Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1758 del 9 gennaio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1758/IX - Situazione delle Centrali del latte e provvedimenti per la ripresa dell’attività della Centrale Laitière d’Aoste. (Interpellanze)

Presidente: Do lettura dell’interpellanza dei Consiglieri Bajocco, Chenuil e Mafrica, iscritta al punto 13 dell’ordine del giorno:

INTERPELLANZA

Poiché la vicenda della Centrale del latte si presenta complessa ed incomprensibile per l’opinione pubblica, con la nuova Centrale in liquidazione, la vecchia chiusa per carenze igienico-sanitarie ed il latte conferito dai produttori imbottigliato fuori Valle;

i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) la situazione produttiva, economica e finanziaria delle due Centrali;

2) la natura delle carenze igienico-sanitarie riscontrate nella vecchia Centrale e lo stato dei lavori di adeguamento;

3) le intenzioni della Giunta regionale rispetto alle soluzioni definitive da dare alla vicenda Centrale del latte.

Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 16 dell’ordine del giorno:

INTERPELLANZA

Rilevato che il 6 dicembre 1990 la "Centrale Laitière d’Aoste" ha dovuto interrompere la lavorazione del latte e del formaggio a causa delle carenze igieniche riscontrate dall’USL;

preso atto delle dichiarazioni dell’amministratore della Centrale Laitière d’Aoste che prevede una "chiusura della Centrale per un periodo di tempo non breve";

rilevato che tale chiusura aggrava la situazione finanziaria della Centrale Laitière, sconcerta la popolazione, crea disagio fra i dipendenti della società e può ripercuotersi negativamente anche sui conferitori del latte;

sottolineata l’urgenza di realizzare i lavori necessari per poter rimettere in funzione la Centrale;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo "Verde Alternativo"

interpella

la Giunta regionale per sapere:

1) quali provvedimenti sono stati assunti o si intendono assumere per permettere alla Centrale Laitière di riprendere la lavorazione dei prodotti;

2) entro quanto tempo la Centrale Laitière potrà riprendere pienamente la sua attività.

Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Viérin, Perrin, Andrione, Marcoz, Vallet e Louvin, iscritta al punto 19 dell’ordine del giorno.

INTERPELLATION

Vu les délibérations du gouvernement valdôtain portant aide financière ou mesures d’entretien ordinaire et extraordinaire à la Centrale laitière d’Aoste;

considérant que suite à la révocation, en date du 5 décembre 1990, de l’autorisation sanitaire, la coopérative des producteurs de lait de Carmagnola pourvoit au traitement et à la mise en bouteille du lait qui lui est conféré par la Centrale laitière d’Aoste;

ayant par ailleurs eu connaissance des difficultés de gestion de la dite Centrale, difficultés qui auraient entraîné la démission de son administrateur unique ainsi que le non payement, depuis septembre dernier, des producteurs de lait;

préoccupés des retombées négatives de cette situation sur le personnel actuellement employé auprès de la Centrale laitière d’Aoste et déjà menacé de chômage technique;

considérant également les finalités sociales qui sont à la base de la création de la Centrale laitière d’Aoste ainsi que ses fonctions de promotion, de soutien de l’activité agricole valdôtaine et de mise en valeur de ses produits dans le secteur laitier-fromager;

les soussignés Conseillers régionaux

interpellent

le Gouvernement valdôtain pour:

1) connaître les indications qui ont été fournies à la Finaosta pour la gestion de la Centrale laitière d’Aoste, les raisons de la nomination d’un administrateur unique, ses références et ses rapports éventuels avec la coopérative des producteurs de lait de Carmagnola;

2) connaître les indications sur la base desquelles la Centrale laitière d’Aoste déjà, en date du 12 octobre 1990, a autorisé la coopérative des producteurs de lait de Carmagnola à commander les emballages TETRA-Rex utilisés pour l’embouteillage du lait; la date du paiement des producteurs de lait, y compris ceux du Canavais; la procédure suivie pour l’adjudication du transport du lait à Carmagnola; la durée présumée de la convention avec la coopérative susdite ainsi que les coûts supplémentaires qui en découlent;

3) savoir quelles sont ses intentions quant au futur de la Centrale laitière d’Aoste et de son personnel; si des actions urgentes ont été sollicitées ou s’avèrent nécessaires; s’il a l’intention de solliciter la nomination d’un Conseil d’administration de la dite Centrale et quand il sera présenté un projet global de restructuration;

4) savoir s’il ne juge pas opportun, compte tenu de l’importance et de l’intérêt du problème susmentionné, d’illustrer toute la matière à la IIIe commission permanente du Conseil lors de la première réunion de celle-ci.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI): Negli anni passati, la Centrale del latte era un cavallo di battaglia del collega Millet, tant’è che non c’era Consiglio che non avesse un’interpellanza o un’interrogazione in merito. Oggi sembra di tornare a quei tempi, perché sembra che né la nuova né la vecchia Centrale diano buoni risultati.

Nel mese di dicembre, dopo la chiusura della Centrale del latte, gli organi di informazione hanno giustamente dato ampio spazio alla vicenda delle due Centrali del latte, ed io vorrei leggervi qualche cosa in merito, prima di fare qualche considerazione in merito.

