Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1792 del 10 gennaio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1792/IX - Indizione di una gara d’appalto per l’aggiudicazione dell’affidamento della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent. (Ritiro di mozione)

Presidente: Il Consigliere Riccarand ha chiesto la parola per illustrare la mozione iscritta al punto 47 dell’ordine del giorno; ne ha facoltà.

MOZIONE

Premesso che il 31 dicembre 1991 scade l’affidamento alla SISER s.p.a. della gestione dei giochi americani presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent e che il 7 febbraio 1992 scade la Convenzione fra la Regione Valle d’Aosta e la SITAV s.p.a. per la gestione complessiva della Casa da Gioco;

ricordato che dal 17 maggio 1946, data della prima concessione alla SITAV della gestione della Casa da Gioco "in deroga alla normale procedura di bando d’appalto", si è sempre provveduto a rinnovi e proroghe della concessione a trattativa privata ed in deroga alle procedure previste per le gare di appalto;

rilevato che dopo 44 anni di "deroghe" alle norme occorre procedere ad una regolare gara per l’aggiu-dicazione della gestione della Casa da Gioco;

ritenendo necessario far precedere tale gara da una selezione delle società da ammettere alla gara stessa in modo che siano garantiti requisiti di serietà, di solidità finanziaria, di capacità imprenditoriale e che sia accertata l’assenza di infiltrazioni mafiose;

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale a:

1) predisporre, entro 30 giorni, e portare all’esame della competente Commissione consiliare e, successivamente, alla votazione del Consiglio, un Pubblico Avviso per una selezione delle società da ammettere alla gara per l’affidamento della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

2) predisposrre, entro 90 giorni, e portare all’esame della Commissione e, successivamente alla votazione del Consiglio uno Schema di Convenzione che costituisca la base della gara per l’aggiudicazione dell’affidamento della gestione della casa da Gioco di Saint-Vincent.

Riccarand (VA): La mozione in oggetto affronta il problema della scadenza, ormai prossima, delle convenzioni che regolano la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent. Il 31 dicembre 1991 scade l’affidamento alla SISER della gestione dei giochi americani presso la Casa da Gioco ed il 7 febbraio 1992 scade la convenzione tra la Regione Valle d’Aosta e la SITAV per la gestione complessiva della Casa da Gioco. Ci troviamo quindi di fronte ad un arco di tempo di un anno, che non è molto ampio se si vogliono prendere delle decisioni significative ed innovative rispetto alla gestione della Casa da Gioco.

Nella mozione viene ricordato che dal 17 maggio 1946, cioè da quando è entrato in funzione in Casinò di Saint-Vincent, la concessione della gestione della Casa da Gioco è sempre avvenuta, attraverso deroghe alle normali procedure delle gare di appalto, con la procedura della trattativa privata, cui si è ricorsi anche nei rinnovi anticipati delle concessioni.

Noi riteniamo che questa prassi non debba più essere confermata e debba essere radicalmente modificata. Tutti i problemi emersi negli ultimi dodici anni della convenzione, con tutti gli strascichi giudiziari che hanno accompagnato e che già hanno modificato i contratti che stavano alla base dei contratti fra la Regione e le società che gestiscono la Casa da Gioco, il fatto che oggi ci troviamo di fronte a due società apparentemente diverse e comunque a due società per azioni che gestiscono settori diversi della Casa da Gioco, sono tutti elementi che ci portano a dire che bisogna finalmente riuscire a cambiare strada e quindi ad arrivare ad una procedura trasparente rispetto all’asse-gnazione della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Per evitare però di ricadere nella solita trattativa privata, bisogna partire fin da adesso, altrimenti i tempi diventeranno talmente stretti che avverrà un elemento di forte giustificazione l’assenza di tempi adatti per andare a fare una gara, per cui bisognerà mettersi comunque d’accordo con la SITAV e con la SISER, che sono poi sostanzialmente la stessa cosa, per rinnovare in qualche modo la convenzione.

Noi crediamo che questo debba essere evitato, ma pensiamo anche che, prima di arrivare ad una gara vera e propria, si debba fare tutta un’istruttoria che comprende anche una sorta di preselezione delle società da ammettere a questa gara per l’affidamento della Casa da Gioco. C’è quindi da fare un lavoro di preselezione, attraverso un avviso pubblico, in modo che possano essere presentate delle offerte, possano essere presentate delle proposte di partecipazione alla gara, in modo da poter fare una selezione che ci garantisca la partecipazione di società affidabili sotto gli aspetti patrimoniale, delle capacità di gestione, dell’assenza di infiltrazioni mafiose e che diano sufficienti garanzie, in modo che fra queste società si possa poi svolgere una vera e propria gara d’appalto sulla base di un capitolato e di proposte che devono essere predisposte dall’Amministrazione regionale.

