tacitamente rinnovata; che verrà a scadere quando finirà l’anno di convenzione ormai avviato; che fin d’ora si mandi una lettera di disdetta affinché non sia tacitamente rinnovata la convenzione e che, se la si vorrà rinnovare, la stessa dovrà prima essere sottoposta ad una discussione che coinvolta tutto il Consiglio.

In secondo luogo chiediamo che l’uso del notiziario radiofonico, deciso e gestito al di fuori del Consiglio, sia oggetto di discussione: si venga nella II Commissione consiliare che, come è detto nel libretto verde, è quella competente, a dirci come è organizzato il notiziario radiofonico, chi vi ha diritto di accesso, chi materialmente lo redige, su quali radio viene mandato in onda e come si giustificano questi prezzi.

Detto questo, noi presentiamo un ordine del giorno che recita testualmente:

Ordine del giorno

Evidenziata la necessità di una programmazione e coordinamento nell’attuazione di strumenti di informazione sull’attività dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta;

Preso atto che oltre al Notiziario quindicinale "Nouvelles de la Région Autonome de la Vallée d’Aoste" ed alla rivista di cui alla proposta di legge n. 245/90, la Giunta regionale ha provveduto a stipulare una convenzione con un’agenzia di pubblicità per la produzione di un notiziario radiofonico dell’Amministrazione regionale;

Sottolineato che l’incarico alla citata agenzia non è stato oggetto di esame e di valutazioni né in Consiglio, né in Commissione, né nella Conferenza dei Capigruppo;

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale:

1) a considerare del tutto eccezionale e temporaneo il provvedimento di cui alla deliberazione n. 9541/90 e ad inviare subito una lettera di disdetta per evitare il tacito rinnovo della convenzione con l’agenzia di pubblicità "Carrara & Péaquin" che scade alla fine del mese di novembre 1991;

2) ad illustrare alla Commissione consiliare affari generali:

a) l’organizzazione del bollettino radiofonico;

b) i nomi dei direttori responsabili del notiziario radiofonico, dei giornalisti e redattori che lavorano alla preparazione del notiziario;

c) il preventivo di spesa ed i contratti stipulati con le radio che trasmettono il notiziario;

d) lo spazio riservato ai gruppi consiliari all’interno del notiziario;

3) a fornire a tutti i capigruppo del Consiglio regionale i testi redazionali dei notiziari finora mandati in onda".

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV): Nous avions de fortes perplexités sur cette loi, parce qu’il nous paraissait qu’il y avait trois points fondamentaux à bien envisager, à bien calibrer.

Le premier: la quantité d’argent, les sommes qu’on dépenserait pour l’information. Le deuxième: la ventilation des espaces mis à dispositions de la Junte, du Conseil des Groupe. Le troisième: le sérieux au point de vue professionnel de cette revue.

Après de longues discussions et des réunions nous avions trouvé un accord et il faut dire qu’on se demande à quoi servent ces réunions et à quoi ça sert de dire que nous sommes tous d’accord sur un texte de loi, quand, lors de la discussion en Conseil, on arrive avec un amendement, qui est exactement un des points de préoccupation que nous avions et sur lequel nous avions trouvé un accord, pour que cette préoccupation soit respectée et qu’il y ait du professionnalisme, au point de vue du journalisme, dans la direction de cette revue.

Nous sommes sûr qu’on a déjà repéré le personnage en question; ce personnage n’a pas ces titres, donc il faut amender la loi pour pouvoir donner cette charge et il nous semble que c’est une façon de procéder contraire aux intérêts de l’information et de la Région parce que, quand on ouvre des portes de ce genre, on finit toujours pour faire des mauvais bulletins d’information.

C’est pour ces raisons que nous voterons contre l’amendement présenté par Monsieur Milanesio et nous voterons en faveur de l’ordre du jour de Monsieur Riccarand qui a quand même posé un problème de compétence du Conseil en matière d’information régionale

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): E’ abbastanza strano sentir dire dal Capogruppo dell’Union Valdôtaine che, pur avendo delle perplessità sulla legge, la voterà lo stesso...

(...Interruzione del Consigliere Andrione...)