Un giornalista scriveva su "La Stampa": "All’origine del clamoroso provvedimento c’è un verbale firmato dal dott. Piergiorgio Montanera, responsabile dell’Ufficio di igiene pubblica e dell’ambiente. Montanera ed il Presidente dell’USL, Roberto Vicquéry, hanno detto di non poter rilasciare informazioni sulle carenze riscontrate, perché vincolati dal segreto d’ufficio".

In un altro articolo si legge: "La produzione di latte e formaggio della Centrale Laitière d’Aoste è bloccata, perché un’ordinanza del Sindaco del capoluogo regionale, Leonardo La Torre, revoca all’azienda l’autorizzazione sanitaria. L’ingiun-zione municipale è stata emessa dopo un verbale firmato dal dott. Piero Montanera, responsabile dell’Ufficio regionale igiene pubblica ed ambientale, che riscontrava nei locali della Centrale carenze igieniche e sanitarie".

Mi preoccupa quello che poi è aggiunto dal medico: "Non abbiamo avuto segnalazioni. Analizzando il latte in vendita abbiamo trovato elementi che ci hanno indotto a fare controlli nello stabilimento. Il segreto d’ufficio mi impedisce di aggiungere altri particolari".

"Non abbiamo avuto segnalazioni", dice il medico, ma io mi domando se sia proprio necessario ricevere delle segnalazioni per effettuare dei sopralluoghi, che sono già di competenza dell’ufficio, nei vari negozi, magazzini o centrali del latte, per accertare se le condizioni igieniche sono a norma di legge. Non credo che questo dirigente dell’Ufficio di igiene abbia bisogno di fare appositi sopralluoghi, perché dovrebbe già disporre di personale che normalmente effettua questo genere di controlli per la salvaguardia della salute di tutta la cittadinanza.

Mi preoccupa di più, però, la presenza di vari "omissis". Abbiamo visto che nella vicenda Gladio gli "omissis" sono stati eliminati, ma qui sono ancora presenti: "Analizzando il latte in vendita abbiamo trovato elementi che ci hanno indotto a fare controlli nello stabilimento. Il segreto d’ufficio mi impedisce...". La gente deve sapere se il latte è buono o meno e quale ne è la composizione. Sono questi aspetti che preoccupano la gente e credo che sia proprio il caso di ricordare a quei signori che non c’è alcun bisogno di ricevere segnalazioni per andare a fare quei controlli che rientrano tra i loro doveri d’ufficio: sono pagati per farli e li devono fare.

Con questa interpellanza vorrei sapere se la nuova Centrale del latte può sopravvivere e se è già stata messa in liquidazione, perché non so bene che fine farà. Ricordo che in passato ha fatto sorgere tante discussioni e, se non sbaglio, anche il PCI aveva presentato una mozione per chiedere le dimissioni dell’Assessore.

Vorrei sapere quanti soldi ha impegnato finora la Regione e qual è la situazione produttiva, economica e finanziaria delle due Centrali. Vorrei sapere inoltre se sono stati iniziati i lavori per la manutenzione della Centrale Laitière d’Aoste, quando finiranno e quando si pensa di riaprire la Centrale.

Sul problema del personale, che mi sta particolarmente a cuore, vorrei sapere quanti sono i dipendenti e quanti sono quelli che effettivamente lavorano, perché leggendo i giornali si ha l’impressione che la Centrale Laitière abbia assunto sedici dipendenti che erano già stati assunti dalla nuova Centrale Valle d’Aosta, nella quale però non hanno ancora potuto cominciare a lavorare perché è costituita solo dalla struttura e da qualche muratura.

Si dice ancora che questi operai siano in ferie, ma non penso che le ferie possano durare 365 giorni, perché ogni lavoratore ha diritto solo ad un certo numero di giorni di ferie all’anno. Vorrei sapere quindi come stanno in realtà le cose. Si parla di cassa integrazione, ma io vorrei sapere se è già stata richiesta e quale percentuale dello stipendio è percepita dalle persone in cassa integrazione.

Nel terminare questo mio intervento, vorrei vivamente pregare il Presidente della Giunta e l’Assessore competente di dare a questi dipendenti la massima garanzia della conservazione dello stipendio e dell’occupazione non appena sarà ripresa l’attività produttiva nella nuova Centrale, come io mi auguro. Grazie.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Molte delle domande contenute nella nostra interpellanza sono già state illustrate dal Consigliere Bajocco, comunque l’ultimo capitolo della preoccupante vicenda della Centrale del latte è quello della sua chiusura, avvenuta il 6 dicembre, in seguito ad un controllo delle autorità sanitarie e conseguente provvedimento del Sindaco.

Quello che non siamo riusciti a capire dal comunicato dell’amministratore unico della Centrale Laitière e dall’assenza di comunicazioni, da parte della Giunta regionale e della Finaosta, sul che cosa si intende fare rispetto alla situazione che si è determinata. E’ ormai da un mese che la Centrale del latte non funziona più e che non svolge più la sua attività di lavorazione e trasformazione dei prodotti, che invece viene fatta fuori Valle, a Carmagnola. Tutto questo evidentemente comporta notevoli ed accresciuti costi nella gestione nella Centrale del latte. Già c’era una situazione di perdita, di deficit cronico, ma questo costo maggiorato dei trasporti e della commercializzazione non fa che peggiorare ulteriormente i conti finanziari della Centrale Laitière.