Tutto questo richiede dei tempi di elaborazione e di decisione da parte del Consiglio e dei tempi che riguardano le società che saranno invitate alla gara, per cui è necessario che si scelga fin d’ora un orientamento o una strada.

Noi abbiamo ritenuto opportuno presentare questa mozione per far in modo che fin d’ora il Consiglio possa scegliere una strada e la Giunta possa predisporre gli atti necessari per arrivare ad una corretta e trasparente azione per il rinnovo delle convenzioni per la gestione del Casinò di Saint-Vincent.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Ho letto con molta attenzione e simpatia la mozione del Consigliere Riccarand, al quale bisogna dare atto di essere solitamente sempre molto attento alle cose che succedono nell’Amministrazione regionale, ma che a volte dimentica qualcosa. Ovviamente non gliene faccio una colpa, perché una dimenticanza può capitare a tutti.

Se leggo bene, egli ha presentato questa mozione il 27 dicembre 1990. Poiché nel testo della mozione non vi era alcun riferimento e proprio perché conosco la sensibilità del consigliere Riccarand sull’argomento in oggetto, mi sarei aspettato che almeno nella relazione citasse quanto la Giunta regionale aveva già fatto sin dal 7 dicembre. Così non è stato e ciò mi sospinge a ritenere che questa mozione sia arrivata un po’ in ritardo, perché la Giunta regionale aveva previsto e deliberato, se vogliamo usare le parole del Consigliere Riccarand, proprio nell’ottica della sua mozione, anche se, come sicuramente i Consiglieri avranno visto, il deliberato della mozione racchiude difficoltà, non dico interpretative, ma di impostazione, che non credo possano essere definite in poche parole.

Il problema del Casinò di Saint-Vincent non è semplice come può esserlo qualunque altro argomento, seppure importante, per il quale sia possibile dire: "Entro trenta giorni facciamo questo, entro sessanta giorni facciamo quell’altro ed entro due o tre mesi si fa qualcosa d’altro ancora...". Le questioni relative ad una eventuale gara d’appalto o ad un avviso pubblico, come dice il Consigliere Riccarand, vanno ponderati ed esaminati attentamente, proprio perché non sono semplici come possono sembrare.

Forse è facile scrivere: "Avviso pubblico"; ma sicuramente è più difficile dire che cosa si deve scrivere nell’avviso pubblico, anche perché non vorremmo ritrovarci ad esaminare centinaia di società più o meno fittizie o valide, con un’evidente grossa perdita di tempo, per stabilire se abbiano o meno i requisiti di trasparenza, imprenditorialità, solidità finanziaria e serietà cui allude il Consigliere Riccarand.

Visto che le due concessioni scadono rispettivamente il 31 dicembre ed il 28 febbraio del prossimo anno, la Giunta, proprio per esaminare in tempi rapidi il problema, ha ritenuto opportuno commissionare un apposito studio - ecco che cosa si è dimenticato di dire il Consigliere Riccarand, che forse non l’aveva letto, ma adesso io glielo leggo, così se lo ricorderà meglio - ad una società altamente qualificata sul piano nazionale e forse anche internazionale, la quale, nel pieno rispetto delle diverse competenze della Giunta, della maggioranza, della minoranza e delle varie forze politiche, ci dovrà fornire un quadro preciso di ciò che rappresenta oggi la Casa da Gioco.

Alcune forze politiche sono già state interpellate in merito e probabilmente lo saranno anche altre, proprio allo scopo di determinare un preciso quadro di riferimento, sulla base del quale poter decidere e provvedere al da farsi, onde evitare pericoli, preoccupazioni, infiltrazioni, mancanza di serietà e di solidità finanziarie.

Con questo studio anticipato, che ci verrà consegnato improrogabilmente entro il 10 febbraio, avremo un primo valido punto di riferimento, che ci permetterà di determinare rapidamente le esigenze dell’Amministrazione per la futura gestione della Casa da Gioco. Se dovessimo partire allo scoperto, mi sembrerebbe di trovarmi nelle condizioni di chi dice: "Vai avanti tu, perché mi viene da ridere". Evidentemente bisogna disporre di dati precisi e specifici, bisogna sapere con esattezza che cosa sta succedendo al Casinò e come è stato gestito, insomma bisogna disporre di uno studio che nessuna Giunta precedente ha mai fatto.

Tale studio lo ascrivo a merito di questa maggioranza. Forse non sarà gradito da tutti, per cui non so se sarà gradito al Consigliere Riccarand, ma sicuramente ci consentirà di avere quei dati precisi che, almeno a mio giudizio ed a mia conoscenza, mancavano e che ci permetteranno di orientarci con tranquillità verso un’ipotesi di lavoro che verrà decisa e stabilita, secondo le rispettive competenze, dalla Giunta e dal Consiglio.