... L’emendamento è un’altra cosa, ma tu hai cominciato il discorso dicendo: "Abbiamo delle grosse perplessità..."; probabilmente per delle ragioni anche logiche, che però dovrebbero essere state superate nel corso della discussione, visto che poi dichiari di votare a favore della legge.

Io non mi riferisco al testo di legge, perché credo che vada bene, visto che è stato concordato. Penso che l’emendamento del Consigliere Milanesio rientri nell’ottica di un sempre maggior utilizzo di giornalisti, a qualunque categoria essi appartengano.

Nel merito dell’ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand, non ho alcuna difficoltà a dire che il comunicato radiofonico settimanale toccherà abbastanza rapidamente le questioni inerenti ai gruppi consiliari, perché non abbiamo alcuna velleità di fare cose di esclusiva competenza della Giunta regionale, anche se quest’ultima, checché se ne dica, ha sicuramente la competenza per agire in tal senso.

Mi stupisce, poi, che in quest’aula si parli molto dei termini in cui stabilire le convenzioni e si parli molto della convenzione con l’agenzia "Carrara & Péaquin", ma non si parli di altre convenzioni tuttora in corso, sempre in ordine al tema dell’informazione, che però noi non abbiamo disdetto ed abbiamo lasciate andare avanti tranquillamente.

Il Consigliere Riccarand dice che bisogna provvedere alla revoca o, quantomeno, a mandare una lettera di disdetta. Tengo a precisare che l’iniziativa del bollettino di informazione, l’abbiamo avviata in via sperimentale e che valuteremo il suoi risultati. Potrei anche aggiungere che provvederemo a disdire questa convenzione, ma allora provvederemmo a disdire altre cose, perché non si possono usare due pesi e due misure.

Fatte queste precisazioni, che mi auguro possano soddisfare il Consigliere Riccarand, anche se ne dubito, a nome della maggioranza dico che voteremo il testo di legge e l’emendamento del Consigliere Milanesio, ma voteremo contro l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand se, malgrado le mie pur modeste assicurazioni, vorrà mantenerlo.

Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore alle Finanze, Lavoyer; ne ha facoltà.

Lavoyer (ADP): Ho chiesto la parola per proporre due emendamenti alla parte finanziaria.

Il primo è relativo all’articolo 9, che viene così modificato:

"1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge, previsto in annue Lire 200 milioni a decorrere dal 1991, grava sul capitolo 20000 (Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale) sul quale si rende disponibile, quindi, la maggior somma di Lire 6.247.000.000

2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvede, per l’anno 1991, mediante utilizzo dello stanziamento iscritto al cap. 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a valere sull’apposito accantonamento previsto all’allegato n. 8 al bilancio per l’anno in corso (Area istituzionale - A 0.5)".

Il secondo emendamento istituisce il seguente articolo 10, concernente le variazioni di bilancio:

"1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l’anno finanziario 1991, sono apportate le seguenti variazioni:

in diminuzione

Cap. 67000 "Fondo globale per il finanziamento di spese correnti"

Lire 200.000.000.

in aumento

Cap. 20000 "Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale" legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, articolo 68

Lire 200.000.000".

Presidente: Colleghi Consiglieri, in questo momento vi vengono distribuiti l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand, che deve essere votato al termine della discussione generale, ma prima dell’inizio dell’esame dell’articolato, ed anche gli emendamenti tecnici di carattere finanziario presentati dall’Assessore alle Finanze Lavoyer.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): La deliberazione di Giunta regionale n. 9541 del 2 novembre 1990 è una grossa porcheria, perché è totalmente in contrasto con le affermazioni di trasparenza e di centralità del Consiglio, con cui si era giustificata inizialmente questa maggioranza, ma è una porcheria perché con essa si vanno a dare dei soldi senza minimamente sapere perché si spendano 233 milioni per un notiziario radiofonico. Qui non c’è nessun rapporto fra il servizio fornito ed i costi del servizio, per cui si tratta proprio di una regalia concessa a questa agenzia di pubblicità.

Di fronte a questo provvedimento, il Consiglio avrebbe semplicemente dovuto dire alla Giunta: "Questo non è né il metodo né la sostanza", chiedendone quindi la revoca.

