Oggetto del Consiglio n. 1790 del 10 gennaio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1790/IX - Costituzione di una commissione di studio per la predisposizione di un programma per l’utilizzazione del Forte di Bard. (Ritiro di mozione)
Presidente: Il Consigliere Mafrica ha chiesto di intervenire sulla mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco, Chenuil e Cristina Monami, iscritta al punto 46 dell’ordine del giorno; ne ha facoltà.
MOZIONE
L’imponente complesso fortilizio di Bard, con i suoi 16000 metri quadri coperti, la rocca e le testimonianze storiche, archeologiche e ambientali circostanti rappresentano un grande patrimonio, la cui salvaguardia e la cui valorizzazione richiedono l’elaborazione di un programma globale di recupero e di riuso.
Un tale programma dovrebbe proporre le diverse possibili opzioni in termini produttivi, sociali, culturali ed ambientali e valutarne le ricadute sul territorio del fondo valle, precisando per ogni opzione gli interventi necessari, i tempi di realizzazione ed i modi di frazionamento.
Un programma siffatto dovrebbe essere messo a punto attraverso una partecipazione responsabile delle popolazioni interessate.
Condividendo le considerazioni in premessa;
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) costituire una Commissione di studio, composta da rappresentanti della Regione, del Comune di Bard e della Comunità Montana Monte Rosa, che avvalendosi dell’apporto di esperti appositamente incaricati, predisponga nell’arco di sei mesi un programma di massima per l’utilizzazione del Forte di Bard;
2) sottoporre il programma suddetto all’esame del Consiglio comunale di Bard, della Comunità Montana Monte Rosa e del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.
Mafrica (PCI): Questa mozione ha lo scopo di istituire una Commissione di studio che coinvolga le istituzioni interessate nella predisposizione di un progetto di riutilizzazione del Forte di Bard, che ha una storia molto interessante, è collocato in un ambiente di alto valore e la cui riutilizzazione può essere un utile strumento per lo sviluppo di quel territorio.
E’ opportuno che questa Commissione di studio predisponga diverse opzioni di scelta, nelle quali siano precisati gli interventi previsti, i tempi necessari e gli opportuni finanziamenti. Questi risultati dovrebbero poi essere sottoposti all’esame del Consiglio comunale di Bard, della Comunità montana "Monte Rosa" e del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.
Poiché sappiamo che la proprietà di quella struttura sta per essere definitivamente ascritta alla Regione, vorremmo che entro sei mesi, vale a dire in tempi brevi, venissero formulate delle ipotesi articolate alla cui redazione dovrebbero essere coinvolti anche il Comune e la Comunità montana, in modo che quando la Regione disporrà della struttura possa già avere un progetto abbastanza ben definito.
Siccome mi è stato fatto osservare che era rimasta indeterminata la composizione della Commissione, mi permetterei di proporre il seguente emendamento per precisare meglio tale composizione:
"1) Costituire una Commissione di studio - composta dall’Assessore competente in qualità di Presidente, da tre Consiglieri regionali designati dalla Conferenza dei Capigruppo, di cui uno della minoranza, dal Sindaco del Comune di Bard, dal Presidente della Comunità montana "Monte Rosa" e da due esperti designati dalla Giunta regionale - che predisponga nell’arco di sei mesi un programma di massima per l’utilizzazione del Forte di Bard".
Poiché mi pare che il senso della mozione sia chiaro, anche se per errore era stato scritto "frazionamento" al posto di "finanziamento", chiedo che il Consiglio esprima un suo giudizio in merito.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.
Faval (UV): Je voudrais rappeler au Conseil régional que les études pour l’utilisation du fort de Bard et de la zone autour du fort sont déjà à un stade très avancé; des techniciens se sont penchés sur la question et il existe dans le bureau de l’assessorat une maquette qui a été présentée par le professeur Valletti, l’année passée, et sur laquelle on avait commencé à discuter.
