Oggetto del Consiglio n. 1794 del 11 gennaio 1991 - Resoconto
OBJET N° 1794/IX - Initiatives à soutien des retraités. (Approbation de motion)
Presidente: Do lettura della proposta di mozione presentata dai Consiglieri Agnesod, Mostacchi, Rollandin, Andrione, Viérin, Voyat, Perrin, Vallet, Faval, Louvin et Stévenin, iscritta al punto 49 dell’ordine del giorno.
MOTION
Le Conseil
Compte tenu de l’importante manifestation des retraités qui s’est déroulée à Rome le 27 octobre 1990;
considérant la grande validité des propositions avancées en cette occasion, propositions déjà réaffirmées maintes fois par les catégories des retraités de Syndicats Confédéraux CGIL-CISL-SAVT-UIL;
rappelant l’estrême urgence de concrétiser ces propositions mêmes;
retenant que les thèmes sur lesquels les retraités conduisent leur bataille pour l’affirmation d’un modèle social plus juste, plus digniteux, plus équitable, plus respectueux de toutes ses composantes et surtout des catégories les plus faibles, telle que celle des retraités, ont une extrême importance;
se rendant interprète des privations et des besoins des retraités valdôtains et de leurs revendications légitimes envers les organes centraux compétents de l’Etat;
Le Conseil régional du Val d’Aoste
sollicite
le Parlement italien pour qu’il édicte une loi cadre dans le secteur de la retraite et des assurances sociales qui prévoie de façon claire:
1) la parification des retraites à la dynamique des salaires;
2) l’abolition définitive des tickets sanitaires et pharmaceutiques;
3) la disparition de toutes les discriminations qui existent actuellement dans le secteur des retraités;
4) la promotion d’une structure prévidentielle valable et juste;
décide
d’envoyer une copie de cette motion aux Parlementaires valdôtains, au Président du Conseil des Ministres, aux Présidents de la Chambre des Députés et du Sénat, au Ministre pour le Travail et la Prévoyance Sociale, aux Chefs de groupe de la Chambre et du Sénat.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Agnesod; ne ha facoltà.
Agnesod (UV): Questa mozione è stata presentata anche in riferimento alla risoluzione, già approvata dal Consiglio regionale, relativa alla manifestazione dei pensionati tenutasi a Roma, alla quale hanno partecipato in 500.000 provenuti da tutto il Paese. Erano presenti moltissimi gonfaloni di città italiane, ma non c’era quello del comune di Aosta. Mancava anche una rappresentanza della Giunta regionale della Valle d’Aosta ed erano presenti solo due rappresentanti del Consiglio.
Quella manifestazione ha dato sfogo a tutta la rabbia dei pensionati, che si trovano in una condizione di emarginati, vivono in una situazione di contraddizione, perché nel settore esistono situazioni molto discriminate: ci sono delle categorie privilegiate ed altre che invece si trovano in condizioni di difficoltà estrema, se non al limite dell’indigenza.
Questa mozione, a mio modo di vedere, dovrebbe essere accettata come impegno sostanziale, non demagogico o di facciata. Da questo Consiglio e dall’Assessore competente deve essere assunto l’impegno di portare avanti, anche a livello nazionale, uno sforzo per modificare la legge quadro del settore, la cui emanazione è attesa da oltre quindici anni, che tenga conto di tutte le varie categorie, che abolisca i ticket, che sono un’aberrazione e costituiscono un balzello privo di senso. Visto e considerato che i lavoratori dipendenti ed autonomi pagano per tutta la loro vita lavorativa la tassa sulla salute, ora si pagano anche le medicine, e questa imposizione va a discapito soprattutto di coloro che si trovano in precarie condizioni di salute ed in particolari condizioni economiche.
A nostro modo di vedere, certe esenzioni sono state concesse in malomodo e di esse spesso beneficiano quelli che sanno approfittare di tali situazioni, mentre chi si trova in condizioni di necessità e di bisogno spesso è obbligato a pagare i ticket.
Credo che la promozione di una struttura previdenziale valida e giusta, per una più dignitosa considerazione della persona umana, inserita in una visione globale di solidarietà e di pari opportunità per ciascun individuo, e per una vita complessiva dell’anziano volta a realizzarsi in funzione di una tematica di qualità, siano i punti più qualificanti sui quali noi chiediamo che il Consiglio, come ho già detto prima, si esprima non in modo superficiale e demagogico, ma per cercare di condurre effettivamente a buon fine la legge quadro per tutto il settore previdenziale.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
Bajocco (PCI): Penso che nessuno di noi voglia assumere atteggiamenti demagogici nei confronti di questa mozione. Come Partito Comunista, visto che non è la prima volta che partecipiamo alle manifestazioni dei pensionati e dei metalmeccanici, avremmo forse preferito che la stessa fosse stata firmata anche da altri Gruppi, per cercare di risolvere almeno in parte i problemi dei pensionati.
In questi giorni è stata creata grande confusione dalla disposizione della finanziaria che prevede il pagamento dei ticket.
Al Consigliere Agnesod voglio dire che è vero che non c’era nessun rappresentante alla manifestazione dei pensionati a Roma, ma non c’è mai stato nessun rappresentante della Giunta in nessuna altra manifestazione dei pensionati, quando vi erano altri Consiglieri che oggi siedono in Giunta.
Credo che su argomenti di una certa importanza sarebbe bene, forse, incontrarsi e discutere. Sarebbe stato bene che a Roma ci fosse stato anche il gonfalone della nostra Regione, ma quel giorno abbiamo visto che gli altri gonfaloni ad un certo punto sono spariti a causa dell’acquazzone.