Ora, tenuto conto che il Consiglio venuto a conoscenza in ritardo, quando la cosa era già operativa, credo di aver presentato un ordine del giorno di una certa responsabilità, nel senso che non propone neanche di interrompere la convenzione, ma, visto che la convenzione è stata fatta in un modo scorretto, visto che si presta a tutta una serie di interpretazioni molto dubbie e gravi e visto che può essere tacitamente rinnovata in assenza di una tempestiva lettera di disdetta, propone che quantomeno si dica fin d’ora che questa disdetta va fatta e che andremo a discutere in Commissione come verrà utilizzato questo notiziario radiofonico. Non mi sembra corretto, del resto, che si discuta per nove mesi sul come utilizzare gli spazi di una rivista, quando non si discute neanche un minuto sul come utilizzare gli spazi più grandi e più costosi di un notiziario radiofonico. Sono due metri e due misure completamente diversi.

Dico, quindi, che questo ordine del giorno mi sembra di una tranquillità e di un buonsenso eccezionali: se la maggioranza ritiene di votar contro, voti contro, però dopo non venga più a parlare di trasparenza, perché, se già prima c’erano dei dubbi in proposito, a maggior ragione ce ne saranno dopo.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Bich; ne ha facoltà.

Bich (PSI) : Vi esenterò dall’attribuirmi la qualifica di sfasciacarrozze della maggioranza, per cui confermo la mia disciplina alla richiesta del Presidente della Giunta di votare contro l’ordine del giorno del Consigliere Riccarand.

Detto questo, però, mi devo lagnare dell’uso del potere pubblico per sollecitare, riorganizzare e concertare l’indirizzo dell’informazione, su cui non sono assolutamente d’accordo. Di ciò ne è prova la legge oggi in discussione, con la quale vogliamo dare gambe ed anche un po’ di fiato, all’informazione delle istituzioni, con correttezza, con garanzie e contropoteri e con la quale, quindi, intendiamo dare più voce al momento istituzionale.

Molto spesso osserviamo invece una certa trasversalità, con rapporti di causa-effetto, tra il potere pubblico e l’informazione, attraverso provvedimenti amministrativi di dubbia qualità, come del resto lo è gran parte dell’informazione resa, che in certe circostanze - se ne potrebbe fare anche una casistica molto allungata, tanto che non ne sortirebbe un court bouillon, ma un bouillon molto lungo e salato - è cortigiana, al punto che in taluni frangenti si potrebbe parlare addirittura di oscurantismo delle antenne ed in altri di esaltazione. Comunque non ho nulla da insegnare in merito.

Pertanto, con senso di disciplina, voto a favore del diniego verso l’ordine del giorno proposto dal Consigliere Riccarand, ma mi farò promotore, nell’ambito della II Commissione, di un’indagine o di un accertamento sui finanziamenti in direzione dell’informazione, tra enti pubblici ed enti collegati, perché non c’è assolutamente di che esserne soddisfatti...

(...Interruzione...)

...Per carità! Queste cose io le dico da parecchio tempo e quindi non sono un nuovo usignolo, che improvvisamente si mette a parlare in questo senso. Credo però che, per poter andare avanti, sia assolutamente necessario definire con correttezza alcune minime regole o canovacci sui quali correre.

Preannuncio quindi il mio voto contrario, accompagnato però da questa contraddittoria istanza, tesa a chiedere, a tutti polmoni, che all’interno della II Commissione si discuta una volta per sempre ed in modo preciso su questo argomento.

Già ebbi a dire qualcosa in passato sul Corerat e ne nacque una polemica non da poco. Ritorno ora su questi argomenti, perché mi sembrano indispensabili per la correttezza dell’informazione.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): Noi abbiamo preso atto delle affermazioni del Presidente della Giunta, che da una parte ha rivendicato l’autonomia della Giunta per tutta una serie di competenze che le sono proprie, dall’altra ha dichiarato una certa disponibilità a verificare il lavoro fatto dall’agenzia "Carrara & Péaquin" per il notiziario radiofonico e le modalità con cui questa iniziativa potrà interessare anche i gruppi consiliari.

Nelle sue parole, ci pare di aver inteso anche l’osservazione che l’ordine del giorno del Consigliere Riccarand, riguardi solo una delle molteplici convenzioni in atto per bollettini e giornali che interessano l’attività della Regione.