Autour du fort de Bard, je le répète, il existe une situation très importante et très intéressante et en quelque sorte dégradée du bourg de Bard. Dans la perspective de l’utilisation de cet immense immeu-ble il faudrait, et je crois de façon très utile et rationnelle, pouvoir englober aussi la partie du bourg de la commune de Bard.
Nous connaissons les difficultés qui d’ailleurs existent un peu partout chez nous en Vallée d’Aoste, c’est-à-dire celles de la propriété par rapport aux différents immeubles qui pourraient être utilisés. Il y a déjà des indications, des propositions et des suggestions concernant même le bourg. Donc je crois qu’il est indispensable que l’on ne fasse pas "tabula rasa" de ce qui a été fait parce que cela est utile et que l’on doive utiliser dans ce groupe aussi les techniciens qui ont déjà donné une contribution très importante et que personnellement j’estime concrète et valable pour le futur de l’utilisation de cet immeuble.
A ce propos j’aimerais aussi savoir et questionner le Président de la Junte pour savoir où l’on en est avec la propriété, parce qu’il s’agissait d’une question qui continuait à être balancée entre le Ministère, l’Intendenza di Finanza et ainsi de suite. Les dernières nouvelles que nous avions, étaient que d’un moment à l’autre devait arriver la signature pour donner la propriété finalement à l’Adminis-tration régionale. S’il peut nous dire à quel point on en est. Merci.
Alors nous proposons en concret de modifier la partie où l’on dit "avvalendosi dell’apporto di esperti appositamente incaricati", en y ajoutant: "compresi quelli che nel frattempo avevano già operato in tal senso".
Presidente: Il Consigliere proponente Mafrica ha proposto la sostituzione del primo comma della parte deliberativa. Tenuto conto che vi si prevedono due esperti, forse bisognerà trovare una diversa formulazione
Ha chiesto la parola l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.
Pascale (PSI): Per quanto riguarda la proprietà del Forte di Bard, ribadisco quanto è già stato detto dal Presidente della Giunta in altra occasione, cioè che ci era stato assicurato che il decreto di trasferimento della proprietà era alla registrazione della Corte dei Conti e che comunque il passaggio di proprietà non dovrebbe tardare più molto.
Confermo, come già detto dal Consigliere Faval, che sulla destinazione del Forte di Bard, comprensiva anche di tutti i problemi riguardanti il Borgo, esiste presso l’assessorato uno studio di fattibilità dell’architetto Valletti di Torino, che però non è mai stato approvato né dal Consiglio regionale, né dagli enti locali interessati. Si tratta di uno studio sul quale può aprirsi il confronto tra l’Amministrazione regionale e gli enti locali interessati. Ciò può essere fatto nell’ambito della Commissione proposta dal Gruppo del PCI e che, così come viene presentata nell’emendamento, sembra comprendere e rappresentare tutti.
Credo che il primo compito della Commissione potrebbe essere quello di approfondire lo studio dell’architetto Valletti, anche se poi dovesse ritenere opportuno esaminare altre proposte. Nulla vieta tuttavia che la Giunta, che dovrà designare i due membri esperti della Commissione, possa designare anche l’architetto Valletti. Comunque non mi pronuncio in merito, perché la designazione sarà fatta successivamente dalla Giunta.
Aggiungo che noi accettiamo il testo emendato della mozione.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.
Faval (UV): Nous remercions l’Assesseur pour ce qu’il vient de dire. Nous ne voulons pas faire la guerre sur le nom de Monsieur Valletti, mais il y a une raison très simple qui nous semble logique. Puisque Monsieur Valletti a travaillé pendant longtemps à cette étude, il a sûrement des propo-sitions intéressantes pour la discussion successive. Nous croyons qu’il est indispensable de demander à Monsieur Valletti de continuer son activité, vu entre autres que je crois, "ad adiuvandum", pouvoir dire ici que Monsieur Valletti appartient à une aire politique qui n’est absolument pas proche de celle de l’Union Valdôtaine et donc même au point de vue idéologique il pourrait représenter un élément utile pour cette nouvelle majorité.