Bisogna riconoscere che a quella manifestazione erano presenti anche i nostri due parlamentari. Probabilmente si è trattato dell’unica occasione in cui sono partiti appositamente da Aosta, mentre in altre circostanze si trovavano già sul posto.
Poiché so che il Consigliere Agnesod è molto sensibile alla soluzione di questi problemi, cerchiamo di dargli una mano anche noi. Si tratta di problemi seri, non demagogici, che dobbiamo cercare di risolvere tutti assieme. Grazie.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
Gremmo (UAP): Intervengo brevemente sulla questione per sottolineare un punto che non è presente nella mozione presentata dai colleghi dell’Union Valdôtaine e sul quale vorrei attirare per un attimo la vostra attenzione. Mi riferisco esattamente alla mancanza di un riferimento a quei criteri di regionalizzazione delle pensioni, che per noi autonomisti è una questione da porre politicamente sul terreno, e mi spiace che non sia stata richiamata dalla mozione.
Penso in effetti che il sistema pensionistico debba essere riformato non solo e non tanto con equiparazioni o con aggiustamenti, ma soprattutto attraverso l’individuazione di canali di formazione della pensione e quindi del diritto di quiescenza che siano parametrati alle reali esigenze delle varie situazioni, ma soprattutto che siano realizzati con un sistema che prescinda da una generalizzazione a livello di Stato italiano. Purtroppo, infatti, i rischi per i nostri anziani di vedere poi decurtate le reali possibilità di avere una pensione decente derivano anche dal fatto che gran parte dei fondi disponibili, specialmente all’INPS, vengono poi - e ribadisco "purtroppo" - dirottati in certe regioni con criteri non sempre controllabili, anzi largamente opinabili.
Insistere quindi sulla regionalizzazione, cioè sul fatto che venga rivisto tutto il sistema, dovrebbe essere, dal punto di vista politico, un passo in avanti, che dobbiamo sforzarci di fare.
In questo senso, non essendo noi un sindacato, che ha compiti di tutela giuridica e previdenziale, abbiamo dei compiti politici, per cui dobbiamo cominciare a pensare ed a ragionare in termini politici differenti da quelli attuali, che vedono passare tutto sotto il vaglio di una visione centralizzatrice. Secondo me, dovrebbe essere un passo politico in avanti potrebbe essere costituito da un richiamo alla regionalizzazione, cioè a criteri di adeguamento regionale anche del sistema pensionistico.
Vorrei aggiungere, inoltre, che questo deriva anche dal fatto che le esigenze di un anziano in una regione fredda e di montagna, con tutti i meriti, ma anche i demeriti oggettivi che tutto questo comporta, sono differenti, non fosse altro che per le spese di riscaldamento e di vestiario, rispetto a quelli che vivono in altre regioni.
Poiché la mozione è un documento politico, dovevo fare un richiamo politico a queste esigenze, non solo come autonomista, ma anche come Consigliere che in qualche modo ha avuto i voti dei pensionati della Valle d’Aosta.
Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.
Beneforti (DC): La manifestazione dei pensionati, cui la mozione fa riferimento ed alla quale abbiamo dato la nostra piena solidarietà, si è svolta a Roma alla fine dell’ottobre scorso ed ha avuto certamente una grossa rilevanza anche a livello nazionale. Essa è stata indetta a sostegno della piattaforma unitaria che le organizzazioni sindacali avevano presentato al Governo fin dal 17 febbraio 1989 e che era stata elaborata partendo proprio dalla convinzione che non fosse più possibile rinviare un serio intervento di perequazione delle pensioni pubbliche e private. E’ bene ricordare che quella piattaforma si propone di risolvere i vari problemi e garantire il totale ricupero di quanto è stato perso.
Dal confronto tra la piattaforma sindacale ed il disegno di legge governativo 2439 appare chiara la distanza tra le richieste sindacali e quanto proposto dal Governo nel provvedimento in questione ed emergono senza difficoltà i miglioramenti che i sindacati, i pensionati e tante forze politiche chiedono ed attendono dal Parlamento. Occorre infatti che vengano aumentati gli stanziamenti fino ai livelli necessari per coprire tutte le proposte della piattaforma, prevedendo una gradualità che non superi i quattro anni. In ogni caso, l’utilizzo delle risorse recepibili e disponibili va ricondotto ai criteri divisori già noti, sia per il settore privato sia per quello pubblico, evitando il rischio di nuove divaricazioni, in modo che si possa parlare anche di progetti di riordino basati su princìpi di omogeneizzazione nei trattamenti. Appare in sostanza sempre più indispensabile che venga varato un unico provvedimento legislativo, che risolva il problema dell’aggancio delle pensioni alle retribuzioni e realizzi la perequazione delle pensioni in atto.
La nostra insistenza e quella delle federazioni dei pensionati, sull’urgenza di un unico provvedimento, nascono dalla volontà di porre fine ad una situazione che non trova alcuna giustificazione. Pertanto, condividiamo il senso della mozione, che è a sostegno di questa linea, e dichiariamo che la maggioranza voterà a favore sia della parte sanitaria sia di quella pensionistica.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Agnesod; ne ha facoltà.
Agnesod (UV): Sono d’accordo con il Consigliere Bajocco nel ritenere che non debba esserci demagogia in questo campo. Ci tengo però a precisare che tutti i Gruppi ai quali stanno particolarmente a cuore i problemi dei pensionati possono benissimo presentare in proposito mozioni o ordini del giorno.
Per quanto poi attiene alla questione della regionalizzazione degli istituti previdenziali, credo che il nostro sindacato sia stato forse il primo a proporre tale iniziativa. Io la condivido pienamente, ma intendo precisare che questa mozione è stata presentata in funzione di sostegno della manifestazione dei 500.000 pensionati del 27 ottobre 1990.
Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di mozione in oggetto, della quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all’unanimità
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