Credo che la strada migliore per risolvere bene le controversie in questa materia, sia quella che si è cercato di seguire con questa proposta di legge: devono essere i gruppi regionali nelle sedi competenti e, quindi, anche la II Commissione per quello che la riguarda, ad esaminare il complesso delle attività informative della Regione ed a proporre validi strumenti di controllo e di procedura, che valgano sia per la Giunta sia per il Consiglio regionale; altrimenti si rischia di discutere su casi singoli, avendo o meno ragione, secondo le rispettive competenze, ma senza avere di fronte il quadro nel suo complesso.

Noi quindi siamo disponibili ad un riesame di tutta la materia e per oggi prendiamo atto delle espressioni di volontà manifestate dal Presidente della Giunta regionale.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV): Nous voterons l’ordre du jour présenté par Monsieur Riccarand. A ce sujet, nous avions déjà présenté une interpellation, qui faisait suite à une prise de position de l’Association des journalistes, quant aux procédures suivies pour attribuer cette mission à l’agence de publicité "Carrara & Péaquin".

A cet égard, nous ne pouvons que solliciter une discussion, un examen de la part de cette assemblée de ce problème important concernant l’information. Nous ne pouvons, par ailleurs, accepter la logique ou les affirmations du Président du Gouvernement, qui parle à mi-mots en posant presque un chantage. Il nous dit de faire attention, de ne pas trop nous exposer, de ne pas demander certaines choses parce qu’on pourrait découvrir... je ne sais pas quoi.

Ce sont vos propos Monsieur le Président! C’est vous qui l’avez affirmé! Vous vous êtes même étonné de certaines propositions et de certaines requêtes, en disant: "Comment, vous sollicitez des informations, mais, attention, vous serez surpris des réponses". C’est une façon de s’exprimer par énigmes. Nous aurons la possibilité, au sein de la deuxième Commission, d’avoir toutes les données du problème.

Nous sommes également étonnés qu’il y ait une opposition quant à l’approbation de cet ordre du jour. L’on ne demande pas, comme c’était produit avant, de révoquer une délibération. Simplement, avant de procéder automatiquement à renouveler cette mission, l’on sollicite un débat pour en définir la portée, mieux préciser la place réservée aux différents groupes du Conseil et disposer des données et renseignements nécessaires.

Je sais en reprenant Macbeth de Shakespeare, "qu’il faut servir son roi fidèlement". Mais quand cela intéresse, on parle de centralité du Conseil. Pour d’autres problèmes par contre l’on redécouvre ou l’on prône l’autonomie du Gouvernement.

A notre sens, il s’agit aujourd’hui d’un problème important concernant la centralité du Conseil et la transparence. Nous ne pouvons donc que constater encore une fois la contradiction évidente existant entre certaines affirmations et les actions et les agissements concrets.

Pour toutes ces raisons, nous voterons l’ordre du jour présenté par Monsieur Riccarand.

Presidente: Do lettura dell’ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand.

ORDINE DEL GIORNO

Evidenziata la necessità di una programmazione e coordinamento nell’attuazione di strumenti di informazione sull’attività dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta;

Preso atto che oltre al Notiziario quindicinale "Nouvelles de la Région Autonome de la Vallée d’Aoste" ed alla rivista di cui alla proposta di legge n. 245/90, la Giunta regionale ha provveduto a stipulare una convenzione con un’agenzia di pubblicità per la produzione di un notiziario radiofonico dell’Amministrazione regionale;

Sottolineato che l’incarico alla citata agenzia non è stato oggetto di esame e di valutazioni né in Consiglio, né in Commissione, né nella Conferenza dei Capigruppo;

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale:

1) a considerare del tutto eccezionale e temporaneo il provvedimento di cui alla deliberazione n. 9541/90 e ad inviare subito una lettera di disdetta per evitare il tacito rinnovo della Convenzione con l’agenzia di pubblicità "Carrara & Péaquin" che scade alla fine del mese di novembre 1991;

2) ad illustrare alla Commissione consiliare affari generali:

a) l’organizzazione del bollettino radiofonico;

b) i nomi dei direttori responsabili del notiziario radiofonico dei giornalisti e redattori che lavorano alla preparazione del notiziario;

c) il preventivo di spesa ed i contratti stipulati con le radio che trasmettono il notiziario;

d) lo spazio riservato ai gruppi consiliari all’interno del notiziario;

3) a fornire a tutti i capigruppo del Consiglio regionale i testi redazionali dei notiziari finora mandati in onda.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’ordine del giorno testé letto

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 14

Contrari: 18

Il Consiglio non approva

Presidente: Passiamo ora all’esame dell’articolato della proposta di legge n. 249.