Nous le proposons uniquement dans le sens d’une logique de continuité d’un travail que l’Assesseur même a reconnu comme très important et valable. On ne peut pas tourner la page et tout recommencer, comme on est en train de faire au Ministère où l’on a repris la question de la propriété.
Nous voudrions avoir l’assurance que ce sera Monsieur Valletti à continuer ce travail, avec d’autres - sur cela on ne discute pas -, mais qu’au moins Valletti soit concerné.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA): Ho l’impressione che la Regione non abbia assolutamente ben chiaro che cosa intende fare rispetto a questo intervento, perché continua a portare avanti iniziative e proposte che si accavallano, ma non si intrecciano mai, senza che se ne comprendano le finalità.
Nel 1984 il Consiglio regionale aveva deciso all’unanimità di bandire un concorso internazionale di idee per il Forte di Bard, per disporre di una serie di elementi di giudizio che permettessero di valutare bene come intervenire, visto che il complesso è molto importante, può accogliere numerose iniziative e richiederà interventi costosi.
Questa strada indicata dal Consiglio è stata poi abbandonata dalla Giunta regionale, che ha preferito assegnare un incarico all’architetto Valletti, il quale ha redatto un progetto o una bozza di progetto che né il Consiglio né le Commissioni hanno mai visto. Proprio pochi mesi fa avevo sollecitato l’Assessore Pascale a svolgere un’illustrazione nella competente Commissione consiliare sullo stato dei progetti, chiedendo anche le intenzioni della Giunta sul Forte di Bard. In quell’occasione mi era stato detto che si sarebbe dovuto rivedere un po’ tutto e che comunque si pensava ad un nuovo concorso di idee.
Adesso vedo, invece, che viene proposta una Commissione di studio composta contemporaneamente da politici e tecnici. A me sembra che questa soluzione sia abbastanza discutibile, perché non capisco come possa funzionare una Commissione così congegnata se non può operare su delle proposte già ben definite. La soluzione migliore sarebbe che la Commissione, composta anche di politici, potesse lavorare su una serie di progetti o almeno su di un progetto, altrimenti ho l’impressione che si lavori nel vuoto.
Vorrei proprio capire quali sono le intenzioni della Giunta rispetto a tutte le ipotesi che vengono formulate, ma che poi non mi sembrano avere un momento di sintesi.
Manifesto alcune perplessità su questo tipo di Commissione, che non mi sembra lo strumento più efficace. Comunque, se si vuole percorrere questa strada, si provi. Ritengo però opportuno che il Consiglio regionale sia comunque investito della questione, per cui propongo di aggiungere alla deliberazione un punto per chiedere che sia sottoposto quanto prima all’esame della competente Commissione consiliare lo stato delle ricerche, degli studi e dei progetti, in modo che il Consiglio, tramite la sua Commissione e la partecipazione di tutti quelli che vorranno presenziare ai suoi lavori, conosca quantomeno lo stato dell’elaborazione sino ad oggi e come si intende andare avanti.
A mio avviso, anche la Commissione che si vuole creare dovrebbe lavorare mantenendo una certa connessione o comunque un rapporto con la Commissione consiliare competente, in modo che l’elaborazione proceda di pari passo e le informazioni riguardino tutto il Consiglio, che non deve trovarsi alla fine a dover approvare un pacco già confezionato.
Propongo quindi di aggiungere alla mozione un ulteriore punto che dice: "Impegna la Giunta.... a sottoporre all’esame della competente Commissione consiliare gli studi ed i progetti finora redatti e a tenere costantemente informata la Commissione dell’elaborazione del programma".
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.