Come ha già detto il Consigliere Bajocco, c’è il problema dell’utilizzazione del personale e noi vorremmo sapere se è stato posto in cassa integrazione, quanti sono i dipendenti e come vengono utilizzati.

C’è poi un problema di qualità del latte, nel senso che il latte che adesso viene venduto come latte della Valle d’Aosta è il latte raccolto in loco, utilizzando soltanto quello dei produttori locali, oppure viene mescolato utilizzando altro latte da parte della Centrale.

Questa situazione che si è venuta a creare sicuramente va a penalizzare ulteriormente, sul piano della diffusione, il latte della Centrale di Aosta. Già negli ultimi anni c’era stata una perdita progressiva nell’incidenza sul totale delle vendite della quota latte proveniente dalla Centrale del latte, per la forte concorrenza di altri produttori, come ad esempio il Latte Verbano, al punto che negli ultimi anni mi sembra che si sia registrata una perdita notevole pari a circa 2500 litri di latte al giorno.

E’ chiaro che una situazione di questo genere va a peggiorare ulteriormente le cose, ponendo potenzialmente fuori mercato la produzione della Centrale del latte. Noi riteniamo urgente riaprire al più presto la Centrale del latte di Aosta, con tutti i rattoppi e gli interventi necessari.

Si è parlato di pavimentazioni, piastrellature..., che non ci sembrano interventi così complessi e lunghi da esigere, come dice l’amministratore unico, "la chiusura della Centrale per un periodo di tempo non breve". Cos’è questo periodo di tempo non breve? Sono iniziati questi lavori? Sono in corso di esecuzione? Quando verrà nuovamente riaperta questa nuova Centrale del latte, in attesa di trovare una situazione definitiva, che potrà anche comportare l’utilizzo di un edificio completamente nuovo? Per l’immediato è però necessario riuscire a sistemare la vecchia Centrale, facendole svolgere la sua funzione, fino a quando non sarà possibile operare una soluzione alternativa.

Noi vorremmo avere delle risposte puntuali rispetto alla situazione molto preoccupante che si è determinata.

Président: Le Conseiller Viérin a demandé la parole; il en a la faculté.

Viérin (UV): Après les questions posées par les Conseillers Bajocco et Riccarand, concernant la situation productive, économique et financière des deux Centrales laitières, les retombées de la fermeture de la Centrale Laitière d’Aoste pour une période de longue durée, les mesures prises ou envisagées pour permettre à cette dernière de reprendre son activité et les délais y afférents, nous voulons également poser quelques questions et solliciter des précisions quant aux rapports entre le Gouvernement et la Finaosta ou entre la Centrale Laitière d’Aoste et la Coopérative des producteurs de lait de Carmagnola, quant aux problèmes concernant à la gestion de la Centrale Laitière d’Aoste, le payement des producteurs de lait depuis septembre dernier, y compris les questions afférentes au contentieux avec les producteurs du Canavais et enfin quant aux problèmes concernant le personnel.

Quelques mots de présentation de ces questions.

Rapports avec la Finaosta. Au moi de juin dernier, le Gouvernement a attribué à la Centrale Laitière d’Aoste une subvention extraordinaire de 480 millions de lires, afin de pouvoi au payement des producteurs de lait. Il s’agissait d’ une solution temporaire, dans l’attente d’une réglementation spécifique.

Par la suite, des interventions pour des travaux d’entretien ordinaire et extraordinaire pour 46 millions de lires ont été délibérées au mois d’août. Il y a eu sollicitation, un courrier de l’administrateur unique, pour demander l’intervention des Travaux publics afin d’effectuer le nettoyage de la Centrale.

Egalement, au mois d’octobre, l’intervention d’un expert de l’USL pour vérifier les conditions sanitaires du bâtiment a ètè reprise et, fin septembre, on a donné pouvoir à la Finaosta de souscrire, en nom et pour compte de la Région autonome du Val d’Aoste, l’augmentation du capital social de la Centrale d’Aoste, après avoir révoqué la délibération précédente de mise en liquidation de celle-ci.

On a aussi à attribué à cette Centrale un financement de 700 millions de lires pour l’achat d’équipements et d’installations. Composition sociétaire, qui était 99 pour cent Adeministration régionale et 1 pour cent Commune d’Aoste, est donc devenue: 95 pour cent Finaosta, 4 pour cent Administration régionale et 1 pour cent Commune d’Aoste.

Au cours d’une assemblée des sociétaires, on a également modifier le statut de la société, en nommant un administrateur unique sur proposition Finaosta et ce, de fin septembre 1990 au 30 juin 1991, avec une rémunération de 112,5 millions de lires. Résultat: absence de conseil d’administration. Avant, avec neuf conseillers on vait donc la possibilité de contrôler les décisions de cette Centrale. Les dispositions du statut de la société (possibilité de nommer un conseil d’administration de trois à neuf membres), n’ont donc pas été retenues.

A ce sujet, nous voudrions connaître quelles sont les indications que le Gouvernement a fournies à la Finaosta pour la gestion de la Centrale Laitière d’Aoste, quelles sont les raisons qui ont porté à la nomination d’un administrateur unique - nous reviendrons sur ce thème - quelles sont ses références et afin quels sont les rapports éventuels de cet administrateur avec la Coopérative de producteurs de lait de Carmagnola.