Do lettura dell’articolo 1.

Articolo 1

(Finalità)

1. La Regione Valle d’Aosta, allo scopo di dare la più ampia diffusione all’informazione sull’attività degli organi e degli uffici regionali, pubblica una rivista, in lingua italiana e francese, avente cadenza mensile.

2. Gli spazi della rivista sono suddivisi in tre settori: una prima parte dedicata alla cronaca informativa sulle attività dell’Amministrazione regionale quali mostre, convegni, attività della Consulta regionale per la condizione femminile, notizie utili; una seconda suddivisa in parti uguali per le informazioni riservate all’attività del Consiglio regionale e dei suoi organi e per quelle della Giunta regionale; una terza per garantire ad ogni gruppo consiliare uno spazio adeguato autogestito.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 1 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 2.

Articolo 2

(Criteri e modalità)

1. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, nei limiti fissati dalla presente legge e nell’ambito della normativa attinente l’autonomia funzionale e contabile del Consiglio, è incaricato di stabilire criteri e modalità per la redazione, la stampa e la diffusione della pubblicazione.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 2 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 3.

Articolo 3

(Titolo)

1. La rivista s’intitola: "Regione Autonoma della Valle d’Aosta - Notiziario mensile/Région autonome de la Vallée d’Aoste - Bulletin mensuel".

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 3 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 4.

Articolo 4

(Comitati di direzione e redazione)

1. La direzione della rivista è affidata ad un comitato di direzione composto dal Presidente del Consiglio regionale o suo delegato, dal Presidente della Giunta o suo delegato, dai due Vicepresidenti del Consiglio regionale, dal direttore responsabile e dal condirettore della pubblicazione.

2) Spetta al comitato di direzione stabilire, attraverso un apposito regolamento interno, le procedure atte a garantire le finalità espresse nell’articolo 1, nel rispetto del confronto politico e culturale.

3. La redazione della rivista è affidata ad un comitato diretto dal capo ufficio stampa della Presidenza della Giunta, condiretto dal capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e composto da non più di tre redattori incaricati, aventi adeguata professionalità ed iscritti all’ordine dei giornalisti.

4. Per una migliore presentazione grafica della rivista e per ottenere una pubblicazione di più facile lettura, il comitato di redazione si avvale dell’opera di un grafico impaginatore.

Presidente: Do lettura di un emendamento all’articolo 4, presentato dal Consigliere Milanesio.

EMENDAMENTO

Articolo 4, punto 3

Dopo "iscritti all’ordine dei giornalisti." aggiungere "o direttori di pubblicazione periodica.".

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Io non so cosa si intende per "pubblicazione periodica, perché il direttore di un giornale o di un periodico a stampa, deve per forza essere iscritto all’ordine dei giornalisti e dei pubblicisti. Vorrei proprio capire a quale tipo di pubblicazione ci si intende riferire.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI): Il problema è molto semplice: ci si riferisce a qualunque pubblicazione registrata presso il tribunale ed avente carattere di periodicità.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Ribadisco che questo emendamento è totalmente privo di giustificazione ed è in contrasto con quanto era stato deciso all’interno della Conferenza dei Capigruppo. Votare l’emendamento, significa stravolgere l’accordo intervenuto in sede di Conferenza dei Capigruppo. Se lo si vuole accettare, si sappia che, non essendo questo il senso dell’intesa che era stata raggiunta, noi siamo assolutamente contrari.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’emendamento presentato dal Consigliere Milanesio e del quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 4 del testo emendato.

Articolo 4

(Comitati di direzione e redazione)

1. La direzione della rivista è affidata ad un comitato di direzione composto dal Presidente del Consiglio regionale o suo delegato, dal Presidente della Giunta o suo delegato, dai due Vicepresidenti del Consiglio regionale, dal direttore responsabile e dal condirettore della pubblicazione.