Lanivi (ADP): Trovandomi quasi totalmente d’accordo con quanto è stato detto dal Consigliere Riccarand, suggerirei ai proponenti di ritirare la mozione, non in maniera definitiva, ma solo affinché la stessa possa tener conto anche della discussione di questa sera. Cerco di illustrare i motivi di questa richiesta, che non ha alcun fine polemico, ma intende solo concorrere in modo costruttivo all’elaborazione di idee.
Il Forte di Bard è sicuramente una delle cose più interessanti che abbiamo in Valle d’Aosta ed offre uno degli impatti più forti sia a chi entra in Valle, sia a chi ne esce. Basti ricordare quel rettilineo di oltre un chilometro che per un bel po’ di tempo esibisce all’attenzione della gente l’imponente visione del Forte.
A prescindere dalla questione della proprietà, di cui non conosco con esattezza l’iter procedurale, credo che le soluzioni possano essere due: se l’Amministrazione ha già un’idea di ciò che vuole fare, ha semplicemente il compito di individuare un tecnico che riesca a tradurre in disegno l’idea o la scelta che essa ha in testa, cosa però di cui dubito; ma se l’Amministrazione non ha alcuna idea precisa o non ha assunto alcuna decisione sulla possibile destinazione del Forte di Bard, deve cercare contributi qualificati nella dimensione più idonea, che a me pare quella internazionale, che suggeriscano delle ipotesi di utilizzazione di quella forte presenza, per trasformarla in un qualcosa che abbia rilievo non solo nell’ambito locale, ma anche oltre.
Ciò che mi spaventa non è tanto l’assenza di una decisione, ma il fatto che la si voglia prendere pensando di dover fare in fretta: questo è il modo peggiore di operare.
Mi sta bene invece la Commissione, se la Regione va alla ricerca di contributi qualificati in campo internazionale, per avere delle idee su cui successivamente il Consiglio regionale, le Amministrazioni comunali e le Comunità montane siano chiamate ad operare una scelta più confacente ai loro desideri.
Condivido in pieno tuttavia le considerazioni del Consigliere Riccarand sull’inopportunità della commistione tra politici e tecnici scelti dai politici, perché, così facendo, non si procede secondo una metodologia corretta alla ricerca di idee o proposte sulle quali l’Amministrazione o le amministrazioni possano poi operare una scelta.
Partendo quindi dall’ipotesi che non esista una scelta precisa, la scaletta che io propongo è la seguente: bandire innanzitutto un concorso di idee di livello internazionale, nominare successivamente una commissione che valuti, selezioni e, se esiste una proposta convincente, faccia una proposta coerente. In questo momento, però, non mi sento di votare una commissione del genere, per cui pregherei i proponenti della mozione di ritirarla per riproporla in termini che tengano conto di quanto è emerso questa sera. Faccio queste considerazioni tenendo ben presente il valore del Forte di Bard, per cui niente può essere giustificato con le ragioni della fretta. Il discorso è diverso: qui dobbiamo fare bene, non in fretta.
Presidente: Il Consigliere Lanivi propone di soprassedere alla discussione della mozione, per consentire un esame più generale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
Mafrica (PCI): La mozione aveva un duplice scopo: da una parte, fare uscire dai cassetti i progetti esistenti, aggiungendone eventualmente degli altri e, dall’altra, coinvolgere nelle proposte da fare o nella discussione delle proposte esistenti anche il Comune e la Comunità montana. Questi sono i due scopi che noi ci proponevamo di raggiungere; non ce ne sono altri.
Visto che in questa materia non abbiamo idee preconcette, ci è sembrato utile rimettere in moto la situazione anche con la partecipazione del Consiglio regionale.
Poiché oggi siamo già quasi al termine dei lavori, credo che possiamo ritirare la mozione se ci impegniamo a riformulare assieme, nel prossimo Consiglio, una risoluzione che chiarisca in quale direzione intendiamo procedere...
Bene, allora ritiriamo la mozione, con l’impegno di concordare nel prossimo Consiglio una risoluzione sull’argomento.
Presidente: La mozione viene ritirata.
Il Consiglio prende atto
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