Deuxième point: rapports entre Centrale Laitière d’Aoste et Coopérative de producteurs de lait de Carmagnole. Nous avons été surpris d’apprendre que, si la fermeture de la Centrale Laitière remonte au 5 de décembre 1990, déjà à compter du 12 octobre la Centrale Laitière d’Aoste a commandé des emballages à la Coopérative des producteurs de lait de Carmagnola. Une convention a même été signée avec cette coopérative. Nous voudrions donc connaître quelle est la durée de cette convention et quelles ont été les procédures suivies pour l’adjudication du transport du lait de Carmagnola à Aoste.

Troisième point: la gestion de cette société et sa situation financière. Nous savons que le directeur actuel a présenté deux fois sa démission, l’assemblée des sociétaires est convoqué demain avec premier point à l’ordre du jour l’acceptation de cette démission et la nomination d’un conseil d’adminis-tration.

A cet égard, nous voulons donc connaître les intentions de l’Administration pour la nomination du conseil d’administration ainsi que ses décisions quant aux propositions formulée par l’adminis-trateur unique.

Nous pensons en effet que, en présence d’une situation financière difficile, la nomination ultérieure d’experts ou d’un directeur d’usine, ne contribuera pas à résoudre les problèmes de la société.

S’il est vrai que les prévisions financières et économiques de la Centrale Laitière d’Aoste font état d’un déficit entre 780 millions et 1,7 milliard de lires, quand seront ils payés les producteurs de lait? Les payements sont bloqués au mois de septembre dernier.

Nous voulons ainsi savoir comment l’Adminis-tration pense résoudre le contentieux avec les producteurs de lait du Canavais, qui confèrent leur produit à la Centrale Laitière d’Aoste et qui ne sont plus payés pour le dépassement des quotas laitiers.

Et encore, quelles sont les intentions du gouvernement quant à une éventuelle augmentation du prix du lait à la consommation, quant à une baisse du prix du lait aux producteurs, ou quant aux subventions sollicitées pour le collectage du lait dans les zones de montagne ou quant à une subvention de 100 millions de lires pour pour faire face aux engagements pris?

La dernière question concerne le personnel, déjà menacé de chômage technique. Nous avons appris que les responsables de la Centrale Laitière d’Aoste ont à cet égard une attitude contradictoire. D’une part la mise en chômage technique du personnel et d’autre part l’adjudication à l’extérieur de la distribution du lait ainsi que des produits de la Centrale. Nous demandons s’il est vrai qu’ils ont même l’intentions de céder en commodat les camions de la Centrale d’Aoste. Nous pensons qu’il s’agit d’une mesure contradictoire. Si est mis en chômage technique le personnelparce que si d’une part l’on met en chômage technique le personnel, on ne peut, en même temps, offrir à l’extérieur les fonctions ou les activité du personnel de la Centrale.

En conclusion, nous voulons connaître quelles sont les intentions du Gouvernement quant au futur de la Centrale, quand sera présenté ce projet global de restructuration toujours évoqué dans les différentes délibérations. Ou enfin, si le Gouverne-ment ne juge pas opportun, compte tenu de l’importance et de l’intérêt du problème ainsi que de ses retombées, d’illustrer toute la matière, qui, nous l’avons vu, est très complexe, à la troisième Commission permanente du Conseil afin de pourvoir aux éclaircissements nécessaires.

Président: Monsieur Martin, Assesseur aux Travaux publics, a demandé la parole; il en a la faculté.

Martin (ADP): Io risponderò per la parte relativa ai lavori, mentre il Presidente della Giunta provvederà a rispondere agli altri quesiti.

Come è già stato detto, l’USL ha redatto un verbale che ha evidenziato le carenze dello stabile adibito a Centrale del latte, specie in riferimento agli adeguamenti manutentivi dei pavimenti, degli intonaci e dei rivestimenti delle pareti. E’ da precisare che tale stabile è ormai inadeguato per essere adibito a Centrale del latte. In passato erano stati fatti diversi rappezzi, che probabilmente hanno anche ritardato la decisione assunta dall’USL, in attesa - suppongo - di trasferire la Centrale nel nuovo stabilimento di Gressan. Forse è anche questa la ragione per la quale, in passato, non sono stati effettuati molti altri interventi.

Ricevuto il verbale dell’USL, che tra l’altro era anche atteso perché ci si era resi perfettamente conto delle condizioni in cui si trovava la Centrale, si è subito intervenuti per porre rimedio alla situazione, considerato anche che il trasferimento della Centrale a Gressan appare un po’ lontano nel tempo, in seguito alle note vicende cui è andata incontro la nuova Centrale.

In questo momento si sta lavorando e si stanno smontando gli impianti per poi procedere al rifacimento totale della pavimentazione ed al rivestimento delle pareti, all’adeguamento degli impianti idrotermosanitari ed elettrici, nonché alla successiva verifica di tutti i serramenti esterni ed interni ed alla stesura delle varie tinteggiature. Si tratta di lavori necessari per poter riaprire la Centrale del latte e farla nuovamente funzionare.

Da un preventivo di larga massima che abbiamo stilato, l’ammontare di questi lavori è pari a circa 500 milioni di lire, dovuti all’utilizzo di materiali particolarmente resistenti ed idonei al lavoro che si svolge all’interno dello stabile.

Come ho già detto, i lavori sono stati iniziati con lo smantellamento degli impianti e proseguiranno, probabilmente già a partire dalla prossima settimana, con la rimozione dei vecchi pavimenti e con la loro sostituzione. Poiché questi lavori dovrebbero protrarsi per circa due mesi, si prevede di poter riaprire la Centrale tra la metà e la fine del mese di marzo.

Poiché è pressoché impossibile ristrutturare il vecchio stabile, che tra l’altro non avrebbe neppure le caratteristiche idonee per svolgere in modo appropriato le sue funzioni, ritengo di gran lunga preferibile provvedere al recupero di quello in fase di costruzione nel comune di Gressan, dove potrebbe essere trasferita la vecchia Centrale.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Spero di poter rispondere a tutti i quesiti, sia a quelli delle interpellanze, sia a quelli avanzati in sede di dibattito. Le mie risposte si riferiranno alle singole interpellanze, anche se qualcuna potrà riferirsi a tutte e tre indistintamente.

Cominciamo dall’interpellanza del Consigliere Riccarand.

In merito alla ristrutturazione dei locali, ha già dato una risposta l’Assessore competente. Sembra però opportuno dire che la ripresa dell’attività produttiva della Centrale Laitière d’Aoste è subordinata all’esecuzione di numerosi lavori di risanamento della struttura edile. Negli scorsi mesi si è proceduto ad un risanamento delle cantine, lasciate per anni in uno stato di completo abbandono, alla tinteggiatura ed al rifacimento di diversi serramenti.

Si rende ora necessario procedere, come ha detto l’Assessore Martin, alla pavimentazione con materiale idoneo per caseifici, antiacido ed antiurico, alla tinteggiatura delle pareti per un’altezza minima di due metri, al rifacimento dei pozzetti degli scarichi in acciaio inossidabile.

Utilizzando i dipendenti della Centrale, si è già provveduto allo smontaggio ed alla rimozione di gran parte degli impianti e dei macchinari, mentre alcuni incaricati della Regione sono all’opera per la rimozione delle vecchie piastrellatura e pavi-mentazione.

Tempi di intervento. E’ prevedibile che la Centrale riprenda la produzione di latte entro i mesi di luglio o di agosto del 1991, fermo restando il rispetto dei tempi da parte dell’Assessorato ai Lavori pubblici, che così si è espresso: "I tempi per l’eventuale ripresa dell’attività casearia sono da definire, e viceversa, con i responsabili dell’USL, viste le vigenti normative sulla depurazione delle acque".

Passiamo ora all’interpellanza dei Consiglieri Bajocco, Chenuil e Mafrica.

In merito alla "situazione produttiva, economica e finanziaria delle due Centrali", mi riferirò alla nuova Centrale, come Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste, ed alla vecchia Centrale, come Centrale de la Ville d’Aoste.

Al 31 dicembre 1990 la vecchia Centrale dovrebbe chiudere l’esercizio con un fatturato di circa 3.650 milioni di lire, composto per undici mesi dalla vendita alla Centrale Laitière Valle d’Aoste e per il mese di dicembre da vendite dirette. E’ prevedibile un utile di esercizio di circa 130 milioni, grazie ad un contributo in conto esercizio di 500 milioni versato dalla Regione nel luglio 1990. Dopo farò anche riferimento ai soldi che la nuova Centrale deve ovviamente alla vecchia, ma dal punto di vista del bilancio bisogna tener conto di queste cose.

Al 31 dicembre 1990 il patrimonio netto dovrebbe ammontare a circa 650 milioni, a fronte di debiti bancari pari a lire 500 milioni; i debiti verso fornitori dovrebbero ascendere a 890 milioni, mentre gli altri debiti dovrebbero ammontare a circa 120 milioni.

Nel bilancio del 31 novembre 1990, approvato dagli azionisti, la nuova Centrale riportava una perdita di esercizio di circa 1,2 miliardi di lire, a fronte di un fatturato di circa 4 miliardi. La perdita sopra menzionata, unitamente alle perdite degli esercizi precedenti per 660 milioni circa, ascendente a £ 1.856.166.393, risultava superiore al capitale sociale pari a £ 1.800.000.000.

Sempre al 31 novembre 1990, i debiti verso fornitori ammontavano a £ 2.294.000.000, quelli verso le banche a £. 242.000.000, mentre quelli verso la Finaosta a.£ 1.014.000.000. Le passività totali ammontano perciò a £ 4.854.000.000, a fronte di un attivo di £ 4.797.000.000.

Nel 1990 la vecchia Centrale ha prodotto 2.750.000 litri di latte fresco ed ha lavorato 500.000 chilogrammi di latte per la produzione di formaggi.

Le carenze igienico sanitarie riscontrate nella vecchia Centrale, come risultano dal rapporto redatto dall’USL in data 31 novembre 1990, possono essere così riassunte:

- sulle superfici piastrellate delle pareti si notano piastrelle fessurate, divelte, cadenti, scrostanti l’intonaco;

- i pavimenti, specie nel settore pastorizzazione, imbottigliamento, caseifici e sala bidoni, presentano superfici corrose e deteriorate dall’acidità e sono pertanto grezze e di difficile pulizia;

- sulle finestre dei locali adibiti a burrificio e caseificio, tra l’altro privi di adeguate reti protettive, si notano vetri rotti che hanno consentito la penetrazione di volatili, con insudiciamento dei locali;

- l’effettuazione delle pulizie giornaliere, se può ritenersi sufficiente nel settore della pastorizzazione, dell’imbottigliamento e della cella attigua di deposito, tale non è negli altri settori di depositi vari.