Mi permetto ora di leggere al Consigliere Riccarand qual è la natura di quell’incarico, perché bisogna partire da qualcosa di preciso. Non so se il Consigliere Riccarand l’ha letto, visto che è un po’ lungo e vorrei evitare di far perdere del tempo al Consiglio, ma se non l’ha letto glielo rileggo, limitandomi però solo all’ultimo punto che dice: "Valutazione dell’attuale struttura economica dei contratti e indicazioni per le modalità di affidamento della concessione per il prossimo periodo".

Ciò deve essere interpretato, perché, se il Consigliere Riccarand ed i Signori Consiglieri hanno fatto attenzione a questo tipo di riscontro, devono convenire che non sono molte le ipotesi di lavoro che ci si pongono davanti: o ci mettiamo di fronte alla trattativa privata, cosa che è sempre stata fatta in occasione dei vari rinnovi delle convenzioni, o ci mettiamo di fronte ad una licitazione privata, oppure, come dice il Consigliere Riccarand, facciamo un avviso pubblico.

Io non respingo a priori quest’ultima ipotesi di lavoro, che potrebbe anche rivelarsi efficace, ma non la posso accettare oggi, visto e considerato che la Giunta non l’ha ancora valutata, perché è in attesa di conoscere i risultati della consulenza commissionata allo studio "Bain & Cuneo", che ci dovrà fornire chiare definizioni e spiegazioni su certi aspetti del problema. E’ ovvio che poi, sulla base di questo studio, la Giunta o il Consiglio dovranno fare qualcosa, anche perché - ed in questo ha ragione il Consigliere Riccarand - i tempi sono piuttosto ristretti.

Questo studio ci dovrà essere consegnato entro il 10 di febbraio e proprio ieri il titolare dello studio professionale mi ha fatto sapere che la relazione è in fase avanzata e che ora vorrebbe contattare le varie forze politiche - cosa che sta appunto facendo - per disporre di un giudizio più definito sulle varie istanze relative alle diverse valenze politiche che oggi sono presenti nel Consiglio regionale.

Ribadendo quindi con tutta serenità che siamo perfettamente d’accordo che si operi nella più completa ed assoluta trasparenza, perché la Regione è già stata piuttosto danneggiata, specie sotto certi profili, dai vari episodi che si sono purtroppo verificati, e precisando che certe scelte sono state fatte proprio per non commettere ulteriori errori, anche perché nessuno di noi ha la scienza infusa, credo che non ci sia nessuna difficoltà ad ammettere che dobbiamo cercare validi supporti.

Spero di essere stato chiaro, ma se ho dimenticato qualcosa sarà mia cura migliorare o rettificare quanto ho detto. Tuttavia, partendo da questa base e dal presupposto dell’assoluta volontà di questa maggioranza e di questa Giunta di pervenire ad una definizione della questione nel modo più trasparente possibile e valutato il fatto che, come giustamente è stato scritto dal Consigliere Riccarand, per 44 anni si è sempre provveduto al rinnovo o alla proroga della concessione a trattativa privata ed in deroga alle normali procedure dei bandi di appalto, sicuramente esamineremo e valuteremo quello studio, che ci indicherà chiari punti di riferimento in una situazione particolarmente complessa. L’appalto di una Casa da Gioco, infatti, non è per nulla assimilabile all’appalto di una casa o di un lotto autostradale, ma è ben più complesso, perché comporta scelte che vanno al di là del semplice ribasso che si verifica in una normale gara di appalto per la costruzione di una casa.

Per tutte queste ragioni chiediamo al Consigliere Riccarand di ritirare la sua mozione. Come Giunta, noi ci impegniamo a far sì che non appena avremo quello studio, che dovrebbe arrivare entro il 10 febbraio, lo faremo esaminare anche dai Gruppi consiliari - non c’è nulla da nascondere in questa materia, nella quale anzi meno si nasconde meglio è - e porteremo quindi all’attenzione del Consiglio nei tempi tecnici consentiti, cioè nella prima o seconda adunanza di marzo, una proposta operativa che ci permetta di definire nel modo più limpido e trasparente possibile una materia tanto delicata e difficile.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Non ho difficoltà a rinviare o a ritirare questa mozione, però vorrei osservare che le scelte politiche che competono al Consiglio regionale sono ben diverse dal supporto tecnico che ci può essere dato da una società di consulenza.

Io ero a conoscenza della consulenza e ritengo che ci possa fornire degli elementi utili, però non è sicuramente quella società di consulenza a poterci indicare la strada da seguire, perché si tratta di una scelta politica.

