Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1784 del 10 gennaio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1784/IX - Presa d’atto della relazione sull’attività della Commissione "Assetto del territorio" incaricata dell’analisi del disagio abitativo in Valle d’Aosta e dell’individuazione di concrete modalità di intervento. (Approvazione di risoluzione - reiezione di altra risoluzione)

Presidente: Il Consigliere Vallet, Presidente della III Commissione, ha chiesto la parola per illustrare la relazione iscritta al punto 40 dell’ordine del giorno; ne ha facoltà.

Vallet (UV): La deuxième Commission permanente du Conseil, présidée à l’époque par l’actuel Assesseur à l’Instruction publique, Monsieur Rusci, avait été chargée, à la suite d’une motion adoptée à l’unanimité par le Conseil régional, en date 11 décembre 1988, de recenser les mal-logés en Vallée d’Aoste en nombre et selon leur répartition, ainsi que d’estimer les besoins en logements pour la période 1990-94, en analysant la nature de la demande présumée et encore de formuler au Conseil des propositions concrètes d’intervention.

La Commission, qui avait été élargie au Syndic d’Aoste et au Président du IACP, avait aussi pour tâche de présenter au Conseil régional, dans le délai d’une année, un rapport sur les données et les conclusions de son analyse.

Au cours de ses premières séances, la Commis-sion s’est tout d’abord souciée de brosser un tableau général de l’habitat, au cours des cinq dernières années, qui devait permettre par la suite de cerner les points critiques du problème et d’établir les mesures à adopter.

En même temps, la Commission décidait d’adresser un questionnaire aux Syndics des Communes de la Vallée d’Aoste afin de connaître la situation des mal-logés sur l’ensemble du territoire régional et toute proposition de solution ou sugges-tion. Les réponses ont révélé que les demandes d’intervention des Communes s’orientent principale-ment vers la restauration de vieux immeubles. Il faut relever, à cet égard, que très peu de Communes ont répondu au questionnaire.

Tout au long de cette première phase, la Commission a rassemblé la documentation envoyée par les Communes et par le IACP et a recueilli toutes les lois régionales éditées par la Vallée d’Aoste en matière de logement et d’aménagement de centres historiques.

Par la suite, s’étant rendu compte que la question était particulièrement complexe et qu’il est difficile de formuler des propositions concrètes, la Commission a décidé de confier à des professionnels la mission de rassembler la documentation acquise, aidés en ceci par des connaisseurs de la réalité locale. Ainsi a-t-il été demandé aux Messieurs Gabriele Bonini, Directeur général du IACP de Terni, et Mario Severini, Coordinateur général du IACP d’Ancône, une consultation particulière concernant les modalités d’intervention.

Au cours de la deuxième phase, la Commission a analysé le rapport mis au point par les dix spécialistes et s’est penchée sur deux aspects essentiels de toute la question: réorganiser l’ "Istituto Autonomo Case Popolari" et accroître le patrimoine des logements publics locatifs, notamment par la restauration et la réhabilitation.

Dans la dernière phase des travaux, la Commis-sion a analysé les deux projets de textes législatifs rédigés par deux consultants, qui préconisent l’extension du patrimoine des logements publics locatifs et la réorganisation de l’"Istituto Autonomo Case Popolari" de la Vallée d’Aoste. Dans sa dernière réunion, du 7 juin dernier, la deuxième Commission avait approuvé le rapport et le dossier. Le même dossier a été nouvellement assigné à l’actuelle troisième Commission qui l’a examiné une première fois au mois de juillet et enfin dans la réunion du 15 novembre dernier.

La troisième Commission a relevé que le dossier n’a pas suffisamment approfondi les points a) et b) de la délibération et précisément l’enquête est insuffisante en ce qui concerne le recensement des mal-logés en Vallée d’Aoste en nombre et selon leur répartition, car, en effet, on s’est référé uniquement pour la ville d’Aoste aux demandes de logis présentées dans l’avis de concours numéro 1.2 1987 et pour le restant des Communes l’enquête ne peut se considérer exhaustive, étant donné que seulement vingt Communes ont répondu au questionnaire que la Commission avait préparé. Encore, pour ce qui concerne le point b), l’estimation des besoins en logements pour la période 1990-94, en analysant la nature de la demande présumée, n’a pas été suffisamment développée.

La deuxième Commission n’a pas également examiné dans le fond les deux projets de textes législatifs et a décidé de transmettre au Conseil le dossier, étant donné que le temps que le Conseil même avait confié à la Commission, c’est-à-dire une année, est désormais largement dépassé. Le Conseil pourra tenir compte du dossier qui lui est transmis et en tenir compte au moment de l’adoption d’éventuelles mesures.