La decisione drastica di chiusura della Centrale, se pure attesa, ha un po’ sorpreso, dal momento che i rilievi e le carenze igienico-sanitarie dei locali si ripetevano fin dal 1983 e nell’ultimo verbale redatto dall’USL non si sono riscontrate grosse novità negative, anzi alcuni interventi della nuova gestione sono stati positivi, infatti dal verbale si rileva: "Nonostante recentemente si sia provveduto al rinnovo della tinteggiatura delle pareti interne e di alcuni soffitti... e che l’effettuazione delle pulizie giornaliere, se può ritenersi efficiente nel settore della pastorizzazione, dell’imbottigliamento e della cella attigua di deposito, tale non è negli altri settori di depositi vari, ma l’attività principale della Centrale era appunto l’imbottigliamento, ove la pulizia è stata ritenuta efficiente".

Al terzo quesito, che concerne le intenzioni della Giunta regionale rispetto alle soluzioni definitive da dare alla vicenda Centrale del latte, risponderò congiuntamente ai quesiti posti dalla terza interpellanza, quella presentata dai Consiglieri Viérin, Perrin, Andrione, Marcoz, Vallet e Louvin.

Il loro primo quesito concerne le indicazioni fornite alla Finaosta. Quest’ultima è stata incaricata di sottoscrivere l’aumento del capitale sociale, di ricercare un amministratore in grado di indirizzarne la gestione e di supportarla nell’elaborazione di piani di ristrutturazione. Si è ritenuto utile ed opportuno nominare un amministratore unico, con una specifica competenza di settore, in considerazione dell’urgenza di intervenire in tempi brevi in una situazione caratterizzata da pesanti carenze produttive, distributive e di prodotto.

Il signor Bertonelli vanta una pluriennale esperienza nel settore lattiero-caseario. In particolare:

- dal 1969 al 1974 è stato capo area Nielsen 1, 2 e 3, presso la Parmalat S.p.A.;

- dal 1975 al 1977 ha lavorato presso la Parmalat Brasile ed Argentina;

- dal 1977 al 1981 è stato nominato direttore responsabile della grande distribuzione e della distribuzione organizzata presso la Parmalat;

- dal 1982 al 1986 ha lavorato, sempre per la Parmalat, in Spagna ed in Portogallo;

- dal 1987 al 1990 ha lavorato presso il gruppo Ala-Zignago, con la responsabilità della grande distribuzione e della distribuzione organizzata a livello nazionale.

La scelta della Cooperativa di Carmagnola è unicamente imputabile alle seguenti considerazioni: serietà della Cooperativa, qualità del prodotto, localizzazione e prezzo praticato. Inoltre, la Cooperativa non distribuisce latte in Valle, mentre altri produttori, quali l’ABI, sono in concorrenza diretta con la Centrale, per cui non è stato ritenuto utile consegnare loro il mercato locale.

Le ragioni che, in data 12 ottobre 1990, hanno consigliato di approntare un quantitativo di imbottigliamento Tetra-Rex sono igieniche e precauzionali.

Igieniche, in quanto l’imbottigliatrice Italpak presenta problemi di lavaggio, per cui è possibile che una non perfetta pulizia faccia sorgere problemi di carattere igienico nella produzione, come già è avvenuto in passato. Nel timore dell’insorgere dei summenzionati problemi ed al fine di evitare spiacevoli interruzioni nella fornitura di latte, la Centrale Laitière d’Aoste aveva deciso di precostituire una riserva di imballati per imbottigliamento presso la Cooperativa di Carmagnola.

Precauzionali, in quanto, in previsione di possibili disaccordi con gli azionisti privati della Centrale Laitière Vallèe d’Aoste, le cui informazioni risultavano non favorevoli, si è sempre temuto un difficile rapporto con la nuova Centrale anche in sede di eventuale liquidazione. I produttori locali di latte, su base contrattuale, dovrebbero essere pagati a trenta giorni fine mese, mentre quelli canavesani a quarantacinque giorni fine mese. Purtroppo, la cronica carenza di liquidità della Centrale non ha mai permesso il rispetto di tali termini. Per il 1991, con i produttori canavesani è stato contrattato il pagamento a sessanta giorni fine mese.

Per il trasporto del latte alla Cooperativa di Carmagnola, la Centrale Laitière d’Aoste si avvale del personale dipendente, già incaricato della raccolta del latte che, non appena raccolto in Valle, invece di essere trasportato alla Centrale, viene portato direttamente a Carmagnola.

Il contratto siglato con la Cooperativa di Carmagnola non prevede una scadenza, ma può essere disdetto da una delle parti con un preavviso scritto di un mese. Il costo al litro del prodotto finito è di £ 1.020, rispetto ad un costo medio interno di produzione di £ 1.220.

La nomina di un consiglio di amministrazione, a seguito delle dimissioni dell’amministratore unico, è stata posta all’ordine del giorno dell’assemblea della Centrale Laitière d’Aoste, convocata per il giorno 11 gennaio 1991.

In merito ai quesiti sulle soluzioni definitive sul futuro della Centrale e del personale dipendente e sulla presentazione di un progetto globale di ristrutturazione, devo innanzitutto precisare che, in data 29 dicembre 1990, il signor Paolo Charbonnier, Presidente del Consiglio di amministrazione della nuova Centrale, ha presentato istanza al Presidente del Tribunale di Aosta per la messa in liquidazione della società. Tale decisione è stata determinata dall’accertata incapacità della società Centrale Laitière Vallée d’Aoste a funzionare e dal fatto che il capitale della società è andato completamente perduto.

Peraltro, la nuova società, sia per il comportamento dei soci privati, sia per alcune decisioni di certi amministratori di nomina regionale, sia per il mancato rispetto dell’impegno a sottoscrivere l’aumento di capitale da £ 1.800.000.000 a £ 3.000.000.000, deliberato il 21 dicembre 1989, si è dimostrata chiaramente sbagliata. D’altra parte, come i signori Consiglieri sanno, la Regione avrebbe dovuto o potuto sottoscrivere l’aumento di capitale solo dopo che fosse stato sottoscritto dai soci privati.

L’intendimento, quindi, di questa Amministrazione è di attendere la liquidazione della Centrale Laitière Vallée d’Aoste, di intervenire nell’acquisto del costruendo capannone e di trasferire il tutto alla Centrale Laitière d’Aoste, per il completamento del nuovo stabilimento con criteri e modalità ancora da stabilire e per la prosecuzione dell’attività di raccolta, lavorazione e distribuzione del latte.

Quanto al personale, ci siamo impegnati con le organizzazioni sindacali al mantenimento dei livelli occupazionali attuali per tutto il periodo della cassa integrazione. Le decisioni saranno poi assunte dai competenti organi della società, anche in relazione alle soluzioni definitive che verranno adottate.

Non ritengo necessario, infine, aderire alla richiesta di riferire in merito alla III Commissione consiliare permanente, in quanto, al momento attuale, non vi sarebbero ulteriori elementi o informazioni oltre a quelle che ho fornito all’intero Consiglio. Dichiaro comunque la mia disponibilità a riferire in Commissione o in Consiglio su tutte le novità che si presenteranno e finisco per dire che la Giunta sta studiando una soluzione per il pagamento del latte che i produttori hanno conferito alla vecchia Centrale.

Président: Le Conseiller Bajocco a demandé la parole; il en a la faculté.

Bajocco (PCI): Prendo atto di quanto è stato detto dall’Assessore ai Lavori pubblici e dal Presidente della Giunta e mi auguro vivamente che tutti i lavori abbiano termine entro il mese di marzo o al più presto possibile. Mi sembra di aver capito che la vecchia Centrale, situata in Via Piccolo San Bernardo, non sarà più adibita alla lavorazione del latte, che sarà invece lavorato nella nuova centrale di Gressan. Questo mi fa piacere perché presto andrò in pensione. A suo tempo, infatti, rispondendo ad alcune interpellanze, il Presidente Rollandin mi aveva quasi promesso che la vecchia Centrale avrebbe potuto essere trasformata in centro per anziani, che in Valle d’Aosta sono veramente tanti. Anche voi, del resto, andrete a finire là...

Prendiamo comunque atto di quanto è stato detto dal Presidente della Giunta sul personale, che del resto era l’argomento che ci interessava di più. Lo seguiremo con attenzione anche per accertarci che tutti abbiano la garanzia della continuità lavorativa. Grazie.

Président: Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA): Mi sembra che dall’Assessore ai Lavori pubblici e dal Presidente della Giunta ci siano venute due indicazioni diverse sui tempi di riapertura della Centrale. L’Assessore, infatti, ha parlato di metà o fine marzo 1991, mentre il Presidente della Giunta ha parlato di luglio-agosto 1991. Poiché queste due date mi sembrano piuttosto lontane fra di loro, mi auguro che quella buona sia la prima.

Del resto, anche sentendo le motivazioni che hanno determinato la stesura del verbale dell’USL e l’elenco dei lavori che devono essere realizzati, non mi sembra che si tratti di opere così imponenti da giustificare la chiusura della Centrale per otto mesi, quando c’è invece tutta una serie di motivi che rendono urgente il ripristino della sua piena funzionalità. Mi auguro, quindi, che la data buona sia quella tra la metà e la fine di marzo, in modo che la Centrale, che era nata anche con una funzione di carattere sociale rispetto alla nostra città ed alla nostra Regione, possa attendere alla sua ragion d’essere.

Nel merito della questione più generale, mi sembra che non ci siano ancora elementi di chiarezza, ma noi riterremmo comunque opportuno un esame di tutta questa tematica in sede di Commissione, perché sono notevoli i punti non chiari e gli interrogativi che nascono dalla stessa esposizione del Presidente della Giunta. Ci auguriamo, perciò, che al più presto questi temi tornino ad essere ulteriormente approfonditi in sede di Commissione o di Consiglio.

Président: Le Conseiller Mafrica a demandé la parole; il en a la faculté.

Mafrica (PCI): Credo che sia da tener presente l’esposizione dell’Assessore Martin, che ha assunto personalmente l’impegno di accelerare al massimo i lavori per favorire il ritorno della lavorazione del latte nella vecchia Centrale di Via Piccolo San Bernardo.

Credo che oggi si sia assistito alla conferma di un disastro annunciato. Il senso dell’esposizione è che la nuova Centrale, per le scelte che erano state fatte sulle dimensioni produttive e soprattutto per l’infelice scelta del socio privato, ha raggiunto perdite rilevanti, che in questo momento si stanno delineando e che in qualche modo dovranno essere coperte.