Nella mozione, infatti, non indico i criteri in base ai quali noi dobbiamo definire l’ammissione o la selezione delle varie società, perché questo è un aspetto tecnico legato ad un certo approfondimento e ad una particolare valutazione, mentre la mia proposta tende solo ad impegnare la Giunta ad elaborare una proposta che dovrà essere esaminata dal Consiglio.

Il mio suggerimento non è quindi in contrasto con l’incarico alla società di consulenza, ma mira ad indicare uno sbocco operativo. Del resto credo che anche questi consulenti, che fra l’altro io ho già incontrato e credo che lo stesso abbiano fatto o stiano facendo tutti gli altri gruppi, abbiano bisogno di capire bene gli orientamenti politici di fondo, altrimenti non so proprio come riescano a capire dove andare a parare. Un conto, infatti, è orientarsi verso una trattativa privata, altro conto, invece, è orientarsi verso una gara d’appalto o verso un particolare tipo di gara d’appalto.

Ora, se non ci sono le condizioni o se il Consiglio non ritiene matura una scelta politica di questo tipo, rinviamo pure la mozione ed io ne prendo atto; non possiamo però nascondere la necessità delle scelte dietro l’aspetto tecnico. Quando lo studio sarà consegnato, ognuno di noi dovrà comunque assumersi la responsabilità di certe scelte politiche.

Quello studio potrà dire qualunque cosa, ma anticipo fin d’ora, affinché sia ben chiaro a tutti, che la posizione da noi già dichiarata ed inserita nei nostri programmi elettorali e sulla quale saremo coerenti fino in fondo, è che non accetteremo mai una trattativa privata. Quella società di consulenza potrà venirci a dire tutto quello che riterrà opportuno: che bisogna assolutamente ricorrere alla trattativa privata, che bisogna fare lo scambio per rompere l’accerchiamento...., ma noi diremo sempre: "No, noi non ci stiamo".

Credo che questa scelta politica, come tante altre scelte politiche ugualmente importanti, non possa dipendere da quello che ci dirà o meno quella società di consulenza. Se per esempio ci verrà detto: "Bisogna ampliare il Casinò", noi risponderemo: "No", per tutta una serie di ragioni di fondo che abbiamo già espresso più volte e per il motivo per cui già un anno fa abbiamo detto di no a quel progetto sotterraneo di ampliamento che adesso viene riproposto.

Credo che alcune scelte di fondo debbano essere separate dal discorso tecnico, che anzi potrebbe essere aiutato da un eventuale orientamento del Consiglio assunto all’unanimità o a maggioranza, meglio ancora se a grande maggioranza, rispetto a determinate scelte.

Per concludere, ribadisco che non ho nessuna difficoltà a ritirare la mozione, sottolineando però che i tempi sono ristretti, perché, specie se non si vorrà ripercorrere la strada della trattativa privata, si dovranno affrontare sia una fase di elaborazione e comunque di selezione, sia una fase di lavoro sui contenuti del capitolato, che esigeranno elaborazioni e discussioni approfondite, nonché scelte politiche da effettuare al nostro interno. Ci saranno poi i tempi tecnici per l’approvazione di questi atti e per l’apposizione dei visti, nonché quelli connessi alle gare d’appalto.

Se anticipassimo alcune scelte politiche, porremmo sicuramente a miglior frutto le eventuali indicazioni operative di quella società di consulenza.

In ogni caso non ho difficoltà a ritirare la mozione, raccomando solo la scelta di procedure dai tempi brevi, altrimenti potremmo trovarci in una situazione piuttosto difficile.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Ringrazio il Consigliere Ricca-rand per la sensibilità dimostrata e lo vorrei rassicurare dicendogli che il problema non è da definire in tempi stretti, ma strettissimi, proprio perché dovranno essere fermamente rispettati quei tempi tecnici ai quali anch’egli ha fatto cenno.

Tuttavia, proprio per non sbagliare, il nostro ragionamento è inverso rispetto a quello che fa lui: noi vogliamo essere sicuri di avere la parte tecnica ben definita, prima di fare delle scelte politiche veramente valide. A nostro giudizio, infatti, le scelte politiche non supportate da alcuna valenza tecnica potrebbero compromettere seriamente tutta la questione.

Ringrazio il Consigliere Riccarand e credo che questo problema possa essere risolto, o quantomeno portato alla discussione del Consiglio, entro il mese di marzo, se non addirittura prima.

Presidente: Allora, come proposto dal Presidente della Giunta Bondaz ed accettato dal Consigliere proponente Riccarand, la mozione in oggetto è da considerare ritirata.

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Il Consiglio prende atto

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Presidente: Colleghi Consiglieri, siamo arrivati alle ore 20. Come è consuetudine, sospendiamo i lavori e li riprenderemo alle ore 9,30 di domani mattina.

La seduta è tolta.

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