Président: La discussion est ouverte. Il y a quelqu’un qui prend la parole sur le rapport de la troisième Commission et de son Président? Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA): Io credo che l’interessante attività della III Commissione sull’indagine decisa dal Consiglio regionale sia stata un po’ mortificata dai cambiamenti del mese di giugno, che le hanno sostanzialmente impedito di pervenire ad una conclusione all’altezza dei lavori preparatori. L’indagine, infatti, è stata svolta dalla II Commissione, allora presieduta dal Consigliere Rusci, che stava concludendo i suoi lavori proprio nel momento in cui c’è stato il cambiamento di maggioranza. La stesura della relazione consegnata ai consiglieri è stata infatti predisposta dagli uffici e forse non ha potuto tener conto di tutta una serie di elementi emersi nel corso delle indagini.

Rispetto agli obiettivi indicati dal Consiglio regionale, l’indagine è stata sicuramente carente nel censire esattamente il disagio abitativo e nell’indicare la sua precisa distribuzione in Valle d’Aosta. Sotto questo aspetto possiamo quindi dire che, sia pure in parte, non è stato raggiunto l’obiettivo che la Commissione si era proposto.

Il suo lavoro invece è stato a mio avviso positivo nell’indicare alcune concrete proposte d’intervento, tant’è che nella relazione sono già presenti due bozze di proposte di legge che riguardano la riorganizzazione dello IACP e la possibilità di dotare la città e la Regione di un patrimonio abitativo pubblico destinato alla locazione ad equo canone. Si tratta di due proposte di legge molto interessanti, che la Commissione consegna alla Giunta, al Consiglio ed ai gruppi consiliari per il decorso successivo e le decisioni conseguenti.

La nostra valutazione globale sul lavoro della Commissione è positiva. Notiamo e rileviamo un limite ed una carenza rispetto al censimento del disagio abitativo, determinati anche dai problemi di tempo e di raccolta di dati, cui ho già fatto cenno, mentre esprimiamo una valutazione positiva rispetto alle due proposte operative che accompagnano la relazione della Commissione, sulle quali noi riteniamo che il Consiglio, nel suo insieme, debba andare avanti e procedere, recependole in qualche modo od in qualche forma per cercare di realizzarle concretamente.

Ci sembra che la proposta di realizzare delle abitazioni da assegnare ad equo canone sia particolarmente innovativa ed interessante, perché va incontro al disagio abitativo di quella fascia di popolazione che non si trova nelle situazioni più disagiate (condizione questa che in certi casi consente di attingere all’edilizia sovvenzionata), ma neppure in quelle a reddito elevato che consentono di attingere alle case in cooperativa attraverso i fondi. Si tratta, invece, di una fascia di popolazione intermedia, che ha interesse e disponibilità a pagare un affitto, ma che oggi, in assenza di un mercato dell’affitto, incontra grandi difficoltà a trovare una casa ad equo canone.

Secondo noi, inserire nel mercato questo tipo di abitazioni, significa andare incontro ad una domanda importante di un segmento della popolazione. E’ una soluzione che non risponde al disagio complessivo, ma che risponde sicuramente al disagio di un segmento importante.

Noi quindi riteniamo che la Commissione, pur con tutti i limiti, sotto certi aspetti abbia fatto un buon lavoro e riteniamo in particolare che le due proposte oggi all’attenzione del Consiglio debbano essere riprese nelle dovute forme, portate avanti e tradotte in provvedimenti legislativi.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): Mi pare che l’intervento del Consigliere Vallet abbia indicato alcuni limiti della relazione, senza però porre in sufficiente evidenza gli aspetti positivi del lavoro della Commissione. Pertanto, noi concordiamo con quello che è stato detto dal Consigliere Riccarand.

Un’indagine sul fabbisogno abitativo in Valle d’Aosta richiede anche una certa disponibilità da parte dei Sindaci, che però - non sappiamo per quale ragione - non c’è stata. Questo aspetto potrebbe essere ulteriormente approfondito dalla III Commissione, anche perché concerne dati molto utili che dovrebbero essere costantemente aggiornati.

Mi pare invece che le proposte della III Commissione rappresentino un’utile documentazione per il Consiglio e per la Giunta, sempreché quest’ultima intenda tenerne conto. Io credo che ne debba tener conto, perché anche nel programma approvato nel mese di novembre si fa riferimento alla regionalizzazione dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari e agli interventi per quella fascia di popolazione che non è nelle condizioni per poter usufruire del canone sociale, ma neppure in quelle per accedere ai mutui per la prima casa. Sarebbe quindi opportuno avere una maggiore disponibilità di alloggi ad equo canone.

Tenuto conto dei limiti, ma anche degli aspetti positivi, noi diamo nel complesso un giudizio favorevole al lavoro svolto e, semmai, suggeriamo alla III Commissione di procedere ad un aggiornamento dei dati relativi al fabbisogno abitativo in Valle d’Aosta.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV): Merci, Monsieur le Président. Nous avons pu remarquer, en lisant ce rapport, le bien-fondé des observations présentées tout à l’heure par le Président de la Commission, Monsieur Vallet. En effet, contrairement au contenu et à l’esprit de la délibération adoptée par ce Conseil en 1989, nous estimons que, à l’intérieur de ce rapport, on ne trouve pas suffisamment d’éléments pour ce qui concerne la quantité des besoins d’habitation; nous n’y trouvons pas les données l’on devrait y trouver pour avoir un tableau complet de la situation résidentielle en Vallée d’Aoste.

Il y manque surtout un prospectus des situations par Communes, et là, si nous pouvons être surpris d’un manque de collaboration de la part des Communes, nous estimons quand même important que la Commission puisse se remettre au travail et que par d’autres instruments l’on arrivent à acquérir les données essentielles pour une analyse complète. Mais il y a aussi un autre élément qui manque et c’est l’analyse des tendances, pour ce qui est du problème de l’habitation: la baisse ou l’augmen-tation de certains besoins, la qualité de ces besoins (familles plus ou moins nombreuses), quel genre d’habitations on peut trouver, dans quels endroits la tension est plus aiguë et ainsi de suite.

Voilà donc qu’il y a un certain nombre de blancs qu’il faudrait à notre avis remplir à ce sujet et cela nous fait penser qu’il serait opportun de reprendre le travail et l’analyse, pour établir d’abord dans quelle mesure l’on croit, comme l’on comprend dans ce rapport, que les effets de la politique que nous avons menée jusqu’à présent, d’encouragement de l’achat de la première habitation ou de la restructuration et du réaménagement de ces maisons, sont insuffisants. Nous trouvons dans ce rapport quelques considérations qui nous font comprendre que les effets de notre politique, et les milliards que nous avons investis dans le domaine de l’habitation, jusqu’à présent, ne seraient que très modestes. Il y a de quoi s’interroger sur la politique que nous menons et sur les refinancements que nous faisons pour certaines lois alors qu’il paraît que ces lois n’ont pas l’effet attendu pour ce qui concerne le besoin d’habitations.

Nous avons également trouvé quelques blancs pour ce qui concerne la partie législative, juridique: aucune référence, par exemple, à notre compétence administrative d’après le décret de 1945, le numéro 545. Il est surprenant qu’en analysant les compé-tences que nous avons en matière de IACP, on ne trouve pas une seule référence à cette compétence qui nous est attribuée par un décret pré-statutaire, mais que nous devrions toutefois continuer à revendiquer.

Ceci évidemment pour ce qui concerne la partie de l’analyse, mais il y a tout un volet concernant les indications opérationnelles sur lesquelles, à mon sens, la nouvelle Commission aurait intérêt à revenir pour un approfondissement.

D’abord, pour ce qui concerne l’indication d’unité obligatoire dans la gestion du patrimoine d’habitation: Etat, Commune, Région. Est-ce cette indication que nous voulons vraiment donner? Quel est concrètement l’avis de la Commission et quel est l’avis de ce Conseil au sujet de cette centralisation dans le IACP de tout le patrimoine immobilier public dans la Région?

Une deuxième réserve que je voudrais formuler concerne une grande extension, prévue par ce rapport, dans les activités techniques et opérationnelles du IACP qui deviendrait ainsi, si j’ai bien compris, en quelque sorte la bras armé de toutes les administrations dans ce domaine. On parle de récupération et d’assainissement d’habitations, mais aussi d’oeuvres d’urbanisation primaire et secondaire, d’établissements de nature sociale, d’assistance, sportive, récréative. Est-ce que l’Assessorat aux Travaux publics est prêt à déléguer au IACP, toutes ses compétences? Nous voudrions bien connaître aussi l’opinion du Gouvernement à ce propos et ne pas faire de façon que en quelque sorte la prise d’acte de ce rapport soit un placet de ce Conseil sur des indications qui sont encore un peu trop vagues et nébuleuses.

Il y a un troisième aspect qui nous inquiète remarquablement: c’est celui de la politique de récupération considérée comme insuffisante alors que nous ne retrouvons pas dans le rapport une seule donnée concernant la quantité d’immeubles à récupérer, les volumes que l’on pourrait récupérer surtout dans le centre historique de la ville d’Aoste et surtout l’indication qu’il faut de toute façon aller dans la direction de nouvelles constructions et de la recherche de nouveaux terrains pour l’édification. Cette politique, qui se double dans le rapport d’une préférence pour la diffusion sur le territoire d’interventions de dimensions restreintes, ce qui signifie encore augmenter la quantité de terrain occupé par des immeubles d’habitation populaire, est quand même un problème sur lequel il faudrait urgemment réfléchir en ce moment.

Nous estimons, donc, que cette analyse est plutôt générique, elle s’adapte à toutes les sauces et à toutes les situations; il y a une contradiction profonde en puissance entre la politique que nous menons, en tant que Région, pour soutenir l’achat de la première construction et d’autres solutions qui sont indiquées dans ce rapport.

Voilà pourquoi je partage personnellement la conclusion qu’a tirée le Président de la Commission, Monsieur Vallet, de ne pas considérer ce rapport comme étant un rapport suffisant. Il n’est pas exhaustif, on doit creuser davantage et on doit aussi fournir à ce Conseil des éléments plus concrets pour adopter des décisions en la matière.

Voilà pourquoi j’estime qu’il faudrait reprendre l’analyse et fournir à ce Conseil davantage des données pour que nous puissions établir réellement quelle est notre politique en matière de IACP.

Président: Il y a d’autres Conseillers qui prennent la parole? Il n’y a pas de vote, donc s’il n’y a personne qui prend la parole, je déclare que le Conseil prend acte. Monsieur Rusci, Assesseur à l’Instruction publique, a demandé la parole; il en a la faculté.

Rusci (PRI): Intervengo brevemente e credo anche doverosamente.

Ringrazio innanzitutto il Presidente della Commissione per aver portato all’attenzione del Consiglio le risultanze di quanto era stato realizzato dalla Commissione per il Territorio sotto la mia Presidenza. Ringrazio poi i Consiglieri Riccarand e Mafrica, per aver voluto sottolineare al positivo alcuni aspetti della relazione, cosa che mi sollecita a dire che sono stati comunque ottenuti dei risultati concreti. Ringrazio anche coloro che hanno avanzato delle critiche - in linea di principio non le ritengo strumentali - alla relazione, perché mi permettono di fare alcune precisazioni.

Io sono il primo a dire che la relazione è carente specie nella parte relativa all’indagine conoscitiva, però non so se la Commissione avesse a disposizione possibilità cognitive e strumenti tali da dare quelle risposte che, probabilmente, non ci sono state date neppure da organizzazioni istituzionali ben più idonee e capaci ad indicarci scientificamente le vere necessità.

E’ innegabile però che, dall’analisi dei modesti strumenti conoscitivi dai quali partivamo, la Commissione è stata unanime nel riconoscere che esiste una fascia di popolazione alla quale l’ente pubblico non è stato sinora in grado di dare risposte. La fascia è quella corrispondente al reddito medio-basso che, da un lato, non è in grado di poter onorare l’eventuale ottenimento di un mutuo da parte dell’Amministrazione regionale per l’acquisto o la realizzazione della prima casa, e che, dall’altro, non ha la possibilità di concorrere in termini interessanti alle varie graduatorie per l’edilizia sovvenzionata.

Mi pare che questa conclusione sia importante e non in contraddizione - mi scusi il Consigliere Louvin - con il sostegno accordato sinora dalle varie amministrazioni regionali alla legge per l’acquisto della prima casa. Gli stessi esperti che ci hanno supportato nel corso dei lavori della Commissione hanno riconosciuto che la nostra Regione ha messo a disposizione dei propri amministrati degli strumenti estremamente avanzati per l’acquisto della prima casa e che ha fatto molto in termini di edilizia sovvenzionata, anche se non ha tenuto conto delle possibilità connesse all’edilizia in locazione - quindi patrimonio regionale da dare in locazione - relativa a persone che sono in grado di pagare un affitto, ma che non hanno risposte dal mercato della locazione che è estremamente contratto.

Ecco allora che, attraverso gli strumenti legislativi che sono stati presentati, l’Amministrazione pubblica potrebbe dotarsi di un patrimonio in grado di rispondere alle esigenze di coloro che non riescono a comprarsi la prima casa e che non riescono neppure a partecipare utilmente alle graduatorie dello IACP o a quelle dell’edilizia sovvenzionata.

Per quanto attiene ad un’altra novità, non è tanto sorprendente che non si citino le fonti del diritto che ci attribuiscono competenza primaria nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica, ma è sorprendente che l’Istituto non sia ancora regionalizzato. Questa è la sorpresa. Per colpa di chi? Per colpa di nessuno, ma per una serie di questioni che si sono sovrapposte e che ci hanno dato questo risultato.

Qui c’è, in merito, una proposta, che può avere diverse chiavi di lettura. Può essere letta in questo modo: visto che in questo momento allo IACP c’è un presidente repubblicano, è chiaro che il Presidente della Commissione tende ad accrescere il potere del partito; ma può anche essere letta in quest’altro modo: approfittiamo delle nostre competenze e razionalizziamo.

Quando si dice che il patrimonio pubblico deve avere come referente un unico ente gestore, si vuole dire che perlomeno il cittadino viene messo in grado di conoscere il suo referente, senza che palleggiamenti di responsabilità o atteggiamenti amministrativi negativi. Questa è stata l’ottica in cui la Commissione ha lavorato.

Ringrazio i Commissari che hanno voluto portare il loro contributo, ma ho il rammarico che mi nasce dalla sensazione che, non so per quale forma di "arrière pensée", i sindaci, anche quelli di piccoli Comuni, abbiano risposto poco o con sufficienza, forse per la preoccupazione - questa è la chiave di lettura che dà l’ex Presidente della Commissione - che, se avessero evidenziato le necessità, l’Amministrazione regionale avrebbe potuto chiedere di investire sul loro territorio in termini di edilizia abitativa pubblica.

Ringrazio, comunque, l’attuale Presidente della Commissione di aver voluto far conoscere al Consiglio il lavoro della Commissione.

Presidente: Ha chiesto la parola il Vicepresidente del Consiglio, Bich; ne ha facoltà.

Bich (PSI): Di questo argomento si è parlato moltissimo, nel senso che ne sono stati approfonditi i termini normativi, giuridici e legislativi, che sicuramente trovano un certo riflesso in questa relazione, però non si è colto un aspetto, che mi sembra importantissimo e fondamentale, costituito dal ruolo primario dei Comuni nella destinazione di aree e nell’individuazione di programmi per l’edilizia residenziale pubblica.

Se non si scioglie il nodo della localizzazione degli interventi e non si definisce un piano comunale o intercomunale - mi riferisco al caso di Aosta, dal momento che il fabbisogno abitativo si è particolarmente acuito nella città di Aosta, ma esso è presente anche in altri comprensori - di edilizia economica residenziale con l’acquisizione delle aree, lascio a voi pensare che fine possano fare i fondi destinati a questo settore. Io comunque dico che faranno esattamente la fine che gli stessi fondi hanno fatto in passato, cioè verranno accantonati e non saranno utilizzati, per cui non si potranno attuare gli interventi di edilizia sovvenzionata per mancanza di aree idonee.

Mi sembra che siamo ancora al primo gradino di analisi, perché i Comuni non hanno individuato i comprensori entro cui intervenire, per cui nella relazione manca tutto il comparto dedicato al regime dei suoli. Il problema, infatti, non è tanto quello della gestione del patrimonio esistente, quanto piuttosto quello di intervenire con fondi destinati alla costruzione di nuove case.

Io non concordo con quanto diceva prima il Consigliere Louvin, che si riferiva alla possibilità del riuso dei volumi già esistenti, specie nei centri storici, destinandoli all’edilizia residenziale pubblica o almeno credo che ciò non possa avvenire con la normativa attuale, perché sappiamo benissimo che le deliberazioni del CIPE, che prevedono interventi di edilizia residenziale pubblica nel settore dell’edilizia sovvenzionata, definiscono un costo di costruzione che è ben inferiore a quello del recupero, che comporta delle spese molto più elevate.

Ora, se non si scioglie questo nodo, che è economico, ma anche di snellezza dell’intervento, perché l’intervento di recupero è molto più lungo di quello per realizzare nuove costruzioni, finiremo per parlare del sesso degli angeli, perché poi non riusciremo a dare attuazione alle pur consistenti e cospicue risorse, che però non potranno essere collocate sul territorio.

Secondo me, quindi, dovrebbe essere ricercato un rapporto fra i Comuni e la Regione in tema di destinazione di nuove aree ed essere definito un nuovo piano di edilizia economica e popolare, giacché per il comprensorio di Aosta si manifesta chiaramente insufficiente, rispetto al fabbisogno, l’offerta di ristrutturazione del Quartiere Cogne, ma mi sembra che anche in altri Comuni, specie in quelli della bassa Valle, la domanda di edilizia sovvenzionata sia notevolmente superiore all’offerta.

Ecco quindi la necessità di porre l’accento sulla destinazione delle aree e sull’individuazione, attraverso i piani regolatori comunali, di specifiche aree per questi interventi e soprattutto di definire gli indennizzi per la loro acquisizione. Essa infatti, come tutti sappiamo, avviene attraverso la legge n. 865 del 1971, il cui articolo 51 però, relativo alla quantità dell’indennizzo, è venuto meno, per cui oggi le aree compatibili con gli interventi sono acquisibili solo a condizioni di mercato, ma i Comuni non dispongono delle risorse necessarie. A mio parere, quindi, almeno questa parte dovrebbe essere inserita nel documento.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV): Seulement deux mots. Je crois que les considérations qui ont été faites me donnent la possibilité de dire au moins la raison pour laquelle on n’a pas poussé la loi de la régionalisation.

Dans son ensemble, le problème du logement était à l’attention de l’Administration régionale. En effet, la délibération qui chargeait la Commission de présenter un compte rendu des différentes difficultés des Communes était le résultat d’une analyse que le Conseil, à un certain moment, avait faite surtout en sachant qu’il y avait l’exigence de connaître les perspectives qu’on pouvait s’attendre d’un débat sur les résultats du travail de cette Commission.

Si je me rappelle bien, cette délibération du Conseil avait pris son origine et avait débuté en conséquence d’un débat qui avait été fait sur les expulsés d’Aoste, "gli sfrattati". Le problème des urgences, un problème qu’il fallait résoudre avec une série de logements à mettre à disposition de la part de la Commune et de l’Administration régionale. On avait fait des rencontres avec les Communes avoisinantes pour savoir s’il y avait un minimum de disponibilité pour résoudre ensemble les différents problèmes. Les résultats ont été nuls, car il n’y avait pas de terrains disponibles. Par conséquent, on avait demandé d’avoir la possibilité d’éclaircir ce thème.

A propos de la régionalisation, il faut dire qu’elle aurait deux résultats: le premier est celui du fonctionnement de l’Institut, ce qui est sans doute un pas en avant, tout en considérant que jusqu’à présent l’Institut avait, au-delà de la disponibilité financière qui est peut-être le vrai problème, une autonomie suffisante du point de vue de l’activité; l’autre problème concerne le fait de savoir si, en même temps qu’on prévoit la régionalisation, il y a l’intervention financière conséquente du point de vue du budget régional, ce qui donnerait une possibilité opérationnelle de l’Institut qui est différente. Voilà les deux thèmes.

Aujourd’hui, même si l’Institut avait une disponibilité qui pouvait dépasser l’actuelle, je crois qu’il aurait des difficultés à intervenir, pour les raisons que le Conseiller Bich a correctement rappelées. A présent, c’est la ville d’Aoste qui constitue le vrai problème car les autres Communes - et c’est là une des raisons pour lesquelles elles n’ont pas répondu - n’ont pas le problème du logement, sauf peut-être les Communes du centre de la Vallée, comme Châtillon, Saint-Vincent, Pont-Saint-Martin, Verrès; mais les Communes des vallées latérales n’ont pas le problème du logement. Le problème est de la Vallée centrale et surtout d’Aoste. Ils n’ont pas de problèmes si on tient compte du réaménagement de vieilles maisons qui est aux frais des intéressés, c’est-à-dire des propriétaires. Tandis que à Aoste le problème est diamétralement opposé: Aoste est la ville qui demande à chaque instant des logements nouveaux et en même temps son centre historique est bloqué.

Alors, il paraît clair que la restructuration du centre historique n’est pas seulement liée au IACP, je dirais même qu’il s’agit de deux choses indépen-dantes. Une chose est la possibilité d’avoir des logements à "edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata" à gérer et une autre chose c’est d’avoir un patrimoine, quelqu’un dit un patrimoine qui soit de l’Administration régionale, qui puisse être mis à la disposition des intéressés.

D’autre part on est sollicité pour ce qui est du patrimoine de la Région à vendre: nous sommes en train de vendre les logements de l’Administration régionale, sur requête des intéressés. Par conséquent, il faudrait voir où dans la ville d’Aoste il est possible de construire quelque chose, compte tenu d’un plan d’aménagement qui soit différent. Ou bien on sort de cette impasse ou bien on risque de tourner en rond.

On peut mettre tout l’argent qu’on veut, mais on restera toujours là; même les financements de l’Etat - ce qui a été rappelé - n’ont pas eu de résultats pour la simple raison qu’on ne savait pas où prévoir de nouvelles bâtisses.

Je ne voudrais pas revenir à la polémique sur la loi Solo et sur tout ce qu’elle a entraîné. Quelqu’un dit qu’elle est à l’origine du "piano Solo", mais on ne veut pas revenir à cela. Le problème est que la disponibilité de terrains qui soient à même de satisfaire les requêtes de nouvelles bâtisses, dans la ville d’Aoste, n’existe pas et dans les Communes environnantes est très réduite. Par conséquent, ou bien on va dans la direction de prévoir un inves-tissement qui soit différencié sur certains quartiers, là où l’on peut prévoir une intervention différente, autrement même avec la régionalisation du IACP, même avec l’intervention financière de la Région nous ne résoudrons pas le problème.

Je crois que le collègue Vallet, en présentant cette relation, a mis en évidence l’exigence de faire le travail que la Commission devait faire, c’est-à-dire de dire quelle est la situation. Après on pourra donner des adresses, on pourra prévoir des lois différentes dans les différents secteurs. Je crois que c’est ce qu’on peut demander et en effet c’est dans les souhaits que le collègue Vallet a déjà exprimés à la fin de sa relation.

Presidente: Ci sono altri che intendono prendere la parola?

Colleghi Consiglieri, come ho già detto prima, si tratta di una semplice presa d’atto di una comunicazione. Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV): Les intervenants du Groupe de l’Union Valdôtaine ont signifié une certaine insatisfaction pour le contenu de ce rapport et pour l’absence de réponses, notamment dans les deux points fondamentaux qui sont le recensement du "disagio abitativo", donc du malaise qui s’est créé pour l’habitation, ainsi que sur la quantification des besoins pour les cinq années à venir.

Nous demanderions, par conséquent, que l’affaire soit nouvellement traitée en Commission et que la Commission se dote des instruments d’analyse indispensables pour porter à ce Conseil des données dont ce Conseil a besoin pour établir des lignes politiques et pour prévoir des investissements d’argent dans ce domaine. Donc, nous formalisons la requête de renvoi en Com-mission.

Président: Alors, pour suivre la forme, je crois que c’est la Commission qui doit prendre l’initiative et prévoir un programme d’activités. Le Bureau de Présidence et la Présidence du Conseil donneront tout l’appui et même les moyens financiers nécessaires....

Scusate, ma o formalizziamo una richiesta su cui si pronuncia il Consiglio e quindi la si fa per iscritto alla Presidenza, o il Consiglio segue la procedura e demanda alla Commissione l’onere di assumere tutte le iniziative più opportune, da inoltrare con un programma di attività e dei bilanci di spesa alla Presidenza del Consiglio, che finora ha sempre autorizzato le Commissioni a fare sopralluoghi, a cercare collaborazioni... Allora, seguiamo la strada normale?...

Il y a une résolution du Groupe de l’Union Valdôtaine? D’accord. Nous sommes toujours en discussion générale. Il y a encore quelqu’un qui veut prendre la parole?

Le Conseiller Mafrica a demandé la parole; il en a la faculté.

Mafrica (PCI): Vorrei solo fare una riflessione o indirizzare una raccomandazione, che penso abbia qualche fondamento, ai colleghi dell’Union Valdôtaine.

Secondo me si tratta di prendere atto del lavoro fatto fino a quel momento dalla Commissione allora presieduta dall’attuale Assessore Rusci. Nulla vieta che la Commissione presieduta dal Consigliere Vallet faccia tutte le indagini e gli accertamenti più opportuni. Mi pare utile però dare atto alla Commissione precedente di aver fatto un certo lavoro ed espresso un certo giudizio. Rinviare quel rapporto vuol forse dire lasciare inconcluso quel lavoro.

Personalmente sono favorevole a che il Consiglio prenda atto, ed avanzo una richiesta in tal senso, del lavoro svolto dalla Commissione precedente, lasciando libera la Commissione presieduta dal Consigliere Vallet di assumere tutte le iniziative che crede, anzi auspicandole, altrimenti la questione potrebbe diventare più complessa.

Presidente: Colleghi Consiglieri, mi sembra che si possa trovare un accordo..

.

---

Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 17,16 alle ore 17,52.

---

Presidente: Nel riprendere i lavori informo il Consiglio che il Gruppo dell’Union Valdôtaine ha presentato una propria risoluzione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): A nome dei gruppi della maggioranza propongo la seguente risoluzione:

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

preso atto dei risultati del lavoro della competente Commissione, incaricata di affrontare i problemi del disagio abitativo in Valle d’Aosta;

sottolineato il carattere innovativo e propositivo delle indicazioni formulate dalla relazione conclusiva;

invita

la Giunta regionale a presentare i necessari e conseguenti provvedimenti, sulla scorta anche di un ulteriore approfondimento che la competente Commissione vorrà compiere.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Chiedo scusa al Presidente del Consiglio, ma mi sembra opportuno dare lettura di una lettera, pervenutami dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che ritengo interessante anche se forse non contiene novità di rilievo.

"Presenza in Valle d’Aosta di ramificazioni Gladio.

Con riferimento alla nota n. 5335/Gab. del 23 u.s., indirizzata al Giudice Istruttore del Tribunale di Venezia, dott. Felice Casson, e qui successivamente pervenuta, si comunica che l’unico elemento che si è riscontrato per la Valle d’Aosta è che fra gli aderenti all’organizzazione Gladio figura una sola persona, che si identifica in Ercolano Giovanni, nato ad Aosta il 30 novembre 1954 ed ivi residente".

Presidente: Colleghi Consiglieri, abbiate un attimo di pazienza, perché si stanno facendo le fotocopie delle risoluzioni.

Poiché io ho annunciato che il Gruppo dell’Union Valdôtaine ha presentato una risoluzione, non so se il Consigliere Louvin vuole illustrarla mentre attendiamo le fotocopie dei due documenti. Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV): Merci Monsieur le Président. J’estime qu’il n’y a pas grand chose à ajouter à ce qui a déjà été souligné pendant le débat. Nous avons mis en relief certaines insuffisances du rapport, concernant l’habitation pour les couches sociales les plus démunies.

Nous estimons que ce travail n’est pas encore conclus et que, avant de donner mandat ou d’inviter le Gouvernement régional à prendre des décisions en la matière, il est indispensable de creuser davantage et d’avoir donc des éléments plus clairs pour notre analyse et pour établir un projet global d’intervention et de nouvelles propositions, non seulement pour ce qui a trait à la restructuration du IACP, mais également pour ce qui concerne les investissements à faire dans ce domaine.

Nous avons, par conséquent, présenté à la Présidence du Conseil une résolution différente par rapport à celle qui vient d’être annoncée par le Conseiller Mafrica. Voilà le texte:

LE CONSEIL REGIONAL

prend acte des résultats des travaux de la précédente II Commission présidée pas Monsieur Rusci en matière de logement destiné aux couches sociales les plus défavorisées;

considérant qu’il paraît nécessaire affronter certains thèmes à fin de présenter au Conseil un projet complet et adhérent aux besoins de la population valdôtaine

invite

la III Commission à reprendre l’examen du dossier, à le compléter et à formuler de nouvelles propositions à soumettre au Conseil.

Président: On a distribué le texte aux chefs des Groupes. On attend les autres photocopies. Je demande au Conseil s’il y a quelqu’un qui veut prendre la parole. Vous serez appelés, avec votre vote, à choisir entre les deux résolutions.

Je crois qu’il faudrait donner la priorité à Monsieur Louvin qui avait annoncé la résolution avant même la suspension de la séance. Je deman-derais donc au Conseil de se pencher sur le résolution présentée par le Groupe de l’Union Valdôtaine.

Monsieur Rusci, Assesseur à l’Instruction publique, a demandé la parole; il en a la faculté.

Rusci (PRI): La maggioranza si asterrà dal votare il documento presentato dal Gruppo dell’Union Valdôtaine.

Président: Il y a quelqu’un qui demande la parole? Il y a des déclarations d’intentions? Alors, si personne ne demande la parole, je soumets à votre attention la résolution, présentée par le Groupe de l’Union Valdôtaine, qui va être distribuée, mais que vous connaissez très bien.

Qui est d’accord est prié de lever la main.

Résultat du vote:

Présents: 35

Votants: 15

Favorables: 15

Astenus: 20 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bich, Bondaz, Chénuil, Dolchi, Fosson, Lanièce, Lavoyer, Li-monet, Mafrica, Martin, Mila-nesio, Monami, Pascale, Ricca-rand, Ricco, Rusci e Trione)

Le Conseil n’ approuve pas.

Presidente: Se nessuno chiede la parola per dichiarazioni di voto, pongo ora in votazione la risoluzione presentata dal Consigliere Mafrica a nome dei Gruppi della maggioranza.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 32

Favorevoli: 19

Contrari: 13

Astenuti: 3 (Gremmo, Lanivi e Riccarand)

Il Consiglio approva.