Invitiamo la Giunta a far sì che, una volta liquidata la partita della nuova Centrale, sia esaminato in un confronto aperto il problema della soluzione definitiva della Centrale del latte. Ci sono infatti ancora dei particolari da definire sul dimensionamento della sua attività e sulla sua sede definitiva, perché in quella di Via Piccolo San Bernardo potrà operare solo in condizioni di rattoppo, visto che i lavori in corso non potranno sicuramente modificare strutturalmente le condizioni dell’edificio. Ci pare poi che debba essere risolto anche il problema del personale in funzione delle future e definitive prospettive di lavoro.

Prendiamo atto che una scelta sbagliata ha provocato dei danni rilevanti. Cerchiamo oggi di fare i conti, di tirare una riga e di ripartire con condizioni tali che evitino o riducano al minimo eventuali perdite che ci dovessero essere nell’attività della Centrale del latte.

Facciamo una scelta dimensionata alla realtà valdostana ed alla possibilità commerciale della nostra Regione, senza ripercorrere disegni di penetrazione economica del latte valdostano o dei suoi derivati in zone commerciali già ampiamente fornite. Facciamo qualcosa che sia proporzionata alla nostra dimensione e usciamo al più presto possibile da questa situazione, augurandoci che non si abbiano più a ripetere le scelte infelici del passato.

Président: Le Conseiller Viérin a demandé la parole; il en a la faculté.

Viérin (UV): Je demanderais tout d’abord au Président d’avoir l’obligeance de nous remettre un double de la réponse fournie. Pour ce qui est des réponses, par contre, nous en sommes absolument pas satisfaits. Tout d’abord nous pensons que le problème n’est pas si clair comme le prétend le Président.

Il aurait été donc opportun de l’examiner au sein de la troisième Commission, étant donné qu’en plus encore d’indication sur les intentions du Gouvernement, a été fournie, voir par exemple, la nomination du conseil d’administration.

Nous avons encore une participation directe de 5 pour cent de la Centrale, et par le biais de la Finaosta de 95 pour cent, nous estimons donc qu’il est nécessaire que le Conseil se penche sur la nomination du conseil d’administration, afin d’assurer une réelle représentativité en son sein.

Rien nous a été dit quant au point inscrit à l’ordre du jour de l’assemblée de la Centrale laitière: "Conferimento incarico consulenze esterne per organizzazione tecnico-commerciale". Et surtout, nous espérions des réponses précises quant à un courrier, adressé par l’administrateur unique à la Finaosta, où une société du même administrateur "composta dai signori Riboldi, Bertonelli e Faenza", est proposé pour cette mission à la Centrale laitière d’Aoste.

Rien n’a été dit également sur le personnel et sur la volonté de gérer directement les activité de la centrale. Est-ce qu’il est vrai qu’on a attribué à l’extérieur - je répète - par un contrat de commodat, concernant même les camions de la Centrale, la distribution du lait dans la Basse Vallée et la distribution des produits de la Centrale? Nous trouvons qu’il y a, à ce propos, contradiction flagrante entre les volonté de sauvegarder l’emploi et d’assurer toutes les conditions nécessaires au personnel et le démantellement des différents secteurs de la Centrale laitière d’Aoste, en allant - là non plus il y a pas eu de réponse - vers une privatisation de cette Centrale.

Nous aurions voulu avoir aussi des précisions quant au contentieux avec les producteurs du lait du Canavais. Le courrier que ces mêmes producteurs ont adressé aux responsables de la Centrale laitière d’Aoste et les pourparlers qu’ils ont eus avec l’Assesseur à l’Agriculture, à notre connaissance, n’ait pas encore eu de réponses.

Pour ce qui est du transport du lait, mais dans l’exposition orale nous l’avions précisé, il y a eu faute de frappe dans le texte de l’interpellation. Il ne s’agissait pas d’avoire des éclaircissement quant à la procédure suivie pour l’adjudication du transport du lait à Carmagnola, mais de Carmagnola. Avec l’utilisation des camions de propriété de la Centrale laitière d’Aoste jusqu’à Carmagnola le problème ne se pose pas. De toute façon nous aurons la possibilité de revenir sur ce problème.

L’achat des emballages Tetra-Rex au mois d’octobre, effectué à titre précautionnel par rapport à une situation non prévédible, devenue inexplicable. Egalement, rien n’a été dit sur les éventuels rapports entre l’administrateur unique et la Coopérative des producteurs de lait de Carmagnola. La situation financière de la Centrale laitière d’Aoste est aussi controversie.

Les communications adressées par l’adminis-trateur unique à la Finaosta et aux sociétaires de la Centrale laitière d’Aoste présentent un déficit annuel de 780 millions de lires, qui, avec la mise en liquidation de la Centrale laitière Vallèe d’Aoste et l’absorption des quinze employés de celle-ci se differait à 1,7 milliard de lires.

Pour toutes ces raisons, nous ne sommes absolument pas satisfaits des réponses fournies. Nous regrettons enfin que sur ce problème, nonobstant les belles intentions de transparence et de confrontation, un débat au sein de la troisième Commission. Soit réfusé nous nous réservons donc de présenter des ultérieures initiatives afin de pouvoir mettre au clair toute la situation.

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