2) Spetta al comitato di direzione stabilire, attraverso un apposito regolamento interno, le procedure atte a garantire le finalità espresse nell’articolo 1, nel rispetto del confronto politico e culturale.

3. La redazione della rivista è affidata ad un comitato diretto dal Capo Ufficio stampa della Presidenza della Giunta, condiretto dal Capo Ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e composto da non più di tre redattori inca-ricati, aventi adeguata professionalità ed iscritti all’ordine dei giornalisti o direttori di pubblicazione periodica.

4. Per una migliore presentazione grafica della rivista e per ottenere una pubblicazione di più facile lettura, il comitato di redazione si avvale dell’opera di un grafico impaginatore.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 4 emendato testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 30

Favorevoli: 18

Contrari: 12

Astenuti: 2 (Lanivi e Riccarand)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 5.

Articolo 5

(Nomina dei redattori)

1. La nomina dei redattori e del grafico impaginatore spetta all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sentita la Conferenza dei Capigruppo.

2. I redattori incaricati prestano la loro opera secondo il tariffario del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti.

3. Il grafico impaginatore presta la sua opera ai sensi dell’articolo 2230 del codice civile.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 5 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 6.

Articolo 6

(Segreteria di redazione)

1. Il Comitato di redazione è coadiuvato da apposita segreteria.

2. La segreteria di redazione ha sede presso l’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio regionale.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 6 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 7.

Articolo 7

(Caratteristiche e distribuzione)

1. Il formato della rivista è fissato nella misura di 21x28 centimetri e comprende un numero massimo di trentasei pagine. Per la stampa deve essere preferita la carta riciclata.

2. La rivista viene distribuita gratuitamente e non è previsto l’inserimento di alcuna forma pubblicitaria. Il numero delle copie è fissato dal comitato di direzione.

3. Per problemi di particolare rilevanza e d’interesse collettivo, sono previsti inserti evidenziati con carta di differente colore.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 7 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 8.

Articolo 8

(Procedure per gli appalti dei contratti)

1. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, è autorizzato ad adottare ogni provvedimento amministrativo necessario per l’appalto del contratto di stampa e spedizione della rivista.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’articolo 8 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’articolo 9.

Articolo 9

(Norme finanziarie)

1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge, previsto in annue Lire 200 milioni a decorrere dal 1991, grava sul capitolo 20000 (Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale), sul quale si rende disponibile, quindi, la maggior somma di Lire 6.247.000.000.

2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvede, per l’anno 1991, mediante utilizzo dello stanziamento iscritto al cap. 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a valere sull’apposito accantonamento previsto all’allegato n. 8 al bilancio per l’anno in corso (Area istituzionale - A 0.5.).

Presidente: Do lettura dell’emendamento sostitutivo dell’articolo 9, presentato dall’Assessore alle Finanze, Lavoyer.

EMENDAMENTO

L’articolo 9 è così modificato:

Articolo 9

1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge, previsto in annue Lire 200 milioni a decorrere dal 1991, grava sul capitolo 20000 (Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale), sul quale si rende disponibile, quindi, la maggior somma di Lire 6.247.000.000

2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si prov-vede, per l’anno 1991, si provvede, per l’anno 1991, me-diante utilizzo dello stanziamento iscritto al cap. 67000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) a va-lere sull’apposito accantonamento previsto all’allegato n. 8 al bilancio per l’anno in corso (Area istituzionale - A 0.5).

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’emendamento sostitutivo testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Do lettura dell’emendamento aggiuntivo dell’articolo 10, presentato dall’Assessore alle Finanze, Lavoyer..

EMENDAMENTO

E’ istituito il seguente articolo 10, concernente le variazioni di bilancio:

Articolo 10

1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l’anno finanziario 1991, sono apportate le seguenti variazioni:

in diminuzione

Cap. 67000 "Fondo globale per il finanziamento di spese correnti"

Lire 200.000.000.

in aumento

Cap. 20000 "Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale" legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, articolo 68

Lire 200.000.000.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l’emendamento aggiuntivo testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 1 (Lanivi)

Il Consiglio approva

Presidente: Se nessuno chiede la parola, il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul complesso della legge.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva